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PROGETTO STADIO

Lazio, presentazione del progetto Flaminio: tutti gli interventi della conferenza ed il render (VD/AD)

Martedì 17 febbraio, alle ore 10:30, presso il Training Center di Formello, si terrà la conferenza stampa di presentazione ufficiale del progetto dello Stadio Flaminio, già consegnato al Comune di Roma.

Nel corso dell’incontro, presentato da Alessio De Giuseppe di DAZN, prenderanno la parola il Presidente della S.S.Lazio Sen. Claudio Lotito, l’architetto Pierluigi Nervi, il Prof. Arch. Domenico D’Olimpio (Responsabile Scientifico e Direttore e coordinatore del team di lavoro dell’Università La Sapienza di Roma), il Prof. Roberto De Lieto Vollaro (Dipartimento di Ingegneria Industriale, Elettronica e Meccanica dell’Università degli Studi Roma Tre), l’architetto Marco Casamonti (Studio Archea Associati), Giuseppe Rizzello (Direttore Generale Legends Global Italia) e Andrea Caloro (Legends Global Ambassador)”.

Prende parola Lotito, che legge un discorso scritto:

«Buongiorno a tutti, ringrazio i rappresentanti delle istituzioni, i professionisti che hanno lavorato al progetto, gli organi di informazione e tutti coloro che hanno voluto essere presenti e collegati nelle varie modalità proposte dalla nostra MediaCompany. Desidero rivolgere un sincero ringraziamento al Sindaco di Roma, all’Assessore Onorato e a tutti gli uffici comunali che in questi mesi hanno seguito con attenzione e professionalità questo percorso. È stato un confronto intenso, approfondito, talvolta complesso, come è naturale quando si interviene su un quadrante strategico della città. Li ringrazio per la disponibilità al dialogo, per il lavoro tecnico svolto con senso di responsabilità e – mi permetto di dirlo con un sorriso – per averci sopportato e supportato in ogni fase di questo iter. Oggi non presentiamo semplicemente un progetto edilizio. Presentiamo una visione.

La rifunzionalizzazione dello Stadio Flaminio non riguarda soltanto la S.S. Lazio. Riguarda Roma, la sua storia urbanistica e la sua capacità di guardare al futuro con responsabilità. Interveniamo in un contesto di grande valore storico e architettonico, nato con le Olimpiadi del 1960 e inserito nella pianificazione strategica della città. Questo significa una cosa molto chiara: il progetto si colloca nel pieno rispetto delle regole e degli indirizzi urbanistici vigenti. Lo Stadio Flaminio non è un manufatto isolato. È parte di un sistema urbano con una vocazione sportiva e culturale consolidata nel tempo. Il nostro obiettivo è rigenerare un’area oggi segnata da criticità evidenti, restituendole qualità, funzionalità, sostenibilità e tutela della sicurezza dei cittadini. Abbiamo affrontato con serietà il tema della mobilità, consapevoli delle preoccupazioni dei residenti. Il progetto prevede la delocalizzazione dei parcheggi fuori dal quartiere, il potenziamento del trasporto pubblico locale, l’incentivazione della mobilità pedonale e ciclabile e la trasformazione dell’area in un’isola ambientale. L’obiettivo è ridurre l’impatto del traffico privato e migliorare concretamente la qualità della vita del contesto urbano. Sul piano ambientale, l’intervento comporterà un incremento significativo delle aree verdi e delle alberature, con una cintura verde intorno allo stadio e oltre 57mila metri quadrati di pavimentazioni innovative in grado di contribuire alla riduzione degli agenti inquinanti. il progetto prevede inoltre specifiche soluzioni tecnologiche finalizzate all’abbattimento significativo dell’impatto acustico, nel totale rispetto delle abitazioni e del contesto urbano circostante. Non stiamo parlando di annunci. Stiamo parlando di studi tecnici, analisi ambientali e simulazioni scientifiche.

La Lazio è una società fondata nel 1900. È parte integrante della storia di Roma. Quando assumiamo un impegno di questa portata, lo facciamo con la consapevolezza che ciò che realizziamo oggi incide sulle generazioni future. Questo progetto rappresenta un passaggio fondamentale per l’accrescimento patrimoniale e infrastrutturale del Club, ma soprattutto costituisce un’opportunità concreta di riqualificazione per uno dei quadranti più significativi della Capitale. Siamo pronti al confronto. Siamo pronti ad ascoltare. Siamo pronti a spiegare ogni aspetto della proposta con trasparenza. Perché un progetto di questa importanza non si impone. Si costruisce con responsabilità, con rispetto delle istituzioni e con visione di lungo periodo. Permettetemi, infine, una parola rivolta ai nostri tifosi. So che negli ultimi mesi il dibattito è stato acceso. Ascolto ogni opinione, anche quando è critica. Il mio carattere, nel bene e nel male, a volte mi porta a esprimermi con grande franchezza. Può accadere che alcune dichiarazioni vengano interpretate in modo diverso da quello che intendo. Ma ogni scelta che compio è orientata esclusivamente al bene della Lazio e sempre ispirata dal cuore. Quando si parla del futuro della Lazio, le emozioni sono forti. Ed è giusto che sia così: la passione è l’anima di questa società. Ma proprio perché la Lazio è passione, deve essere anche responsabilità. Questo progetto non nasce per dividere. Nasce per costruire qualcosa che resti. Ogni tifoso sogna uno stadio pieno, moderno, identitario. Anch’io lo sogno. Ma il sogno deve camminare sulle gambe della sostenibilità, del rispetto delle regole e dell’equilibrio economico. La Lazio deve crescere senza mettere a rischio ciò che è stato costruito in questi anni: stabilità, solidità, continuità. Valutate il progetto per quello che è: un intervento che migliora un’area oggi degradata, che porta verde, mobilità sostenibile, qualità urbana e restituisce alla Lazio una casa coerente con la sua storia.

Possiamo discutere, confrontarci, anche criticare. Ma non perdiamo di vista l’obiettivo comune: lasciare alla Lazio e alla città tutta qualcosa di solido e duraturo. Durante la prossima sosta della Nazionale presenteremo “Lazio 2032 – Il Sogno Responsabile”. una conferenza programmatica che delineerà il percorso strategico del Club. In quell’occasione illustreremo, insieme alla società di consulenza Deloitte e all’Università Luiss, un piano industriale a cinque anni fondato su sostenibilità economica, crescita patrimoniale e competitività sortiva. Lo stadio è un tassello, ma la visione è più ampia. La scelta del 2032 non è casuale. È un orizzonte temporale coerente con le traiettorie europee dello sport e con le prospettive legate ai Campionati Europei. La S.S. Lazio ha già formalizzato una manifestazione di interesse affinché lo Stadio Flaminio possa essere valutato tra le possibili sedi ospitanti. Non è una promessa, né una forzatura. È un atto di responsabilità e di visione: mettere Roma e il Flaminio nelle condizioni di poter partecipare a un grande evento internazionale, qualora i requisiti tecnici e istituzionali lo consentano. Siamo consapevoli che il percorso di assegnazione delle sedi sarà competitivo e che nella nostra città sono previste più candidature. Proprio per questo vogliamo affrontare il tema con metodo, trasparenza e programmazione. ‘Lazio 2032’ sarà un momento di confronto aperto con le istituzioni, con i nostri partner e con i tifosi, per costruire un dialogo serio e costruttivo sul futuro del Club e sul ruolo che intendiamo svolgere per la città. Il Flaminio nacque per le Olimpiadi del 1960. Oggi può ambire, con equilibrio e serietà, a tornare nel circuito dei grandi eventi europei. Non vogliamo limitarci a gestire il presente. Vogliamo costruire il futuro. Lo stadio è parte di questo disegno. Non è un punto di arrivo, ma uno strumento per crescere in modo stabile e responsabile. La Lazio è di chi la ama. E chi la ama ha il dovere di pensare al suo futuro. Noi stiamo lavorando per questo per renderla immortale. Grazie a tutti».

Prende parola l’architetto Pierluigi Nervi, che legge un discorso scritto:

«Buongiorno a tutti i presenti che ringrazio per la partecipazione, desidero ringraziare inoltre l’ing. Alessandro Lanzetta per aver creduto nella prima ipotesi progettuale ed averla sottoposta al presidente Lotito quando gli fu mostrata circa quattro anni fa, nel corso del nostro primo incontro qui a Formello. Un ringraziamento particolare va al Comune di Roma per l’attenzione e l’interesse riservati al progetto ed alle indicazioni di approfondimento fino ad oggi ricevute. Un ultimo doveroso ringraziamento all’architetto Marco Casamonti che ha fatto suo il progetto e grazie alla propria esperienza e sensibilità ne ha reso possibile lo sviluppo e l’esecutività, spero fino alla realizzazione. Premesso che nel corso degli anni, per gli impianti dedicati al calcio internazionale, sono state create ed imposte nuove regole, tali da rendere necessarie modifiche e conseguenti ristrutturazioni circa gli adeguamenti da adottare, si è reso opportuno ipotizzare gli adeguamenti e gli interventi obbligati per un impianto nato per ospitare incontri internazionali. Una breve illustrazione dell’intervento in esame. Il progetto si basa unicamente sul metodo adottato da mio nonno, l’ing. Pier Luigi Nervi, ad esempio nella proposta da lui sottoscritta e pubblicata all’epoca da numerose riviste del settore, per lo stadio Comunale di Firenze, da lui progettato e costruito alla fine degli anni venti. In pratica, senza eccessive fantasie o esagerazioni, replicava la struttura di base, realizzando dei telai analoghi agli esistenti della stessa forma e caratteristiche, posti al di sopra degli stessi, dopo averne rinforzato l’armatura ed aumentato la dimensione. Per lo stadio Flaminio è stato adottato lo stesso metodo; riprendendo alcuni schizzi dei progettisti (arch. Antonio Nervi e ing. Pier Luigi Nervi) sono stati ipotizzati dei telai strutturali in acciaio, analoghi per forma agli attuali, posti all’esterno degli originari, in modo di non gravare in alcun modo sulla struttura esistente, che resta libera e non alterata, priva di qualsiasi connessione con la nuova. Questi telai sono posti ad un intervallo doppio rispetto agli attuali (m 12,00 invece di m 6,00); in questo modo la nuova struttura rende del tutto visibile dall’esterno quella esistente garantendone trasparenza e percezione. L’intervento è chiaro che modificherà i flussi e la mobilità nella zona, almeno in occasione degli eventi e manifestazioni nel nuovo impianto. Così come sarà necessaria una nuova educazione per tutti coloro ce si recheranno allo stadio, che potrà ospitarli con nuove adeguate caratteristiche. È infine opportuno sottolineare che verranno ripristinati tutti gli ambienti originari quali le palestre, la piscina, ecc. Uno studio attento della mobilità e delle infrastrutture relative è stato fatto dall’ing. D’Olimpio che ne illustrerà in seguito i dettagli. Ringrazio tutti per l’attenzione».

Parla Domenico D’Olimpio (Responsabile Scientifico e Direttore e coordinatore del team di lavoro dell’Università La Sapienza di Roma):

“La rifunzionalizzazione dello Stadio Flaminio è stata interpretata come una occasione per rigenerare un comparto urbano che attualmente evidenzia segni di degrado, architettonico e ambientale, comparto inserito in un ambito urbano che è caratterizzato dalla presenza di quello che è considerato dalla letteratura scientifica, architettonica e urbanistica, uno dei migliori quartieri residenziali di iniziativa pubblica di Roma realizzato secondo i principi del movimento moderno. In tale scenario, l’operazione di rifunzionalizzazione dello Stadio suggerisce specifiche direzioni e strategie progettuali: Lo Stadio Flaminio non può essere considerato come un manufatto edilizio fine a se stesso ma deve necessariamente essere considerato nell’ottica di una rifunzionalizzazione e rivitalizzazione dell’ambito urbano che gli appartiene Negli obiettivi di fondo c’è stato anche quello, importante, di risolvere e dare una concreta risposta alle condizioni di criticità che oggi caratterizzano l’area del quartiere Flaminio, con particolare riferimento all’ambito del Villaggio Olimpico. Criticità che possono essere sostanzialmente definite in: congestionamento dell’intera zona dovuto al traffico veicolare e alle necessità di parcheggio soprattutto nelle ore immediatamente prima e soprattutto immediatamente dopo gli eventi sportivi che si svolgono allo Stadio Olimpico, a testimonianza che il problema legato al traffico veicolare e ai parcheggi è un problema attuale esistente che non riguarda lo Stadio Flaminio, la cui realizzazione, nei termini indicati e proposti, va anzi a risolverlo. La situazione attuale, infatti, nelle giornate degli eventi sportivi che si svolgono nello Stadio Olimpico, è caratterizzata, relativamente alla problematica dei parcheggi, da una situazione caotica e poco controllata, come evidenziato da specifiche analisi del traffico; presenza di ambiti e zone urbane degradate e non controllate dal punto di vista progettuale, associate spesso a condizioni di degrado anche sociale; condizioni precarie della vegetazione diffuse nell’intero quartiere, con degrado delle specie arboree e con la presenza di specie vegetali infestanti nonché radicatesi spontaneamente grazie all’incuria e alla mancanza di manutenzione; qualità dell’aria e del microclima spesso problematica, come dimostrato dai dati forniti dalla vicina stazione di monitoraggio ambientale di Corso di Francia.

Le risposte elaborate, in termini strategici, possono essere sintetizzate in 5 tematiche nodali.

1) Delocalizzazione e azzeramento dei parcheggi auto connessi alla fruibilità dello Stadio Flaminio che insistono nelle aree del quartiere Flaminio e del Villaggio Olimpico. Più in particolare è prevista la delocalizzazione dei parcheggi in zone non residenziali per minimizzare l’impatto della mobilità privata ed evitare nella specifica zona ingorghi e congestionamenti del traffico e quindi inquinamento atmosferico ed acustico nel quartiere.

2) Incentivazione, all’interno dell’area in questione, del TPL – Trasporto Pubblico Locale, autobus e metro. L’area di riferimento è caratterizzata da una rete di servizio di autobus pubblici molto articolata e in grado di collegare l’area dello stadio in maniera costante ed efficace con i diversi settori dell’area metropolitana. Si punta all’incentivazione, attraverso potenziamento, del TPL, nell’ottica del conseguimento della quota di aumento del 20% degli utenti individuata dagli obiettivi generali del Piano Generale del Traffico Urbano. In particolare, si prevede il Potenziamento delle linee TPL che intersecano l’area dei 15 minuti a piedi dallo Stadio Flaminio e della mobilità dolce. La fermata della metro A di piazzale Flaminio, è ad esempio ai margini dell’area dei 15 minuti a piedi dallo Stadio Flaminio e per la maggior parte degli utenti non occorrerebbe un secondo vettore di trasporto verso lo Stadio come nel caso in cui occorre raggiungere lo Stadio Olimpico. Inoltre, occorre anche tenere presente che secondo i programmi, nel periodo in cui si potrebbe prevedere l’entrata in funzione dello Stadio, dovrebbe essere stata realizzato o dovrebbe essere in procinto di esserlo, il completamento della linea metro C fino alla Farnesina, con specifica fermata proprio a Piazza Appollodoro, davanti allo Stadio Flaminio. E’ prevista altresì la realizzazione di nuove infrastrutture di collegamento (pedonale/ciclabile), come il ripristino dell’ex Ponte Bailey realizzato nel 1962, quando il ponte Flaminio venne chiuso a causa del cedimento di un pilone e rimosso verso la fine degli anni ’60 lasciando tuttavia in opera le strutture verticali, ovvero i piloni, che dal punto di vista ambientale e del paesaggio urbano denotano un impatto da risolvereIl Ponte, ubicato all’altezza della centrale ENEL di viale di Tor di Quinto, consentirebbe di raggiungere lo Stadio direttamente dalle nuove aree di parcheggio di viale Tor di Quinto in meno di 30 minuti a piedi, con circa 15 minuti per arrivare dai parcheggi al ponte e successivi 15 minuti per raggiungere lo Stadio attraverso una passeggiata all’interno del Villaggio Olimpico. Occorre rilevare che i tempi di percorrenza a piedi dalle aree di parcheggio site a piazzale Clodio o proprio al villaggio Olimpico che servono attualmente lo stadio Olimpico sono di circa 30 minuti o anche maggiori.

3) Incentivazione della mobilità dolce ciclabile e dell’uso del motociclo, con creazione di specifici percorsi pedonali/ciclabili e aree di parcheggio per biciclette e motocicli, anche nell’ottica di raggiungere le percentuali, su base cittadina, individuate negli obiettivi generali del Piano Generale del Traffico Urbano.

4) Trasformazione dell’area di riferimento dello Stadio Flaminio in isola ambientale, nell’ottica del conseguimento degli obiettivi del Piano Generale del Traffico Urbano che prevedono la realizzazione di almeno un’isola ambientale per ogni Municipio e nell’ottica della non interferenza e continuità con le linee di sviluppo programmatiche degli scenari di trasformazione urbana e ambientale correlati agli interventi previsti nel Villaggio Olimpico in funzione del progetto della Città dei 15 minuti.

5) Ristrutturazione dell’ambiente urbano, attraverso l’implementazione delle aree verdi in continuità programmatica, ove possibile, con gli scenari previsti dal progetto della città dei 15 minuti elaborato per il II Municipio, e attraverso il recupero e la riqualificazione degli spazi urbani degradati, con particolare riferimento ad alcune aree del sotto-viadotto di Corso di Francia attraverso la realizzazione di parcheggi destinati ad autorità e addetti ai lavori.

Prof. Roberto De Lieto Vollaro (Dipartimento di Ingegneria Industriale, Elettronica e Meccanica dell’Università degli Studi Roma Tre):

“Il progetto energetico nasce nell’ambito di un accordo tra la Lazio e il nostro dipartimento. Abbiamo iniziato questa avventura, complessa, per quanto riguarda l’analisi energetica del Flaminio e per la progettazione degli impianti tecnologici. L’analisi è partita dal fabbisogno energetico del quadrante Flaminio, dove si trova lo stadio che è il cuore dell’area. È stata modellata l’influenza della produzione dell’energia elettrica dell’impianto fotovoltaico per poter autofinanziare lo stadio e cedere l’energia prodotta alla comunità circostante. Una sorta di progetto come quello del Bluenergy Stadium di Udine. La quantità di energia elettrica che potrà produrre lo stadio è pari a 1135 pali cittadini. Eviteremo impianti a combustione, utilizzando energia elettrica per cercare di limitare la CO2 in atmosfera per l’ecosostenibilità. Abbiamo cercato di fornire lo stadio di centraline di monitoraggio monoclimatico attraverso un sistema di controllo e retroazione. Avevamo pensato anche di utilizzare un sistema di accumulo innovativo, con il riuso di batterie di autovetture elettriche ‘second life’. Questo prototipo è già stato utilizzato all’Amsterdam Arena, considerato tra i più innovativi. L’obiettivo è di garantire un progetto solidale per la comunità”.

L’architetto Marco Casamonti (Studio Archea Associati): 

“Il progetto ha delle parole chiave ruota intorno a dei concetti principali. Per quanto riguarda il Flaminio i concetti principali sono responsabilità mi è stato detto bene dal presidente Lotito di presentazione. Rispetto e visione. ecco queste sono le parole chiave. Iniziamo dalla responsabilità: la società sportiva Lazio e il presidente Lotito potevano scegliere un qualsiasi altro luogo per fare il proprio impianto. La scelta del Flaminio significa anche assumersi la responsabilità dell’onore di restaurare un monumento che sarebbe sennò destinato a una fine certa, perché è un’opera in cemento armato abbandonata da anni in condizioni di degrado, ha perciò un destino segnato. Quindi la responsabilità di prendere un edificio che esiste, di decidere di restaurarlo, è un’opera complessa e di assumersi l’onere e anche l’onore di lavorare su un monumento, io credo che vada sottolineato. Poi c’è la parola rispetto che è altrettanto importante, sta alla base di questo progetto rispetto degli abitanti circostanti. La parola rispetto è fondamentale: rispetto delle persone, rispetto dei cittadini, anche rispetto del monumento nella scelta della responsabilità. Ecco questa è una parola chiave, quindi tutti gli studi acustici che sono stati fatti, le analisi del traffico, l’analisi della mobilità vanno nella direzione di un fondamentale rispetto e attenzione per la realizzazione di questa opera e nel suo utilizzo futuro nei confronti dei cittadini.

Poi c’è la parola chiave visione. Cè una visione certa in questo progetto, almeno per quanto ci riguarda e quando il presidente ci ha chiamato per dire vogliamo fare del Flaminio un’opera straordinaria. Ci siamo andati a ristudiare e ringrazio ancora una volta il nipote Pierluigi Nervi di averci anche messo a disposizione gli schizzi del nonno, i dettagli e gli studi che Nervi in principio aveva fatto non soltanto per la realizzazione dello Stadio Flaminio, ma soprattutto per l’ampliamento dello stesso. Abbiamo concepito un sistema di cavalletti che tengono uno stadio su uno stadio: questa è una visione.  Noi costruiamo uno stadio che vola sopra il vecchio stadio, quindi c’è uno stadio di cemento armato che è un’opera straordinaria e sopra c’è uno stadio che ci vola sopra letteralmente, costruito in acciaio perché l’opera di Nervi era inarrivabile in cemento armato. Il nuovo materiale deve essere leggero, ci vogliono tecnologie più avanzate. Immaginiamo 46 cavalletti che sostengono e sospendono questo stadio in acciaio. Lo stadio progettato da Pierluigi Nervi aveva in origine 40.000 posti, ma tante persone in curva stavano anche in piedi. La capienza attuale diventerà di 50mila. Viene importata a 20.000 posti seduti perché devono essere molto confortevoli la base sotto e gli altri 30.000 posti che saranno sulla parte superiore, come se ci fossero due anelli”.

Andrea Caloro (Legends Global Ambassador):

“Ringrazio chi mi ha preceduto, hanno tutti descritto ampiamente il progetto. Ringrazio soprattutto il presidente Lotito per la visione. Lavoro con Legends Global, che si occupa di intrattenimento e gestisce più di 500 venue nel mondo, ovvero stadi e arene. Abbiamo contatti con i più grandi organizzatori di eventi live nel mondo e siamo subito entrati a far parte di questo progetto perché è il più importante a livello di infrastrutture oggi in Italia. Abbiamo subito capito la portata e l’importanza. Le infrastrutture sportive in Italia sono tra le più datate in Europa, quindi guardiamo con favore tutti i nuovi progetti, questo per primo. Noi arriveremo dopo: quando il progetto avrà il suo sviluppo e diventerà tutto realtà, gestiremo questo impianto, ovvero assicureremo la sostenibilità economico-finanziaria per introdurre ricavi. Siamo riconosciuti a livello globale per essere dei facilizzatori di ricavi da impianti sportivi, ovvero la gestione diretta delle operazione per revenue e guadagni degli impinati. Abbiamo delle operations attive in Italia, ma la nostra maggior dedizione da oggi in poi sarà la progettazione futura di questo stadio. Non vediamo l’ora che questo processo venga ultimato per garantirne la sostenibilità economico-finanziaria”.

Arrivano domande dalla stampa, risponde Lanzetta:

«Per la tempistica, prevediamo l’inizio dei lavori per il primo semestre del 2027 e il completamento dei lavori per il primo semestre del 2031. L’iter è quello della legge sugli stadi, come quello della Roma. Per il trasporto, la metro C non è tenuta in considerazione nel nostro progetto, non c’è alcun riferimento. Sono sufficienti i trasporti esistenti. Fonti di finanziamento? Il piano economico-finanziario è di circa 600 pagine. La documentazione è stata presentata, le fonti sono di vario genere: autofinanziamento, sponsor e tutti i soliti strumenti che vengono utilizzate».

Prende parola anche Cibetta:

«Per il finanziamento, c’è l’apporto di capitale che è di circa 80 milioni di euro. Mentre altre fonti sono riferite all’apporto finanziario di terzi, come la gestione degli impianti e i ricavi provenienti non solo dalla gestione ma anche da strumenti ordinari».

Domanda a Lotito: “Quando è scattata la scintilla per il Flaminio? Inizialmente non aveva dichiarato ‘amore’ per questo stadio”

«Intanto io avevo tentato come ricorderete, appena diventato presidente, di creare uno stadio fuori di Roma, perché l’ipotesi Flaminio non era percorribile, il Comune all’epoca non era disponibile. Poi all’epoca mi hanno impedito di realizzare uno stadio che sarebbe stato di livello mondiale. Impedito per presunte logiche idrogeologiche. Lo stadio si autofinanzierà tramite le sponsorizzazioni. Vogliamo un confronto trasparente, questa sarà una struttura a servizio della collettività».

Risponde il Prof. D’Olimpio:

“I parcheggi? Il nostro è uno studio di pre-fattibilità. È prematuro parlare dei parcheggi. Abbiamo individuato delle aree a titolo indicativo, sicuri che ci può essere una compensazione tra un’area e l’altra. Le aree non possono essere interpretate come esecutive, è un punto di partenza. Va fatto il progetto. La questione acustica e dell’innalzamento dei decibel? Ne stiamo discutendo. Parliamo di cose premature in questa fase, dobbiamo ancora sviluppare la progettazione”.

Risponde poi l’Arch. Casamonti:

“Sui parcheggi, bisogna tutti fare un cambio culturale. La questione dei parcheggi è sbagliata. Più parcheggi si fanno, e più macchine vengono portate. A Tirana la gente ci va a piedi allo stadio, non ci sono parcheggi. Tutti noi dobbiamo abituarci ad andare alle manifestazioni anche a piedi. Questo è un elemento di grandissimo cambiamento culturale che l’Italia deve compiere, la macchina ci fa male alla salute. Cavaletti intorno allo stadio? Ci saranno dei pali sotto ogni cavalletto, faremo delle indagini su dove andremo a forare. Saranno 46 cavalletti, ognuno avrà un palo doppio. Sono più di 90 foro di un metro e mezzo, non credo che inficeranno la parte archeologica che rimarrà intatta e preservata. Il Flaminio per gli Europei 2032? L’Italia quando vuole riesce a fare opere straordinarie in tempi brevi, cito il Ponte Morandi di Genova per esempio. Se c’è la volontà e ci sono i finanziamenti, abbiamo le capacità per farlo. Qui mi sembra che ci sia la volontà, speriamo che le cose per una volta funzionino nel modo giusto. Penso che per i tempi ci siamo”.

Prende parola Floridi:

“Il 30 marzo, Deloitte insieme alla LUISS ci aiuterà a costruire il piano strategico. Aiuteremo e dimostreremo a tutto il calcio come ancora oggi in Italia è possibile fare un calcio sostenibile, senza l’intervento di fondi o indebitamenti vari”.

Interviene il presidente Lotito:

“Abbiamo già fatto l’istanza per inserire lo Stadio Flaminio agli Europei 2032. Poi serve l’autorizzazione. Abbiamo fatto oggi questa riunione per far capire che noi vogliamo avere un confronto trasparente, siamo sicuri e convinti delle nostre idee. Riguardo ai futuri parcheggi, ma voi da Piazza del Popolo a Piazza Apollodoro prendete la macchina? A Roma ci sono anche le biciclette assistite, c’è la moto. Abbiamo previsto il parcheggio anche a Piazza Mancini”.

Domanda ad Andrea Caloro (Legends Global Ambassador):

“Nome dello stadio? Noi siamo partner della Lazio e del presidente Lotito, sarà un lavoro a quattro mani. Siamo coinvolti nella gestione, ma non siamo esclusivisti. Altri sport o concerti? L’impianto ospiterà altri eventi nel rispetto della realtà locale. Lo stadio con queste dimensioni e questi costi non può sostenersi solo con le partite della Lazio. Nel massimo rispetto della realtà locale, il Flaminio ospiterà altri eventi.

Interviene Lanzetta:

“La scelta del nome dello stadio è ancora prematura, anche per una questione scaramantica ci rifletteremo più avanti. Il prossimo passaggio ora è l’apertura della conferenza dei servizi, i tempi dipendono dall’analisi progettuale. Dopo l’eventuale ok, ci sarà la pubblica utilità. Speriamo di lavorare giorno per giorno per portarlo a casa”.

Parola all’architetto Pierluigi Nervi:

“Se tutta la famiglia è d’accordo con il progetto della Lazio? C’è chi è d’accordo e chi non. La Fondazione che fa capo a mio fratello Marco e sua moglie hanno delle lodevoli iniziative per la tutela delle opere. Ma solo loro fanno parte della Fondazione, nessuno della famiglia ha aderito. Noi ci aspettiamo di vedere il futuro, e il futuro è quello che abbiamo presentato”.

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CALCIOMERCATO

Lazio, terminate le visite mediche di Przyborek: ora a Formello per la firma

Adrian Przyborek è stato a Villa Mafalda: visite terminate.

Il calciatore polacco questa mattina ha svolto le consuete visite mediche. Adrian Przyborek ieri in tarda mattinata è arrivato nella Capitale e sera ha visto la gara della Lazio contro il Genoa direttamente all’Olimpico.

Oggi si è sottoposto ai test di rito. Il classe 2007 è uscito da poco dalla clinica e ora andrà a Formello per la firma sul contratto, poi si unirà alla squadra per iniziare a lavorare agli ordini di mister Sarri, già in vista del prossimo impegno di campionato, in programma domenica sera in casa della Juventus.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Lazio campionato finito, a Formello dovrebbero farsi delle domande invece di incolpare” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Quella di stasera è una gara in cui devi ‘tirare a campare’, ormai il campionato della Lazio è finito e si deve pensare solo alla Coppa Italia. Forse qualcuno a Formello dovrebbe farsi qualche domanda ma non se la farà, darà sempre la colpa agli altri. Anche un pari sarà importante per non dare punti al Genoa che è dietro in classifica.

La Lazio è da 8°-12° posto, lo dico da inizio stagione. Il commento finale sarà che la colpa è di tutti, tranne che della società.

La Lazio ad inizio mercato cercava un terzino sinistro, che non è arrivato, una mezzala destra, che non è arrivata, e un centravanti e in questo caso è arrivato un giocatore di belle speranze. Fino ad ora Fabiani, di 10 acquisti, potrebbe aver azzeccato solo Provstgaard, come possiamo essere fiduciosi su chi è stato preso ora?

Il mercato lo imposta il direttore sportivo ma per una questione economica dipende poi tutto da Lotito, per questo non credo alla possibilità di vedere Frattesi alla Lazio. Le critiche a Tare non sono mancate ma ci siamo poi resi conto che non dipendeva tutto da lui il mercato; l’ultima parola è del presidente che non decide sulla base dalle qualità tecniche dei giocatori ma sulla base dei soldi”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, il mercato riparte. A Formello fiduciosi sul via libera, Sarri ha due priorità…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Il mercato della Lazio, al di là del verdetto che arriverà nel pomeriggio, riparte. A Formello trapela molto fiducia di essere rientrati nel parametro dello 0,8, vediamo se è giusta questa fiducia. Napoli, Fiorentina e Como rischiano maggiormente di avere il mercato a saldo zero.

Sarri vuole Insigne e una mezzala. In tal senso, Fabbian sarebbe l’ideale in assoluto. Queste sono le priorità, poi il resto lo farà il mercato. Se dovesse andare via Tavares deve arrivare un terzino mancino, se parte Mandas un portiere e se tocca al Taty occorrerà un centravanti.

Maldini, dopo Brescianini, è un nome molto caldo; avrebbe quella qualità che nel ruolo di mezzala sinistra sta mancando, cosa che chiede Sarri alla società”.

LEGGI ANCHE: Lazio, conti appena oltre la soglia consentita: sarà subito mercato sbloccato?

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Per Lotito la Lazio è il suo conto in banca. Poco tempo per dedicarsi alla società” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Scontro Lotito-Gasparri? Il gruppo di Forza Italia può segnalare 39 emandamenti, Lotito da solo ne ha presentati 268: sono troppi, bisogna fare una selezione. In Commissione di bilancio poi si vota per approvare o meno un emendamento: se ne rappresenti 268 da solo crei un cortocircuito nel partito. Di fronte a tutte queste cose, secondo voi il presidente quando può dedicarsi o impegnarsi per la Lazio? Sta pensando ad altro.

Gli imprenditori hanno i loro interessi, ma non vanno tutti i giorni in banca. La Lazio per il presidente è il suo conto in banca. I tifosi biancocelesti sanno che hanno 15 punti in classifica, sono a meno 1 dal Sassuolo e a più 1 dal Torino e dalla Cremonese. Il presidente Lotito sa che la Lazio sta a metà classifica non sa dí più.

Quasi dopo un anno tornerà a volare l’aquila. È stata tamponata la situazione per Lazio-Lecce, visto che la curva che non entrerà. Il falconiere è di Formello dopo un anno, improvvisamente, c’è lo sciopero del tifo e lui porta l’aquila”.

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FORMELLO

Lazio, domani la ripresa a Formello: solo giovedì Sarri avrà il gruppo “al completo”

Il tecnico ha concesso due giorni liberi: da domani testa al Lecce.

Approfittando della pausa, i biancocelesti hanno avuto il fine settimana libero. Come riporta il Corriere dello Sport, Sarri ha concesso domenica e lunedì alla rosa, la ritroverà tra 24 ore a Formello, saranno già rientrati i primi nazionali. Zaccagni e Hysaj hanno terminato ieri i propri impegni, Marusic giocherà stasera con il Montenegro, gli ultimi a tornare alla base saranno Mandas, Isaksen e Dia, in campo proprio domani sera con le rispettive selezioni.

Mercoledì, si legge, potrebbero lavorare a parte, da giovedì gruppo al completo, il tecnico potrebbe fissare una giornata con una doppia seduta. Sotto osservazione i calciatori infortunati nell’ultimo periodo e recuperabili per il Lecce.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, confronto Sarri-Fabiani a Formello: mercato ed infortuni sul tavolo

Maurizio Sarri e il Ds Angelo Fabiani si ritroveranno oggi a Formello, mercoledì 22 ottobre, per un summit nel quale verranno affrontati diversi argomenti, non solo quindi il mercato.

Come riporta Il Messaggero nella sua edizione odierna, tra Sarri e il Ds Fabiani – oggi mercoledì 22 ottobre – andrà in scena a Formello un summit importante. I due parleranno di vari argomenti, affronteranno diversi temi tra cui anche quello legato al mercato. Il tecnico toscano ha parlato di “superstiti”, servono quindi rinforzi e serve invertire una tendenza – quella degli infortuni – che da qualche settimana preoccupa e non poco.

Corriere dello Sport: “Questa volta però Sarri non è disposto a mediare, la situazione non lo consente. Vuole carta bianca sul mercato di gennaio, due giocatori almeno devono arrivare: una mezzala e un attaccante. Lotito abbozza un sì claudicante (nomen omen), sa benissimo che i paletti finanziari ed economici non consentiranno grossi strappi. Fabiani abbozza il solito “vedremo” e la sensazione è che questa volta il futuro sia più incerto di quello che uno si possa immaginare”.

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FORMELLO INFERMERIA

FORMELLO – Schiarita per Sarri: sprint Zac, Dia e Marusic ok. Conferma Vecino

La Lazio può sorridere in vista della prossima giornata di Serie A. Stando alle ultime indiscrezioni che arrivano da Formello, Mattia Zaccagni ha ripreso a lavorare in gruppo nella seduta pomeridiana e si candida ad esserci contro la Dea nel match di domenica alle 18. Eccola quindi la buona notizia che aspettava mister Maurizio Sarri anche se rimane da capire se il capitano biancoceleste sarà impiegato dal primo minuto oppure se partirà dalla panchina.

Oltre a lui hanno lavorato regolarmente in gruppo anche Boulaye Dia, Adam Marusic e Matias Vecino.

Come riportato dal sito ufficiale della Lazio, inoltre, Luca Pellegrini, Nicolò Rovella e Fisayo Dele-Bashiru hanno svolto un lavoro atletico specifico. Samuel Gigot e Valentin Castellanos hanno invece continuato i loro rispettivi programmi riabilitativi.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, quanti gialli a Formello: ma il fondo è stato toccato?

“Si dice che una volta toccato il fondo non puoi che risalire. A me capita di cominciare a scavare”. La frase del front-man degli Skiantos, Freak Antoni, riassume perfettamente quello che è il 2025 della Lazio. Un concetto semplice all’apparenza, che però esprime ciò che sta succedendo ormai da settimane in quel di Formello. Il tutto, inevitabilmente, ingigantito dai social e da quello che è un ambiente saturo e in aperta contestazione con la gestione societaria. La settimana si è aperta con l’infortunio di Castellanos, l’ennesimo problema muscolare emerso nella prima stagione senza coppe europee degli ultimi nove anni.

Non giocare in mezzo alla settimana doveva favorire la gestione delle energie, invece si è palesato il problema dei campi a Formello, che tra l’altro stanno mietendo vittime in continuazione anche nella Women. Sulle condizioni di Castellanos il silenzio più assoluto, dopo gli esami di lunedì che hanno evidenziato una lesione di medio grado al retto femorale della coscia destra non c’è stato alcun comunicato ufficiale. Martedì c’è stato il consulto con lo staff medico, ma nulla è stato comunicato e le uniche parole sono del Dottor Rodia al TG Parlamento (non ai canali ufficiali o tramite un comunicato): “Non siamo preoccupati in casa Lazio”

L’infortunio di Castellanos è solo l’ultimo problema che porta a un “siamo allo sbando totale” sfuggito al direttore sportivo Fabiani che però fotografa al meglio l’anno solare che sta vivendo la Lazio. leri poi il caso Vernis, centrocampista della Women che da una settimana è irreperibile. Il direttore sportivo Pinzani ai canali ufficiali ha evidenziato un problema che non era stato posto né dai media, né dalla calciatrice che però non si allena a Formello da sette giorni.

L’americana è tornata in patria, l’agente ha addirittura parlato di mancati pagamenti e la Lazio ha scelto di non rispondere, affidandosi a un’agenzia per chiudere la faccenda. La sosta non ha di certo fatto bene alla Lazio, la speranza è che la squadra possa dare risposte diverse e distogliere l’attenzione dalle oggettive difficoltà extra-campo. I due big match contro Atalanta e Juventus possono rappresentare l’occasione giusta per dare uno slancio a un’annata complicatissima. Oppure, dall’altra parte, chiudere gia le porte dell’Europa e mettere la ciliegina sulla torta di un 2025 da incubo. Tuttomercatoweb.com

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Lazio, oggi la ripresa a Formello: il programma e il rientro dei nazionali

Si torna in campo, Sarri dovrà fare i conti con gli infortunati e gli assenti per via delle Nazionali.

Allenamento pomeridiano per la Lazio che inizia a preparare la sfida di domenica. Dopo la sosta, e con diversi assenti, i biancocelesti saranno impegnati in casa dell’Atalanta.


Mandas, sottolinea Il Messaggero, torna dalla Grecia senza aver giocato: dopo gli errori di Tzolakis in Scozia, in Danimarca gli è stato preferito il portiere del Siviglia Vlachodimos: l’ex Ofi Creta è ancora solo 3° nelle gerarchie. Out dai convocati con l’Irlanda, oggi pomeriggio Tavares confida in qualche minuto col suo
Portogallo contro l’Armenia. In compenso, sorridono Hysaj e Isaksen. Il terzino ha eguagliato Cana, diventando il più presente
della storia dell’Albania (93 gare in 12 anni) proprio nella vittoria in Serbia che ha regalato il 2° posto nel Gruppo K dietro all’Inghilterra, avvicinato il sogno dei playoff per il Mondiale e scatenato la festa a Tirana. Oggi l’amichevole con la Giordania, poi di nuovo da Sarri, sotto la cui guida vanta ben 349 apparizioni in carriera. Di ottimo umore anche il danese Isaksen, che ha messo nelle gambe 140 minuti in 2 sfide da titolare con Bielorussia e Grecia (9-1 complessivo).

Seduta pomeridiana, conclude il quotidiano, anche domani e venerdì; giovedì doppia seduta in attesa della rifinitura mattutina del sabato.