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RASSEGNA STAMPA

Lazio, ora il derby: punto infortunati

Siamo entrati nella settimana del derby della Capitale tra Lazio e Roma e mister Baroni spera di avere a disposizione più giocatori possibili. Come riportato da Il Messaggero, hanno recuperato sia Lazzari, rimasto a riposo contro l’Atalanta per un affaticamento, e sia Patric, assente sabato scorso a causa di un attacco influenzale.

Dovranno ancora attendere per tornare in gruppo, invece, PedroNoslin e Vecino. L’attaccante spagnolo proverà a rientrare contro il Como, mentre Tijjani sino a venerdì aveva ancora le stampelle. Vecino tornerà a febbraio.

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DICHIARAZIONI

Rovella: “Amareggiati dal gol preso nel finale, ma continuiamo così. Derby? Ci faremo trovare pronti”

Finisce 1-1 all’Olimpico tra Lazio e Atalanta. In conferenza stampa Rovella ha analizzato il pari dell’Olimpico:

C’è l’amarezza di aver preso il gol nel finale, forse ci siamo abbassati troppo. Ma la strada è giusta, dobbiamo continuare così. Abbiamo l’amaro in bocca, ma continuiamo così.

Dele? Sicuramente il mister risponde meglio di me. Ad ogni modo, è un ottimo giocatore, ha qualità fisiche. Sta crescendo. Aveva già fatto bene anche in Europa e lo ha fatto anche stasera. Siamo contenti di averlo in squadra con noi.

I nostri obiettivi non cambiano, guardiamo gara dopo gara. Abbiamo tre competizioni e vogliamo pensare partita dopo partita, come ci dice il mister.

Derby? Il gruppo sa l’importanza di questa partita. Ci faremo trovare pronti.

Abbiamo fatto un grande primo tempo oggi, abbiamo speso tanto e l’Atalanta è un’ottima squadra quindi nel finale eravamo un po’ stanchi. Tuttavia abbiamo combattuto e ce lo hanno riconosciuto anche i tifosi e questa è la cosa più importante.

Derby? Sarà una partita diversa dalle altre. Anche lo scorso anno la vivevo in maniera particolare perché avevo compagni che mi avevano trasmesso l’importanza della sfida. Partita importante, ci teniamo a vincerla.

Siamo all’inizio di un percorso. Possiamo crescere tanto. Lo step successivo è la crescita individuale che aiuta poi il gruppo a crescere. Il mister è bravo in questo“.

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DICHIARAZIONI

Romagnoli: “Peccato, potevamo chiuderla prima. E sul derby…”

La Lazio pareggia 1-1 contro l’Atalanta all’Olimpico. Il difensore biancoceleste Alessio Romagnoli a Lazio Style ha così commentato il pari:

Abbiamo fatto un gran primo tempo, poi siamo leggermente calati. Peccato perché potevamo chiuderla prima, quando non sfrutti alcune occasioni è normale pareggiarla. L’importante è che siamo stati bravi, abbiamo girato bene la palla e siamo stai anche concentrati dietro. Quell’episodio contro l’Inter è successo, l’importante era non disunirci.

Dobbiamo avere la voglia di migliorare giorno per giorno per il nostro obiettivo che è quello dia arrivare in champions. Sarà bello ed emozionante il derby, sappiamo di poter fare bene, ma dobbiamo stare concentrati. Siamo riconoscenti al mister intanto perchè una persona buonissima e poi è un tecnico preparato, con grandi concetti; ci dà quell’equilibrio che a noi serve e noi o ripaghiamo giocando anche per lui. L’importante è che tutti remino dalla stessa parte cpme sta accadendo“.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Punto infermeria, Cardone: “Pedro out anche nel derby, Noslin solo con l’Atalanta, Romagnoli e Dia gestibili…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Pedro va considerato out anche per il derby, potrebbe saltare anche la gara contro il Como. Dallo staff sanitario della Lazio mi dicono che si tratta di uno stop di venti giorni, la classica tempistica di una lesione di primo grado. Inutile, in questo contesto, sostenere che sia in dubbio per il match con la Roma. Per quanto riguarda Noslin, il trauma contusivo-distorsivo lo escluderà dal match di sabato con l’Atalanta ma dovrebbe farcela per il derby. Ci sono altri giocatori con problemi come Romagnoli. C’è un fastidio all’adduttore, ieri era scattato l’allarme ma sembra una situazione gestibile già per l’Atalanta. Anche Dia, nonostante il fastidio alla caviglia dovrebbe essere a disposizione sabato”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, per Pedro anche il derby a rischio: la situazione

Brutte notizie da Villa Mafalda, ma poteva andare anche peggio. Lecce ha lasciato il segno. Fuori Vecino, Baroni ne ha persi altri due per l’AtalantaNoslin si ferma per una settimana: il trauma contusivo al malleolo richiede riposo e terapie, ieri ai controlli si è presentato con le stampelle. Non può ancora appoggiare il piede a terra. Impossibile vederlo rientrare in tempo utile per sabato sera, quando all’Olimpico si presenterà la Dea. Pedro, invece, si è stirato. Nel finale di partita al Via del Mare ha sentito “pizzicare” dietro la coscia: la risonanza magnetica ha evidenziato un primo grado al bicipite femorale. I tempi classici richiedono due o tre settimane di stop. Da Formello filtra un cauto ottimismo, potrebbero bastare una decina di giorni. «Lesione di basso grado al semimembranoso della coscia destra» si legge nel comunicato diffuso dal club in serata.

Si tratta di una previsione da confermare. Il fuoriclasse spagnolo ha cercato di spegnere gli allarmi lasciando la clinica romana: «Sto bene». Salterà l’Atalanta, farà di tutto per rimettersi a disposizione per il derby, la partita a cui tiene di più, in calendario domenica 5 gennaio. Mancano dodici o tredici giorni, i tempi sono strettissimi, vedremo se Pedro e lo staff medico della Lazio riusciranno nell’impresa di anticipare il recupero. Lo spagnolo, 37 anni compiuti a luglio, ha giocato e rigiocato. Era fatale che si fermasse. Ora c’è bisogno di preservarlo ed evitare ulteriori stop. Era in formissima, il suo ingresso è stato determinante anche a Lecce. Suo il cross da cui è nato il raddoppio di Marusic. Inutile dire quanto Pedro abbia pesato nel cammino entusiasmante della Lazio: 7 gol e 4 assist tra campionato, Coppa Italia ed Europa League, mettendo il punto esclamativo con un bellissimo sinistro a giro sull’impresa di Amsterdam. Assenza pesantissima contro l’Atalanta. Sarebbe doloroso, per il tecnico e il popolo biancoceleste, se dovesse saltare il derby con la Roma. Corriere dello Sport

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Delio Rossi: “Della Lazio attuale avrei voluto allenare Pedro. Derby vinto 3-0? Vi racconto un aneddoto…” (AUDIO)

DELIO ROSSI in collegamento a ‘NMM’

Il problema dei nazionali, soprattutto se vanno dall’altra parte del mondo, è che si sobbarcano un viaggio lungo, tornano a parlare la loro lingua e spesso rilasciano dichiarazioni errate, quindi la loro gestione sicuramente non è facile. Per di più c’è sempre il rischio di infortuni, legato anche al fatto che tornano in famiglia e mangiano in un’altra maniera e si allenano in un altro modo. Fare movimenti diversi crea stress, altrimenti non si spiegherebbero tutti questi stop.

Pellegrini sta facendo bene, ma Tavares è determinante; non averlo per 2-3 gare diventa complicato, perdi punti. Per i calciatori la Nazionale è motivo di vanto, ma bisogna sempre vedere come tornano.

Chevanton rientrava sempre tardi e voleva sempre giocare, ma questo dipende dai calciatori. C’è chi è più pauroso e chi va in campo comunque. I giocatori di alto livello non stanno mai al 100% viste le gare ravvicinate ed i ritmi di gioco, poi c’è chi riesce a gestire gli acciacchi, chi ci va sopra, chi devi invece frenare per evitare poi di perderlo a lungo. Miccoli? Era l’unico calciatore che quando segnava contro il Lecce piangeva, quindi non lo facevo mai giocare in quella partita. Gli voglio bene, è superficiale ma ha vissuto una storia con cui non c’entra niente.

Chi avrei voluto allenare dell’attuale Lazio? Pedro. Se vado indietro Milinkovic, Klose e Leiva. Con Pedro non avrebbe giocato Zarate. Ho avuto Pandev, Rocchi, Ledesma, Liverani, Peruzzi, Kolarov, Oddo, Lichtsteiner. Gila sicuramente se la giocava con questi, ma chi mi avrebbe fatto fare il salto di qualità sono quelli elencati.

La Lazio se fa bene arriva quarta, se va male settima. Il discorso delle Coppe lo abbiamo già fatto: ora se la gioca con tutti, dobbiamo poi vedere come starà a marzo. Per adesso la vedo favorita per fare bene in campionato.

Lite con Ljajic? Ho allenato gli slavi, quindi so cosa mi ha detto. Quando succedono queste cose la maggior parte delle volte si dà un giudizio lapidario ma per giudicare devi vivere il momento. Sono situazioni che vanno contestualizzate.

Il derby che ricordo con più enfasi è quello del 3-2, con il gol di Behrami. Sicuramente non è il più bello, ma il più emozionante. Quello del 3-0 è più bello esteticamente, così come quello del 4-2.

Il giovedì eravamo soliti fare una partitella con una squadra locale, quindi c’erano le porte aperte ai tifosi. I miei figli erano fuori e il giovedì prima del derby vinto 3-0 mia figlia scese a Roma da Milano. Dopo aver fatto compere con la mia famiglia, rimasi imbottigliato nel traffico e alle 17.45 ero ancora a qualche chilometro da Formello. Mi arrabbiai con tutta la mia famiglia e chiamai Manzini per informarlo del ritardo. Mi mandò due motociclisti per darmi la possibilità di arrivare al campo. Arrivo e nel frattempo il mio secondo mi chiedeva la formazione. Ero al campo con mezz’ora di ritardo, i tifosi pensavano ad una tattica pre-derby e così al derby successivo credevano che non arrivassi per la partitella del giovedì.

La settimana del derby è la più facile, se hai la squadra con un minimo di sangue nelle vene, si prepara da sola la sfida. Tu devi fare il contrario: far divertire i giocatori per non farli arrivare scarichi alla stracittadina. Il problema è quando incontri una squadra inferiore“.

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SERIE A

Anticipi e positivi, torna il derby in notturna: i dettagli

Il derby Roma-Lazio torna in notturna. Dopo giorni di vertice tra il capo della Polizia, la Questura e l’Osservatorio, si è deciso di dare l’ok. Anche perché, trattandosi di gennaio (la partita è in programma il 5) non sarebbe cambiato molto rispetto alla disputa alle 18. Quindi la scelta era: o le 15, con la luce del giorno, o la sera. 

Derby in notturna, quando l’ultima volta

Tecnicamente non si gioca un derby in notturna dal 2021, ma fa poco testo, visto che era l’epoca del Covid e gli stadi erano chiusi. Con i tifosi presenti non si gioca alle 20.45 dal 2 marzo 2019, una vita fa. Oggi la decisione presa dal Prefetto Giannini, da Vittorio Pisani (capo della polizia) e dal suo vice Carmine Belfiore, dal Questore Roberto Massucci e da Maurizio Improta, presidente dell’Osservatorio per dare un segnale distensivo: il derby è “solo” una partita di calcio. E come tale, come tutti i big match, si può giocare di sera. 

Derby Roma-Lazio, la data ufficiale

La Lega ha quindi ufficialmente comunicato oggi gli anticipi e i posticipi della diciannovesima e della ventesima giornata. La prima partita di campionato del 2025 si giocherà sabato 4 gennaio alle 15.00 e metterà di fronte Venezia ed Empoli, seguita alle 18.00 da Fiorentina-Napoli e alle 20.45 da Hellas Verona-Udinese. Domenica all’ora di pranzo in campo Monza e Cagliari, mentre nel pomeriggio si giocheranno prima Lecce-Genoa, alle 15.00, e poi Torino-Parma, alle 18.00. Roma-Lazio, in programma all’Olimpico alle 20.45, chiuderà il week end di Serie A Enilive, visto che le partite che coinvolgono le quattro squadre impegnate a Riyadh nella EA SPORTS FC SUPERCUP (Inter-Atalanta e Juve-Milan in programma 2 e 3 gennaio alle 20.00 ore italiane, finale il 6 gennaio alla stessa ora) sono state programmate martedì 14 e mercoledì 15 gennaio.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – 45 anni dopo, Paparelli: “L’odio non va alimentato, alla fine l’amore vince sempre” (AUDIO)

GABRIELE PAPARELLI in collegamento a ‘NMM’!

“E’ enorme l’amore che sto ricevendo, sono quasi basito e stupito. Dopo 45 anni la tragica scomparsa di mio padre continuo questo affetto da parte di tutto il mondo Lazio che mi lascia senza parole. Alla fine l’amore vince sempre, del resto ci importa relativamente. Noi siamo persone differenti, il ricordo è alla base di tutto e ringrazio per le emozioni che ci abbracciano. L’obiettivo dei miei sforzi è stato sempre quello di non alimentare l’odio, ma di far capire quanto sia bello vivere un evento sportivo e quanto sia assurdo perdere la vita allo stadio. Avendo vissuto un dolore così forte non poteva cedere ad alcune tentazioni. L’atmosfera dell’Olimpico ieri contro il Genoa era bellissima, quello è l’esempio da seguire”.

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APPROFONDIMENTI

Paparelli, 28 ottobre e un dolore mai svanito

E rieccoci qui, al 28 ottobre. Una data che per sempre, per tutti i tifosi laziali, riporterà con la mente a quanto accaduto nel 1979. Quel giorno doveva essere uno come tanti altri in cui si giocava il derby della Capitale, Roma contro Lazio, per una rivalità che avrebbe incendiato il cuore della città in 90 minuti di emozioni forti. Ma quella partita resterà nella storia per un tragico fatto di cronaca, perché prima ancora che il fischio d’inizio risuonasse nell’Olimpico, accadde qualcosa che nessuno avrebbe mai potuto dimenticare. Vincenzo Paparelli, tifoso laziale, pagò con la vita un assurdo atto di violenza.

Paparelli, un simbolo

Quella giornata segna una ferita aperta, un trauma che ancora oggi, a distanza di 45 anni, rimane una pagina terribile della storia del calcio. Vincenzo Paparelli era un uomo comune, un lavoratore, un padre di famiglia. Viveva la sua passione per la Lazio con il cuore e l’anima. E in quella domenica di fine ottobre, in un’epoca in cui le rivalità calcistiche, anche se già accese, non avevano ancora raggiunto i livelli di violenza che purtroppo oggi conosciamo, si trovava seduto in Curva Nord, insieme a migliaia di altri tifosi, in attesa che la partita iniziasse. Un istante, uno soltanto, e cambiò tutto. Un razzo sparato dalla Curva Sud lo colpì mortalmente. Non c’era motivo, non c’era logica. Solo un atto di cieca incoscienza, un gesto che gli strappò via la vita. Da quel giorno, tra quei gradoni dell’Olimpico, resta un vuoto incolmabile. Paparelli divenne immediatamente il simbolo del tifoso innocente, di quella parte del calcio che vive di passione e amore per la squadra, e che non avrebbe mai dovuto trovarsi al centro di una violenza insensata.

Paparelli nei cuori dei tifosi

La sua morte segnò un punto di svolta, un momento di consapevolezza per tutto il calcio italiano, sebbene ancora oggi ci sia qualche idiota che “celebra” la ricorrenza con abominevoli scritte sui muri di Roma. A distanza di 45 anni, Vincenzo Paparelli è ancora lì, nei cuori di chi vive la Lazio con la stessa passione che lui nutriva. Il suo nome è scolpito nella memoria collettiva del calcio italiano, un ricordo doloroso ma necessario. La sua storia è un inno alla pace e al rispetto. È un simbolo eterno di cosa significa essere tifosi nel senso più puro. La sua tragedia è una ferita che mai si rimarginerà, ma il suo rico do vive nelle voci della Curva Nord. Ogni derby. Ogni partita. Ogni 28 ottobre. Corriere dello Sport

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DICHIARAZIONI

Guendouzi: “Lazio bella squadra, mi diverto. Greenwood super giocatore. Sarri ok, Tudor meno. Poi su Dybala…”

Sono molto felice qui, sta andando bene. Mi diverto, gioco l’Europa League e ho una bella squadra. Gioco con dei giocatori con cui ho giocato all’Olympique come Nuno Tavares e Samuel Gigot. Adesso penso al presente e il presente è la Lazio”. Così Matteo Guendouzi ai microfoni di FreeFoot, portale francese con il quale il centrocampista biancoceleste ha ripercorso gli ultimi mesi nella Lazio, i cambi in panchina e anche il tormentone di mercato che ha coinvolto biancocelesti ed OM: “Greenwood un super giocatore che ha delle bellissime qualità e numeri, credo che sia il miglior attaccante della Ligue attualmente. So che la Lazio lo voleva questa estate, c’è stata una piccola disputa per quanto lo riguarda e lui ha deciso di firmare per l’Olympique. Bene per il club perché è un giocatore che farà bene. La scelta dei giocatori a fine stagione viene fatta in base ai risultati ottenuti e alle aspettative”.

Sul passaggio da Sarri a Tudor: “Apprezzo molto lo stile del primo perché devi sempre avere possesso palla e fare giocate, attaccare forte in porta verso l’obiettivo. Ho fatto molti progressi a livello tattico con lui e poi è tornato Igor Tudor. Il suo non è il calcio che amo di più, ma bisogna adattarsi a qualsiasi sistema di gioco. Sono sicuro che è stato un momento non troppo felice”.

Sul derby e l’alterco con Dybala: “È un match veramente molto importante per tutti, per la società e per tutti quelli che amano la Lazio. È un’atmosfera che raramente ho vissuto e ho cercato di fare del mio meglio giocando gare importanti che non ho mai disputato in Francia e in Inghilterra. Questo derby va oltre in termini di entusiasmo anche sul terreno di gioco. Io darò sempre tutto per il mio club e per me perché è la cosa più importante. Dybala mi ha dato un colpo, poi ha visto che stavano vincendo e si è un po’ allargato. Non mi è piaciuto e l’ho preso con le mie mani al viso. Non sono cose che vanno fatte, ma lui ne ha approfittato per mostrarmi il suo proteggi tibia che per lui era sinonimo di vittoria con l’Argentina campione del Mondo. Questo però è il derby e poco importa chi hai di fronte. Io mi batterò sempre”.