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DICHIARAZIONI

Immobile: “Il gol manca, ma la Lazio ha bisogno di un Ciro tranquillo. Ora torniamo quelli veri, il Monza come una finale”

Un gol nelle prime cinque uscite ufficiali (quattro di campionato e una di Champions League). Ciro Immobile cerca con il Monza il riscatto dopo un inizio di stagione complicato. Ecco le parole del capitano biancoceleste alla vigilia della sfida contro i brianzoli: “Ho sentito troppe cose che non sono vere. Qualcuno pensa che non sia possibile continuare a segnare come ho sempre fatto, mantenere quelle medie e quelle prestazioni. Ci sono dei momenti nella vita quotidiana e di un calciatore che vanno affrontati. Questo è un momento che per far entrare la palla in rete ci devo mettere un pò di più. Vuol dire che ci metterò più impegno. E’ fondamentale che faccia sentire la mia presenza in campo. Sono soddisfatto di questo, un pò meno per i numeri. Ma quando torneremo ad essere quello che siamo sempre stati, torneranno anche i numeri ad essere diversi”.

Ciro non vive un momento semplice: “Io resto sereno e ascolto quello che mi dice il mister. Abbiamo un rapporto che ci permette di dirci tutto. Quando lui mi vede che, anche se non è un momento positivo per me, mi aggrappo con le unghie ad ogni pallone, capisce che posso essere utile per la squadra. Mi pesa questa mancanza di gol, ma devo essere tranquillo perchè la squadra ha bisogno di un Ciro tranquillo che torni quello che è sempre stato”.

In campionato, la Lazio deve accorciare le distanze con chi la precede in classifica: “La squadra deve capire che al di la dei punti persi, va ritrovato lo spirito che si è visto con l’Atletico Madrid. Dobbiamo tornare quelli dello scorso campionato. Tornando ad essere quelli, i risultati arriveranno. Dobbiamo iniziare già da domani e non perdere troppo tempo. Affrontiamo un periodo con tante partite ravvicinate. Ci sarà bisogno di tutti e dobbiamo essere determinati, come abbiamo fatto con l’Atletico Madrid. Io sono sicuro che se anche avessimo perso con l’Atletico, la gente ci avrebbe applaudito ugualmente, perchè abbiamo dato tutto”.

La Lazio affronta il Monza dopo aver collezionato tre sconfitte e una vittoria in campionato. “Per noi è una finale. Non esiste una parola diversa per descrivere questa gara. Purtroppo da inizio campionato i risultati non ci stanno accompagnando. Qualche sprazzo di bel gioco lo abbiamo fatto vedere anche con la Juve e con il Genoa in casa. L’unica gara che mi permetto di dire che abbiamo sbagliato, è stata quella con il Lecce. Ora dobbiamo rimetterci in corsa e fare punti in campionato”.

Provedel ha ammesso di essersi ispirato ai movimenti di Immobile: “Sono molto contento per lui. E’ un ragazzo bravissimo, che è sempre in silenzio, ma che dentro lo spogliatoio ha un peso specifico di carattere e professionalità. E’ stato un premio per quello che ha fatto da quando è arrivato ed un premio per la squadra”.

Il capitano biancoceleste, ai microfoni della tv ufficiale, inizia raccontando le emozioni del match con l’Atletico Madrid: “Quello di martedì è stato un finale pazzesco, da copione di un film. Ho detto ad Ivan di non andare a dormire e di godersela. Lui col suo gol ci ha portato un risultato che meritavamo per quello che si è visto nell’arco della gara. Siamo felici e speriamo che quel gol possa darci una carica per il resto della stagione”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Va ritrovata fase offensiva oltre Immobile: Zaccagni non segna da 14 partite, Anderson da inizio maggio” (AUDIO)

Brutti ricordi di Lazio-Monza scorsa stagione, GIULIO CARDONE in diretta a ‘QUELLI CHE…’

“Ricordo il primo tempo di Lazio-Monza della scorsa stagione ed è un ricordo traumatico. Fu un disastro, ma poi vincemmo anche se non meritando. Ecco, la Lazio adesso ha bisogno di sbloccarsi in qualsiasi modo e tutti abbiamo analizzato la questione di Ciro e la sua crisi, ma vedere Zaccagni che non segna da 14 partite ufficiali e in questo lasso di tempo ha fatto un solo assist, è cosa molto grave. Anche Anderson non segna da inizio maggio scorso. Va ritrovata la fase offensiva, non solo Immobile.

Per me domani giocheranno Guendouzi, Cataldi e Luis Alberto dal primo minuto.

Quella di Zaccagni e Anderson è una crisi di numeri, non di contributo alla fase offensiva. Ma siccome sono attaccanti, Sarri si aspetta che facciano gol, altrimenti è ovvio che matematicamente manca il loro apporto. Giornalisticamente sono temi: scoprire che Zaccagni non segna da inizio aprile, non mi sembra una cosa irrilevante.

Per quanto riguarda i nuovi acquisti, va anche considerato che passare da essere un giocatore di riferimento della squadra precedente a una riserva della nuova squadra in cui vai può essere un fattore di crisi. Ad esempio Muriqi non l’ha mai digerita questa cosa”.

Alessio Buzzanca

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Piscedda: “Con il Monza non sarà semplice. La fortuna di Sarri è il centrocampo, Kamada è quello che tira di più” (AUDIO)

MASSIMO PISCEDDA in collegamento a ‘QUELLI CHE…’! “La fortuna di Sarri…”

“Il Monza si conosce, è una squadra che si è sempre migliorata nel tempo. Credo non sia peggiorata rispetto alla scorsa stagione. E’ vero che ha perso Carlos Augusto, ma ha giocatori giovani e forti come Colpani e Colombo. Hanno qualità ed un tecnico come Palladino in ascesa. Ricordo molto bene la gara dello scorso anno all’Olimpico, la Lazio vinse ma non meritava. I brianzoli crearono molti problemi, poi ci fu quel colpo di fortuna firmato da Romero. E’ una squadra che corre, è compatta e gioca bene, non sarà semplice.

Kamada a livello di statistiche è quello che calcia più in porta della Lazio. Ci sta far giocare Guendouzi che è un grande giocatore, ma ci sta riflettere bene sulla scelta. Detto questo, credo che un centrocampo composto dal francese, Cataldi e Luis Alberto sia apprezzabile. Non dobbiamo dare troppo risalto alle statistiche. E’ vero che Zaccagni non segna da 14 partite, ma questo non indica per forza di cose una crisi. Immobile non è al top, poi magari fa una doppietta con il Monza e torna al meglio. La fortuna di Sarri in questa stagione è quella di avere sei centrocampisti di livello che può permettergli di scegliere di volta in volta un trittico equilibrato e giusto in relazione alle caratteristiche dell’avversario che vai ad incontrare. Non vado a preferire uno su un altro, si deve ragionare gara dopo gara. Secondo me nessuno della Lazio è in crisi. La difesa, per esempio, va solo registrata, con il miglioramento dei singoli le cose si risolveranno. Nessun attaccante delle big in questa stagione andrà in difficoltà, in questo campionato le reti arrivano per tutti. Vanno solo lasciati tranquilli”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, l’ordine di Sarri alla squadra: cosa ha chiesto per aiutare Immobile

I gol di Immobile sono 197 con la Lazio, ma sembra che pesi di più l’unico segnato quest’anno il 20 agosto contro il Lecce. Di qui la parabola del Ciro perduto. La pena è indicibile soprattutto per il capitano, uno che non si crogiola sui record e che vive dei gol che deve ancora segnare. Non si può fare di Ciro il solo responsabile delle poche reti segnate dalla Lazio (5 in 5 partite totali). I numeri non sono il vangelo, aiutano a fare analisi. Immobile quest’anno ha giocato più palloni rispetto ad un anno fa considerando lo stesso numero di partite: 178 contro 168. Ma sono di meno i tocchi in area avversaria (29 attuali, 35 un anno fa), si sono dimezzati i tiri totali (8 quest’anno, 14 l’anno scorso) e i tiri in porta (4 contro 8, media di 0,8 contro 1,6). Alti e bassi, gol e non gol sono umani. Ma al centravanti non basta cogliere l’attimo, deve essere messo nelle migliori condizioni per colpire. Non a caso Sarri ha chiesto alla squadra di verticalizzare di più per Ciro, noto come il bomber verticale: «Dobbiamo servirlo di più in profondità», l’ordine di Mau.

Era già scattato dopo Torino, è stato ribadito prima dell’Atletico, sarà ricordato oggi alla vigilia di Lazio-Monza. Sarri ha catechizzato la Lazio e ha spinto lo stesso Immobile a concentrarsi sull’attacco della profondità. E’ stato proprio il tecnico ad ammettere che «ora la squadra sta dando poca profondità, questo ci costa qualcosa a livello realizzativo». E a ricordare che «Immobile ha il destino dei grandi bomber, è un giocatore di cui non puoi fare a meno quando segna ed è criticato quando non lo fa. È così per chi fa 30 gol a stagione». Ci sono momenti in cui il gol ti scappa via anche se è a due passi. E’ capitato contro il Genoa, è capitato contro l’Atletico. Ci sono stati momenti in cui la Lazio in partita s’è persa in un possesso prolungato e infruttuoso, non certo la condizione type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ ideale per il capitano.

Non è la prima volta che Ciro parte segnando così poco con la Lazio nelle prime 4 giornate di campionato, è la terza: è successo nel 2020-21 e nel 2018-19. In entrambe le occasioni si è sbloccato al quinto turno. L’ordine di Sarri è chiaro, serve un altro rilancio. Lo riporta il Corriere dello Sport

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, il Monza per sbloccare campionato ed attacco: Immobile non riposa

Come riportato da La Repubblica, Immobile non segna dal 20 agosto e nella Lazio non aveva mai avuto queste difficoltà a trovare la porta dopo 5 gare: come minimo, nelle stagioni precedenti aveva colpito un paio di volte, ora solo una. Domani contro il Monza, il capitano sarà di nuovo al suo posto e vuole sbloccarsi. Ma anche i compagni di reparto faticano a buttarla dentro. L’ultimo gol di Zaccagni risale addirittura all’8 aprile, contro la Juventus all’Olimpico. Da allora, 14 gare a secco e un solo assist: troppe per un attaccante. A sua volta, Felipe Anderson non entra nel tabellino dei marcatori da Lazio-Sassuolo del 3 maggio: poi, 10 partite senza gol e due assist, quelli di Napoli. Castellanos, il vice-Immobile, ha segnato solo in amichevole, Pedro e Isaksen. Contro il Monza, domani sera, Sarri pretende che le sue punte tornino al gol.

Come scrive Il Messaggero il rigore in movimento fallito da Ciro Immobile contro l’Atletico ha risollevato il caso. L’Olimpico ha consolato con un coro il capitano della Lazio, che si è promesso di rimanere calmo e di tornare al top anche se Immobile non segna da troppo tempo.

Ciro pensava di potersi scrollare una stagione maledetta, fra un infortunio e un altro. E invece non c’è più Milinkovic a supporto e le ali lo stanno assistendo poco. Ha sempre due-tre stopper addosso e ora anche un blocco psicologico. Per Immobile il gol è ossigeno: dopo aver segnato in Nazionale con la Macedonia del Nord, la panchina contro l’Ucraina lo ha demoralizzato.

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APPROFONDIMENTI

Immobile, Felipe, Zaccagni: ora servono i gol delle punte

Da TMW ecco i numeri dell’attacco laziale. Un gol in 5 partite, tra campionato e Champions. All’esordio di Lecce, ormai un mese fa, firmato da Immobile. Poi, salvo due assist di Felipe Anderson, sul tridente di Sarri è calato il buio più totale in fase realizzativa. Tra i diversi difetti della Lazio in quest’inizio di stagione c’è sicuramente lo scarso rendimento sotto porta di Felipe Anderson, Zaccagni e Immobile. Nulla da dire sull’applicazione, soprattutto in fase difensiva, ma – complice il momento della squadra, l’intera manovra meno fluida del passato e una condizione fisica ancora da perfezionare – i numeri in quest’avvio del tridente offensivo non sono positivi. Da loro è lecito aspettarsi qualcosa, molto, in più. Zaccagni l’anno scorso ha realizzato 10 gol e 7 assist, Felipe 12 e 9 mentre Ciro, nella sua stagione più nera da quando è a Roma, ha segnato ‘solo’ 14 volte (con 7 assist).
Servono i gol, insomma, per ripartire e trasformare il pareggio con l’Atletico come il punto da cui iniziare davvero la stagione. Tra campionato e Champions, sicuramente serve una rete a Immobile, quello che più di loro vive per gonfiare la porta. Gol uguale ossigeno a casa Ciro. Con l’Atletico Madrid c’è andato vicino, ha fallito un’occasione che di solito non sbaglia. Alcune critiche, ingenerose, forse lo hanno un po’ destabilizzato, è sembrato poco tranquillo sotto porta Immobile. Lui che di solito è un cannibale negli ultimi 15 metri. “Le critiche? Quando raggiungi un certo livello è normale, i tifosi probabilmente sono stati abituati molto bene», ha commentato martedì il capitano della Lazio, che in effetti dal 2016 ha segnato 197 gol con l’aquila sul petto. Un numero che tornerà a crescere, non ci sono dubbi, basta riaccendere la spina. E solo un gol può far tornare la corrente e accendere la luce laziale. Tuttomercatoweb.com

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Giordano: “Lazio e tifosi con furore, queste sono le notti che restano dentro. Luis Alberto è l’esempio…” (AUDIO)

BRUNO GIORDANO in collegamento a ‘NMM’! “Furore Lazio”

Ieri è stata una giornata biancoceleste, con mio figlio Rocco siamo andati anche a Formello a vedere la Primavera. Poi allo stadio con una tifoseria molto bella e nel momento del cerimoniale Champions ho visto anche qualche lacrima. Queste partite ti rimangono per sempre, si sentiva che il pubblico aveva la voglia di gridare al gol. E’ arrivato nel modo meno pensato, speriamo che Provedel ne faccia altri 4-5 (ride, ndr). La partita è stata tosta, l’Atletico è una squadra che sa interpretare i momenti di difficoltà, sa quando può far male. Mi è piaciuta la voglia della Lazio di non arrendersi, di gettare il cuore oltre l’ostacolo, va lasciato il calciatore al suo istinto. E’ finita con un risultato importante che darà lavorare la Lazio nel modo migliore, con entusiasmo. La Lazio ed i suoi tifosi devono sentire sempre questa musichetta della Champions, non è semplice ma le basi ci sono. Ora speriamo che questo gol abbia ricreato l’entusiasmo giusto nella squadra e nella tifoseria.

Il buon risultato aiuterà anche Ciro Immobile che sta vivendo un momento particolare. Certamente non è lui il problema della Lazio. Lui sa per primo che in questo momento non è al top, ma basta poco per riprendere morale. A volte gira bene, altre meno, la cosa importante è che stia bene fisicamente. E’ stata brava la Lazio a saper soffrire, a restare dentro la partita, nel momento di grande difficoltà devi sempre restare equilibrato sapendo che poi il gol puoi farlo. Ieri ho visto furore, faccio fatica a capire perché questa squadra ce l’abbia ad intermittenza. Luis Alberto, anche da questo punto di vista, ha fatto grandi progressi. e’ E’ un esempio di come ci si possa migliorare anche a livello di determinazione e coinvolgimento. Mi chiedo perché lui è riuscito a fare questo passo in avanti e altri no…”

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SERIE A

Juventus-Lazio 3-1, il tabellino

JUVENTUS-LAZIO 3-1

Marcatori: 10, 67` Vlahovic (J), 26` Chiesa (J), 65` Luis Alberto (L)

JUVENTUS (3-5-2): Szczesny; Gatti, Bremer, Danilo; McKennie (71` Weah), Miretti (59` Fagioli), Locatelli, Rabiot, Kostic (59` Cambiaso); Chiesa (83` Milik), Vlahovic (83` Kean).

A disp.: Pinsoglio, Perin, Alex Sandro, Rugani, Yildiz, Iling-Junior, Nicolussi.

All.: Massimiliano Allegri

LAZIO (4-3-3): Provedel; Marusic, Casale, Romagnoli, Hysaj (46` Pellegrini); Kamada (78` Guendouzi), Cataldi (46` Rovella), Luis Alberto; Felipe Anderson (69` Pedro), Immobile (69` Castellanos), Zaccagni.

A disp.: Sepe, Mandas, Lazzari, Patric, Gila, Vecino, Isaksen.

All.: Maurizio Sarri

 Arbitro: Fabio Maresca (sez. di Napoli)

Assistenti: Baccini – Pagliardini

IV Ufficiale: Ayroldi

V.A.R.: Irrati

A.V.A.R.: Maggioni

NOTE. Ammoniti: 8` Miretti (J), 17` Bremer (J), 61` Gatti (J), 77` Cambiaso (J), 82` Vlahovic (J), 84` Pellegrini (L)

Recupero: 2` pt, 6` st.

Serie A TIM | 4ª giornata

Sabato 16 settembre 2023, ore 15:00

Allianz Stadium, Torino

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APPROFONDIMENTI

Juve-Lazio è anche Vlahovic contro Immobile: tra crisi, gol e riscatto

Gli schemi, la scienza, l’ingegno, le diagonali, le ripartenze, il gegenpressing. Tutto vero, tutto da affinare, da studiare, perché il calcio oramai è tutt’altro che una cosa semplice. Tutto per arrivare a un risultato, tutto per arrivare a una cosa banale quanto complessa. Il gol. Juventus contro Lazio è la storia di due dei centravanti più chiacchierati del nostro pallone, di quelli decisivi e determinanti nei rispettivi progetti e piani degli allenatori e club. Juventus contro Lazio, oggi antipasto della quarta giornata di campionato della Serie A 2023/2024, è anche e soprattutto Dusan Vlahovic contro Ciro Immobile, la sfida dei grandi numeri 9.

Tra riscatto e conferme
Se diamo un’occhiata all’ultima stagione, non c’è dubbio che Vlahovic debba cercare il riscatto e che Immobile debba confermarsi. Se diamo un’occhiata alle ultime uscite in campionato, la storia è diversa: meglio il serbo, 2 reti e un inizio diametralmente opposto rispetto all’ultimo campionato. 1 gol e qualche rimpianto per l’azzurro, comunque sempre sulla cresta dell’onda. Se guardiamo questa sosta nazionale, Vlahovic ha osservato da vicino, dalla panchina, il Mitrovic show con la Serbia mentre Immobile ha segnato nel deludente pari con la Macedonia ed è stato fuori nella gara dove l’Italia ha fatto meglio, con l’Ucraina.

Tutto ruota attorno a loro
Saranno i due uomini ai quali Allegri e Sarri si aggrapperanno in questa stagione per i gol pesanti e saranno loro oggi al centro dei rispettivi attacchi. Con Chiesa nel 3-5-2 il primo, con Zaccagni e Felipe Anderson nel tridente biancoceleste il secondo. Due giocatori profondamente diversi ma che da anni cercano un posto al sole, ovviamente inteso come la palma di miglior bomber del campionato. Immobile c’è già riuscito, saprà ripetersi ancora? Vlahovic, dal canto suo, lo insegue. Dopo un’annata dura, sembra aver iniziato una storia diversa. Ma siamo solo ai blocchi di partenza, nella corsia dei 9.

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Immobile a un passo dalla leggenda: c’è un record che nessuno ha mai raggiunto in A

Il primo nome da record che verrà in mente e si citerà nel corso dei tempi sarà Ciro Immobile. Ha sfidato la storia, un secolo di miti. Quante volte recordman e quante ancora? Nessuno come lui, in Italia, continua a battere e inseguire traguardi. Il prossimo è ad un passo. Ciro ha segnato 99 gol in trasferta, a 100 non ci è mai arrivato nessuno in Serie A. José Altafini si è fermato a 95, Totti a 89, Ibrahimovic a 88, Nordahl a 87 e Silvio Piola a 86 tanto per citare i primi della lista. Questa è l’ennesima statistica di un bomber assoluto, che a 33 anni e mezzo continua ad essere padrone del gol nonostante gli urti della vita. I primati di Ciro formano un libro dei record, ne ha centrati di ogni tipo da quando gioca nella Lazio. Si possono sempre trovare spunti statistici con Immobile. Continuando, l’attaccante biancoceleste è fermo a 200 gol e 49 assist, con un colpo in più arriverà a quota 250 partecipazioni a reti nei cinque campionati top europei.

Immobile e i ritorni a Torino

Ciro si è divertito spesso allo Stadium, tanto per entrare in clima Juventus. Dall’inaugurazione dell’impianto, avvenuta nel settembre 2011, nessun giocatore ha segnato più gol di Immobile da avversario dei bianconeri: tre gol, tutti con la maglia della Lazio, solo Icardi e Ilicic lo hanno eguagliato. L’ultimo risale al 20 luglio 2020, ma Juve-Lazio finì 2-1. Il conto non è chiuso. La Juve e Ciro, la storia si conosce. Le prime tre partite in A le ha giocate con la maglia bianconera. L’esordio era avvenuto con Ranieri in panchina nel 2009, le altre due presenze sono state registrate con Ferrara in panchina. Ma i ritorni a Torino hanno perso pathos nel corso degli anni. E’ sempre una sfida adrenalinica, Ciro la vive da bandiera biancoceleste. 

Immobile ad un passo dalla leggenda

E’ rientrato mercoledì a Formello, s’è allenato subito. E’ pronto per il bivio Juve-Atletico, campionato-Champions. L’ultima volta nella grande Europa era Scarpa d’Oro in carica, ci tornerà con un curriculum ancora più ricco di colpi, con 4 titoli di capocannoniere italiano. Sarri ha temuto di perderlo in estate, quando i club arabi l’hanno tentato. I tifosi ogni giorno gli dedicavano cori e applausi, non potevano neppure immaginare una Lazio senza il capitano dei record. Ciro già dopo Lecce aveva rivelato i motivi della sua scelta: «Sono arrivate delle offerte che ti fanno tentennare, ma alla fi ne non si è concluso nulla perché avevo ancora voglia di stare qui e cancellare l’anno scorso che per me non è andato bene. Voglio stare con le gambe e la testa al meglio per aiutare la squadra». A Lecce ha esordito alla sua maniera, segnando. Contro il Genoa non era serata per nessuno eppure Ciro una traversa l’ha colpita. A Napoli ha garantito corse e rincorse. Punta la Juve per regalare un altro colpaccio alla Lazio “ammazzagrandi”. Punta la Juve per centrare il 100º gol in trasferta. E’ ad un passo. Punta la Juve perché la fame di gol e di record di Immobile non la batte nessuno. E’ ancora questo il suo insegnamento, il suo esempio. Far credere che tutto sia possibile. Corriere dello Sport