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INFERMERIA

Lazio, Rovella attesa e speranza: dietrofront, avanti con la terapia conservativa

Una decisione ponderata, sofferta, che segna un punto di svolta per il presente e il futuro immediato del centrocampo della Lazio. Nicolò Rovella non si opera. Il metronomo biancoceleste, alle prese con una fastidiosa pubalgia che lo tormenta fin dall’inizio della stagione, ha sciolto le riserve scegliendo di non finire sotto i ferri. Dopo giorni di riflessioni e ulteriori consulti medici, il giocatore ha confermato la sua volontà di proseguire sulla strada della terapia conservativa, un percorso già intrapreso da un paio di settimane ma ora abbracciato come soluzione definitiva per superare il problema.

La scelta di Rovella rappresenta un bivio delicato. Da un lato, si evita un intervento chirurgico che avrebbe significato uno stop lungo, con tempi di recupero indefiniti. Dall’altro, la terapia conservativa è un percorso basato sulla pazienza e sul monitoraggio costante, un sentiero che non offre certezze assolute sulla risoluzione completa del problema e che espone al rischio di possibili ricadute. La speranza del giocatore e dello staff medico è che un programma mirato di fisioterapia, riposo e rinforzo muscolare possa risolvere l’infiammazione e restituire il centrocampista a Maurizio Sarri nel minor tempo possibile.

Il momento clou che ha portato a questa riflessione è stato il derby contro la Roma, quando Rovella fu costretto ad alzare bandiera bianca e a lasciare il campo già nel primo tempo, rendendo palese la serietà di un infortunio non più gestibile. Quell’uscita dolorosa ha dato il via al nuovo protocollo riabilitativo. Ora, con la decisione ufficiale, per la Lazio si apre una fase di attesa e speranza, con il tecnico Sarri che dovrà continuare a fare a meno del cuore pulsante del suo gioco, nell’auspicio che la scommessa conservativa di Rovella si riveli vincente.

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SERIE A

Lazio, anticipi e posticipi dalle 13^ alle 22^ giornata

La Lega Serie A, attraverso i propri canali ufficiali, ha reso noto gli anticipi e i posticipi dalla 13^ alle 22^ giornata della Serie A Enilive. Di seguito il calendario della Lazio:

13ª giornata

Milan-LAZIO, sabato 29 novembre 2025 ore 20:45

14ª giornata

LAZIO-Bologna, domenica 7 dicembre 2025 ore 18:00

15ª giornata

Parma-LAZIO, sabato 13 dicembre 2025 ore 18:00

16ª giornata

LAZIO-Cremonese, sabato 20 dicembre 2025 ore 18:00

17ª giornata

Udinese-LAZIO, sabato 27 dicembre 2025 ore 18:00

18ª giornata

LAZIO-Napoli, domenica 4 gennaio 2026 ore 12:30

19ª giornata

LAZIO-Fiorentina, mercoledì 7 gennaio 2026 ore 20:45

20ª giornata

Hellas Verona-LAZIO, domenica 11 gennaio 2026 ore 18:00

21ª giornata

LAZIO-Como, lunedì 19 gennaio 2026 ore 20:45

22ª giornata

Lecce-LAZIO, sabato 24 gennaio 2026 ore 20:45

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘9 GENNAIO’ – Oddi: “Lazio, inizio a preoccuparmi. Non si possono subire gol in questo modo…” (AUDIO)

GIANCARLO ODDI in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

“La partita con il Torino andava vinta, mi aspettavo qualcosa in più da parte della Lazio. Non si possono prendere i gol nel modo in cui sono stati presi. Sembrava una squadra anche poco organizzata. Sostituire Guendouzi e Rovella non è facile, chi ha giocato non ha dimostrato di essere alla loro altezza. Non è una questione di modulo e di 4-2-3-1. Dopo il derby perso c’è stata una reazione eccellente, ora sei tornato nuovamente indietro. Il Torino non è superiore alla Lazio. E’ difficile dare un giudizio a questa squadra, mi auguro che le mie perplessità siano smentite. Non ci siamo, l’unica cosa che salvo è Cancellieri. E’ rientrato bene e sta reggendo la Lazio. Ora, l’augurio è che si possano recuperare dei giocatori importanti. Inizio a preoccuparmi”.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Isaksen racconta la malattia: “E’ stato come rivivere il Covid. Di tutto per tornare al top”

Gustav Isaksen ha scelto i microfoni di sport.tv2.dk per raccontare i mesi più difficili della sua carriera, segnati dalla malattia che lo ha costretto a saltare la preparazione estiva con la Lazio. Ora, durante la sosta, l’esterno danese è pronto a tornare in campo con la sua Nazionale.

“Stavo impazzendo a stare sdraiato e a guardare il soffitto per quattordici giorni, senza sapere quando sarei potuto tornare alla mia vita normale,” ha raccontato. “Dopo un allenamento ho sentito che il mio corpo era completamente distrutto, così sono andato a farmi fare un massaggio per rilassarmi un po’. Ma mentre ero sul lettino ho iniziato a sentire un freddo pazzesco. All’inizio il medico pensava fosse solo un mal di gola, ma poi mi sono sentito sempre peggio.”

Le analisi hanno poi rivelato un’infezione più seria del previsto: “Quando è arrivato l’esito degli esami, sono stato messo subito in isolamento per due settimane nel centro sportivo della Lazio. Ero costantemente monitorato da un medico, temevano che potessi contagiare i miei compagni e non hanno voluto rischiare nulla. Sono stati giorni durissimi: avevo la febbre alta e la gola così gonfia che quasi non riuscivo a deglutire.”

L’isolamento, racconta Isaksen, è stato il momento più pesante da affrontare: “In tanti mi hanno scritto o chiamato, ma all’inizio è stato difficile. Tutti avevano paura che potessi infettare qualcuno, era come tornare ai tempi del Covid. Ero completamente solo. Poi, quando la febbre è scesa, ho pensato fosse finita, ma non era così. Alla fine ho chiesto alla Lazio che mia madre potesse venire da me, la sua presenza mi ha aiutato molto.”

La voglia di tornare in campo cresceva di giorno in giorno: “Era un conto alla rovescia continuo. Vedevo le amichevoli senza poter partecipare e mi passavano mille pensieri per la testa. A volte mi mettevo sul balcone a salutare Oliver Provstgaard, che ogni tanto si avvicinava un po’ per scambiare due parole. Tornare a giocare è stato bellissimo. Il mio sogno resta quello di partecipare a una grande competizione internazionale con la Danimarca. Mi è dispiaciuto tantissimo guardare da lontano le prime due gare di qualificazione ai Mondiali.”

Infine, Isaksen ha spiegato la scelta di restare a Roma durante la sosta di settembre: “La Lazio ha pensato fosse meglio che rimanessi qui per recuperare la condizione fisica e lavorare con Sarri sul piano tattico. È stato il club a decidere, anche se avrei voluto tornare prima in Nazionale. Nelle prime partite di stagione speravo di giocare di più, ma ora mi sento bene. Ho fatto di tutto per tornare al top e non vedo l’ora di vestire di nuovo la maglia della Danimarca.”

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Agostinelli: “Lazio, Sarri sta facendo i salti mortali. Cancellieri ricorda il primo Zaniolo, a gennaio cederei…” (AUDIO)

ANDREA AGOSTINELLI in collegamento a ‘NMM’

“Il pareggio con il Torino può andare bene visto il periodo che la Lazio sta gestendo. Non può passare inosservato il fatto che davvero fuori c’era mezza squadra. Giocare in questo momento con una squadra così rabberciata per un tecnico non è facile. Non era facile tirare fuori una partita. E’ stato un 3-3 di cose ben fatte e di grandi errori. Ora c’è la sosta, si rifiata nella speranza di recuperare giocatori. Ora non è il momento di guardare la classifica, ma di vivere alla giornata sperando di recuperare più effettivi possibili.

In alcune situazioni di grande difficoltà tutto è concesso. Pur di portar via il risultato, un allenatore cerca di fare di tutto, anche snaturare il proprio credo. In questo momento di grande carestia, è impossibile giudicare negativamente Sarri. Il suo lavoro non è del tutto giudicabile, per questo sarebbe stato lecito nel secondo tempo con il Torino inserire anche un difensore centrale in più. Patric, per esempio. La premessa è che ora Sarri sta facendo dei salti mortali.

Cancellieri un po’ come Zaniolo prima maniera? Si, ci può stare. Attacca bene la profondità, ha forza nelle gambe. Ora è in fiducia, è sicuro di sé, va sfruttato. Magari dal punto di vista tecnico e dell’agilità, Isaksen può avere qualcosa in più, ma dal punto di vista dell’esplosività Cancellieri si fa preferire.

Chi cederei a gennaio per fare mercato in entrata? Non è facile dirlo, forse Mandas e Tavares”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, boom infortuni: ora Sarri cerca chiarezza

Sarri ha concesso alla sua squadra due giorni di riposo, prima della ripresa degli allenamenti in vista della partita del 19 ottobre contro l’Atalanta. In virtù di ciò il mister, supportato dal suo staff, rifletterà sull’incidenza degli infortuni e sulle possibili cause.

Secondo quanto riporta l’edizione odierna del Messaggero, però, Sarri e il suo staff ne approfitteranno anche per discutere un tema che sta condizionando il cammino della Lazio: gli infortuni. Sono 7 i giocatori fermi in infermeria a oggi. Questo è un numero spropositato, ancor di più per il fatto che la Lazio non partecipa a competizioni europee e quindi non ha impegni infrasettimanali. Per questa ragione, a Formello si sente il bisogno di discuterne per capire come agire e porre un freno a questo trend negativo.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, parametro costi-ricavi non risanato: Lotito annuncia il saldo zero per gennaio

Il presidente Lotito nel pre-partita di Lazio-Torino, di fatto, ha annunciato quello che per il club biancoceleste sarà un mercato a saldo zero, quindi non libero. Puoi vendere e comprare a pari prezzo.

“L’indice è all’80%. Chiunque si trovi in questa situazione, può vendere e comprare allo stesso prezzo e non ci sono elementi tecnici che impediscano di fare il mercato”. Questo è quanto dichiarato dal numero uno biancoceleste prima della sfida col Torino, di fatto aprendo le porte a una prospettiva di mercato a saldo zero.

L’unica speranza per lo sblocco totale, come riporta Il Messaggero questa mattina, rimangono i crediti pregressi dei diritti TV (12-13 milioni), che si vogliono inserire subito nel bilancio ma che dovranno passare l’esame della nuova Commissione al posto della Covisoc. Il tutto in attesa del nuovo sponsor.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, dopo la sosta rientra Guendouzi. Verità Vecino: Dele-Bashiru in attesa

La pausa per le Nazionali arriva nel momento giusto per la Lazio: i biancocelesti hanno bisogno di riorganizzarsi, capire cosa non funziona e, soprattutto, recuperare energie e ritrovare gli infortunati. Alla ripresa del campionato, contro l’Atalanta, Maurizio Sarri potrà contare nuovamente su Matteo Guendouzi, che ha scontato le due giornate di squalifica rimediate dopo il rosso nel derby; attesa invece per il rientro di altri due elementi. 

Il tecnico spera di ritrovare anche Luca Pellegrini, alle prese con il trauma contusivo-distorsivo al ginocchio destro rimediato a Genova, ma l’attenzione è soprattutto su Matías Vecino. L’uruguaiano non gioca dall’8 agosto: il fisico continua a non rispondere come vorrebbe e il timore di una ricaduta lo frena. Dopo la sosta sarà chiamato a prendere una decisione definitiva sul suo futuro immediato, anche perché Dele-Bashiru, in vista del rientro dall’infortunio, scalpita per tornare in lista.

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INFERMERIA

Lazio, ansia Zaccagni: oggi gli esami, rischia un mese di stop

Lazio in difficoltà, di risultati, classifica ed in infermeria. Il capitano biancoceleste Mattia Zaccagni è stato obbligato a fermarsi per un problema fisico nell’allenamento di rifinitura prima della partita contro il Torino: come riporta il Corriere dello Sport, nella giornata di oggi si sottoporrà agli esami strumentali che serviranno a evidenziare il tipo di infortunio, nella speranza che la sosta nazionali possa bastare per riportarlo in campo.

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INFERMERIA

Lazio, Rovella ha deciso: via libera all’operazione. I tempi di recupero

Nicolò Rovella ha deciso di operarsi per il problema di pubalgia che lo tormenta dalla vigilia di Sassuolo – Lazio e che nel derby lo ha definitivamente bloccato, facendogli saltare le ultime due partite contro Genoa e Torino, in cui Sarri ha dovuto per necessità cambiare modulo e mettersi col 4-4-2. Come riporta il Corriere dello Sport, in questi giorni il centrocampista sosterrà l’intervento chirurgico, che lo terrà fermo circa un mese, di cui due settimane guadagnate con la sosta.