Soldi freschi in arrivo per le squadre impegnate nell’edizione 2023/24 della Champions. Secondo Calcio e Finanza, venerdì l’Uefa verserà ai 32 club partecipanti un totale di 284,55 milioni di euro: 134,4 milioni di euro per i bonus risultati delle prime tre giornate del torneo e 150,15 milioni per la prima parte del market pool. Per quanto riguarda le italiane, Napoli, Inter, Milan e Lazio riceveranno in totale 34,7 milioni di euro che potrebbero tornare molto utili già per il mercato di gennaio.
Nel dettaglio ai partenopei verranno bonificati 12,4 milioni di euro di soldi freschi, grazie due vittorie e a un pareggio, miglior percorso finora tra le italiane. L’Inter potrà invece contare su un bonus da 9,93 milioni di euro. Subito dopo si piazza la Lazio, in grado di guadagnarsi 8,83 milioni di euro dall’Uefa tra market pool (oltre 5 milioni di euro) e risultati ottenuti finora (una vittoria, un pareggio e una sconfitta). Chiude la fila dei ricavi infine il Milan con soli 3,56 milioni di euro. Nel dettaglio, i rossoneri pagano sia il quarto posto in Serie A della passata stagione, sia il percorso in Champions fino a questo punto con due pareggi e una sconfitta non proprio esaltante.
STEFANO DE GRANDIIS (Skysport) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’! “L’involuzione c’è ancora…”
“Il mio pensiero sulla Lazio è semplice. Fino alla gara con il Feyenoord ero soddisfatto dell’evoluzione che stavo vedendo dalla vittoria con il Torino in poi, seppur con qualche giocatore in difficoltà di condizione ed in particolare Immobile. Poi la Lazio non mi è piaciuta, mi sembra siamo nuovamente dentro un’involuzione. Con la Fiorentina ha fatto peggio, non so se sia un discorso di stanchezza, ma vedo troppi giocatori che non mi sembrano gli stessi. Ragiono sul rendimento degli esterni offensivi, ma anche sui terzini. In particolare Marusic, non lo riconosco proprio. Un giocatore che non sbaglia mai è Patric. E’ applicato, attento, affidabile, sta giocando davvero bene. Lo dico dopo averlo criticato molto nel passato. Ora mi aspetto molto di più dagli altri calciatori, quelli che sono chiamati a fare la differenza. Soprattutto loro devo superare l’involuzione.
Il Bologna è tanta roba in casa ma anche fuori. Sta andando bene, gioca un bel calcio, derby compreso sono in teoria gli ultimi veri ostacoli di un calendario complicato. Sarà un avversario duro quello di Motta, è una partita che la Lazio ha nelle sue corde. Non deve fare una partita di attacco contro una squadra chiusa. Il Bologna gioca a calcio, può concederti degli spazi. Se, poi, i biancocelesti non ritroveranno la condizione, mi aspetto molte più difficoltà contro quelle squadre che si difendono.
Può essere un opzione domani far riposare Luis Alberto.Kamada è entrato bene con la Fiorentina, è un giocatore che deve avere il suo spazio. E’ un palleggiatore importante, ha letture. Nella logica delle partite ravvicinate, Sarri deve attingere a più uomini e devo dire che lo sta facendo bene. Fermo restando che Luis Alberto resta un giocare determinante. Deve accettare di essere sostituito, le sue batterie non possono essere sempre cariche”.
Patric è l’emblema, GIULIO CARDONE in diretta a ‘QUELLI CHE…’
“Patric è l’emblema del giocatore che con l’applicazione può migliorare e arrivare a livelli inimmaginabili. All’inizio non si poteva nemmeno considerare un centrale. Una delle sue doti migliori è proprio la concentrazione.
Per domani mi aspetto una partita equilibrata. Sicuramente la vittoria contro la Fiorentina porterà beneficio dal punto di vista psicologico. Sono anche curioso di capire la scelta di Sarri su Luis Alberto. Con la Viola mi ha dato l’impressione di essere stanco fisicamente e se non riposa domani contro il Bologna, non ho type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idea di quando potrà farlo.
Guendouzi in questa fase le sta giocando praticamente tutte e quando chiesi a Sarri se avremmo mai visto il francese con Kamada, lui mi rispose che sarebbe accaduto solo in caso di calo fisico di Luis Alberto. Quindi penso che questo sia esattamente il momento adatto.
In attacco Immobile non si sente pronto all’utilizzo part time alla Altafini. Si sente ancora king Ciro. Penso che domani sarà lui a partire titolare con Castellanos pronto a subentrare dalla panchina. Il problema vero è che Zaccagni e Anderson non stanno segnando. Mancano terribilmente i loro gol e il bottino di uno a testa in campionato è davvero insufficiente. Spero che da loro arrivino segnali importanti”.
Halloween è appena passato, è vero, ma la prossima settimana per la Lazio sarà spettrale. Domani c’è il Bologna, che ha pareggiato con Juventus, Inter e Napoli. Mercoledì all’Olimpico arriverà il Feyenoord, che se batte la Lazio la elimina virtualmente dagli ottavi di Champions. E poi, domenica 12, Sarri si ritroverà contro Mourinho nel primo derby stagionale. Nove giorni nell’inferno per cercare di vedere la luce dopo un avvio di stagione tra alti e bassi. Se c’è un momento in cui la squadra di Sarri deve accelerare, è questo.
Rispetto all’anno scorso il meccanismo biancoceleste è meno perfetto, lo dimostrano i numeri di inizio stagione. Però c’è un aspetto che può fare la differenza con i tre impegni settimanali: la possibilità di Sarri di poter contare su una panchina mai così lunga da quando è a Roma. Basti pensare che sta alternando, di partita in partita, almeno 3-4 giocatori. E continuerà a essere così a partire da Bologna, quando cominceranno le rotazioni. Davanti Immobile tornerà titolare, Pedro e Isaksen scalpitano: lo spagnolo può far rifiatare Zaccagni. Come a centrocampo Luis Alberto può avere un turno di riposo: Kamada sta entrando sempre bene, Vecino è l’uomo più determinante della Lazio nell’ultimo mese. L’abbondanza c’è, anche in regia, dove Cataldi insidia Rovella. In mediana Guendouzi, invece, sembra intoccabile. Sugli esterni ci sono 4 giocatori per 2 posti: spicca il poco utilizzo di Pellegrini, mai in campo dopo l’infortunio con l’Atletico Madrid. Mentre al centro con Casale infortunato Patric-Romagnoli sono costretti agli straordinari, l’alternativa è Gila, mai schierato quest’anno. Tuttomercatoweb.com
ROME, ITALY - MAY 21: SS Lazio President Claudio Lotito and Ciro Immobile after the Serie A match between SS Lazio and Hellas Verona FC at Stadio Olimpico on May 21, 2022 in Rome, Italy. (Photo by Marco Rosi/Getty Images)
La Lazio si prepara allo scontro con la Fiorentina, particolarmente importante ai fini della classifica. Sarri, a -4 da Italiano, ha infatti questa sera la possibilità di annullare o quasi le distanze, riavvicinandosi all’Europa che conta dopo l’avvio in salita di inizio campionato. Il tecnico biancoceleste ieri è rimasto in silenzio, ma la delicatezza del momento ha spinto anche il presidente Claudio Lotito a fare tappa a Formello: il numero uno del club ha voluto parlare alla squadra prima dell’allenamento richiamandola alle proprie responsabilità, ma senza appesantire il clima. Lo riferisce il Corriere dello Sport.
Bruno Giordano a ‘NMM’: “Colpa di tutti, la cattiveria fa parte del bagaglio di un calciatore. Taty-Ciro? E’ la solita storia…”
“Colpa di tutti, la cattiveria fa parte del bagaglio di un calciatore. Taty-Ciro? E’ la solita storia…”. Bruno Giordano a Radiosei: “La colpa è di tutti, anche di chi la prepara. Contano le motivazioni, un conto è dire di voler vedere un certo tipo di faccia, un conto è metterla in campo. Si fa fatica a capire alcune situazioni. Ci possono stare degli errori e anche la bravura degli avversari. Credo che il Feyenoord abbia 4 giocatori di cui sentiremo parlare anche in futuro. Ci hanno messo la rabbia, spinti dal pubblico. Noi, mi ha dato l’idea di una di quelle serate in cui non ti riesce nulla, non siamo stati pervenuti. Mordente? Quello fa parte del bagaglio di qualsiasi atleta. Ci sono allenatori che hanno certe caratteristiche, che battono più sul carattere che l’aspetto tecnico tattico. Chi riesce ad ottenere entrambe le cose, è Guardiola o Klopp. Sarri? Forse non riesce ad incidere sul carattere 7 giorni su 7. Il gruppo è anche cambiato rispetto a 3 anni fa, non penso che tutti quelli che arrivano alla Lazio non abbiano il fuoco sacro. Non c’è più il posto assicurato, questo dovrebbe anche dare stimoli ai giocatori”.
“All’interno della partita, mi da l’idea – Sarri – di intervenire poco con i giocatori verbalmente. Non è un Conte, per intenderci. La Lazio era lunga e sfilacciata, cosa che non avevamo visto ultimamente. Loro tanti cambi di gioco, ma l’idea è che in mezzo al campo hanno avuto la meglio. Loro in serata di grazia, hanno trovato tutto. Immobile in questo momento si vede che è preoccupato della prestazione. Loro ci hanno preso le misure subito, forse Sarri poteva stravolgere, provare qualcosa di diverso sul 2-0. Le risposte le devono sempre dare i calciatori, ieri non abbiamo vinto un duello individuale. Castellanos-Immobile? Per gli allenatori è sempre così. Chi non gioca ha sempre ragione e vale anche per altri ruoli. Io ho visto una non-squadra”.
Pressione sbagliata, Il tecnico della Lazio, Maurizio Sarri, in conferenza stampa dopo il match con il Feyenoord
Avete portato male la pressione? “Si è fatta male per tempi, per intensità, per continuità. Andando uno a 30 all’ora e l’altro piano piano, è normale che arrivassero da tutte le parti. Il problema è l’atteggiamento, di poca personalità. Sapevamo che sarebbe stata questa la partita, è difficile da digerire il primo tempo che abbiamo fatto. Il secondo gol non si può prendere, il primo era nell’aria. Ma il secondo no. È altrettanto evidente che quando ti pressano con questa intensità poi nei 20 minuti finali ti concedono qualcosa e così è stato. Se rimani in partita qualcosa ti concedono, ma quello che non mi è piaciuto è l’atteggiamento remissivo. Nel primo tempo siamo stati tutto fuorché una squadra di personalità”.
Squadra non pronta? “Noi in questa competizione siamo con l’acqua alla gola. Dobbiamo camminare in punta di piedi per non bere. Se diamo il 101% possiamo salvarci, altrimenti andiamo tremendamente in difficoltà”.
Perché non provare a vincere? “Noi parliamo degli aspetti consci, non penso che i ragazzi abbiano avuto meno voglia di giocare a calcio di altre sere. È meglio perdere un pallone per giocare in velocità che per toccarlo una volta in più. Son tutti aspetti inconsci, difficilmente ponderabili”.
Col senno del poi farebbe le stesse scelte? “Queste è una di quelle domande… Col senno del poi. Se cambierei qualcosa, non cambierei dove pensi te. Se penso di aver sbagliato la formazione? Mettiamola così, abbiamo perso 3-1 e quindi sì. Non è che si va analizzare una partita persa perché un calciatore era fuori sintonia”.
È preoccupato per questa sconfitta e per come è arrivata? “Sono preoccupato di un aspetto, del fatto che questa squadra, anche nelle partite che fa bene, ha 10 o 15 minuto di vuoto totale. Quello ti lascia un minimo di preoccupazione perché ci sono delle partite in cui hai dei vuoti li paghi cari”.
In queste situazioni il mister come può incidere? “Quelli che sono entrati dalla panchina non sono entrati male. Se trovi la chiave su come incidere in maniera totale, le partite le vinci tutte. Sulle problematiche collettive sono più difficili da leggere”.
Su Pellegrini… “In questo tipo di partite, con attaccanti offensivi, ho bisogno di difensori più applicati sulla fase difensiva. Anche se poi non è andata bene lo stesso”.
L’attitudine alla Champions è allenabile? “Io faccio fatica a capirle certe cose. Il carattere, che si giochi in Champions o altre competizioni, dovrebbe essere sempre lo stesso. Le partite sono partite. Capisco che ci sia più pressione della Champions… Ma questa competizione prevede questo tipo di situazioni e di avversari. Faccio fatica a capirlo. Mi sarebbe piaciuto di più perdere per eccesso di faccia di cazzo, mi sarebbe piaciuto di più come atteggiamento”.
Sulle scelte di Guendouzi e Castellanos… “Io sono stato criticato per aver fatto giocare sempre gli stessi, adesso vengo criticato perché ruoto troppo… mettetevi d’accordo. Li ho tenuti in panchina perché li avevo fatti giocare sabato sera. Poi contro una squadra del genere vai a scegliere la tecnica o la fisicità? Io ho più il rammarico per non aver fatto giocare Kamada. Se si esclude l’aspetto tecnico, forse era più una partita da Guendouzi. E Ciro non si può abbandonare. Se si fa giocare sempre Castellanos, Immobile non si riprende mai”.
Purtroppo una brutta Lazio, GIULIO CARDONE in diretta a ‘QUELLI CHE…’
“Purtroppo la Lazio non ha saputo capire il campanello d’allarme del gol annullato. O forse non aveva le risorse per farlo. E invece è arrivato l’uno-due che ha tagliato le gambe. Ieri ho visto qualche faccia tosta solo dopo il 3-1. Una serie di errori clamorosi, non mi è piaciuto nulla. Sono molto deluso. Spero che lunedì contro la Fiorentina la squadra ritrovi il passo.
Prima dell’inizio della partita ero molto perplesso dell’undici che Sarri aveva deciso di schierare. Troppi errori. Casale doveva rimanere fuori al posto di Patric, Guendouzi andava lasciato titolare e se decidi di far giocare Vecino, lo devi mettere davanti alla difesa per dare sostanza.
Una serie di scelte ieri totalmente sbagliate e la formazione ha il suo impatto sulla partita.
Sarri non è un grande motivatore, ma ieri questo aspetto mi sembra secondario: non serve l’allenatore per motivare i giocatori prima di una partita decisiva di Champions. Sulla preparazione della partita dal punto di vista tattico avrei qualcosa da dire. Aspettare magari un po’ più bassi per poi ripartire potrebbe essere una scelta che in certi casi vada fatta.
A me spesso capita che non piacciano le dichiarazioni di Sarri nel dopo partita perché spesso è troppo severo con i propri giocatori e anche ieri lo è stato. Anche i riferimenti all’acqua alla gola non mi piacciono perché dà sempre l’idea che la squadra non sia adeguata. Troverei una via di mezzo per comunicare gli stessi concetti…”
Tris in casa del Feyenoord. La Lazio perde 3-1 a Rotterdam e chiude il girone d`andata del gruppo E di Champions League a 4 punti.
Prima sconfitta europea di questa stagione, dopo il pareggio contro l`Atletico Madrid e la vittoria in casa del Celtic. La Lazio non perdeva una partita di Champions League, contando solamente la fase a gironi, dall`11 dicembre 2007, quando i biancocelesti vennero sconfitti 3-1 dal Real Madrid al Santiago Bernabeu. Da quel giorno, 3 vittorie e 5 pareggi, prima della sconfitta di ieri in casa del Feyenoord.
Con grinta, ritmo intenso e un predominio assoluto fin da subito, il Feyenoord batte la Lazio in Champions League. Lo afferma Il Messaggero, che continua scrivendo che anche Maurizio Sarri deve fare mea culpa per un atteggiamento un po’ snob.
L’esordio in Champions di Casale è da incubo – si legge -, e anche Rovella balla troppo il valzer, quando servirebbe il rock n’ roll. I cinque cambi di Sarri rispetto alla gara col Sassuolo creano scompiglio, l’antifona si capisce già subito. Il Feyenoord ha qualità nel palleggio, i biancocelesti attendono e fanno un pressing passivo, non di certo voluto. Anche i cambi dalla panchina danno poco.
I difetti riemergono quando la fase horror sembrava superata: manca personalità, con la paura che crea un blocco psico-fisico. Gli olandesi hanno i boccali di birra, ma ad ubriacarsi è la Lazio – rincara la dose il quotidiano -.