ANDREA PRANDI (La7) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!
“Su Inter-Lazio non è che sono molto ottimista sulla vittoria. Non credo che Inzaghi voglia chiudere male la stagione, lui è uno che ci tiene molto ai numeri. Bisogna vedere se la Lazio avrà la cattiveria giusta per giocarsela, poi è chiaro che le gare sono tutte da giocare. La vedo complicata una vittoria, nel caso in cui dovesse accadere magari si potrebbero aprire degli scenari insperati. Chi dice che i punti di Monza sono quelli che mancano alla Lazio secondo me sbaglia, i punti persi nel corso della stagione sono tanti davvero.
Dall’intervista di Fabiani a Radiosei non mi aspettavo molto dal punto di vista dei contenuti espressi dal direttore. Circa il programma per il futuro, in questa situazione di stallo economico bisogna far fruttare al massimo quello che hai, battendo anche la strada delle cessioni. Credo sia naturale. Portare giocatori a scadenza ad una certa età non è stata una politica vantaggiosa. Per Immobile si può fare un’eccezione, ma per altri no. Mi aspetto una politica di questo tipo, a meno che non si vada in Champions“.
ANGELO FABIANI (Ds Lazio) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!
“E’ un momento particolare, mancano queste ultime due gare, dobbiamo provare a fare il massimo. L’Europa è importante per il presente e per il futuro, non saranno gare facili a partire da quella di domenica contro l’Inter. E’ stata una stagione particolare, siamo partiti con il piede sbagliato, poi recuperare punti diventa difficile. Siamo riusciti a tenere botta, l’addio di Sarri ci ha un po’ spiazzati. E’ una persona straordinaria, di un’umanità incredibile, ha avuto dei problemi famigliari e con un’estrema generosità ha comunicato un passo indietro. Lo vorrei veramente ringraziare, non so quanti nel nostro mondo avrebbe fatto una cosa del genere, rinunciando a molti soldi”.
Questione Luis Alberto? E’ molto semplice, la Lazio si deve riprendere la sua centralità, serve un metodo in cui non ci sono spazi per personalismi, egocentrismi e cose simili. Lui è un ottimo giocatore, ha un contratto con la Lazio ed a fine stagione la società prenderà decisioni per il bene del club. Lui ha espresso una sua volontà, se è una volontà che non lede gli interessi della società troveremo una soluzione, altrimenti faremo valere la nostra autorevolezza. Questo vale per tutti”.
Come rilanciare il settore giovanile? “Quando mi chiamò Lotito e mi chiese di occuparmi della Primavera e della Women entrai in punta di piedi per poi intervenire. Mancava mentalità aziendale, c’era il brutto vizio di curare ognuno il proprio orticello. La conseguenza fu quella di far capire alla Primavera, facendola allenare fuori da Formello, cosa significa far indossare una maglia gloriosa come quella della Lazio. Adottammo bastone e carota, i risultati di questa stagione sono un effetto positivo di questo metodo. La società deve essere presente in ogni momento ed in ogni dove“.
Struttura societaria troppo snella? “Per quanto riguarda la comunicazione stiamo ultimando gli studi a Formello ed a fine anno arriverà dal mondo del calcio un addetto stampa. La struttura quanto più è snella, quanto più è funzionale. L’accavallarsi di figure può produrre effetti negativi. Io sono un direttore sportivo che lavora tutto il giorno, cosa che consente di tenere tutto sotto controllo. Dopodiché la Lazio ha abili collaboratori che sanno fare il proprio lavoro e sanno in che contesto muoversi, per mettere dentro delle figure bisogna capire se il carattere è funzionale. Abbiamo un segretario importante come Armando Calveri, uno dei migliori in Italia. Se ognuno fa il suo non ci sono problemi di struttura societaria”.
Questione arbitrale? In questa stagione ho visto che ci sono stati degli episodi che ti hanno penalizzato e favorito. Una società come la Lazio non si può ridurre ad un episodio arbitrale per nascondere i propri insuccessi. Non dobbiamo creare alibi ai giocatori. Se alla Lazio mancano dei punti in classifica è per propri demeriti“.
Rapporti con Tudor? Sono ottimi, è stata una scelta condivisa con il presidente ed è un tecnico seguito già ai tempi di Verona. Ora stiamo studiando i profili adatti per il suo calcio. Tudor ha un contratto fino al 2025, con lui ci confronteremo per la squadra del futuro. I cicli sono fatti per finire, quello di Sarri si è chiuso, se ne sta aprendo un altro per costruire una squadra di giovani calciatori con esperienze in campo internazionale. Nel mio calcio non è contemplato prendere trentenni o trentaduenni. Noi vogliamo costruire una squadra di calciatori giovani ed importanti. Un modello su cui rifarsi è il Feyenoord, lo stesso Leverkusen ha costruito una squadra importante dopo un momento buio”.
Kamada resterà? Il destino è nelle sue mani, dagli ultimi colloqui che ho avuto con il suo entourage ho capito che lui è ben contento di restare. La situazione ad oggi dice che al 100 per cento resterà, poi le cose possono cambiare sempre”.
Guendouzi? E’ di proprietà della Lazio, ne ho sentite tante, ma non ce bisogno di ricucire il rapporto con Tudor. E’ un purosangue, vorrebbe sempre restare in campo. Prima di prendere Tudor, la Lazio si è mossa per capire la situazione con il ragazzo”.
Rovella? “Abbiamo investito su di lui, presto se ne parlerà anche per la nazionale. Purtroppo ha avuto tempi lunghi di recupero a causa della pubalgia. Domenica è entrato, ha capacità organiche straordinarie”.
Provedel e Mandas? “Provedel è il numero uno indiscusso, su Mandas abbiamo investito, noi dobbiamo avere due portieri forti. Tutte e due resteranno alla Lazio nella prossima stagione. Poi se viene il principe d’Arabia che offre 50-60 milioni mi vendo da solo…”
Fabiani e Sarri, un binomio terminato lo scorso 12 marzo. Nel suo intervento odierno ai microfoni di Radiosei, il DS ha ripercorso la tappa del suo addio: “Ci ha spiazzati, Maurizio è una persona straordinaria e ha avuto problemi familiari, quando certe cose ti toccano da vicino fare il proprio lavoro non è facile. Lui con grande rispetto per la Lazio e grande umanità mi ha detto che non avrebbe potuto dare tutto quello che volevano. Lo ringrazio perché non so in quanti lo avrebbero fatto, facendo un passo indietro e rinunciando a un anno di stipendio. Lotito ha voluto comunque onorare il contratto fino a fine stagione”
[…] Lo scopriremo presto, senz’altro ad Auronzo, dove Tudor ha scelto di trascorrere 12 giorni (3 amichevoli), dall’11 o 12 luglio fino al 23 o 24 luglio. Il croato ha già fissato il ritiro, questo getta meno ombre sul suo futuro, ma le prossime tre partite saranno decisive insieme a un nuovo vertice di giugno, dopo quello del 1 maggio. La Lazio, specie senza Champions, non potrà certo rinnegare l’ultimo mercato per accontentare il tecnico. E martedì, davanti a Igor, anche il ds Fabiani ha tenuto un discorso al gruppo: «Isoliamoci, non è vero che ci saranno tutte le cessioni che si dicono. Dovete credere nel progetto Lazio, ora e in futuro». Eppure, già a partire dalla porta, è tutto così incerto.
La stagione è ancora in corso, ma la Lazio e Igor Tudor sono già al lavoro per il presente e per programmare il futuro. Come racconta oggi Il Messaggero tra le sue pagine, il primo maggio alle 10 di mattina è andato in scena un vertice fra il direttore sportivo Fabiani e il tecnico croato per fare un punto della situazione, gettando qualche type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idea sul mercato e sul prossimo ritiro estivo.
Tudor è rimasto soddisfatto dalle risposte avute dal gruppo e il club è intenzionato a portare avanti la politica del ringiovanimento: è stato offerto Pirola, mentre per l’esterno sono apprezzati Dorgu e Doig oltre a Gosens, altro profilo proposto. Per la trequarti attenzione alla pista Colpani che domani a Monza potrebbe entrare nel vivo visto l’addio di Luis Alberto, mentre in avanti le occasioni potrebbero essere Dia e Pohjanpalo. “Approfondito anche il discorso relativo al rientro dei prestiti di Kamenovic, Basic, Akpa e Cancellieri, un altro nodo”, si legge sul giornale.
Totale incertezza. Su tutto quello che dovrà accadere in estate pesano i punti interrogativi. Immobile, Luis Alberto, Guendouzi e Kamada restano in bilico, sono i big sfuggenti. C’è un tempo reale da vivere e un tempo immaginario da attendere per la Lazio. Il tempo reale è la corsa europea, se da Champions o EuroLeague lo diranno le prossime quattro partite. Il tempo immaginario è il tempo del mercato, condizionato da troppi rompicapo. Oggi non hanno soluzione.
La Lazio e i big in bilico
Lotito e Fabiani non sanno come andrà a finire con i big con cui ci sono state incrinature. Non sanno ancora se arriveranno offerte e di che portata. Ma se partiranno lo faranno alle condizioni della società. Per tornare ai dubbi, Lotito e Fabiani non sanno se altri elementi come Isaksen e Rovella rimarranno in rosa o meno. Isaksen, a tutta fascia, non ha funzionato. E da trequartista Tudor l’ha ridimensionato in quanto a presenze. Rovella ha vissuto un 2024 da incubo causa pubalgia, un tormento. L’ex Monza è arrivato in prestito biennale dalla Juve, il riscatto è previsto nel 2025. Ha giurato amore, ribadito in più occasioni. Si sente a casa. Ma è chiuso, ogni aspetto del futuro andrà valutato con attenzione.
Il mercato legato all’Europa
Fabiani non ha lanciato assalti di mercato, sono in corso perlustrazioni, parla con procuratori e agenzie, raccoglie offerte che vengono recapitate a Formello. Incontrerà Tudor nelle prossime due settimane e faranno un punto. Ma solo le ultime quattro partite definiranno il futuro europeo della Lazio. La nuova Champions mette in palio alcuni milioni in più, vale anche per l’Europa League. Ma gli incassi sono differenti e cambiano gli scenari. Giocatori variabili, risultati variabili, strategie variabili, ad oggi il rischio è avvitarsi in un gorgo di ipotesi.
Lazio, i punti fermi per il futuro
È più facile fissare i punti fermi. Sono i giocatori blindati o che hanno rinnovato. Castellanos rimarrà, la società è convinta che il prossimo anno farà ancora meglio. Zaccagni si è legato fino al 2029, è l’Arciere del presente e del futuro. Provedel ha ricevuto un premio, l’adeguamento, è l’uomo della provvidenza. Romagnoli non vuole ascoltare proposte, Patric è un uomo-bandiera, rimarrà anche Casale. Si ripartirà da loro. Tutte le altre posizioni sono da valutare e certificare. Lotito e Fabiani dovranno anche gestire il mercato in uscita. Rientreranno Basic, Cancellieri, Marcos Antonio, Akpa Akpro e Kamenovic. Partiranno per il ritiro a meno di accordi individuali. Tudor potrebbe testare alcuni di loro, ma sembrano tutti destinati alla cessione. Il nuovo ciclo, per la società, ha bisogno di un periodo di tempo intermedio per dare nuovi frutti e piazzare tutti gli esuberi abbassando le spese eccedenti. Ma nel contempo si dovrà continuare ad investire e a lottare per raggiungere nuovi traguardi. Possono partire in tanti, non partiranno tutti. Al di là di tutto la stagione in corso rischia di chiudersi ironicamente proprio da dove era partita: dalla rivoluzione. Bisognerà ragionare evitando deprezzamenti e salassi. Il miracolo Champions aiuterebbe a risolvere meglio le incognite. Corriere dello Sport
Come riporta Il Messaggero, nelle ultime ore al calciomercato Lazio è stato accostato il nome di Alexis Sanchez, attaccante cileno in uscita dall’Inter a parametro zero. Dalle colonne dello stesso giornale però il DS Fabiani ha smentito la pista con queste parole: “La nostra politica è chiara e coerente, non prenderemo ultra trentenni. Mandragora e Gosens? Ribadisco, non ci sono trattative in corso e quindi nulla di vero sul mercato in questo momento. Restiamo concentrati sul campionato in corso”.
Alla Lazio-tipo di Tudor mancano alcuni giocatori «fisici e di gamba». Questo chiede Igor, specialisti per il 3-4-2-1 e il suo calcio d’urto. Lotito l’anno scorso aveva gelato Sarri proclamandosi presidente-diesse. La grande domanda è: Tudor sarà accontentato o almeno assecondato? Il viluppo di contraddizioni dell’ultimo mercato non può condizionare il prossimo. Il diesse Fabiani visiona i profili studiati dalla talent room, annota nomi, incontra procuratori, sta raccogliendo proposte, assicura di non aver lanciato assalti, si riunirà con Tudor entro metà maggio per fare un primo punto. Oggi pensieri e forze sono concentrati sulla scalata Champions, a Formello ci credono. Ma delle type=’text/javascript’ idee di base è normale che ci siano, riguardano i ruoli da rinforzare. Si possono prevedere 4-5 acquisti al netto di eventuali cessioni. Le varianti sono legate a Luis Alberto, Guendouzi, Immobile e Kamada. Tutti nomi che per un motivo o per un altro sono in bilico.
Lazio, i dettagli del piano rinforzi
I 4-5 acquisti essenziali servono a coprire buchi esistenti nell’undici o in panchina. La difesa è il reparto che Igor ha promosso in poco tempo. Romagnoli e Casale lo soddisfanno come centrali dominanti. Patric e Gila sono considerati perfetti da braccetti. Ma sono pochi. La difesa a 3 presuppone la presenza di sei difensori, ecco perché si è messo in conto l’arrivo di due rinforzi: i vice Patric e Gila. Il centrocampo propone i primi rebus. La tregua Tudor-Guendouzi durerà fino a tutto maggio, poi bisognerà valutare le intenzioni del francese, potrebbe valutare la partenza. L’opzione rinnovo di Kamada scadrà il 30 maggio, non ha ancora dato una risposta. Vecino è in scadenza nel 2025. Cataldi e Rovella rimarranno. Ogni eventuale partenza dovrà essere rimpiazzata. Un acquisto sarà chiuso a sinistra, si aggiungerà un cursore. Tudor è partito con Zaccagni. Adatta Marusic, ha provato Lazzari. Hysaj lo vede di più a destra. Pellegrini non s’è visto. Si valuta l’acquisto di un esterno, permetterebbe a Zaccagni di essere avanzato e di recuperare offensività. Ci sono riflessioni su Gosens dell’Union Berlino, non è mai stato smentito. Lascerà la Germania.
In attacco
In avanti ci sono certezze e incertezze. Castellanos per la società diventerà una punta di diamante. E’ già programmato l’arrivo di un nuovo Felipe, di un trequartista. Zaccagni può tornare a ridosso dell’area. Isaksen, lanciato e dimenticato da Tudor, sarà una delle alternative. Con Pedro si sta provando a risolvere il contratto. Ma sono i casi Luis e Ciro a creare le maggiori incertezze. Lotito li farà partire solo se riceverà offerte convenienti. Il Mago è rinsavito, non è chiaro se si sia ricreduto sul da farsi. Aveva annunciato l’addio, ma dopo il gol di Genova ha lucidato l’aquila sul petto. Se ne riparlerà a fine anno. Ciro non ha offerte, se spunteranno saranno valutate. All’Arabia si sono aggiunti rumors sul Canada. Per Luis e Ciro pesano gli ingaggi e il costo dei cartellini (Lotito non li svende sotto i 15 milioni). In avanti, pur restando il capitano, si pensa ad un innesto che possa essere utile da centravanti o trequartista. In ballo i nomi di Dia e Tchaouna della Salernitana. Acquisti in saldo da squadre retrocesse e offerte improvvise possono fare al caso di Lotito. Il budget iniziale sarà deciso in base alla qualificazione europea. Se arriveranno offerte vere e allettanti per i big il gruzzoletto aumenterà. Corriere dello Sport
Da oggetto misterioso a goleador. Una notte amara può riaccendere e riscrivere la storia di Castellanos. Standing ovation al cambio all’81’. In quel momento la Lazio intravede i supplementari, crede nel ribaltone agognato. Due minuti dopo la beffa della Juventus, qualificata alla finale di Coppa Italia del 15 maggio. È crudele il risultato, ma i tifosi sperano almeno di aver ritrovato il centravanti del futuro. Funziona la carica di Tudor, il Taty risponde saltando sulla testa di Alex Sandro e poi scaraventando Bremer al suolo, prima del piattone del raddoppio: «Abbiamo lottato fino alla fine e questo mi dà tranquillità, sono orgoglioso della squadra. Continueremo a combattere per arrivare il più in alto possibile in campionato. Sempre forza Lazio», il post Instagram del giorno dopo, con tanto di foto-ricordo dello stacco imperioso sul primo gol. Seconda doppietta in poco più di un mese per l’argentino, pagato 15 milioni (difficilmente scatteranno i 4 di bonus) e forse appesantito da quell’ingombrante etichetta da «fenomeno», appiccicatagli addosso in estate da Lotito. Il patron lo abbraccia a fine gara negli spogliatoi dell’Olimpico: «Te l’ho detto che devi credere in te stesso». Al momento Simeone, Dia, Retegui, Pohjanpalo si scansino: «Al di là di eventuali occasioni che si presenteranno, puntiamo tutto sul Taty per il prossimo anno», assicura il ds Fabiani, tutt’altro che ravveduto del suo acquisto. Di sicuro, Castellanos non sa segnare solo al Frosinone (3 dei 4 gol sino a ieri), contro la Vecchia Signora rompe il digiuno dopo 280′ del nuovo ciclo. Chissà se Tudor è pentito di averlo sostituito («Per scelta tecnica»), nel finale avrebbe fatto comodo il suo lavoro sporco e di sponda per tenere alta la Lazio. Il Taty ieri era affaticato, almeno è stato scongiurato un infortunio: sabato ripartirà in vantaggio su Immobile, a sua volta rammaricato dal 2-1 incassato proprio al suo ingresso. Il Messaggero
Dopo la sfuriata di Lazio – Salernitana, Luis Alberto ha avuto un colloquio col ds Fabiani per chiarire le motivazioni dell’intervista nella quale ha richiesto la rescissione consensuale alla Lazio. Come riporta il Corriere dello Sport, non solo lo spagnolo ha avuto un incontro col direttore sportivo. Anche la YouFirst, agenzia che cura gli interessi del dieci biancoceleste, ha parlato con Fabiani ribadendo la volontà di Luis Alberto di farsi da parte ma assicurando di non avere alcuna squadra alle spalle di questa decisione arrivata come un fulmine a ciel sereno