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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, il 2025 all’Olimpico imbarazzante. Da Formello segnali confortanti… Ma devono giocare i migliori” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Le statistiche in casa della Lazio sono imbarazzanti. Il rendimento all’Olimpico, nella seconda parte della scorsa stagione, è stato determinante per il flop finale di Baroni. In campionato non si vince da febbraio contro il Monza, unica vittoria in A del 2025. Nelle ultime 14 gare giocate all’Olimpico, partendo dal successo con il Bologna in chiusura 2024, il popolo laziale ha potuto festeggiare solo due volte. Visto che la terza vittoria, contro il Bodo, è culminata con l’eliminazione ai rigori. Una serie di sconfitte e pareggi che hanno condizionato tutto. Qualcosa di incredibile con Sarri che è chiamato a cambiare la storia già con il Verona.

Domani ci sarà la conferenza stampa di Sarri. Sulla decisione di sabato scorso di non parlare conservo i miei dubbi rispetto alle responsabilità. Il fatto che parlerà prima dell’Hellas lascia sperare che in questi giorni dopo Como qualche segnale confortante l’abbia raccolto. Punto molto sulla sua sincerità. E’ molto diretto anche in sala stampa, sarà importante capire le sue risposte circa il tipo settimana che è andata in scena a Formello.

La chiave è la frase di Sarri che dice ‘se questa è la realtà non siamo messi bene‘. Lui per primo vuole capire se è stata solo una serata storta. Quello che arriva dagli spifferi di Formello è che gli ultimi allenamenti sono stati condotti bene, soprattutto il due dopo il discorso del tecnico. Poi, bisogna fare i conti con tante situazioni, compreso l’assenza di alcuni giocatori importanti. E’ necessario che giochino i migliori”.

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APPROFONDIMENTI

Lazio, per Sarri già le prime accuse: ma ne è valsa la pena?

Sono passati 90 minuti dall’inizio della stagione, ma in casa Lazio è come se fossero passati 90 giorni dalla prima partita ufficiale e tutto sia da buttare. La solita, incomprensibile caccia alle streghe è già partita e la domanda che verrebbe da porre a Sarri è una: ma ne vale veramente la pena? Domanda che si potrà porre domani in conferenza stampa alle ore 15 in quel di Formello, con il tecnico toscano che parlerà alla vigilia di Lazio-Verona. Una sfida che in condizioni normali avrebbe un peso relativo, trattandosi comunque della seconda giornata di una lunga stagione. Nell’ambiente Lazio alla continua ricerca di una polemica per far vedere che “io sono più bravo degli altri”, la sfida di domenica è già cruciale. La caccia alle streghe è già partita per motivazioni poco comprensibili. 

“A Baroni veniva contestato di giocare il 4-2-3-1 e serviva un centrocampista in più, ora arrivo io e mi si chiede di togliere un centrocampista”. Conoscere il proprio interlocutore, spiegato alla perfezione da Maurizio Sarri. Era il 24 luglio e tra un monologo del presidente Lotito e l’altro, il tecnico toscano aveva già fiutato l’aria pesante. Ed eccoci qui, poco più di un mese dopo a sentire già di un Sarri che deve cambiare modulo, abbandonare il 4-3-3 e passare al 4-2-3-1, quel 4-3-3 che doveva invece accogliere Baroni con la stessa rosa perché il 4-2-3-1 non funzionava. Un Sarri che, a sentire qualcuno, avrebbe fatto meglio a dimettersi piuttosto che presentare la squadra come fatto a Como dopo oltre un mese di lavoro con la rosa al completo. Poco importa se la rosa non sia al completo perché a Como mancavano 4 titolari tra squalifiche, assenze e parti notturni. Poco importa se quella rosa è stata costruita per un calcio che non appartiene a Sarri, come detto dalla società un anno fa. Questo sarebbe parlare di calcio, ma in casa Lazio va di moda la caccia alle streghe. E allora a chi viene descritto come un insegnante di calcio verrebbe da porre una sola domanda: mister Sarri, ma ne vale veramente la pena? Tuttomercatoweb.com

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, cercasi qualità: Sarri per l’Hellas pensa a Pedro

Da Sarrismo a camaleontismo. Sarri ripartirà dal 4-3-3, tenendolo sotto esame, lasciando fino all’ultimo sulle spine Dele-Bashiru. Ma l’unica alternativa è Belahyane mezzala perché Vecino non è pronto. Mau terrà anche pronto il 4-2-3-1 in corsa. Due moduli, un’opzione che ha già utilizzato a Como quando è entrato Dia. A destra c’era Pedro, a sinistra Zaccagni, davanti Taty. Non ha dato molti frutti. Ma l’opzione resta, può essere riproposta con una novità: Pedro trequartista e non Dia. Pedrito è il jolly da calare negli ultimi 20-30 minuti con il suo passo elettrico, il dribbling fulminante, la rapidità da sprinter. Da ala, quando hai 38 anni, si fa più fatica. Da trequartista può funzionare meglio e produrre gli assist che stanno mancando, i palloni che non arrivano ai centravanti. E’ ormai eterno il problema dei gol mancanti, è l’ingranaggio più ingrippato. Baroni aveva utilizzato Pedro al centro regalandogli la possibilità di allungare la carriera. Sarri gli aveva promesso che l’avrebbe utilizzato all’occorrenza nello stesso ruolo. Può essere arrivato il momento. Corriere dello Sport

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RASSEGNA STAMPA TIFOSI

Lazio, i tifosi preparano il debutto: in oltre 35 mila tra rabbia e speranza

Tre mesi. Tanto è passato dall’ultima volta che la Lazio ha giocato all’Olimpico in campionato. Era il 25 maggio, ultima giornata dello scorso torneo. I biancocelesti si arresero a un Lecce più affamato con una sconfitta che segnò la fine di tutto: niente Europa, la certezza di un fallimento stagionale e il peso di un’estate vissuta tra contestazioni e tensioni. Si riparte da lì, con il desiderio di cambiare pagina e la necessità di restituire entusiasmo a un ambiente che ha bisogno di risultati immediati per ritrovare fiducia, a maggior ragione dopo il brutto ko con il Como al debutto. 

Per Sarri la sfida ha un valore doppio. Da una parte c’è il bisogno di ritrovare i tre punti dopo il passo falso di Como, dall’altra l’occasione di restituire all’Olimpico il sapore delle vittorie. Lo sa anche il tecnico: per conquistare la gente non bastano le parole, serve il lavoro, servono i risultati. L’allenatore toscano sta preparando la partita, servirà una reazione forte, una squadra più attenta in difesa – per evitare gli errori che hanno spianato la strada al Como – e più incisiva in attacco. I numeri, in fondo, sono impietosi: una vittoria casalinga manca da oltre sei mesi (in mezzo c’è stata solo quella nel ritorno degli ottavi di Europa League con il Bodo-Glimt, che però non è stata sufficiente per scongiurare l’eliminazione). Un’eternità per un club che ambisce a essere di nuovo protagonista. La Lazio torna a casa. Tocca a lei trasformare i fischi e la rabbia in applausi e fiducia. Il presente passa dall’Olimpico. Corriere dello Sport

LEGGI ANCHE: Lazio, sei mesi senza successo all’Olimpico: con l’Hellas tabù da sfatare

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, Sarri ha ribadito la fiducia alla squadra”. Su offerte last-minute ed esuberi: “Ipotesi rescissioni e spalma ingaggi” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Sarri ieri ha parlato alla squadra come era previsto. Non ha usato toni duri, è stato un confronto soft con il tentativo di trasmettere fiducia alla squadra. Non può essere la vera Lazio quella di Como, si parte da questo presupposto. I due allenamenti di ieri l’hanno soddisfatto, ma più che parlare di tattica, comunque importante, quello che si aspetta già con il Verona è un maggior agonismo, maggiore determinazione, quel temperamento che non si è visto a Como.

Il rischio che, in questi ultimi giorni di mercato, possa arrivare qualche offerta importante per giocatori di primo piano c’è sempre. Per ora i segnali non ci sono, ma da parte dei vari club c’è la corsa al colpo dell’ultimo minuto. La posizione della società Lazio è chiara in tal senso. Nessuno partirà, non cederà nessuno, ma è chiaro che il mercato aperto può anche portare dei singoli ad essere distratti.

Dispiace molto per la non convocazione nella Francia di Guendouzi. Lui, in caso di offerte importanti in extremis magari dalla Premier, ci penserebbe. E’ normale che sia così, ma va sottolineato che segnali in tal senso non ci sono. Da parte del club, rispetto al futuro, l’idea di fare player trading c’è. Ad inizio estate la Lazio non aveva chiuso le porte all’ipotesi di cedere giocatori come Gila e Guendouzi. Poi, il blocco del mercato, oltre che il ritorno di Sarri, ha cambiato tutto.

Sono abbastanza sconcertato dal fatto che siamo arrivati a quattro giorni dalla chiusura del mercato e non si riesca a risolvere la questione degli esuberi. Non è facile cedere alcuni giocatori, ma tra Gigot e gli altri qualcosa deve essere fatto. C’è l’idea di rescindere contratti o spalmare su più anni alcuni ingaggi come quello di Hysaj. Vedremo”.

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STATISTICHE

Lazio, sei mesi senza successo all’Olimpico: con l’Hellas tabù da sfatare

Dati Opta verso Lazio-Hellas Verona

La Lazio è rimasta imbattuta in 16 delle ultime 17 partite casalinghe contro l’Hellas Verona in Serie A (12V, 4N), l’unico successo in trasferta degli scaligeri nel periodo risale al 12 dicembre 2020 (2-1 con Ivan Juric alla guida).

La Lazio ha perso le ultime due gare di campionato senza segnare, l’ultima volta che i biancocelesti hanno registrato tre sconfitte di fila rimanendo a secco di gol in Serie A risale al marzo 2013 con Vladimir Petkovic allenatore; mentre l’ultima volta che i capitolini hanno perso tre match di fila in campionato risale al febbraio-marzo 2024 con Maurizio Sarri alla guida.

La Lazio ha vinto solo una delle ultime 12 partite casalinghe di campionato (8N, 3P): 5-1 contro il Monza lo scorso 9 febbraio, dopo che aveva ottenuto 10 successi nelle precedenti 12 gare interne di Serie A (2N).

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Lazio, Sarri riparte: parola d’ordine “reagire”. Sarà ancora 4-3-3

La Lazio deve reagire e Maurizio Sarri, nella doppia seduta di ieri a Formello, ha voluto mettersi e mettere alle spalle la trasferta di Como e concentrarsi sul match col Verona. Videolezione per la squadra e poi un discorso motivazionale per scuotere il gruppo. Come riporta il Corriere dello Sport nella sua edizione odierna, la Lazio riparte e si mette alle spalle la cocente delusione di Como. Fare tesoro degli errori, certo, ma voltare pagina il più in fretta possibile e focalizzarsi sulla sfida dell’Olimpico contro il Verona. Nella doppia seduta di ieri a Fomello, Maurizio Sarri ha alternato studio e analisi – con videolezioni da offrire alla squadra – a discorsi motivazionali per spronare a reagire.

Per ora il 4-3-3 non si tocca, non ci si muove da quell’impostazione tattica, le riflessioni attuali non coinvolgono il modulo. Ogni scelta è legata ai risultati. Sarri ora deve proteggere il gruppo, non deve metterlo in imbarazzo e tutelarlo nel corso di una stagione che sarà complicatissima. Mau, in vista del Verona, chiederà palleggio e di non sbagliare le uscite, le scalate, di giocare anche in profondità. Spesso ha ottenuto reazioni immediate dalla Lazio.

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Lazio, Provedel verso la conferma. E Mandas aspetta…

Sarà ancora Provedel il portiere titolare della Lazio nella sfida contro il Verona nella seconda giornata di campionato. Sarri punterà ancora sul portiere ex Spezia autore di una buona partita disputata a Como. Come riportato da Il Tempo, in questo momento non ci sarà l’alternanza con Mandas: Sarri ha deciso di lanciare Provedel ma non è una bocciatura definitiva per il greco. Mandas ha qualità e lo staff sta lavorando molto su alcune caratteristiche del portiere. Il greco sa bene che arriverà il suo momento e lavora per farsi trovare pronto. Provedel resta il titolare ma il greco vuole tornare a giocare nelle prossime gare.

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Lazio, Sarri verso l’Hellas: i giocatori che rischiano la maglia

Serve archiviare la trasferta di Como e trovare soluzioni ad una prova decisamente insufficiente.

Sarri ha concesso un giorno di riposo ai suoi che si ritroveranno oggi a Formello per una doppia seduta di lavoro. Gli animi in casa dei biancoceelsti non sono dei migliori visto il deludente esordio stagionale.

L’allenatore sta studiando delle modifiche per far sì che la trasferta di Como diventi subito un lontano ricordo. Stando a quanto riporta La Gazzetta dello Sport, le novità più importanti però arriveranno eventualmente dopo la sosta: Sarri vuole infatti sfruttare le due settimane di allenamenti senza partite per testare bene tutti i possibili accorgimenti, sia dal punto di vista tattico sia a livello di uomini.

Resta però una realtà che è cambiata negli ultimi giorni e che vede ora tutti i giocatori sotto esame perché, si legge, nessuno è più sicuro del posto.

Tra quelli che rischiano di più ci sono innanzitutto i due elementi sui quali, già a inizio stagione, si nutrivano i maggiori dubbi circa l’adattabilità al calcio di Sarri, ossia Nuno Tavares e Fisayo Dele-Bashiru.

Quest’ultimo già contro il Verona potrebbe finire in panchina: in favore di Dia se Sarri deciderà di passare al 4-2-3-1 oppure per Vecino, restando al 4-3-3, se l’uruguaiano dovesse recuperare dal problema muscolare.

A rischiare nell’immediato, conclude il quotidiano, ci sono pure quelli che a Como sono stati i padroni della fascia destra, Lazzari e Cancellieri. Già contro il Verona potrebbero andare in panchina per fare posto a Marusic e a uno tra Pedro e Noslin.

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Lazio, rebus Dele-Bashiru: con l’Hellas Sarri vuole la svolta

Fisayo Dele-Bashiru piace moltissimo a Sarri. Parliamo di un incursore che ha nelle corde anche il vizio del gol, ma questo non basta. Il tecnico toscano ci punta, si ha scommesso fin dall’inizio, ma deve rivitalizzarlo quanto prima. La partita contro il Como è stata disastrosa, ora serve un netto cambio di passo.

Come riporta il Corriere dello Sport nella sua edizione odierna, quello di Dele-Bashiru resta un vero e proprio rebus per Maurizio Sarri. Il nigeriano non ingrana, contro il Como è sembrato un fantasma in campo e non ha inciso mai, in nessuna situazione. Il tecnico toscano ci sta puntando dall’inizio del precampionato, crede in lui e nelle sue potenzialità, ma serve una svolta.

Nell’atteggiamento in campo, nelle prestazioni da offrire, nella coerenza in campo e nei movimenti, nelle scelte da fare. Sarri vuole risposte da Dele, vuole che venga ripagata la fiducia che gli sta continuando a dare. Contro il Verona avrà la chance del riscatto, non deve sprecarla.