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‘9 GENNAIO’ – Fiore: “L’emozione di Nesta, l’abbraccio a Veron e l’ansia Mondiale dell’Italia”

STEFANO FIORE in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

“Mi ha fatto piacere ritrovare Veron e Diego Fuser durante l’evento ‘Operazione Nostalgia’. Siamo stati bene insieme a Parma, riabbracciarsi dopo tanto tempo è speciale. Sono eventi importanti, come il nostro ‘Di padre in figlio’, occasioni in cui per i tifosi è anche come tornare un po’ bambini, riprovando alcune emozioni del passato che riguardano i propri colori. Ho letto negli occhi di alcuni ex calciatori che erano presenti l’emozione di riassaporare quei tempi. Gli stessi Nesta e Totti che sono cresciuti qui. Quando sono stati acclamati per quanto hanno rappresentato si sono emozionati. Esistono altre tifoserie e altre squadre fantatiche, ma Roma ha le sue peculiarità e caratteristiche che rimangono sulla pelle.

Domani Bosnia-Italia per il Mondiale? Contro l’Irlanda non è stata una bella prestazione, ma sono gare che hanno un peso specifico enorme. Un po’ di ansia ti viene e l’abbiamo visto nel primo tempo. Erano un po’ bloccati e non liberi di testa. Comprensibile. La partita di domani andrà in quella direzione. Non mi aspetto una partita bella, ma molto sentita. Sarà tosta, magari anche brutta ma che va portata a casa. Abbiamo tanti problemi, andare al Mondiale non li risolverà, ma come movimento abbiamo bisogno di andarci”.

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‘9 GENNAIO’ – Fiore: “Lazio, non intravedo un progetto. Lo stadio vuoto indica un limite superato. Sarri ancora di salvataggio” (AUDIO)

STEFANO FIORE in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

“E’ un grande dispiacere questo momento della Lazio e lo dico al di là del fatto che quello che accade mi tocca da vicino visto i miei trascorsi a Roma. E’ una situazione da cui nessuno ne esce bene, si è arrivati al gesto estremo di andare anche contro i propri ideali di amore ed appartenenza. E’ anche una brutta cosa in generale per il calcio. E’ uno sport che appartiene ai tifosi e quando si vede uno stadio così vuoto dispiace. Se si è arrivati a questo punto, evidentemente, significa che i limiti sono stati superati, non solo raggiunti.

Nei miei anni alla Lazio abbiamo vissuto anche il passaggio non semplice da Cragnotti e Lotito. Ci sono state delle difficoltà ed un ridimensionamento, ma era comunque una squadra che ha mantenuto un livello medio-alto. Non riconduco quei miei anni a questi. Questa è una situazione diversa. Lotito ha fatto un ottimo lavoro dal punto di vista dei conti. Almeno fino a quando c’è stato Simone Inzaghi, la squadra si è mantenuta ad un livello alto. Soprattutto dava la sensazione che ci fosse un progetto di un certo tipo. Oggi, ciò che più rammarica, è che il progetto non si intravede. Almeno io non riesco a farlo, poi magari alla fine avrà ragione lui (Lotito, ndr).

Sarri? Secondo me fino ad ora è stato bravissimo. E’ riuscito ad essere l’anello di congiuzione, l’ancora a cui tutti si stanno aggrappando. Sempre parlando chiaro e non cercando mai alibi. Con il suo lavoro ed i suoi comportamenti è riuscito a compattare, per quanto possibile, l’ambiente. Il mercato di gennaio avrebbe potuto rompere il giocattolo, almeno ora la squadra riesce a navigare a vista. La cosa complicata è che bisogna arrivare alla fine nella maniera giusta. Non credo che tecnico e giocatori molleranno la presa, ma lavorare in serenità è un’altra cosa.

Taylor? Si è visto poco, ma i tratti e le caratteristiche si intravedo. Credo sia un buon profilo, si vede che sa stare in campo e riesce già a muoversi nei meccanismi del mister. Un giocatore bravo in entrambe le fasi”.

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‘SVB’ – Fiore: “Si vede la mano di Sarri, Lazio organizzata dietro. Dal mercato serve un bomber o un centrocampista che che segni” (AUDIO)

STEFANO FIORE in collegamento a ‘SVB’

“Io purtroppo nella Lazio ho giocato poco nel ruolo a me più congeniale, quello di interno di centrocampo; ora con Sarri, nel centrocampo a tre, sarei una delle due mezzali.

Qualità e tempo d’ inserimento come Luis Alberto? Siamo simili, forse lui è più trequartista e meno centrocampista; io in passato ho giocato ovunque, anche davanti alla difesa.

Dopo un inizio non brillantissimo, la Lazio ha reagita bene sia dal punto di vista mentale che del gioco. Credo che la mano di Sarri si veda molto. Tanti infortuni, anche di giocatori importanti, ma la squadra ha fatto ottime partite e si è messa nelle condizioni di poter fare un buon campionato. Anche al cospetto di squadre più forti della Lazio attuale la squadra ha reagito bene.

La trasferta di Parma nasconde delle insidie, loro hanno messo in difficoltà diverse squadre: parliamo di una squadra giovane, aggressiva, che sfrutta le ripartenze. Squadra ostica, ma la Lazio ha buone possibilità di fare una buona prova viste le ultime prestazioni anche con squadre più attrezzate.

L’organizzazione, soprattutto nella fase difensiva, è molto evidente con Sarri. Manca un terminale di riferimento: Castellanos ha avuto tanti stop e sicuramente non può essere Dia per carattere e caratteristiche fisiche. Bene, anzi, benissimo l’equilibrio difensivo, la speranza è che presto si possa vedere anche una Lazio più prolifica.

Chi prenderei a gennaio? Una prima punta di un certo livello è difficile da reperire ora, magari andrei su un centrocampista che abbia 6-7 gol nelle corde, che potrebbe così aiutare la fase offensiva.

La squadra ha avuto una svolta dopo le prime 5-6 partite, si è ritrovata nello spirito e nella compattezza. Chiunque scenderà in campo a Parma farà bene. Questa è una squadra unita che si è calata nella parte.

Obiettivo stagionale? Ad oggi ci sono tante squadre più forti, molto dipenderà dal mercato. Considerando un po’ quello che sta succedendo, senza aspettarsi un mercato stellare a gennaio, arrivare in Europa League sarebbe sicuramente un buon motivo per essere contenti”.

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‘9 GENNAIO’ – Fiore: “Lazio, situazione già pesante. Nel derby serve reazione emotiva ed attaccamento” (AUDIO)

STEFANO FIORE in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’!

Le prestazioni della Lazio che abbiamo visto sono quasi allarmanti, certamenti da preoccuparsi. Detto questo, mi fido ciecamente delle parole di Sarri. E’ un grande allenatore, ha percezioni diverse, conosce bene la situazione. Mi auguro che non siano dichirazioni di circostanza o dettate dal fatto di risollevare l’umore, ma c’è da lavorare. Siamo solo all’inizio ed è già, in vista della gara di domenica, una situazione che può diventare pesante.

La Lazio in queste partite ha dato la sensazione di continuare la fine del campionato scorso in termini di approccio e lettura della partita. A Como ha subito del tutto, contro il Sassuolo non si è imposta per energia e voglia. Non si arriva al derby nel migliore dei modi, ma è anche la partita che può più darti uno slancio diverso. I giocatori lo sanno, hanno dimostrato di poter fare bene. Per questo, mi aspetto una reazione emotiva. Di attaccamento, di fare una prestazione all’altezza. La prerogativa deve essere la voglia di riscatto.

Contesto Lazio può influire sulla resa dei calciatori? Si, magari non vale tutti, ma può accadere per qualcuno. Nel mio primo anno di Lazio, lo ammetto, l’esterno e l’ambiente mi condizionava. Non arrivavo sempre carico alla partita”.

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‘9 GENNAIO’ – Fiore: “Lazio, ora ti giochi tutto. Con il Plzen serve intelligenza”. Poi sui nuovi… (AUDIO)

STEFANO FIORE in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

“Sicuramente non è il momento di miglior brillantezza per la Lazio, ma la stagione è pesante e con tanti impegni. E’ stata sempre protagonista, chi prima o chi dopo tutti affrontano momenti di flessione. Credo che sia abbastanza fisiologico, pensando al momento della stagione.

Il doppio impegno Milano-Plzen si è fatto sentire con una squadra molto pericolosa come l’Udinese. Qualcosa ha pagato, ma comunque ha risposto presente. Ha rimesso in piedi il risultato, ha anche tentato di vincerla. Ora è un momento topico, ti giochi tutto, ma ora la prospettiva di qualcosa di ancora più grande deve essere lo stimolo in più.

La gara di ritorno di Europa League con il Viktoria? Loro sembrano molto più pericolosi in casa, mi aspetto un atteggiamento diverso dai cechi. Dovranno rischiare qualcosa, la Lazio dovrà essere intelligente a fare una gara di grande attenzione. Ha un vantaggio e questo deve essere pesante nella gara. Serve attenzione, ma è più forte e dovrà gestire bene la gara.

La gestione e il non utilizzo dei nuovi acquisti da parte di Baroni? Forse non si sono calati in quello che vuole Baroni, andare a toccare una cosa che funziona bene non è semplice. In particolare a metà campo, se stanno bene giocano sempre i cosiddetti titolari ed in più è tornato Vecino. Baroni è stato il tecnico che ha più di altri ruotato giocatori, poi per chi arriva a gennaio non è mai facile”.

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‘NMM’ – Fiore: “Lazio competitiva con merito ma serve adattarsi. Zac? La fascia lo ha responsabilizzato. Udinese spauracchio…” (AUDIO)

STEFANO FIORE IN COLLEGAMENTO A ‘NMM’

“Sicuramente ce lo potevamo augurare di vedere la Lazio a marzo così competitiva ma arrivare in questa maniera, con meriti, risultati di altissimo livello e questo atteggiamento forse potevamo solo immaginarlo. Una volta di più sono da sottolineare i meriti della squadra e di Baroni che stanno facendo una stagione molto, molto positiva. Tutto ciò che di buono stanno facendo se lo sono meritato. E’ la più grande e bella sorpresa di questo campionato.

Lazio e Udinese le due sorprese? Direi anche il Bologna. L’ Udinese, dopo anni di sofferenza, avendo anche cambiato guida tecnica e avendo scelto un allenatore che lasciava qualche perplessità visto che Runjaic veniva da un campionato diverso, ora sta andando bene. Per quello che sta facendo anche il Bologna stupisce, soprattutto dopo il ricambio di calciatori che ha avuto.

L’Udinese è uno spauracchio per tutti, perché mette in difficoltà chiunque. Col tempo ha trovato la quadratura, all’inizio sembrava solo una squadra molto fisica che si affidava alle giocate di Thauvin che è un calciatore chiave, è da grande club.

La Lazio ha un’identità offensiva molto spiccata e lo abbiamo visto nel finale di giovedì, con la vittoria in 9 contro 11. Questo fotografa benissimo la mentalità della squadra, è un aspetto decisamente positivo e fin qui è stata la chiave di volta di questi mesi. In una stagione, ma anche all’interno della stessa gara, non si può però avere sempre lo stesso atteggiamento, sia per la condizione fisica che per l’avversario. Mi viene in mente il derby, dove un certo tipo di gioco ha favorito la Roma. A volte c’è da essere brutti e sporchi. E’ il calcio moderno che oggi ti impone di cambiare pelle e sono certo che il tecnico lavora anche su questo.

Baroni si è guadagnato questa chance e la sta sfruttando bene. E’ bravo, intelligente e preparato.

Isaksen? E’ un giocatore ora molto libero di testa. Grande merito va dato a Baroni che ha avuto la bravura di sbloccarlo psicologicamente, che poi il calciatore avesse le qualità lo avevamo visto. Non riusciva ad esprimere il suo talento, oggi è un calciatore in forma e ancora con margini di miglioramento.

Zaccagni il Fiore di oggi? I paragoni sono sempre antipatici. Il confronto dal punto di vista di gol e assist ci può stare, anche per la zona di campo e per il movimento, però poi le caratteristiche sono sono diverse. Io ero molto più centrocampista. Lui sta facendo benissimo e determina tanto in zona offensiva. La fascia da capitano lo ha responsabilizzato, il suo problema non era certo tecnico ma di continuità e di atteggiamento; mi piace anche evidenziare che adesso spesso dà una mano a Tavares è quindi un giocatore che ha imparato anche a sacrificarsi e a dare il giusto esempio a tutti gli altri.

Corsa Champions? La partita di lunedì è importante e può dirci tanto. Vincere la partita può dare qualcosa in più; è chiaro che in casa Lazio ci si augura un pari tra Juventus e Atalanta che, sulla carta, sono squadre più attrezzate della Lazio per arrivare in Champions. Il campionato comunque è ancora lungo, può succedere di tutto.

Il quarto posto della Lazio mi farebbe piacere ma un po’ mi stupirebbe perché altri hanno rose più lunghe e più forti ma come è successo lo scorso anno al Bologna, potrebbe esserci una sorpresa.

Chi vince l’Europa League? Il Bilbao, anche giocando in casa, potrebbe arrivare in fondo.

Il giocatore più simile a me in questo campionato? Forse Reijnders”.

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‘9 GENNAIO’ – Fiore: “Lazio sei un’orchestra con tutti protagonisti. Ma non si parli di scudetto…” (AUDIO)

STEFANO FIORE in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

”La Lazio di Baroni in questo momento è un’orchestra perfetta, a turno tutti sono protagonisti. Il gioco è moderno, c’è mobilità, interscambi di posizione che coinvolgono tutta la squadra e creano imprevedibilità. Da questo punto di vista il merito è del tecnico che ha anche il merito di coinvolgere tutti i giocatori. Quello che mi auguro è che dentro lo spogliatoio non si faccia l’errore di caricarsi di pressioni eccessive che poi possono pesare quando arriveranno momenti delicati. Parlare di scudetto ora sarebbe sbagliato, non perchè sia impossibile, ma porterebbe a perdere energie nervose ed a dispendere il vantaggio sulle altre.
ASCOLTA L’INTERVISTA INTEGRALE:

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‘NB’ – Fiore: “Lazio come il Bologna la scorsa stagione, la chiave è non avere pressione. Andai via per necessità, ma…” (AUDIO)

Stefano Fiore ai microfoni di Radiosei

“La Lazio secondo me, a parte Udine, ha fatto sempre delle ottime partite. Sono convinto che lo farà anche a Torino con la Juve, proprio perché ci sarà voglia di misurarsi con un avversario superiore. Alla lunga i valori tecnici vengono fuori, ma la Lazio non ha la pressione e l’obbligo di dover arrivare nelle posizioni altissime di classifica. Questa deve essere la chiave psicologica. La Lazio può sorprendere, anche se ha 5-6 squadre superiori. Il Bologna lo scorso anno insegna, la sorpresa è sempre dietro l’angolo. Sono situazioni in cui tutto si incastra e le componenti positive fanno la differenza”.

“La Lazio è stata l’esperienza più importante della mia carriera, purtroppo è durata solo 3 anni. Sono state stagioni intense, dopo un avvio complicato ho vissuto due stagioni meravigliose culminate con la Coppa Italia. Andai via per necessità, non per mia volontà. Per me un grande rammarico. L’affetto è rimasto intatto con la gente laziale. Questo testimonia che alcune cose, anche durate poco, rimangono nel tempo. Sono molto legato alla Lazio”.

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‘NMM’ – Fiore: “Lazio, più aspetti negativi che positivi. Responsabilità dei senatori. Kamada…” (AUDIO)

Stefano Fiore, ex calciatore della Lazio, in collegamento a Radiosei

Stefano, aspettative disattese?

“Le premesse per fare un inizio diverso da parte della Lazio c’erano tutte perché si era perso un giocatore importantissimo ma ne sono arrivati altri, di qualità che possono dare a Sarri la possibilità di variare e soprattutto aveva mantenuto lo zoccolo duro. Mi aspettavo una partenza migliore quindi purtroppo gli aspetti negativi in questo senso sono di più perché in questo momento in campionato è in ritardo e la rosa vale di più. In Champions con la vittoria col Feyenoord si è aggiustata la classifica e ci sono buone possibilità di passare il girone. Però la squadra fa alti e bassi al momento e deve trovare continuità”.

Come suddividere le responsabilità

“Quella delle colpe è un’equazione che nel calcio non è automatica, ne sbagliato pensare che si partisse da una base diversa e di ritrovare una Lazio diversa, una squadra rodata. Questo a conferma che nel calcio non tutto è lineare e non tutto va come uno immagina. Ci sono tante variabili, una su tutte l’inserimento di giocatori bravi ma che vengono da altri campionati e che hanno bisogno di più tempo. Ma per me la grande difficoltà di inserimento arriva dal fatto che i senatori della squadra non vivono momenti brillanti per motivi vari. Questo ovviamente si ripercuote sui nuovi che sembrano non inserirsi. Ora la Lazio vive un momento particolare quindi anche con una rosa profonda e con giocatori di qualità non si rende come si vuole”.

Impatto di Kamada

“La posizione a parer mio è quella giusta, ha qualche caratteristica, soprattutto evidenziata in Germania, importante come l’inserimento ma in lui mi ci rivedo poco perché abbiamo caratteristiche tecniche diverse. Io ero più un trequarti lui mi sembra un ottimo incursore che arriva da dietro negli spazi. Però la similitudine con il mio arrivo ci sta, come allora io arrivai dopo giocatori straordinari non è automatico che chi arriva rimpiazzi subito al meglio chi parte. Come pagai io ora sta succedendo a lui, meno a Guendouzi perché ha caratteristiche agonistiche che agevolano il suo inserimento. Ci vuole un po’ di tempo perché comunque arrivi da un altro campionato a sostituire un giocatore fondamentale”

Dario Cadeddu

21/11/2023

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