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DICHIARAZIONI

Perla Cataldi: “Finalmente il gol, non abbiamo mollato. Restiamo in zona Champions” (AUDIO)

Danilo Cataldi ai microfoni di Dazn ha raccontato la vittoria della Lazio contro il Torino. I biancocelesti si sono imposti proprio grazie al suo gol, dopo quello di Matteo Guendouzi. Queste le sue parole sul match: “Sono contento, erano quasi due anni che non segnavo. Qui a Torino ho fatto l’esordio con la Lazio quasi dieci anni fa. Sono contento per la squadra, oggi una bella prestazione anche se c’era molta stanchezza. Venire qui e non soffrire è complicato. Juric è bravo a preparare le partite uomo su uomo. Siamo stati bravi a non allungarci troppo, abbiamo retto e poi abbiamo portato più qualità. A fine primo tempo ci siamo detti che con il tempo sarebbero calati, loro partono forte soprattutto in casa. Non volevamo mollare”.

“Quarto posto? Io penso che dobbiamo rimanere lì, il calendario non è facile. Dentro lo spogliatoio ce lo siamo detti molte volte, c’è un’aria diversa, se si perde come domenica va bene, si accetta perché c’è stata la prestazione. L’obiettivo rimane sempre la qualificazione in Champions League. L’esultanza è per mio figlio, che tutte le volte che sa che devo giocare mi chiede di segnare ed esultare così. Il gol è stato bello, ho visto Luis che mi aveva guardato con la coda dell’occhio, gli ho chiesto di lasciarmela ed è andata bene”.

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NEWS

Lazio-Bologna, Cataldi pre match: “Gara difficile come quella col Bayern, speriamo di mantenere la stessa condizione”

Danilo Cataldi a Sky Sport: “La vittoria contro il Bayern è una serata importante a livello europeo, una partita fondamentale però ci dobbiamo ributtare in campionato dove siamo un po’ in ritardo. Oggi sarà una partita complicata, il Bologna è un avversario tosto, sta vivendo un bel momento. Sarà un match complicato come quello di mercoledì. A livello mentale si spende qualcosa in più rispetto a quello fisico. Abbiamo avuto qualche giorno per recuperare, speriamo di mantenere la condizione che ci ha permesso di fare un quel tipo di partita mercoledì”.

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DICHIARAZIONI

Cataldi: “La prima da titolare in Champions spettacolare. Ora ce la giochiamo a Monaco”

Danilo Cataldi, centrocampista della Lazio parla sui canali ufficiali

Danilo Cataldi, centrocampista della Lazio, parla ai canali del club dopo il successo per 1-0 sul Bayern Monaco nell’andata degli ottavi di finale di Champions League: “Notte spettacolare, bellissima. C’è rammarico perché potevamo fare altri gol ma non è stato così. È una serata da ricordare, sono contento di essere riuscito a giocare la mia prima partita in Champions dall’inizio. Ora ce la giochiamo a Monaco”.

Ha sostituito Vecino all’ultimo minuto.
“Mi dispiace per Vecino, non me l’aspettavo. Ero uscito per fare il torello – prosegue Danilo Cataldi centrocampista della Lazio – e poi mi hanno detto di scaldarmi. Ho cercato di preparare la testa più che le gambe, non è stato facile ma è andata bene. In campionato è diverso, ci penseremo già da domenica con una partita molto difficile. Qualsiasi altra squadra soffre contro il Bayern Monaco, oggi però noi lo abbiamo fatto da squadra. Con questa mentalità si possono fare grandi partite, non so se basta per passare il turno ma la Lazio c’è e si merita questi palcoscenici”.

Come procede l’apprendistato con Sarri?
“Sono cambiate tante cose dal 2021. Il mister ci dà una mentalità di dare sempre il massimo. In tre anni ci sono stati dei momenti di alti e bassi, è normale, avevamo bisogno di liberare la testa. Abbiamo giocato così, tranquilli, loro sono forti si, ma la partita è sempre undici contro undici. Noi ce la siamo giocata ed è andata così, poi vediamo a Monaco”.

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GIUDICE SPORTIVO

Squalifiche, Cataldi salta Bergamo: fermati sei giocatori

Si è chiusa ieri sera la 22ª giornata di Serie A con la vittoria della Roma sul campo della Salernitana, ora i fantallenatori stanno già pensando alle sfide in programma nel prossimo turno di campionato a partire da venerdì con l’anticipo Lecce-Fiorentina.

Di seguito vediamo i calciatori che salteranno la 23esima giornata di campionato causa squalifica:

Buongiorno (Torino)

Milik (Juventus)

Cataldi (Lazio)

Ramadani (Lecce)

Matheus Henrique (Sassuolo)

Ikoné (Fiorentina)

Adnkronos

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APPROFONDIMENTI

Lazio-Napoli, occhio ai diffidati: c’è un centrocampo a rischio squalifica

Lazio, occhio ai diffidati. Immobile e Zaccagni sconteranno le loro squalifiche contro il Napoli, nel 22esimo turno della Serie A. I biancocelesi però, hanno un centrocampo a rischio squalifica. Contro i partenopei occhio quindi ai due registi, Rovella e Cataldi, e la mezz’ala-jolly Matias Vecino. A questi si aggiunge anche Luca Pellegrini, in ballottaggio con Lazzari per una maglia da titolare. Occhio alle scelte di Sarri quindi, visto che il ventitreesimo turno vedrà la Lazio fare visita all’Atalanta a Bergamo, per uno scontro diretto per l’Europa. La Dea – che affronterà in casa l’Udinese – ha il solo Zappacosta nella lista diffidati.

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DICHIARAZIONI

Cataldi: “Non so cosa ci stia succedendo, così non la rigiocheremo la Champions” (AUDIO)

Al termine del match perso a Salerno, Danilo Cataldi ai microfoni di Dazn

 “Non so cosa ci sta succedendo. Penso che la prestazione non è stata il massimo, però eravamo riusciti a sbloccarla. È stata una partita complicata, c’era anche parecchio vento. Non siamo entrati bene nel secondo tempo e ci hanno punito”.

Io sento sempre la fiducia del mister, quando mi sceglie sa che può contare su di me. Quest’anno le mie prestazioni non sono state sempre fantastiche, ma so di poter aiutare la squadra. Abbiamo bisogno di uno switch, non stiamo andando bene”.

“Spero che martedì arriviamo con un’altra testa rispetto a oggi. Per giocare la Champions anche l’anno prossimo dobbiamo vincere queste partite, come oggi a Salerno o la prossima con il Cagliari. Martedì dobbiamo vincere per la nostra gente. La Champions ti dà sempre qualcosa in più, anche se pure quelle che abbiamo fatto non sono state spettacolari come prestazioni. Ma c’era sempre qualcosa in più”.

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ESCLUSIVE

ESCLUSIVA – Radiosei incontra Cataldi: “L’odio del derby finisce al 90′. Sarri unico e ci siamo chiariti”. Poi su Immobile ed i nuovi: “Guendo matto, Rovella promette, Kamada di ghiaccio…” (AUDIO)

Mister 300 presenze Cataldi ai microfoni di Radiosei

Mister 300 presenze (superate) con l’Aquila sul petto ai microfoni di Radiosei. Porte aperte a Formello alla radio dei tifosi della Lazio e chi se non Danilo Cataldi poteva essere il prescelto per ribadire il proprio amore per questi colori, riflettere su quello che è stato, analizzare il presente, svelare retroscena e proiettarsi ad un futuro ancora tutto da scrivere. Ecco nel dettaglio il botta e risposta andato in scena con il nostro Alessio Buzzanca tre giorni dopo il derby pareggiato con la Roma: “Siamo entrati in campo per vincere la partita. Loro sono partiti forti i primi dieci minuti, ci aspettavamo una Roma aggressiva visto che comunque veniva da una sconfitta e da due due derby persi in un solo anno. Poi, piano piano, abbiamo preso in mano la partita, il rammarico è stato quello di aver finito il primo tempo 0-0. Nel secondo tempo abbiamo iniziato così così, sbagliando qualche pallone di troppo. La gara era indirizzata verso il pari, non ci andava bene, ma a volte in campo capita che ti senti di poter fare qualcosa di più ma non riesci. Non credo che ci siamo accontentati, ma siamo stati intelligenti a gestire la partita ed il momento. Se avessimo sfruttato anche una sola occasione nel momento buono la gara sarebbe cambiata. Poi è anche giusto ragionare e non allungarti inutilmente se capisci di non farcela“.

Da centrocampista, ti senti di dire che Sarri è un tecnico che bada soprattutto alla fase difensiva?
“Non credo si possa etichettare la sua filosofia, le due fasi di gioco richieste sono veramente connesse. Chiede una pressione alta, quindi in automatico se riesci a rubare palla nelle zone di campo pericolose sei già in area avversaria. Lui richiede molto in fase difensiva, con questo pressing alto devi cercare di di coprire palla il più possibile per i difensori che lavorano in una certa maniera. Forse esagero però credo sia l’unico al mondo che lavora con i quattro difensori in totale simbiosi. Anche lavorare con lui a livello offensivo è difficile. E’ un tecnico che vuole sempre la giocata a due tocchi, la palla deve viaggiare veloce e devi sempre sempre stare messo bene per chiudere le linee di passaggio. C’è tutta una lettura sulla palla che è complicata, ma non lo definirei un allenatore difensivista”.

Vi siete chiesti il perché dal punto di vista offensivo le cose non girano come la scorsa stagione?
“Ogni stagione ha la sua storia, ma penso che dipenda anche un po’ da quello che dicevo prima. Forse abbiamo anche un po’ di difficoltà a cercare di recuperare palla in zone del campo dove puoi fare subito male. L’anno scorso tanti gol sono arrivati da questo, da una pressione alta e con due passaggi eravamo già dentro la porta. Magari i giocatori che potenzialmente possono saltare l’uomo stanno avendo delle difficoltà, ma la realtà è che ci sono tanti fattori che influiscono”

Il calendario con sei big-match nelle prime dodici ha pesato…
“E’ fuori discussione che magari possa avere un peso, ma non so quanto ci abbia potuto destabilizzare. Un minimo peso ce l’ha avuto, quando inizi male con due squadre più abbordabili e poi devi recuperare contro Napoli, Milan e Juventus non è semplice. Oggi in Italia ed in Europa, fai fatica con tutte le squadre. Tutte sono organizzate, tutte ti studiano, non c’è nulla di scontato neanche contro l’ultima in classifica”.

Passiamo a te, perché Sarri ha detto che hai trovato meno spazio a causa del fatto che hai reso meno in allenamento ed in partita?

“Per quanto riguarda l’allenamento, ne ho parlato anche con lui, sono sicuro di poter dire che non esista questo problema. Anche il mister mi ha confermato che il suo riferimento era solo alle partite, a a quelle che ho giocato. Ci tengo a sottolinearlo perché è un aspetto che riguarda la mia etica. Magari in quelle cinque, sei gare che ho giocato all’inizio certamente non sono stato brillante come nella scorsa stagione. I risultati non positivi hanno fatto il resto, ci sta provare a cambiare qualcosa. Nell’ultimo mese, Rotterdam a parte, la Lazio è cresciuta per atteggiamento e rendimento. Così i risultati arriveranno”.

Dei nuovi che ci dici?

“Castellanos mi piace, è affamato, farà molto bene. Tecnicamente sa giocare con la squadra, può darci una grande mano. Nico (Rovella, ndr) è un ragazzo promettente che farà tanta strada, è uno che si impegna nel quotidiano, ha già una testa salda. Guendouzi è un ragazzo incredibile in senso positivo, è un personaggio che ti fa stare bene, è divertente ed un ottimo giocatore. E’ mezzo matto, ma è una persona positiva. Isaksen ha grosse qualità, nella scorsa stagione ci ha rovinato. Farà bene, deve solo abituarsi ad un mondo diverso, ha solo bisogno di tempo. Kamada a livello culturale è di un altro mondo. E’ particolare, molto intelligente, capisce ogni cosa subito. Averlo nello spogliatoio, è quasi un ragazzo di ghiaccio. Sembra non si faccia prendere dalle emozioni. Prima del derby aveva una calma incredibile, credo sia anche un bene in questo tipo di ambiente“.

Immobile in poche parole

“E’ intoccabile. Sento tante cose, tanti pareri soggettivi, ma i numeri dicono tanto. Quando un giocatore ha questi numeri non può essere attaccato. Poi anche come persone e capitano non è discutibile. Ciro è Ciro”.

Nello spogliatoio parlate anche di argomenti che possono colpirvi come essere umani? Penso all’invasione dell’Ucraina o a quanto sta accadendo in Israele

“Sicuramente, se ne è parlato. Poi io personalmente non sono attento ai particolari, ma ci aggiorniamo. Sono argomenti delicati, siamo una squadra, magari all’interno ci sono persone che hanno fedi diverse, culture diverse. Noi siamo privilegiati, ma non viviamo in una bolla, ma non siamo estranei dal contesto. Finisce il derby e torno a casa dove c’è mio figlio, mia moglie. Il calcio è stupendo, la Lazio è la mia vita, ma c’è tanto altro. In campo durante il derby ci odiano con gli avversari per 90′, poi però basta, finisce lì, affrontiamo anche noi i problemi di tutti i giorni”

Il più simpatico ed il più introverso nello spogliatoio?

“Ce ne sono tre o quattro, faccio il nome di un insospettabile, Lazzari. Sembra serioso, ma dentro lo spogliatoio si fa sentire positivamente. Per quanto riguarda la seconda, per ora dico Daichi (Kamada, ndr). Lo conosciamo ancora poco, ma piano piano lo porterò a cambiare (ride, ndr)”.

Sarri che tipo è?

“Si vede poco nel nostro spogliatoio. Arriva, fuma (ride, ndr), parla poco ma quello che dice fa cassazione. Malgrado sia di poche parole arriva, è simpatico ed incisivo”.

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(Pubblicato alle 08,30 del giorno Venerdì 17 Novembre)


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STATISTICHE

Romagnoli, Cataldi e la Lazialità nei derby: creata una striscia unica…

Negli ultimi 10 derby la Lazio ne ha persi solo due. Un bilancio così positivo non si verificava dal 1995 quando, fino al 1998, i biancocelesti restarono imbattuti per 10 stracittadine di fila. A fare la differenza, a quasi 30 anni di distanza, è stata la lazialità. Sarri si è affidato nelle ultime partite contro la Roma a Romagnoli e Cataldi. E per entrambi un periodo così positivo nei derby è un unicum: Romagnoli è nato solo 3 mesi prima il primo dei 10 derby nei quali fra il 1995 e il 1998 la Lazio restò imbattuta. Non può quindi avere memoria di quel periodo. Vale lo stesso per Cataldi, nato nell’agosto del 1994… Stanno quindi vivendo, da protagonisti, il momento migliore nei derby da che hanno memoria.

Articolo di E.B.

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DICHIARAZIONI

Mourinho accusa Pedro, la replica di Cataldi

Il derby non finisce mai. Neppure in sala stampa. Dopo che Mourinho aveva parlato di Pedro come di un tuffatore, è arrivata la risposta di Danilo Cataldi: “Lui parla sempre di titoli… Penso che Pedro ne abbia vinti di più”. Lo spagnolo è a quota 25, Mourinho 26. A fare la differenza la Conference Leaguen vinta con la Roma, appunto. Il derby non finisce proprio mai.

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Cataldi carica: “Fiorentina forte, ma c’è tanta voglia di riscatto!”

“Quanta voglia di riscatto c’è dopo la sconfitta contro il Feyenoord? Tanta. Sappiamo tutti che abbiamo fatto una partita sottotono e questo in Europa non te lo puoi mai permettere. È stata una serata no che però ci può dare una grande lezione per il futuro di questa stagione, perché ci sono ancora tante partite da giocare”. Parla così Danilo Cataldi, centrocampista della Lazio, nel MatchProgram della sfida di domani contro la Fiorentina: “Ci aspetta una gara difficile. La Fiorentina è una squadra di valore, forte del lavoro fatto lo scorso anno da un ottimo allenatore come Italiano. Hanno una mentalità offensiva, dovremo uscire bene dal loro pressing per trovare zone di campo a noi favorevoli. Al di là della tattica però, servirà qualcosa di importante a livello di voglia e di impegno per portare a casa tre punti fondamentali per la nostra classifica. Conosciamo il valore della Fiorentina ma anche il nostro”.

Le vittorie consecutive contro Atalanta e Sassuolo lasciano la sensazione di una Lazio che in campionato ha cambiato marcia dopo un inizio non facile?
“L’inizio di stagione non è stato facile, abbiamo pagato a caro prezzo le due sconfitte contro Lecce e Genoa. La strada che abbiamo intrapreso ora è quella giusta, lo stop contro il Feyenoord ci ha dato la consapevolezza che tutte le partite vanno giocate al massimo. Il calcio di oggi è cosi, a prescindere dalla categoria: se non affronti gli avversari al 100% fai fatica con tutti, deve essere questo il nostro credo”.

209 presenze in Serie A e un miglioramento continuo negli anni: il ruolo del play in Nazionale sta vivendo alcuni cambiamenti, credi ancora un po’ a una futura convocazione?
“Non si smette mai di crescere, ho iniziato a giocare in questo ruolo stabilmente con Sarri e ho ancora un po’ di tempo per migliorare. Spero di farlo insieme alla squadra. La Nazionale a centrocampo ha calciatori importanti, in questo momento la mia priorità è rimettere in piedi la Lazio nelle posizioni di classifica che meritiamo in campionato, e far vedere che in Champions League non siamo quelli visti contro il Feyenoord”.

C’è voglia di riscatto