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RASSEGNA STAMPA

Luis Alberto, la Lazio sulle spalle e la fascia sul braccio

La fascia da capitano ora vale molto di più della bacchetta da Mago: «Devi metterti sulle spalle la Lazio». Sarri insiste da mesi con Luis Alberto, durante questa sosta gli ha fatto il lavaggio del cervello. Ieri c’è stato un altro confronto a tu per tu lontano dal resto del gruppo, con cui è stato stretto un altro patto Champions. Contro l’Atalanta vi siete solo gustati un assaggio dello spagnolo a incitare i compagni poco prima che facessero il loro ingresso sul prato dell’Olimpico. Stasera (ore 20.45) a Reggio Emilia il numero 10 dovrà essere ancora più incisivo: Sarri sarà squalificato, in panchina si siederà il vice Martusciello, lui sarà l’allenatore in campo. Alla vigilia della sfida di San Siro, Luis Alberto non voleva ancora assumersi l’onere e l’onore di considerarsi il leader indiscusso, anche per una questione di rispetto verso Immobile, il simbolo assoluto. Con l’assenza del bomber e dopo questa sosta turbolenta, è cambiato tutto. Il Mago fa le prove da capitano anche per il futuro. L’Arabia è tornata alla carica per Ciro, non si sa cosa succederà a gennaio. Lo spagnolo invece ha rifiutato i soldi degli sceicchi, ha già deciso a giugno di restare, ha firmato un rinnovo top (con opzione sino al 2028) e in ritiro Sarri – quando ancora non lo sapeva nessuno – lo ha responsabilizzato dandogli i gradi di guida della Lazio.

LA SVOLTA

Incredibile, ma vero. Ora la certezza è Luis Alberto, sempre più al centro del progetto. Sarri lo ha trasformato: «Da novembre e dal ritiro invernale in Turchia in poi è diventato un altro centrocampista totale e completo». Non è più uscito: contro il Sassuolo giocherà la sua 31esima partita consecutiva da titolare in Serie A, da inizio gennaio 2023 non ha saltato nemmeno una gara di campionato. Inzaghi lo aveva lanciato e valorizzato, ma mai spremuto così tanto. Al netto del solito “mal di pancia” estivo (per un bonus Champions) è diventato l’insostituibile, uno dei quattro col posto fisso. Regista nel ruolo di mezz’ala, sprona tutto il gruppo, Luis Alberto è sereno ed equilibrato come non lo si era mai in 7 anni a Formello. È il miracolo di Maurizio, o forse era scritto nel destino. Perché alla fine i geni si attraggono e si sposano: dopo un anno e mezzo di litigi, incomprensioni e intromissioni, fra il Comandante e Luis Alberto il feeling è finalmente sbocciato. Sarri ha cominciato a guardarlo con altri occhi quando Luis Alberto, assente nel ko di Lecce a gennaio, aveva ripreso i compagni in un confronto a Formello: «Hai messo fuori me, dovresti mettere fuori tutti adesso». Parole da leader rinato.

LA STATISTICA

Si è ribaltato il mondo: il ribelle spagnolo non ha più saudade di casa e può diventare la bandiera e il trascinatore della Lazio. Sempre più Mago maturo e meno cappellaio matto. Quante opere di persuasione per convincerlo, ma adesso lo spagnolo è un maresciallo. Adesso può tutto e guai a toccarglielo a Sarri, che lo perdona persino quando si perde una marcatura in ripiegamento. È successo contro l’Atalanta, dove però Luis Alberto è stato decisivo sull’autogol di De Ketelaere dal calcio d’angolo e con un velo geniale sulla meravigliosa azione del raddoppio di Castellanos. È arrivato a quella gara con un po’ di fiatone, è stato gestito la scorsa settimana, ora è pronto a rilanciarsi col Sassuolo. Con i neroverdi segnò la prima doppietta in biancoceleste, ma al Mapei è ancora a secco. Oltraggio, serve un altro gol vincente, come al Maradona, un tacco de Dios, una mano da capitano. Il Messaggero

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Giordano a Immobile: “Al mondo Lazio non puoi rimproverare nulla. Ora equilibrio e trasparenza” (AUDIO)

Bruno Giordano a ‘NMM’ “Al mondo Lazio non puoi rimproverare nulla. Ora equilibrio e trasparenza”

“Al mondo Lazio non puoi rimproverare nulla. Ora equilibrio e trasparenza”. Bruno Giordano a Radiosei: “Attendiamo sviluppi sulla questione Immobile. Spero ci sia chiarezza per lui e per tutto il mondo Lazio, che si ritorni alla normalità. Queste sono cose che possono rientrare, anche se in un momento particolare possono essere destabilizzanti. Dipende da Ciro. Se la deve vedere da solo, ma anche essere onesto nei confronti della società riguardo il da farsi. Se l’intenzione è quella di allontanarsi, che dia il tempo ai vertici di muoversi. L’abbraccio del pubblico ce l’ha sempre avuto, bisogna essere onesti. Qualche fischio è anche normale, il tifoso è umorale e spesso si trasforma allo stadio. La Lazio lo ha sempre coccolato, credo la sua intervista sia sbagliata anche a livello di tempi: durante la sosta, in un momento dove ogni piccola cosa viene ingigantita. Credo abbia detto bene Fabiani: c’è da proseguire questa storia e andare avanti. Anche perché non si può imputare niente al mondo Lazio su Ciro Immobile. Non è onesto pensare di andar via per alcune critiche, soprattutto nei confronti dell’ambiente biancoceleste”.

“Ciclo finito per Immobile? Bisognerebbe stare nella testa sua per capire se è sempre lo stesso o se sta cambiando qualcosa. Bisogna viverle certe cose. Da fuori non mi pare cambiato proprio nulla nei suoi confronti, Lotito nel parla come un figlio. Non c’erano i sentori per un’intervista così. Rimanere per Nazionale e Champions? Mezzo autogol, magari potresti dire di esser rimasto per la Lazio e il suo ambiente. Bisogna avere grande equilibrio, anche se non sempre ci si riesce”.

Da Giordano a Immobile: “Consiglio a Ciro di viverla in maniera molto più serena, tutti hanno il massimo rispetto per lui. E poi essere lucido ed equilibrato, oltre che onesto con sé stesso e con l’ambiente che gli vuole bene”.

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DICHIARAZIONI

Immobile: “Essere capitano sogno fantastico, con Spalletti faremo percorso bellissimo. Arabia? Volevo continuare…” (AUDIO)

“Essere capitano sogno fantastico, con Spalletti faremo percorso bellissimo. Arabia? Volevo continuare…”. Torna in Nazionale e lo fa da nuovo Capitano. Per Ciro Immobile è un nuovo inizio con gli azzurri di Luciano Spalletti, che l’ha immediatamente investito del ruolo di capitano. Alla vigilia del match contro la Macedonia del Nord, Immobile ha parlato ai microfoni del TG1:  “Ci si aspetta tanto da me, dentro e fuori dal campo. La Fascia? Gli ho detto che è una grossa responsabilità perché rappresento tutti e che per me andava bene”.

E poi ai microfoni di Radio Rai: “Vent’anni fa da giocatore adolescente speravo di giocare in azzurro, ma diventare capitano della Nazionale era proprio un sogno fantastico. Ora si è realizzato cerco di tenermi stretto questo posto con l’aiuto dei compagni, perché è grazie anche a loro che ho avuto questa nomina, hanno visto in me quello che posso dare quindi sono molto felice”.

“Quella partita con la Macedonia è stata la sconfitta più dolorosa e bruciante della mia carriera. Anche più di quella con la Svezia, perché venivamo da un momento bellissimo e da forti gioie e emozioni condivise tutte insieme e probabilmente quello ci ha spezzato un po’ le gambe, perché sicuramente non ce l’aspettavamo. Eravamo troppo frenetici troppo vogliosi di raggiungere subito il risultato e questo purtroppo non ha pagato”.

Il nuovo CT Spalletti: “Il suo modo di approcciare con la squadra e col singolo giocatore, il suo modo di comunicare tutte le sue sensazioni e di allenare la Nazionale, noi l’abbiamo seguito dall’inizio alla fine, quindi sono convinto che faremo un percorso bellissimo e domani sarà solo l’inizio”.

“Il terreno di gioco messo male? Lo sappiamo, il mister ce ne ha parlato. Ci sono arrivate delle immagini che lo dimostrano, però faremo il possibile per superare anche questa difficoltà. Arabia? Volevo continuare a vivere determinate emozioni con questa maglia, poter dimostrare di essere ancora in grado di dare tanto e con l’Europeo davanti tocca farlo subito”.

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Dario Cadeddu, Radiosei

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RASSEGNA STAMPA

Cataldi-Pellegrini, derby tra capitani romani

Sarà di nuovo un derby tra capitani romani. Con le assenze di Immobile e Milinkovic, la fascia della Lazio andrà sul braccio di Cataldi, classe 1994. Dall’altra parte del campo Pellegrini, classe 1996, alla sua terza stracittadina da guida della squadra giallorossa. Destino simile per i ragazzi cresciuti nei rispettivi settori giovanili. Entrambi, dopo le esperienze in Primavera, sono dovuti andare lontani da Roma per poi tornare e diventare protagonisti. Lorenzo sin da subito, Danilo invece ha scalato con pazienza le gerarchie del centrocampo. Dopo l’addio di Leiva ha lavorato a fondo sulla crescita di Cataldi, fino a trasformarlo nel regista «stile Jorginho». Il suo contratto scade nel 2024 e durante la sosta per il Mondiale ci sarà l’occasione per parlare di rinnovo. Per lui sarà il secondo derby da titolare, il primo da capitano. Nella memoria ancora il gol del 3-0 nel derby del 2 marzo 2019. Due invece le marcature di Pellegrini: lo scorso anno su punizione, ma più importante fu il colpo di tacco del 29 settembre 2018. Entrato al posto di Florenzi, quella rete cambiò la carriera di Lorenzo alla Roma.

Il Tempo.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Dalla Palma (CdS): “Di Padre in Figlio l’ultimo regalo ai laziali del Capitano” (AUDIO)

Alberto Dalla Palma (CdS) a ‘NMM’


L’ULTIMO REGALO DEL CAPITANO


“Di Padre in Figlio resterà nella storia come l’ultimo regalo di Pino Wilson alla Lazio. Dell’uomo e del giocatore è stato detto tutto, nella seconda fase della sua vita ha fatto tanto per la Lazio. Credo che in nessuna parte del mondo ci sia mai stata una manifestazione del genere, con tutte quelle persone e quella fusione d’amore fra una generazione e l’altra. Una notte d’amore che i laziali non dimenticheranno mai. Mi piacerebbe rivedere uno stadio pieno, che ci fosse questo tipo di coesione non solo quando c’è un forte dolore”.


LA SVOLTA DI CAGLIARI


“A Cagliari sono arrivate conferme, qualcosa stava cambiando. Nelle ultime partite il risultato è stato bugiardo, il 3-0 a Mazzarri invece racconta la verità. Ho visto una Lazio avvelenata, cattiva, contro una squadra che aveva sfiorato il colpo col Napoli e veniva da un periodo ottimo. Era la prima partita preparata con una settimana di tempo, credo che potremmo vedere 10 partite così. E’ un finale dai presupposti molto importanti, entusiasmanti, su cui creare le basi per la prossima stagione tornando in Europa. L’anno prossimo sarà il vero anno di Sarri. I rimpianti della stagione sono i gol presi all’ultimo respiro che stanno condizionando pesantemente la classifica. Sarri sta facendo vedere di cosa è capace quando messo nelle condizioni giuste, l’estate scorsa è stato fatto un ottimo mercato, ma non altrettanto in inverno”.

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DICHIARAZIONI

Da Pino a Ciro: contro il Venezia Immobile con la fascia rossa

“Mi fa piacere, sono contento che la Lega abbia accettato la proposta della Lazio e ne vado orgoglioso”. Da Capitano a Capitano; con queste parole – ai funerali del Pino Wilson – Ciro Immobile ha di fatto confermato che per Lazio-Venezia, vestirà la fascia rossa in memoria di Wilson. In attesa di un comunicato ufficiale, tutto fa pensare che non ci saranno ostacoli.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Oddi ricorda Wilson: “Così all’improvviso no! Era il più furbo, aveva sempre ragione lui…” (AUDIO)

Giancarlo Oddi ricorda Pino Wilson

“E’ stata talmente veloce la sua scomparsa che ti fa uscire di testa. Doveva essere l’ultimo della nostra Lazio ad andarsene ed invece in una giornata non c’è più. Era troppo più furbo degli altri, tutte i discorsi e le prese in giro tra di noi, alla fine quello che aveva torto ero io. Quando giocavamo era il capitano perchè era quello che aveva più ragione per farlo. Sono passati più di 50 anni ed il rapporto è stato sempre quello e sempre sarà così. Difficile spiegarlo, impossibile…”