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POLITICA SPORTIVA

FIGC, no a Malagò. Lotito: “Non è questione di nomi. Serve commissario che cambi la legge”

Brevi ma significative dichiarazioni del presidente della Lazio Claudio Lotito all’uscita dall’odierna Assemblea di Lega in cui la Serie A ha individuato in Giovanni Malagò il proprio candidato in vista delle prossime elezioni federali del 22 giugno. 18 club su 20 di Serie A hanno appoggiato il nome di Malagò, con le eccezioni di Lazio e Verona.
Questo il pensiero di Lotito ai giornalisti presenti: “Le elezioni vengono indette con la legge 91 del 1981, una legge di 45 anni fa e non va bene”.

Lei ha un nome diverso?
“Non è il nome. Il nome non c’entra niente. Se una cosa non funziona va ristrutturata no? Ripeto, c’è una legge di 45 anni fa, fin quando c’è quella legge il sistema… Va ridisegnato tutto, ci vuole la nomina di un commissario”.

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SERIE A

Fiorentina-Lazio, probabili formazioni

Fiorentina-Lazio, match valido per la 32ª giornata di Serie A 2025/26, si giocherà allo stadio Franchi di Firenze, lunedì 13 aprile alle ore 20:45. La Fiorentina è la squadra contro cui la Lazio ha sia vinto il maggior numero di partite nella sua storia in Serie A – 59 su 153 sfide totali, completano il quadro 44 pareggi e 50 successi viola – sia segnato più reti (213).

Probabili formazioni

FIORENTINA (4-3-3): De Gea, Dodò, Pongracic, Ranieri, Gosens; Brescianini, Mandragora, Ndour; Harrison, Piccoli, Fazzini. All. Vanoli.

Squalificati: Fagioli, Gudmundsson

Indisponibili: Fortini, Lamptey, Kean, Parisi

LAZIO (4-3-3): Motta; Lazzari, Romagnoli, Provstgaard, Nuno Tavares; Basic, Cataldi, Taylor; Isaksen, Dia, Noslin. All. Sarri.

Squalificati: nessuno

Indisponibili: Gigot, Gila, Provedel, Rovella, Zaccagni, Maldini, Marusic

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POLITICA SPORTIVA

FIGC, il candidato presidente della Serie A è Malagó: astenute solo Lazio e Verona

Al termine dell’assemblea dei club a Milano, il presidente della Lega Serie A Ezio Maria Simonelli è intervenuto in conferenza stampa per spiegare la scelta – da parte di 18 club su 20 – di appoggiare Giovanni Malagò. Poi, in aggiunta, ha spiegato anche la scelta della Lazio.

Le parole di Simonelli in conferenza sulla scelta della Lega Serie A per Malagò

Il presidente Simonelli spiega la scelta dei club di Serie A, ben 18 su 20, di appoggiare Giovanni Malagò come candidato presidente per la prossima FIGC: “Diciotto club su venti hanno sottoscritto la candidatura di Malagò, che da questo momento ha ottenuto l’accredito della candidatura da parte di una componente federale. Ricordo che non è la Lega a votare in assemblea elettiva FIGC, ma le singole società: ciascuna rappresenterà lo 0,9% e per questo arriviamo al 18%, ma ciascuna è libera di votare come crede. Non c’è vincolo di mandato. Queste società avevano diritto a sottoscrivere un modulo federale per accreditare un candidato: raggiunti 11 accrediti, sarebbe diventato il candidato della nostra componente. Noi possiamo certificare che 18 società hanno accreditato Giovanni Malagò”.

Poi, sulla scelta di Lazio e Verona di non esprimersi, Simonelli ha aggiunto: “Lazio e Verona non hanno firmato, non certo per mancanza di fiducia nei confronti di Malagò e ci tenevano a farlo presente: la loro stima nei suoi confronti c’è, ma ne hanno fatto una questione di metodo. Ritenevano che prima si discutesse dei programmi e poi si individuasse la persona giusta. Malagò, essendo una persona di altissimo livello ha trovato la sintonia di 18 società su 20, a prescindere dal programma. Ora la palla è in mano a Malagò, che dovrà fare le sue verifiche e, quando le avrà fatte, formalizzerà la sua candidatura, depositando le 18 schede di accredito e il suo programma elettorale. Gli faccio i miei migliori auguri, lo inviteremo nei prossimi giorni qui in sede per illustrargli quelli che sono i programmi che abbiamo già tracciato, perché abbiamo già tracciato un programma di massima che interessa la Serie A, con una ventina di punti, ma integrabile”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, riecco Zaccagni: recupero record per la panchina ma senza rischi

“Il capitano in panchina a Firenze: ma Sarri potrebbe risparmiarlo, non è ancora il momento di spingere al massimo”. Così recita l’edizione odierna de “Il Corriere dello Sport” con l’articolo dal titolo “Riecco Zaccagni”. Sembra ormai vedere la luce in fondo al tunnel il capitano della Lazio, che dopo un’annata di tanti infortuni, è ormai pronto al rientro in campo. Nonostante la convocazione, il tecnico biancoceleste potrebbe comunque non rischiare il numero 10 per la trasferta di stasera, per provare a fargli mettere minuti nelle gambe direttamente sabato prossimo per la sfida contro il Napoli, per poi stare al 100% della forma per la gara di ritorno di Coppa Italia contro l’Atalanta il 22 aprile.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Dele acciaccato: dopo due mesi torna Basic titolare

“Il calvario di Basic è terminato, pronosticato titolare nella Lazio di Firenze. Il croato si muoverà da mezzala destra completando il terzetto con Cataldi e Taylor”. Così recita l’edizione odierna de “Il Corriere dello Sport” con l’articolo dal titolo “Riecco Basic, Dele-Bashiru acciaccato”. Ormai l’infortunio all’adduttore è alle spalle, e con un Dele-Bashiru non al meglio, a causa di un affaticamento muscolare, stasera il numero 26 si riprenderà dopo due mesi il posto da titolare, con l’obiettivo di tornare al 100% della forma e aiutare a far rifiatare il centrocampo di Sarri da qui a fine stagione

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Firenze e Napoli: trasferte speciali per Sarri con l’Atalanta nel mirino e la solita emergenza

Stasera a Firenze e poi sabato a Napoli: Maurizio Sarri, legatissimo a queste città, è atteso da due sfide speciali consecutive, entrambe importanti per preparare la partita dell’anno, quella di Coppa Italia a Bergamo con l’Atalanta. Oggi è diviso tra i suoi amori, l’allenatore biancoceleste: Firenze – è cresciuto a Figline, a poco più di trenta chilometri dal capoluogo toscano – e la Lazio, che l’ha conquistato. 

I tifosi delle due squadre se lo contendono: quelli biancocelesti lo hanno eletto a beniamino (anche per le frecciate a Lotito), quelli viola lo avrebbero voluto lo scorso anno (la telefonata arrivò troppo tardi, aveva già firmato con la Lazio) e ancora insistono per averlo sulla panchina nella prossima stagione. Il ds della Fiorentina, Fabio Paratici, con Sarri ha vinto uno scudetto alla Juve: il rapporto fu turbolento ma il Comandante – se lascerà la Lazio – resta tra i candidati per l’eventuale successione di Vanoli. Dall’altra parte, in caso di divorzio con Lotito, Firenze sarebbe la prima scelta per Sarri. 

Discorsi prematuri, adesso i viola hanno bisogno di punti per la salvezza e i biancocelesti vogliono provare a tornare in Europa attraverso la Coppa Italia. Stasera, ancora una volta, Sarri dovrà rinunciare a tanti giocatori, tra i quali MaldiniGila Marusic: i primi due con l’Atalanta ci saranno (rientro previsto già a Napoli), il montenegrino proverà un recupero al momento improbabile perché la prognosi parla di tre settimane di stop. 

Come terzino destro giocherà Lazzari, che contro il Parma ha dimostrato una buona condizione nonostante sia stato poco utilizzato di recente. Il resto della difesa, davanti a Motta, sarà completato da Romagnoli e Provstgaard al centro, con Tavares a sinistra. Pellegrini, che in settimana non è riuscito ad allenarsi con continuità per un problema alla tibia, andrà in panchina.

A centrocampo, regia affidata a Cataldi, ex della partita (lo scorso anno era in prestito alla Fiorentina), le mezzali saranno Taylor e Basic, che torna titolare dopo due mesi. 

Dele-Bashiru gestisce un affaticamento all’adduttore, solo panchina per lui. Tutto nuovo il tridente offensivo: senza Maldini, Sarri stavolta punta su Dia, vero nove anche se ha segnato solo due gol in stagione. A sinistra Noslin favorito su Pedro, mentre dall’altra parte Cancellieriha buone chance di partire dall’inizio al posto di Isaksen. Nel finale si dovrebbe rivedere Zaccagni, tornato disponibile in largo anticipo rispetto alle previsioni. 

La squadra ha la testa a Bergamo, ma proverà comunque a centrare la seconda vittoria consecutiva in trasferta: appena quattro successi e 10 gol fuori casa, l’obiettivo è migliorare in extremis questi numeri tristi. La Repubblica

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INFERMERIA RASSEGNA STAMPA

Lazio, altra botta: anche Marusic Ko, a rischio per Bergamo. A Firenze attacco nuovo

La botta pesantissima della settimana è arrivata puntuale: allo stop di Maldini s’è aggiunto lo stop di Marusic. Tutti e due fuori a Firenze. Daniel sarà ricontrollato per Napoli, ha un’infiammazione al tendine rotuleo. Era stato gestito già prima del Parma. Adam è a rischio addirittura per Bergamo, colpa di un problema muscolare. Si teme uno stiramento. La nuvola fantozziana di sfiga continua a sorvolare Formello. Molti sono stati stop traumatici o dovuti a vecchie problematiche o cicatrici, ma ce ne sono stati anche di muscolari. La realtà è che tutto continua a girare storto, la sensazione è che qualcosa non abbia funzionato nella gestione quotidiana o nei recuperi. Il vero problema di quest’anno è che i problemi sono sempre stati gli stessi, a tutti i livelli. Sarri ha ogni alibi possibile e immaginabile: è rimasto spesso con la squadra spolpata e ha dovuto forzare i rientri. S’è sempre dovuto inventare qualcuno o qualcosa. Un consuntivo finale sarà fatto a fine anno, manca poco. Oggi bisogna tenere botta per Firenze, Napoli e Bergamo, il trittico di partite che attende la Lazio.

Maldini out, dentro Dia. Marusic fuori, dentro Lazzari. Sono le prime mosse per domani. Mau ha recuperato Dele-Bashiru, va deciso se risparmiarlo in favore di Basic o confermarlo mezzala destra. In questo caso il croato farebbe staffetta in corsa. È pronto dopo due mesi vissuti cercando una spiegazione ai fastidi che lo tormentavano: una lesione scoperta a posteriori. Sarri, per necessità e volontà, sta pensando ad un tridente diverso con Isaksen, Dia e Noslin. L’olandese è in pole su Pedro. Già prima dello stop di Maldini, nelle prove, era stato dato più spazio a Dia e Noslin. Il primo era entrato bene a Bologna, il secondo è andato in gol col Parma. Sarri pensava di variare qualcosa per ritrovare pericolosità. I dubbi sembrano dissolti, colpa dell’emergenza. Ricapitolando: Motta in porta. Poi Lazzari, Romagnoli, Provstgaard e Tavares in difesa. Basic o Dele, Cataldi e Taylor a centrocampo. Isaksen, Dia e Noslin davanti. Questa è la 31ª Lazio diversa in 32 giornate, quella pronosticabile per domani. In panchina pronti Patric, da centrale o regista. Hysaj e Pellegrini, gli unici terzini disponibili. Poi Dele o Basic, Belahyane e Przyborek (ancora in attesa dell’esordio). In avanti Cancellieri, Pedro e Ratkov. C’è ancora un allenamento, è la rifinitura di oggi. Servirà per le conferme, sperando fili tutto liscio. Tra gli accertamenti la convocazione di Zaccagni. Il capitano vuole andare in panchina a Firenze per giocare qualche minuto a Napoli e presentarsi titolare a Bergamo. Era dato fuori a marzo, è riuscito ad anticipare i tempi anche stavolta. Un cammino un po’ diverso spetta a Gila, pronosticabile direttamente in Coppa da titolare. Corriere dello Sport

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Paradiso: “Lazio, abbiamo un presidente che ci dice che non dobbiamo ambire. Non può spegnere la nostra passione” (AUDIO)

Tommaso Paradiso in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

”Se il presidente della tua squadra ti dice apertamente e chiaramente. in conferenza stampa, che i tifosi della Lazio non devo tifare per la competitività sportiva ma per la sua stabilità patrimoniale ed economico-finanziaria, allora è più che legittimo abbandonare lo stadio. Tu mi stai dicendo che mia squadra del cuore non deve ambire a risultati sportivi. Un concetto che va contro ai principi dello sport agonistico. Anche nei circoli romani c’è la competizione, se manca questo io a cosa mi devo attaccare. Non puoi dirmi così, almeno raccontami qualcosa che mi possa far sperare. Quando entro in campo, voglio giocare per vincere. Qui ci sono pochi tifosi laziali, miei amici compresi, che non hanno ambizioni. Sono nella comfort-zone, contenti solo se la Roma perde. Noi siamo la prima squadra della Capitale d’Italia. Qui si sta togliendo la passione nei confronti della Lazio. Con il suo atteggiamento e le sue dichiarazioni vuole far appassire la passione. Noi abbiamo il fuoco, non può spegnerlo”.

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DICHIARAZIONI

Zàrate ricorda la Lazio: “Averla lasciata il mio rimpianto. Che scazzottata con Kolarov…”

Mauro Zarate, ex fantasista della Lazio e rimasto nella memoria dei tifosi biancocelesti, ha rilasciato un’intervista a Flashscore nella quale ha ripercorso le varie tappe della sua carriera, tra cui anche quella vissuta nella Capitale: ecco le sue parole.

Il ricordo della scazzottata con Kolarov ai tempi della Lazio e il rimpianto di aver lasciato il club capitolino forse troppo presto, così Mauro Zarate nel ricordare i suoi anni in biancoceleste: “Ho litigato nello spogliatoio, queste cose succedono. La più divertente è stata quella con Kolarov alla LazioAbbiamo fatto a cazzotti mentre andavamo verso lo spogliatoio. Poi mi si è avvicinato, ha fatto una battuta e si è messo a ridere. Beh, i serbi sono così. Non puoi farci nulla…”. Poi, sui rimpianti, ha aggiunto: “Rimpianti? Sì, aver lasciato la Lazio“.

Infine, Maurito, fa una piccola chiosa sulla vita militare e su cosa gli ha insegnato: “Il lavoro. A un certo punto si parlava della necessità di adattarsi alle cose, ma lui ha continuato con la sua idea di gioco e il suo modo di pensare, e ci ha fatto cambiare e migliorare. Ci ha convinto. Se non lo fai, non sarai mai un buon allenatore. In altre parole, se non convinci il giocatore, il giocatore vuole molti più strumenti e pretende molto di più da te”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Agostinelli: “Solo quattro squadre in A hanno centravanti peggiori di quelli della Lazio. Più si va avanti così…” (AUDIO)

ANDREA AGOSTINELLI in collegamento a ‘NMM’

“Più si va avanti in questo modo e più i giocatori importanti difficilmente avranno l’attrazione di venire a giocare nella Lazio. Se vogliamo ritrovare una Lazio competitiva serve denaro e competenze nelle scelte di mercato, c’è poco da fare.

Fiorentina-Lazio è la gara delle motivazioni opposte. La squadra di Sarri deve giocarla al meglio, ma anche fare i suoi calcoli per l’unica gara che conta, quella di Bergamo in Coppa Italia. Gli stimoli sono tutti da parte loro, non può permettersi di perdere. Non posso pensare che la Lazio possa pareggiare la loro motivazione. Sulla carta la Fiorentina ha lo stesso livello di squadra della Lazio”.

Problema attaccante? Se dovessi fare il gioco di chi è più forte teoricamente, dico che delle saquadre di Serie A solo Lecce, Cagliari, Pisa e Verona non hanno centravanti superiori a quelli della Lazio. E questo gioco lo faccio non considerando Maldini che non è una prima punta, bensì Dia. I risultati avuti dalla squadra sono dovuti dalla compattezza difensiva e dalla volontà del gruppo di reagire”.