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RASSEGNA STAMPA

Guendouzi box to box, la Lazio è sua

Finalmente alla sua diciottesima presenza stagionale in maglia biancoceleste, Matteo Guendouzi trova il suo primo gol; era atteso e desiderato, al momento dell’esultanza si sfoga per poi dedicarlo alla compagna Maelle in dolce attesa.Guendouzi senza alcun dubbio il migliore in campo, un centrocampista box to box con contrasti, rientri difensivi, che porta a referto 139 tocchi totali. Fisicamente sembra aver trovato la forma giusta, visibile dall’intensità agonistica in campo per tutti e 90 i minuti. Oltre il gol, ha provato più volte durante la partita a ritagliarsi il ruolo di assist-man, offrendo a Pedro un cross basso dalla fascia destra, prendendo di sorpresa la difesa rossoblù, occasione bloccata da Leali.

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COPPA ITALIA

E’ ‘corto muso’ anche in Coppa Italia: Guendouzi manda la Lazio ai quarti

Matteo Guendouzi manda la Lazio ai quarti di Coppa Italia col suo primo, meritato gol in maglia biancoceleste. Sembra di assistere a un deja vù della gara contro il Cagliari: gol in apertura, pochi rischi e qualche rimpianto per almeno tre occasioni non concretizzate. La Lazio attualmente offre questo e raggiunge la terza vittoria consecutiva fra campionato e coppe. Ai quarti, la vincente di Roma-Cremonese. Da segnalare purtroppo, i due stop di oggi. Isaksen lascia il campo per un problema alla coscia, stessa sorte per Patric, anche lui costretto al cambio. Domenica il Verona, sperando di recuperare qualche elemento dall’infermeria.

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Lazio, Guendouzi-Kamada: la prima volta insieme

La prima volta di Kamada e Guendouzi con la Lazio. Domani contro la Salernitana i due nuovi acquisti giocheranno dal primo minuto: non era mai accaduto da inizio anno. Come sottolinea il Corriere dello Sport, Sarri schiererà il giapponese al posto dello squalificato Luis Alberto: sarà una grande occasione per Kamada, rientrato anzitempo dalla nazionale per un fastidio alla schiena.

Guendouzi alla Milinkovic, per lo meno nel ruolo, non fa più notizia. È un giocatore diverso da Sergej, ma ha comunque convinto tutti nel mondo Lazio. A Salerno le novità potrebbero essere altre, perché potrebbe esserci un terzetto tutto nuovo con Rovella in cabina di regia. L’ex Juventus e Monza è stato gestito, si gioca il posto con Cataldi, che a oggi rimane favorito.

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APPROFONDIMENTI

Lazio, la Guendo-mania infiamma i tifosi (e Sarri)

Matteo Guendouzi ha conquistato definitivamente i tifosi della Lazio. Lo ha fatto con mesi di applicazione, lavoro, sudore, sorrisi. Ma soprattutto ci è riuscito dopo una prestazione da applausi nel derby contro la Roma. Un match che vale più di tutti gli altri anche quando si tratta di giudizi. Il francese ne è uscito type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idolo. Carattere, grinta, infinita corsa, dribbling. Che sia davvero arrivato il momento di dimenticare Milinkovic? Forse sì. “Grazie a tutti i tifosi della Lazio per questa fantastica atmosfera. Continuiamo a lottare insieme”, le sue parole su Instagram. E i tifosi lo osannano: “Daje Guendo”. Ancora: “Mi sono innamorata di te, che facciamo?”. Entrare nei cuori dei laziali: missione compiuta.

“Questo ragazzo ha una personalità straripante, se si pulisce un po’ tecnicamente diventa un centrocampista importantissimo”, così Sarri dopo la sfida con la Roma. Anche la Serie A lo ha celebrato mostrando il grafico della heatmap, cioè le zone più “frequentate” dal centrocampista e dove è stato più incisivo. Dopo Luis Alberto è l’uomo di Sarri che ha corso di più nel derby: 11.321 km. 79% di passaggi riusciti, 17 palloni in avanti giocati, 1 recupero, 33 passaggi completati, 1 tiro. Mezzala vera, di corsa e qualità. E ora Sarri non lo toglie più. Lo riporta il Corriere dello Sport

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DICHIARAZIONI

Guendouzi da derby: “Incredibile atmosfera, noi con qualità e carattere”

“Abbiamo mostrato qualità, carattere. Sono soddisfatto, ma peccato per il primo tempo, non è mancata la personalità e coraggio, è un punto che può dare tanto. Mi sento molto bene, sto imparando tantecose con il nuovo mister, club e filosofia. So che devo fare di più, col tempo sto dimostrando il valore e devo ancora crescere. C’era una incredibile atmostera questa sera, so quanto contava questo derby per i tifosi. Cercherò di fare ancora meglio”. Così Matteo Guendouzi a Lazio Style Channel nel post partita.

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Guendouzi, presa la Lazio e riecco la Francia

Come riportato dal Corriere dello Sport, Guendouzi dal Monza in poi è stato il centrocampista più utilizzato in Serie A dopo il Mago. Nelle ultime sei partite di campionato ha giocato cinque volte da titolare e adesso Deschamps lo ha pre-convocato: non lo considerava dal Mondiale. Se in passato spesso si rendeva protagonista di gesti che sfioravano il codice calcistico, questo Guendouzi, invece, ha ricevuto un solo giallo in 15 presenze con la maglia della Lazio, contro il Feyenoord al 90’.

Dopo Luis Alberto, nelle ultime 6 partite, è stato il giocatore più confermato e utilizzato a centrocampo. Sarri ha imposto Guendouzi a spese di Kamada e l’ha ritenuto in pole su Vecino costruendo i piani per le partite di campionato. Così parlava il mister di lui, dopo la Fiorentina: “Lui è un ragazzo giovane e nonostante questo ha buone esperienze in squadre importanti. Ma penso abbia margini di crescita se trova ordine, linearità, pulizia nelle giocate può diventare un giocatore importante.” Si sarà riferito al suo muoversi scombinato da area ad area quando gli ha chiesto linearità e ordine, ma con lui s’è assicurato un pressatore indomito, è uno dei primi che scatta, quando tocca ad una delle mezzali salire in pressing. Ora Sarri gli chiede più sussulti, più incisività, come già fatto a Glasgow, quando dal suo cross era nato il gol di Pedro.

Sarri e tutta la Lazio vogliono rivedere il Guendouzidi Napoli, quello che spalancò la porta a Zaccagni e fulminò Meret dalla distanza. Guendouzi è in sintonia con Sarri e ha confermato il feeling prima di Lazio-Fiorentina: «Io sto bene qui, sto migliorando tanto, negli ultimi mesi stiamo giocando molto bene. Se continuiamo così possiamo battere molte squadre, dobbiamo stare concentrati su ciò che dobbiamo fare per vincere». In Champions non è mai partito titolare, non ne ha fatto un dramma: «Voglio sempre aiutare i compagni con la mentalità di vincere». Sarri ha scelto lui per inserire Rovella con Luis Alberto e sta a Mau decidere se continuare con questo trio anche con il Bologna e nel derby. Tra la Fiorentina e il match del Dall’Ara ci sono pochi giorni di tempo. Guendouzi è un discepolo di rigorosa osservanza, pronto ad ogni battaglia. Il look, in questo, lo riassume bene.

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Lazio di Champions, Vecino spinge: Rovella e Guendouzi avvisati

La Lazio è pronta a tornare a giocare in Champions League. Come riferisce anche Il Corriere dello Sport oggi in edicola, Maurizio Sarri starebbe pensando ad alcune novità in vista dell’impegno previsto in casa del Feyenoord domani. Il tecnico biancoceleste potrebbe dare una nuova chance a Vecino, rimasto in panchina al Mapei Stadium nel match contro il Sassuolo. L’uruguaiano insidia uno fra Gendouzi e Rovella mentre è intoccabili invece Felipe Anderson e Luis Alberto.

In Olanda però tornerà sicuramente Zaccagni dal primo minuto. Hysaj invece dovrebbe rilevare Lazzari sulla destra mentre Immobile è favorito su Castellanos per guidare l’attacco. Rientrate invece le preoccupazioni riguardanti Patric e Romagnoli, che si sono allenati tranquillamente. La Lazio, dopo l’allenamento mattutino, partirà nel pomeriggio alla volta di Rotterdam dove non potranno recarsi i tifosi biancocelesti. La trasferta infatti è stata vietata, ma sarà così anche per gli olandesi al ritorno.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Abbate: “Guendouzi ha mentalità vincente. Per il Sassuolo tanti dubbi in difesa. Occhio a Mandas se Provedel…” (AUDIO)

Alberto Abbate (Il Messaggero) a ‘NMM’ “Guendouzi ha mentalità vincente. Per il Sassuolo tanti dubbi in difesa. Occhio a Mandas se Provedel…”

“Guendouzi ha mentalità vincente. Per il Sassuolo tanti dubbi in difesa. Occhio a Mandas se Provedel…”. Alberto Abbate a Radiosei: “Guendouzi è uno che vuole vincere a tutti i costi. Ha mentalità vincente, è uno che ama competere. Ha detto più volte di voler vincere con la Lazio. Sapevo di interessamenti da parte del West Ham in estate, ma lui ha scelto la Lazio. La telefonata di Sarri è arrivata a fine luglio, poi sappiamo come sono andate le cose. Sarri gli ha detto che lo avrebbe fatto crescere tanto. Guendouzi vuole fare il prossimo Europeo con la Francia, è un suo obiettivo”.

“Contro il Sassuolo credo ci siano molti dubbi in difesa. Casale-Patric il principale, con Romagnoli che sarà sicuramente fra gli 11. Marusic torna solo oggi, attenzione alla possibilità di vedere Lazzari. Hysaj dovrebbe invece, giocare a sinistra. Oggi tornerà anche Immobile, che è destinato alla panchina. Castellanos si è allenato benissimo anche settimana scorsa, sarà titolare. A centrocampo lo stesso trio dell’ultima: Guendouzi, Rovella, Luis Alberto. Zaccagni dovrebbe scendere in campo dal 1′, occhio alla porta. Provedel non ha smaltito completamente l’infortunio, potrebbe spuntarla Mandas (che piace moltissimo a Formello) nel caso in cui Provedel non ce la facesse. Vecino non lo considero per la formazione titolare”.

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Guendouzi: “Io come Sarri, nati per vincere. Alla Lazio per essere il migliore e mettere in bacheca trofei”

Un diavolo per capello già in testa. Senza quel cespuglio sarebbe un pescatore sprovvisto della migliore esca, un calciatore senza palla: «Non me li taglierei neanche se vincessi la Coppa del mondo con la Francia», giura Matteo Guendouzi a Formello, con gli occhi spiritati che sorridono, tra una carezza e l’altra alla sua folta chioma. Forse quella specie di medusa è anche una forma di protesta di uno affamato dalla nascita e voglioso di vincere: «Sin da bambino sono uno che vuole vincere a tutti i costi, che sia in partita, in allenamento, a ping pong oppure a carte. Per questo posso avere delle reazioni forti, decise. Io voglio essere sempre il migliore e sono venuto alla Lazio con l’idea di mettere tanti trofei in bacheca». Di fronte a così tanta smania, toglietevi voi la parrucca.

A settembre ha già scapigliato i laziali al suo arrivo a Ciampino dopo una lunga attesa.

«È vero, alla fine ci sono voluti un po’ di giorni per definire tutto fra i club, e fra me e il Marsiglia, ma io nella mia testa avevo solo la Lazio. Ero tranquillo, avevo la certezza che sarei sbarcato da un momento all’altro e nulla me lo avrebbe impedito. Mi volevano pure in Premier, ma io avevo già scelto un progetto serio, un club che ha vinto tanto in passato in Italia e in Europa, e ora con la Champions vuole crescere ancora».

E poi come non farsi trascinare da Roma, dalla grande bellezza.

«Con mia moglie e mia figlia abbiamo fatto già delle lunghe passeggiate, è fantastico il calore dei tifosi e di questa città».

Sarri invece non è un espansivo, ha inciso sulla sua firma?

«Sì, mi voleva e mi ha chiamato per dirmi come mi avrebbe fatto crescere ancora. Era fine luglio e io ero già allettato dall’idea di sbarcare in Serie A. Poi avevo già giocato 4 volte contro il tecnico in Inghilterra. Un’amichevole, due gare di campionato, la finale di Europa League. Mi aveva stregato la sua filosofia offensiva, in cui un centrocampista ha anche una certa libertà. Ora devo assimilare ancora molti schemi nuovi, ma lui ha la mia mentalità, vincente».

A proposito di allenatori: non è andata bene con Landreau e Arteta.

«Ma non è vero, ho giocato anche con loro, ma poi hanno preso altre strade. Il mio carattere mi ha permesso di diventare calciatore, di essere qui e di conquistare la Francia. Ora sono pure un po’ cambiato, ho appreso dagli errori di gioventù. Sono meno istintivo, più uomo, un padre di famiglia».

Il veleno è nel Dna o è stato iniettato dalla vita?

«Ho praticato diversi sport, anche individuali. Come il karate, dove sei solo contro il tuo avversario. Poi parallelamente ho cominciato a giocare a calcio e me lo sono divorato. Pranzo col calcio, dormo col calcio, è tutta la mia vita»

A settembre c’era una folla ad aspettarla, una bolgia.

«Come a Marsiglia, più che all’Arsenal. Restituirò con gli interessi quell’accoglienza».

Un vecchio resoconto in Francia parla di un bambino, a Poissy, il suo paese, che era già un leader.

«Ma no (ride, ndr). È vero però che sin da bambino sono stato sempre il capitano della squadra. È una questione di personalità, mi è sempre piaciuto essere al centro, parlare molto con i compagni, nello spogliatoio. Mi piace dire le cose in faccia, quando si va bene o quando si va male».

Psg, Lorient e poi Arsenal. Ma è noto che Matteo è tifosissimo dei Gunners. Come mai?

«In Francia l’Arsenal è molto popolare, perché vi hanno giocato molti francesi: Pires, Henrym, e Wenger in panchina».

È ancora la sua squadra del cuore?

«Da piccolo sì. E quando c’è stata la possibilità di trasferirmi, non ho avuto dubbi, anche se avevo altre opzioni. Emery ha fatto di tutto per avermi».

Lei è nato nel 1998, nella Francia campione del mondo. E lei ha vestito la maglia della Nazionale.

«Era il mio sogno. Quando sono stato convocato, è stato il massimo, mi ha ripagato di tutti i sacrifici fatti da ragazzo. È bello rendere fiera la tua famiglia che ti vede in Bleus. Sono orgoglioso di questo. Ora sono sei mesi che non vengo convocato, dopo essere stato al Mondiale».

Quindi ora l’obiettivo è di rientrare per l’Europeo in Germania.

«Certo. Andare in Qatar è stato un grande traguardo. So che devo lavorare duro per andare in Germania la prossima estate. So che Deschamps mi segue, è dai 19 anni che faccio parte del giro. Devo giocare e giocare bene, per tornarci».

I tifosi della Lazio l’hanno conosciuta a Napoli: palla all’incrocio, gol pazzesco, poi annullato. Che cosa ha pensato in quegli istanti?

«Veramente non ho ancora capito perché mi sia stato annullato… Per me era rete, poche storie. Ma ora le regole col Var sono diventate più complicate, mi pare, o anche differenti tra paese e paese».

Ma per tutti quello è un gol valido, meraviglioso con la sua esultanza col brivido.

«Mi ha fatto piacere, ho sentito subito un grande sostegno. Per questo ho voglia di rendere fieri i tifosi, di segnare, di vincere, di fare assist, di aiutare la squadra. E ovviamente di vincere dei trofei con la Lazio».

Ha preso la maglia numero 8 di un type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idolo come Gascoigne.

«Sì, lo so. Ma sin da ragazzo ho avuto sempre il 6 o l’8. Se c’è la possibilità prendo sempre uno di questi, mi stanno a cuore».

Come fa a correre e a giocare con tutti quei capelli?

«Io ci vedo molto bene. Sin da ragazzo ho sempre avuto questa chioma… È una parte di me. All’Arsenal ho giocato insieme con David Luiz, era divertente, spesso non ci distinguevano».

Non si ti taglierebbe la chioma nemmeno per scommessa dopo una vittoria al Mondiale?

«Assolutamente no, non se ne parla».

Il Messaggero

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DICHIARAZIONI

Guendouzi decisivo: “Vittoria di mentalità, ora spingiamo in campionato”

Bell’ingresso in campo ieri sera al Celtic Park per Matteo Guendouzi. Il centrocampista francese della Lazio, buttato dentro da Sarri a metà ripresa al posto di Luis Alberto, ha infatti fornito l’assist vincente per il gol partita realizzato da Pedro. Al termine della partita ha parlato ai microfoni della UEFA: “Siamo contenti perché stasera abbiamo ottenuto un buon risultato. È meglio quando ottieni una vittoria del genere perché dimostra che hai una mentalità forte. Penso che forse abbiamo meritato i tre punti, abbiamo giocato contro una squadra molto forte in uno stadio difficile. Sappiamo che dobbiamo continuare a lavorare perché non abbiamo iniziato bene in Serie A, ma ora stiamo andando bene in Champions League, quindi ora sappiamo che dobbiamo spingere anche per andare avanti nel girone”.