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DICHIARAZIONI

Udinese-Lazio, Baroni pre-match: “Vecino una garanzia, voglio una squadra pronta per una partita fisica”

Le parole del tecnico Marco Baroni prima del fischio d’inizio di Udinese-Lazio, ai microfoni di SkySport: “Il risultato conta ed è fondamentale in virtù della prestazione che andremo a fare. Prestazione e atteggiamento non si devono mai sbagliare, specialmente oggi ci saranno delle difficoltà ma la squadra deve essere pronta. Runjaić? Essendo un allenatore nuovo non c’erano molte immagini quindi sono andato a vedere un po’ il suo calcio con il Legia Varsavia, i sistemi di gioco, e abbiamo studiato anche un po’ sul passato. Devo dire che Rovella ha fatto una buonissima gara contro il Venezia ma nelle ultime settimane ha avuto qualche problemino, qui è una partita molto fisica Vecino è una garanzia e ho cercato di mettere qualche censimento in più”.

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SERIE A

Udinese-Lazio, i convocati di Baroni: out Gila e Pellegrini

Il tecnico biancoceleste Marco Baroni ha diramato la lista dei convocati in vista della sfida di oggi contro l`Udinese (ore 18:30) al Bluenergy Stadium di Udine.

Portieri: Furlanetto, Mandas, Provedel;
Difensori: Casale, Hysaj, Lazzari, Marusic, Patric, Romagnoli, Tavares;
Centrocampisti: Castrovilli, Cataldi, Dele-Bashiru, Guendouzi, Rovella, Vecino;
Attaccanti: Castellanos, Dia, Isaksen, Noslin, Pedro, Tchaouna, Zaccagni.

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DICHIARAZIONI

Udinese-Lazio, Baroni: “Bel test, voglio una squadra veloce, feroce e compatta. Taty con Dia si puó”

Udinese-Lazio, la vigili. Baroni in conferenza stampa a Formello: “Facciamo gli auguri a Luca di riprendersi presto, fortunatamente sta bene e quindi da parte mia e di tutto lo staff e della squadra un augurio. Stiamo lavorando, per noi ogni giorno è prezioso. Abbiamo messo alle spalle la gara passata e studiato questa trasferta complicata, la squadra ha lavorato molto bene”

Cosa può significare questa partita?
“Per noi è un bel test, giochiamo contro una squadra che ha struttura fisica e un calcio verticale. Lavora su una pressione importante, ci saranno delle difficoltà e la squadra è preparata a questo. Ci servirà una partita accesa, dal punto di vista nostro dobbiamo migliorare nella manovra e nella velocità, la squadra sta facendo bene e sta lavorando con dedizione. Questa è la cosa importante, tutti da chi è andato in campo a chi è rimasto fuori stanno lavorando bene e nella giusta direzione”. 

Ci dobbiamo abituare a una Lazio che crea tanto e concede anche tanto?
“Dobbiamo trovare maggior compattezza ed equilibrio, ci serve aggressività e pressione in avanti. La squadra mi è piaciuta dal punto di vista mentale, non è facile andare sotto dopo tre minuti per una situazione evitabile. La squadra è rimasta dentro la partita e non si è scomposta, chiedo sempre alla squadra di rimanere in partita perché la gara può cambiare in qualsiasi momento e portare gli episodi dalla tua parte”. 

Quali sono le differenze tra Rovella, Cataldi e Vecino in regia?
“Non dobbiamo migliorare nella manovra, ma nella velocità della manovra. Abbiamo fatto tanti passaggi e questo lo richiedo, avere velocità ci permette di creare ancora di più. Rovella e Vecino sono giocatori diversi, c’è anche Cataldi e sto valutando a seconda della partita chi far giocare. Rovella ha fatto molto bene secondo me, è rientrato da un infortunio e aveva perso mobilità, ho messo Vecino che è entrato molto bene perché è un giocatore importante, così come Cataldi. Cerco di gestire al meglio la rosa, non dobbiamo pensare a undici titolari perché quando ogni giocatore sa quello che deve fare sul campo ci saranno partite in cui si possono fare leggeri cambiamenti, anche in base all’avversario”. 

Tavares e Castrovilli come stanno? Quali sono gli step che deve fare la squadra?
“Noi si lavora ogni giorno per migliorarsi, ogni settimana c’è una verifica del lavoro svolto. È impossibile fare tutto insieme, la squadra deve arrivare alla partita con quell’atteggiamento voglioso e desideroso di essere presente dentro la partita. La cosa principale è avere la possibilità di condurre la gara con l’aggressività che sto chiedendo. Castro e Nuno stanno lavorando, mettiamo dentro settimane di lavoro per raggiungere la miglior condizione fisica e sono vicini”. 

Come ha trovato Dia? Può essere una soluzione vicino a Castellanos?
“Intanto sta bene, ha lavorato a parte 2-3 giorni dopo la partita di coppa con la Salernitana. Sta bene e lo stiamo portando dentro le nostre richieste, si è calato molto bene perché ha le caratteristiche che ricerchiamo, ha grande mobilità, attacca la profondità e sa fare gol. Non escludo una sua coesistenza con Castellanos, ci dobbiamo lavorare”. 

In cosa ha lavorato con Castellanos in questa settimana?
“Per me è un giocatore forte che deve giocare con ferocia, questo lo sa e lo sta facendo. Lavora molto bene per la squadra, credo che l’ultima partita oltre al gol che è stato cercato ha fatto bene. Ha indotto l’avversario all’errore, ha avuto altre due occasioni ed è stato presente dentro la partita. Lì davanti sanno che devono portare le prime pressioni, sul campo è voglioso e desideroso. Quando parlo di ferocia per l’attaccante è questo che fa la differenza, si segna solo con questa cattiveria”. 

Affrontare una squadra fisica come l’Udinese così presto è un vantaggio?
“L’Udinese è una società che stimo, è lungimirante e lavora con una programmazione. All’interno ci sono giocatori strutturati e bravi, l’allenatore nuovo che abbiamo visto. C’è una ricerca di un calcio diverso e più verticale, ci sono le condizioni per far bene ma dipende tutto da noi. Sono molto curioso perché ci aspetta una partita complicata”. 

Dia e Castellanos possono giocare vicini o in verticale? C’è una gerarchia sugli esterni?
“Come ho sempre detto io parto da come far gol, ho giocato spesso anche con quattro attaccanti. Il problema non è il numero degli attaccanti ma il lavoro che fanno, se stanno fermi non possono giocare in quattro. Se portano pressione e hanno mobilità ci possiamo arrivare, senza equilibrio non si può giocare a calcio. Non metto un giocatore o un altro perché vado sotto, stiamo cercando l’equilibrio e lo troveremo nel lavoro. Abbiamo attaccanti forti che cercano occasioni e noi gliele daremo. Non mi piace parlare di gerarchia, la gerarchia la fa l’allenamento. Chi si allena forte e dimostra di voler andare in campo va in campo. Questo è rispettoso verso i calciatori e alza il livello della competizione, tutti sanno che chi si allena forte gioca”. 

Quanto è difficile preparare una partita contro un collega che conosce poco?
“Lo conoscete poco voi, io l’ho studiato ed è un allenatore che tendenzialmente gioca 3-4-3 o 3-4-2-1, in caso 3-5-2. Sicuramente troveremo una partita difficile ma sono convinto che la squadra sia pronta”. 

Come ha visto Dele-Bashiru dopo l’esordio con il Venezia?
“Non ho forzato, il ragazzo va costruito. Ha delle potenzialità fisiche e tecniche importanti, va costruito perché viene da un calcio e un modo di allenarsi diverso. Quando parlo di forzare è chiaro che parlo di fiducia, senza fiducia non si va da nessuna parte, specialmente per un calciatore. Ho visto una crescita importante nell’applicazione e nella ricerca di fare le cose che chiediamo. Ho anticipato, non ho forzato perché sembra quasi una parola brutta, se l’è conquistato con il lavoro sul campo e mi aspetto tanto anche dagli altri. Quando dico che non abbiamo tempo, spesso abbiamo visto campioni che hanno avuto bisogno di sei mesi o un anno di adattamento. Qui non c’è tempo, dobbiamo anticipare le tappe e ho bisogno di partecipazione”.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Leonardi: “Lazio, linea mercato chiara. Castellanos può puntare alla doppia cifra, Baroni umile e signorile” (AUDIO)

Il DS Pietro Leonardi in collegamento a Radiosei. Il punto sul calciomercato, l’opinione sulle strategie e i nuovi acquisti della Lazio.

Come valuta il calciomercato della Lazio? E le strategie che l’hanno mosso?

“La Lazio ha fatto un mercato di ricambio totale, di rifondazione. Un mercato figlio di una scelta precisa: ringiovanimento. Le scelte sono state fatte in base al dinamismo e la freschezza. Il campo parlerà, ma ritengo che i risultati possano arrivare. Stanno scomparendo quei giocatori capaci di cambiare la partita con una giocata, penso a Dybala su tutti. La scelta di puntare su questi profili giovani e dinamici è ormai a livello nazionale, non riguarda solamente la Lazio”.

E’ un trend che vale per tutti?

“Oggi si privilegia la logica economica a discapito della competitività, le ambizioni di natura personale più che quelle di squadra. Questo indebolisce il sistema. Ormai non è più il giocatore che va a svernare, ma anche quello nel pieno della carriera che mette davanti il lato economico a quello sportivo. Il problema riguarda anche le riforme dei settori giovanili, ma è una cosa che parte da lontano. Lo scouting è importante, certo, anche se la tecnologia sta dando una grossa mano a questo campo. I settori giovanili? In quanti i puntano? Come si da continuità ai ragazzi che – magari – arrivano a vincere competizioni? Molti hanno poche presenze in Serie A, alcuni nessuna. Andrebbero fatte scelte radicali”.

Nello specifico, nome per nome…

“I ragazzi presi dalla Lazio, tolto Castrovilli (scommessa che avrei fatto anche io), hanno un comune denominatore. Tutti hanno tecnica in velocità e corsa. Secondo me qualcosa in difesa e a centrocampo potrebbe essere completato. Forse manca quel giocatore di qualità che potrebbe cambiare una partita. C’è un giocatore che ho sempre stimato, che è Castellanos. Lui avrà una stagione importante secondo me, perché si sente determinante e considerato. Ha molte qualità, sente la porta e sicuramente può andare in doppia cifra”.

Baroni e l’impatto sul Roma

“Baroni? Lo conosco, ma non ci ho mai lavorato insieme. Felice che un club importante punti su allenatori che hanno dimostrato abnegazione e sacrificio. Sta dando un segno di signorilità e umiltà”.

Dario Cadeddu

22/08/2024

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DICHIARAZIONI

Baroni: “Primi segnali importanti, vedremo se con il mercato possiamo migliorare ancora. Taty forte, Dele devastante, ecco dove deve migliorare…”

Marco Baroni in conferenza stampa dopo il successo per 3-1 di questa sera allo Stadio Olimpico contro il Venezia.

Ha ricevuto le risposte che voleva?
“Devo ringraziare i ragazzi, sono stati bravi perché in queste partite non siamo al meglio e lo dimostrano i risultati ma non deve mai mancare l’atteggiamento. Siamo andati sotto su un errore, la squadra ha fatto un buon palleggio e deve migliorare nell’utilizzo del palleggio. Deve essere più aggressiva nel recupero palla, abbiamo giocato contro un sistema che ti porta questi trequartisti dietro i centrocampisti e i nostri difensori sono stati bravi nell’aggredire. Devo ringraziare la squadra per l’atteggiamento avuto e un ringraziamento anche al pubblico, veramente è stata una bella serata”. 

Quanto serviva partire forte vista la diffidenza che c’è intorno a questa Lazio?
“Sappiamo che c’è stato un cambiamento, ma la squadra è preparata e ci sono margini importanti. Oggi abbiamo visto ragazzi giovani che hanno dato i primi segnali, dobbiamo sostenerli. Ho trovato una partecipazione da parte del gruppo e una condivisione importante, questo è un acceleratore che ti permette di ridurre il tempo”. 

Sorpreso da Castellanos e Dele-Bashiru?
“Dai giocatori mi aspetto una crescita. Taty per me non è una sorpresa, è un giocatore forte che ha bisogno di giocare. Lo scorso anno aveva davanti un giocatore che ha fatto la storia, sa che quest’anno troverà più spazio e la squadra lavorerà per lui. Oggi abbiamo messo dei palloni importanti, voglio che la squadra buchi centralmente ma anche sugli esterni, abbiamo giocatori che devono migliorare nell’attacco alla porta e Taty l’attacca bene. Dele-Bashiru ha grande potenzialità, è un ragazzo che deve capire il nostro calcio e giocare, allenarsi forte e giocare. Noi gli daremo la possibilità di giocare, abbiamo tanti centrocampisti bravi che stanno crescendo. La cosa importante era l’atteggiamento che chiedevo e che ho trovato”. 

Bada alle gerarchie o gioca chi si allena meglio? Il mercato è chiuso?
“Non parlo del mercato perché è irrispettoso per chi è qui. Bisognerà fare delle uscite, ma poi vedremo se ci sarà la possibilità di migliorare la squadra. Le gerarchie ci sono solo allenandosi forte, nessuno può giocare per il nome sulla maglia. Qui ci sono giocatori bravi, quando ho parlato di tanti capitani è perché ci sono tanti ragazzi che hanno un grande atteggiamento e spessore umano, questo ti permette di intraprendere la strada giusta anche con i più giovani. Da questo punto di vista sono fortunato, poi è chiaro che non regalo niente a nessuno”. 

Quanto è stato importante partire forte vista la partenza a rilento dello scorso anno?
“I tre punti sono fondamentali sempre, noi la partita non la possiamo sbagliare. Il risultato può non premiarci, ma l’atteggiamento dentro la partita non si può sbagliare. Se si lavora forte non puoi sbagliare la prestazione, può dirti male il risultato ma non la prestazione. Questo è il primo tassello da costruire, oggi abbiamo lavorato forte e ho chiesto solo la prestazione”.

Bisogna crescere nella qualità della trasmissione del pallone?
“Su questo dobbiamo assolutamente migliorare ma ci arriveremo. Nel primo tempo si abbassavano anche i tre centrocampisti, invece dobbiamo avere ricevitori alti. Guendo ha più mobilità e a me piace tantissimo, non si può più giocare in un calcio posizionale e questa mobilità ci aiuta. Oggi è stata eccessiva, ci abbassavamo troppo e svuotavamo la trequarti. Avendo dei riferimenti che scendevano poteva essere una soluzione inserirsi, nel secondo tempo ne abbiamo parlato e la squadra è entrata molto bene. Avevamo poi perso pressione e ho messo gamba con i cambi”. 

Dele-Bashiru quanto può crescere?
“Il giocatore deve migliorare nelle posture perché spesso ha una postura chiusa che lo obbliga a giocare dietro. Quando apre la spalla e si gira è devastante, ha una fisicità che non si può tenere. Deve diventare un recuperatore di palloni ma non è facile. Ho visto dove ha giocato, è uno stravolgimento completo e la sua partecipazione è straordinaria. Ho forzato la sua presenza oggi dal primo minuto per premiare questa partecipazione”.

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SERIE A

Lazio-Venezia, formazioni ufficiali: Dele-Bashiru subito dentro, Noslin a destra

Lazio-Venezia, formazioni ufficiali: le scelte di Marco Baroni ed Eusebio Di Francesco per la prima giornata. Per il neo tecnico biancoceleste confermata l’assenza di Mario Gila (stiramento, tornerà dopo la sosta) e Nuno Tavares. Dia, aggregato al gruppo, parte dalla panchina. Castellanos guida l’attacco con Tchaouna e Zaccagni ai suoi lati. Vecino completa il trio di centrocampo con Rovella e Guendouzi. In difesa, Patric affianca Romagnoli.

Lazio, 4-3-3: Provedel; Lazzari, Casale, Romagnoli, Marusic; Rovella, Guendouzi, Dele-Bashiru; Noslin, Castellanos, Zaccagni. A  disp.: Mandas, Furlanetto, Hysaj, Patric, Tavares, Pellegrini, Vecino, Cataldi, Castrovilli, Isaksen, Tchaouna, Pedro, Dia. All.: Baroni. 

Venezia, 3-4-2-1:  Joronen; Altare, Svoboda, Sverko; Sagardo, Andersen, Duncan, Zampano; Oristanio, Ellertsson; Gytkjaer. A disp.: Grandi, Filip Stankovic, Ridgeciano Haps, Lorenzo Lucchesi, Domen Crnigoj, Issa Doumbia, Nunzio Lella, Nicholas Pierini, Antonio Raimondo. All. Di Francesc

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SERIE A

Lazio-Venezia, probabili formazioni

Serata d’esordi all’Olimpico. La Lazio di MarcoBaroni e il Venezia di Eusebio Di Francescoscenderanno in campo domenica 18 agosto alle ore 20.45 nell’incontro valido per la 1ª giornata di Serie A. I biancocelesti tornano in campo dopo il 7º posto dello scorso campionato – con relativa qualificazione ai preliminari di Europa League – guidati dall’ex tecnico del Verona. I Lagunari debuterranno invece da neopromossi nella massima Serie, dove mancavano dal 2022. Una promozione conquistata ai playoff sotto la guida di Paolo Vanoli, oggi al Torino. A Venezia è stato così chiamato l’ex allenatore del Frosinone, che all’ultma giornata della scorsa stagione non è riuscito a trattenere le lacrime per la mancata salvezza dei ciociari. La squadra è reduce dal ko al primo turno di Coppa Italia contro il Brescia. 

Lazio-Venezia: le probabili formazioni

LAZIO (4-2-3-1): Provedel; Lazzari, Casale, Romagnoli, Pellegrini; Guendouzi, Rovella; Tchaouna, Dele-Bashiru, Zaccagni; Castellanos. Allenatore: Baroni.

A disposizione: Mandas, Furlanetto, Tavares, Patric, Hysaj, Marusic, Rovella, Cataldi, Dele-Bashiru, Castrovilli, Isaksen, Pedro.

Indisponibili: Gila.

Squalificati: nessuno.

VENEZIA (3-4-2-1): Joronen; Sverko, Svoboda, Altare; Sagrado, Crnigoj, Duncan, Zampano; Ellertsson, Oristanio; Gytkjaer. Allenatore: Di Francesco.

A disposizione: Stankovic, Bertinato, Lucchesi, Rioda, Bjarkason, Lella, Andersen, Raimondo, Doumbia.

Indisponibili: Busio, Jajalo, Pohjanpalo.

Squalificati: Idzes, Candela.

Arbitro: Tremolada (Monza). Assistenti: ImperialeVecchi. Quarto Ufficiale: Sacchi. Var: Gariglio. Ass.Var: Chiffi.

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DICHIARAZIONI SERIE A

Lazio-Venezia, Baroni: “Ora parla il campo, lavoriamo forte per obiettivi importanti e per creare una forte identità. Dia? Mobilità e gol”(AUDIO)

Alle ore 15 il tecnico biancoceleste Marco Baroni ha presentato in conferenza stampa la sfida di domani all’Olimpico contro il Venezia che segna il suo esordio sulla panchina della Lazio.

Come arriva la sua Lazio al debutto in campionato?
“Arriviamo bene, abbiamo recuperato qualche giocatore. Purtroppo c’è stato questo problema con Gila, però la squadra sta bene e siamo pronti. Il campionato sarà il solito bellissimo campionato, sempre difficile dove dovremo essere all’altezza”

Che emozioni sta vivendo?
“Il bello del mio lavoro è che mi alzo ogni mattina emozionato, cerco sempre motivazioni. Amo il lavoro che faccio e hai sempre emozione, in questo momento c’è grande concentrazione e attenzione, anche emozione di partire per la prima di campionato davanti ai nostri tifosi. Ci sono queste sensazioni belle che poi si traducono in concentrazione sul lavoro e sulla squadra”. 

A che punto è la Lazio rispetto alla ricezione dei suoi concetti? Come è nata la scelta di Dia?
“La squadra è in crescita costante, abbiamo cambiato qualcosina, ho parlato dell’obiettivo di creare un’identità forte di una squadra che deve collaborare al gioco collettivo. Questo vogliamo portare avanti con i ragazzi. Torno su un concetto che mi piace, quando parlo di emozione mi piace vedere una squadra partecipe e che dà tutto per sé stessa e per i tifosi. Quando parlo di emozione parlo di questa, questo non deve mai mancare. All’interno di questo poi ci sono i miglioramenti che dobbiamo fare, a me non piace parlare di tempo, il tempo è domani. Vivo ora e adesso, non guardo lontano, mi aspetto le cose su cui abbiamo lavorato. La Lazio è alla ricerca di giocatori bravi e Dia è uno di questi, Noslin è un giocatore che è arrivato con Immobile e Taty, non cambia molto ora l’arrivo di Dia. L’importante è portare dentro giocatori bravi, ha dimostrato di saper fare gol non solo nel nostro campionato, non dà punti di riferimento e a me questo piace. Stiamo cercando grande mobilità e lui è uno di questi ragazzi”. 

Che partita sarà quella di domani? Il centrocampo come può ruotare?
“Credo di avere un centrocampo con caratteristiche specifiche come ad esempio Rovella, Cataldi e Vecino che possono giocare da vertici bassi e da mediani. Non mi piace pensare a un centrocampo posizionale, non cerchiamo un calcio posizionale. Poi siccome ci sono due fasi avere mobilità e interscambio di ruoli in fase di costruzione o di aggressione spesso si vedrà questa mobilità e la voglio vedere sul campo. Guendo ha molta mobilità, non mi piace che rimanga fermo in una zona, lo stesso Dele-Bashiru, anche Castrovilli che sta trovando la condizione ed è un ragazzo veramente interessante. Ha avuto un periodo di inserimento fisico ma ha giocato a Cadice e si sta allenando sempre meglio. Domani è una di quelle partite dove ci saranno sicuramente difficoltà, dobbiamo avere le componenti dette prima. Insieme ai nostri tifosi nel nostro stadio servirà compattezza, spirito e agonismo”. 

Questa Lazio è completa o manca ancora qualcosa?
“I nomi guardo quelli che sono in questo momento con me in squadra, poi è chiaro che con la società c’è un confronto diretto. Ci saranno dei test importanti, per il momento siamo questi e andiamo avanti con questi”. 

Dove colloca la Lazio nell’ipotetica griglia di inizio campionato? C’è un rigorista e un vice-capitano designato?
“Il vice-capitano lo sceglierò io di gara in gara, Cataldi ha portato la fascia a Patric perché Patric era il vice-capitano. La squadra avrà sempre un capitano e un vice. Le griglie preferisco lasciarle fare agli altri, non ho mai fatto proclami e ho sempre pensato a migliorarmi lavorando forte e duro. I conti si fanno alla fine, adesso leggo tanti articoli dove ognuno esprime il suo pensiero, noi si lavora forte. Sul rigorista scelgo di gara in gara, abbiamo diversi giocatori che possono calciarlo, è una valutazione che voglio tenermi ancora, ci sono anche valutazioni dei momenti. La squadra ha primo rigorista, secondo e terzo rigorista”. 

Quanto ha lavorato sulla testa della squadra? Il centrocampo pecca in qualità nell’ultimo passaggio?
“Credo che nelle qualità dei giocatori c’è del lavoro, la rifinitura è una delle zone più importanti e difficili su cui stiamo lavorando. Quando parlo di verticalità cerco di far vedere alla squadra le soluzioni che ci sono dietro la linea difensiva e quella è la zona che dovremo attaccare. La squadra non deve perdere palleggio, è una delle cose che alimentiamo ma servirà verticalità e la piccola profondità che è fondamentale con squadre che si chiudono molto. Ci sono ragazzi che devono crescere, ma possono farlo solo con il lavoro”. 

Castrovilli può essere il faro del centrocampo? I suoi concetti sono stati assorbiti dalla squadra?
“È chiaro che la squadra anche in queste amichevoli nelle difficoltà non ha mai perso d’identità e di compattezza. Questa è una delle cose fondamentali, io parto sempre dalla prestazione, è fondamentale centrarla a livello singolo e di squadra. Non mi piace parlare di singoli, ma spendo una parola per Gaetano perché è rientrato da un infortunio e ha grande qualità, ha gol nelle gambe, sta lavorando forte per trovare la miglior condizione e sono convinto che a breve sarà al 100%”. 

Ha già un undici titolare in testa o ha qualche dubbio? Come vede il Venezia?
“L’avversario che incontriamo l’ho visto in un’amichevole contro l’Utrecht e in Coppa Italia, ma queste partite lasciano il tempo che trovano. Ci saranno sicuramente delle difficoltà. Ho un paio di dubbi di formazione legati principalmente a delle valutazioni su chi è rientrato da poco, devo valutare bene perché è una partita dove fino ad ora abbiamo fatto molti cambi. Domani dobbiamo gestire le risorse e le scelte iniziali bisognerà valutare bene chi ha fatto più allenamenti o chi è rientrato da poco. Ci saranno delle valutazioni da fare su questo”. 

Manca qualcosa a questa squadra? Folorunsho può essere il giocatore giusto? Che obiettivo si è posto per questa stagione?
“Di mercato oggi non voglio parlare, domani giochiamo una partita e mi sembra decontestualizzato il mercato. Capisco queste situazioni, ma voglio stare all’interno della partita che è fondamentale. Gli obiettivi di squadra ve li ho già dati, l’obiettivo è migliorare il campionato dello scorso anno. Qui si lavora forte per raggiungere obiettivi importanti, lasciamo parlare gli altri poi c’è sempre il campo che parla”. 

La Lazio può partire forte da subito? 
“La società chiaramente ha delineato dei cambiamenti che sono stati fatti, sono andati via giocatori importanti e sono arrivati dei giovani, non è detto che non possano arrivare anche più in alto di chi c’era prima. Quando non parlo del mercato e di chi non c’è, lo faccio perché devo valorizzare chi ho a disposizione. Se chiedo tempo lo faccio perché chi ho qui non è pronto? Non lo farò mai, qui non c’è tempo. Domani abbiamo una partita importante, qualcuno pensa che sarà facile ma non sarà così. Servirà una partita importante, servirà compattezza e spirito di sacrificio perché queste componenti ti permettono di lavorare all’interno delle difficoltà che vivremo all’interno della partita”. 

Come ha trovato Isaksen in questo mese di lavoro?
“È un giocatore forte, deve entrare in questa consapevolezza e caricarsi di questa responsabilità. Prima davanti aveva un giocatore bravo, ora deve caricarsi. Io sto cercando di aiutarlo, di liberare la testa, lui ha gamba e qualità. Deve alleggerirsi, spesso con i miei giocatori parlo di gioia, di scendere in campo con il piglio di chi non ha paura. Sbaglio? Ci riprovo. Lui è un ragazzo che ha tanta qualità e sono convinto che la esprimerà”. 

Sacchi dice che le romane sono indietro, è così? Come è cambiata l’atmosfera qui rispetto a quando giocava a Roma?
“È un tempo talmente lontano, io sono abituato a vivere l’oggi. Ho grande rispetto per chi dice certe cose, sono persone autorevoli e devono parlare di questi argomenti. Io faccio il mestiere che Sacchi faceva in passato, io devo lavorare con la squadra per rompere qualche pronostico fatto in passato”. 

Tavares può giocare dall’inizio? Questa è una delle panchine più importanti della sua carriera?
“Al 100%, l’ho già detto e sono orgoglioso di questa opportunità con il mio staff. Abbiamo lavorato duro e daremo tutto per fare bene. Nuno è uno di quei giocatori che devo valutare, il ragazzo sta bene però deve essere bravo io a gestire questo momento perché non ha partite nelle gambe. Sta bene e va forte, non ha i 90 minuti ma questo non sarebbe un problema. Devo valutare bene il suo impiego”. 

In cosa la squadra è migliorata dall’inizio e in cosa deve ancora migliorare?
“Quando sono arrivato ho detto di aver trovato una squadra con grande cultura e ho trovato terreno fertile per lavorare. Cerchiamo di mettere dentro qualcosa e non di levare, questa mobilità e aggressività che stiamo portando è una delle condizioni che la squadra ha percepito come un vantaggio che stiamo cercando di dare. Dobbiamo lavorare per prenderci questo vantaggio, dal punto di vista offensivo dobbiamo calciare di più ed essere molto più aggressivi sotto porta. Questa cattiveria è una delle componenti fondamentali”.

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Noslin ala convince Baroni e spinge Dia in biancoceleste

Noslin esterno convince Baroni. L’amichevole vinta 0-1 dalla Lazio contro il Cadice, è stata decisa proprio da un colpo di testa del nuovo acquisto olandese, preso dall’Hellas come vice-Castellanos, ma schierato sabato sera da ala nel 4-3-3. È subentrato a Isaksen nel secondo tempo per giocare prima largo a destra e poi spostarsi sulla fascia opposta, risultando stato tra i più positivi per l’impatto avuto sul match. Ad aiutare Castellanos a garantire i gol ci penserà quasi certamente Boulaye Dia. Per il franco-senegalese è in chiusura con la Salernitana un’operazione da 12 milioni complessivi, in prestito con obbligo di riscatto. Con l’entourage si stanno invece limando gli ultimi dettagli sull’ingaggio da 1,2 milioni a stagione. Poi la società biancoceleste dovrà pensare a come fargli spazio in rosa, perché al momento i posti nella lista per la Serie A sono ancora tutti pieni.

La svolta potrebbe arrivare dalla Premier League dove c’è il Wolverhampton pronto a reinvestire i 60 milioni incassati dal Chelsea per l’ex laziale Pedro Neto. Una ventina servirebbero per convincere Lotito e Fabiani a cedere Christos Mandas. Impossibile infatti per la dirigenza della Lazio non prendere in considerazione, se arrivasse davvero un’offerta così importante, l’opportunità di realizzare una plusvalenza record ad appena un anno dall’acquisto del portiere greco dall’Ofi Creta per 900 mila euro. Si aprirebbe poi la questione di dover trovare un vice Provedel: al momento comunque disponibili ci sono Furlanetto, rientrato dal prestito alla Fermana, e il Primavera Renzetti, entrambi under 22. A Formello si lavora inoltre a un colpo anche a centrocampo. La società sta studiando le mosse per dare l’assalto a Carlos Alcaraz del Southampton, sui cui però nelle ultime ore avrebbero messo gli occhi pure i brasiliani del Flamengo. In uscita è ormai corsa a due tra Parma e Empoli per Matteo Cancellieri. La Repubblica

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Lazio, Noslin più Tchaouna: Baroni sorride

La trama di gioco è in crescendo, così come la forma fisica e il minutaggio. Mancava solo una risposta dei nuovi dopo la buona prestazione della vecchia guardia in Inghilterra, ed eccola in Spagna a partire da Castrovilli, l’unico degli ultimi arrivati partito titolare sabato sera. «Sono contento per i primi 45 minuti di Gaetano, se li è cercati e meritati», le parole di Baroni nel post gara, che dopo un primo tempo sotto le aspettative si è gustato una seconda frazione opposta con nuovo schieramento e interpreti. Tra questi c’è stato Noslin, decisivo con una grande incornata valsa il trofeo “Ramón de Carranza” col Cadice: «Sono felice per Tj. Aveva sbagliato una palla semplice, gli ho detto di non preoccuparsi e infatti poi ha fatto gol».

L’olandese è subentrato dopo l’intervallo a Isaksen sull’out destro del tridente creando subito un’occasione pericolosa sprecata da Zaccagni e ha chiuso il match sulla fascia sinistra mettendo a referto un’altra chance importante, ma soprattutto il definitivo 1-0. Altri due ruoli occupati finora dopo la punta centrale e il trequartista. Ecco perché Baroni lo voleva a tutti i costi: «È libero da retaggi mentali, può giocare ovunque in attacco, si rende molto utile». E a tal proposito non è escluso che domenica possa essere confermato sulla fascia dal l’.


GLI ALTRI
Se però Noslin ha deciso il match, molto lo si deve a uno scatenato Tchaouna. Il classe 2003 addirittura è quello che ha giocato meno dei nuovi. È entrato al 65′, ma in mezzora – recupero compreso – si è preso la scena. Due conclusioni con entrambi i piedi e un assist vanificato da Castellanos in cinque minuti. Poi il corner trasformato in gol da Noslin. Su di lui Baroni non ha dubbi: «I giovani vanno sostenuti e con lui lo faremo perché sono convinto che ci darà soddisfazioni». Parole al miele in conclusione anche per Dele-Bashiru, finalmente nel vivo del gioco: «È entrato bene. Ha grandi doti e ci potrà dare una mano importante», ma rispetto a Noslin e Tchaouna, difficilmente potrà inserirsi nella bagarre per un posto dal l’ col Venezia. All’appello manca solo Nuno, Tavares. Il terzino ha lasciato tutti con l’amaro in bocca dopo gli ottimi 22 minuti contro il Trapani ad Auronzo. Baroni ha bisogno della sua spinta a sinistra, ma non si rischierà nulla. L’ex Arsenal si è rivisto in gruppo giovedì in Inghilterra e il giorno dopo è rimasto in palestra. Ora l’imperativo sarà quello di non forzare, per questo si valuterà di giorno in giorno il da farsi rimandando più avanti il verdetto in ottica Venezia. Diverso il discorso di Rovella, destinato a ricongiungersi ai compagni nei prossimi giorni dopo lo stop per una lieve distorsione alla caviglia destra. Il Messaggero