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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lotito furioso con tutti, confronti anche oggi. Ecco la differenza rispetto alle altre crisi…” (AUDIO)

Lotito in Molise, ma infuriato GIULIO CARDONE in diretta a ‘QUELLI CHE…’

“Ieri il Presidente era in Molise per il congresso di Forza Italia, ma non vuol dire che non sia stato presente dopo questa debacle e so che Fabiani è stato durissimo con la squadra nell’incontro di ieri. Non ha dato alibi a nessuno. Prima c’è stato l’incontro con il Direttore sportivo, poi il confronto con l’allenatore. Successivamente sono andati in ritiro a Formello dove rimarranno sino a fine partita di domani. Ci saranno confronti e colloqui anche oggi. Stanno provando di tutto per uscire tutti insieme da questo tunnel in cui sono finiti, cercando di capire motivi e trovare soluzioni.

Poi ovviamente bisognerà vedere se si uscirà da questa crisi. Il problema è che di crisi ne abbiamo passate, ma ci siamo aggrappati ai leader in campo. Ora abbiamo carenza di giocatori: Zaccagni, Romagnoli, Casale, Vecino saranno out domani.

Sono tutti in discussione e se le cose dovessero continuare ad andare male, poiché non si possono mandare via tutti i giocatori, si rischia che a pagare sia Sarri. E’ la prima volta che il mister è in discussione così nettamente da quando è alla Lazio, ma del resto lo ha ammesso anche lui.

Che tutti i giocatori giochino male è troppo strano per passare inosservato anche agli occhi del Presidente. Possibile che tutti siano sotto rendimento? Tutti?

Del resto lo stesso Lotito nella recente intervista ad Alciato aveva fatto capire che se c’era una cosa su cui era rammaricato era il rendimento con le piccole. Contro la Salernitana era l’occasione per dimostrare qualcosa e non è accaduto”.

Alessio Buzzanca

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, alibi Champions finiti. Sarri: “Ora mettiamo la quinta”

Vietato fare passi falsi. La Lazio dopo la sosta ripartirà da Salerno, con un calendario sulla carta in discesa. Guai però a sottovalutare gli avversari, la rincorsa al quarto posto è ancora lunga. Come scrive Il Messaggero, in vista della trasferta dell’Arechi si farà sentire in questi giorni Lotito, consapevole dell’importanza simbolica della partita per lui. Sarri vuole i tre punti e già ha cominciato a martellare lo spogliatoio. “La vittoria è l’unico obiettivo. Mettiamo la quinta in questo giro, ora serve uno sforzo grosso, è l’unico modo per rientrare in corsa Champions”.

Ecco un nuovo tour de force dopo quello di ottobre. La Lazio si prepara a giocare 9 partite in 34 giorni(in media, una ogni 3,7) tra campionato, Champions League e Coppa Italia. Una grande fetta della stagione si decide adesso: Sarri ha l’occasione per tirare su una classifica fin ora deficitaria affrontando, in ordine, Salernitana, Cagliari e Verona, attualmente le ultime della classe. Poi arriverà l’Inter di Inzaghi all’Olimpico, unico big match di questo filotto. Chiude il ciclo, e il 2023, la trasferta di Empoli e la partita contro il Frosinone.  

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Fiore: “Lazio, più aspetti negativi che positivi. Responsabilità dei senatori. Kamada…” (AUDIO)

Stefano Fiore, ex calciatore della Lazio, in collegamento a Radiosei

Stefano, aspettative disattese?

“Le premesse per fare un inizio diverso da parte della Lazio c’erano tutte perché si era perso un giocatore importantissimo ma ne sono arrivati altri, di qualità che possono dare a Sarri la possibilità di variare e soprattutto aveva mantenuto lo zoccolo duro. Mi aspettavo una partenza migliore quindi purtroppo gli aspetti negativi in questo senso sono di più perché in questo momento in campionato è in ritardo e la rosa vale di più. In Champions con la vittoria col Feyenoord si è aggiustata la classifica e ci sono buone possibilità di passare il girone. Però la squadra fa alti e bassi al momento e deve trovare continuità”.

Come suddividere le responsabilità

“Quella delle colpe è un’equazione che nel calcio non è automatica, ne sbagliato pensare che si partisse da una base diversa e di ritrovare una Lazio diversa, una squadra rodata. Questo a conferma che nel calcio non tutto è lineare e non tutto va come uno immagina. Ci sono tante variabili, una su tutte l’inserimento di giocatori bravi ma che vengono da altri campionati e che hanno bisogno di più tempo. Ma per me la grande difficoltà di inserimento arriva dal fatto che i senatori della squadra non vivono momenti brillanti per motivi vari. Questo ovviamente si ripercuote sui nuovi che sembrano non inserirsi. Ora la Lazio vive un momento particolare quindi anche con una rosa profonda e con giocatori di qualità non si rende come si vuole”.

Impatto di Kamada

“La posizione a parer mio è quella giusta, ha qualche caratteristica, soprattutto evidenziata in Germania, importante come l’inserimento ma in lui mi ci rivedo poco perché abbiamo caratteristiche tecniche diverse. Io ero più un trequarti lui mi sembra un ottimo incursore che arriva da dietro negli spazi. Però la similitudine con il mio arrivo ci sta, come allora io arrivai dopo giocatori straordinari non è automatico che chi arriva rimpiazzi subito al meglio chi parte. Come pagai io ora sta succedendo a lui, meno a Guendouzi perché ha caratteristiche agonistiche che agevolano il suo inserimento. Ci vuole un po’ di tempo perché comunque arrivi da un altro campionato a sostituire un giocatore fondamentale”

Dario Cadeddu

21/11/2023

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ESCLUSIVE

ESCLUSIVA – Radiosei incontra Cataldi: “L’odio del derby finisce al 90′. Sarri unico e ci siamo chiariti”. Poi su Immobile ed i nuovi: “Guendo matto, Rovella promette, Kamada di ghiaccio…” (AUDIO)

Mister 300 presenze Cataldi ai microfoni di Radiosei

Mister 300 presenze (superate) con l’Aquila sul petto ai microfoni di Radiosei. Porte aperte a Formello alla radio dei tifosi della Lazio e chi se non Danilo Cataldi poteva essere il prescelto per ribadire il proprio amore per questi colori, riflettere su quello che è stato, analizzare il presente, svelare retroscena e proiettarsi ad un futuro ancora tutto da scrivere. Ecco nel dettaglio il botta e risposta andato in scena con il nostro Alessio Buzzanca tre giorni dopo il derby pareggiato con la Roma: “Siamo entrati in campo per vincere la partita. Loro sono partiti forti i primi dieci minuti, ci aspettavamo una Roma aggressiva visto che comunque veniva da una sconfitta e da due due derby persi in un solo anno. Poi, piano piano, abbiamo preso in mano la partita, il rammarico è stato quello di aver finito il primo tempo 0-0. Nel secondo tempo abbiamo iniziato così così, sbagliando qualche pallone di troppo. La gara era indirizzata verso il pari, non ci andava bene, ma a volte in campo capita che ti senti di poter fare qualcosa di più ma non riesci. Non credo che ci siamo accontentati, ma siamo stati intelligenti a gestire la partita ed il momento. Se avessimo sfruttato anche una sola occasione nel momento buono la gara sarebbe cambiata. Poi è anche giusto ragionare e non allungarti inutilmente se capisci di non farcela“.

Da centrocampista, ti senti di dire che Sarri è un tecnico che bada soprattutto alla fase difensiva?
“Non credo si possa etichettare la sua filosofia, le due fasi di gioco richieste sono veramente connesse. Chiede una pressione alta, quindi in automatico se riesci a rubare palla nelle zone di campo pericolose sei già in area avversaria. Lui richiede molto in fase difensiva, con questo pressing alto devi cercare di di coprire palla il più possibile per i difensori che lavorano in una certa maniera. Forse esagero però credo sia l’unico al mondo che lavora con i quattro difensori in totale simbiosi. Anche lavorare con lui a livello offensivo è difficile. E’ un tecnico che vuole sempre la giocata a due tocchi, la palla deve viaggiare veloce e devi sempre sempre stare messo bene per chiudere le linee di passaggio. C’è tutta una lettura sulla palla che è complicata, ma non lo definirei un allenatore difensivista”.

Vi siete chiesti il perché dal punto di vista offensivo le cose non girano come la scorsa stagione?
“Ogni stagione ha la sua storia, ma penso che dipenda anche un po’ da quello che dicevo prima. Forse abbiamo anche un po’ di difficoltà a cercare di recuperare palla in zone del campo dove puoi fare subito male. L’anno scorso tanti gol sono arrivati da questo, da una pressione alta e con due passaggi eravamo già dentro la porta. Magari i giocatori che potenzialmente possono saltare l’uomo stanno avendo delle difficoltà, ma la realtà è che ci sono tanti fattori che influiscono”

Il calendario con sei big-match nelle prime dodici ha pesato…
“E’ fuori discussione che magari possa avere un peso, ma non so quanto ci abbia potuto destabilizzare. Un minimo peso ce l’ha avuto, quando inizi male con due squadre più abbordabili e poi devi recuperare contro Napoli, Milan e Juventus non è semplice. Oggi in Italia ed in Europa, fai fatica con tutte le squadre. Tutte sono organizzate, tutte ti studiano, non c’è nulla di scontato neanche contro l’ultima in classifica”.

Passiamo a te, perché Sarri ha detto che hai trovato meno spazio a causa del fatto che hai reso meno in allenamento ed in partita?

“Per quanto riguarda l’allenamento, ne ho parlato anche con lui, sono sicuro di poter dire che non esista questo problema. Anche il mister mi ha confermato che il suo riferimento era solo alle partite, a a quelle che ho giocato. Ci tengo a sottolinearlo perché è un aspetto che riguarda la mia etica. Magari in quelle cinque, sei gare che ho giocato all’inizio certamente non sono stato brillante come nella scorsa stagione. I risultati non positivi hanno fatto il resto, ci sta provare a cambiare qualcosa. Nell’ultimo mese, Rotterdam a parte, la Lazio è cresciuta per atteggiamento e rendimento. Così i risultati arriveranno”.

Dei nuovi che ci dici?

“Castellanos mi piace, è affamato, farà molto bene. Tecnicamente sa giocare con la squadra, può darci una grande mano. Nico (Rovella, ndr) è un ragazzo promettente che farà tanta strada, è uno che si impegna nel quotidiano, ha già una testa salda. Guendouzi è un ragazzo incredibile in senso positivo, è un personaggio che ti fa stare bene, è divertente ed un ottimo giocatore. E’ mezzo matto, ma è una persona positiva. Isaksen ha grosse qualità, nella scorsa stagione ci ha rovinato. Farà bene, deve solo abituarsi ad un mondo diverso, ha solo bisogno di tempo. Kamada a livello culturale è di un altro mondo. E’ particolare, molto intelligente, capisce ogni cosa subito. Averlo nello spogliatoio, è quasi un ragazzo di ghiaccio. Sembra non si faccia prendere dalle emozioni. Prima del derby aveva una calma incredibile, credo sia anche un bene in questo tipo di ambiente“.

Immobile in poche parole

“E’ intoccabile. Sento tante cose, tanti pareri soggettivi, ma i numeri dicono tanto. Quando un giocatore ha questi numeri non può essere attaccato. Poi anche come persone e capitano non è discutibile. Ciro è Ciro”.

Nello spogliatoio parlate anche di argomenti che possono colpirvi come essere umani? Penso all’invasione dell’Ucraina o a quanto sta accadendo in Israele

“Sicuramente, se ne è parlato. Poi io personalmente non sono attento ai particolari, ma ci aggiorniamo. Sono argomenti delicati, siamo una squadra, magari all’interno ci sono persone che hanno fedi diverse, culture diverse. Noi siamo privilegiati, ma non viviamo in una bolla, ma non siamo estranei dal contesto. Finisce il derby e torno a casa dove c’è mio figlio, mia moglie. Il calcio è stupendo, la Lazio è la mia vita, ma c’è tanto altro. In campo durante il derby ci odiano con gli avversari per 90′, poi però basta, finisce lì, affrontiamo anche noi i problemi di tutti i giorni”

Il più simpatico ed il più introverso nello spogliatoio?

“Ce ne sono tre o quattro, faccio il nome di un insospettabile, Lazzari. Sembra serioso, ma dentro lo spogliatoio si fa sentire positivamente. Per quanto riguarda la seconda, per ora dico Daichi (Kamada, ndr). Lo conosciamo ancora poco, ma piano piano lo porterò a cambiare (ride, ndr)”.

Sarri che tipo è?

“Si vede poco nel nostro spogliatoio. Arriva, fuma (ride, ndr), parla poco ma quello che dice fa cassazione. Malgrado sia di poche parole arriva, è simpatico ed incisivo”.

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(Pubblicato alle 08,30 del giorno Venerdì 17 Novembre)


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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Felice per la vittoria e per Ciro. Provedel pazzesco. Bisognava fare un altro gol” (AUDIO)

Molto felice per Ciro, GIULIO CARDONE in diretta a ‘QUELLI CHE…’

“Sono molto felice per la vittoria e per il gol di Immobile. Menzione d’onore a Provedel che con quella parata su Gimenez dimostra di essere un portiere eccellente e in grande crescita. Potrebbe essere la parata di svolta del girone e se la sommiamo al gol contro l’Atletico, ci rendiamo conto di quanto sia stato decisivo.

A me il Feyenoord ha impressionato: ritmo alto, fisicità, palleggio, tecnica. Veramente una squadra importante. Rispetto alla finalista di Conference, questa è tutta un’altra squadra. Molto più forte e più consapevole. Averla battuta è molto importante.

Il gol di Ciro ha lasciato tutti in agitazione perché si temeva potesse essere annullato per offside. L’assistente però mi ha tranquillizzato al momento, perché è andato subito verso il centrocampo e fino a quel momento non aveva sbagliato nulla. Diciamo che nell’immediato non ce lo siamo goduto fino in fondo quel gol. Poi ovviamente c’è stata la grande gioia. Bravissimo anche Felipe Anderson a dare quella palla col contagiri.

L’unico rammarico che ho per la partita di ieri è che la Lazio segna poco e lo ha detto anche Sarri. Con tutti gli spazi che ha lasciato il Feyenoord nel finale di partita e i presupposti costruiti, non siamo riusciti a fargli un altro golletto.

Ieri tra l’altro ho visto anche la Primavera in Youth league che secondo me ha giocato benissimo. Sul 1-2 per il Feyenoord, la Lazio ha attaccato furiosamente sfiorando più volte il gol e reclamando un rigore clamoroso. Ma anche nelle altre partite del girone è stata fantastica”.

Alessio Buzzanca

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DICHIARAZIONI

Lotito: “Sono laziale da quando avevo 5 anni. Derby del 26 maggio indimenticbile. In futuro toccherà a mio figlio”

Alciato intervista Lotito per la Serie A

Ai microfoni di Radio Serie A, il presidente della Lazio, Claudio Lotito, ha rilasciato una lunga intervista al giornalista Alessandro Alciato.

Queste le sue parole: “Ho solo tre cellulari, sono legati alle varie attività: calcio, aziende e vita privata. I rompiscatole invece chiamano a tutte le ore del giorno e della notte. Ormai sono abituato, anche se ricevo minacce di morte e altre cose sgradevoli. Sono 20 anni… A una persona normale incutono timore, io sono abituato. Più fanno così e più io divento una persona che vuole far valere il rispetto delle norme e dell’istituzione. Io sono un combattente, quando sono entrato in questo mondo ho visto situazioni assurde vissute come se fossero normali. Il tifoso può criticare, ma a mio parere mai infamare. Questo denota una pochezza della qualità delle persone. Noi dobbiamo recuperare la vera cultura sportiva”.

Continua Lotito: “La scorta? Ci si abitua. Ti comporta delle limitazioni alla privacy, ma fa parte del mio ruolo. Mi sono abituato. Mi adatto sempre alle varie situazioni. Come usare un linguaggio diverso rispetto a chi hai davanti. Bisognerebbe fare prevenzione ed educare i giovani alla legalità, come sto facendo io con la squadra. Lo sport ai tempi dei greci era un bene supremo. Si fermavano le guerre durante le Olimpiadi. Questi valori si sono persi nel nostro mondo. Quando uno conosce la propria qualità della persona e sa misurare i propri limiti sa anche avere un comportamento razionale. Ultimamente sono venute meno le norme etiche. È un problema che parte dalla famiglia e passa dalla scuola. Ai miei tempi, le famiglie si rivolgevano con rispetto al maestro, autorizzato anche a bacchettare il proprio figlio. Oggi è tutto al contrario. Tutto questo ha determinato un bagaglio per i miei coetanei. I giovani di oggi non hanno la capacità di relazionarsi a causa dei cellulari, non sanno più emozionarsi. I telefoni sono freddi. I ragazzi di oggi non sanno più dialogare, sono poco empatici. È tutto un fatto squisitamente asettico che ha determinato la scomparsa del fattore emozionale. Il tifoso di una volta era legato al colore di una maglia, sposava una posizione a vita. Oggi è tutto un apparire e basta”.

Poi Prosegue: “Io non ho internet né WhatsApp. Ho un telefono vecchio, io non sono tecnologico. Il telefono è solo un mezzo di comunicazione, non può sostituire al rapporto umano. La cultura è una serie di nozioni che uno acquisisce che fanno si che tu sia in una maniera e non in un altro. Io potente? Sono conoscente di persone che mi consentono di avere considerazione in certi ambienti. Io provo grande affetto per queste persone. Penso di essere apprezzato per questo. Ho la capacità di convincere le persone ad approdare a un fatto obiettivo e razionale. Il comportamento di una persona deve essere coerente con il proprio atteggiamento. Le type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idee che porta avanti devono rispettare l’interesse della collettività”.

“Innanzitutto, io sono sempre stato tifoso della Lazio, da quando avevo cinque anni. In quel periodo la Lazio non navigava in acque tranquille. Questo è stato un elemento trainante quando mi fu proposta questa sfida dal presidente Berlusconi, per il quale ho sempre provato affetto e stima. È stato un genio, dove è intervenuto ha portato risultati. In quel periodo, lui era Premier e noi eravamo molto amici. Lui mi chiamò e mi disse che ero l’unico che poteva risolvere i problemi della Lazio. Nel 2004, il club aveva una fotografia contabile spaventosa. Aveva 550 milioni di debiti. Per tutti era considerata una sfida impossibile. Per me era una sfida al limite, che mi intrigava. Alla fine l’ho accettata”. Lui si è interessato alla Lazio per un problema di ordine pubblico, ci furono diverse situazioni pesanti. La tifoseria biancoceleste si faceva sentire con metodi non conformi al vivere civile. Questo mi ha permesso di entrare in un mondo particolare. C’erano persone che perdevano milioni, io da imprenditore ero abituato a circondarmi di persone in grado di produrre reddito. Per me sarebbe stato più facile prenderla dal fallimento, io mi sono caricato di tutti i debiti invece. Anche quello con l’Agenzia delle Entrate. Feci applicare una legge dello Stato, che non fu ad hoc fatta per me, ma esisteva dal 2002 e non era mai stata applicata. Se un’azienda fallisce è meglio prendere quello che si può prendere che non prendere nulla. Chi ha fatto fallire la società ha fatto gravare sullo Stato tutto quello che non ha pagato. A me hanno dato una dilazione. La possibilità di pagare il debito in 23 anni. Io ho sempre pagato 6 milioni l’anno circa. Adesso mancano solamente quattro anni. E devo dire che io pago sempre in anticipo. Scade ad aprile e io pago spesso a ottobre-novembre. È giusto perché sono soldi della collettività. Nessuno mi ha regalato nulla, c’era una legge dello Stato che ho fatto applicare. Quei milioni il Fisco li avrebbe persi e invece li ha guadagnati con gli interessi. Quei debiti non li ha accumulati il sottoscritto, nel 2027 conto di chiudere definitivamente questa pratica. Credo di aver fatto un favore alla società”.

In questi anni il mondo del calcio è cambiato. Io ho cercato di coniugare una sana gestione economica a quella sportiva. La Lazio ha un patrimonio di diversi milioni, una rosa di diversi milioni. La Lazio, dal punto di vista dei trofei, ha vinto più di tutti. La società dal punto di vista civilistico da riferimento alla mia persona, ma essendo quotata c’è un azionariato diffuso. Io questo ruolo lo esprimo tenendo conto di una cosa. Io coltivo sentimenti e passioni di un’intera comunità: ho l’obbligo di mantenere e preservare questa passione. Quando sono entrato io, ho imposto l’obbligo dei pagamenti di stipendi con un bonifico bancario per tutte le squadre. Incluse imposte e tasse. Senza questi requisiti non ti iscrivi al campionato

Affari è un termine improprio, io dalla Lazio non ho tratto alcun vantaggio. Quando sono subentrato alla guida della società, pagavo il leasing di un fabbricato che oggi è nostro. Per riscattarlo serviva un milione e mezzo. Lo potevo riscattare io, risparmiando diversi milioni. Io dissi no, perché era un bene della Lazio e spettava alla Lazio. Per la Lazio ci ho rimesso molto. 50 miliardi di lire è quello che ho messo nella società quando sono entrato. 550 milioni di debiti per prendermi la Lazio. Io ci metto tanto sentimento. Faccio calcio puntando sull’aspetto umano e valoriale. Io non utilizzo il metodo della cicala, perché ho visto tante società scomparire a causa di questo metodo di gestione. Io gli investimenti li ho fatti a livello infrastrutturale. Io ho patrimonializzato la società perché voglio tramandarla a mio figlio, che è un laziale appassionato. Oggi Enrico è entrato nel sistema, si occupa del settore giovanile. E’ un ragazzo appassionato con tanta voglia. Si è laureato in Giurisprudenza, fra poco diventerà avvocato, anche se non eserciterà. Non dobbiamo legare lo sport all’interesse materiale.

In questi 19 anni ho speso tanto. Alcuni comportamenti di persone, che hanno valutato in modo superficiale i principi di iscrizione, mi riferisco all’indice di liquidità, mi hanno costretto a mettere diversi milioni ogni anno che ho preso dal mio conto personale. Sono soldi che non mi hanno prodotto nulla e che non posso neanche recuperare. L’indice di liquidità testa nell’arco dell’anno quali sono ricavi e uscite. Quell’indice, se è frutto di investimenti, rileva la salute di una società. Io su Formello ho investito tanto. Quando è venuto Infantino è rimasto stupito dal centro. Dal punto di vista sanitario è qualcosa di strepitoso. Abbiamo una serie di situazioni funzionali al quotidiano. Ora abbiamo ultimato l’arredo della parte femminile. Mio figlio oggi segue sia la Primavera che la parte femminile. Da quando abbiamo ristrutturato tutto, le cose sembra che inizino ad andare meglio. Se avessero rispettato tutti i parametri, la Lazio Femminile ora sarebbe in Serie A. Purtroppo nel campionato c’erano diverse squadre che non rispettavano i criteri d’iscrizione. Vedasi la questione Pomigliano. A causa di questo è stata falsata la Serie A e la Serie B. Nello sport servono innanzitutto le risorse, altrimenti non puoi fare nulla.

“La fede? Ho un rapporto importante, ho una visione escatologica della vita. io penso che al di sopra di noi c’è sempre stato un qualcuno che ha tracciato un perocrso per ognuno di noi, dedico una parte anche se limitata del mio tempo alla preghiera. non ho mai saltato una messa in 66 anni, anche in posti dove non ci sono chiese cattoliche. a riyadh ho organizzato una messa nell’ambasciata con un prete francese, era pericoloso, c’era la carcerazione a quei tempi. ma l’ho fatto. cerco di professare i valori dle vangelo nella vita quotidiana. vivo con i piedi per terra ma cerco di coniugare questi valori”.

“Immobile dovrebbe parlare del suo futuro, la società confida molto su Ciro. Ho un rapporto famigliare con lui, non c’è nessuna intenzione di mandarlo via. Rimango sorpreso che possa andare in Arabia, ho un contratto con lui, si dovrebbe conciliare anche la volontà del club. Ciro è una persona di famiglia, ho un grande affetto nei suoi confronti, poi nel calcio capitano i momenti non positivi. sono convinto che tornerà ad essere fondamentale”.

“Luis Alberto è una persona particolarissima dal punto di vista caratteriale. Ha una posizione collaborativa ora come ora. Quando è andato via Milinkovic, lui aveva un’offerta dall’Arabia, ho ritenuto che potesse incarnare lo spirito dello spogliatoio. Mandando via Milinkovic è salito di un gradino. Poi ultimamente ci mette determinazione, passione, spirito di sacrificio”.

“Felipe Anderson è un ragazzo d’oro a cui sono legato, abbiamo un’affinità, lui è molto religioso. È una persona con la quale abbiamo un bel rapporto, non c’è rottura, c’è disponibilità al rinnovo. ora dobbiamo trovare un punto d’incontro”.

“Cataldi è cresciuto nel settore giovanile, poiché aveva un fisico poco sviluppato, allora l’abbiamo mandato a giocare in una squadra satellite nostra, ha fatto bene e l’abbiamo ripreso. poi ha fatto il percorso che meritava di fare. romagnoli anche è laziale, è voluto venire alla Lazio perché ci teneva. è un ragazzo di Nettuno che ha quei valori sani della provincia, ha fatto una scelta di cuore con noi, di appartenenza e di lazialità. con noi si è creato un bell’equilibrio, ha un bel profilo e un ruolo. io ho il concetto dell’ecclesia, assemblea. la Lazio è un gruppo, una grande famiglia dove tutti svolgono il proprio ruolo senza sminuire gli altri. il calcio è uno sport di gruppo, se stecca uno poi diventa un problema per tutti. sta a loro dimostrare il loro valore e il ruolo che vogliono ricoprire all’interno della famiglia. l’importante è creare un’armonia tra tutti e creare una linea comune. le scelte dei giocatori ultimi li ho fatti sulla base della qualità anche e soprattutto morale”.

“Io il tumulto durante le partite ce l’ho interiore. Per noi il derby è un campionato nel campionato, è una partita importante, spero che la squadra ritrovi quell’unità d’intenti e lo spirito di compattezza per dare grandi soddisfazioni ai nostri tifosi che meritano un comportamento del genere”.

“La Lazio deve migliorare in tante cose a partire dal suo presidente. Ci dobbiamo adoperare tutti per migliorare, bisogna avere coscienza dei propri mezzi ed essere in grado di poterli esprimere. essendo cosciente dei mezzi che ha a disposizione. la squadra deve unirsi e combattere per l’obiettivo prefissato. La squadra deve sapere che ha un obiettivo, che è quello di raggiungere i risultati. Contribuiscono tutti nella società, ma loro vanno in campo e devono trovare l’alchimia per poter esprimere al 100% le loro potenzialità. Le partite le vince il gruppo, non il singolo. Le vittorie sono di tutti”.

“Sarri è un grande insegnante di calcio, maestro. È una persona caratterialmente particolare, che con me va d’accordo. Abbiamo dei confronti, non abbiamo mai litigato. Io sono un presidente che fa il presidente, che dopo 20 anni è in grado di capire quali sono le esigenze della squadra. Io ho preso la Salernitana che stava in eccellenza, pagando 350 mila euro a fondo perduto e l’ho fatta ripescare in serie d. L’ho portata fino in serie b e mi sono fermato. Poi l’ho lasciata andare e l’ho portata in serie a, la piazza era insofferente. La Salernitana è stata svenduta, a me mancano ancora dei soldi. una società che valeva 70/80 milioni è stata venduta a 10″.

“Con Sarri ci confrontiamo, anche in modo accesso, lui è integralista, ma credo che abbia stima della mia persona. Lui nel mercato di quest’anno chiedeva Ricci e Berardi. Io ho tentato di raggiungere questi obiettivi, ho ricevuto richieste fuori di qualsiasi logica, sia economica che in relazione all’età. Abbiamo preso Rovella che non credo sia inferiore a Ricci. Non penso che i giocatori che abbiamo preso siano inferiori a Zielinski che è ancora sul mercato e non ha compratori. E’ un lavoro che richiede maggiore impegno da parte sua. Il paradosso è che la squadra ha vinto con le squadre importanti e perso con le piccole. La mentalità la devi dimostrare, quello che conta, oltre le qualità, è la tenuta mentale, il campione è quello che riesce ad esprimere sempre le proprie potenzialità”.

“Questo gli rimprovero, se non ci metti la determinazione e la combattività è inutile. Gli altri non si spostano. Il derby a cui sono più legato è quello del 26 maggio, è stato un evento particolarissimo, in città si vive e si soffre. L’altra fazione enfatizza di più le situazioni, i laziali sembrano meno coinvolti, soffrono in silenzio. Invece l’altra sponda è più caciarona e se non raggiunge l’obiettivo sparisce. Due grandi risultati l’anno scorso, la tifoseria si è legata alla squadra. Il derby rimane sempre la partita nella partita. L’anno scorso siamo stati ampiamente soddisfatti per quello che abbiamo ottenuto”.

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DICHIARAZIONI

200 volte Immobile: “Grande traguardo, oggi ha vinto la squadra più equilibrata” (AUDIO)

Ciro Immobile ai microfoni del Uefa, al termine del match: “Stasera era un traguardo importante per la squadra ma anche per me: 200 gol sono un grande traguardo ed è stato bello festeggiarlo davanti alla nostra gente. Il calcio è così e dobbiamo essere bravi. Chi è più equilibrato vince le partite. Sono contento per il gol, è arrivato in un momento difficile ma non il più difficile per me da quando sono qui”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Abbate: “Molti dubbi a centrocampo. Sarri potrebbe confermare quello di campionato. Sbaglia chi stasera non va allo stadio” (AUDIO)

Indicazioni sul centrocampo, ALBERTO ABBATE in diretta a ‘QUELLI CHE…’

“Ieri Sarri ci ha dato alcune indicazioni sul centrocampo: se giocherà Kamada mezzala destra, ci sarà Vecino davanti alla difesa e Luis Alberto mezzala sinistra. Mi rimangono molti dubbi comunque. E’ possibile che il Mister lasci Guendouzi e Rovella titolari per avere maggiore palleggio, cosa che è mancata moltissimo nel match di andata.

E’ chiaro che Kamada non è contento dello scarso utilizzo e che a fine stagione farà le sue valutazioni, ma è fuori discussione un suo eventuale ‘taglio’ a gennaio.

Gli unici giocatori che attaccano la profondità sono Kamada, Immobile e pochi altri. Va fatta una riflessione se insistere su questa strada o cambiare tatticamente.

Sono d’accordo che il discorso del prezzo dei biglietti abbia il suo peso, so bene che viviamo in un periodo di crisi, ma ce l’ho anche coi tifosi che si lamentano e poi non vanno allo stadio, il tutto senza un reale motivo.

Mi spiace, ma non penso sia un discorso di prezzi, ma di risultato. E’ pieno di tifosi che vanno allo stadio solo se le cose vanno bene e questo mi dispiace.

La Lazio ha sempre sofferto il doppio impegno settimanale, ma ora la rosa è più lunga e tutto grazie al piazzamento in Champions. Ecco perché ha ragione Sarri a dire che servirà tornare anche quest’anno in Champions e che la priorità è proprio il campionato. Perché grazie ai piazzamenti, la squadra cresce di livello”.

Alessio Buzzanca

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Stasera Hysaj al posto di Marusic. Possibile Luis Alberto in campo con Kamada e Vecino. Chance per Immobile” (AUDIO)

Marusic non ce la farà a giocare, GIULIO CARDONE in diretta a ‘QUELLI CHE…’

“Marusic non ce la farà a giocare perché ieri aveva ancora la caviglia gonfia, quindi ci saranno Lazzari e Hysaj con Romagnoli e Patric. A centrocampo ci sono i dubbi maggiori, proprio per le caratteristiche dell’avversario. Giocherà Luis Alberto sicuramente e poi Kamada mezzala e Vecino davanti alla difesa.

Stasera ci sarà Marciniak ad arbitrare che è uno abituato a lasciar molto correre e giocare. Quindi anche la Lazio dovrà adeguarsi ai ritmi degli olandesi ed essere aggressiva.

Sull’impiego di Luis Alberto dopo le recenti prestazioni, ho qualche perplessità. Ci sta che ogni tanto possa riposare anche lui come accade con gli altri.

Questa sera dobbiamo rimanere concentrati e in partita per tutti i 90 minuti, senza quei blackout che spesso ci hanno afflitto.

Davanti dovrebbe giocare Immobile dall’inizio con Anderson a destra e Zaccagni a sinistra. Io onestamente non rinuncerei mai a Pedro in match come questi.

Mi sono molto piaciute le dichiarazioni di Sarri alla vigilia di una partita importante come quella di questa sera.

Parlando dello stato fisico della rosa, oggi Marusic proverà comunque a vedere la situazione della caviglia, ma il suo impiego rimane molto improbabile anche in vista del derby. Casale sta smaltendo i problemi agli adduttori e vedremo se spunterà una convocazione per il derby. Romagnoli è semplicemente un po’ in affanno per il sovra utilizzo, ma non ha problemi veri e propri. Si deve gestire”.

Alessio Buzzanca

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Giordano: “Feyenoord squadra importante. Serve pressing e Guendouzi deve giocare” (AUDIO)

Spero che la gente vada allo stadio, BRUNO GIORDANO in diretta a ‘QUELLI CHE…’

“Per stasera spero che la gente che vada allo stadio e metta da parte la partita contro il Bologna e le arrabbiature e tifi aiutando i ragazzi nei 90 minuti. Serve sostegno. La Lazio dal canto suo dovrà fare una partita fisicamente gagliarda a cui aggiungere una tecnica migliore della loro. Serve furore agonistico, vincere i duelli individuali e portare a casa la partita. Loro hanno 4 o 5 individualità di alto livello che il prossimo anno sicuramente andranno a giocare in grandi club europei. E’ una squadra importante.

In questo momento l’unico giocatore a cui non rinuncerei mai è Guendouzi. Sta bene, sa dettare i tempi del pressing, ha gamba. Mi sembrerebbe assurdo non schierarlo stasera.

La Lazio deve trovare un equilibrio: puoi essere aggressivo e molto alto o essere aggressivo e più corto, magari ai 40 metri.

Se questa sera ci sarà Immobile titolare, sarà la scelta giusta. In partite come questa bisogna andare sul sicuro. Ci sono comunque 5 sostituzioni per cambiare qualcosa nel caso in cui servisse. Darei qualche chance in più a Isaksen perché mi sembra dotato di fisico e di tecnica più di quanto sia stato impiegato”.

Alessio Buzzanca