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DICHIARAZIONI

Udinese-Lazio, Baroni pre-match: “Vecino una garanzia, voglio una squadra pronta per una partita fisica”

Le parole del tecnico Marco Baroni prima del fischio d’inizio di Udinese-Lazio, ai microfoni di SkySport: “Il risultato conta ed è fondamentale in virtù della prestazione che andremo a fare. Prestazione e atteggiamento non si devono mai sbagliare, specialmente oggi ci saranno delle difficoltà ma la squadra deve essere pronta. Runjaić? Essendo un allenatore nuovo non c’erano molte immagini quindi sono andato a vedere un po’ il suo calcio con il Legia Varsavia, i sistemi di gioco, e abbiamo studiato anche un po’ sul passato. Devo dire che Rovella ha fatto una buonissima gara contro il Venezia ma nelle ultime settimane ha avuto qualche problemino, qui è una partita molto fisica Vecino è una garanzia e ho cercato di mettere qualche censimento in più”.

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SERIE A

Udinese-Lazio, formazioni ufficiali: la spunta Vecino, confermato Noslin a destra

Udinese-Lazio, le formazioni ufficiali del secondo turno di Serie A.

Udinese, 3-4-2-1: Okoye; Perez, Bijol, Giannetti; Ehizibue, Lovric, Karlström, Kamara; Thauvin; Brenner, Lucca.

Lazio, 4-3-3: Provedel; Lazzari, Casale, Romagnoli, Marusic; Guendouzi, Vecino, Dele-Bashiru; Noslin, Castellanos, Zaccagni.

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DICHIARAZIONI

Udinese-Lazio, Baroni: “Bel test, voglio una squadra veloce, feroce e compatta. Taty con Dia si puó”

Udinese-Lazio, la vigili. Baroni in conferenza stampa a Formello: “Facciamo gli auguri a Luca di riprendersi presto, fortunatamente sta bene e quindi da parte mia e di tutto lo staff e della squadra un augurio. Stiamo lavorando, per noi ogni giorno è prezioso. Abbiamo messo alle spalle la gara passata e studiato questa trasferta complicata, la squadra ha lavorato molto bene”

Cosa può significare questa partita?
“Per noi è un bel test, giochiamo contro una squadra che ha struttura fisica e un calcio verticale. Lavora su una pressione importante, ci saranno delle difficoltà e la squadra è preparata a questo. Ci servirà una partita accesa, dal punto di vista nostro dobbiamo migliorare nella manovra e nella velocità, la squadra sta facendo bene e sta lavorando con dedizione. Questa è la cosa importante, tutti da chi è andato in campo a chi è rimasto fuori stanno lavorando bene e nella giusta direzione”. 

Ci dobbiamo abituare a una Lazio che crea tanto e concede anche tanto?
“Dobbiamo trovare maggior compattezza ed equilibrio, ci serve aggressività e pressione in avanti. La squadra mi è piaciuta dal punto di vista mentale, non è facile andare sotto dopo tre minuti per una situazione evitabile. La squadra è rimasta dentro la partita e non si è scomposta, chiedo sempre alla squadra di rimanere in partita perché la gara può cambiare in qualsiasi momento e portare gli episodi dalla tua parte”. 

Quali sono le differenze tra Rovella, Cataldi e Vecino in regia?
“Non dobbiamo migliorare nella manovra, ma nella velocità della manovra. Abbiamo fatto tanti passaggi e questo lo richiedo, avere velocità ci permette di creare ancora di più. Rovella e Vecino sono giocatori diversi, c’è anche Cataldi e sto valutando a seconda della partita chi far giocare. Rovella ha fatto molto bene secondo me, è rientrato da un infortunio e aveva perso mobilità, ho messo Vecino che è entrato molto bene perché è un giocatore importante, così come Cataldi. Cerco di gestire al meglio la rosa, non dobbiamo pensare a undici titolari perché quando ogni giocatore sa quello che deve fare sul campo ci saranno partite in cui si possono fare leggeri cambiamenti, anche in base all’avversario”. 

Tavares e Castrovilli come stanno? Quali sono gli step che deve fare la squadra?
“Noi si lavora ogni giorno per migliorarsi, ogni settimana c’è una verifica del lavoro svolto. È impossibile fare tutto insieme, la squadra deve arrivare alla partita con quell’atteggiamento voglioso e desideroso di essere presente dentro la partita. La cosa principale è avere la possibilità di condurre la gara con l’aggressività che sto chiedendo. Castro e Nuno stanno lavorando, mettiamo dentro settimane di lavoro per raggiungere la miglior condizione fisica e sono vicini”. 

Come ha trovato Dia? Può essere una soluzione vicino a Castellanos?
“Intanto sta bene, ha lavorato a parte 2-3 giorni dopo la partita di coppa con la Salernitana. Sta bene e lo stiamo portando dentro le nostre richieste, si è calato molto bene perché ha le caratteristiche che ricerchiamo, ha grande mobilità, attacca la profondità e sa fare gol. Non escludo una sua coesistenza con Castellanos, ci dobbiamo lavorare”. 

In cosa ha lavorato con Castellanos in questa settimana?
“Per me è un giocatore forte che deve giocare con ferocia, questo lo sa e lo sta facendo. Lavora molto bene per la squadra, credo che l’ultima partita oltre al gol che è stato cercato ha fatto bene. Ha indotto l’avversario all’errore, ha avuto altre due occasioni ed è stato presente dentro la partita. Lì davanti sanno che devono portare le prime pressioni, sul campo è voglioso e desideroso. Quando parlo di ferocia per l’attaccante è questo che fa la differenza, si segna solo con questa cattiveria”. 

Affrontare una squadra fisica come l’Udinese così presto è un vantaggio?
“L’Udinese è una società che stimo, è lungimirante e lavora con una programmazione. All’interno ci sono giocatori strutturati e bravi, l’allenatore nuovo che abbiamo visto. C’è una ricerca di un calcio diverso e più verticale, ci sono le condizioni per far bene ma dipende tutto da noi. Sono molto curioso perché ci aspetta una partita complicata”. 

Dia e Castellanos possono giocare vicini o in verticale? C’è una gerarchia sugli esterni?
“Come ho sempre detto io parto da come far gol, ho giocato spesso anche con quattro attaccanti. Il problema non è il numero degli attaccanti ma il lavoro che fanno, se stanno fermi non possono giocare in quattro. Se portano pressione e hanno mobilità ci possiamo arrivare, senza equilibrio non si può giocare a calcio. Non metto un giocatore o un altro perché vado sotto, stiamo cercando l’equilibrio e lo troveremo nel lavoro. Abbiamo attaccanti forti che cercano occasioni e noi gliele daremo. Non mi piace parlare di gerarchia, la gerarchia la fa l’allenamento. Chi si allena forte e dimostra di voler andare in campo va in campo. Questo è rispettoso verso i calciatori e alza il livello della competizione, tutti sanno che chi si allena forte gioca”. 

Quanto è difficile preparare una partita contro un collega che conosce poco?
“Lo conoscete poco voi, io l’ho studiato ed è un allenatore che tendenzialmente gioca 3-4-3 o 3-4-2-1, in caso 3-5-2. Sicuramente troveremo una partita difficile ma sono convinto che la squadra sia pronta”. 

Come ha visto Dele-Bashiru dopo l’esordio con il Venezia?
“Non ho forzato, il ragazzo va costruito. Ha delle potenzialità fisiche e tecniche importanti, va costruito perché viene da un calcio e un modo di allenarsi diverso. Quando parlo di forzare è chiaro che parlo di fiducia, senza fiducia non si va da nessuna parte, specialmente per un calciatore. Ho visto una crescita importante nell’applicazione e nella ricerca di fare le cose che chiediamo. Ho anticipato, non ho forzato perché sembra quasi una parola brutta, se l’è conquistato con il lavoro sul campo e mi aspetto tanto anche dagli altri. Quando dico che non abbiamo tempo, spesso abbiamo visto campioni che hanno avuto bisogno di sei mesi o un anno di adattamento. Qui non c’è tempo, dobbiamo anticipare le tappe e ho bisogno di partecipazione”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘SVB’ – Rambaudi: “Tchaouna più seconda punta, Noslin mi piace quando parte da sinistra. Dele-Bashiru? Non è un mediano, ma…” (AUDIO)

Roberto Rambaudi, ex calciatore della Lazio, a Radiosei

La difesa da registrare: quali tasti toccare

“Difensivamente, bisogna aggredire in maniera ultraoffensiva e con i tempi giusti, codificati. I difensori non devono aver paura di salire e prendere l’uomo. Il problema principale riguarda i due centrocampisti, che non devono farsi trovare fuori posizione. E’ capitato 3-4 volte, soprattutto nel gol di Leao. Rovella mediano? Benissimo, ma bisogna lavorarci di più, perché finora ha lavorato da play. Ho dei dubbi sulla possibilità di far giocare Guendouzi al suo fianco. E’ fondamentale Tavares, perché da sempre la soluzione per lo scarico sull’esterno”.

Esterni a piede invertito?

“Dipende anche dalla scelta dell’allenatore. E’ importante avere le punte che propiziano delle linee di passaggio attraverso i tagli, poi ci sono le caratteristiche. Zaccagni ormai lo fa da tanto tempo, Isaksen ha un buon mancino. Tchaouna e Noslin devono ancora capire dove sono. Il francese deve partire dalle basi, dall’ABC. Anche come postura verso la porta. Questa è una grande squadra e una grande platea, devono diventare protagonisti. Fra i due, Noslin lo utilizza anche come centravanti. Io lo vedo meglio da esterno, a sinistra. Vedo più Tchaouna nel ruolo di centravanti, con la possibilità di non avere compiti tattici e svariare sul fronte”.

Dove puoi migliorare la Lazio?

“A metà campo. Dele-Bashiru non è un centrocampista, non un mediano. E’ una seconda punta che sta studiando per essere centrocampista. Ha forza fisica e strappi, ma deve lavorare molto. La potenza fisica ce l’ha, ma il ragionamento, il linguaggio del corpo ancora no. Rovella è il punto fermo del centrocampo, poi a seconda delle partire può condividere il reparto con Vecino, con Guendouzi alto sulla trequarti”.

Dario Cadeddu

24/08/2024

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SERIE A

Udinese-Lazio, probabili formazioni: Vecino insidia Rovella, trio d’attacco verso la conferma

Udinese-Lazio, le probabili formazioni del secondo turno di Serie A. I friulani reduci dal pareggio esterno al Dall’Ara cercano i primi tre punti della stagione. Runjaic non può disporre di Sanchez e Pizarro, c’è un dubbio a centrocampo. Baroni invece, dovrebbe optare per la conferma (quasi) in blocco della formazione vista contro il Venezia all’Olimpico. Vecino-Rovella è il ballottaggio in mediana che tiene banco alla vigilia. Tavares potrebbe strappare qualche minuto a gara in corso, mentre in avanti viaggia verso la conferma il trio della prima giornata.

Udinese, 3-4-2-1: Okoye; Perez, Bijol, Giannetti; Ehizibue, Lovric, Payero, Kamara; Thauvin, Brenner; Lucca.

Lazio, 4-3-3: Provedel; Lazzari, Casale, Romagnoli, Marusic; Guendouzi, Vecino, Dele-Bashiru; Noslin, Castellanos, Zaccagni. 

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Pinzi: “La mia lazialità e lo sguardo alla Curva entrando all’Olimpico. Fui vicino a tornare, oggi la Lazio…” (AUDIO)

Giampiero Pinzi a Radiosei

La nuova vita da allenatore (in seconda) dopo anni di Serie A

“Non ho mai nascosto la mia lazialità. La mia carriera ad Udine è stata lunga, la mia famiglia si è stabilità qui e mi sono trovato bene fin da subito e le scelte della vita mi hanno portato a restare qui. Ormai sono 18 stagioni fra giocatore e assistente. Quando giocavo con la Lazio all’inizio non avevo grande piacere, c’erano emozioni contrastanti. Poi all’Olimpico, ogni volta che entravo il primo sguardo era per la curva. Fui vicino alla Lazio, un anno fummo vicinissimi a chiudere. Era già la Lazio di Lotito, quando c’era Cragnotti ero in comproprietà e poi l’Udinese mi prese”.

Lei ha lavorato con Tudor, ex allenatore della Lazio. Ci racconta il suo carattere, ritenuto da molti spigoloso?

“Tudor? Ho iniziato la carriera con lui, era la sua seconda volta da allenatore. Igor fuori dal campo è straordinario, in campo è molto duro, testardo e deciso. Questo a volte può andare in conflitto con qualche giocatore. E’ uno alla Gasperini, uomo contro uomo e allenamenti molto fisici. E’ un personaggio deciso e particolare, ma fuori è una persona squisita. Mi ha sorpreso la scelta di passare da Sarri a Tudor, un calcio così diverso”.

E ora Baroni…

“C’è molta curiosità intorno alla Lazio. Baroni mi sembra molto umile e deciso, i risultati li ha fatti. Il mercato è stato di rifondazione, abbassando l’età media. Ha perso qualità e gol, ha puntato sui giovani con caratteristiche molto diverse. E’ una squadra più verticale, più muscolare e di corsa. E’ un po’ tutto il calcio che va in questa direzione. Nella prima partita di campionato è partita un po’ sorniona, anche contro una squadra in difficoltà, poi ha messo in campo proprio quell’intensità su cui è stata costruita. Dele-Bashiru mi ha sorpreso, se ha campo può far male. Non da punti di riferimento. Rovella più bloccato, gli altri centrocampisti più liberi di costruire. Mi è piaciuta la prima uscita. Obiettivi? Il primo anno dopo grandi cambiamenti, è giusto non darsi troppi obiettivi. devi vivere alla giornata e poi mettere un punto a metà stagione. Ha tanti giocatori nuovi, Roma è una piazza difficile. Vinci e sei un fenomeno, perdi e ci sono mille incertezze. Vivrei – prosegue Pinzi – la stagione con grande entusiasmo, alla giornata e vediamo cosa si riesce a fare”.

La sua analisi del mercato?

“Dia ha fatto benissimo il primo anno, è quello più pronto per questa piazza. Quello che mi incuriosisce molto è Tchaouna, ha colpi importanti, deve trovare continuità. E’ lui quello che stuzzica di più, lo voglio seguire di più. Regista? Ruolo più difficile da trovare sul mercato. Pizzarro e Pirlo avevano qualità fuori dal comune, oggi spesso si cerca altro. Rovella e Cataldi li hai, non so se la Lazio cercherà un altro giocatore così”.

Da doppio ex, alle porte c’è Udinese-Lazio

“Udinese-Lazio? A Bologna l’Udinese era partita forte, poi si è un po’ abbassata. Il tecnico vuole un pressing alto, lo chiede l’allenatore. Farà la differenza chi riuscirà a tener meglio palla. Brenner è una seconda punta, piccolino e rapido. Mi incuriosisce, la porta la vede. Il calcio da allenatore è completamente diverso. Cambia tutto, ora voglio partire da solo per mettermi alla prova. Scudetto del 2000? Non volevo entrare nel pullman con la squadra, mi sentivo più tifoso che giocatore”.

Dario Cadeddu

23/08/2024

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INFERMERIA

Morata verso il forfait con la Lazio: Tavares ci prova, Gila dopo la sosta

Morata vero il forfait contro la Lazio. L’ultimo esame strumentale a cui si è sottoposto il calciatore spagnolo ha evidenziato una lesione di basso grado del muscolo retto femorale sinistro. Morata verrà valutato la prossima settimana, la sfida contro la Lazio (Olimpico, 31 agosto) è un miraggi al momento. Più probabile che il nuovo centravanti del Milan torni dopo la sosta che seguirà proprio il match dello Stadio Olimpico. Stessa sorte che dovrebbe toccare a Mario Gila, anche per lui rientro previsto dopo il match contro il ‘Diavolo’. Tavares invece, potrebbe mettere nelle gambe qualche minuto con l’Udinese e tentare di procurarsi una maglia da titolare per il match contro il Milan.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Leonardi: “Lazio, linea mercato chiara. Castellanos può puntare alla doppia cifra, Baroni umile e signorile” (AUDIO)

Il DS Pietro Leonardi in collegamento a Radiosei. Il punto sul calciomercato, l’opinione sulle strategie e i nuovi acquisti della Lazio.

Come valuta il calciomercato della Lazio? E le strategie che l’hanno mosso?

“La Lazio ha fatto un mercato di ricambio totale, di rifondazione. Un mercato figlio di una scelta precisa: ringiovanimento. Le scelte sono state fatte in base al dinamismo e la freschezza. Il campo parlerà, ma ritengo che i risultati possano arrivare. Stanno scomparendo quei giocatori capaci di cambiare la partita con una giocata, penso a Dybala su tutti. La scelta di puntare su questi profili giovani e dinamici è ormai a livello nazionale, non riguarda solamente la Lazio”.

E’ un trend che vale per tutti?

“Oggi si privilegia la logica economica a discapito della competitività, le ambizioni di natura personale più che quelle di squadra. Questo indebolisce il sistema. Ormai non è più il giocatore che va a svernare, ma anche quello nel pieno della carriera che mette davanti il lato economico a quello sportivo. Il problema riguarda anche le riforme dei settori giovanili, ma è una cosa che parte da lontano. Lo scouting è importante, certo, anche se la tecnologia sta dando una grossa mano a questo campo. I settori giovanili? In quanti i puntano? Come si da continuità ai ragazzi che – magari – arrivano a vincere competizioni? Molti hanno poche presenze in Serie A, alcuni nessuna. Andrebbero fatte scelte radicali”.

Nello specifico, nome per nome…

“I ragazzi presi dalla Lazio, tolto Castrovilli (scommessa che avrei fatto anche io), hanno un comune denominatore. Tutti hanno tecnica in velocità e corsa. Secondo me qualcosa in difesa e a centrocampo potrebbe essere completato. Forse manca quel giocatore di qualità che potrebbe cambiare una partita. C’è un giocatore che ho sempre stimato, che è Castellanos. Lui avrà una stagione importante secondo me, perché si sente determinante e considerato. Ha molte qualità, sente la porta e sicuramente può andare in doppia cifra”.

Baroni e l’impatto sul Roma

“Baroni? Lo conosco, ma non ci ho mai lavorato insieme. Felice che un club importante punti su allenatori che hanno dimostrato abnegazione e sacrificio. Sta dando un segno di signorilità e umiltà”.

Dario Cadeddu

22/08/2024

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CALCIOMERCATO

Lazio, Reitz nome nuovo per il centrocampo. Folorunsho resta in pole: la lista completa degli obiettivi

Secondo ‘Il Messaggero’, la Lazio sta valutando un altro profilo per il centrocampo. Si tratta di Rocco Reitz, mezzala classe 2002 del Borussia Monchengladbach. La valutazione è intorno ai 10 milioni di euro. Il centrocampista tedesco si aggiunge alla lista composta da Milambo, Alcaraz e ovviamente Folorunsho, che fra tutti sembra essere il più gettonato.

Profili diversi, ma tutti uniti da un comune denominatore: possono esser tesserati senza uscite. Sì perché il centrocampista del Napoli entrerebbe nella lista vivaio, mentre gli altri nella lista under 22. Le manovre continuano. Per Folorunsho la Lazio tenterà un approccio per un prestito con diritto di riscatto, puntando sul fatto che il giocatore non rientra nei piani di Conte ed è, a tutti gli effetti, un fuori rosa al momento. Gli altri sono da considerare alternative, almeno finché la pista dell’ex Primavera resta in piedi.

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CALCIOMERCATO

Folorunsho sul gong, per il regista serve un’uscita: Cataldi offerto al Toro

Michael Folorunsho resta la pista più calda per la Lazio. Secondo ‘Il Messaggero’, il DS Fabiani ha già una base d’accordo con Mario Giuffredi, l’agente del calciatore romano. La trattativa con il Napoli però, finora non è mai decollata. Sempre secondo il quotidiano, la Lazio non ha intenzione di avvicinarsi all’offerta da 12 milioni paventata nelle scorse ore. L’idea è quella di chiedere a De Laurentiis il giocatore nelle ultime ore di mercato, forti dell’accordo con lo stesso, per un prestito, magari con diritto di riscatto.

Altra strada quella che porta al playmaker. Questa verrebbe battuta solo in caso di addio di Danilo Cataldi. Il giocatore è stato proposto al Torino, ma Cairo offre solo due anni di contratto mentre il Como potrebbe anche arrivare ad accontentare le richieste del giocatore. Nel caso in cui si librasse quella casella, Alcaraz è uno dei nomi più caldi. L’operazione potrebbe chiudersi in prestito. Occhio anche a Milambo, centrocampista classe 2005 del Feyenoord. Sempre secondo il quotidiano romano, l’idea potrebbe concretizzarsi nel caso in cui fosse proposto uno scambio con Isaksen, oppure se il club olandese facesse un’offerta di almeno 15 milioni per i suo cartellino.