Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Vigilia Champions: “Il centrocampo dipende da Luis Alberto, Kamada spera, Pedro in rampa di lancio” (AUDIO)

ALBERTO ABBATE in diretta a ‘QUELLI CHE…’

Il vero rebus per la formazione di domani contro il Celtic riguarda il centrocampo. Dipende molto da Luis Alberto. Nella sua ultima gara a San Siro, da grande leader, ha chiesto scusa in alcuni momenti visto che era stremato dal punto di vista fisico. Credo ci sarà un colloquio tra lo spagnolo ed il tecnico che a lui non rinuncerebbe mai. Il resto dipende da questo, non credo tra l’altro che Rovella faccia la terza gara di fila dall’inizio. Credo possa avere delle opportunità Kamada. Penso che il centrocampo perfetto non sia stato ancora individuato, immagino che proseguirà la rotazione fino al raggiungimento di un equilibrio.

Per quanto riguarda l’attacco, penso sia arrivata la necessità di un turno di riposo per Zaccagni. Secondo me gioca Pedro, Sarri non vedeva l’ora di assistere ad un ingresso importante come quello che abbiamo visto a Milano nella ripresa.

Rispetto alla difesa, vediamo se questa volta si potrà far riposare Romagnoli, anche se sinceramente non credo avvenga. La scelta dei terzini dipende anche dal tipo di partita e di avversario. Pellegrini con l’Atletico ha giocato con lucidità, intelligenza e fisicità”.

https://podcasters.spotify.com/pod/show/radiosei98100/embed/episodes/Alberto-Abbate-03102023-e2a3iqu
Categorie
RASSEGNA STAMPA

Immobile resta la soluzione: per Sarri resta al centro… nonostante i social

Salvate il re del gol, il bomber assoluto della storia della Lazio. Salvatelo da una parte del suo stesso tifo. Incredibile ma vero, non bastavano le accuse fuori dal Grande Raccordo. Immobile ora deve difendersi dalle ingiurie di un popolo che ha servito e riverito con 198 reti con l’aquila sul petto. In realtà Ciro è rimasto in silenzio, ma la moglie Jessica e il fratello Luigi non ce l’hanno fatta più sabato pomeriggio: «La riconoscenza è un fiore raro», la sfogo su Instagram, unito a emoticon di disgusto. Come dar loro torto, di fronte ai commenti sotto il profilo ufficiale biancoceleste all’annuncio della formazione anti-Milan con Castellanos in campo: «Finalmente… Immobile doveva andare in Arabia… Largo a uno vivo». In pratica il seguito di quanto letto fra social e web a partire dalla notte della vittoria contro il Torino, quando il Taty era subentrato a Ciro e aveva mandato tutti in delirio con una rovesciata a fil di palo. Tutti a invocare la titolarità dell’argentino, senza rispetto alcuno per il capitano che aveva lottato avanti e indietro, dando l’esempio. Oltretutto è incredibile l’autogol dei tifosi, che non capiscono ancora come Immobile sia la soluzione ai problemi, non certo il problema della Lazio.

CRISI E NAZIONALE
Sono sette finora le reti realizzate in altrettante giornate di campionato. In attacco solo Ciro ne ha timbrate due, senza considerare tre sfortunati legni nel computo. A San Siro Castellanos ha aiutato la squadra, creato spazi e duettato con Felipe Anderson. Ma pesano come un macigno le conclusioni mosce e sballate in un vivissimo primo tempo: «Abbiamo avuto 10 palle gol, ma poi tirato ciofeche, che non impensieriscono nessuno. L’anno scorso eravamo primi nel rapporto fra occasioni create e reti fatte, ora siamo al 18esimo posto. La differenza la fanno sempre i gol». Parola di Sarri, che infatti non rinuncerebbe mai a Immobile e aveva deciso di schierarlo anche sabato. Alle 9.30 il re del gol ha detto in albergo che non se la sentiva perché aveva ancora un dolore fortissimo all’osso sacro e Mau lo ha protetto aggiungendo pubblicamente pure un affaticamento al flessore destro. Alla fine lo ha comunque rischiato nella ripresa, sperando in un suo colpo, arrivato per Pedro solo in fuorigioco. Peccato davvero, con quell’assist Immobile si sarebbe tolto un sassolino anche con Spalletti (in tribuna al Meazza), che lo ha accantonato dopo il rigore con la Macedonia del Nord, e ora dovrà decidere cosa fare contro Malta e Inghilterra, gare altrettanto valide per la qualificazione all’Europeo. Povero Ciro, pensava di potersi scrollare una stagione maledetta (solo 14 timbri), fra un infortunio e un altro. Ora dovrà farcela da solo: «Ho abituato tutti troppo bene con i miei gol». Non è finita, Ciro tornerà al bersaglio e tutti torneranno sul carro. Il Messaggero

Categorie
SERIE A

Milan-Lazio, probabili formazioni: Immobile out, Guendouzi con Cataldi e Luis

Sciolti gli ultimi dubbi di Maurizio Sarri. Quasi tutti, almeno. Resta vivo il ballottaggio in difesa fra Patric e Romagnoli (che convive con la frattura al naso). Ballottaggio, che verrà sciolto all’ultimo secondo in base alle sensazioni del numero 13, ex di giornata. Secondo il nostro inviato Alberto Abbate (Il Messaggero), a Milano Sarri si presenterà con un centrocampo diverso per 2/3 rispetto a Lazio-Torino. Confermato Luis Alberto, con Cataldi in regia e il ritorno di Guendouzi dal 1′ (seconda da titolare dopo Lazio-Monza). In avanti, non il solito trio: Immobile sente ancora dolore, al suo posto dovrebbe esordire dall’inizio Castellanos con Felipe Anderson e Zaccagni (non al top). Dietro, ballottaggio a parte, ci saranno Casale, Marusic (a destra) e Hysaj a sinistra, davanti a Provedel.

Probabile formazione, Lazio (4-3-3): Provedel; Marusic, Casale, Romagnoli, Hysaj; Guendouzi, Cataldi, Luis Alberto; Felipe Anderson, Castellanos, Zaccagni.

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Zaccagni sblocca l’attacco: ora vanno rovesciati i numeri

La vittoria sul Torino ha sbloccato la Lazio, sia in classifica sia dal punto di vista offensivo. Solo un’altra volta i biancocelesti erano andati in rete due volte nella stessa partita. Dopo Napoli non era più successo. E non solo. Ciro Immobile, due gol finora, ha finalmente ritrovato un partner d’attacco nel tabellino dei marcatori: Mattia Zaccagni.

La vittoria sul Torino ha sbloccato la Lazio, sia in classifica sia dal punto di vista offensivo. Solo un’altra volta i biancocelesti erano andati in rete due volte nella stessa partita. Dopo Napoli non era più successo. E non solo. Ciro Immobile, due gol finora, ha finalmente ritrovato un partner d’attacco nel tabellino dei marcatori: Mattia Zaccagni.

Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Cambiare modulo smentirebbe il mercato. La Lazio ha un serio problema tattico” (AUDIO)

Lazio in ansia da prestazione, GIULIO CARDONE in diretta a ‘QUELLI CHE…’

“La Lazio soffre di ansia da prestazione come ha detto Sarri dopo la partita col Monza. Anche il fatto che il giorno di risposo sia stato trasformato in un giorno in più di lavoro in cui si è fatta una approfondita analisi tattica, è un elemento che speriamo aiuti. Oggi riposerà Zaccagni che non sta benissimo, ma in una partita bloccata come sarà Lazio-Torino, avere quello che salta di più l’uomo in campo, sarebbe stato utile. Al suo posto ci sarà Pedro.

Casale-Patric saranno coppia centrale, Kamada in campo con Luis Alberto. I ballottaggi sono Pellegrini-Hysaj a sinistra e Cataldi-Rovella-Vecino al centro. Certo, rinunciare a Vecino per me sarebbe un errore. La Lazio fatica nei colpi di testa e avere tempi e centimetri in più sarebbe importante in partite come immagino sarà questa sera.

Secondo me il problema tattico della Lazio è molto importante. Non è un problema di uomini, va ritrovata compattezza tra reparti che sono troppo slegati tra loro. Sarri è un grande maestro di calcio ed è il momento per lui di trovare soluzioni alternative per uscire da questa situazione.

Se la Lazio cambiasse modulo andrebbe a snaturare il mercato. Tutti i giocatori sono stati pensati per il 4-3-3. Ad esempio Isaksen non troverebbe collocazione. Ciò che va cambiato è l’organizzazione in campo e i tempi del pressing che spesso è fatto in maniera asimmetrica e mette in crisi la nostra linea difensiva”.

Alessio Buzzanca

Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Abbate: “Acquisti condivisi da Sarri? No, messo spalle al muro. Voleva prevenire appagamento” (AUDIO)

Approccio sbagliato, ALBERTO ABBATE in diretta a ‘QUELLI CHE…’

“La Lazio continua a entrare in campo con un approccio sbagliato. Prendere 5 gol nei primi tempi è piuttosto indicativo di questo.

Questo può essere frutto dell’approccio più aggressivo delle avversarie che ti conoscono, ma anche di come scendi in campo. Se il Monza, il Lecce e il Genoa aggrediscono la Lazio, dovrebbe essere un vantaggio per la Lazio. Come si può pensare che queste squadre possano mettere in difficoltà la Lazio? Infatti contro l’Atletico c’è stato l’approccio giusto al di là del gol fortunoso che gli spagnoli hanno trovato. Evidentemente è una cosa di stimoli.

Bisogna andare oltre Milinkovic per due motivi: il problema principale della Lazio è la fase difensiva, alla quale Milinkovic ha sempre partecipato poco e male, perdendo palloni con i suoi tacchi e punte. C’è un problema di rodaggio con Kamada e Guendouzi in fase di possesso palla perché il serbo faceva da fionda per l’ala e per la punta, Cosa che adesso ancora non funziona. I due nuovi sono semplicemente diversi e hanno bisogno di armonizzarsi con la squadra.

Persino nei risultati brutti che stanno arrivando, ha comunque ragione Sarri. Abbiamo invocato per un mese Guendouzi, quando Sarri lo ha messo in campo, ci siamo accorti che non ci sono miglioramenti. Adesso abbiamo iniziato la tiritera con Castellanos. Ma se Sarri lo vede in allenamento ogni giorno, ne saprà più di noi?

Ho sentito parlare di avallo di Sarri sugli acquisti, ma è follia. Se insiste per un mese per Milik e salta, poi Sanabria e salta, poi Berardi e salta, quando ti propongono Isaksen, lo devi accettare oppure dimetterti. Un conto è avere una scelta e un conto è essere stato messo con le spalle al muro. Secondo me è stato un ottimo mercato in prospettiva, ma non è ciò che chiedeva Sarri, cioè giocatori pronti all’uso. Il rischio di appagamento c’era e andava stimolata la competizione con dei titolari e non allargando la rosa. Sarri non cercava giocatori su cui perdere tempo per addestrarli, ma pronti all’uso come Zielinski”.

Alessio Buzzanca

Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Non vorrei che la squadra privilegiasse Champions rispetto al campionato” (AUDIO)

Si parla molto di Ciro Immobile, GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Si parla molto di Ciro Immobile, c’è una grande passione per un grande goleador. Se ne dicono tante, giusto chiedersi come comportarsi nei panni di Sarri. Le strade sono due, concedergli a volte un turno di riposo per dare spazio anche Castellanos o insistere con lui anche in questo momento in cui gli impegni sono ravvicinati.

Zaccagni e Romagnoli non sono al meglio, ma non hanno veri e propri problemi di natura clinica. Sono affaticamenti naturali in una fase del calendario molto serrato.

La storia di Castellanos è complessa perché i bonus scattano con estrema facilità e il prezzo a cui è stato pagato è piuttosto alto. Indubbiamente non sono arrivati i ‘piani A’ di Sarri, ma comunque sono stati presi giocatori concordati. Rovella ne è un esempio: lui era la prima scelta con Ricci. E’ vero che non è arrivato Zielinski, ma se siamo sbilanciati a centrocampo ora, figuriamoci con il polacco.

Kamada è un giocatore che è sempre piaciuto all’allenatore toscano. E’ indubbiamente un mercato più della società che di Sarri, ma c’è stato comunque il suo avallo. Come – ci ritorno – c’era stato l’avallo anche degli acquisti dello scorso anno, ma tant’è…

Certo, dovremmo chiederci come mai quel primo tempo ottimo contro l’Atletico Madrid. Ci sono stati più stimoli? Non avere la stessa applicazione mentale in campionato di quella vista in Champions sarebbe frutto di una valutazione totalmente errata. So che a Formello hanno lavorato più sul punto di vista mentale che tattico in vista della partita di domani. Ma alla fine è il campo il giudice supremo”.

Alessio Buzzanca

Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Giordano: “Lazio, è tempo di dare una scossa e tornare ad essere squadra. Il Toro ti costringe…” (AUDIO)

BRUNO GIORDANO in diretta a ‘QUELLI CHE…’ “E’ tempo di una scossa”

“La Lazio deve tornare ad essere squadra, come abbiamo fatto per tutta la scorsa stagione. Sappiamo quali sono le difficoltà quando incontri il Torino, che ti costringe ad alzare il pallone perché marcano a uomo e sono aggressivi. Ma se alzi il pallone, ti snaturi e fai una cosa che la Lazio non sa fare. La Lazio predilige giocare da dietro a due tocchi e con palla a terra. Il problema dell’uscita dal basso contro la pressione del Torino si deve risolvere con maggiore movimento senza palla. Se la Lazio continua a giocare come ha fatto fino ad oggi è dura, se continuano a giocare solo chiedendo la palla sui piedi è complicato. Ci sono ancora tante partite, ma dobbiamo dare una scossa al campionato perché stiamo perdendo tanti punti.

Sarri deve pensare a mandare in campo la squadra migliore, ma deve pensare anche alle priorità della società e al fatto che sono stati spesi tanti milioni per Castellanos. Sono stati fatti acquisti importanti ed è compito dell’allenatore metterli in campo prima possibile. In allenamento puoi far vedere cose buone o meno buone, ma senza il vaglio della partita, è impossibile dare giudizi su un calciatore. Ora ci sono tre partite in una settimana e quindi Sarri dovrà dare chance a tutti, anche ai nuovi arrivati. Poi sta a lui stabilire chi. Sarebbe strano, laddove dovesse riposare Immobile, fosse scelto per fare la punta centrale Felipe Anderson. Castellanos è stato acquistato proprio per questo, non credo che un giocatore pagato così tanto possa essere emarginato in questo modo. Capisco che possa esserci qualche giocatore affaticato, ma se non ci sono infortuni, l’ossatura deve giocare sempre. Non si possono cambiare otto giocatori da una partita all’altra. Uno come Romagnoli dovrebbe giocare sempre.

Alessio Buzzanca

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Psicologia e tattica, Sarri analizza la Lazio: “Guardatevi dentro”. Il segnale di Immobile…

Confronto e lezione video ieri a Formello per la Lazio di Maurizio Sarri. Il tecnico biancoceleste ha lavorato più sulla testa dei calciatori che sui principi tattici avendo pochissimo tempo a disposizione.

Come riportato dal Corriere dello Sport, il Comandante ha individuato, in accordo col DS Fabiani, quello che sembra essere il problema della sua squadra: un blocco mentale legato all’ansia da prestazione. Non solo problemi di campo dunque ma anche altri che afferiscono alla sfera psicologica. Il messaggio al gruppo è stato chiaro: «Ora guardatevi dentro». Ci fosse una sola ragione, interverrebbe. La verità è che si tratta di un calo generalizzato. Serve equilibrio. Fabiani è un normalizzatore a Formello, di solito abituata a narrazioni spinte e altalene di umori, figlie di aspettative esagerate in seno allo stesso club, non solo in riferimento alla piazza, per tradizione inquieta. Un piccolo vantaggio c’è: le analisi di allenatore e diesse collimano. Cercano tranquillità. Se ne esce con il lavoro, un po’ alla volta, portando in condizione e addestrando i nuovi acquisti, cercando di ragionare e di recuperare l’entusiasmo perduto, quello che nella passata stagione permetteva alla Lazio di difendere in blocco e di correre in sincronia

”Testa, tattica e Ciro, le mosse di Sarri per uscire dalla crisi”. Repubblica analizza la giornata di ieri, quella dei confronti, della Lazio, che domani sera all’Olimpico ospiterà il Torino. Lotito e Sarri hanno chiarito dopo lo sfogo post Monza, il tecnico non è in discussione. E anche tra di loro i giocatori hanno avuto dei confronti, per “curare l’aspetto mentale”.

Il tecnico poi ieri ha lavorato dal punto di vista tattico, rivedendo gli errori col Monza. Come Palladino, anche Juric gioca col 3-4-2-1 (ma marca a uomo): la Lazio dovrà evitare di lasciare spazio ai trequartisti. Luis Alberto e Immobile si sono messi i panni da leader e Ciro, per il bene della Lazio, ha detto di essere pronto a farsi da parte. Non accadrà perché Sarri punta su di lui.

Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, serve uno spirito diverso. L’Atletico dimostra che è una questione di…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Ci si aspettava una vittoria con il Monza, la classifica è quella che è, i problemi sono tanti. C’è un problema di squadra, di compattezza, serve uno spirito diverso e maggiore equilibrio. La cosa che più mi preoccupa sono le tante palle gol che vengono concesse agli avversari e sinceramente non è possibile che ci sia una differenza così importante di rendimento e concentrazione tra la gara di Champions con l’Atletico Madrid e quella di campionato con il Monza. Perché abbiamo visto quella mezzora così importante, intensa e coraggiosa con gli spagnoli, mentre poi contro la squadra di Palladino c’è stata quella prestazione? Il pressing alto è fondamentale, se vuoi farlo devi interpretarlo con convinzione, tempi, spirito e organizzazione. La differenza tra i due match dimostra che quel tipo di atteggiamento è ancora nelle corde di questa squadra.

Spirito diverso e Lotito-Sarri

Se Lotito ha una qualità è quella di non aver mai preteso di fare la formazione o cose del genere. Il presidente dopo la partita commenta con i suoi modi quanto è accaduto. Tra le cose che ha detto a caldo c’è anche il suo dubbio sul mancato utilizzo di Castellanos. Ovviamente non era una sottolineatura su Immobile, magari riteneva si potesse chiudere la gara con due punte come accaduto anche in altre circostanze. Ci può stare da parte del proprietario del club, poi ieri a Formello so che i toni erano già tornati più morbidi”.