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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Immobile è molto rammaricato per il clima che ha attorno. Panchina col Milan concordata anche con lui” (AUDIO)

Formazione contro il Milan non convincente, GIULIO CARDONE in diretta a ‘QUELLI CHE…’

“Mi era piaciuta molto la formazione contro il Torino, invece contro il Milan avevo sensazioni negative. Luis Alberto se c’era una partita in cui poteva e doveva risposare era proprio quella contro il Milan. Sapendo tra l’altro i ritmi che tiene il Milan e che ha tenuto anche il secondo tempo, e sapendo che ha giocato tutte le partite per 90 minuti, lui era l’indiziato numero uno per finire in panchina.

Non sono d’accordo su nulla di ciò che ha detto Sarri. Tranne che per il calendario che è chiaramente una esagerazione. Non penso che la Lazio non si sia rafforzata, anzi penso che sia una squadra forte, che ha giocatori di livello e che i nuovi acquisti siano forti. Penso poi che in un momento negativo e delicato della stagione, l’allenatore debba supportare i suoi giocatori e non dargli pubblicamente addosso parlando di “x e y” e di “ciofeche”. Sono in disaccordo col Mister sia nella forma che nella sostanza. Ci sono cose evidentemente da sistemare sia tra Immobile e una parte della tifoseria, che tra Sarri e Lotito.

La panchina di Ciro è stata concordata tra allenatore, staff medico e giocatore. Contro il Torino aveva preso una contusione fortissima all’osso sacro e sabato mattina Ciro ancora non stava benissimo e quindi è partito dalla panchina. Per precauzione. Non capisco bene la dichiarazione sull’affaticamento ai flessori perché il motivo non era quello, comunque le sue condizioni hanno convinto per la prudenza.

Poi molti tifosi laziali hanno commentato sui social l’esclusione di Ciro con termini e modi inqualificabili che hanno indotto la famiglia Immobile a reagire. Non c’entra nulla l’aspetto tecnico. Di tutto ciò Ciro è piuttosto rammaricato e avverte un’aria che al di là degli haters da social, è piuttosto pesante contro di lui”.

Alessio Buzzanca

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Prandi attacca Sarri: “Dichiarazioni inaccettabili. Non è possibile accampare sempre scuse…” (AUDIO)

ANDREA PRANDI (La7) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

Non si può sempre accampare una scusa per ogni sconfitta. Una volta è il calendario, una volta è il campo, un’altra è l’orario, ora il mercato. Tutti sbagliamo, non siamo infallibili, non è possibile che un grande allenatore come Sarri non si prenda mai delle responsabilità. Le parole del tecnico sulla campagna acquisti le trovo molto gravi, così come avevo trovato gravi le dichiarazioni su Guendouzi e Isaksen dopo la gara con il Monza. Possibile che nessun nuovo giocatore riesca mai ad entrare nell’impianto di questa squadra e non ci sia mai un piano alternativo da parte dell’allenatore? Ci sono tanti modi per uscire dal momento di difficoltà, io non credo che quello di Sarri sia il migliore.

Non si possono accettare queste dichiarazioni, nel modo e nel posto in cui sono state fatte. Il tecnico ha firmato un rinnovo molto importante e sul fatto che nessun giocatore di quelli indicati sia arrivato si scontra con la permanenza nelle rispettive squadre degli stessi. Il mercato è partito in ritardo, è vero, poi quando Lotito si è mobilitato sono arrivati giocatori di valore. Guendouzi e Kamada sono due nazionali, Isaksen è un talento emerso nella scorsa stagione europea. Poi sono arrivati altri giocatori che vanno ancora valutati. Non si può rimestare su queste cose e non si può farlo nella pancia di San Siro dopo aver perso 2-0″

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, la Champions per ritrovare fiducia: Sarri pensa al turnover

Come riportato da Il Tempo, la Lazio cerca la sua zona di comfort in Europa, con la speranza di trovare la scossa contro il Celtic. Mercoledì è in programma una gara complicata in Scozia, prima trasferta di un girone che nasconde più di qualche insidia per una squadra povera di certezze. Ecco perché azzardare un’idea di formazione è ancora molto complicato. Ieri Sarri ha concesso un giorno di riposo al gruppo, che si ritroverà oggi pomeriggio (appuntamento alle 16.30) per iniziare a preparare la sfida del Celtic Park. Potrebbero rivedersi dal 1′ PatricCataldi e Kamada, mentre spera in una chance Isaksen, entrato molto bene a San Siro contro il Milan.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Venturin: “Lazio, mi auguro sia un problema fisico. La partenza di Milinkovic pesa. Serve un po’ di sana paura…” (AUDIO)

Giorgio Venturin, doppio ex di Lazio-Torino, in collegamento a Radiosei

Giorgio, ci risiamo: la solita mancanza di continuità per la Lazio

“Arrivati a questo punto del campionato, la Lazio sembra un po’ altalenante. Ho letto le parole di Sarri che ha evidenziato come sia complicato il doppio impegno Champions-campionato. Evidentemente c’è questo problema, ma la realtà è che la stagione è partita male dall’inizio. E’ ancora presto, è un campionato ancora molto da decifrare, diciamo che l’unica che sta viaggiando come deve è l’Inter. Perdere punti con squadre come Lecce, Genoa e Monza fa riflettere. E’ un inizio complicato, la continuità è quella caratteristica delle grandi squadre ed in questo momento la Lazio non ce l’ha. Quello che va capito è se c’è un problema di natura mentale o se è una questione fisica. Fosse questa la spiegazione sarebbe solo questione di tempo, da un certo punto di vista me lo auguro. Non vorrei che molto dipendesse dalla partenza di Milinkovic che ha abbassato il livello di questa squadra. A livello tattico non credo che Sarri possa fare delle grandi variazioni sul tema. Prima della scorsa stagione, qualche problemi era venuto fuori, si diceva che i giocatori avessero dei problemi a recepire. Ma ora è passato del tempo”.

Da doppio ex, raccontaci il momento dei ‘Granata’

“Il Torino è la classifica squadra che ti fa giocare male, sono rogliosi, hanno buonissimi giocatori in mezzo al campo ed hanno preso Zapata che se sta bene è forte. Anche a loro manca sempre qualcosa per fare il salto di qualità. Sarà dura, è una partita che va affrontata con un po’ di sana paura che può aumentare l’attenzione. E’ un momento delicato, il Torino può determinare molto sul momento ed il futuro. Rovella? Io onestamente lo vedo ancora poco come regista puro in un centrocampo a tre, credo sia più mediano per un centrocampo a due. E’ giovane, può specializzarsi, ma per il momento credo che il vertice basso più affidabile sia ancora Cataldi”.

Dario Cadeddu

26/09/2023

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DICHIARAZIONI

Immobile: “Il gol manca, ma la Lazio ha bisogno di un Ciro tranquillo. Ora torniamo quelli veri, il Monza come una finale”

Un gol nelle prime cinque uscite ufficiali (quattro di campionato e una di Champions League). Ciro Immobile cerca con il Monza il riscatto dopo un inizio di stagione complicato. Ecco le parole del capitano biancoceleste alla vigilia della sfida contro i brianzoli: “Ho sentito troppe cose che non sono vere. Qualcuno pensa che non sia possibile continuare a segnare come ho sempre fatto, mantenere quelle medie e quelle prestazioni. Ci sono dei momenti nella vita quotidiana e di un calciatore che vanno affrontati. Questo è un momento che per far entrare la palla in rete ci devo mettere un pò di più. Vuol dire che ci metterò più impegno. E’ fondamentale che faccia sentire la mia presenza in campo. Sono soddisfatto di questo, un pò meno per i numeri. Ma quando torneremo ad essere quello che siamo sempre stati, torneranno anche i numeri ad essere diversi”.

Ciro non vive un momento semplice: “Io resto sereno e ascolto quello che mi dice il mister. Abbiamo un rapporto che ci permette di dirci tutto. Quando lui mi vede che, anche se non è un momento positivo per me, mi aggrappo con le unghie ad ogni pallone, capisce che posso essere utile per la squadra. Mi pesa questa mancanza di gol, ma devo essere tranquillo perchè la squadra ha bisogno di un Ciro tranquillo che torni quello che è sempre stato”.

In campionato, la Lazio deve accorciare le distanze con chi la precede in classifica: “La squadra deve capire che al di la dei punti persi, va ritrovato lo spirito che si è visto con l’Atletico Madrid. Dobbiamo tornare quelli dello scorso campionato. Tornando ad essere quelli, i risultati arriveranno. Dobbiamo iniziare già da domani e non perdere troppo tempo. Affrontiamo un periodo con tante partite ravvicinate. Ci sarà bisogno di tutti e dobbiamo essere determinati, come abbiamo fatto con l’Atletico Madrid. Io sono sicuro che se anche avessimo perso con l’Atletico, la gente ci avrebbe applaudito ugualmente, perchè abbiamo dato tutto”.

La Lazio affronta il Monza dopo aver collezionato tre sconfitte e una vittoria in campionato. “Per noi è una finale. Non esiste una parola diversa per descrivere questa gara. Purtroppo da inizio campionato i risultati non ci stanno accompagnando. Qualche sprazzo di bel gioco lo abbiamo fatto vedere anche con la Juve e con il Genoa in casa. L’unica gara che mi permetto di dire che abbiamo sbagliato, è stata quella con il Lecce. Ora dobbiamo rimetterci in corsa e fare punti in campionato”.

Provedel ha ammesso di essersi ispirato ai movimenti di Immobile: “Sono molto contento per lui. E’ un ragazzo bravissimo, che è sempre in silenzio, ma che dentro lo spogliatoio ha un peso specifico di carattere e professionalità. E’ stato un premio per quello che ha fatto da quando è arrivato ed un premio per la squadra”.

Il capitano biancoceleste, ai microfoni della tv ufficiale, inizia raccontando le emozioni del match con l’Atletico Madrid: “Quello di martedì è stato un finale pazzesco, da copione di un film. Ho detto ad Ivan di non andare a dormire e di godersela. Lui col suo gol ci ha portato un risultato che meritavamo per quello che si è visto nell’arco della gara. Siamo felici e speriamo che quel gol possa darci una carica per il resto della stagione”.

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‘QUELLI CHE…’ – Piscedda: “Con il Monza non sarà semplice. La fortuna di Sarri è il centrocampo, Kamada è quello che tira di più” (AUDIO)

MASSIMO PISCEDDA in collegamento a ‘QUELLI CHE…’! “La fortuna di Sarri…”

“Il Monza si conosce, è una squadra che si è sempre migliorata nel tempo. Credo non sia peggiorata rispetto alla scorsa stagione. E’ vero che ha perso Carlos Augusto, ma ha giocatori giovani e forti come Colpani e Colombo. Hanno qualità ed un tecnico come Palladino in ascesa. Ricordo molto bene la gara dello scorso anno all’Olimpico, la Lazio vinse ma non meritava. I brianzoli crearono molti problemi, poi ci fu quel colpo di fortuna firmato da Romero. E’ una squadra che corre, è compatta e gioca bene, non sarà semplice.

Kamada a livello di statistiche è quello che calcia più in porta della Lazio. Ci sta far giocare Guendouzi che è un grande giocatore, ma ci sta riflettere bene sulla scelta. Detto questo, credo che un centrocampo composto dal francese, Cataldi e Luis Alberto sia apprezzabile. Non dobbiamo dare troppo risalto alle statistiche. E’ vero che Zaccagni non segna da 14 partite, ma questo non indica per forza di cose una crisi. Immobile non è al top, poi magari fa una doppietta con il Monza e torna al meglio. La fortuna di Sarri in questa stagione è quella di avere sei centrocampisti di livello che può permettergli di scegliere di volta in volta un trittico equilibrato e giusto in relazione alle caratteristiche dell’avversario che vai ad incontrare. Non vado a preferire uno su un altro, si deve ragionare gara dopo gara. Secondo me nessuno della Lazio è in crisi. La difesa, per esempio, va solo registrata, con il miglioramento dei singoli le cose si risolveranno. Nessun attaccante delle big in questa stagione andrà in difficoltà, in questo campionato le reti arrivano per tutti. Vanno solo lasciati tranquilli”.

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‘QUELLI CHE…’ – Callegari (Mediaset): “Provedel nella storia. Lazio fuori dalla prime quattro in campionato” (AUDIO)

Telecronaca nella storia, MASSIMO CALLEGARI in diretta a ‘QUELLI CHE…’

“Questa telecronaca resterà per me nella storia, ma era già preparata perché per me è il terzo gol raccontato e segnato da un portiere. Ero in telecronaca quando segnarono i portieri del Benevento e del Siviglia. Diciamo che i due precedenti mi hanno tenuto sull’allerta in questo episodio. La difficoltà da telecronista è che al 95′ non è detto che tu sia più così lucido dal ricordarti tutto. Le cronache sono anche dispendiose dal punto di vista fisico e a volte la gente non se ne rende conto.

Il bello del gol di Provedel è che fa un movimento da attaccante: lui arretra quando la palla arriva a Luis Alberto e riparte prima che parta il cross. Peraltro il gol assomiglia un po’ al gol del Cholo contro lo Sparta Praga quando giocava con la Lazio. Credo quello sia stato l’unico gol fatto da Simeone in Champions.

Il bello è che oltre ai tifosi della Lazio, hanno esultato un po’ tutti i tifosi che seguivano la partita da casa.

Prima della partita avevo detto che era una grande occasione per la Lazio perché l’Atletico era in una condizione disastrata, sia perché il mercato gli ha fatto perdere un pezzo grosso come Carrasco, sia per gli infortuni.

Ciò che è mancato alla Lazio è la velocità di esecuzione: ho apprezzato Pellegrini e Vecino, ma Anderson ad esempio non è nelle solite condizioni. Anche Immobile vive un momento negativo. Vedremo se migliorerà nella stagione.

Dell altre due squadre del girone, la più pericolosa è il Feyenoord. Sia per esperienza che per qualità di organico. Il confronto per il passaggio del turno sarà tra Lazio e Feyenoord considerando l’Atletico la più forte del girone. Il Celtic viene dietro.

In campionato il Napoli lo vedo in una situazione di grande disordine tattico e di umori della piazza. Per me per il momento le favorite sono Inter e Juve. Poi vengono Milan e Napoli un gradino sotto e solo dopo viene la Lazio, che per ora è fuori dalle prime quattro”.

Alessio Buzzanca

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‘QUELLI CHE…’ – Prandi: “Emozione Champions, ma ora va sistemato il campionato. Mi auguro diversi cambi” (AUDIO)

Mai visto gol di un portiere, ANDREA PRANDI in diretta a ‘QUELLI CHE…’

“Ho seguito il calcio per lavoro per una ventina di anni e non ho mai avuto la fortuna di vedere un gol di un portiere. Non parlo solo della Lazio, ma in genere. L’altra sera è stata un’emozione incredibile, complice anche la cornice della Champions. Bella anche la sua intervista al Tg1.

Giusto parlarne ancora, ma parliamo anche delle prossime partite perché in campionato la squadra è in una posizione pericolosa e va sistemata. Ad esempio a Torino non ho visto una Lazio in grande condizione.

Contro il Monza vorrei vedere Castellanos dal primo minuto, così come Guendouzi, Rovella e Isaksen. Che senso ha avere una rosa ampia se poi non fai rotazioni?

Non so se Sarri cambierà quattro o cinque uomini in una partita, ma servirebbe. L’allenatore ci ha poi insegnato che ci mette sempre un po’ di tempo prima di dare la titolarità a un nuovo acquisto a meno che non abbia esigenze particolari come nel caso di Kamada.

Contro il Monza lo scorso anno giocammo una partita difficile, ma i giocatori visti contro l’Atletico mi danno fiducia. Indubbiamente mancano i gol di Ciro e le occasioni da rete. Sono fiducioso e non ho nessuna paura dei lombardi”.

Alessio Buzzanca

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Guendouzi, ballottaggio Rovella-Cataldi e Pedro. Le possibili rotazioni con il Monza…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’! “Le scelte di Sarri…”

“Contro il Monza penso che Guendouzi giocherà dal primo minuto, mi stupirebbe il contrario. Oggettivamente, tra l’altro, penso che Kamada abbia bisogno di rifiatare e di ordinare un po’ le type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idee. Mi aspetto il francese, ci sarà un ballottaggio tra Cataldi e Rovella per il ruolo di regista. Una staffetta ci può stare, pensando al modo in cui Cataldi ha approcciato bene con l’Atletico di Madrid. Luis Alberto è intoccabile, incredibile in cui sia entrato in tutte le reti della Lazio in questo inizio di stagione. Sarri, in tal senso, è stato chiaro, finché sta bene la sua maglia da titolare non è in discussione. La cosa molto buona del centrocampo di Sarri è che tutti e sei hanno caratteristiche diverse. Forse gli unici che hanno attitudini simili sono Rovella e Cataldi, per il resto sono tutti complementari tra di loro. Questa possibilità di scelta, è una risorsa importante.

Per quanto riguarda l’attacco, penso che Immobile giochi ancora titolare. Ha bisogno di sbloccarsi, di trovare la rete, sicuramente ne parlerà con il tecnico, si confronteranno in questi giorni. Poi magari in corso d’opera credo possa toccare anche a Castellanos. Ho apprezzato molto le scelte di Sarri contro l’Atletico, è significativo coinvolgere più giocatori possibili. Contro il Monza, immagino possa trovare una maglia da titolare Pedro. Vedo un Zaccagni in flessione nel corso della partita, paga le tante gare giocate anche con la nazionale. Da qui a sostituirlo dall’inizio non è semplice. Comunque assicura sempre quella capacità di creare la superiorità numerica. Con Pellegrini su quella fascia qualcosa cambia anche per lui. Le sue sovrapposizioni, Zaccagni non è costretto sempre a saltare l’uomo nell’uno contro uno. E’ una situazione di gioco che permette alla squadra ed alla manovra di essere meno prevedibile”.

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Provedel, cresciuto con il mito di Yashin e con il vizio del gol: “Anche la mamma voleva giocasse avanti”

Gianfranco Zigoni, l’attaccante con la pelliccia di Verona, Juve e Roma, anni Settanta, ieri lo ha chiamato per fargli i complimenti da Oderzo, provincia di Treviso. Ivan Provedel, quando aveva dieci anni, era il suo centravanti negli Esordienti del Basalghelle. «Ogni tanto lo mettevo in porta per accontentarlo, ma era il più alto, segnava raffiche di gol e anche la mamma voleva giocasse fuori» ci raccontò. Il portiere della Lazio sarebbe riuscito solo cinque anni dopo, quando ne aveva compiuti quindici e dopo aver lasciato gli Allievi del Treviso, rifiutandosi di firmare il cartellino per giocare come centravanti, a trovare una squadra, il Lia Piave, disposta a metterlo tra i pali. Voleva parare, non segnare. Impiegò una sola stagione per dimostrare le sue prospettive: Michelangelo Mason, all’epoca preparatore dei portieri della Primavera, lo portò nel vivaio dell’Udinese, dove entrò in concorrenza con Scuffet e Meret, appena più giovani. Curioso il destino. Nell’estate 2022, quando Lotito non chiudeva la trattativa con lo Spezia, per qualche ora Giuntoli e Spalletti, oggi ct della Nazionale, provarono a portare Provedel al Napoli.

Provedel, i complimenti di Buffon

Martedì notte, nella zona mista dell’Olimpico, quando ha sentito parlare di storia e di Champions, Ivan ha pensato a Buffon«Farei a cambio con un quarto della sua… Ci credevo, ho visto Luis Alberto, ci siamo guardati, di solito mette così la palla e mi sono infilato nello spazio. E’ andata bene e non voglio passare per quello che non sono. Il gol è stata un’emozione straordinaria, ma preferisco parare, vorrei evitare i gol, in questo periodo ne stiamo prendendo troppi». Ieri sono arrivati anche i complimenti di Gigi. Il nuovo capodelegazione dell’Italia a Coverciano aveva parlato dei portieri azzurri. «Provedel è stato il miglior portiere del campionato, Vicario sta andando fortissimo in Premier, Meret ha vinto lo scudetto. Poi ci sono altri giovani in gamba come Di Gregorio e Falcone. Diciamo che nel ruolo, se Donnarumma si fermasse per un raffreddore, siamo coperti».

“Milinkovic mi ha ispirato”

La storia sportiva di Provedel è conosciuta, ispirato al mito. Sartori, all’epoca diesse del Chievo, investì per primo sul suo talento. A Empoli l’altro passaggio decisivo in carriera, compreso il prestito alla Juve Stabia, dove non solo segnò di testa (il 7 febbraio 2020 al 95’, 2-2 con l’Ascoli) ma riuscì a rilanciarsi dimenticando un infortunio terribile: un chiodo lungo 28 centimetri e 2 viti per guarire la frattura alla tibia riportata l’anno prima durante un allenamento. Il resto lo ha fatto con Italiano e Thiago Motta nel Golfo dei Poeti, dove ha raggiunto la consacrazione. E’ il primo portiere nella storia della Lazio a segnare di testa, il secondo in Champions dopo Sinan Bolat nel 2009 al 95’ di Standard Liegi-Az Alkmaar (1-1). Identico risultato, una sola differenza. Ivan ha segnato saltando in terzo tempo come un cestista, un po’ alla Milinkovic, in certe partite centravanti aggiunto a Ciro. «Sì, Sergej mi ha ispirato. E sono sicuro sia contento per il mio gol. A chi lo dedico? Al bambino che sognava la Champions». Provedel non ha spiegato se da bambino sognasse un gol o una parata in Champions: per togliersi il dubbio, nel giro di pochi minuti, ha evitato lo 0-2 di Lino e ha firmato l’1-1. Doppia libidine.

Il mito di Lev Yashin

E’ cresciuto nel mito di Lev Yashin, andò persino a visitarne la tomba. Il leggendario numero uno dell’Unione Sovietica era vicino di casa dei nonni, che abitavano in Kutuzovskij Prospekt, una delle vie di scorrimento principale della città, sulle sponde del fiume Moscova. Ieri gli ha telefonato nonna Lidia da Mosca. Ivan non riesce a vederla dal 2018: la guerra dopo il Covid e l’operazione alla tibia. Mamma Elena vive in Veneto. Professoressa d’inglese, lavorava come inteprete per alcune aziende italiane: così conobbe papà Venanzio, in Russia per lavoro, prima di sposarsi e trasferirsi a Pordenone ispirato dal mito. Corriere dello Sport