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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Sorpresa Belayhane non in lista UEFA, ma possibile esordio con il Monza. Su Tavares ed Hysaj…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

«Ieri abbiamo assistito alla presentazione dei nuovi acquisti. Mi ha colpito in particolar modo Belahyane, a cui ho chiesto del derby. Provstgaard è un gigante, è strutturato fisicamente. Sono rimasto sorpreso che il centrocampista non sia stato inserito nella lista UEFA, che è la stessa che ha portato la Lazio al primo posto, con l’unica differenza di Hysaj al posto di Pellegrini. Prima dell’infortunio dell’albanese la scelta era fatta, ma con il suo infortunio una valutazione è stata fatta, poi si è scelto di inserirlo. Evidentemente si pensa di rimetterlo in sesto in un mese. Domani alle 14 il mister parlerà e sicuramente spiegherà le decisioni.

Per domenica Belahyane potrebbe esordire nel secondo tempo, anche perché Rovella è diffidato. Giocheranno i titolarissimi, non si vuole dare un segnale di sottovalutazione. Tornerà Tavares, così da avere la formazione tipo».

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CALCIOMERCATO DICHIARAZIONI

Lazio, Fabiani: “La permanenza dei big l’acquisto migliore. A luglio potremmo ragionare in modo diverso”. Poi su formule, rinnovi e Pellegrini…”

A margine della conferenza stampa di presentazione dei nuovi arrivi, il Direttore Sportivo della Lazio, Angelo Fabiani, si è soffermato con i cronisti presenti:

Provstgaard è arrivato a sorpresa, era praticamente fatta col Pisa, da quanto lo seguivate? Avete già deciso se verrà inserito qualcuno in lista UEFA con l’allenatore?
“Il 25 agosto in una gara di Superliga mandai a vedere Provstgaard, questo sta a significare che era un giocatore da noi già attenzionato e che avevamo scovato tra i tanti profili che osserviamo durante lo scouting. È chiaro che poi va visto dal vivo, quello che fa vedere il video non dà mai la completezza. Lo mandai a vedere ad agosto da un nostro osservatore e ci confermò le nostre percezioni sul giocatore. Non è stato mai lontano dalla Lazio, poi ci sono altre cose che distolgono ma quando stringi la mano al procuratore, al giocatore e alla società sei sicuro che il ragazzo verrà alla Lazio. Ero super tranquillo. La lista la consegneremo a breve, sono state fatte delle riflessioni con l’allenatore. Non bisogna alterare equilibri che fin qui hanno fatto la differenza all’interno dello spogliatoio”.

C’è un fondo di verità nella trattativa Pellegrini?
“È un’operazione estremamente complessa perché dovrebbe essere trasferito alla Juventus, con la Juve che poi dovrebbe cedere definitivamente il giocatore. La vedo una soluzione abbastanza difficile e complicata, atteso che ufficialmente non abbiamo avuto nessuna richiesta. Di ufficiale non abbiamo ricevuto nulla”.

Visti i rinforzi di Milan e Juve è più complesso entrare in Champions?
“È una domanda difficile, alla 23esima giornata siamo in un’ottima posizione. Abbiamo iniziato un ciclo triennale, non si potrà valutare questo ciclo in pochi mesi ma in almeno tre anni. Oggi siamo soddisfatti di aver fatto alcune scelte, non erano semplici e ci stanno dando delle soddisfazioni. Mi auguro che questo avvio di campionato possa confermare tutto quello fatto fino ad oggi. Altre squadre si sono rinforzate, ma io devo guardare in casa Lazio. Se le altre sono ricorse in maniera massiccia sul mercato evidentemente non ha funzionato qualcosa”.

Quali sono le motivazioni che hanno portato all’esclusione di Pellegrini?
“Mi sarebbe piaciuta la stessa domanda quando non c’era Hysaj a settembre. Rispondo seramente perché non mi sottraggo mai alle domande dicendo sempre la verità. La valutazione di mettere in lista alcuni giocatori spetta al tecnico in base alle esigenze, certamente avallata dalla società. Se è emerso che Pellegrini non fa parte della lista in Serie A è una scelta ponderata a 360 gradi dal tecnico, avallata dalla società per cui si è presa questa strada. Poi ci possono essere i se e i ma, ma nella vita con i se e con i ma non si va da nessuna parte. Ci sono dei percorsi da affrontare e poi ci sono delle idee che possono essere giuste o sbagliate. Basic fino a tre giorni prima era in procinto di andare alla Cremonese e non è voluto andare, poi c’è stato il Sassuolo e non si è fatto nulla, ma noi lo avremmo dato. Poi l’allenatore fa delle valutazioni, pensa che il ragazzo possa tornare utile e io non posso entrare nella testa dell’allenatore e di ciò che pensa l’allenatore. Devo assecondare le sue richieste, questo non significa che la società non avalla. La società va dietro alle indicazioni del tecnico, così come in alcune circostanze è il tecnico ad andare dietro alle indicazioni della società. Se avessimo preso Nesta il tecnico sarebbe stato più contento, ma abbiamo una linea guida su dei giovani che possono diventare giocatori importanti. Ci hanno chiesto diversi giocatori, anche lì il tecnico ha messo il veto e noi abbiamo avallato in linea con la coerenza che abbiamo. Non vogliamo smantellare, ma puntellare e rinforzare la squadra. Questo è quello che accade a gennaio, poi a luglio si apre un nuovo modo di fare mercato. Se dovesse andar via Castellanos dovrò prendere un giocatore migliore, la società non andrà mai a indebolire l’organico. Noi in estate lo dico francamente potevamo mettere in tasca un qualcosa come 100 milioni facendo delle cessioni, abbiamo detto di no perché abbiamo fatto delle considerazioni tra il presidente, il direttore e l’allenatore per rispettare la piazza. I veri acquisti nel mercato di riparazione sono state le permanenze di alcuni calciatori”.

È deluso dal rendimento di Noslin e Tchaouna? Cosa si aspetta da loro nei prossimi mesi?
“Sono due giocatori molto giovani, bisogna aspettarli è forzata come situazione perché quando sono entrati hanno sempre dato il loro contributo. Ci sono degli equilibri di squadra, alcuni giocatori magari giocano meno, ma non ci sono giocatori con mille minuti e giocatori con 50. I giocatori di movimento sono 14, da lì non si scappa. Il dato positivo è il modus operandi di Baroni, quando giocava in Europa cambiava 7-8 elementi rispetto a chi giocava in campionato. È chiaro che quando poi vengono meno le coppe giocano spesso determinati giocatori perché sono più affidabili. Siamo soddisfatti di Tchaouna, abbiamo rifiutato bei soldi fino all’ultimo giorno. Siamo strasoddisfatti di Noslin, sono convinto che questi giocatori faranno qualcosa di importante nel futuro della Lazio. L’importante è che anche i nuovi hanno trovato un gruppo sano, questo significa che il gruppo è affiatato e pulito. C’è un gruppo che rispetta e si rispetta”.

Ci sono rinnovi di contratto che possono concretizzarsi a breve?
“Non penso che ci siano impellenze, ora chiuso il mercato si può lavorare su qualche situazione che può emergere. Abbiamo il buon Pedro che ha 28 anni, a Braga l’ho visto come uno di 28 anni e non di 37. È andato in scadenza e gli è stato rinnovato il contratto. Chi si comporta bene la società non farà mancare nuovo contratto. Marusic e Mandas sono meritevoli di attenzioni e di adeguamento da una parte e di rinnovo dall’altra, detto che Marusic si rinnova il contratto automaticamente di un anno”.

Quanti margini ha Gila? In cosa può migliorare e cosa l’ha resa più orgoglioso di questa squadra?
“Io non capivo perché non giocava (ride, ndr). Non ho tempo di festeggiare e godermi nulla, il calcio ti pone sempre di fronte a sfide difficili e tutto si azzera in un nanosecondo. Il dispiacere è il non riuscirsi a godere neanche una vittoria, chi fa questo mestiere però lo sa benissimo”.

Ci può raccontare la formula di acquisto che ha portato qui Provstgaard e Belahyane?
“L’ho detto in tanti modi, il calcio si può fare in tanti modi. Conosco tutte le dinamiche e i tranelli, oltre che i segreti di questo mondo. Quando dico che il mercato è un poker allargato intendo proprio che ognuno bleffa a proprio modo. Il mercato si può fare gettando i soldi, perché i soldi non sono i tuoi e non hai rispetto per la gente, ma lo stesso mercato lo puoi fare con le idee. Lo scorso anno lo si vede con le operazioni Rovella e Pellegrini fatta con un’idea, così come abbiamo fatto quest’anno con Provstgaard e Belahyane. Non significa che non abbiamo pagato, perché poi i soldi verranno versati e i giocatori saranno pagati. Così facendo però si evitano problematiche e sanzioni, Reda e Oliver sono due giocatori di proprietà della Lazio presi a titolo definitivo. L’unico è Ibrahimovic perché il Bayern non voleva darcelo alle nostre condizioni, ma abbiamo fatto l’operazione in prestito con diritto di riscatto e il Bayern si è tenuto un controriscatto”.

Quanto è importante la Champions per la società?
“Non voglio fare pronostici perché poi vengono sovvertiti. Oggi c’è una forbice che si è vista, c’è un trend che abbiamo visto da questa squadra. Se si continua con l’umiltà e il lavoro ci possiamo togliere delle soddisfazioni, ma non possiamo mai abbassare la guardia. In questo campionato ci sta che l’ultima rende difficile la vita alla seconda. Già da domenica che viene il Monza dove sembra una partita scontata ma vedrete che non sarà così, anzi credo che sarà una delle partite più difficili che andremo ad affrontare. Quando ci sono queste squadre che si possono sottovalutare la presunzione ti può giocare brutti scherzi. Sono già in tensione per la partita di domenica, conosco il calcio e so che spesso se sottovaluti qualche squadra quei punti non li recuperi più. Speriamo di aver fatto tesoro di alcune cose”.

Queste formule servono per non rimanere legati dall’indice di liquidità?
“Ho detto una cosa diversa, è sfuggito il controriscatto. Non faccio il giornalista, non so chi fa il titolo. Se faccio un’operazione e mi viene messo un controriscatto io sono sempre perdente, per questo faccio un’altra operazione. Nel caso di Provstgaard e Belahyane non c’è alcun controriscatto, ma abbiamo riservato una piccola percentuale di futura rivendita. Il Bayern voleva il controriscatto e aveva altre vedute, poi la differenza la farà il calciatore. Se dovesse trovarsi bene può rimanere qui alla Lazio e questo può essere un elemento a nostro favore. Il Bayern non ha rifiutato questa formula, ma tiene a questo giocatore e ha spinto per avere questo controriscatto. Vedremo a fine anno cosa verrà fuori. Sugli altri non c’è nulla da eccepire, sono giocatori della Lazio. Abbiamo trovato formule giuste come negli anni precedenti”.

Qual è la collocazione tattica di Dele-Bashiru?
“Questa è una domanda tecnica che potrà esser fatta a Baroni. Io non entro nel merito delle scelte dell’allenatore, così come l’allenatore non deve entrare nel merito delle scelte della società. Ci deve essere grande rispetto e sintonia tra le parti, così si crea l’alchimia giusta da trasferire all’interno dello spogliatoio. Io non vado a chiedere delucidazioni sulle scelte tecniche, il direttore deve fare conto sulle scelte dell’allenatore. Sulle uscite l’allenatore pone un veto, poi il veto arriva fino a un certo punto. Se una società porta 100 milioni per un giocatore con tutto il bene il giocatore parte. Per Romagnoli abbiamo detto no e ce l’hanno chiesto, stessa cosa per Rovella, Dele-Bashiru e Tchaouna. Non solo abbiamo assecondato il parere del tecnico, ma abbiamo certificato e messo un timbro sul nostro programma. Vogliamo creare un gruppo importante nel tempo, non si possono cambiare 20 giocatori dall’oggi al domani. L’obiettivo è non deludere nessuno, se davo Nuno Tavares a 60 milioni qualcuno poteva storcere il naso. A gennaio ho detto no, a luglio se si presenta un’offerta importante la società può pensarci, anche sentendo l’allenatore ma in maniera diversa. Oggi siamo in piena corsa per la Coppa Italia, l’Europa e il campionato, come possiamo prendere in giro i tifosi indebolendo la squadra? Bisogna fare delle rinunce importanti, ma la coerenza ci deve essere”.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Fabiani: “Taglio Pellegrini scelta di Baroni, il club non delegittima il tecnico. Casadei? Volevano imporci Sylla…”

Il ds della Lazio Angelo Fabiani a Lazio Style

Abbiamo avviato un progetto: siamo al 50/60% del lavoro, c’è ancora tanto da fare. Abbiamo un percorso da compiere e piano piano cerchiamo di avvicinarci al 70-80% che c’è da fare. Ognuno di noi ha un compito ben preciso. In una società di calcio c’è una proprietà che allena il ds, l’allenatore pensa ai calciatori. Su ogni uscita di un giocatore l’allenatore può mettere un veto e anche davanti ad offerte importanti prevale comunque la volontà del tecnico.

Anche i più critici, chi parla per partito preso, sa che le richieste che ci sono arrivate per alcuni calciatori sono state reali. Richieste che sono arrivate anche stamattina, visto che alcuni mercati sono aperti. Nessuno è sul mercato, poi a luglio si apre una nuova parentesi e si possono fare nuove valutazioni. Posso anche dare via un giocatore, basterà sostituirlo con un profilo all’altezza se non di livello superiore.

A volte costruisci una squadra per vincere e lotti per non retrocedere e viceversa. Nel calcio il 2+2 non fa sempre 4. Ci sono variabili che possono cambiare le cose, l’importate è che non manchi la coerenza. Essendo io il responsabile numero 1 dell’area tecnica in generale, se ci sarà un colpevole, eccomi. Non è né Lotito, né Baroni. Ognuno di noi deve assumersi delle responsabilità, basta nascondersi.

Abbiamo avuto degli infortuni nel periodo in cui non c’era l’Europa così siamo riusciti a barcamenarci, mentenendo quei risultati. Abbiamo fatto un percorso ottimo, chi se lo aspettava? Non posso non fare un plauso all’allenatore e ai calciatori. Non si può sapere cosa accadrà ma mi auguro che questa diventi una costante.

Mercato? Un tempo bastava che si mettessero d’accordo le società, oggi devi passare tra 5-6 società: le due interessate, il procuratore, il giocatore, l’intermediario più altri fattori che costituiscono società a se e mi riferisco anche a chi fa informazione. Mettere d’accordo tutte queste società non è facile. Ne aggiungo un’altra: rispetto ad anni fa quando ho cominciato si parla anche delle famiglie.

Fazzini o Casadei? Il primo era nella lista di determinati centrocampisti, se oggi Belhayane è alla Lazio è perché c’è anche l’avallo del tecnico, mi sembra ovvio. Casadei poteva andare in porto ma io non sono per i matrimoni allargati, non voglio che mi si venga imposto nulla. Parliamo di Sylla.

Pellegrini fuori dalla lista? Mi domando perché ad inizio anno non sono state le stesse domande per Hysaj. Noi società dobbiamo avallare quello che ci dice il tecnico, altrimenti delegittimiamo l’allenatore. E quando si delegittima il proprio condottiero, il comanda, si fa il male della società. Ci vuole rispetto. La decisione su Pellegrini, o anche quella di reinserire Basic, dipende da Baroni ha detto chi può essere più funzionale al suo progetto.

Olympia? Esiste un codice di comportamento. Siamo tutti adulti e vaccinati per non capire come stanno le cose: non sta a me indottrinare nessuno. Io penso che dietro questa telecamera c’è gente intelligente che si fa un’opzione. Noi dobbiamo andare avanti basandoci sulle nostre idee e sul nostro codice. Non dico di chi è al colpa ma i provvedimenti vanno applicati..”.

LEGGI ANCHE: ‘QUELLI CHE…’ – Situazione terzini Lazio, Cardone: “Pellegrini, evidentemente atteggiamenti non piaciuti. Tavares e Lazzari verso il rientro in gruppo”

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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Lazio, Sylla dipende da Casadei. Intanto Fabiani…

Il diesse Fabiani è rimasto a Roma, non è con la squadra a Braga, il mercato scotta a pochi giorni dalla chiusura di lunedì. In ballo, con Casadei, c’era anche Sylla, difensore centrale ivoriano dello Strasburgo, società satellite dei Blues, legato all’entourage di Casadei. Se salta l’arrivo del centrocampista salta anche l’arrivo di Sylla, ribadisce il Corriere dello Sport. Fabiani lavora in uscita, deve riuscire a racimolare qualche soldo per superare i vincoli dell’indice di liquidità anche per riconoscere i nuovi stipendi.

Basic ha ricevuto un’offerta dalla Cremonese, sogna la promozione dalla B alla A, coprirebbe l’ingaggio da circa un milione lordo da riconoscere fino a giugno.Per Castrovilli si riparla di Verona e Venezia. La Lazio tiene sempre pronta l’opzione risoluzione, ma serve l’assenso del centrocampista per convalidarla. Fabregas vuole Pellegrini a Como, ma Pellegrini non è convinto dal trasferimento.

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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Lazio, Fabiani: “Prematuro dire che per Casadei sia fatta. Ricavi e IDL? Sopperiamo con le idee”. Poi su Dele-Bashiru…

«Solo se avremo individuato sostituti che ci possano far migliorare. Cediamo alle nostre condizioni. La Lazio è sana». Questa la risposta del direttore sportivo della Lazio Angelo Fabiani, nell’intervista presente nell’edizione odierna de “Il Corriere della Sera” dal titolo “Fabiani: «Contatti per Casadei ma è presto per dire che arriverà, la competenza vale più dei soldi». Il DS ha inoltre commentato la trattativa per Casadei, quella sfumata per Greenwood in estate, spiegando il modus operandi della Lazio sul mercato e sulla possibilità di inserire nuovi sponsor o nuovi investitori per aumentare i ricavi. “Non entro in queste dinamiche, io sono il responsabile dell’area tecnica, delle questioni finanziarie è giusto risponda il Presidente. Il calcio si può fare sperpero i soldi omettendo in campo le idee. Le nostre stanno sfruttando. L’indice di liquidità, proprio per questo, non ci preoccupa minimamente“.

Su Casadei ed il mercato: “Abbiamo avuto approccio ai contatti con Casadei del Chelsea, sento dire che sta arrivando, ma un po’ prematuro. Vedremo come si evolverà la situazione. Greenwood? Abbiamo offerto qualcosa come 32 milioni di sterline, ma il ragazzo ha deciso di andare altrove. Ci abbiamo provato, vale lo stesso per Fazzini. Volevamo prenderlo, l’Empoli ha fatto muro. In entrambi i casi abbiamo fatto il massimo e quando le cose vanno così, non ci possono essere rimpianti”.

Infine sull’utilizzo di Dele-Bashiru: “Non parlo di questioni tecniche. Baroni ha a disposizione una serie di calciatori, sa lui come, dove e quando utilizzarli. Mi sembra stia facendo abbastanza bene“.

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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Lazio-Casadei, cosa manca per la fumata bianca: il punto

Stiamo valutando e parlando con il suo entourage, vediamo domani cosa succede”, diceva ieri il Ds della Lazio Angelo Fabiani in conferenza stampa su Cadasei e la trattativa con il Chelsea. Domani è oggi ed alla fine del mercato manca una settimana. Sono ore calda sull’asse Roma-Londra, ci si chiede cosa manchi alla fumata bianca dopo l’apertura dei Blus.

Secondo quanto riportato da Il Messaggero, il nodo da risolvere tra tra i club sarebbe legato alle modalità di pagamento, alla rateizzazione e ai “pagherò” oltre il 30 giugno. La volontà di Lotito, scrive il quotidiano, sarebbe quella di non sovraccaricare l’attuale bilancio, senza avere la certezza della Champions League e, soprattutto, con oltre 30 milioni da versare per il riscatto dei vari cartellini. Inoltre, andranno anche accordate le commissioni da versare nelle tasche degli agenti e dei collaboratori.

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DICHIARAZIONI

Mercato Lazio, Fabiani: “Mi sento di escludere che non verrà nessuno. Casadei? Vedremo cosa succederà”. E su Veiga…

Il direttore sportivo della Lazio Angelo Fabiani, in conferenza stampa dopo la sfida dell‘Olimpico contro la Fiorentina, ha parlato della situazione relativa all’interesse dei biancocelesti per Cesare Casadei, centrocampista del Chelsea finito anche nel mirino del Torino:

Perché non si è preso uno come Folorunsho? Il mercato lo faccio io e non lo fai tu.

Patric? Lo aspettiamo come Vecino e Nuno Tavares. Veniamo da una partita infrasettimanale, le energie poi le paghi.

Mercato? Noi stiamo alla finestra. Se individuiamo qualcosa di funzionale non ci tireremo indietro. Da domani ci metteremo in questo ‘poker allargato’, dove ognuno fa il proprio gioco.

Arbitro? Il calcio lo vediamo e lo capiamo tutti. Le immagini sono lì, giudicate voi. Mi auguro che Rapuano si riveda la partita e faccia tesoro dei 35 minuti giocati sui 90 a disposizione.

Rovella ieri ha avuto un lutto in famiglia. È rientrato ieri sera molto tardi, gli avevamo concesso di andare a dare un ultimo saluto alla zia. Non è Rovella o Dele-Bashiru, ci sono partite che nascono male o peggio come quelle di questa stasera. Voglio sottolineare la maturità di questi tifosi che hanno apprezzato il lavoro sul campo della squadra, mai doma. Noi dobbiamo avere questa mentalità e continuare a farla crescere. Non posso rimproverare niente a nessuno dal punto di vista dell’impegno“.

Su Casadei –Stiamo facendo delle valutazioni e stiamo parlando anche con il suo entourage. Da domani vedremo cosa succederà“.

Sui mancati investimenti –Non la vedo così. Vi posso garantire che abbiamo avuto moltissime richieste per i nostri giocatori, parliamo di milioni di euro. Abbiamo ritenuto opportuno non cedere nessuno perché stiamo ricostruendo qualcosa di importante. Pensiamo di partire da un punto fisso, di non dare via i pezzi migliori. Poi ci sono tante questioni da valutare: la lista, i giocatori in organico, gli infortunati, cosa ti offre il mercato. Avevamo individuato Veiga che poi ha deciso di andare alla Juventus, gli facciamo i migliori auguri per la sua carriera. Ora stiamo valutando altri profili. Stiamo cercando di capire di cosa necessita la squadra, non mi serve fare il mercato a effetto, non prendo in giro la gente con queste cose. Vediamo chi è funzionale al progetto per i calciatori da inserire nel progetto. Poi, recuperati gli infortunati, questo è un gruppo che ha fatto un qualcosa di straordinario. Non è che c’è così molto da fare in questo organico, forse si è operati bene in estate. Qualcosa verrà fuori. Anche se non si prendesse nessuno, e mi sento di escluderlo, la squadra è attrezzata per stare su tre fronti e l’ha dimostrato fino a oggi“.


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Lazio, Fabiani: “Battuta d’arresto immeritata. Arbitro? Gestione non all’altezza”

Ai microfoni di Lazio Style Channe/ per commentare quanto accaduto all’Olimpico tra Lazio e Fiorentina, è intervenuto il direttore sportivo Fabiani. Queste le considerazioni: “Per questo sono qui, i ragazzi sono molto amareggiati e delusi tra virgolette da questa battuta d’arresto immeritata. Vengo per dire che hanno fatto un’ottima gara, ce l’hanno messa tutta.

Purtroppo per un verso o per un altro le cose non sono andate come speravamo, da domani torneremo a lavorare e penseremo all’Europa”.

“Penso ci siano dirigenti preposti a valutare l’arbitraggio. C’è un vecchio detto che dice “le immagini sono li, commentatele voi'”.

“Approccio? La Fiorentina ha capitalizzato al massimo due situazioni poi non c’è stata più partita e gioco, probabilmente anche il tempo di poter giocare. Sei sotto di due gol e poi chi ha i crampi, chi si butta per terra. Non si è capito nulla, una gestione non all’altezza. Non sta a me commentare l’operato dell’arbitro. Le immagini sono lì e la gente non è stupida”.

“Mercato? Adesso metabolizziamo la sconfitta, manca ancora qualche giorno alla chiusura. Stiamo lavorando, stiamo facendo alcune valutazioni e da domani ci mettiamo al lavoro”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Scelte e mentalità, tutte medaglie al petto di Baroni. Parole Fabiani un riferimento polemico per la panchina di Dele…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“In 35 anni di Lazio non mi è mai capitato di ascoltare i giocatori elogiare in questo modo e con questa continuità il proprio allenatore, questo caso Marco Baroni. Quanto detto da Zaccagni definisce il motivo per il quale ieri è stato scelto di mandare in campo tutti i titolari. Questione di mentalità, di addestramento a dare sempre tutto, uno strumento per alimentari convinzioni ed entusiasmo. Qualcosa di speciale sta accadendo. Il ragionamento che poteva favorire il turnover in ottica Fiorentina era dettato dalla vicinanza delle gare, ma onestamente ha avuto ragione Baroni, al di là di come andrà con la Fiorentina. Anche perché, il secondo tempo è stato un allenamento che ha permesso anche di gestire le forze. Anche su Isaksen si può ragionare nell’ottica di quello che gli chiede Baroni. Vuole che punti l’uomo, si prenda dei rischi e ieri facendolo ha generato il doppio giallo a Munoz. Sono tutte medaglie al valore sul petto di Baroni.

“Le parole di Fabiani ieri prima della gara mi sono sembrate un riferimento polemico, secondo me, poco opportuno nei confronti di Baroni e della non scelta di Dele-Bashiru. Baroni, poi, ieri, esce allo scoperto e sottolinea di aver bisogno di un difensore centrale”.

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CALCIOMERCATO PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Mercato, ora la necessità è in difesa, Patric non sta bene. Centrocampista? Quando ho sentito Baroni parlare di Ibra mediano…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Non ho mai sentito la Lazio particolarmente ottimista su Casadei. Non ho mai sentito una grande convinzione, ho sempre captato una preferenza per Belayhane, malgrado una trattativa soprattutto con gli agenti del Chelsea c’era. Nel rapporto qualità-prezzo non è stato ancora individuato il profilo giusto, anche se siamo al 21 gennaio e sarebbe il caso di farlo. Quando ho sentito Baroni riferirsi a Ibrahimovic come centrocampista centrale, ho iniziato ad avere i miei dubbi sull’arrivo di un altro centrocampista. Quando cerchi di adattare giocatori è chiaro che è un segnale.

Il centrocampista serve, se avessi i soldi lo prenderei io. Detto questo, l’emergenza in questo momento è nettamente in difesa. Patric non riesce a correre, non sta bene, è tornato ma sta lavorando solo in palestra. Ora si prosegue con la terapia conservativa, ma non sento ottimismo.

Vecino dovrebbe tornare totalmente disponibile dopo il 10 febbraio. Baroni sta continuando a lavorare su Dele-Bashiru mediano. Non dimentichiamoci la prova del nigeriano in quel ruolo a Napoli. Ora va assolutamente preso un centrale difensivo.

La Lazio si muove per un giovane centrocampista più per il futuro che per il presente. Vecino va verso la scadenza del contratto, quindi l’intervento in quella zona viene visto come un’opportunità per anticipare i tempi e non un’urgenza”.