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TIFOSI

Lazio, cassa di risonanza alla protesta: ne parlano anche in Polonia

La cassa di risonanza di una protesta senza sosta. I tifosi della Lazio continueranno a disertare lo stadio fino alla fine della stagione, e continua a far parlare di sé in giro per il mondo. Dopo Cbs, Bbc, New York Times (in partnership con The Athletic) e il portale brasiliano Torcidariporta il Corriere dello Sport, anche in Polonia, precisamente sul sito sport.pl, è stato trattato l’argomento. Il portale ha cercato di spiegare le motivazioni per cui l’Olimpico è semi deserto a ogni gara: “Da due mesi i tifosi della Lazio boicottano le partite casalinghe della loro amata squadra a causa delle misure di austerità imposte dal presidente Claudio Lotito”.

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INFERMERIA

Lazio, ottimismo Zaccagni: Atalanta più vicina, spera già nella convocazione per Firenze

In casa Lazio cresce l’ottimismo attorno alle condizioni di Mattia Zaccagni. Il capitano biancoceleste, fermato in questa stagione da diversi problemi fisici, sta portando avanti il lavoro di recupero con l’obiettivo di tornare a disposizione nel momento più delicato dell’annata. Il segnale che filtra è incoraggiante: la convocazione non appare più lontana e il suo rientro in gruppo può diventare presto realtà.

Il percorso resta da completare con prudenza, ma il quadro generale viene considerato in miglioramento. Dopo settimane complicate, la Lazio spera di ritrovare una pedina chiave per esperienza, qualità e leadership.

Il calendario detta le priorità. La presenza contro la Fiorentina resta da valutare giorno dopo giorno, ma all’interno dello staff il vero traguardo sembra essere soprattutto la sfida di Bergamo. L’idea è evitare rischi inutili e accompagnare Zaccagni verso un recupero pieno, senza forzature che possano compromettere il finale di stagione.

La gestione del capitano viene dunque impostata con la massima attenzione. Prima il ritorno graduale al lavoro completo, poi eventualmente la convocazione e infine il reinserimento in partita. Un percorso studiato per restituire alla Lazio un giocatore centrale proprio quando il peso degli appuntamenti si fa massimo.

L’annata di Zaccagni è stata segnata da continui problemi fisici, che ne hanno limitato continuità e rendimento. Gli infortuni hanno inciso sulla sua presenza e, di riflesso, anche sulle rotazioni offensive della Lazio. Per questo il suo possibile recupero assume un valore che va oltre il semplice ritorno di un titolare: significa restituire alla squadra uno dei suoi riferimenti tecnici e carismatici. Corriere dello Sport

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RASSEGNA STAMPA

Sarri-Fiorentina, ritorno al futuro: priorità Lazio, ma questa volta chiederà garanzie scritte. Gattuso e Grossi i primi nomi…

Passato, presente e futuro s’intrecciano. Chissà se lunedì sera Sarri ripenserà a come sarebbe andata, se avesse preso la via più vicina a Castelfranco: «In estate mi è arrivata la telefonata di un dirigente della Fiorentina (Pradé, ndr), ma due ore dopo che avevo già accettato la Lazio». Maurizio non è tornato indietro «per amore dei tifosi biancocelesti», nemmeno dopo aver scoperto in ritardo il blocco del mercato estivo, ma se dovesse arrivare un’altra chiamata a fine stagione potrebbe essere diverso. A giugno scorso Lotito e Fabiani gli avevano promesso che avrebbero rimediato allo stop Covisoc con gli acquisti d’inverno su indicazione del tecnico. Così non è stato, eccezion fatta per Taylor.

A gennaio il Comandante ha ribadito di «voler accettare tutto sino a fine stagione», poi si siederà «a un tavolo con la società per fare un punto». A differenza del 2024, Mau non ha alcuna intenzione di dimettersi perché «come giustamente ha detto Fabiani, ho un contratto sino al 2028 (da 2,5 milioni a stagione più bonus, ndr), ma se questo era l’anno zero, il prossimo dev’essere l’uno». Sarri sta bene alla Lazio, ama i tifosi, ma si è già scottato fin troppo sul mercato: stavolta non alcuna intenzione di credere solo alle parole, senza avere garanzie concrete in mano.

Priorità alla Lazio, ma c’è già un piano per giugno. Se Lotito gli ribadirà la fiducia senza esonerarlo, Sarri vorrà sapere subito che tipo di mercato potrà fare la società (libero o, più probabile, a saldo zero), il budget che sarà investito (non importa quanto, ma va stabilito nel dettaglio), e pretenderà che tutto venga ratificato in una scrittura privata con fideiussioni legate agli acquisti e non solo. In pratica, Mau vorrebbe legare la sua permanenza al rispetto delle condizioni stabilite, pena la risoluzione del contratto in essere e il pagamento del restante biennio. Sarebbe una svolta epocale, se Lotito accettasse le clausole poste dal tecnico, a tutela del suo lavoro e dei tifosi della Lazio.

Se il Comandante dovesse andar via, Lotito e Fabiani dovrebbero tornare a guardarsi intorno: non hanno mai dimenticato Gattuso, piace Grosso. Passato, presente e futuro s’intrecciano di nuovo. Il Messaggero

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STATISTICHE

Fiorentina-Lazio: viola vittima preferita, ma il trend è cambiato. Solo dispiaceri negli ultimi 2 anni e mezzo

Dati Opta verso Fiorentina-Lazio

La Fiorentina è la squadra contro cui la Lazio ha sia vinto il maggior numero di partite nella sua storia in Serie A – 59 su 153 sfide totali, completano il quadro 44 pareggi e 50 successi viola – sia segnato più reti (213).

Nelle ultime quattro sfide in Serie A tra Fiorentina e Lazio, ben tre vittorie viola e il pareggio 2-2 nel match d’andata di questo campionato: i toscani potrebbero rimanere imbattuti per cinque match di fila contro i biancocelesti in Serie A per la prima volta dal periodo tra il 1980 e il 1989 (sei in quel caso).

La Fiorentina ha vinto – entrambe col punteggio di 2-1 – le ultime due sfide casalinghe contro la Lazio in Serie A e non ottiene tre successi interni di fila contro i biancocelesti nella competizione dal periodo tra il dicembre 2006 e il febbraio 2009, quando in panchina c’era Cesare Prandelli.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Oddi: “Lazio, lavoro di Sarri positivo a prescendire dalla Coppa Italia. Ora è giusto che pretenda garanzie per il futuro” (AUDIO)

GIANCARLO ODDI in collegamento a ‘NMM’

“Il giudizio sull’operato di Sarri determinato dal percorso in Coppa Italia? No, ad oggi io dico che il lavoro che fatto è stato buono. Se poi dovesse vincere la Coppa Italia sarebbe un valore aggiunto. Ha salvato la faccia del presidente in estate quando è emersa la notizia del blocco di mercato. A fine campionato, poi, si confronterà con la società per capire se ci sono i precupposti per condividere i prossimi programmi. Anzi, doveva essere stato già fatto.

Dopo tutto ciò che è avvenuto in questa stagione, mi sembra giusto che lui possa decidere di legare la propria permanenza alla garanzia che quanto deciso con la società possa essere poi mantenuto durante il mercato. E’ normale che non voglia rivivere tutto quello che già c’è stato. E’ rimasto scottato, giusto ora pensare di potersi tutelare”.

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RASSEGNA STAMPA

Riduzione monte ingaggi, sfoltimento rosa e giovani: la Lazio verso “un altro anno zero”

Dopo mesi di immobilismo forzato, la Lazio si prepara a cambiare volto. L’estate che verrà si preannuncia diametralmente opposta rispetto a quella del 2025, quando il club fu costretto a bloccare ogni operazione a causa dei noti vincoli finanziari legati agli indici di bilancio.
Ora, invece, il vento sembra essere cambiato. In attesa del verdetto della Commissione previsto entro il 31 maggio, come si legge su La Repubblica, la società ha già tracciato le linee guida per il futuro: ridurre il monte ingaggi, sfoltire la rosa e puntare su profili più giovani. Un processo che potrebbe concretizzarsi anche con un mercato a saldo zero tra entrate e uscite, ma con un impatto comunque significativo sull’organico. La variabile Europa resta centrale. Attualmente, l’unica via per accedere alle competizioni continentali passa dalla Coppa Italia, e questo potrebbe influenzare le scelte strategiche.

Tuttavia, alcune operazioni sono già state definite, come l’arrivo a parametro zero del terzino sinistro Pedraza, eccezione a una politica improntata al ringiovanimento. Il direttore sportivo Angelo Fabiani ha fissato l’obiettivo con chiarezza: “La Lazio non tarderà a inserirsi di
nuovo tra le prime cinque del campionato
”. Un traguardo ambizioso, che passerà inevitabilmente dalla capacità di sostituire al meglio i partenti. All’orizzonte si profila dunque una nuova rifondazione: un altro anno zero che potrebbe ridisegnare profondamente l’identità biancoceleste.

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APPROFONDIMENTI

Lazio, il CIES conferma: tra le peggiori per età media ed utilizzo di giovani

L’ultimo report del CIES Football Observatory fotografa una realtà chiara: la Lazio è tra le squadre che concedono meno spazio ai giovani in Europa. Il dato non sorprende del tutto, ma colpisce per la sua dimensione. Nei principali campionati europei, i biancocelesti si collocano nelle posizioni più basse per minutaggio agli Under 23. Un segnale che racconta una filosofia precisa, ma anche un potenziale limite strutturale.

Secondo lo studio del CIES, la Laziorientra tra i club con l’età media più alta, il minor utilizzo di giocatori giovani e la percentuale ridotta di minuti agli Under 23. In un calcio europeo sempre più orientato allo sviluppo dei talenti, il dato assume un peso specifico importante. Club come quelli della Bundesliga o alcune realtà di Ligue 1 dominano questa classifica, puntando su giocatori giovani sia per necessità economiche che per strategia tecnica.

Il confronto con l’Europa

Il gap con il resto d’Europa è evidente. In molti club i giovani sono considerati degli asset centrali: vengono valorizzati, rivenduti e rappresentano una risorsa economica oltre che tecnica. La Lazio, invece, si trova in una posizione più conservativa, con un modello meno orientato al ricambio generazionale.

Prospettive future

Negli ultimi mesi si intravedono segnali di cambiamento. Alcuni innesti più giovani indicano una possibile inversione di rotta, anche se i numeri restano ancora lontani dagli standard europei. Il vero nodo sarà capire se si tratta di una scelta strutturale o di una fase di transizione.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, dieci giorni decisivi: da Firenze a Bergamo, un finale che vale il futuro

La Lazio si prepara a vivere il tratto più pesante e decisivo della propria stagione. In dieci giorni, tra campionato e Coppa, la squadra di Maurizio Sarri affronterà Fiorentina, Napoli e Atalanta, un mini ciclo che può cambiare tutto: classifica, ambizioni europee e valutazioni complessive sul lavoro portato avanti fin qui.

Il percorso che attende i biancocelesti ha il peso specifico delle grandi occasioni. La Lazio arriva a questo snodo dopo una fase in cui sembrava aver trovato ritmo e continuità, prima del nuovo rallentamento che ha rimesso in discussione alcune certezze. Adesso non c’è più margine per errori: ogni partita ha un valore che va oltre il singolo risultato.

Il confronto con la Fiorentina apre una sequenza ad altissima intensità, seguita dalla sfida con il Napoli e poi da quella con l’Atalanta. In mezzo c’è anche il tema Coppa, che rende ancora più denso e significativo questo tratto di calendario. Sarri sa di giocarsi molto, forse tutto, in pochi giorni.

Il tecnico biancoceleste è chiamato a dare una risposta forte. Questo finale di stagione può infatti consolidare il progetto oppure riaprire interrogativi sul futuro. La sensazione è che il giudizio sull’annata della Lazio passerà soprattutto da qui, da questa sequenza ravvicinata di impegni contro avversarie di alto livello.

Non si tratta soltanto di raccogliere punti, ma di dimostrare tenuta mentale, qualità e capacità di restare competitivi nei momenti in cui il peso della stagione si fa più forte. Per questo il “girone di fuoco” evocato attorno alla Lazio appare come il vero crocevia dell’anno.

Le prossime partite, oltre a incidere sulla classifica, possono avere un riflesso anche sulle scelte future. Un finale convincente darebbe forza all’ambiente e continuità al lavoro impostato. Al contrario, un altro stop o un crollo nel momento decisivo rischierebbero di riaprire riflessioni profonde. La Lazio è arrivata al punto in cui ogni dettaglio pesa e ogni gara può lasciare un segno. Il Corriere dello Sport.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Ventura: “Crisi Italia? Io sono la prova, non basta cambiare Ct, deve subentrare il Governo. La Lazio il mio grande rimpianto, Sarri…” (AUDIO)

L’ex Ct della Nazionale, GIAN PIERO VENTURA in collegamento a ‘NMM’

“Già dopo l’eliminazione nel 2017 della mia Nazionale contro la Svezia si diceva che era necessario un cambiamento. Mi terrorizza sentir dire che il problema si risolva cambiando il presidente federale o il Ct. Credo che ci siamo molto da fare, molte domande dovrebbero porsi, inutile solo cercare dei responsabili. E’ tempo di iniziare un percorso che ci permetta di tornare ad essere protagonisti. Una volta andavamo al Mondiale per vincere, ora sogniamo semplicemente di andarci. Il vero grande problema è che già se ne parla meno, ci rituffiamo sul campionato come se nulla fosse. Qui dovrebbe subentrare anche il nostro Governo, c’è da ricostruire e per farlo bisogna ripartire dal basso, dalle fondamenta. Da tutto quello che non c’è più, ci sarebbe da costruire dei centri federali in tutta Italia, da scegliere tecnici preposti per un obiettivo ben preciso. Che non è il risultato, ma la formazione tecnico-calcistica del giovane. Una volta fatti crescere, c’è da capire come immetterli. Nel passaggio Primavera-prima squadra il talento viene disperso, visto che in Italia i giovani non vengono poi utilizzati. Il percorso non lo fai con le parole, ma con i concetti e con i mezzi. Ci sono Paesi in cui vengono investiti 150-200 milioni di euro per i centri federali. Da noi mi auguro che avvenga, ma ho qualche dubbio.

E’ la qualità dei giocatori che determina, noi ci entusiasmiamo per Pio Esposito e Pisilli che certamente hanno un futuro, ma che hanno bisogno anche di tempo per affermarsi. Il problema è che parliamo di due giocatori. Dopo tre partite Vergara è stato definito il nuovo Sivori. In Italia funziona così, allora mi chiedo come mai è stato lanciato solo a causa di un’emergenza infortuni. Il nostro calcio è andato a sparire, questo vale anche per il nostro campionato, non più paragonabile agli altri top. Il Napoli ha preso sei gol dal PSV, la Juventus ne ha presi cinque dal Galatasaray. Oggi in Serie A, ogni volta che un giocatore fa un contrasto aereo resta a terra per minuti. Oggi, non si riesce più a vedere con piacere una partita nel campionato italiano, lo spettacolo è davvero sceso. Se togli l’emozione dal calcio è finita e l’emozione è il gesto tecnico, l’intuzione.

Il trammento che ha ricevuto dopo l’eliminazione con la Svezia ha influito sul mio addio alla panchina? E’ così. Qualche riflessione la dovrebbero fare quelli che hanno giocato su questo. Sono stato e resto un grandissimo tifoso della Nazionale, ho sofferto molto dopo i rigori contro la Bosnia.

Succesore Gattuso? Mi viene difficile rispondere, non credo che Allegri andrà mai in Nazionale. L’unico che davvero vuole andare, credo sia Mancini. Ma dopo quanto accaduto è difficile. Ancellotti sarebbe un nome che metterebbe d’accordo tutte le componenti del calcio italiano”.

“Rimpianto Lazio”

E’ chiaramente un’annata che non verrà ricordata come straordinaria. Dall’assenza dei tifosi, ai tanti infortuni, passando per alcune prestazioni non all’altezza. A volte ho visto delle reazioni che non è da squadra di Sarri. Quando ti trovi a dieci punti dalla Conference non può essare un’annata da ricordare. Sarri sa facendo tutto quello che può in un contesto in cui non è facilissimo fare.

Rimpianto di non aver scelto la Lazio piuttosto che la Nazionale? Assolutamente si, la Lazio aveva una grande squadra, mentre per me non c’erano i presupposti per andare ad allenare la Nazionale senza una rete. Il rammarico è per la qualità di quella Lazio, è il mio grande rammarico nel calcio. Quella squadra lì aveva valori assolutamente superiori a quella di oggi”.

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FORMELLO

FORMELLO – Altri due rientri per Sarri: Patric e Pellegrini recuperati. Zac spera

Dopo il pari col Parma per la Lazio si avvicina l’ostica trasferta di Firenze che chiuderà la 32esima giornata del campionato di Serie A. 

Da Formello arrivano notizie confortanti per il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri che ritrova Patric e Pellegrini, entrambi tornati ad allenarsi in gruppo e dunque a disposizione per la gara del ‘Franchi’.

In terra toscana spera di esserci anche Mattia Zaccagni: l’esterno biancoceleste lavora per recuperare in tempo utile, ma una decisione definitiva verrà presa solo a ridosso del match.