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EUROPA LEAGUE

Europa League, data del sorteggio e situazione fascia: i dettagli

Venerdì 26 agosto alle 13.00 ad Istanbul, avverrà il sorteggio per la prossima Europa League. I biancocelesti i Sarri – qualificati direttamente grazie al quinto posto della scorsa stagione – dovrebbero finire in prima fascia. Il punteggio del ranking è di 36.000, per retrocedere in seconda fascia dovrebbero non accedere alla fase a gironi della Champions League (contemporaneamente) Stella Rossa, Rangers, Dinamo Zagabria e Benfica. Possibilità remota, ma per avere la matematica certezza della prima urna ai sorteggi bisognerà attendere i preliminari della Champions.

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RASSEGNA STAMPA

Vecino, c’è una Champions da farti perdonare

“Quel colpo di testa, vedendolo di nuovo, fa ancora male”. Commenta così un tifoso della Lazio ricordando la testata vincente di Matias Vecino in quel Lazio-Inter di maggio 2018 che è valso un posto Champions. Ai biancocelesti serve un solo punto per confermarsi quarti in classifica e volare nella grande Europa. Autogol di Perisic, pareggio di D’Ambrosio alla mezz’ora. Lazio avanti con Felipe Anderson prima dell’intervallo. Negli ultimi venti minuti succede il ribaltone: gol Icardi, colpo di testa vincente di Vecino all’81′. L’Inter mette la freccia, fa il sorpasso e vola in Champions, Lazio clamorosamente in Europa League da quinta senza aver sfruttato l’occasione. Prestigio e non solo: al bilancio nerazzurro quel gol di Vecino vale circa 40 milioni di euro.

Vecino e i gol contro la Lazio

Pesantissima la rete da Champions con la maglia dell’Inter. Ma non solo. Vecino ha segnato pure una doppietta alla Lazio nella stagione 2015/2016 quando veste la maglia della Fiorentina. Sempre all’Olimpico: apre e chiude le marcature nel 4-2 finale. Ora per lui inizierà tutta un’altra storia. A Roma sogna di far felice i tifosi, questa volta segnando per loro. Il classe ’91 percepirà 2 milioni l’anno più bonus: affare in dirittura d’arrivo, si attende solo l’appuntamento in Paideia per le visite mediche. Corriere dello Sport

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DICHIARAZIONI

Cataldi, trasformazione completata: “Ora mi vedo regista. Vogliamo centrare la Champions”

Danilo Cataldi è ormai grande. A quasi 28 anni (li compirà il prossimo 6 agosto) si appresta a diventare uno dei leader della sua Lazio. “Gioco qui da quando ho 12 anni. Ogni giorno è una cosa speciale. A Formello conosco qualunque cosa, per me è una seconda casa. Indossare questa maglia è qualcosa di speciale, per l’ambiente, i tifosi, la fede. Ti entra dentro e difficilmente riesci a toglierlo. Spero di raggiungere traguardi importanti con la Lazio. Ho sempre voluto diventare un simbolo per questa gente e un punto di riferimento per i nuovi ragazzi che entrano a far parte della squadra. Non ho idoli, ma ricordo che quando avevo 5 o 6 anni la Lazio era una delle squadre più forti del mondo, con giocatori straordinari e di grande personalità”, le sue parole rilasciate al canale YouTube della Lega di Serie A.

La voglia di Cataldi

“I calciatori preferiti? Per l’eleganza ricordo in Serie A Zidane, ma qui ho avuto un grande maestro, Lucas Leiva che ho ammirato professionalmente e umanamente. Gli idoli qui diventano “relativi” perché le persone con cui passi ogni giorno diventano poi quelle con cui leghi di più. Mi vedo regista, ruolo che ora richiede più mansioni: con Sarri lavoriamo sia con la palla che senza. Lui non è uno di tante parole, ma si fa capire. Ha dimostrato sempre di essere un grande allenatore. Avevamo un modo di giocare totalmente opposto prima che arrivasse lui, all’inizio è stata dura. Nel DNA della Lazio c’è questa voglia di non mollare mai, come dice anche il nostro inno. Gli ultimi 2 mesi dello scorso campionato sono stati più positivi, abbiamo avuto continuità, con partite sempre in crescendo, centrando anche l’Europa League”.

La voglia di Danilo

“Cosa cambierei della scorsa stagione? Qualche partita, soprattutto il derby che qui rappresenta tutto. Quest’anno cercheremo di portarlo dalla nostra. Il gol contro il Cagliari? Ricordo questa palla da dietro, avevo 7/8 giocatori davanti, è stato difficile ma è andata bene. Ad Auronzo si suda, ma i tifosi sono stati magnifici, ci seguono ovunque. Ogni anno in quel posto viene tanta gente e questo crea un ambiente ideale. Obiettivi? Centrare la Champions. Sarà un campionato particolare, potrà succedere di tutto. La vita mi è cambiata radicalmente con l’arrivo di mio figlio. Ho una famiglia numerosa, ho tanti tifosi speciali a casa. Mio figlio è un piccolo lazialotto, viene allo stadio, vuole venire agli allenamenti, si mette la maglia della Lazio. Ho sempre desiderato una famiglia e lui è stata la gioia più grande. Il gol su punizione a quale partita lo feci? C’è solo una risposta…”.Corrieredellosport.it

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APPROFONDIMENTI

Juve nella bufera: il confronto Sarri-Allegri è impietoso

In casa Juventus, l’eliminazione dalla Champions League per mano del Villarreal, non è stata digerita. I bianconeri sono crollati in casa (0-3) e hanno abbandonato la competizione. Oggi a Torino è il giorno dei consuntivi e dei paragoni e fra questi, ce n’è uno che riguarda l’attuale allenatore della Lazio. Allegri e Sarri condividono l’uscita dalla Champions agli ottavi, ma il percorso in campionato è estremamente diverso. Max in 29 giornate ha raccolto 56 punti, Pirlo (lo scorso anno) ne aveva raccolti 59. E Sarri? Il tecnico toscano – dopo 29 giornate – aveva raccolto addirittura 72 punti, 16 in più di Allegri. Quella Juventus rallentò poi nel finale, ma vinse lo Scudetto. La Coppa Italia resta l’unica scialuppa per Max, altrimenti questa sarebbe la prima stagione senza trofei da 12 anni a questa parte per ‘La Vecchia Signora’.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Dalla Palma (CdS): “Ecco le differenze tra la Lazio di Cragnotti ed il PSG di oggi”

ALBERTO DALLA PALMA (Corriere dello Sport) in collegamento a ‘QUELLI CHE…‘!

Cragnotti fece un’operazione diversa rispetto a quella degli sceicchi del PSG. Ha creato una squadra, un gruppo ed avviato una scalata graduale. Durò troppo poco per poter competere alla vittoria della Champions. Se la sua gestione fosse durata di più, avrebbe fatto altra storia europea. Il PSG è una squadra antipatica perché dà il senso dell’opulenza e dello spreco. I loro proprietari si sono comprati anche il Mondiale stravolgendo il calendario internazionale. Eriksson più che un tecnico fu un gestore, ebbe una grande capacità di essere l’uomo giusto al momento giusto e nel posto giusto. Nessuno come lui fu capace di lasciare in panchina grandi campioni mostrandogli il sorriso. Sicuramente Signori aveva raggiunto il top della sua carriera. Forse era talmente lui la Lazio che non ha retto quando Signori ha alzato il livello di concorrenza e competitività della squadra. Ha sofferto la perdita della leadership”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone (la Repubblica): “Prossimo mercato? Sarà tormentone Milinkovic, Vecino pista concreta, Acerbi andrà via…”

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“La situazione di Leiva che regge 70′ con l’infortunio di Cataldi per dieci giorni preoccupa. Luis Alberto da regista non è andato bene, comunque sia è una soluzione utilizzabile solo in caso di necessità o in cui devi recuperare il risultato. Inutile paragonare la rosa della Lazio a quella del Napoli, la differenza è chiara. Se la Lazio dovesse arrivare quarta sarebbe un’impresa, negli ultimi anni la Lazio ha fatto delle cose che vanno oltre le proprie possibilità economiche e di fatturato. La Lazio ha il dovere di arrivare sopra club come l’Atalanta, è in quel caso che dobbiamo porci delle domande ma non nel rapporto con le altre big. Quella è la linea che va seguita, la Lazio non può permettersi di sbagliare degli acquisti come quelli che non sbagliano mai i bergamaschi. Nella Lazio quel tipo di errori pesano di più rispetto alle big che hanno più risorse. Non a caso che da quando certi giocatori non hanno funzionato ci ritroviamo in una situazione più complessa. Detto questo, non è tutto da buttare.

Prossimo mercato Lazio, tutto intorno a Sergej

Lo immagino con il tormentone Milinkovic che ci perseguirà per mesi. Credo che sia ad una svolta clamorosa della sua carriera. Chiaramente lascerebbe la Lazio nel caso in cui arrivasse una grande d’Europa come il Manchester Utd che tra l’altro perderà Pogba. Intorno a lui ruoterà moltissimo, anche se Lotito continuerà a non fare sconti. Lì bisogna capire a quanto arriverà l’offerta. Certo è impensabile che possa andare via per una cifra inferiore a 60 milioni. L’alternativa è ritrovare il Tare che tira fuori colpi importanti a cifre buone. Vecino? Pista concreta, secondo me arriverà nel caso in cui gradisse la destinazione. Bisogna prendere assolutamente calciatori a cui la Lazio non stia stretta. Acerbi? Credo che al 99 per cento andrà via, c’è una situazione che lui non accetta. Ha sbagliato, chiesto scusa, ognuno si comporta come crede sia giusto, ma questi dovrebbero essere gli sviluppi”

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RASSEGNA STAMPA

Lotito-Sarri, incontro prima del Porto: come cambierebbe il mercato con la Champions…

Sulle pagine de Il Messaggero si può leggere di un patto Champions tra Sarri e la Lazio. Dopo l’uscita dei biancocelesti dall’Europa League, l’obiettivo della Lazio è il quarto posto e adesso tutte le energie possono essere dispendiate nel campionato. Secondo quanto scrive il quotidiano la sera prima della gara col Porto Lotito e Sarri si erano confrontati a cena in ritiro a Formello: nessun rinnovo riproposto sul tavolo ma fra il presidente e il tecnico c’è un nuovo patto. Se Maurizio dovesse centrare la Champions, Lotito ha promesso sei o sette rinforzi. C’è anche un elenco di nomi stilato: Sergio Rico, Romagnoli, Casale, Emerson Palmieri, Vecino e Vitinha (più un sogno).

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SERIE A

Mini torneo di campionato: ecco il calendario per sognare la Champions

C’è delusione in casa Lazio per l’eliminazione dall’Europa League. Gli ottavi erano un obiettivo per i giocatori, l’allenatore, la società. Fuori a testa alta contro il Porto, ora non resta che il campionato. Sarri, per tutta la stagione, ha sempre detto che lavorare tutta la settimana per un solo match produca un vantaggio enorme. E così non farà più il regista, ma l’allenatore a tempo pieno (“non alleno più sul campo, sto sempre davanti al video”). Senza Coppe e solo con il campionato da giocare, cercherà di tirare fuori il massimo dalla sua squadra.

Il calendario della Lazio

I biancocelesti sono al momento al sesto posto con 43 punti. Ad una sola lunghezza (con una partita in meno) c’è l’Atalanta, a quattro la Juve. Si intravede un posto Champions. Da capire se potrà essere davvero l’obiettivo della Lazio, che quando non ha giocato in coppa, in campionato ha registrato una media punti invidiabile. Dodici partite alla fine del campionato. Il mini torneo per Sarri inizia ora. Subito la sfida al Napoli, poi Cagliari, Venezia e derby (in programma al momento il prossimo 20 marzo). Poi Sassuolo, Genoa, Torino, Milan prima dell’ultimo mese della Serie A. Maggio porterà le sfide contro Spezia, Sampdoria, Juve e Verona. Su 12 partite ci sono 4 big match, le altre sono incontri sicuramente alla portata di una squadra che sogna l’Europa dei grandi. Primo banco di prova subito domenica.

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ALTRE

L’Uefa ha deciso: finale Champions da San Pietroburgo a Parigi

Il comitato esecutivo dell’Uefa ha deciso ufficialmente di spostare la finale di Champions, prevista per il 28 maggio da San Pietroburgo, allo Stade de France di Parigi. Il cambiamento era nell’aria già da ieri, dopo l’invasione russa dell’Ucraina.

La capitale francese torna così a ospitare una finale di Champions dopo 16 anni. L’ultima risale infatti al 17 maggio 2006, con la vittoria del Barcelona sull’Arsenal 2-1. E’ il terzo anno consecutivo che la sfida che assegna la coppa cambia sede. Nel 2020 e 2021 per la pandemia si è infatti giocata in Portogallo, prima a Lisbona e poi a Porto, entrambe le volte spostandola dalla sede originale di Istanbul. Inizialmente si era parlato di Wembley come possibile sostituta di San Pietroburgo, stadio che peraltro è già stato designato per la finale 2024. La scelta è invece caduta su Parigi.

CREMLINO

Il Cremlino si è rammaricato per la decisione dell’Uefa di spostare la finale di Champions League da San Pietroburgo a Parigi. “È un peccato che sia stata presa una simile decisione – ha detto il portavoce Dmitry Peskov – San Pietroburgo avrebbe fornito le migliori condizioni possibili per ospitare questo evento calcistico”.

CAMPO NEUTRO

Il comitato esecutivo ha inoltre deciso che tutte le partite che vedranno impegnate squadre russe e ucraine, nazionali comprese (entrambe saranno impegnate negli spareggi per qualificarsi ai Mondiali in Qatar) si debbano giocare in campo neutro. Nelle tre coppe europee l’unica coinvolta è lo Spartak Mosca in Europa League. Gazzetta.it

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DICHIARAZIONI

Zona Champions, Tacchinardi non crede alla Lazio

Nonostante l’ottimo momento della Lazio che continua ad accorciare sulle squadre che la precedono in lotta per il quarto posto, l’ex giocatore bianconero e della Nazionale Alessio Tacchinardi, non si fida della costanza delle inseguitrici dietro Atalanta e Juventus

L’ex difensore a TMW Radio ha detto: “Corsa al quarto posto? Nessuna dietro Juventus e Atalanta mi dà la sensazione che possa rientrare. Dispiace, perché una delle due rimarrà fuori e meriterebbero entrambe”.

Alessio Buzzanca