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RASSEGNA STAMPA

Gioia azzurra Rovella, ora il poker decisivo con la Lazio

Baroni lo sa, e non è un caso se, ogni volta che ha potuto, gli ha dato in mano la regia. Quando Rovella gira, la Lazio va. Quando si inceppa, tutto il sistema si appanna. In Nazionale Spalletti lo ha impiegato solo nel primo match con la Germania, lasciandolo a riposo nel secondo. Una fortuna per chi, come lui, aveva bisogno di ritrovarsi, di tirare il fiato, di lavorare su sé stesso. Si è goduto la chiamata azzurra, ma ora può riprendersi il centrocampo della Lazio, seguendo un piano di fatto già stilato. Il primo banco di prova sarà Torino, lunedì sera, nel posticipo. Poi l’Atalanta, un avversario che corre e pressa, una sfida che chiederà intelligenza e ritmo. A seguire, la pausa forzata nell’andata per squalifica con il Bodø/Glimt e poi il derby, la partita per eccellenza nella Capitale, quella che all’andata ha sofferto particolarmente a livello emotivo. Infine, il ritorno con i norvegesi all’Olimpico, quando la qualificazione alle semifinali europee si giocherà probabilmente sui dettagli, sull’equilibrio, sulla testa. Un personale poker di partite che rappresenta un crocevia della stagione, scontri diretti decisivi per la corsa Champions in campionato e per il cammino in Europa League. Per affrontarli serve un centrocampo lucido, brillante. Serve Rovella. 

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ESCLUSIVE

‘QDL’ – Feltri: “Con Lotito ci troviamo perché parliamo latino. Sono dell’Atalanta ma tifavo anche la Lazio…” (AUDIO)

VITTORIO FELTRI in collegamento a ‘QDL’

Seguo il calcio da quando avevo 5 anni; sono tifoso dell’Atalanta, la squadra della mia città.

Mi piace anche la Lazio, sia per l’aquila, che vorrei rivedere, sia perché sono stato 12-13 mesi a Roma a fare il militare e sono diventato un tifoso. Andavo sempre al Flaminio, parlo degli anni ’60. Mi ricordo che c’era un giocatore dell’Atalanta che andò alla Lazio e alla prima giornata fece un gol, era Christensen.

Io il calcio lo amo, quindi la domenica volevo andare allo stadio e vedevo la Lazio con maggior piacere che la Roma. La Roma mi stava antipatica, la Lazio simpatica. In tanti arrivano a Roma e tifano la Lazio.

Lotito lo conosco, abbiamo cenato insieme a Cortina. Poi ci troviamo perché parliamo latino.

Io ho visto l’Atalanta vincere la Coppa Italia nel ’63 poi basta, fino all’arrivo di Percassi, che è un grande personaggio. Tutto questo ha portato all’assunzione di Gasperini, che secondo me è fantastico, è ha tarsformato una squadretta di provincia in una squadra importante. Non posso che essere grato a Percassi. Gasperini è un grande allenatore, ma le scelte sono di Percassi.

Gasperini potrebbe andare alla Roma? Non penso, ma tutto può succedere. Spero che venga alla Lazio, la Roma mi sta sulle scatole“.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Gregucci: “Belahyane farebbe comodo, serve qualcuno che dia respiro a Rovella e Guendo. Ibra? Zero pressioni…” (AUDIO)

ANGELO ADAMO GREGUCCI IN COLLEGAMENTO A ‘NMM’

Belahyane? Visto poco, ma sarebbe un prospetto interessante per la Lazio. A noi serve un centrocampista che dia ricambio ai nostri due (Rovella e Guendouzi, ndr), che finora hanno fatto grandi cose. Ora hanno bisogno di un sostituto, perché la Lazio vuole giustamente fare bene su tutte le competizioni. Lo so, a gennaio è difficile fare mercato, ma un giocatore del genere qua ci serve. Io mi fido di Baroni, che il giocatore lo conosce. Avremmo tutti i requisiti per prendere un giocatore così. Belahyane può giocare anche avanti, farebbe comodo alla manovra e potrebbe mettere gli esterni in condizione di attaccare la profondità. Al Taty piace più cucire il gioco che attaccare lo spazio, ma potresti appoggiarti maggiormente sui lati del campo”.

“Ibrahimovic va lasciato libero, non deve avere troppi riflettori addosso. Non arriva per risolvere problemi, arriva per crescere. Può giocare anche nel centrocampo a 3 come mezzala offensiva. Per quello che ricordo, aveva anche una discreta conclusione in porta, sia col destro che col sinistro. Lasciamolo senza pressioni”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Calisti: “Il voto alla Lazio è 8. Corti in alcune zone del campo, ma deve credere nel quarto posto” (AUDIO)

ERNESTO CALISTI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

«Con l’Atalanta è un pareggio che ci va anche po’ stretto, nel primo tempo la Lazio ha dominato in lungo e in largo. I bergamaschi nella seconda frazione ci hanno messo in difficoltà, ma i biancocelesti hanno avuto le occasioni per chiuderla. Avere dei cambi forti ti aiuta, loro li hanno avuti, noi meno. Al giro di boa il mio voto è 8, tra Campionato, Europa League e Coppa Italia il voto è eccellente. La Lazio deve credere nel quarto posto, anche perché manca qualche punto per qualche decisione arbitrale discussa. Peccato che siamo un po’ corti in qualche zona del campo, per infortuni e squalifiche vai in difficoltà».

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘9 GENNAIO’ – Oddi: “Lazio bellissima, poi è mancata tenuta fisica. La fortuna è stata…” (AUDIO)

GIANCARLO ODDI in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

“Ho visto una Lazio bellissima nel primo tempo, purtroppo poi c’è stato un calo nella ripresa con il ritorno dell’Atalanta. La fortuna è aver preso il gol nella parte finale, altrimenti la squadra poteva andare in crisi. La mancanza è stata quella di aver raddoppiato quando è stato possibile. Onestamente, mi aspettavo questo tipo di prestazione, anzi mi aspettavo una vittoria, al netto della qualità dell’Atalanta. Non a caso erano reduci da undici vittorie di fila. E’ stato un tempo per parte, il pareggio c’è. La personalità non è mancata, altrimenti non avresti fatto quel primo tempo. Alla lunga è venuta meno un po’ di fisicità e tenuta”.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ -Gregucci: “Lazio-Atalanta, Tavares, la bestia Dele, Castellanos e il derby. Vi dico tutto…” (AUDIO)

ANGELO ADAMO GREGUCCI IN COLLEGAMENTO A ‘nmm’

Nel secondo tempo abbiamo lavorato su Cadrado con Tchaouna, ma dovevamo farlo con Marusic; ci hanno leggermente spinti e negli ultimi 16 metri sono stati pericolosi fino al pari.

In parte l’ha cambiata Gasperini la partita, in parte anche la nostra condizione e forse pure le sostituzioni hanno contribuito.

Se proprio dobbiamo trovare il pelo nell’uovo, ad inizio gara stavamo uomo su uomo, poi eravamo posizionali e nella difesa posizionale in area si deve marcare.

Tavares? Il suo linguaggio del corpo da settimane manifesta insofferenza. Prima era un fattore del campionato italiano, ci vuole ora che qualcuno ora lo tranquillizzi. E’ forte, ma quando viene sostituito non deve dare quei segnali come calciatore le bottigliette. Quindi non c’entra più la condizione, ha sbagliato due soluzioni semplici, deve rimettere a posto la testa: deve stare sereno e tranquillo. Ha dimostrato di essere un esterno fortissimo, deve resettare mentalmente.

Dele-Bashiru? Nel secondo tempo lui chiude da destra, ma doveva essere il sotto punta: non dà riferimenti. Ha mandato fuori giri De Roon. Dele lo ha sovrastato anche fisicamente perché dal punto di vista fisico è una belva.

Castellanos è un attaccante che ama venire incontro, rifinire; fa anche giocate tecniche, fa da raccordo, si difende pure con chi è più alto di lui. Di testa non solo la prende ma sa anche indirizzarla. Non si mette in mostra solo per ciò che fa davanti ma anche per il resto e per il lavoro sui calci piazzati. Si porta ancora dietro la reputazione dello scorso anno. Toni era un attaccante che ti faceva salire, Caicedo ti faceva salire. Ogni attaccante ha come obiettivo la porta, quello è vitale per loro, però tanti hanno caratteristiche ‘di aiuto’, hanno qualità da mettere al servizio della squadra e non da sfruttare solo a livello individuale.

Derby? Bisogna avere molto rispetto, questa gara sfugge dalle logiche. Serve soffrire insieme, nessuno si deve isolare: tutte le componenti devono essere unite. Nessuna scusa, nessun alibi, mai mollare. E’ una partita che porta pressione ma si deve arrivare all’appuntamento sereni, lucidi, con molto senso di appartenenza e allo stesso tempo distaccati dalla malizia. Si vince se di è più forti e uno deve essere forte principalmente di testa. La Roma di Mourinho, con la malizia, è sempre arrivata sotto alla Lazio

Rovella e Guendouzi sono due grandi centrocampisti, a livello internazionale; la Roma lì potrebbe mettere un calciatore in più. Penso che si possa contrapporre il Dele di ora con chiunque. Sul mercato direi di vedere oltre al derby e cercare un centrocampista. Avremo rispetto dei romanisti, ma noi a metà campo possiamo contrapporci in maniera davvero importante“.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – D. Rossi: “Lazio, mai l’Atalanta così in difficoltà. Poi i cambi decisivi. Fazzini? Ha qualità, ma forse non è l’ideale. Ecco perché…” (AUDIO)

DELIO ROSSI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Lazio-Atalanta è stata una delle gare più che belle che ho visto in questa stagione. Il primo tempo dei biancocelesti è stato davvero super, non avevo mai visto l’Atalanta così in difficoltà. Forse meritava il doppio vantaggio. Fino a quando la Lazio ha tenuto alto il ritmo ha fatto la partita, poi nella ripresa la differenza l’hanno fatta la differenza nei cambi delle due squadre.

Ho sempre detto che la Lazio è stata allestita in modo organico con poca distanza tra titolare e gli altri. Questo si è visto in tutto il girone d’andata, ma sabato Baroni non aveva tanti giocatori di movimento in panchina. Il calcio è cambiato, sui sedici giocatori la squadra di Gasperini si fa preferire, in questo momento soprattutto.

In classifica si sta creando una spaccatura tra le prime e le altre. Il campionato ora dice questo. Napoli, Inter ed Atalanta in questo momento hanno qualcosa in più. Quella di Inzaghi è la più forte, ma il Napoli ha una gara a settimana e questo inciderà molto.

Fazzini vicino? Mi sembra un giocatore con delle qualità, potrebbe essere un profilo ideoneo. Mi sembra più un centrocampista offensiva che un mediano. E’ futuribile, ma io cercherei più un sostituto anche per il futuro di Rovella e Guendouzi. In un organico importante ci sta, ma non so se sia quello giusto per aiutare i due mediani della Lazio. Detto questo, se vai ad investire su un giovane non sbagli mai, anche se ofrse non è l’ideale“.

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DICHIARAZIONI

Baroni: “Dobbiamo crescere in personalità e queste gare ci aiutano ad alzare il livello. E su Dele e Rovella…”

Termina 1-1 all’Olimpico tra Lazio e Atalanta. Il tecnico biancoceleste Marco Baroni, al triplice fischio ha commentato ai microfoni di Sky il pari:

Nello spogliatoio ho detto ai ragazzi che sono orgoglioso: abbiamo fatto una grande partita contro un avversario importante. Il valore della nostra prova è in relazione al valore dell’avversario. Nessun rammarico.

Questa squadra deve crescere nella mentalità, nella gestione di queste gare, ma si spende e anche nelle difficoltà dà tutto e questo mi piace.

Abbiamo avuto occasioni per chiudere la gara ma non c’è mancato niente, siamo anche in difficoltà con l’organico che non è al completo. Mi piace come si spendono i ragazzi, anche nelle difficoltà hanno tirato fuori una buona prova sia sul piano tecnico che mentale, contro un avversario forte.

Dobbiamo crescere in personalità e queste gare ci aiutano ad alzare il livello.

Dele-Bashiru? L’Atalanta porta pressione frontale e abbiamo provato a giocare sui vertici. Siamo stati anche molto puliti nella gestione tecnica nel primo tempo. Lui è un ragazzo che ci sarà una grande mano, sta crescendo sempre di più. In Europa ha trovato più spazio e ha fatto bene. Ha gambe, nel secondo tempo magari è subentrata anche la stanchezza.

Complimenti ai ragazzi, sono gare che affrontate così ci alzano il livello di squadra. Sono contento. Mi sarebbe piaciuto ovviamente ottenere la vittoria, ma mi interessano queste prestazioni.

Rovella? Volevo questa mobilità dei centrocampista, lui e Guendo si muovono molto e sono sempre al centro del gioco; è molto bravo nella gestione della palla, non va mai sotto pressione. Gli dico anche di forzare, di sbagliare. Loro due vano sulla palla con personalità. Sono contento. Ecco perché Dele lo stiamo costruendo, ha attitudini diverse“.

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SERIE A

Alla Lazio non basta Dele-Bashiru: Brescianini trova il pari nel finale

Termina 1-1 tra Lazio e Atalanta la 18esima giornata di Serie A. All’Olimpico Brescianini nel finale risponde alla rete del primo tempo di Dele-Bashiru. Iniziano meglio i padroni di casa, che poi nel secondo tempo soffrono la Dea.

PRIMO TEMPO

Bene la Lazio, provvidenziale Carnesecchi. Soprattutto intorno al 10′ di gioco quando i padroni di casa si sono resi pericolosi in tre azioni ravvicinate, l’ultima delle quali ha visto la conclusione di Guendouzi finire sulla traversa. Non può nulle invece il portiere della Dea al 27′ quando Dele-Bashiru, perfettamente servito da Rovella, sblocca il risultato: 1-0 per i biancocelesti all’intervallo.

SECONDO TEMPO

Ripresa più complicata rispetto al primo tempo per la Lazio. Al 53′ Cuadrado si divora il gol del pari e l’Atalanta continua ad attaccare. Al 62′ doppia mossa per Baroni: Isaksen e Pellegrini prendono i posti di Tchaouna e Tavares. Pochi minuti dopo Dia in campo, a sostituire Zaccagni alle prese con i crampi. Al 75′ Pellegrini salva la Lazio con un doppio intervento provvidenziale sulla linea poi è Carnesecchi a salvare i suoi su tiro a botta sicura di Dia: la gara si è accesa e le occasioni non mancano. A 7′ dalla fine il tecnico toscano dà spazio anche a Castrovilli, che sostituisce Castellanos che si è speso per tutta la gara. Al minuto 88 l’Atalanta pareggia i conti con Brescianini: vanificati così tutti gli sforzi del secondo tempo dei biancocelesti. Gara divisa in due: nella prima frazione meglio la Lazio, poi la Dea viene fuori. E’ 1-1 all’Olimpico al triplice fischio.

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SERIE A

Lazio-Atalanta, formazioni ufficiali: Baroni sceglie Dele e Tchaouna

Le formazioni ufficiali di Lazio-Atalanta, big-match dell’Olimpico che chiude gli anticipi del sabato della 18^ giornata di Serie A:

LAZIO (4-3-3) – Provedel; Marusic, Romagnoli, Gila, Tavares; Guendouzi, Rovella, Dele-Bashiru; Tchaouna, Castellanos, Zaccagni.

ATALANTA (3-4-1-2) – Carnesecchi: Djimsiti, Hien, Kolasinac; Bellanova, Ederson, De Roon, Zappacosta; Pasalic; De Ketelaere, Lookman.