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DICHIARAZIONI

Lazio-Atalanta, Fabiani sulla contestazione: “Serve buon senso”

Nelle interviste prepartita di Lazio-Atalanta, sfida valida per la semifinale d’andata di Coppa Italia Frecciarossa 2025-2026, il diesse dei biancocelesti Angelo Fabiani ha così presentato la sfida dell’Olimpico: ecco le sue parole.

“La società è serena? Ma io non entro nel merito, ci mancherebbe altro. Le intercettazioni a Lotito sono una cosa molto più seria rispetto a queste a queste cose. Noi abbiamo il dovere sacrosanto di onorare fino in fondo questo campionato al di là di tutto e tutti. Siamo dispiaciuti, ci sarebbe piaciuto questa sera vedere uno stadio pieno, ma più che per il sottoscritto magari per i calciatori, ma noi dobbiamo rispettare la volontà di tutti. Per cui nulla di nuovo sotto sotto al sole, dobbiamo andare in campo, i ragazzi sanno che questa è una partita molto importante per tutti quanti, anche per i tifosi che non sono entrati, per la società, per loro stessi, perché comunque arrivare a una semifinale non è una cosa banale. Questi ragazzi al di là di tutto hanno eliminato le due squadre che lo scorso anno hanno disputato la finale. Siamo qui e penso che è giusto che i ragazzi se la giochino fino in fondo”

“Io credo che ci voglia un po’ di buonsenso da parte di tutti. È l’augurio che mi faccio e che faccio un po’ a tutti quanti perché una semifinale è qualcosa comunque di importante al di là del risultato, perché arrivare a giocarsi una semifinale in Coppa Italia, trofeo bellissimo e ambito, non è una cosa banale”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Basta comizi, c’è da capire che Lazio vedremo. Fabiani forse vive una realtà più grande…” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Il presidente invece di fare i soliti comizi, dovrebbe parlare di ciò che vorrebbe fare della Lazio dal punto di vista tecnico. La gente ormai non ascolta più questi comizi, sa che sono discorsi di facciata. Lo stesso vale per Fabiani, che dice di aver vinto tanti campionati: è vero, ma non in A; forse sta vivendo una realtà troppo più grande del suo curriculum.

L’Atalanta la vuole la Coppa Italia. Mercoledì ci saranno più tifosi della Roma che della Lazio, o dell’Atalanta. Questo per via dei biglietti gratis. Ci saranno 3mila persone, di cui la metà hanno il tagliando gratis.

Che con l’Atalanta sarà un’altra Lazio ne sono sicuro, ma non so se basterà.

La Lazio ormai viene messa da parte anche in tv. Domani Como-Inter si vedrà su Canale 5, Lazio-Atalanta invece su Italia 1″.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Lazio, Cardone: “Tavola rotonda con i tifosi? Servono capacità di relazionarsi e risultati…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Il passaggio del turno dell’Atalanta in Champions non credo possa impattare sulla Coppa Italia, non penso che daranno priorità ad altro. Chiaro è che, guardando il calendario, avranno un dispendio di energie clamoroso in queste settimane. In ottica scelte per la semifinale, Zaccagni sicuramente mercoledì al 100% non sarà, così come Gila; Basic non gioca dalla sfida contro al Juventus. Comunque ci saranno tutte e tre nella formazione titolare, anche se è difficile sapere quanti minuti hanno.

L’idea di Fabiani era quella di convocare una tavola rotonda dove includere anche i tifosi, si è parlato del 30 marzo ma mi è stata smentita questa data. C’è un po’ di confusione anche in questo. Noi abbiamo provato a consigliare l’ingresso in società di figure più empatiche. All’epoca Lotito prese Diaconale e Peruzzi. Serve chi sa relazionarsi con il tifoso ed il pubblico, e poi i risultati. Negli anni tanti hanno suggerito al presidente questo tipo di figure”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Fabiani in Portogallo dopo la smentita dell’agente di Leita: i dettagli

Altri contatti per Diogo Leite: le ultime.

A Torino si rivisto il presidente della Lazio Claudio Lotito, che non seguiva la squadra in trasferta da un anno, ma sugli spalti a seguire i biancocelesti non c’era Fabiani.

L’assenza del ds, riporta il Corriere dello Sport, probabilmente era dovuta ad un viaggio di lavoro a Lisbona, in Portogallo,  dove potrebbe aver incontrato l’entourage di Diogo Leite per risolvere la situazione, vista la smentita sull’accordo tra il calciatore e la Società. Un incontro che darebbe quindi seguito alle dichiarazioni rilasciate dallo stesso Fabiani in conferenza stampa, alle quali poi ha risposto l’agente del calciatore.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Fabiani, le dimissioni e l’attacco a Tare: “Stai dicendo che tutto questo disastro l’ho combinato io?” (AUDIO)

Passaggio significativo della conferenza stampa del direttore sportivo Angelo Fabiani è quello riferito alle proprie responsabilità sul momento della Lazio:

“La Serie A l’ho fatta anche a Messina, sono arrivato ottavo e non era il Real Madrid. Comunque il campionato l’ho lasciato perché non avevo più stimoli. Il mio lavoro non lo deve valutare nessuno se non io, devo essere apposto con la mia coscienza. Tolto Milinkovic, Luis Alberto, Immobile e pochi altri, non c’era gran che a livello di patrimonio di giocatori. Se per il lavoro fatto giorno e notte, togliendo tempo alla mia famiglia, Transfermarkt attesta il valore della rosa sui 250-300 milioni, vorrà dire qualcosa? Verrò giudicato per quello, quello mi dirà se la strada è giusta, sul progetto che mi inizia a dare delle basi solide. Qui bisogna dare stabilità e sono abituato a programmare. La mia carriera dice che ho preso società fallite, retrocesse e riportate in alto. Questo è stato sempre il mio credo calcistico. Quando potevo rimanere al Messina in A, potevo divertirmi, prendere soldi. Ma non sono fatto così. Io sono un uomo del popolo, vengo dal nulla. Non mi ha regalato niente nessuno, non ci sono presidenti che mi dicono quello che devo fare. L’appello a tutti voi è di portare tutto sui giusti binari. A volte l’istituto delle scuse potrebbe essere molto importante, se qualcuno lo conosce. Io sì.

“Stai dicendo che tutto questo disastro l’ha combinato Fabiani? La rosa più vecchia non l’ha creata Fabiani. Quando parli devi pesare le parole. Una volta siamo arrivati settimi e non siamo arrivati in Europa, un’altra volta sì. Alcuni giocatori, come Hysaj, non l’ha portati Fabiani. Fabiani ha preso Gigot. Così passa un messaggio che non è corretto. Se mi devo prendere le mie responsabilità, me le prendo. Dal mio avvento la Lazio è passata da 0 euro a 300 di parco giocatori. Se vai su Transfermarkt vedi cosa ha fatto la Primavera e la Women. Fatevele spiegare bene le cose”.

“Non penso che la Lazio si sia indebolita. Penso che abbia preso ottimi elementi; è il 64esimo mercato che faccio, qualche operazione c’è sempre che non va purtroppo in porto. Avevamo individuato un ragazzo dell’Inter (Frattesi, ndr), la Lazio poteva sostenere un prestito con diritto, poi ogni società fa le sue strategie. L’importante è non fare marchette. Qua non si fanno. Si prendono solo giocatori funzionali. Poi lo dirà il campo. Qualsiasi cosa fatta, è stata fatta in buona fede”.

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Lazio, Fabiani sul futuro di Sarri: “Mi auguro resti, con pazienza verrà costruita una squadra per lui” (AUDIO)

Il direttore sportivo, Angelo Fabiani, sul futuro di Maurizio Sarri a margine della presentazione di Maldini, Motta e Przyborek: “Con lui anche dopo giugno? Me lo auguro, altrimenti sarei un folle. Io lo chiamo ‘toscanaccio’, ridiamo insieme, il mister ha la battuta facile, bisogna saperlo decodificare. Io so che lui è attaccato alla società, ai calciatori, ai tifosi. Poi è un brontolone, ma guai se non lo fosse. Significherebbe per lui non avere più stimoli. Giusto che ci solleciti. Lui viene dai campi di strada come me, sa che a volte le operazioni vanno in porto e a volte noi. Lui è una garanzia per tutti i tifosi. Lasciamo perdere le battute. Ho sentito Conte dire: ‘Lo faccio per passione e non per soldi’. Lui è un altro burlone, di una bontà illimitata. A volte non conta ciò che dice, ma ciò che uno pensa. Io sono convinto che lui voglia onorare e dare continuità al progetto che abbiamo detto essere all’anno zero.

Quello che si dice e che si può dire lascia il tempo che trova. I fatti documentati sono questi. Si deve ripartire, quante volte succederà. A volte ci sono delle esigenze. Sono andato da Sarri a prenderlo. Lui dopo la partita contro l’Udinese, per problematiche famigliari serie, non ce l’ha fatta e ha fatto un passo indietro. Il primo allenatore contattato è stato Sarri, so perfettamente che bisogna costruire una squadra per lui, ma ci vuole pazienza, verrà fatto. Ha un contratto di tre anni, firmati. Se li merita tutti. Bisogna avere pazienza e fiducia. Rompere un giocattolo ci vuole poco, costruirlo di più”.

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Lazio, Fabiani a ruota libera: “Dimissioni, mercato, contestazione, Romagnoli e Lotito. Ecco la situazione…” (AUDIO)

La seconda parte dell’intervento del direttore sportivo della Lazio, Angelo Fabiani, nel corso della conferenza stampa di presentazione dei nuovi acquisti Maldini, Przyborel e Motta:

“Ho quasi 65 anni, lo faccio per passione e non per un discorso economico. Il presidente mi ha detto di adeguare il contratto, in C prendono più di me, posso dire di farlo per amore e dedizione. E non prendo per in giro nessuno. Basta fare i capopopoli, i tifosi capiscono. Il popolo è vulnerabile, ti lascia quando si accorge che lo stai prendendo in giro. Spero che il messaggio arrivi all’esterno e all’interno. Nessuno sfrutterà la Lazio finché ci sarò qui io”.

La dimensione vera della Lazio – “La costituzione ci consente di manifestare in piazza, massimo rispetto. Per avere delle ambizioni bisogna avere delle basi solide, che non sono sul denaro. Oggi potrei bearmi delle plusvalenze, ma non funziona così. Castellanos l’ho venduto a 30 ma l’ho pagato 15, così come Guendouzi. Ci sono gli ammortamenti e tutto un meccanismo che ci si porta dietro da anni. Non tutte le responsabilità sono su Lotito, se mi devo incazzare con lui lo faccio, ma non mi ha mai imposto nulla. Sta all’onestà di chi lavora agire per il bene superiore, cioè della Lazio. I soldi non ce li siamo messi in tasca, abbiamo ancora delle quote da pagare. Le basi solide per partire da zero queste sono le azioni necessarie. L’Atalanta ha fatto 600 milioni di plusvalenze partendo da zero, il Como grazie a un programma sui giovani si sta togliendo delle soddisfazioni. Questo è quello che ho inteso fare io in accordo con tutti. I periodi passano, la storia va avanti. Per ricostruire ci vuole tempo, anche per privarsi di un giocatore. Abbiamo fatto una plusvalenze reale, ma per cosa? Tutto quello che si sta facendo e per creare delle basi solide durature nel tempo. Con l’avvento di questi fondi non si capisce nulla. La Lazio oggi gode di ottima salute dal punto di vista economico. Non voglio parlare di numeri di altre squadre, mi viene da rabbrividire. Lo scorso anno questi stessi giocatori sono arrivati primi nel girone in Europa o no? L’ultima di campionato competevano per l’Europa o no? Poi perdi con il Lecce e rimani fuori, il bello del calcio è anche questo. Baroni giocava in un certo modo, c’è stata un’interruzione. Torniamo su Sarri, stimato tanto da me e Lotito. È un allenatore importante che ha il suo credo, devi rimescolare un po’ di situazioni. Ci vuole del tempo per dargli giocatori funzionali. Il mercato non è come al supermercato, ci sono delle complessità. C’è chi viene, chi è disposto. C’è tutto un studio, questo è programmare. Dei giocatori li abbiamo bloccati, come Noslin, Tavares, Rovella. Ci sono anche calciatori che stanno qui da anni e che hanno un contratto, quando si dicono le cose bisogna farlo con dati oggettivi. C’è gente che non sa come funziona una società. Il tifoso vuole sognare, ha ragione. Riportiamo tutti su un binario di tranquillità e trasparenza, se volete vi faccio vedere i contratti di Romagnoli firmati. Avevo fatto una forzatura andando anche contro il comunicato, mi prendo io la responsabilità. Se l’operazione non è andata in porto non è colpa di qualcuno, ne risponderanno davanti a un magistrato. Il tempo dei telegrafi e dei fax è finito, bastava una firma. Gli fa onore a Romagnoli, non c’è stata nessuna scazzottata, ci sono sorrisi, si divertono. Questa vicenda fa onore solo a Romagnoli”.

“Anno zero? Sono punti di vista. È il campo che giudicherà. Ho un grande rapporto con Guendouzi, il giorno dopo è diventato un discepolo di Maria Goretti. Dentro la Lazio si fa buttare fuori, fa come gli pare. Quella non è obiettività. Guendouzi è andato via perché l’ha deciso e voluto lui, io non trattengo nessuno così come Romagnoli. Non ho messo sul mercato Castellanos, lui mi ha detto di andare via. Se poi c’è stata un po’ di abilità di fare qualche milioncino, sono stati reinvestiti. Ci sono state parecchie interruzioni, ma bisogna vedere chi ha spinto l’interruttore. Io avevo puntato su Baroni, aveva due anni di contratto. Mai discusso con lui, prima della partita con il Lecce a bordo piscina mi comunica la sua volontà di andare via. Quello che si dice e che si può dire lascia il tempo che trova. I fatti documentati sono questi. Si deve ripartire, quante volte succederà. A volte ci sono delle esigenze. Sono andato da Sarri a prenderlo. Lui dopo la partita contro l’Udinese, per problematiche famigliari serie, non ce l’ha fatta e ha fatto un passo indietro. Il primo allenatore contattato è stato Sarri, so perfettamente che bisogna costruire una squadra per lui, ma ci vuole pazienza, verrà fatto. Ha un contratto di tre anni, firmati. Se li merita tutti. Bisogna avere pazienza e fiducia. Rompere un giocattolo ci vuole poco, costruirlo di più.

40mila firme sulla petizione – “Saremmo arroganti a chiuderci qui. Petizioni e non petizioni, la costituzione ci garantisce di manifestare in piazza, di dissentire. Bisogna anche avere un grado di capire fino in fondo le cose come stanno. Fare autocritica, dobbiamo essere i primi. Mi verrebbe da dire che se le regole ce lo consentono, di promuovere una sorta di class action con tutti, sederci di fronte a un tavolo e discutere delle problematiche reali per un confronto costruttivo, non distruttivo. Noi abbiamo anche regole stringenti a livello federale, tutto viene strumentalizzato. Forse è arrivato il momento di sederci e discutere di questo malessere non malessere, non tutto può essere ascrivibile a Fabiani. Ognuno di noi si deve prendere un po’ di responsabilità per il bene superiore che è la Lazio in quanto società importante, che ha migliaia di cuori pulsanti. Questo è quello che farò con un po’ più di tempo libero”.

C’è un risultato sportivo negativo che la spingerebbe a dimettersi? “La Serie A l’ho fatta anche a Messina, sono arrivato ottavo e non era il Real Madrid. Comunque il campionato l’ho lasciato perché non avevo più stimoli. Il mio lavoro non lo deve valutare nessuno se non io, devo essere apposto con la mia coscienza. Tolto Milinkovic, Luis Alberto, Immobile e pochi altri, non c’era gran che a livello di patrimonio di giocatori. Se per il lavoro fatto giorno e notte, togliendo tempo alla mia famiglia, Transfermarkt attesta il valore della rosa sui 250-300 milioni, vorrà dire qualcosa? Verrò giudicato per quello, quello mi dirà se la strada è giusta, sul progetto che mi inizia a dare delle basi solide. Qui bisogna dare stabilità e sono abituato a programmare. La mia carriera dice che ho preso società fallite, retrocesse e riportate in alto. Questo è stato sempre il mio credo calcistico. Quando potevo rimanere al Messina in A, potevo divertirmi, prendere soldi. Ma non sono fatto così. Io sono un uomo del popolo, vengo dal nulla. Non mi ha regalato niente nessuno, non ci sono presidenti che mi dicono quello che devo fare. L’appello a tutti voi è di portare tutto sui giusti binari. A volte l’istituto delle scuse potrebbe essere molto importante, se qualcuno lo conosce. Io sì”.

Cosa ha spinto Sarri a dire che alla Lazio sembra sempre l’anno zero? Cosa spinge Baroni ad andare via e passare al Torino? “Con Baroni all’Ancona, tanti anni fa, c’ero io e gli avevo dato una panchina. L’abbiamo incontrato tante volte, avevo pensato di fare un progetto con lui, e non avevo torto, c’era già il Baronismo. Poi si è rotto qualcosa. Non so i motivi per cui è andato via, prima del Lecce mi ha comunicato l’addio. Mi ha chiesto di non dirlo a nessuno perché non l’aveva comunicato ai collaboratori. Quindi io sono ripartito, non l’ho trattenuto. Tutto quello che è negativo non sempre è da assegnare alla società. Ora stiamo ripartendo con Sarri. Serviva uno come Raspadori? Abbiamo preso Maldini. Loftus-Cheek? Io non l’ho fatto saltare, nemmeno Samardzic. Io sono andato dai carabinieri per difendere la Lazio e i suoi tifosi, voi tutti. Non si dica che non siamo andati sui giocatori. Fare mercato ora è diventato impossibile, le cose si riescono a fare solo mantenendo il segreto perché ci sono gruppi che si inseriscono nelle trattative. Ma questo è un altro tema”.

Romagnoli, rinunciare a un trasferimento per qualche mensilità – “Il principio gli fa onore, non se ha rifiutato. Ci sono prove documentate dell’addio di Romagnoli, lui per principio non ha accettato il trasferimento per tre stipendi. Non gliel’ho imposto. Vecino ad esempio è andato via e ha preso fino all’ultimo giorno. Chi stava facendo l’operazione, non noi, ci dice che quello che rinuncia qui lo prende dall’altra parte, speriamo che mi stia sentendo Raiola, da un milione e mezzo di prestito lo porto a un milione, significa che avete parlato con Romagnoli e non gli avete detto nulla, avete sbagliato voi. Quando faccio le cose le faccio sempre con cognizione di causa. Mandas è venuto da me e piangeva, i procuratori gli hanno detto di rinunciare alle mensilità e lui è andato via senza prendere gli ultimi mesi di stipendio. I procuratori hanno rinunciato anche alla commissione. Da qui a dire che è tutta colpa della Lazio… le cose non stanno così. Fatevi dare dei documenti a supporto”.

Romagnoli centrato “Centralissimo, ha capito perché è un ragazzo estremamente intelligente. Ci abbiamo parlato, la delusione in lui traspariva. Lui mi dice: ?Io questa cosa non la sapevo?. Io credo in lui. Si è allenato anche durante i giorni di riposo. Alessio è un professionista serio, poi la formazione non la faccio io.

Sarri anche dopo giugno – “Me lo auguro, altrimenti sarei un folle. Io lo chiamo ‘toscanaccio’, ridiamo insieme, il mister ha la battuta facile, bisogna saperlo decodificare. Io so che lui è attaccato alla società, ai calciatori, ai tifosi. Poi è un brontolone, ma guai se non lo fosse. Significherebbe per lui non avere più stimoli. Giusto che ci solleciti. Lui viene dai campi di strada come me, sa che a volte le operazioni vanno in porto e a volte noi. Lui è una garanzia per tutti i tifosi. Lasciamo perdere le battute. Ho sentito Conte dire: ‘Lo faccio per passione e non per soldi’. Lui è un altro burlone, di una bontà illimitata. A volta non conta ciò che dice, ma ciò che uno pensa. Io sono convinto che lui voglia onorare e dare continuità al progetto che abbiamo detto essere all’anno zero.

Merato – “Non penso che la Lazio si sia indebolita. Penso che abbia preso ottimi elementi; è il 64esimo mercato che faccio, qualche operazione c’è sempre che non va purtroppo in porto. Avevamo individuato un ragazzo dell’Inter (Frattesi, ndr), la Lazio poteva sostenere un prestito con diritto, poi ogni società fa le sue strategie. L’importante è non fare marchette. Qua non si fanno. Si prendono solo giocatori funzionali. Poi lo dirà il campo. Qualsiasi cosa fatta, è stata fatta in buona fede”.

Basic – “Lui e Marusic sono stati convocati dal sottoscritto. Marusic ha accettato e firmato seduta stante, il secondo ha preso un po’ di giorni per valutare le condizioni. Nel frattempo si prendono anche altri impegni, per cui si è andati avanti con altri. Per me non è un problema, al pari di Pedro e Vecino l’anno scorso. Quando sarà il momento vedremo se è nelle condizioni di rinnovare con la Lazio o meno. Quando parlo di esigenze, parlo di una visione totale di numeri. Mi sembra stia giocando con continuità”.

Ha pensato alle dimissioni? – “Stai dicendo che tutto questo disastro l’ha combinato Fabiani? La rosa più vecchia non l’ha creata Fabiani. Quando parli devi pesare le parole. Una volta siamo arrivati settimi e non siamo arrivati in Europa, un’altra volta sì. Alcuni giocatori, come Hysaj, non l’ha portati Fabiani. Fabiani ha preso Gigot. Così passa un messaggio che non è corretto. Se mi devo prendere le mie responsabilità, me le prendo. Dal mio avvento la Lazio è passata da 0 euro a 300 di parco giocatori. Se vai su Transfermarkt vedi cosa ha fatto la Primavera e la Women. Fatevele spiegare bene le cose”.

Fuori dal mondo Lazio c’è un caos incredibile: c’è un motivo per cui si è arrivati a questo? “Ho un ruolo ben preciso. Forse è giunto il momento di abbassare tutti i toni, è arrivato il momento di fare una class action e parlare. Anche con i tifosi. Non si può dire che qui c’è chi ha ragione assoluta e uno che ha torto. A me dispiace che questi ragazzi senza i tifosi ma non voglio entrare in questo meccanismo, ne sto fuori. Mi farò promotore con Lotito. Penso che c’è tutta la volontà di arrivare a una soluzione, non so quale possa essere”.

Consigli a Lotito? “Questa situazione non piace a nessuno, nemmeno a Lotito. Ho chiesto aiuto, cerchiamo di ricompattare, a partire da me. Se c’è un punto d’incontro”.

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Lazio, Fabiani: “Preso Pedraza, accordo con Leite e la verità su Romagnoli”. Poi lo sfogo contro Piscedda, Moggi e Raiola… (AUDIO)

Le parole del direttore sportivo della Lazio, Angelo Fabiani, nel corso della conferenza stampa di presentazione dei nuovi acquisti Maldini, Przyborel e Motta (prima parte):

“Per quanto riguarda il mercato in entrata c’è già l’accordo chiuso con Pedraza per giugno. Diogo Leite è un giocatore che abbiamo seguito, purtroppo c’è stato questo infortunio che lo terrà fuori per 6-7 settimane. C’è un accordo con il suo avvocato, vedremo se poi vorrà legarsi alla Lazio come

E’ giunto il momento di abbassare un po’ tutti i toni e mi riferisco anche al sottoscritto. Si è venuto a creare un clima non bello. Per la verità si respira all’esterno del nostro ambito lavorativo. Non è vero che all’interno di ci siamo discussioni o violenze di vario genere. Come parte tecnica abbiamo fatto un blocco, ci siamo isolati per quello che dobbiamo fare. Ognuno per la propria parte deve riportare tutto su binari sereni. Non nascondo che, probabilmente, ci abbiamo messo anche del nostro.

Romagnoli? Ne ho sentiti di tutti i colori, per difendere la Lazio mi riserverò anche di adire alle vie legali. Ogni singolo tifoso non deve avere la percezione che non si opera per il bene della Lazio. Giorno e notte, non ci sono stato quando un mio nipote si è tolto un rene per superare un brutto male. Il tempo dirà se ho operato al meglio, ma certamente chi verrà dopo di me si ritroverà delle basi solide. Roba che non ho trovato io. Ho dovuto rifondare tutto, dalla femminile al settore giovanile. Non voglio farmi bello perchè ho fatto 50-60 milioni di plusvamenze per giocatori che sono stati pagati la metà. Non sono un tipo che va al guinzaglio del presidente, ho sempre imposto le mie idee. Mi dispiace quando mi vengono a dire che Piscedda ritiene la categoria dei maggiordomi. Lo farei volentieri perchè sono umile, cosa che non è lui. Cosa pensavate che io fossi il servo sciocco dei procuratori? Io sono al servizio della Lazio, prendere o lasciare. Sono disposto caro Massimo o caro Luciano Moggi, di fare un confronto pubblico. Troppo facile parlare senza contraddittorio. A questi cantastorie dico di chiamarmi se vogliono un confronto pubblico. A Moggi dico che un libro non si scrive con le cazzate, ma con la verità. A Massimo dico di non fare il capopopolo, di non imbrogliare la gente. Ringrazio Romagnoli che è stato l’unico ad usare il buon senso. Non ha rifiutato il trasferimento perchè non sapeva, ma perchè ha fatto delle considerazioni. Se l’ha fatto per un’operazione di principio gli fa ancora più onore. Alcuni signori risponderanno davanti ad un magistrato, Raiola compreso, se fossero al conrrente delle condizioni. Questi soggetti, finchè ci sono io, non passeranno. Non avranno vita facile.

Dobbiamo essere tutti coerenti, la Lazio è di tutti, è un patrimonio della città. Al presidente Lotito dico che a causa della sua generosità i suoi collaboratori gli hanno raccontato verità diverse dalla realtà”.

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Lazio, Maldini si presenta: “Qui per la mia svolta e per fare la punta”. Fabiani: “L’oggetto dei miei desideri” (AUDIO)

La conferenza stampa di presentazione del nuovo attaccante della Lazio Daniel Maldini.

Fabiani: L’oggetto dei miei desideri, più che mio, del mio collaboratore Bianchi. Lo seguivamo da Monza. Michele Franco mi ha parlato bene di lui: ha doti straordinarie, è un ragazzo serissimo Mi ha detto: ‘Quando Daniel capirà quanto è forte, non ce ne sarà per nessuno’. Mi auguro che qui maturerà la convinzione di essere un top per togliersi tante soddisfazioni. Ha straordinarie qualità. Può giocare da esterno, da falso 9 e con Sarri troverà un allenatore che metterà in risalto le sue caratteristiche. Tanti altri tecnici con cui ha giocato non si addicevano alle sue caratteristiche. Daniel è un giocatore di calcio vero, ha una tecnica straordinaria“.

Maldini – Il primo pensiero è super positivo. Mi sono subito trovato bene, a casa. I compagni sono stati subito come una seconda famiglia, conoscevo già qualcuno. Non vedo l’ora di allenarmi, giocare, e farvi vedere quello che posso fare“.

Ruolo – Ho parlato subito con Sarri, mi ha espresso le sue idee. Al momento il mio ruolo è questo, sono contento. Cosa abbastanza nuova per me ma sono contento di aiutare la squadra“.

Salto di qualità – Non credo manchi convinzione, magari è una questione legata a chi crede in te fino in fondo. Spero solo di riuscire a fare vedere cosa posso fare. La continuità è importante per un giocatore e spero di trovarla“.

Ambiente giusto per esplodere –Penso sia il momento giusto e anche la piazza giusta. Come detto: le sensazioni sono positive“.

Obiettivo personale – Non è ho uno personale, penso alla squadra. Poi gol e assit arriveranno“.

Pressione – Credo ci sia in ogni ruolo. Ovvio che l’attaccante scende in campo per fare gol, ma se poi trova gli assist per i compagni va bene lo stesso“.

Obiettivo squadra – “Ne abbiamo parlato ma pensiamo partita dopo partita. Ora giocheremo tanto in pochi giorni, guardiamo alla prossima e non tanto oltre“.

Rovella – Mi ha sempre parlato in maniera fantastica della Lazio, si è innamorato subito e me l’ha trasmessa questa sensazione. Appena arrivi capisci, la storia, i tifosi e tutto. Ovviamente vorremmo che i nostri tifosi fossero con noi sempre“.

L’arrivo –La Lazio mi ha voluto subito, mi ha cercato ad inziio mercato“.

I consigli in famiglia – I soliti di un papà ad un figlio. Non c’è niente di straordinario. Ovviamente anche lui mi dici il suo pensiero, poi decido io. Sono abituato alla questione del cognome e sono sereno“.

Il mese di gennaio –Questione lunga ma l’importante è che io sia arrivato. In queste settimane Rovella mi ha sempre spinto a venire, mi detto cose positive della società“.

Futuro –Sinceramente il mio obiettivo personale è pensare a ora, fare bene, trovare continuità e poi vedremo. Voglio essere il più pronto e competitivo possibile“.

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Lazio, Przyborek si presenta: “Pronto per questa sfida. Ruolo? Conta giocare”. Fabiani: “Con Sarri migliorerà ancora” (AUDIO)

La conferenza stampa di presentazione del nuovo centrocampista della Lazio Adrian Przyborek.

Fabiani:Ragazzo giovane, che seguivamo da tempo. Ha straordinarie qualità tecniche, é chiaro che può migliorare ancora tantissimo. Rientra tra i primi 50 2007 al mondo. Ha tantissimi margini di miglioramento ma già quello che ci ha fatto vedere è importante. Sono convinto che con Sarri cescerà notevolmete e sono certo di parlerà di lui come un calciatore di straordinaria importanza“.

Przyborek:La mia prima impressione è positiva, sono molto entusiasta di inizare questo viaggio in un club così importante. Non vedo l’ora di iniziare“.

Questa è una sfida e sarebbe stata una sfida a qualsiasi età. Giocare in questo campionato è sempre impegnativo, soprattutto con un club così importante, ma ho sempre sognato questo. Non ho parlato con altri giocatori prima di arrivare, mi sono semplicemente confrontato con la mia famiglia.

Mi sento pronto. L’approccio è stato positivo. Sicuramente non sarà facile, ma voglio prendere di petto la sfida e lavorare bene. Ho parlato col mister e so cosa ci si aspetta da me. Non posso che lavorare duro per cogliere le opportunità che avrò“.

Posizione in campo –Mi definirei molto flessibile, posso giocare laterale o al centro ma l’importante è giocare, iniziare a fare sul serio. Essere qui, in una delle squadre più forti al mondo, è per me una sfida e sono pronto ad accoglierla“.

Sono qui da poco ma voglio rimanere. Nuovo club, nuova cultura, nuovi amici. proprio per questo voglio restare. Non ho un obiettivo personale: so che più il livello della squadra è alto, più è meglio anche per me. Sono contento degli ottimi giocatori che ci sono e dell’ottimo club in cui sono arrivato“.

A volte io stesso mi sento un 25enne, anche giocando mi sentivo di avere questa maturità. E ora ho la possibilità di migliorare ancora“.

Da piccolo ho sempre guardato tutti i campionati e ho sempre detto che prima o poi sarei voluto arrivare in Serie A. Ora che ho raggiunto il mio sogno non vedo l’ora di iniziare“.