Categorie
ALTRE

Zazzaroni: “Mi scuso con i tifosi per non aver messo la foto di Mihajlovic con la maglia della Lazio”

Aprendo la trasmissione radiofonica di cui è conduttore insieme a Fabio Caressa, il direttore del Corriere dello Sport Ivan Zazzaroni si è scusato con i tifosi della Lazio: “Devo fare le mie scuse al tifo laziale. Un anno fa morì Sinisa, tutti sappiamo come, e nella pagina con un mio articolo, uscita oggi, ci sono due foto con la maglia della Roma. E’ stato un errore di un collaboratore, ma io me ne assumo la responsabilità come direttore. Il collaboratore si è anche scusato, ma ci tengo a ribadire che Sinisa era e resta un’icona laziale. Nessuna motivazione di diffusione, ho letto cose assurde in queste ore, ma si è trattato di un errore tecnico. E’ giusto che i tifosi della Lazio si siano arrabbiati, questo conferma l’amore folle che avevano per lui. Io ho sentito Arianna, conosco bene i figli, volevo andare al suo ricordo questa mattina ma poi non avrei fatto in tempo a venire qui in radio. Mi dispiace molto per quello che è successo perché in un momento di ricordo così ti sputt… un po’ tutto. Ma ormai è successo e io mi scuso”.

Categorie
ESCLUSIVE

‘NMM’ – Giordano: “Contro l’Inter mi aspetto una reazione d’orgoglio. Rinnovo Felipe? Dopo i 30 anni…” (AUDIO)

Bruno Giordano a ‘NMM’ “Contro l’Inter mi aspetto una reazione d’orgoglio. Rinnovo Felipe? Dopo i 30 anni…”

“Contro l’Inter mi aspetto una reazione d’orgoglio. Rinnovo Felipe? Dopo i 30 anni…”. Bruno Giordano a Radiosei: “4 milioni a Felipe? No. Passati i 30 anni non farei mai contratti lunghi, figuriamoci a quelle cifre. Stesso discorso avrei fatto per Luis Alberto. E’ un discorso di strategia, non guardo per forza il valore di un calciatore. Le grandi squadre ragionano così, anche con campioni più affermati. Felipe ha grandi qualità e qualche passaggio a vuoto”.

“La Lazio ha nelle corde grandi partite con le big. Ci sarà un grande pubblico, la squadra credo vorrà dimostrare qualcosa, anche per orgoglio. Mi aspetto una grande partita sotto l’aspetto motivazionale, magari non tecnicamente, ma a livello di spirito. Servirà grande solidità difensiva e capire i momenti della gara, quando soffrire e quando cercare il colpo. Mi aspetto tanti cambi di gioco da parte dell’Inter, come già visto negli anni passati. Dumfries fuori è una bella perdita per l’Inter, che resta una squadra molto forte che sa giocare in tanti modi. Hanno qualità e struttura. Vecino? Lo vedrei meglio da mezzala con l’Inter. Non rinuncerei ad un play come Cataldi o Rovella”.

https://podcasters.spotify.com/pod/show/radiosei98100/embed/episodes/Bruno-Giordano-15122023-e2d9rm0/a-aaob005
Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Abbate: “Sarri e squadra uniti nel ‘noi contro tutti’. Felipe? Ha chiesto alla Lazio i soldi messi sul piatto dalla Juve” (AUDIO)

Alberto Abbate (Il Messaggero) a ‘NMM’ “Sarri e squadra uniti nel ‘noi contro tutti’. Felipe? Ha chiesto alla Lazio i soldi messi sul piatto dalla Juve”

“Sarri e squadra uniti nel ‘noi contro tutti’. Felipe? Ha chiesto alla Lazio i soldi messi sul piatto dalla Juve”. Alberto Abbate a Radiosei: “Mancato allenamento? Il riposo viene visto come un elemento funzionale al recupero delle energie profuse nel turno infrasettimanale. Domani doppia seduta. Non so quanto lo sfogo di Sarri fosse il gioco da mestierante di cui parlava Fabiani. Sarri sta sfruttando le sue parole per caricare la squadra, un concetto simile al ‘contro tutto e tutti’. Sa che difficilmente arriveranno nuovi acquisti a gennaio, quindi sta cercando di compattare il gruppo sotto l’egida del ‘noi contro tutti’. Nessuno sta giocando contro l’allenatore. Presenza del club? Le figure, lo sappiamo, sono pochissime. Fabiani sta intervenendo spesso, è molto presente e attento a varie situazioni”.

“Romagnoli, passo indietro. Quasi sicuramente out contro l’Inter. Felipe? La richiesta è di 4 milioni bonus compresi, la Lazio offre 3,5 milioni. La distanza non è enorme. La Lazio stessa però, non è più sicura di voler dare tale cifra viste le prestazioni del giocatore. C’è un momento di stand-by e la Lazio stessa sa benissimo che la Juventus è alla finestra per Felipe Anderson. Il brasiliano è stato onesto: ha chiesto alla Lazio i 4 milioni che la Juventus è pronta a mettere sul piatto per lui a giugno. La Lazio ritiene la rosa adeguata per cercare di risalire fino al quarto posto, ergo non ha intenzione di inserire nuovi elementi sul mercato senza eventuali uscite. Sarri ha fatto le sue richieste, i suoi nomi. Le intenzioni della società però sono chiare”.

https://podcasters.spotify.com/pod/show/radiosei98100/embed/episodes/Alberto-Abbate-15122023-e2d9p29
Categorie
DICHIARAZIONI

Luis Alberto: “Il gol in apertura dovevamo evitarlo. Ci manca trovare la porta. Ottavi? Se pensiamo che…” (AUDIO)

Luis Alberto ai microfoni di SkySport: “Abbiamo preso gol troppo presto, poi abbiamo creato alcune occasioni. Sta mancando il gol, poi sul secondo loro la gara ha preso una piega ben precisa. Arriviamo abbastanza nei pressi dell’area, ma non riusciamo a trovare la porta. In questa stagione abbiamo buttato tanti punti perché non riusciamo a chiuderle. Avversarie ottavi? La Champions è difficile. Conosco bene l’allenatore della Real Sociedad, giocano molto bene, se pensiamo che sia la più facile sbagliamo”.

https://podcasters.spotify.com/pod/show/radiosei98100/embed/episodes/Champions-League-Atletico-Madrid-Lazio-2-0-Simeone-post-partita-Sky-13122023-e2d7fsa/a-aao3lkm
Categorie
DICHIARAZIONI

Sarri: “Pagati cari gli errori, tante occasioni vanificate. Ottavi? Mi piacerebbe il Barcellona. In campionato meno determinati che in Europa”

Maurizio Sarri ai microfoni di SkySport al termine del match: “Sono un po’ arrabbiato perché abbiamo vanificato tante palle gol e abbiamo pagato caro i nostri errori. C’era un divario di cattiveria e determinazione che abbiamo pagato. Stadio difficile, avversari forti. Abbiamo fatto il massimo nel girone, a questo punto spero di trovare il Barcellona. E’ un avversario che mi manca in carriera. Giocare spensierati? Forse oggi anche troppo spensierati. Abbiamo dimostrato anche negli scorsi anni che facciamo fatica a gestire più competizioni. Quest’anno siamo meno determinati in campionato che in Champions, è la dimostrazione di una caratura mentale non ancora ad alti livelli”.

Categorie
CHAMPIONS LEAGUE

Atletico M. – Lazio 2-0, il tabellino

UEFA Champions League | VI giornata, girone E

Mercoledì 13 dicembre 2023, ore 21:00

Estadio Metropolitano, Madrid (ESP)

ATLETICO MADRID-LAZIO 1-0

Marcatori: 6` Griezmann, 51` Lino

ATLETICO MADRID (3-5-2): Oblak; Savic (68` Azpilicueta), Gimenez (46` Soyuncu), Hermoso; Molina, De Paul, Witsel (63` Koke), Saul, Lino; Griezmann (46` Depay), Correa (63` Morata).

A disp.: Grbic, Antonio Gomis, Marcos Llorente, Galan, Reinildo, Riquelme, Aitor Gismera.

All.: Diego Pablo Simeone

LAZIO (4-3-3): Provedel; Marusic (58` Lazzari), Casale, Gila, Hysaj (70` Pellegrini); Guendouzi, Vecino, Luis Alberto (63` Kamada); Pedro (58` Felipe Anderson), Immobile (63` Castellanos), Zaccagni.

A disp.: Sepe, Magro, Dutu, Cataldi.

All.: Maurizio Sarri

Arbitro: Serdar Gözübüyük (NED)

Assistenti: Erwin Zeinstra (NED) – Johan Balder (NED)

IV ufficiale: Joey Kooij (NED)

V.A.R.: Marco Fritz (GER)

A.V.A.R.: Fedayi San (SUI)

NOTE. Ammoniti: 8` Pedro (L), 45`+2` Gimenez (A), 47` Marusic (L), 72` Guendouzi (L)

Categorie
CHAMPIONS LEAGUE

Niente impresa al Metropolitano: l’Atletico regola la Lazio 2-0

Si chiude con una sconfitta il girone di Champions League della Lazio. A Madrid, decidono Griezmann e Lino, nella ripresa. Il Cholo primo con 14 punti, Lazio seconda con 10. Nessuna impresa quindi, contro i Colchoneros imbattuti in casa dall’8gennaio scorso. Poche emozioni, la sensazione che l’Atletico controlli praticamente sempre la gara ed ogni volta che affonda, crea scompiglio in una difesa fragile. L’errore di Marusic sul primo centro, spiana la strada agli spagnoli e al loro piano partita. La Lazio tenta qualche sortita offensiva, specialmente nel primo tempo. Oblak però, non si sporca neanche in guantoni. Si chiude la parentesi del girone, ora gli ottavi e soprattutto, l’Inter domenica sera per cercare una nuova impresa, contro la prima della lista.

Categorie
DICHIARAZIONI

Atletico M. – Lazio, Sarri: “Gli ottavi un miracolo, attorno a noi aspettative inarrivabili. Non penso all’Inter, ma ad arrivare primi” (AUDIO)

Conferenza Sarri alla vigilia del match

Maurizio Sarri in conferenza stampa alla vigilia del match di Champions League: “Le partite vanno aggredite. Se non lo fai, le subisci. Vedendo gli allenamenti mi sembrano stimolati, giocare in questo stadio è sempre stimolante. Difficile e stimolante. Spero che i ragazzi abbiano la testa sulla partita e non su altre valutazioni stupide. Il primo posto conta tanto. Spero sia cambiato poco, se non l’errore fatto in 30 secondi a Verona. Avevo la sensazione che avessimo fatto una partita di livello, ho visto i numeri ed è così, sono numeri superiori alla sfida con il Sassuolo. Spero che la squadra ripeti quanto fatto nelle ultime gare. Avere fiducia in Pedro è facile, anche se uno non lo conosce basta leggere il curriculum. Uno dei più vincenti al mondo, ora ha 36 anni e non può garantirci tutte le partite o 90 minuti, ma ha colpi fenomenali. Si allena con lo spirito di un 18enne, è un onore e un piacere allenarlo.  Non ho ancora deciso la formazione, sennò domani che faccio tutto il giorno? L’unico sicuro è Gila, poi vediamo. Lì in difesa non abbiamo altre scelte.  Sicuramente non farò tante valutazioni sulla prossima gara. Questa sfida ha la sua valenza, è difficile da preparare perché le due squadre sono già qualificate, ma quanto c’è in ballo è gratificante. Le scelte saranno fatte in questo senso, non per l’Inter. Morata? Non è vero che non è andato d’accordo con me. Un giocatore straordinario, grandi qualità tecniche e fisiche, uno dei centravanti più adatti. In quel periodo era nervoso, nn stava più bene a Londra, ne abbiamo parlato anche l’ultima volta che ci siamo visti.

Abbiamo ritrovato un minimo di solidità come l’anno scorso. Nella parte iniziale l’avevamo persa, questo ci ha aiutato nelle ultime partite. A livello difensivo dobbiamo ritrovarci. Luis per noi è importantissimo, è stato fuori pochissime partite, una per squalifica, uno perché acciaccato e quindi ha riposato. Uno per noi molto importante. 

Noi abbiamo fatto un miracolo ad andare agli ottavi. Il paragone con l’Atletico non regge, è di una categoria diversa rispetto a noi. Ce la giochiamo lo stesso. L’ambiente laziale è devastante, non a livello di club dove si sta benissimo. Ma com’è contornato, vengono create delle aspettative che sono inarrivabili anche per chi le innesta. Ciò crea frustrazione. Non in me, io ho una certa età e sorvolo, quelli di 20-25 anni fanno più fatica. C’è insoddisfazione perenne, la sponda opposta fanno fuochi d’artificio. Per noi non è naturale andare negli ottavi, negli anni 2000 due volte è successo. Non è un caso essere qui, si è fatto benissimo. L’ambiente ha bisogno di calmarsi, non di incendiarsi. Un ambiente che ha bisogno di diventare logico, quindi più ottimista. Sennò è difficile, se ti aspetti cose astruse. Diventa tutto fuori logo. Il nostro pubblico risponde quasi sempre. 

Alla vigilia del match, mi interessa arrivare primo, non interrompere la striscia dell’Atletico. I numeri sono la dimostrazione di quanto questa squadra sia forte, soprattutto in questo stadio. Che era dura lo sapevamo, con questi dati forse è ancora più complicato. Un ambiente che mi piace molto, dovessi scegliere una squadra da allenare sceglierei l’Atletico. Non per togliere il posto a Simeone, anche perché tra poco smetto. Se mi avessero chiesto qualche anno. A livello di palleggio stimo facendo meglio, più velocità di trasmissione di palla. Abbiamo molti dati simili, nell’ultima gara abbiamo fatto un’indice di protezione in area che non avevo mai visto in nessuna squadra. In alcuni aspetti siamo calati, il numero di palloni giocati nell’area avversaria, 40,2, ma creiamo un’occasione in meno a partita e una percentuale incredibilmente inferiore. Queste sono le problematiche da risolvere. Lo sanno tutti perché siamo arrivati secondi, perché 3 squadre italiane erano in corsa in Champions e hanno lasciato una marea di punti per strada. Non avevamo un organico da secondo posto, prima o poi questo lo paghi. Il Celtic non penso sia meglio di noi dal punto di vista tecnico, sul Feyenoord ho dei dubbi. Nel Feyenoord ci sono cinque giocatori che penso entro 2-3 anni giocheranno in Premier League”. 

https://podcasters.spotify.com/pod/show/radiosei98100/embed/episodes/Atletico-Madrid-Lazio-Sarri-conferenza-pre-partita-12122023-e2d5me5
Categorie
DICHIARAZIONI

Atletico M. – Lazio, Lazzari: “Campionato ancora aperto, a noi manca solo chiudere le partite. Sarri mi ha cambiato completamente” (AUDIO)

Manuel Lazzari in conferenza

Manuel Lazzari in conferenza stampa alla vigilia del match di Champions League: “È un grande allenatore. Prima ero un quinto di centrocampo, ora sono cambiato completamente. Questo lo devo al mister, ora come squadra facciamo tanto possesso palla. Dal suo arrivo ha cambiato tante cose. Dobbiamo ringraziarlo per il secondo posto dello scorso anno e per il passaggio dei gironi di quest’anno. Griezmann? Abbiamo studiato bene l’Atletico. Lui è un fenomeno, gioca ovunque, però non dobbiamo concentrarci solo su di lui. Hanno tanti giocatori che possono risolvere la partita da soli. Dobbiamo cercare di rimanere in partita il più possibile. Sicuramente come ha detto il mister rispetto all’anno scorso mancano le occasioni, i tiri in porta e la finalizzazione. Dobbiamo lavorarci di più, soprattutto sulla catena di destra abbiamo perso un giocatore fondamenta come Milinkovic. Guendouzi si sta inserendo piano piano, il feeling aumenta di partita in partita. Manca solo una cosa, chiudere le partite. Anche a Verona, aver pareggiato quella partita, se ci penso sembra una cosa incredibile. Loro hanno pareggiato senza aver tirato in porta. Avevamo creato altre 5 o 6 occasioni per chiuderla. Secondo me manca solo questo. A livello di palleggio e velocità di gioco siamo meglio dell’anno scorso. Sono tre anni che lavoro con il mister, siamo andati un po’ a periodi. Cambiare ruolo ci vuole tanto lavoro, non è stato assolutamente facile. Quest’anno mi sento molto meglio, più a mio agio. Ora penso molto più a difendere prima che attaccare, mi concentro più sulla fase difensiva. In allenamento vado sempre a mille all’ora. Arrivo dieci volte sul fondo e azzecco due cross, ma non è facile dopo centro metri di campo arrivare ludici per fare assist”.

“È normale che spero di giocare, così come ogni giocatore. Accetto la scelta del mister, non ha nessuna importanza. L’importante è che la Lazio giochi una buona partita e che se la giochi fino all’ultimo minuto. Tanta gente è focalizzata sul secondo posto dell’anno scorso. Quindi si guarda al posizionamento di quest’anno e si guarda a oggi che siamo un po’ indietro. Ma è ancora tutto aperto, siamo a soli quattro punti dal quarto posto. Non è tutto da buttare, andiamo avanti a testa alta e pensiamo solo alla partita di domani. Sarebbe una spinta davvero grande, qui vincono davvero in pochi. Sappiamo che è una partita davvero complicata, stiamo parlando di una squadra molto forte tecnicamente e fisicamente. Ma se siamo arrivati qui è perché siamo forti anche noi”.

Categorie
NEWS

Laziostory – Matias ‘Sentenza’ Vecino

Lee Van Cleef nel capolavoro di Sergio Leone ‘Il Buono, il Brutto e il Cattivo’, ha un soprannome piuttosto eloquente. Un soprannome che non ha bisogno di tante spiegazioni e che s’abbina perfettamente con quel volto affilato, truce, spietato. Ne facessimo una questione di phisique du role, certamente il paragone con un calciatore di poco più di trent’anni sarebbe inopportuno, ma se ne facciamo una questione di attitudine – beh – allora il paragone è estremamente calzante.

La storia

I suoi avi partirono da Torella del Sannio (Campobasso) per cercare fortuna in Uruguay, eppure quando era ragazzo Matias Vecino veniva conosciuto come uno dei palermitanos. Già, perché giocava nel Central Espanol, proprio la squadra del barrio Palermo. Tutto nasce da una bottega di immigrati siciliani che chiamarono la loro attività “Magazzino di cibo della nuova città di Palermo”. È il Sudamericano Sub 20 che segna l’ascesa di Matias: la competizione la vince il super Brasile di Neymar e Lucas, ma l’Uruguay arriva in finale (e poi perde addirittura 6-0) proprio grazie a un gran gol di Matias con l’Argentina (e si vedeva già la tendenza a fare gol pesanti). Lo prese il Nacional, battendo la concorrenza del Penarol… poi l’Italia fino ai giorni nostri.Definito sempre da compagni e allenatori come un professionista esemplare, Vecino non rinuncia alle tradizioni. Mate e asado sono un must nella sua alimentazione: nel 2019, insieme al suo connazionale Laxalt, accese il derby Inter-Milan (l’esterno mancino giocava nei rossoneri) andando a mangiare uruguaiano in un ristorante a Origgio (provincia di Varese). A Firenze si è trovato benissimo, non solo in campo. “Quando torno lì passo spesso in un ristorante che conosco, è un piacere andare”. Anche perché chi ama l’asado può apprezzare anche una splendida fiorentina.Da ragazzino viveva a San Jacinto, a circa 50 chilometri da Montevideo. Papà Mario lo portava agli allenamenti del Rojo, la sua prima squadra locale. Mario era riconosciuto da tutti perché era stato giocatore del Liverpool de Montevideo. Se papà gli faceva sognare il grande calcio, mamma Doris (professoressa di inglese) lo faceva studiare. E infatti Matias fu anche uno degli studenti più meritevoli della sua scuola. A 14 anni perse papà Mario dopo un terribile incidente stradale: a suo padre è dedicata la cancha, il campo da calcio cittadino che si chiama Estadio Mario Vecino. Si sa che i giocatori sudamericani hanno sempre un soprannome: Matias ne ha addirittura due. Se da ragazzo era Mate per tutti, da giocatore affermato è diventato “La Garra Charrua”. Non Sentenza, purtroppo.

L’incubo

Eppure le sue sentenze sono negli archivi del calcio. La Lazio stessa ne ha ricevuta una – amarissima – il 20 maggio 2018. Da avversario, negò sostaizalmente, con il suo gol, l’accesso alla tanto agognata Champions League della squadra di Inzaghi. Vecino è uno che i finali li decide con una freddezza ben poco sudamericana. Il gol decisivo, l’inserimento chiave sono parte integrante del suo repertorio. In Italia Fiorentina, Cagliari, Empoli, Inter e – ovviamente – la stessa Lazio che condannò un quella torrida notte di maggio. Arriva a Roma il 1 agosto 2022, da svincolato, fortemente voluto da Maurizio Sarri (suo tecnico ai tempi dell’Empoli). Assaltatore dell’area di rigore, ma anche uomo d’ordine in mezzo al campo. Fisico e disciplina tattica al servizio della banda-Sarri. Nella prima metà di stagione, tanto è forte la conoscenza del suo gioco, Matias riesce perfino a mettere in panchina il telento di Luis Alberto. E a Sarri brillano gli occhi ogni volta che lo vede fiondarsi in area di rigore e creare così superiorità numerica. 44 presenze stagionali condite da 4 gol. E quando i turchi del Galatasaray al principio della stagione cercavano di portarlo via, il toscano ha alzato il telefono. “Vecio, ma dove cazzo vai. Tu resti qui”. E’ rimasto.

Dario Cadeddu

12/12/2023