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RASSEGNA STAMPA

Lazio, silenzio e musi lunghi a Formello: confronto Sarri-squadra rimandato a domani

Il Messaggero si concentra sulla debacle della Lazio alla prima giornata di campionato contro il Como. Dopo la sconfitta silenzio e musi lunghi a Formello, si legge sul quotidiano. Nessun confronto la mattina dopo tra l’allenatore, la dirigenza e la squadra. Discorsi rimandati a domani, a sangue ancora più freddo. Nel post partita Sarri si è già sfogato dicendo che la sua squadra non aveva fatto nulla di quanto preparato. 

Uno sfogo mirato a spronare i suoi uomini e a richiamarne l’orgoglio in vista della seconda uscita ufficiale, quella di domenica sera contro il Verona all’Olimpico. Il tecnico si è preso un giorno e mezzo di riflessioni prima di affrontare a tu per tu la squadra domani a Formello: Sarri pensa che i giocatori abbiano avuto paura e chiederà il riscatto proprio contro l’Hellas prima di cercare altre soluzioni.

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APPROFONDIMENTI SERIE A

Lazio, l’esordio a Como è una mattanza. Ed una prima risposta a chi racconta favole ai tifosi…

Non poter far mercato un vantaggio certo, ma se sei già forte. Non se hai già limiti evidenti di qualità, non se sei reduce da due settimi posti. La prima risposta vera del campo è glaciale nel suo significato; profonda nella differenza tra una piccola che a suon di investimenti e talento lavora per diventare grande ed una ex grande che nel tempo per i paletti del proprio club sembra sempre più una provinciale con pochissimi slanci di tecnica e carisma. E pensare che un anno fa a Como la Lazio fece manita. In pochi mesi è cambiato il mondo, logico e non troppo sorprendente perché nella vita e nel calcio c’è chi ha visione, ambizione e mezzi per crescere ed alzare il livello e chi che per proprie responsabilità, inadempienze e mancanza di risorse ha dovuto arrestare il proprio sviluppo. Dalla cinquina ad una mattanza, l’esordio sul lago di Como è stato un monologo comasco. Una lezione di intensità, coraggio, qualità. Quella di Nico Paz che ha squarciato una partita comunque dominata dall’inizio alla fine dai padroni di casa con due perle superiori. Assist in apertura secondo tempo con balletto annesso su Tavares ed un mancino da predestinato su punizione. Colpi, genio, visione, risolutezza, tutto quello che manca tremendamente a Sarri. La Lazio non propone, non pressa, non palleggia, riparte con pochi uomini perché difende bassa. Fa solo fase di non possesso, copertura delle linee di passaggio e la speranza di affondi a sorpresa. Contropiedi, si diceva una volta. Ma anche per quelli serve delicatezza nell’ultimo passaggio. Serve imprevedibilità e quelle giocate che a sprazzi arrivano solo dalla sinistra. Tavares finché c’è tenuta, Zaccagni a piccole dosi. Non certo da Dele-Bashiru, quasi un ectoplasma, ovviamente non da una mediana di corsa e confusione tecnica. Lo si nota nella proposta, ma anche quando c’è da costruire dal basso sotto la pressione avversaria. 

Alla fine per il Como, oltre alle tante occasioni costruite, il 69% di possesso, 19 tiri verso la porta contro 6, di cui uno solo in porta (a parte la rete annullata al Taty per una spalla in fuorigioco), quello sporco di Guendouzi al 35’. Ma soprattutto l’evidenza di una superiorità cristallina, per fluidità, coralità, mentalità, coraggio e cifra tecnica. Non solo Paz, gente come Da Cunha, Perrone, Jesus, per non parlare degli assenti Diao e Addai, nella Capitale non sarebbero comprimari. Ma punti forza. Ha vinto la squadra più forte, nessuna sorpresa. E questa è la cosa che fa più male. Crediamo anche a coloro che hanno trascorso una delle estati più indecorose della storia recente a raccontare che la stessa poteva trasformarsi in un vantaggio, un’occasione da cogliere. Gli stessi che adesso sposteranno il mirino su Sarri. Questo non è fare il bene della Lazio, guardare in faccia la realtà e non scadere nella mera propaganda di corte potrebbe essere un inizio. DB Radiosei

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ESCLUSIVE

‘9 GENNAIO’ – Camolese: “Lazio, a Como una battuta d’arresto. In attesa del mercato c’è la rosa giusta per Sarri” (AUDIO)

GIANCARLO CAMOLESE (ex calciatore Lazio ed attuale Vicepres. AIC) in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

“Il Como ha fatto una grande gara dopo aver fatto un grande mercato, con giocatori di grande qualità. Dalla Lazio ci si poteva aspettare qualcosa di più, ma all’inizio del campionato una battuta d’arresto ci può stare. Questo vale per tutti.

Credo che la Lazio ha una rosa di ottimo livello, poi è chiaro che quando sarà possibile sul mercato dovranno esserci degli aggiustamenti. Sarri avrebbe potuto dire la sua in tal senso, ma intanto credo che troverà un modo per far giocare bene la squadra. Penso che in rosa ci siano i giocatori per il suo calcio.

Roma è una città che amplifica molto, ma ci sono professionisti che sono in grado di reggere la pressione. A breve ci sarà un’altra gara con la possibilità di rifarsi davanti il proprio pubblico. Per le prime posizioni ci sono diverse variabili, ma non credo che la rosa sia discutibile.

E’ finito un ciclo importante, non sempre poi le cose vengono immediatamente. C’è la necessità di far crescere gli ultimi arrivati, dal punto di vista tecnico qualcosa si potrà correggere ma il tecnico è importante”.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Agostinelli: “Lazio globalmente inferiore al Como, ma a livello agonistico la squadra deve…” (AUDIO)

ANDREA AGOSTINELLI in collegamento a ‘NMM’

“Premesso che all’atto pratico il Como è una squadra molto tecnica, tra le migliori in tal senso del nostro campionato, devo dire che mi aspettavo una differenza tale. Anche se la Lazio, globalmente può essere inferiore, non può esserci uno scarto tale. La gara è come se non fosse stata giocata, la squadra di Sarri non l’ha proprio giocata e loro hanno fatto molto bene. La responsabilità è di giocatori e tecnico. Il fatto scatenante è l’assenza di quella voglia e determinazione che deve esserci contro una squadra tecnica come quella di Fabregas.

Sarri conosceva bene il Como, sapeva delle loro qualità, ma l’atteggiamento della propria squadra è stato davvero remissivo. Bisogna giocare bene e non c’è stato nessun giocatore della Lazio che l’ha fatto rispettando il proprio livello. Ovviamente è meglio la botta forte subito, ti fa subito capire il livello degli avversari e gli ingredienti che non possono mai mancare. Dal punto di vista agonistico serve di più.

Sapevamo che il Como fosse più avanti a livello di qualità, si può dire che ha vinto la squadra più forte e questo fa capire molto del momento storico della Lazio. La mia paura, ora, è che il blocco del mercato possa rappresentare un alibi per i giocatori. Devono tirare fuori un po’ più di carattere”.

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ARBITRI

In Como-Lazio la prima spiegazione degli arbitri, Casarin: “Bravo Manganiello, rapido e convincente”

“In Como-Lazio abbiamo avuto un arbitro bravo come Manganiello, ha diretto la gara in modo omogeneo per tutti i 90 minuti ed è stato il primo che ha spiegato al pubblico la decisione presa dopo la revisione al Var. Tutto è avvenuto rapidamente, in questi anni spesso si è sottolineata qualche lungaggine di troppo tra arbitro e Var. Ieri invece il Var si è fatto trovare pronto e attento e tutto è avvenuto in modo omogeneo e rapido. L’annuncio si è ridotto a una semplice frase, senza interruzioni, ha avuto il merito di togliere dubbi alla persone, informandole precisamente, è stato un inizio interessante. Spero continui così anche per situazioni più complesse”. Così l’ex arbitro e designatore Paolo Casarin, ai microfoni di Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1, ha commentato la prima storica spiegazione allo stadio da parte di un arbitro di una decisione presa con il Var. Protagonista Gianluca Manganiello, fischietto della partita Como-Lazio, che ha annunciato davanti al pubblico del Sinigaglia l’annullamento del gol di Castellanos per fuorigioco.

“Il grande stadio ha la capacità di turbare l’arbitro – ha aggiunto Casarin – ma se l’arbitro reagisce con un’informazione rapida, convincente e senza troppi giri di parole, l’accoglienza non può che essere positiva. La spiegazione è senza fare troppi giri di parole. Questo vuol dire che il Var si è fatto trovare presente, pronto e preparato”. L’ex direttore di gara ha poi parlato del tempo effettivo: “Si continua a giocare troppo poco – il commento di Casarin – non possiamo giocare 54 minuti di tempo effettivo. Dobbiamo arrivare almeno a 60 minuti, altrimenti sono tempi persi anche da parte dell’arbitro. La partita deve essere rapida”.

Sulla nuova regola degli otto secondi Casarin ha aggiunto: “Non aspettiamoci tanti corner, spero che qualcuno applichi questa regola. Non è fondamentale, ma aiuterebbe ad aumentare anche il tempo effettivo”. Rocchi ha invitato ad andare più spesso al monitor: “Ha ragione Rocchi. Chiunque deve avere sempre la sensazione che è l’arbitro che sta arbitrando. Il Var è un grande aiuto, fondamentale – ha concludo Casarin – ma è l’arbitro che deve prendere il comando della partita in maniera decisa e precisa. Negli ultimi anni non sempre è avvenuto”. (ANSA).

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, segnali allarmanti. Altro che vantaggio, il blocco del mercato un disastro storico…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Sono molto deluso dalla Lazio, a Como mi aspettavo tutta un’altra prestazione. La squadra di Fabregas ha dominato sotto tutti gli aspetti. Sarri era molto amareggiato, i segnali dell’esordio sono allarmanti. La situazione mi sembra abbastanza complessa, la reazione della squadra di fronte alla qualità del Como è stata molto pigra e timorosa. Non si può non essere preoccupati dopo questa prima giornata, anche se poi c’è stato il solito colpo di sfortuna visto il gol annullato a Castellanos per pochi centimetri. Siamo molto più concentrati sui segnali della squadra, tutto agita, dalla prestazione alla dichiarazioni del tecnico. Va detto che alcuni giocatori mancavano, l’assenza di Rovella è stata pesante, ma anche al Como mancavano alcuni elementi importanti.

Provstgaard è stato, forse, il migliore, ma Romagnoli è un pilastro della squadra. La fascia destra, da quando è stato ceduto Felipe Anderson, continua ad essere il punto debole della squadra. Tutta la catena, Lazzari non può più essere considerato un titolare.

Altro che vantaggio, il mercato bloccato è un disastro totale che resterà nella storia della Lazio. Il Como ha un progetto eccezionale, ieri hanno rifiutato 70 milioni di euro per Nico Paz. Ha respinto corteggiamenti di Inter e Roma per Fabregas, è un altro mondo. Il contrario esatto della Lazio. Come ha detto bene Sarri in conferenza stampa vince chi ha soldi ed investe.

Anche i giocatori si sono resi conto che quella di ieri non può essere una prestazione da Lazio. Chiaro che dirlo dopo è un’altra cosa, anche loro hanno le proprie responsabilità”.

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APPROFONDIMENTI

Lazio, il gap tecnico con il Como lo specchio di tante contraddizioni: Sarri è avvisato

“Troppo brutti per essere veri”. Si può riassumere così il commento della prima Lazio stagionale, con Maurizio Sarri che non si dice preoccupato ma sottolinea quanto la prova di ieri non possa essere la cartina di tornasole del valore della rosa biancoceleste. Al Sinigaglia è emerso un gap tecnico preoccupante tra le due squadre, ma chi si sorprende sbaglia perché basta vedere le caratteristiche delle due rose per capirne la diversa struttura. La Lazio un anno fa ha scelto di costruire un gruppo capace di giocare un calcio dinamico, fisico e di uno contro uno sulle indicazioni di Marco Baroni. L’aver affidato questo gruppo a un valorizzatore del possesso palla e della tecnica come Maurizio Sarri non può non portare a certe difficoltà. Fabregas si è costruito la rosa a sua immagine e somiglianza e quanto visto ieri certifica la candidatura del Como a seria pretendente per un posto in Europa.

“La Lazio deve puntare alla Champions” oppure “la Lazio non può non centrare l’Europa”. In un anno zero come questo la Lazio non può e non deve fare nulla. La Lazio dovrà capire che stagione vivrà, un’annata complicata per mille motivi. Il cambio dell’allenatore che però non è stato assecondato da un mercato che lo potesse accompagnare. Un progetto giovani che vede la Lazio come rosa più vecchia di tutta la Serie A. Una rivoluzione con gli stessi uomini dello scorso anno. Una serie di contraddizioni che non possono portare a nulla di buono. Ecco perché tutto il mondo Lazio, dalla società all’ambiente, deve capire che questa stagione servirà a gettare le basi per il futuro. Dovrà essere bravo Sarri a trovare il giusto equilibrio tra risultati e proposta di gioco, idee e concretezza, così da non buttare all’aria una stagione. Servirà fare punti e farlo con l’idea di gioco che accompagnerà la Lazio nel futuro. Un futuro che non potrà essere come quello disegnato dall’esordio del Sinigaglia. Tuttomercatoweb.com

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Rambaudi: “Sarri deve cambiare qualcosa, Lazio prevedibile. E sul mercato mancato…” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“I risultati non ci devono condizionare; qui purtroppo si analizzano i risultati del pre-campionato ma non sono mai troppo indicativi.

I calciatori del Como ieri sono stati più forti ma non sono più bravi.

Si deve cambiare qualcosa, così la Lazio è prevedibile. La differenza con gli altri anni di Sarri è che prima c’erano giocatori che che cambiavano la gara.

Non scarichiamo tutte le colpe sul mercato. Secondo me i giocatori ci sono, si deve trovare la soluzione. Si deve cambiare qualcosa, non si può sempre sperare che gli altri non facciano gol

Credo che la responsabilità sia di tutti ma il capitano della nave, Sarri, deve risistemare l’equipaggio; così i giocatori sono prevedibili.

Provedel? Me lo aspettavo, sul gol non credo sia colpa sua. Mandas è bravo ma deve essere un contesto più rassicurante, con delle prosseioni può andare in difficoltà”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, lo stallo del gol: serve uno scatto di determinazione per sopperire alla mancanza di qualità

La Lazio esce frastornata dalla sfida del Sinigaglia contro il Como. Tramortita dai colpi di una formazione, quella di Fabregas, in stato di grazia e con una qualità sopraffina. Ma c’è un dato, relativo ai gol, che preoccupa molto e che non accadeva dal 2021.

Come riporta il Corriere dello Sport nella sua edizione odierna, la Lazio non perdeva due partite di fila a zero dal 2021 (Lecce e Como). L’attacco biancoceleste è in sofferenza; si fa fatica a produrre azioni da gol e si fa ancora più fatica a farli. Castellanos non incide, Dia entra ed è sostanzialmente evanescente, Noslin tenuto fuori dalle rotazioni a Como e Pedro che con i suoi 38 anni non può toglierti ogni volte le castagne dal fuoco.

Serve capire la lezione, farne tesoro, rimettere i remi in acqua e tornare a remare più forti di prima. Alle porte c’è l’Hellas Verona, una sfida da non fallire. L’Olimpico sarà il dodicesimo uomo in campo, gli oltre 29mila abbonati vanno ripagati di tutto l’affetto e l’amore dimostrati. Serve uno scatto di orgoglio: dove non arriva la qualità, serve grinta e determinazione.

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DICHIARAZIONI

Como-Lazio, Sarri in conferenza: “Possiamo essere scarsi ma non docili. Ora non perdiamo la testa” (AUDIO)

La conferenza stampa di Maurizio Sarri dopo Como-Lazio:

È sembrata una lotta impari, su categorie e velocità diverse. Deluso o sconcertato?
“Oggi la lotta è stata impari, il tasso tecnico… non era un differenziale fisico. Abbiamo fatto fatica. Nel primo tempo tutti i palloni riconquistati sono stati degli avversari. Difficile uscire indenni in questo tipo di situazione. Sperando che questa sia stata una giornata no, perché di errori tecnici e scelte non logiche, è stata una brutta partita veramente. Contro una squadra che sapevamo fosse molto tecnica e forte nel palleggio. Non abbiamo fatto niente di quello che abbiamo deciso di fare. Sempre palla scoperta… già sono tecnici, così diventano ancora più tecnici. Fase di possesso disastrosa”.

Vede un progetto della Lazio un po’ diminuito come spessore? La Lazio è inferiore al Como?
“Se è vera la partita di oggi sì, netto. Dal punto di vista tecnico… dentro la partita qualche accelerazione può mettere in difficoltà ma se non sei dentro la partita è difficile. Speriamo sia una brutta giornata da parte nostra e che questo differenziale tecnico non sia reale. Anche se un po’ me l’aspettavo. Così è troppo…”.

Di solito i giocatori devono mettersi a disposizione, ma oggi è sembrato il contrario…
“Non so a cosa ti riferisca. Vediamo prima la realtà di questa squadra. Quanti giocatori avrei chiesto se avessi potuto fare col mercato? Domanda tendenziosa e mi avvalgo della facoltà di non rispondere. Mi mettete nella posizione di creare imbarazzo ai miei giocatori. Non dobbiamo perderci in tante cose. Possiamo essere scarsi ma non docili”.

Cosa vi siete detti lei e Fabregas?
“Io Cesc l’ho trovato come l’anno scorso, quando il Como era in zona molto bassa di classifica. Gli dissi lo scorso ottobre che il Como sarebbe arrivato nelle prime dieci. Si vedeva l’impronta. Ora penso che il Como giochi uno dei calci più belli d’Italia”.

La preoccupazione c’è per stasera però…
“Aumenta sicuramente con il rischio di andare in eccesso in una fase di stagione in cui le brutte partite potrebbero essere all’ordine del giorno, con la moderazione del caso. Probabilmente tra due mesi non saremo più questi. Facciamo valutazioni ma senza perdere la testa”.

Che effetto le fa in un campo totalmente diverso dopo anni di distanza?
“Campo bellissimo, stadio piccolino ma la grandezza di una società la misuri dal terreno di gioco. E qui…”.

Bukowski dice che si ride e poi si riparte. È così?
“In certe cose è attendibile, in altre… (ride, ndr). Siamo in una fase di stagione in cui la partita fallita completamente ci può anche stare. Analizziamo tutto, ma senza essere in discussione”.