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RASSEGNA STAMPA

Lazio: utile di 40 milioni a dicembre per pareggio di bilancio a giugno. 1,5 milioni per Kamada, Maximiano è addio definitivo

La Lazio poteva comprare a gennaio: Il Consiglio di Gestione ha approvato ieri a Formello la semestrale di bilancio al 31 dicembre 2023 e il gruppo Lazio ha chiuso con un risultato netto positivo di 40,07 milioni. Cifre che si riferiscono alla gestione dei primi sei mesi (1 luglio-31 dicembre) e quasi certamente peggioreranno a giugno, dovendo assorbire i costi degli stipendi del primo semestre 2024, ma c’è un incremento notevole del fatturato (da 67 a 118 milioni rispetto al 2022) per effetto dei ricavi Champions e della cessione di Milinkovic (39,7 milioni). 

Così Lotito ha realizzato l’utile e si può prevedere un pareggio di bilancio a giugno. Un altro dato significativo riguardano gli incassi al botteghino, comprensivi di abbonamenti: questi sono cresciuti da 6,8 a 13,4 milioni tra settembre e dicembre. Inoltre. Il giapponese Kamada è stato ingaggiato con una commissione di 1,5 milioni a parametro zero e non 5 come favoleggiavano indiscrezioni estive. Mandas, invece, è stato preso dall’Ofi Creta con un esborso di 950 mila euro.

La Lazio certifica la cessione a titolo definitivo di Maximiano all’Almeria per 8,1 milioni, rientrando quasi interamente dell’investimento compiuto l’estate precedente. Non ancora conteggiati gli acquisti di Rovella e Pellegrini dalla Juve, di Guendouzi dall’OM. Deve, infatti, ancora scattare l’obbligo.

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Ricavi stadio, Lazio solo sesta: 20 milioni in meno della quinta

Sponsor, premi UEFA, diritti televisivi: tutto fa brodo oggi in un sistema calcio alla disperata ricerca di denaro e liquidità che possano mantenere oliati tutti i meccanismi. Fra tutte le voci a bilancio, una in particolare negli ultimi anni sta ritrovando importanza: i ricavi da stadio. Gli incassi derivanti dalle strutture sportive durante le partite casalinghe stanno tornando a rivestire un ruolo di primo piano per le società di primissimo livello, sia a livello nazionale che internazionale.

L’ultima analisi rilasciata da Calcio e Finanza ha fatto il punto sui ricavi da stadio in Italia ed il dato che salta fuori, per la Lazio, è tutt’altro che roseo. Nella particolare classifica di chi guadagna di più al botteghino, infatti, i biancocelesti sono solo sesti, con 17.9 milioni di euro. Se il dato dei biancocelesti è generalmente in linea con quello della Fiorentina, settima con 14.1 milioni, il distacco con le prime cinque squadre è abissale.

Ricavi da stadio, la differenza tra la Lazio e le altre

Le prime due posizioni sono occupate dalle milanesi: 79 milioni di euro di ricavi per l’Inter e 72.9 milioni per il Milan. Certo, sul piatto della bilancio nel caso delle due squadre di Milano pesa un impianto come San Siro ed un tasso di riempimento che, in media, sfiora il 96%. Poco sotto segue la Juventus, con i ricavi dell’Allianz Stadium che nel 2023 hanno toccato i 61,5 milioni. Chiudono le ultime due posizioni della top-5 Roma (49.2 milioni di euro) e Napoli (37.9 milioni di euro).

Insomma, fra Napoli e Lazio la differenza è di 20 milioni esatti. Un divario enorme, che forse meglio di ogni altro dato evidenzia quelle che sono le carenze progettuali che in questi anni sono stati il trait d’union fra i biancocelesti e l’Olimpico. Notti come quelle contro il Bayern non sono certo una novità, e uno stadio interamente a tinte biancocelesti lo si è visto più volte. Con una percentuale media di riempimento prossima al 63%, però, anche sotto questo aspetto si potrebbe lavorare a quel famoso “salto di qualità” di cui si parla da anni nell’ambiente Lazio.

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APPROFONDIMENTI

Lazio, negativo di 60 milioni dal mercato nelle ultime cinque stagioni

Il tema Lazio-mercato resta sempre caldo anche fuori dai mesi “clou”. Non solo per via della questione rinnovi, che ieri ha visto nel prolungamento di Provedel uno dei primi passi veramente concreti in questa direzione, ma anche per tutti i risvolti e le indicazioni che i dati possono offrire. L’ultimo rapporto settimanale del CIES ha centrato la propria analisi sull’attività dei club sul mercato in relazione alla spesa netta. Con “spesa netta”, specifichiamo, si intende la differenza fra entrate e uscite registrate nel corso delle finestre di mercato.

Lazio in negativo di 60 milioni sul mercato

Nel caso italiano, in particolare, emerge una certa dualità fra società più virtuose come Sassuolo (+132 milioni), Udinese (+130 milioni) o Atalanta (+126 milioni) e squadre più spendaccione come Juventus (-220 milioni), Milan (-205 milioni) e Napoli (-138 milioni). C’è poi un gruppo di realtà, e fra queste i biancocelesti, intrappolati nel limbo di chi spende poco e guadagna ancora meno. La Lazio è infatti una delle squadre che ha speso meno sul mercato negli ultimi cinque anni, registrando comunque una delle spese nette peggiori fra le squadre di Serie A. Il saldo segna infatti un negativo di 59 milioni di euro (di cui 19 solo nella stagione attuale).

Mercato, i biancocelesti fra i meno attivi

Fra gli altri dati proposti dall’osservatorio, a catturare l’attenzione non è tanto la prima posizione in assoluto di due colossi come Chelsea e Manchester City come club che hanno generato il maggior volume di scambi negli ultimi 5 anni. Sono infatti oltre due miliardi e mezzo di euro il volume circolante di affari nel mercato dei londinesi. I Citizens invece si fermano, per così dire, solo a 1.7 miliardi di euro in cinque anni. Il dato interessante arriva proprio dall’Italia, e riguarda ancora la Lazio.

I biancocelesti infatti sono fra le squadre che hanno generato un volume (cioè la somma di entrate ed uscite) di mercato minore nel corso delle ultime cinque stagioni. La squadra di Claudio Lotito ha infatti visto la circolazione di poco più di 342 milioni di euro, posizionandosi addirittura undicesima in questa particolare classifica. I biancocelesti si posizionano infatti dietro l’Hellas Verona (366 milioni) e poco davanti al Torino (339 milioni).

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Lazio, quanto ha guadagnato con la Champions: Lotito ha già ripianato il negativo di bilancio e mercato

(…) Quanto ha guadagnato la Lazio. Ora la squadra biancoceleste dovrà rialzarsi e riprendere a correre in campionato, altrimenti la comparsata in Champions resterà solo un bel ricordo. Chissà se Lotito tornerà presto a occuparsi dei rinnovi di contratto, sbandierati all’inizio dell’estate e mai più affrontati se non approfittando di qualche brutta caduta (tipo Salerno) per far sapere che ora non se ne parla proprio. E prima? I dati sono certi, come il deficit certificato in bilancio al 30 giugno 2023 (meno 30 milioni) a cui bisognerà aggiungere lo stesso importo investito sul mercato, prezzi dei cartellini dichiarati in Borsa, al netto delle cessioni di Milinkovic e Maximiano. Ecco quei 60 milioni di negativo (senza contare gli ingaggi e l’Iva), Lotito li ha recuperati dal girone di Champions e almeno di questo dovrà rendere merito a Sarri e ai suoi giocatori per quanto guadagnato: 59 milioni di ricavi (58,9 per la precisione e come riporta la tabella in pagina) possono essere considerati in cassa per effetto del successo sul Celtic Glasgow e del passaggio del turno. In parte saranno riscossi entro dicembre, in parte nei prossimi mesi e sino all’estate 2024, ma la contabilità non si discute. La somma è presto fatta: 15,64 milioni derivano dalla partecipazione al girone e altri 15,9 dal ranking storico della Lazio in Europa negli ultimi dieci anni (14 quote da 1,137 mln come diciottesima classificata tra le 32 partecipanti alla Champions). Infine 9,3 sotto forma di bonus legati ai risultati nel girone (3 vittorie e 1 pareggio) e ulteriori 9,6 per la qualificazione agli ottavi. Il market pool, con la ripartizione destinata ai club italiani, verrà calcolata dall’Uefa a fine torneo e in base al piazzamento. La quota fissa per la Lazio è di 5,1 milioni con un minimo, nella parte variabile, di altri 3,4. La quota variabile salirebbe sino a 6,3 nell’ipotesi remota di un cammino sino alla finale di Wembley (primo giugno).

Quanto ha guadagnato Lotito

Il totale dunque è già arrivato a sfiorare i 60 milioni senza sapere quanto la Lazio, in tre partite interne, abbia riscosso al botteghino dell’Olimpico. Lotito, da sempre, non comunica l’incasso del singolo evento. I conti societari sorridono in attesa dell’ultima partita del girone a Madrid: 930 mila euro vale il pareggio e 2,8 milioni la vittoria. Battere fuori casa l’Atletico e chiudere al primo posto il girone significherebbe presentarsi da testa di serie nel tabellone a eliminazione diretta. Sorteggio a Nyon il 18 dicembre, ottavi in calendario tra metà febbraio e metà marzo, l’ingresso ai quarti varebbe un gettone da 12,5 milioni. Almeno un altro grande incasso invernale all’Olimpico è garantito, in caso di secondo posto la Lazio giocherebbe l’andata in casa con una big. (…) Corriere dello Sport

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Lazio, progetto di bilancio 2023: perdita di 30 milioni, ma aumenta il giro d’affari. La previsione con la Champions…

Lazio, Progetto di bilancio

La Lazio ha approvato oggi il progetto di bilancio, ecco di seguito il comunicato pubblicato al riguardo: “Il Consiglio di Gestione della S.S. LAZIO S.p.A. ha approvato il progetto di Bilancio Separato e Consolidato relativo all’esercizio chiuso al 30 giugno 2023”. Bilancio in rosso per la Lazio che ha chiuso l’esercizio commerciale al 30 giugno 2023 in perdita per 29,5 milioni di euro. La previsione per quello del prossimo anno, tra i ricavi Champions e la cessione di Milinkovic, fanno ipotizzare invece un risultato in positivo.

Risultati reddituali consolidati
Il giro di affari consolidato si attesta a Euro 148,33 milioni ed espone un incremento rispetto al medesimo periodo della stagione precedente di Euro 13,08 milioni. Tale variazione è dipesa in prevalenza dai maggiori introiti rivenienti dal secondo posto in campionato, per diritti televisivi e diritti non audiovisivi, e da stadio. Il valore della produzione al 30 giugno 2023 è costituito da ricavi da gare per Euro 17,92 milioni, diritti TV ed altre Concessioni per Euro 101,99 milioni, sponsorizzazioni, pubblicità e royalties per Euro 20,72 milioni, ricavi da merchandising per Euro 2,31 milioni ed altri ricavi e proventi per Euro 5,39 milioni. I costi operativi al netto di ammortamenti, svalutazioni ed accantonamenti sono pari a Euro 143,72 milioni e sono incrementati rispetto alla stagione precedente, di Euro 13,49 milioni”.

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Lazio, conti messi a posto con Champions e addio di Milinkovic

La Lazio chiude il mercato con un significativo turnover uscite/acquisti, rinunciando a un big (Milinkovic) per puntare su calciatori di costo medio, per la Serie A, cioè 15/20 milioni tra parte fissa e bonus. Dal giro della prima squadra escono, oltre al serbo, Maximiano, Cancellieri (in prestito), Radu (ritirato), Marcos Antonio, Romero. Entrano Castellanos, Isaksen, Kamada, Guendouzi, Sepe, Rovella oltre alla conferma di Pellegrini. 

Il mercato in entrata si è giovato del ritorno in Champions, della plusvalenza ricavata dalla cessione di Milinkovic in Arabia Saudita e di un botteghino più generoso rispetto agli ultimi anni, puntando a mantenere competitività agonistica, ma pure a equilibrare un bilancio reduce da anni di sofferenze. Perdite nette aggregate per 60 milioni (in tre anni) non sono consuete per la gestione Lotito, tradizionalmente ispirata da principi di sostenibilità. Alle perdite del triennio 2019-2022 si aggiungerà quella del bilancio al 30 giugno 2023 che già nel primo semestre riportava un rosso di 21,5 milioni. Nell’ultimo biennio hanno pesato i minori ricavi per l’assenza dalla Champions e la resistenza alle proposte per giocatori di primo piano, da Immobile a Luis Alberto. La partenza di Milinkovic arriva all’ultima occasione utile per non perdere a zero un campione dal contratto in scadenza.  

Turnover uscite/acquisti, le cessioni in casa Lazio

Nel bilancio 23/24, la Lazio iscriverà quasi 80 milioni di cartellini tra parte fissa e bonus mediamente facili da raggiungere. Per l’impostazione prudenziale che li ispira, i principi obbligano a contabilizzare gli impegni economici quando ragionevolmente probabili, mentre è possibile riconoscere i ricavi solo se certi e quando maturano tutte le condizioni. È la ragione per cui, ad esempio, la Lazio aveva già iscritto nel 22/23 l’acquisto di Cancellieri, pure se l’obbligo di riscatto era soggetto a condizioni. Dopo il 30 giugno, il giocatore è stato ceduto in prestito ma il diritto di riscatto concesso all’Empoli non consentirà alla Lazio (per la sua natura discrezionale) di riconoscere alcun ricavo prima dell’esercizio effettivo del diritto. Dal turnover cessioni di Maximiano e Marcos Antonio, la Lazio incasserà per il prestito mentre il riscatto obbligatorio (rispettivamente 8,5 e 6 milioni) non entra a bilancio quest’anno per la presenza di condizioni. 

Lazio, oltre 90 milioni impiegati 

Nell’attivo andrà il valore delle commissioni riconosciute agli agenti, in particolare quelle per Kamada: circa 5 milioni. Dal punto di vista finanziario, l’impiego di risorse supera quindi 90 milioni, distribuiti in più anni. Il maggiore valore dei cartellini acquisiti alzerà di 9 milioni annui gli ammortamenti, mentre il maggior costo per stipendi (+19,6 milioni circa) sarà compensato solo in parte dal risparmio sui giocatori in uscita (-8,4 milioni). Il conto economico di quest’anno avrà così 15/20 di milioni di extra costo a fronte dei quali la Lazio metterà però 40 milioni di plusvalenza realizzata con la cessione di Milinkovic oltre ai ricavi dalla Champions, almeno 50 milioni tra premi Uefa  e incassi da stadio

Lotito sorride: torna l’utile

Il 23/24 dovrebbe riportare all’utile una società gestita con attenzione alle spese: la squadra di Sarri è arrivata seconda con il quinto monte stipendi della Serie A (dopo Juve, Inter, Roma e Milan) e con il settimo costo complessivo della rosa (stipendi più ammortamenti) oltre al settimo valore contabile netto (dopo anche Napoli e Atalanta), ma Lazio è quinta anche nei ricavi operativi. Un bilancio “leggero” consentirà di spesare minori costi in futuro. La Lazio convive da anni col problema dell’indice di liquidità, dovuto alla consistenza significativa delle immobilizzazioni materiali (in rapporto all’attivo) e a una struttura finanziaria con capitale circolante (crediti operativi meno debiti operativi) strutturalmente negativo. La cessione di Milinkovic ha consentito di sbloccare le operazioni in entrata. Col ritorno all’utile grazie ai turnover e i ricavi di Champions la situazione migliorerà ma il parametro andrà monitorato. Corriere dello Sport

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CALCIOMERCATO

Da Maximiano a Gila, quanto sono costati i nuovi (bonus esclusi)

La Lazio, come di consueto, ha pubblicato il bilancio finanziario semestrale consolidato al 31 dicembre 2022. Da qui emergono tutti i costi di mercato della sessione estiva dell’anno passato. Lotito ha speso 34,255 milioni di euro in totale. Nella somma finale sono comprese intermediazioni, ma non i bonus che spesso si attivano a determinate condizioni. Il giocatore che è costato di più, secondo quanto si legge nella relazione, è Luis Maximiano. Il portiere arrivato dal Granada è stato pagato 10,259 milioni (9,814 per il cartellino e 445 per il contributo di solidarietà).

Tutti i costi del mercato (bonus esclusi)

Provedel, oggi portiere titolarissimo, è costato 2,376 milioni di euro (1,991 allo Spezia, 385mila euro di intermediazione). Casale pagato 6,563 milioni, Gila 6,308 milioni. Zero euro per Alessio Romagnoli, arrivato dal Milan a parametro zero senza versare nulla nemmeno per l’intermediazione. Discorso diverso per Matias Vecino: svincolatosi dall’Inter, è costato 1,159 milioni di commissioni. L’acquisto di Matteo Cancellieri è stato messo a bilancio il 30 giugno del 2022 per 6,560 milioni. Nell’attuale relazione figurano 464mila euro come premio versati al Verona.

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Sul sito ufficiale della Lazio è stata pubblicata la relazione semestrale consolidata per il semestre chiuso lo scorso 31 dicembre 2022. Tra le cifre che sono state svelate per mezzo dei dati ufficiali ci sono anche quelle inerenti le cessioni. In particolar modo, ad attirare ovviamente l’attenzione, sono quelle inerenti Muriqi, ceduto a 8.018 milioni al Maiorca, e Vavro, lasciato andare per 4.230 milioni al Copenaghen. Per entrambi, però, andranno presi in considerazione i bonus accordati nella trattativa (che scatteranno realizzarsi di alcune condizioni). A queste cessioni si aggiungono quelle meno onerose di Kiyine all’OH Lovanio per 1.600 milioni di euro e Maistro alla Spal per €500.000. Per quanto riguarda il prestito di Kamenovic, invece, sono stati risparmiati 0,27 milioni di euro.

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CALCIOMERCATO

Da Muriqi a Vavro, quanto ha incassato la Lazio in estate

Sul sito ufficiale della Lazio è stata pubblicata la relazione semestrale consolidata per il semestre chiuso lo scorso 31 dicembre 2022. Tra le cifre che sono state svelate per mezzo dei dati ufficiali ci sono anche quelle inerenti le cessioni. In particolar modo, ad attirare ovviamente l’attenzione, sono quelle inerenti Muriqi, ceduto a 8.018 milioni al Maiorca, e Vavro, lasciato andare per 4.230 milioni al Copenaghen. Per entrambi, però, andranno presi in considerazione i bonus accordati nella trattativa (che scatteranno realizzarsi di alcune condizioni). A queste cessioni si aggiungono quelle meno onerose di Kiyine all’OH Lovanio per 1.600 milioni di euro e Maistro alla Spal per €500.000. Per quanto riguarda il prestito di Kamenovic, invece, sono stati risparmiati 0,27 milioni di euro.

Non solo Muriqi e gli altri, LEGGI ANCHE:

Semestrale. Un altro rosso per la Lazio di Claudio Lotito, dopo quello al 30 giugno del 2021. Più o meno simile, perché un anno prima erano 25,6, mentre nel 2022 è stato di 22,3 milioni. Il patrimonio netto è positivo per 58,6 milioni, ma quello che andrebbe sottolineato è che, nonostante uno stadio importante come l’Olimpico, gli incassi dagli spettatori siano “solamente” di 10 milioni. Da capire se in questa stagione qualcosa cambierà in positivo, anche se senza stadio probabilmente ci sarà un altro un altro rosso, anche abbastanza corposo.

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SOCIETA'

Bilancio Lazio, semestrale chiude in rosso: poche plusvalenze, serve la Champions per aumentare i ricavi

Semestrale. Un altro rosso per la Lazio di Claudio Lotito, dopo quello al 30 giugno del 2021. Più o meno simile, perché un anno prima erano 25,6, mentre nel 2022 è stato di 22,3 milioni. Il patrimonio netto è positivo per 58,6 milioni, ma quello che andrebbe sottolineato è che, nonostante uno stadio importante come l’Olimpico, gli incassi dagli spettatori siano “solamente” di 10 milioni. Da capire se in questa stagione qualcosa cambierà in positivo, anche se senza stadio probabilmente ci sarà un altro un altro rosso, anche abbastanza corposo.

I diritti televisivi
Sono di 80 milioni all’anno, su 136 totali. Si può dire che la Lazio è dipendente dai diritti tv, perché ha agito poco sul marketing e sulle sponsorizzazioni. Gli altri ricavi derivano dalla presenza in Europa League, che influiscono intorno ai 13 milioni, nettamente in salita rispetto al milione dell’anno prima quando c’era la Champions. In generale i diritti pesano per il 58% delle entrate, grazie a una crescita delle sponsorizzazioni decisa (da 18 a 23 milioni) durante il 2021-22.

I costi
Salgono gli ammortamenti rispetto all’anno prima, per ben 7 milioni, ma scendono di gran lunga gli stipendi, da 135,4 milioni a 99. Le spese passano da 196 milioni del 2021 a 173 del 30 giugno 2022, ma rimangono comunque troppo alti per una situazione da 136 milioni di ricavi, al netto delle plusvalenze di Caicedo e Correa, intorno ai 25 milioni. La realtà è che la Lazio, pur avendo un discreto raggio d’azione, ha troppe spese soprattutto per servizi (22 mlioni) e ammortamenti, 42,7, dovuti al calciomercato.

I debiti tributari dalla semestrale
Con lo spalmadebiti del 2005, la Lazio ha avuto la possibilità di pagare in rate un debito da 140 milioni che altrimenti avrebbe visto probabilmente fallire il club (come altri, Roma e Parma in primis) e per questo Lotito ha avuto vent’anni per estinguere il debito. Ora ne mancano “solamente” 22 milioni che potranno essere pagati nei prossimi mesi.

Lotito in attivo
Se è vero che la china presa dalla Lazio non è il massimo, soprattutto perché senza Champions il rischio di rosso è dietro l’angolo, dall’altro con alcune plusvalenze ci potrebbe essere un sostanziale equilibrio. Le spese sono troppe per gli attuali incassi, ma può anche darsi possano rientrare come investimento per un prossimo rientro sul capitale. Tuttomercatoweb.com

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AS Roma: 219 mln di euro di perdite. E’ record!

Il peggior risultato di sempre. Con 219,3 milioni di euro di perdite nell’esercizio 2021/22, l’AS Roma colleziona l’ennesimo record. Con questa ultima performance i giallorossi inanellano il tredicesimo rosso di bilancio consecutivo e arrivano a raggiungere 1 MILIARDO di perdite cumulate dal 2009 a oggi. Sul bilancio pesa il Covid (che però pesa su tutta la Serie A che ha fatto performance decisamente migliori) e ben 182 milioni di euro di costi del personale di cui oltre 30 milioni sono per non-calciatori. Forse è questa la voce più incomprensibile e che meriterebbe attenzione da parte della stampa distratta.

La Roma non è più in Borsa a seguito del recente delisting, pertanto sono scomparsi gli obblighi di comunicazioni sociali che sono propri delle società quotate.

Alessio Buzzanca