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RITIRO ESTIVO

AURONZO, DAY 8 – Cataldi: “Lottiamo per riavere il rispetto dei tifosi. Lazio fede che non deve morire”

Al termine della seconda amichevole stagionale della Lazio, terminata 3-1 contro il Trapani, è intervenuto ai canali ufficiali biancocelesti il centrocampista Danilo Cataldi. Queste le sue parole: “Sto un po’ così, sono 4-5 giorni che ho problemi all’adduttore, ho cercato di non saltare allenamenti perché è importante fare tutta la preparazione. Con il passare dei minuti si è indurito un po’ troppo e ho preferito fermarmi”. 

Come sta vedendo la squadra in questi giorni di ritiro?
“La squadra è vogliosa e contenta di stare insieme, si sta creando un bel gruppetto e ci stiamo divertendo. Gli allenamenti sono parecchio duri, ma stiamo lavorando bene. Queste partite lasciano il tempo che trovano, stiamo lavorando al meglio”. 

Cosa sta dando mister Baroni alla squadra?
“Il mister io l’ho avuto pochi mesi a Benevento, è una grande persona, umile che si mette al servizio della squadra e che ci aiuta. Ogni tanto sa dare il suo rigore e penso sia la persona giusta per questa Lazio. Sono arrivati bravi ragazzi, li stiamo aiutando a inserirsi e ci daranno una mano importante a crescere”.

Cosa dice a questo pubblico che anche oggi vi ha seguito in gran numero?
“Il pubblico ha risposto presente ma è la normalità, volevo dire questa cosa già a inizio ritiro. In città si sentono e si dicono tante cose, i social parlano e mi dispiace se qualcuno pensasse che ci fosse poca lazialità in questa Lazio. Ho sentito poco amore verso questa squadra, la lazialità è una fede che non deve mai morire a prescindere dai risultati. Qui c’è tanta lazialità a partire dai magazzinieri fino a chi è qui da tempo e che ha fatto delle rinunce economiche. C’è gente laziale, c’è gente che dà tutto per questa maglia, l’augurio è di non abbandonare mai la Lazio in qualsiasi momento. So che tutti vogliono seguire la Lazio, sono stati mesi complicati e siamo i primi a essere dispiaciuti per questo”. 

Ha vissuto tanti ritiri, cosa ha questo di diverso rispetto agli altri?
“Come ho detto poco fa veniamo da mesi troppo chiacchierati da parte di tutti. Ci sono situazioni che hanno portato tutti a parlare un po’ di tutto, di questo ne risenti specialmente a inizio ritiro. Ho percepito meno rispetto agli altri anni, poi quando i tifosi vedono una Lazio che lotta e se la gioca con tutti allora torniamo a puntare in alto. Noi dobbiamo fare questo per noi e per la gente laziale”. 

Cosa potete fare voi “anziani” per i nuovi arrivati?
“Si deve far capire cosa significa indossare questa maglia, per noi ogni partita vale la vita, ogni partita vale tre punti e in questa città qualche partita vale anche di più. Dobbiamo permettergli di sbagliare e di fargli capire gli errori, questo è successo anche a noi in passato. Dobbiamo fargli capire cosa sia la Lazio, ma credo lo stiano già capendo grazie anche alla gente che è qui. Sono ragazzi umili, lo stanno già capendo, l’unica strada è il lavoro”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, questione Capitano: lo spogliatoio ha scelto Cataldi, il club ha pensato a Zaccagni

Decidete in fretta, non fatevi altri male inutile in casa. Non torniamo all’estate di Candreva-Biglia, a un’altra fascia della discordia. Come scrive questa mattina il Messaggero, bisogna scegliere chi raccoglierà l’eredità da capitano di Immobile e Luis Alberto. 

Cataldi è romano e ha la maggior anzianità, sogna quella “C” di stoffa, se la sente tatuata, con o senza titolarità. Ha parlato con Baroni, che lo ha allenato e voluto a Benevento, e conosce la sua stima. Nella prima uscita contro l’Auronzo, Danilo è entrato in campo al posto di Rovella perché il tecnico vuole testare chi conosce meno in questa prima fase di preparazione tattica. Il regista, appena subentrato, ha ricevuto la fascia di capitano dalle mani di Marusic, che a fine amichevole ha spiegato la situazione: “Da quando se n’è andato Ciro, Dani è il nostro capitano. Non ha giocato dal 1′ e ho preso io la fascia, ma spetta a lui per la squadra”.

La società, però, che mesi fa aveva offerto Cataldi al Torino, ci ha tenuto subito a precisare che la decisione non è né definitiva né ufficiale. Baroni stesso vuol rifletterci un po’ prima di dare un responso allo spogliatoio. Vuole anche confrontarsi con il club, che aveva pensato a Zaccagni capitano, dopo il gol simbolo dell’Italia all’Europeo. Mattia però è molto amico di Cataldi e, per lui, sarebbe disposto a togliersi quel grado. Stesso discorso per Marusic, oltretutto in scadenza di contratto fra un anno. Romagnoli ragiona allo stesso modo, un po’ sulla scia dell’ex Radu, che ha sempre fatto un passo indietro pur essendo riconosciuto dal gruppo come un leader assoluto. Nella lista dei papabili rimane anche Patric, ormai un beniamino eletto dal tifo, ma chissà se titolare indiscusso quando Gila tornerà al suo posto.

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RITIRO ESTIVO

AURONZO DAY 4 – Cataldi eletto capitano, vice Marusic

Dalla prima amichevole ad Auronzo di Cadore contro la rappresentativa locale la conferma: il nuovo capitano della Lazio sarà Danilo Cataldi che ha indossato la fascia nella ripresa. Nel primo tempo è stato Marusic il prescelto (il centrocampista è partito dalla panchina).

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CALCIOMERCATO

Lazio, Cataldi cerca spazio: Torino interessato

Prima il sorpasso di Rovella con Sarri, ora le due presenze dal 1′ minuto con Tudor a fronte di quatto subentri e tre gare viste dalla panchina. Danilo Cataldi è alla ricerca di uno spazio che stenta ad arrivare ed è strano se si pensa a un rinnovo fino al 2027, con opzione 2028, ufficializzato lo scorso anno. Il Messaggero svela una traccia di mercato: “Il suo nome è stato proposto di recente al Torino, che sarebbe disposto a mettere sul piatto due anni di contratto con un ingaggio più alto rispetto all’1,5 che percepisce a Roma”. L’idea di base è che rimanga nella capitale, ma con il poco spazio scelto da Tudor potrebbe cambiare idea. 

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DICHIARAZIONI

Lazio-Juventus, Cataldi pre match: “Serve sbloccarla prima possibile, vogliamo arrivare fino in fondo”

Lazio-Juventus, Danilo Cataldi ai microfoni di Lazio Style:

“La Lazio dovrà fare una partita importante, se possibile anche di sbloccare il risultato il prima possibile per darci l’opportunità di recuperare il risultato dell’andata senza magari scoprirsi troppo e regalare a loro qualche ripartenza. Sappiamo sono forti in questo, dobbiamo fare una partita attaccando senza lasciare spazi dietro”.

“Questa partita può rappresentare tanto, una semifinale è sempre importante. Per quanto riguarda la partita, la cosa che non dobbiamo fare è farci portare troppo dal cercare di recuperare subito il risultato. Le partite si possono sbloccare anche alla fine, si attaccare ma cercando di rimanere lucidi e gestire la partita per gli episodi che ti dà. Cosa rappresenta per me? Tanto, ho fatto la prima presenza con la Lazio in Coppa Italia a Torino e quell’anno poi purtroppo la finale non è andata per il verso giusto, ma è un bel ricordo. Speriamo di arrivare ora fino in fondo”.

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SERIE A

Roma-Lazio, probabili formazioni: Immobile in vantaggio su Castellanos

Roma-Lazio, probabili formazioni

Roma-Lazio, trentunesima di Serie A, derby della capitale. Primo confronto fra De Rossi e Tudor, i due subentrati sulle rispettive panchine. Per il tecnico croato l’assenza di Mattia Zaccagni ha scatenato un rebus e i ballottaggi in mezzo al campo non mancano. Dietro, davanti a Mandas, ci saranno Patric, Romagnoli e Gila (cui sarà affidato Dybala, verosimilmente). Nella linea a 4 di centrocampo Marusic partirà a destra, con Guendouzi e Vecino favoriti per formare il tandem. Felipe Anderson largo a sinistra, anche se ‘a tutta fascia’ è un termine che cozza clamorosamente con l’interpretazione tattica della partita, che spesso vede la Lazio difendere a 4. I tre davanti, sono il busillis finale. Immobile ha superato Castellanos, dietro, Kamada ha grandi possibilità di strappare una maglia da titolare. A rimetterci dovrebbe essere Luis Alberto, perchè l’altra maglia dovrebbe parlare danese.

Lazio, 3-4-2-1: Mandas; Casale Romagnoli, Gila; Marusic, Guendouzi, Vecino, Felipe Anderson; Isaksen, Kamada; Immobile.

Roma, 4-3-3: Svilar; Celik, Mancini, Llorente, Spinazzola; Cristante, Paredes, Pellegrini; Dybala, Lukaku, El Shaarawy.

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APPROFONDIMENTI

Se gioca lui il derby non fa paura: Igor sicuro di rinunciare a Cataldi?

Ad ogni inizio stagione non viene mai incluso né tra i titolari né tra gli intoccabili dell’allenatore di turno. Ma Danilo Cataldi, quando viene chiamato in causa, soprattutto nel derby, non tradisce mai.

Farà 30 anni il prossimo 6 agosto, il centrocampista cresciuto a Formello di fatto ha trovato una nuova dimensione nel secondo anno targato Maurizio Sarri. Nel 2021-2022 piano piano ha preso terreno, cominciando a saggiare le redini del totem Lucas Leiva: 1 gol e 2 assist in 32 match di campionato per complessivi 1712’.

La consacrazione giunge lo scorso anno, quando il Comandante gli affida la regia del suo 4-3-3. Trasformazione piena e matura, abbandonando il ruolo di mezzala. Per Cataldi in campionato 29 gettoni ma con un minutaggio superiore pari a 1941’. Salta le gare dalla 33-esima alla 37-esima per una lesione al polpaccio.

In questa stagione il numero 32 ha dovuto ricominciare da capo, dalla Juventus nel suo ruolo è arrivato infatti Rovella. Per Cataldi 1 gol in 23 gare per soli 1288’. Proprio il ko a causa della pubalgia dell’ex Monza ha di fatto riportato Cataldi a guidare il terzetto mediano di Sarri, trovando in qualche modo una conferma anche nella prima di Igor Tudor. Il tecnico croato contro la Juve in campionato l’ha schierato titolare insieme con Kamada da interno nel 4-2-3-1.      

Cataldi: i numeri nella stracittadina

Nei derby, come scrive Tuttosport, Cataldi ha quasi la funzione di amuleto. Lo scorso 10 gennaio, nei quarti di Coppa Italia vinti 1-0 con la Roma, il geometra romano è stato capitano, restando in campo 68’. Nell’ultimo successo in campionato, il 19 marzo 2023, la Lazio vince 1-0 e Cataldi gioca tutta la gara. Nell’altra stracittadina del 12 novembre 2022, ancora 1-0 per Immobile&Co, Cataldi gioca da titolare in regia, con tanto di fascia da capitano.

Cataldi nel derby odierno si gioca il posto accanto a Guendouzi, a insidiarlo resta Vecino, con Kamada che potrebbe essere dirottato sulla trequarti. L’ultima parola a Tudor al suo primo derby sulla panchina della Lazio.

Gianluca La Penna

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DICHIARAZIONI

Cataldi: “Responsabilità anche di chi va in campo. Tradimento? I panni sporchi si lavano in famiglia” (AUDIO)

Arrivano anche le parole di Danilo Cataldi alle varie emittenti nel post partita dello Stirpe dopo la vittoria 2-3 della Lazio sul Frosinone. Queste le sue parole a LSC: “Tre punti importanti, questa settimana è stata complicata per tutti. Non possiamo stare in questa situazione di classifica e lo sappiamo, ora mettere un punto e ricominciare. I risultati a volte possono ingannare, ma bisogna remare tutti nella stessa direzione. Quando capitano queste cose le responsabilità sono di tutti, comprese noi giocatori che andiamo in campo.

Il Frosinone è un’ottima squadra, non merita quella classifica perchè ha ottimi elementi e gioca un bel calcio. A prescindere da cosa abbiamo passato è difficile analizzare la partita, dopo l’1-0 potevamo sfaldarci ma non lo abbiamo fatto. In questi giorni abbiamo parlato molto e abbiamo pensato a questa partita come se fosse l’ultima della nostra vita. L’abbiamo portata a casa.”

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SOCIAL

I saluti social, Cataldi: “Raggiunti picchi inimmaginabili, dispiace per come è finita”. Patric: “Mi hai insegnato i valori del calcio”

Tramite instagram, Cataldi e Patric hanno salutato il tecnico Maurizio Sarri: “Non ho mai pronunciato parole che potessero andare contro la squadra, contro Sarri, di cui ho profonda stima, o altre componenti. Ho semplicemente dato la mia disponibilità alla Società, che mi ha prospettato questa possibilità. Non si può sminuire il lavoro che è stato portato a termine finora, così come nessuno potrà minare l’impegno che d’ora in poi verrà ulteriormente profuso”.

Lo spagnolo, sulla falsa riga del centrocampista: “Mister, per iniziare desidero ringraziarti per tutto quello che mi hai insegnato in questi mesi da allenatore. Nella carriera di un calciatore ci sono tanti tecnici, ma pochi di questi ti forgiano facendoti diventare il giocatore che sei. Mi hai insegnato cosa significa competere veramente, la visione del gruppo al di sopra del singolo e soprattutto mi hai aiutato a risolvere tante situazioni. Per me sei uno di quelli che ti mostrano la strada e ti migliorano, grazie. Per continuare, personalmente, ed è la cosa più importante per me, mi hai fatto vedere cosa significa avere valori nella vita e nello sport, con le parole ma soprattutto con i fatti. A volte le strade si separano, per qualsiasi motivo, ma sono sicuro che prima o poi ci vedremo di nuovo.
Sempre grato per tutto,
Patric”

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Lazio, il Mago è riapparso: con Guendouzi e Cataldi il centrocampo è tornato decisivo

Il paradosso di un Mago: sparire e riapparire come d’incanto con Guendouzi e Cataldi. Bentornato torero, Luis Alberto: per un tempo gioca da fermo, forse è il peggiore in campo, poi stende due tappeti rossi, ribalta il suo giudizio e le sorti della Lazio. Quanto è mancato: era stato decisivo solo con un misero servizio (nel successo contro il Lecce, guarda caso) in questo 2024, la penultima volta era finito nel tabellino con un gol addirittura il 21 ottobre nella trasferta col Sassuolo. Solo i suoi lampi possono riaccendere la luce Champions. Croce e delizia, questo spagnolo, di cui ormai Sarri prende solo il buono. Sempre in campo (28 volte titolare su 30 presenze), sia pure sotto tono, perché alla fine è dura rinunciare al suo talento. Persino Lotito (vedi il rinnovo), i compagni (nonostante i soliti mugugni estivi sul prolungamento e poi l’auto-ammutinamento), i tifosi, ogni volta che rivedono i suoi giochi di prestigio, dimenticano i palloni persi, il piccolo trotto, e gli perdonano tutto. Dopo otto anni, chiunque ha accettato i pregi e i difetti di questo numero 10 estroso, ciondolante ma così fatato. Dal suo esordio (2016/17), nessuno ha fatto meglio del Mago, primo nella classifica degli assist a quota 59 – davanti a Berardi fermo a 56 – nel campionato italiano. A Firenze potrebbe toccare la cifra tonda con il sesto in questa edizione, anche se la Spagna continua a ignorarlo. Forse è sempre colpa di quel caratterino pepato, bisbetico, indisciplinato. Ovviamente giovedì sera, quando è uscito con la Lazio in 10, non lo ha nascosto: «Perché proprio io?». 

La sregolatezza si accompagna a questo genio, a cui però la Lazio e Sarri devono fare un monumento per essere tornati a -5 dal quarto posto. Due assist da Champions, due gol di Guendouzi Cataldi all’angolino. Tutto il centrocampo nella ripresa sale in paradiso dopo un primo da incubo. In realtà Mattéo si conferma sempre un’ancora di salvataggio, al di là del centro (il secondo) decisivo. È ovunque, è linfa il suo dinamismo. Non sarà Milinkovic, né Frattesi o Zielinski che Sarri avrebbe voluto in quel ruolo, ma magari è meglio di quel Wieffer del Feyenoord a cui è stato preferito ad agosto: ora si può considerare senz’altro l’acquisto più azzeccato della campagna estiva della Lazio. Ringhia in campo, è un leader nello spogliatoio, trascina tutto il gruppo nonostante sia appena arrivato. È il terzo giocatore più utilizzato dell’organico, lunedì centrerà la ventesima presenza da titolare in campionato (considerando anche le Coppe, la 26esima nelle ultime 29) di seguito. Ossigeno puro. Meno male che le fatiche non sembrano intaccarne il fiato né il rendimento.

Adesso va però fatto un applauso anche a chi è meno sponsorizzato, non solo Guendouzi ma anche Cataldi. Cataldi si è ripreso la regia e anche un gol strepitoso, 886 giorni e 76 gare dopo. Non segnava dal 19 settembre 2021, era stato scavalcato da Rovella Vecino nel suo ruolo. Nel momento del bisogno, è tornato il cuore biancoceleste di Danilo, in delirio sotto il settore Ospiti dell’Olimpico. Non solo, si diceva che il playmaker romano non fosse in grado di reggere oltre il 60’: ha giocato 270’ nelle ultime tre gare di fila contro Bayern, Bologna e Torino, senza dimenticare Cagliari in cui è uscito al 78’. Cataldi non ha detto mezza parola quando per mesi è finito nel dimenticatoio, è sempre rimasto fedele a Sarri e si è ripreso il suo posto. Al Franchi rischiano di non esserci ancora Rovella e Vecino ma, al di là dell’infermeria, guai a toccarglielo. 

Il Messaggero