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RASSEGNA STAMPA

Acerbi e il peso dei fischi

Un sorriso di troppo, una valanga di insulti, una lettera aperta che non pare aver sortito gli effetti sperati. Francesco Acerbi alla gogna. La frattura con i tifosi della Lazio sembra insanabile. Gli eventi successivi alla partita con il Milan non hanno aiutato una situazione già compromessa. Nell’ultima stagione il rapporto tra il difensore della Lazio e la tifoseria si è spaccato. Ancor prima, la società non aveva accolto nel migliore dei modi alcune dichiarazioni del giocatore in Nazionale, con l’esplicita richiesta di un aumento di stipendio, concesso – obtorto collo – dal club. Ma a tutto ciò non sono seguite le prestazioni, quelle che in campo fanno la differenza. Il rendimento dell’ex giocatore del Sassuolo nelle due ultime stagioni è precipitato. Oggi a La Spezia è atteso alla prova d’esame, con oltre mille tifosi della Lazio pronti a esprimergli tutto il loro dissenso nello stadio più piccolo d’Italia, dove gli spalti sono a ridosso del terreno di gioco. Non servono scuse, e non serve chiedere scusa. L’unico giudice sarà il campo. Il Tempo\Simone Pieretti

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Oddi: “Patric merita di essere titolare, Acerbi? Momento delicato, ma…” (AUDIO)

Giancarlo Oddi a ‘NMM’

“E’ – fra i centrali – il giocatore più affine alle caratteristiche del gioco di Sarri. Molto più di Luiz Felipe ed Acerbi, per intenderci. Si è meritato il posto, se l’è guadagnato impegnandosi al 100% andando oltre le sue difficoltà e i suoi limiti. L’altra faccia della medaglia, è il peggioramento delle prestazioni di Luiz Felipe ed Acerbi. Per il centrale italiano, credo che abbiano inciso anche i fischi e l’ambiente. Sa di aver sbagliato, ha cercato di difendersi ma sinceramente, mi aspettavo che la società gli desse una mano ad uscire da questa situazione. Mi aspetto che alle dichiarazioni seguano i fatti: ha detto di amare questa maglia, ora può dimostrarlo nelle prossime partite”.

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RASSEGNA STAMPA

Acerbi a cuore aperto: “Solo leale, amo la Lazio. Voltiamo pagina e chiudiamo con dignità”

Il difensore ha scritto al Corriere dello Sport-Stadio: chiede perdono e rispetto in una stagione terribile, culminata domenica all’Olimpico nella risata isterica dopo il gol di Tonali, diventata oggetto di ulteriore e feroce contestazione

“La partita con il Milan è stata per tutti un frullatore di emozioni e frustrazioni e così, dopo un’iniziale reazione dettata dall’istinto, ho deciso di prendermi 48 ore per riflettere e trovare le parole giuste per condividere i miei pensieri e le mie sensazioni, a cuore aperto. Non ho la pretesa che vengano condivisi, ma la speranza che quantomeno vengano ascoltati e compresi.

Purtroppo da qualche mese vivo una situazione a livello personale che non mi sarei mai aspettato di vivere. Avverto una sensazione di solitudine che umanamente mi ferisce. Con questo non intendo puntare il dito contro nessuno: è una mia sensazione personale che sicuramente non mi può lasciare indifferente, in campo e fuori. Ma in un momento di difficoltà, la mia famiglia mi dà equilibrio e serenità per affrontare comunque tutto a testa alta.

Il luogo comune nei confronti dei calciatori è che il nostro lavoro e i nostri guadagni ci rendano immuni agli stati emotivi – positivi e negativi – che caratterizzano la normalità di un essere umano. E per questo si tende a giudicare il calciatore come se fosse privo di emozioni e sentimenti, che nel nostro lavoro sono spesso molto forti e contrastanti. Spesso sbagliamo anche noi, siamo esseri umani, è giusto ricordarlo sempre.

Non mi sono mai sottratto ai miei doveri e alle mie responsabilità perché sono un uomo e un padre di famiglia, prima ancora che un calciatore. Per questo ho sempre accettato oneri e onori del mio lavoro, ben consapevole che le critiche per le prestazioni in campo fanno parte del gioco.

Ciò che non posso accettare sono le illazioni sulla mia integrità personale e professionale, sulla mia serietà e sul mio impegno a difesa dei colori della Lazio, con o senza la fascia di capitano al braccio. Dopo la partita con il Milan ho letto e sentito insinuazioni assurde che non posso e non voglio accettare. E il solo fatto di essere qui a dover difendere la mia integrità e la mia professionalità, mi ferisce profondamente.

Non sono perfetto, non sono un robot, ma sono una persona seria e un calciatore leale. E su questo non si dovrebbe nemmeno discutere.

Non dimentico ogni singolo istante di questi anni alla Lazio, in cui ho rappresentato un punto di riferimento e ho ricevuto stima, affetto e sostegno, arrivando a indossare con orgoglio la fascia di capitano. Porterò questi ricordi sempre con me, non c’è critica o contestazione che possano cancellare tutto ciò che ho ricevuto in questi anni.

Ovviamente sono dispiaciuto per tutto ciò che è successo in passato e per le tensioni che ne sono derivate nell’ultimo periodo. Mi sono scusato più volte per gli episodi in cui ho commesso qualche errore, per eccessiva impulsività e poca lucidità.

Il futuro, per quanto mi riguarda, è la prossima partita con la maglia della Lazio, quella che ho sempre onorato e indossato con orgoglio. Mi piacerebbe che tutti insieme potessimo voltare pagina, almeno per concludere la stagione nel migliore dei modi, con dignità e rispetto reciproco”. Corriere dello Sport

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Marusic-Acerbi, Cardone: “Litigio di campo, i due si sono chiariti. Ora situazione non facile da gestire…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Sia all’intervallo che a fine gara, Tare ha affrontato a muso duro l’arbitro Guida in merito alla mancata sanzione per Kessie per una gomitata a Milinkovic e per la spinta di Tonali ad Acerbi in occasione del gol vittoria del Milan. Vedremo quello che Guida avrà scritto a referto, c’è anche la possibilità di qualche sanzione per il direttore sportivo”

Marusic-Acerbi, la verità

Capisco che da fuori quel ghigno di Acerbi e la rabbia di Marusic potessero sembrare cose collegate. In realtà la reazione del difensore nasce dalla frustrazione per l’ennesimo gol preso alla fine. E’ stata una questione di campo che è nato dal fatto che Marusic si è sentito chiamato in causa dopo il suo errore da un’occhiataccia di Acerbi. Il montenegrino ha reagito imputando al centrale di avere maggiori colpe. Tra l’altro poi negli spogliatoi i due si sono chiariti, relegando tutto ad un’isteria che riguarda il campo. Ora è una situazione non facile che va gestita. Pesa la situazione ambientale, chiaro in quel gol non credo ci sia solo la responsabilità di Acerbi. E’ stato un concorso di colpe. Ora i compagni si stanno occupando di risolvere la situazione. Per il futuro, chiaro che queste sembrano davvero le ultime prestazioni di Acerbi con la Lazio“.

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RASSEGNA STAMPA

Da Re della difesa a separato in casa: spogliatoio, club e tifosi, tutti scaricano Acerbi

Un altro punto perso. Per Acerbi un punto di non ritorno. Da re della difesa a reietto, incredibile il declino del centrale ex Sassuolo. Al suo sbarco era diventato un idolo. Quattro anni dopo, ormai è separato in casa Lazio. Il ghigno nervoso, immortalato in occasione della beffa incassata dal Milan nel recupero, è solo l’ultima goccia che fa traboccare il vaso. Ormai non lo vuole più nessuno: «Vattene via, mercenario», sentenziano i tifosi il giorno dopo il ko, fra social, forum e radio. A nulla sono servite, domenica notte, le scuse e le giustificazioni di Francesco: «Era una risata isterica perché avevamo perso in quel modo rocambolesco». Ma il problema non è nemmeno quello. È chiaro che ormai Acerbi rischia di diventare un capro espiatorio, ma ci ha messo del suo, anche nel gruppo. Non è un caso che Marusic lo abbia ripreso a brutto muso: «È colpa tua, pezzo di m…», si legge dal labiale urlato all’orecchio del difensore dal montenegrino furioso. In realtà, forse più colpevole di Acerbi, che poco prima era stato però richiamato da Sarri a tornare indietro per una delle sue uscite, costate in questa stagione altre reti, come col Sassuolo. 

LA ROTTURA 

La verità è che la strafottenza e alcuni atteggiamenti di Acerbi non piacciano né a Sarri né allo spogliatoio. Ora non vengono più tollerati da un popolo, che Francesco ha zittito a dicembre contro il Genoa per qualche critica di troppo. Lì è avvenuta la rottura con la Curva Nord, che non ha più smesso di fischiarlo e insultarlo. Di facciata, e per il bene della Lazio, la società lo ha difeso. Ma Acerbi è ai ferri corti da anni anche con Lotito. Una volta il centrale era il primo ad arrivare e l’ultimo ad andar via da Formello, poi è cambiato. Non è piaciuto quel «Claudia ti amo» urlato in tv nella notte dell’uscita biancoceleste dalla Champions. Prima ancora non è mai stata digerita dal presidente quella sparata da Coverciano per ottenere il rinnovo con adeguamento: 2,5 milioni che ora pesano tanto sul bilancio e anche sulla cessione che lo stesso 34enne ha da mesi richiesto. Sino a gennaio Lotito addirittura pretendeva dieci milioni, adesso è costretto quasi a regalarlo. Simone Inzaghi lo aveva voluto nel 2018 e Acerbi spera riesca a trascinarlo in nerazzurro. Proseguono pure i rumors su un possibile scambio con Rugani a Torino. Il ritorno al Milan sarebbe uno scherzo del destino e darebbe forza a chi ha già malignato sul 1-2 fatto subire alla Lazio.  Il Messaggero

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RASSEGNA STAMPA

Un ghigno per restare più solo, Acerbi: “Non pensate che fossi felice!”. Sarà addio, ma Romagnoli è in stallo

Un ghigno nervoso rischia di farlo restare ancora più solo. La Lazio prende gol nel recupero e Acerbi se la ride, immortalato in diretta tv. Apriti cielo, sul web si scatena il caos contro l’ex difensore rossonero, già da mesi contestato e fischiato dopo l’esultanza polemica col Genoa contro la Curva Nord: «Ora basta, ho dato tutto per questa maglia e chiesto scusa per aver sbagliato – lo sfogo in serata su Instangram – ma è follia pensare che fossi felice, ma piuttosto isterico per aver perso due punti in quel modo rocambolesco». Il sorriso del centrale è amaro con se stesso perché è convinto che Strakosha abbia chiamato il pallone e quindi il suo intervento non sia richiesto. Ma neanche i compagni lo capiscono in quel momento, Marusic va a riprenderlo a brutto muso. I due addirittura se le promettono al rientro nello spogliatoio, dove alla fine scendono pure il ds Tare e Lotito. Acerbi ormai è sempre più separato in casa, ha chiesto da tempo la cessione alla Lazio e il suo manager Pastorello sta lavorando fra Milano e Torino. Proprio lui deve far posto a Romagnoli, che ora Sarri invoca a ogni costo dopo l’ultima prestazione della sua difesa horror. Ieri c’era tutta la famiglia di Alessio a tifare Lazio all’Olimpico, ma Lotito non ha intenzione di smuoversi dai 2,5 milioni offerti a fronte dei 3,2 richiesti per l’ingaggio. La forbice è ampia, solo un ulteriore sacrificio di Romagnoli può condurre l’affare in porto. Il centrale, corteggiato anche dalla Juve, subentrerebbe allo stipendio di Acerbi. Patric potrebbe accettare il rinnovo, ma aspetta ancora un rilancio del Valencia e la decisione di Sarri sul suo futuro. Basta un sinistro in difesa, il tecnico a destra insiste per Casale del Verona, ma la priorità è la porta, con Strakosha che andrà via a scadenza. Impossibile arrivare ormai a Kepa, il preferito rimane Carnesecchi davanti a Vicario e Consigli, con Provedel vice, a parametro zero dallo Spezia. Tare ha però già un accordo con l’agenzia You First per Sergio Rico, immortalatosi fra i colori biancocelesti con l’amico Luis Alberto su Instagram.

Il Messaggero

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INDISCREZIONI

Acerbi si allontana: chiesta la cessione, la Lazio valuterà le offerte

Come riporta l’edizione odierna de ‘Il Messaggero’, nel faccia a faccia di ieri fra Lotito, Sarri e Tare, si è parlato anche di Acerbi. Il difensore ha chiesto la cessione e ha dato mandato al proprio procuratore ci cercare una sistemazione per la prossima stagione. Una notizia che non pare certo un fulmine a ciel sereno, considerando che i rapporti con la tifoseria sono ai minimi termini e che le caratteristiche del giocatore non sembrano sposarsi alla perfezione con l’idea del tecnico. La situazione appare fluida, almeno adesso. La Lazio valuterà le offerte che le arriveranno per Acerbi senza fare barricate. Il centrale ha un contratto pesante (da oltre 2 milioni a stagione) fino al 2025. Per il club dunque, c’è anche l’opportunità di abbassare il monte ingaggi o comunque, di riversare gran parte della cifra dovuta al ‘Leone’ in un altro contratto.

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CALCIOMERCATO

Acerbi, agente a lavoro per trovare una “soluzione”: c’è il problema ingaggio

Francesco Acerbi è in rotta con l’ambiente laziale e per questo ha già chiesto al suo agente Federico Pastorello di guardarsi attorno per trovare un club eventualmente pronto ad accoglierlo nel corso della prossima estate. A bloccarlo però c’è il contratto molto oneroso firmato con la Lazio, 2 milioni a stagione che a 34 anni non sono certo pochi. Anche se, visto il clima, è facile pensare che tutti lavoreranno nella stessa direzione, ovvero quella di un addio anticipato. A riportarlo è Il Tempo.

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FORMELLO

FORMELLO – Seduta tattica: scelte obbligate in attacco e in difesa

Termina la giornata di allenamenti a Formello. Sarri ha chiuso la seconda seduta odierna lavorando sulla tattica. Non ci sono grandi dubbi in vista di sabato 2 aprile, quando la Lazio ospiterà il Sassuolo. L’assenza di Pedro (squalificato) assegna automaticamente le due maglie ai lati di Immobile: Zaccagni e Felipe Anderson. Luis Alberto, Leiva e Milinkovic in mezzo al campo, per Sarri possono esserci pochi margini di manovra anche dietro. Luiz Felipe è alle prese con una distorsione al ginocchio, Radu non si vede a Formello da – ormai – tre settimane. Per l’italo brasiliano si coltivano poche speranze, ma verrà monitorato costantemente fino alla vigilia. Vista l’abitudine di Patric, ormai, a giocare al centro della difesa, è probabile che Sarri non forzi i tempi per rimetterlo in campo contro i neroverdi. Davanti a Strakosha Patric e Acerbi. A destra Lazzari parte favorito – come Marusic, ma a sinistra – su Hysaj. Il terzino albanese non ha lanciato segnali positivi nel derby. La ripresa è prevista per le 15.30, domani pomeriggio.

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INDISCREZIONI

Per Acerbi c’è anche l’Inter

L’esperienza di Francesco Acerbi a Roma sembra arrivata al capolinea. Il difensore ha appena compiuto 34 anni: arrivato nell’estate del 2018, giocherà – contro il Sassuolo – per la 166esima volta con la maglia biancoceleste addosso. Il rapporto con i tifosi sembra irrimediabilmente incrinato e il suo rendimento è in fase calante da due stagioni a questa parte. Acerbi però ha un contratto ‘pesante’, da oltre 2 milioni a stagione fino a giugno 2025. Il club di Lotito avrebbe tutto l’interesse a cederlo , se ne facessimo solo una questione economica. L’edizione odierna de ‘Il Messaggero’ riporta l’interesse dell’Inter, dove Francesco ritroverebbe – a meno ci clamorosi risvolti – Simone Inzaghi. Altre ipotesi sono al vaglio, ma certamente l’ingaggio rappresenta uno scoglio importante per i club di media fascia.