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RASSEGNA STAMPA

Derby, cori a Lukaku: la Nord a rischio chiusura

Lancio di fumogeni, cori discriminatori, buu a Lukaku e bottiglietta in testa a Bove. Questo è un assaggio di ciò che è stato inserito nel referto di un derby volto alla guerriglia. Ora il documento è sotto le mani del giudice sportivo Gerardo Mastrandrea che tra oggi e domani emetterà una sentenza con relative multe. Il rischio però è che venga chiusa la Curva Nord, stessa pena che era stata inflitta dopo il derby dello scorso 19 marzo, per cori di matrice religiosa, e sospesa per 12 mesi. Ora in caso di recidiva non ci sarebbe scampo. Per di più la chiusura della curva verrebbe scontata in campionato e non in Coppa Italia, presumibilmente nel big-match contro il Napoli del 28 gennaio.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Giordano: “Furore e testa libera, derby meritato. Lazio superiore, nelle ultime quattro non ricordo parate vere…” (AUDIO)

BRUNO GIORDANO in collegamento a ‘NMM’!

“Era chiaro che sarebbe stato un derby deciso o comunque cambiato radicalmente dall’episodio. Il primo a segnare avrebbe avuto tante opportunità di vincere e specie nella ripresa la Lazio ha assolutamente meritato. L’unica pecca, forse, è che ha dato la sensazione di non essere troppo vogliosa di raddoppiare. Ha creato delle occasioni, molto bella quella che ha portato Vecino a tu per tu con Rui Patricio, ma spesso manca un po’ di cattiveria.

Ora la Lazio ha ritrovato totalmente la base di ogni ragionamento. Ora la testa è libera in virtù dei risultati ottenuti grazie ad un atteggiamento di furore ritrovato. Su quello puoi lavorarci, certo, ma è anche importante avere giocatori che hanno una mentalità già acquisita. Avete visto ieri Guendouzi come ha interpretato la partita? Ora la Lazio ha anche le caratteristiche giuste per essere squadra, poi ha i singoli per fare bene anche dal punto di vista della qualità, di gioco e giocate.

Il problema per la Roma non è che la Lazio ha vinto 3 degli ultimi 4 derby, pareggiandone uno, piuttosto che in queste gare non ricordo vere e proprie parate di Provedel e Mandas. La mia sensazione, confermata ancor di più ieri, è che la squadra di Sarri sia davvero superiore alla Roma. In particolare dal punto di vista tecnico. E si è visto dopo l’uscita di Dybala”.

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SOCIAL

Lazio, da Milinkovic ai tifosi: euforia e sfottò social all’indomani del derby

Il buongiorno della Lazio

Il buongiorno della Lazio sui social: “figli unici di Roma” recita il post con la foto della coreografia della Curva Nord. Il derby continua anche dopo la vittoria biancoceleste firmata Mattia Zaccagni. E i tifosi laziali sono scatenati sui social e nelle radio. Roma è così: vive 365 giorni all’anno di derby con picchi di eufemismo a ridosso delle sfide. “Non ho dormito per l’adrenalina”, scrive Chiara Nasti, moglie dell’uomo simbolo di una stracittadina vinta. Tifosa d’eccezione scatenata, ma non solo lei: “Testa al ritorno ragazzi, non è ancora finita”, scherza Andrea. Gli sfottò prendono la scena.

Infiniti commenti, tutti in delirio per il derby vinto. Dalla coreografia-ironica della Nord ai meme con Guendouzi. “Santo il giorno che ti hanno portato qui, caro Matteo”. Milinkovic, esultante pure lui sui social, è ormai un ricordo sullo sfondo sempre più sbiadito. “Il giorno dopo è ancora più bello. Vola Lazio vola”, scrive Luca. Gli sfottò che piovono sono infiniti, nel mirino Mourinho, Paredes e anche il giovane Huijsen, reo di aver commesso il fallo da rigore. Qualcuno azzarda un paragone: “Huijsen come Ibanez”, commenta Andrea ricordando il pasticcio del difensore giallorosso sempre in un derby. Edoardo invece spezza una lancia per il giovane Mandas: “Peccato perché poteva essere un bel banco di prova per valutarlo, invece non pervenuto, sarà per la prossima”. Ironie e sfottò, il derby alla fine è anche questo.

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RASSEGNA STAMPA

Festa Lazio e nervi tesi, Orsato a Mancini: “Io con te non parlo”

Tre espulsi (quattro considerando Nuno Santos in panchina), bottiglie di birra che volano in campo e una di queste colpisce Bove, più schiaffi e spinte al fischio finale. E poi fumogeni che rimbalzano tra Tribuna Tevere e Distinti Sud. Benvenuti al derby dell’Ok Corral: poco gioco, emozioni ancora meno, nervosismo alle stelle per uno spettacolo che ancora una volta ha lasciato molto a desiderare.

Quarta vittoria su sei stracittadine per Sarri contro Mourinho, al quale non resta che appellarsi ad un rigore che “20 anni fa senza il VAR non sarebbe stato fischiato”. Fiacco, come al Roma vista in campo. La Lazio vola in semifinale, i giallorossi sempre più giù nell’anonimato con José che inizia a perdere anche l’aura magica dell’invincibilità.

Plauso a Bove, che dimostra ancora una volta un self control invidiabile dopo essere stato colpito da una bottiglia: “Non mi sembrava il caso di fare scenate o problemi”. Meno serenità la palesa l’arbitro Orsato che ha scatenato la reazione di Mancini con un “Io con te non parlo”. Lo riporta Il Messaggero

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Sarri azzecca tutto e che coraggio con Mandas. Gran secondo tempo di Anderson” (AUDIO)

Sarri nel derby azzecca sempre tutto, GIULIO CARDONE in diretta a ‘QUELLI CHE…’

“Sarri nel derby azzecca sempre tutto: formazione, cambi, piano partita. Tutto. Anche il coraggio di mettere in campo il giovanissimo portiere greco… è giusto che i laziali si godano questi momenti e questa gioia.

C’è da dire che dopo Udine sono stati tre giorni pazzeschi. Avevo detto che sarebbero stati convocati tutti pur sapendo che erano molti i problemi fisici dei giocatori. Provedel poi non ce l’ha proprio fatta a causa delle placche alla gola e la febbre, che lo hanno debilitato al punto di dare forfait.

Sarri ci ha spiegato il motivo per cui ha scelto Mandas, ma indubbiamente si è preso un bel rischio.

Mi è piaciuto molto anche Anderson nel secondo tempo e gli ho dato un bel 7 nelle pagelle. Nell’azione del colpo di testa di Vecino, Anderson fa una cosa da fenomeno dei vecchi tempi.

Purtroppo in questo momento di gioia è arrivata la brutta notizia di Eriksson e dei suoi gravi problemi di salute”.

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Alessio Buzzanca

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CITTA'

Lazio-Roma, scontri nella notte: tifoso accoltellato al petto, è grave

La Lazio vince ancora il derby in Coppa Italia contro la Roma, ma il contorno è tutto da dimenticare. Prima dell’inizio della partita tra Distinti Sud e Tevere laterale romanisti e laziali si lancianoi fumogeni e petardi dando vita ad uno spettacolo deplorevole. Così come deplorevole è la bottiglia scagliata dalle tribune sul collo di Bove, uscito a bordocampo. Il clima da guerriglia s’è respirato di continuo, anche in campo con la rissa finale. E poi è proseguito fuori dall’Olimpico con scontri, arresti e feriti. A fine partita un gruppo di romanisti ha cercato di raggiungere Ponte Milvio, zona laziale, per rovinare la festa biancoceleste: i poliziotti hanno fermato 3 ultrà giallorossi. Poco dopo mezzanotte invece 4 o 5 tifosi laziali, coi volti coperti e armati di bastoni, hanno fatto irruzione in un pub del quartiere Prati, non molto distante dall’Olimpico, per sorprendere alcuni sostenitori della Roma: è scoppiata la rissa e uno di questi ultimi è stato accoltellato al petto, finendo in codice rosso all’ospedale Santo Spirito. 

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APPROFONDIMENTI

Lazio, è sempre 26 maggio: Sarri come Eriksson, solo le briciole alla Roma. È special derby

Il derby di coppa è ancora biancoceleste

Il derby di Coppa s’è fermato al 26 maggio, è infinito per i laziali, è interminabile per i romanisti. Superpotenza, la Lazio-derby. Invincibile, invulnerabile, inattaccabile. Assoluta supremazia cittadina, si è spalancata una voragine nei numeri, nelle vittorie, nei gol fatti e subiti, nel distacco. Va letto così il trionfo di oggi, sulla scia della storia passata e recente. Il gol di Zaccagni, il secondo vincente dopo quello del 19 marzo, condanna la Roma alla sesta sconfitta negli ultimi 11 derby, una sola la vittoria, tre i pareggi. Quattro, la Lazio, li ha vinti con Sarri, che ha pareggiato Eriksson (poker centrato alla sesta sfida). E per quattro volte consecutive ha chiuso la sua porta, zero gol concessi ai giallorossi, non succedeva dal 1995-1996 (periodo vissuto con Carlo Mazzone e Carlos Bianchi). I 124 anni della Lazio, il compleanno di Sarri (65 anni oggi), la semifinale di Coppa Italia (contro la vincente di Juve-Frosinone). Tutto e di più.

Lazio, Sarri il vero Special derby. La maturità. La testa, il cuore, i muscoli, le gambe. Gente che difende, che lotta, che sfreccia, gente che punge. La Lazio è tornata solidissima. E’ matura, sa quando dev’essere prudente e quando spregiudicata. In difesa, tutto fila liscio. Chiunque giochi. Alla Roma non ha lasciato che briciole di tiri, alcuni improbabili. E’ stata brava a non sporgersi, a equilibrare il pressing, ad alzarsi a fine primo tempo, a martellare e stuzzicare fino alla fine. Sarri ha scelto una gestione oculata, la partita non è mai stata caotica, sofferta. Ha lavorato sulla personalità, sulla continuità, sulle teste dei suoi uomini. Giocano tutti nella stessa partita e tra una e l’altra. Giovani e non. E’ stata una Lazio ordinata, vibrante e palpitante sul piano agonistico, affiatata e versatile. Ringrazia Zaccagni e benedice un altro piccolo grande eroe. Christos Mandas, 22 anni, il portiere greco, da terzo a titolare nel derby al posto di Provedel. Con la parata su Belotti, al minuto 86′, l’unica parata sull’unico vero tiro della Roma, è assurto allo stato di mito davanti agli occhi attoniti di Mou, ko quattro volte contro Mau. Il vero Special derby. Corriere dello Sport

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DICHIARAZIONI

Buon compleanno Sarri: “I ragazzi mi hanno fatto un bel regalo e il risultato ci va stretto”

Le parole di Maurizio Sarri al termine del match, ai microfoni di Lazio Style: “Il regalo me l’hanno fatto i giocatori. Prestazione bella tosta, un tempo di grande attenzione e grande apprensione. Secondo tempo in cui penso il risultato ci sta stretto. Abbiamo concesso veramente poco, anche nel secondo tempo abbiamo concesso un tiro alto dispiace aver vanificato situazioni in ripartenza. Io volevo ringraziare il pubblico, l’atmosfera allo stadio stupenda. Sono contento più per loro che per la qualificazione. Non male, i ragazzi mi hanno fatto anche un regalo perché passare il compleanno con una sconfitta sarebbe stata triste. Grazie a ragazzi e ai tifosi. Quando vinci un derby ti sembra sempre il più bello, ma per me sono stati tutti così”.

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COPPA ITALIA

Zaccagni butta fuori la Roma: la Lazio vince il derby e vola in semifinale

Zaccagni manda la Lazio alle semifinali di Coppa Italia. Decisivo il suo calcio di rigore, in un derby ad altissima tensione. La ‘corrida’ giallorossa non produce altro che un tiro in porta in quasi 100′, ben parato dall’esordiente Mandas. Alla Lazio, perfino il rimpianto di non averla chiusa prima, in quei 5′ dopo il vantaggio dove ha avuto due colossali occasioni da gol. Una Lazio tenace, volitiva, in una parola: squadra. Attenta, aggressiva e compatta nel momento di mettersi in trincea. Decide ancora Zaccagni, come nel derby di ritorno della scorsa stagione. Nel finale, espulso Pedro per i biancocelesti e la coppia Azmoun-Mancini nella Roma, in preda al nervosismo per la sconfitta che stava maturando. Ora la vincente di Juventus-Frosinone, ora, soprattutto, si festeggia il quarto derby vinto con Sarri in panchina su sei confronti. Buon compleanno Lazio, buon compleanno mister!

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COPPA ITALIA

Lazio-Roma, 1-0 il tabellino

Coppa Italia Frecciarossa | Quarti di finale

Mercoledì 10 gennaio 2024, ore 18:00

Stadio Olimpico, Roma

LAZIO-ROMA 1-0

Marcatore: 51` rig. Zaccagni 

LAZIO (4-3-3): Mandas; Lazzari (67` Pellegrini), Patric, Romagnoli, Marusic; Guendouzi, Cataldi (67` Rovella), Vecino; Felipe, Castellanos (77` Isaksen), Zaccagni (67` Pedro).

A disp.: Sepe, Magro, Casale, Gila, Hysaj, Luis Alberto, Basic, Kamada, Sana Fernandes. 

All.: Maurizio Sarri

ROMA (3-5-2): Rui Patricio; Kristensen, Mancini, Huijsen (81′ Belotti); Karsdorp (58 `Azmoun), Bove (76` El Shaarawy), Paredes, Cristante, Zalewski (58` Spinazzola); Dybala (46` L. Pellegrini), Lukaku. 

A disp.: Marin, Svilar, Llorente, Celik, Kumbulla, Pagano, Pisilli.

All.: Josè Mourinho

Arbitro: Daniele Orsato (sez. Schio)

Assistenti: Imperiale – L. Rossi

IV ufficiale: Manganiello

V.A.R.: Irrati – A.V.A.R.: Abbattista

NOTE. Ammoniti: 60` Castellanos (L), 65` Guendouzi (L), 65` Mancini (R)

Recupero: 2` pt.