Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Giordano: “Non era una questione di modulo, il derby l’ha confermato. Squadra scombussolata dal cambio? Calciatori, basta alibi!” (AUDIO)

BRUNO GIORDANO in collegamento a ‘NMM’!

Il derby ha confermato che non è mai stato un problema di moduli ma di forma dei calciatori. Rare eccezioni le abbiamo viste in Champions in cui l’ambiente era talmente trainante da esser in grado di sopperire. Ora bisogna essere calmi, finire nel modo migliore questa stagione per programmare al meglio la prossima. Inutile, adesso, dare sentenze affrettate su Tudor che ora deve solo fare in modo che con gli ultimi risultati si possa ritrovare serenità ed i presupposti giusti. Poi un tecnico può sbagliare, come ha fatto Inzaghi prima e Sarri poi, ma è necessario che nei momenti di difficoltà si resti lucidi ed equilibrati. Se i migliori calciatori della rosa avessero ripetuto il rendimento della scorsa stagione ora la Lazio non sarebbe in questa situazione. La non forma del calciatore ti porta a pensare che l’aspetto negativo è dettato dai tecnici, ma non è così.

Squadra scombussolata dall’addio di Sarri? E allora cosa dovrebbero dire i giocatori del Verona o della Roma? Siamo anche noi che non dobbiamo continuare a fornire alibi. Il giocatore se ha questo possibilità ci sguazza. E’ giusto che il tifoso si aspetti sempre grandi prestazione, anche in questo finale di stagione. Se non riusciranno a fornirle, sarà un loro problema. Tudor ora sta cercando di trasmettere le proprie type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idee, spetta a loro in campo recepirle. Non ci sono riusciti con Sarri e forse ancora non ci stanno riuscendo con il nuovo tecnico. Tre partite sono nulla e purtroppo gli sono capitate tre partite toste.

Io non credo che il calcio di Tudor sia rischioso. Magari posso non essere d’accordo sull’esclusione all’intervallo di Isaksen che a me è sembrato il più ispirato nel primo tempo. Oppure posso avere dei dubbi sulla posizione in cui viene impiegato Anderson. Mi sembra un po’ emarginato in quella zona di campo. Detto questo non ho particolari dubbi sul sistema. Certo che i calciatori devono essere messi nelle loro zone di competenza per potersi esprime al massimo. Gli esperimenti non devi farli nei momenti di difficoltà, forse da questo punto di vista un minimo di forzatura da parte sua c’è stata. Magari la vittoria in campionato con la Juventus gli ha dato quelle certezze che lo hanno portato ad entrare un po’ a gamba tesa”.

https://podcasters.spotify.com/pod/show/radiosei98100/embed/episodes/Bruno-Giordano-08042024-e2i4hbs/a-ab589qf
Categorie
RASSEGNA STAMPA

Lazio, Tudor ed il sottile limite tra coraggio e presunzione. Già sotto processo anche per le dichiarazioni

Storia di un ko annunciato. Non solo per la legge delle statistiche e dei grandi numeri, che difficilmente avrebbero potuto regalare la quinta vittoria negli ultimi sette derby, ma anche e soprattutto per il doppio cambio tecnico a Trigoria e a Formello. Dopo una sconfitta nel 2021, Sarri aveva eguagliato il record di Eriksson senza sbagliare mai la strategia né un colpo contro Mourinho. Sabato Mau si è lasciato scappare solo un commento sul divano, davanti alla tv a Castelfranco: «Purtroppo stavolta la Roma ha fatto la Lazio». Tudor non ha ancora capito la stracittadina, non è uscito dal centro sportivo, è passato troppo poco tempo. Preoccupa invece il presente ormai andato e il futurok in arrivo. Sia pure senza il suo curriculum, Igor si sta mostrando ben più integralista del suo predecessore toscano, che si era invece adattato alle caratteristiche dei giocatori della Lazio. Lo dimostra l’immediata intransigenza sul 3-4-2-1, ma anche la formazione ardita schierata sabato, senza Zaccagni, con Luis Alberto in panchina, e Casale, Vecino e Immobile in campo. Il calcio di Tudor è intenso, verticale, veloce e atletico, ancora più incompatibile di quello di Sarri con questo organico. È chiaro, bisognerà attendere il prossimo mercato per esprimere un giudizio definitivo, ma il tecnico croato non ha aspettato: è sbarcato e ha deciso di fare subito gli esperimenti, gettando così al vento le prime due partite su tre (manca la semifinale di ritorno in Coppa Italia contro la Juve) che avrebbero potuto ancora dare un senso alla stagione in corso e mantenere più viva la speranza di una qualificazione in Europa, fondamentale per avere un tesoretto in più e la certezza di una vera rivoluzione della rosa a giugno.

LA DIPLOMAZIA

Sabato pomeriggio c’era Martusciello (ancora sotto contratto sino al 2025) all’Olimpico. Forse si poteva puntare sull’ex vice-Sarri o su un traghettatore votato al 4-3-3 rodato quasi un triennio, invece di ritrovarsi in corsa con un ibrido. Forse si sarebbe dovuto scegliere con calma a fine maggio, quando sarebbero tornati in ballo anche Palladino e Italiano. A marzo era disponibile solo Tudor. E ora determinate sue scelte non convincono nemmeno la società, contrariata anche dal cambio Isaksen-Pedro all’intervallo. Nessuno adesso può pubblicamente ammetterlo, farlo sarebbe deleterio. Lotito non può certo tornare indietro, anzi è pronto a tornare a Formello per stargli più vicino: «Sono le prime partite, il nuovo allenatore sta studiando per capire qual è l’assetto giusto della squadra, che è nelle condizioni di poter fare bene ha commentato ieri il patron alla presentazione della nuova segreteria di Forza Italia nella Capitale ma, dal punto di vista del gioco nel derby, avremmo meritato un pareggio». Impossibile senza tirare in porta, anzi beccando una sola volta lo specchio con un tiro sterile da lontano di Castellanos. In tre partite, la nuova Lazio di Tudor ha trovato una sola rete al 93′. Quella rondine al debutto non ha cambiato questa Primavera, né l’antico mal di gol. Anzi, col cambio tecnico, alla sterilità offensiva si è aggiunta pura un’ulteriore fragilità dietro, legata al caos tattico, alla marcatura a uomo (vedi Romagnoli su Mancini sul calcio d’angolo) e ai giocatori fuori ruolo (vedi Felipe Anderson terzino).

IL PROCESSO

È sottile il limite fra presunzione e coraggio. E infatti i tifosi già mettono Tudor sotto processo: «All’esordio ha detto che doveva arrivare lui per capire che Marusic era un’ala, una frase già da fenomeno. Deve fare le cose semplici, perché chi lo ha preceduto non era una stupido. Pure Inzaghi aveva sempre fatto il 4-3-3 con la Primavera e, appena subentrato a Pioli, ha capito di avere i giocatori da 3-5-2 ed è passato a quello», si legge fra i commenti social del giorno dopo. Ecco perché la stracittadina non è «una partita come un’altra» e può cambiare subito un destino. Non sono piaciute nemmeno alcune dichiarazioni di Igor: «Dire che la Roma era troppo per la Lazio non è una frase di uno che ha una mentalità vincente, specie dopo aver regalato il primo tempo». È cambiato l’allenatore, mica la squadra di Sarri o il vento dopo un derby perso. Il Messaggero

Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Corino: “Il derby è lo specchio della stagione. I giocatori non credono in ciò che fanno” (AUDIO)

Il derby è lo specchio della stagione… LUIGI CORINO in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Sabato abbiamo avuto l’evidenza che il derby è lo specchio della stagione. Puoi cambiare anche 10 allenatori, ma non è quello il problema. Sono solo le conseguenze della stagione della Lazio che è partita male e sta finendo peggio. Siamo inconcludenti. Avevamo una grande occasione per fare il salto di qualità, ma come è già accaduto in passato, abbiamo fatto un passo indietro. Purtroppo per me la stagione è finita.

Gli unici a crederci nel prosieguo della stagione, sono i tifosi che riempiono lo stadio. Chi mi sembra invece non crederci sono i giocatori. Siamo sicuri che loro credano in quello che fanno? Non mi danno la sensazione di reagire a questo brutto periodo che abbiamo passato. A parte la Champions, la squadra anche con Tudor sta continuando a fare prestazioni mediocri. La Roma non ha fatto molto per vincere il derby, ma noi ancora di meno.

Non so cosa si sia creato all’interno della squadra. Non pensavo di confermare il secondo posto, ma nemmeno vedere una squadra senza rabbia e cattiveria agonistica. E questo al di là dell’organizzazione di Tudor e di Sarri.

Non sono convinto che Lotito abbia messo tutto in mano a Fabiani, bisognerà vedere questa estate sul mercato”.

Alessio Buzzanca

Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone e le responsabilità di Tudor nel derby: “Almeno tre errori di formazione evidenti ed eccesso di aggressività a tutto campo” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Il derby è stata una partita orrenda sotto ogni punto di vista, in particolare dal punto di vista tecnico-tattico. La formazione non l’ho capita, già nel giorno della vigilia quando si erano palesate le intenzioni di Tudor avevo delle perplessità. Per quanto mi riguarda ci sono stati 3-4 errori evidenti nelle scelte. Penso a Cataldi che la stracittadina l’ha sempre interpretata bene, ma anche alla panchina di Luis Alberto e quella di Patric. Mi riferisco anche all’utilizzo di Immobile dall’inizio. Viste le sue condizioni non ottimali, poteva essere una scelta giusta questa di concedergli l’ultima parte di gara con un contesto tattico più agevole. Mi auguravo, tra l’altro, che ci fosse un piano partita più furbo, minori spazzi concessi alla Roma, limitando l’eccesso di aggressività a tutto campo. Poi va detto che la rete che ha deciso il derby è arrivato su un calcio piazzato.

Complessivamente, sono stati fatti degli errori a tutti i livelli per stare nove punti dietro una Roma che non ritengo assolutamente superiore alla Lazio per valori tecnici. I loro giocatori più forti, Dybala e Lukaku, di fatto nel derby non hanno inciso. C’è da aggiungere che c’è stata una sottovalutazione clamorosa che la vecchia guardia della Lazio fosse arrivata al punto di arrivo. Sto contestando molto di sostiene che la stagione è finita. C’è delusione anche per il derby, ma metterla su questo piano vuol dire che non c’è aderenza con la realtà. L’Atalanta è a quattro punti con una partita in meno e c’è la possibilità di provarci con la Juventus che resta ovviamente favoritissima in Coppa. E’ dura, ma non finita. La premessa che andare in Europa League è importantissimo per la Lazio“.

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Luis Alberto, 98′ con Tudor: il Mago sta scivolando via dal progetto

Appena 98 minuti complessivi in 3 partite. Solo 26 considerando esclusivamente il campionato. È questo il magro bottino che descrive alla perfezione l’attuale dimensione di Luis Alberto. Il Mago, di fatto, è diventato una delle ultime scelte a centrocampo nella nuova gestione Tudor. Nel 3-4-2-1 del tecnico croato, in linea teorica lo spagnolo potrebbe occupare sia il ruolo di interno che, soprattutto, di trequartista. Nonostante questo sta faticando parecchio a ritagliarsi il suo spazio.

Tudor, la scelta su Luis Alberto 

Era riuscito a mettersi in mostra nei primi giorni di insediamento del nuovo allenatore, che ne aveva messo in evidenza la disponibilità e lo spirito giusto. Poi, però, qualcosa deve essere andato storto, o semplicemente il croato ha ritenuto gli altri giocatori a disposizione più funzionali per il suo progetto, capaci di garantire più rapidità e cambio di passo, movimenti anche spalle alla porta. Quello che offre Kamada, ad esempio, che al contrario «ha le doti giuste, è un giocatore forte», come spiegato dal mister. E infatti ha messo insieme 188 minuti nelle stesse partite, di cui 170 nelle sfide in Serie A con Juventus e Roma. Già, il derby, probabilmente la partita in cui più delle altre Luis Alberto avrebbe voluto lasciare il segno. Nel corso del secondo tempo, mentre si scaldava, ha cercato più volte di far incrociare il suo sguardo con quello di Tudor, sperando di ottenere un cenno, un invito a togliersi la tuta per entrare in campo. Ha dovuto attendere fino al 70′, però, per riceverlo. A disposizione ha avuto solo i 20 minuti finali, non abbastanza per entrare in gara e inventarsi qualche magia.

Luis Alberto più lontano del progetto Lazio

Una situazione che difficilmente, dentro di sé, lo spagnolo starà vivendo serenamente. È un calciatore abituato a essere al centro della Lazio, l’uomo più talentuoso della squadra e capace di fare la differenza con le sue giocate, con i suoi assist, con i suoi gol. Quando il suo status viene messo in discussione, ne risente sia a livello tecnico che mentale. Un segnale, forse, analizzando i fatti con un po’ di malizia, si era già visto alla vigilia del debutto del nuovo allenatore sulla panchina della Lazio, quando Luis Alberto (dopo aver saputo della sua esclusione dalla formazione titolare) aveva saltato l’allenamento per un affaticamento. Un problema che comunque non gli aveva impedito di finire nella lista dei convocati il giorno successivo e addirittura entrare nei 6 minuti finali del match di campionato vinto contro la Juventus. Nella gara successiva (quella di Coppa Italia sempre con i bianconeri) era stato scelto per la prima volta (e al momento unica) tra i titolari, per poi tornare a sedersi in panchina nel derby. La sensazione è che stia scivolando gradualmente sempre più fuori dal progetto. Servirebbe una magia delle sue, un veloce adattamento alle nuove richieste di Tudor, per cambiare l’inerzia e non essere più considerato tra le ultime scelte. Una dimensione in cui uno come lui fatica a restare. Corriere dello Sport

Categorie
DICHIARAZIONI

Derby, Lotito: “Sono le prime gare di Tudor, sta studiando per capire…”

Il presidente della Lazio Claudio Lotitotorna sul derby, vinto dalla Roma per 1-0 grazie alla rete di Mancini. Secondo il patron biancoceleste, “dal punto di vista del gioco forse la Lazio avrebbe meritato un pareggio”. Lotito, intervenuto alla presentazione della nuova segreteria di Forza Italia Roma, ha poi parlato del tecnico Igor Tudor. “Sono le prime partite, sta studiando per capire qual è l’assetto giusto della squadra che è nelle condizioni di poter fare bene”.

Il patron della Lazio è poi tornato sugliscontri registrati prima della partita: ” Siamo contro la violenza. La combattiamo e mi sembra di essere l’emblema di questo. Ho messo in atto azioni per reprimere e prevenire questi episodi”.

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Sarri, il derby dalla Toscana: “Purtroppo questa volta la Roma ha fatto la Lazio”

Maurizio Sarri ha assistito al primo derby della Capitale da spettatore. L’ex tecnico della Lazio non era allo stadio, ma ha visto la partita dal divano di casa sua a Castelfranco. Lui che era diventato quasi un talismano con 4 successi, un pari e un ko in 6 partite, ha visto i suoi ex ragazzi cedere alla Roma di De Rossi. Una stracittadina complicata decisa dal colpo di testa di Mancini. Il tecnico ha mandato solo un commento che è stato riportato dall’edizione odierna de Il Messaggero: «Purtroppo stavolta la Roma ha fatto la Lazio». In effetti la vittoria giallorossa di sabato ha ricordato quelle dello scorso anno delle aquile.

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Ravanelli a Pressing: “Pellegrini era da espellere”

Nell’ultima puntata di Pressing su Mediaset l’ex giocatore di Juventus e Lazio Fabrizio Ravanelli ha attaccato duramente l’operato di Guida in relazione all’intervento di Pellegrini su Felipe Anderson: “Espulsioni per Lecce e Bologna? Anche ieri al derby ne abbiamo vista un’altra! Quella su Pellegrini è una scelta clamorosa, parliamo anche di quella!” sono state le parole dell’attaccante perugino.

Alessio Buzzanca

Categorie
ESCLUSIVE

PAGELLE – Tudor, una formazione che non convince. Guendouzi fino all’ultimo, Gila è il migliore

Le pagelle di Roma-Lazio .La Lazio  perde il derby con la Roma e un solo gol decide una gara ,che i biancocelesti hanno giocato con scelte tecniche da rivedere ,poco carattere e tanta confusione.Pagella insufficiente.

Mandas – 5 ,5 Prestazione deludente, poteva fare di più sul colpo di testa di Mancini ,lasciato libero di colpire da Romagnoli.

Gila – 6 Ha dimostrato carattere ,impegnandosi al meglio.E’ stato lui ,con Guendouzi l’ultimo ad arrendersi.

Casale – 5 Solita prestazione ,ha fatto del suo meglio per marcare Lukaku,ma in fase di uscita ha dimostrato poca personalità.

Romagnoli – 4 Assolutamente non in giornata ,disattento e deleterio nell’azione del gol della Roma.

Marusic – 4,5 Al solito ,assolutamente inesistente ,nessuno spunto rilevante.

Anderson – 5 Anche oggi delude le aspettative, nessuna azione di rilievo.

Vecino – 5,5 A sprazzi prova ad impensierire la retroguardia della Roma; ma le poche conclusioni non vanno mai a buon fine

Guendouzi – 6 Combattente ,non si è mai arreso fino alla termine della gara, a volte ignorato dai compagni, ha dimostrato comunque di non mollare tenacemente fino alla fine.

Isaksen – 5 ,5 Qualche spunto interessante ,poco il tempo concessogli per valutare le sue reali potenzialità.

Kamada – 4,5 Giocatore misterioso,in campo non riesce a dimostrare di “che pasta è fatto”

Immobile – 4 Irriconoscibile ,unica occasione che gli concedono la spreca ,banalmente ,a dimostrazione delle sue attuali condizioni.

Tudor – 4 Prova ad inventare qualcosa di nuovo ,probabilmente ha fretta di applicare le sue type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idee, sbagliando oltretutto qualche scelta tecnica ,per una partita come il derby ,che va affrontata con un’attenzione e uno spirito diverso.

Categorie
ALTRE

Derby, Mancini predica bene e festeggia male: rischio squalifica? Immobile: “Questione di stile”

“Bisogna festeggiare senza mancare di rispetto agli avversari” ha detto Gianluca Mancini ai microfoni di DAZN al termine del derby ma le immagini parlano di altro. Alla fine della sfida che lo ha visto match winner, il numero 23 ha sventolato una bandiera biancoceleste che ritrae un topo a mò di sfottò. Come successo in passato, il vice capitano romanista potrebbe anche rischiare una squalifica dal giudice sportivo a cui non piacciono certi comportamenti.

“C’è modo e modo per esultare. C’è chi lo fa con stile e chi no. Noi non siamo stati bravi a mantenere il passo in certi momenti cruciali, per trovare il punto in più anche se non lo meriti. Tutto questo poi lo paghi”, le parole di capitan Immobile a fine gara.