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INFERMERIA

Immobile, il verdetto è spietato: tornerà nel 2023

Brutte sensazioni confermate, Ciro Immobile tornerà nel 2023. La risonanza magnetica svolta questa mattina ha ribadito i sospetti circa l’entità della lesione muscolare al flessore della gamba sinistra rimediata al 28′ di Lazio-Udinese. Il calciatore ha già iniziato le cure specifiche del caso e verrà sottoposto a monitoraggio clinico quotidiano. Ulteriori esami strumentali verranno ripetuti nei prossimi giorni per quantificare i tempi di recupero“, recita il bollettino ufficiale del club”.

Quali gare salterà

La rottura delle fibre “è di medio grado“, il bomber biancoceleste dovrà fermarsi per almeno 40 giorni e salterà tutte e sette le gare che precederanno il Mondiale in Qatar. Atalanta, Salernitana, derby, Monza e Juventus in campionato, oltre alle due decisive sfide di Europa League con Midtjylland e Feyenoord. Tutto in 25 giorni, senza la propria guida tecnica e carismatica. La sentenza è arrivata, purtroppo”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Sabatini: “Sarri ha già la soluzione…”

Il calcio secondo Walter Sabatini. Oggi in un’intervista al Corriere dello Sport l’ex ds di Roma e Lazio analizza la Serie A e dice la sua sul tecnico laziale. Sarri è matto, nel senso buono, e poi ha calcio in testa.  – Spiega Sabatini – Mentre i tifosi si stanno dilaniando per l’infortunio di Immobile, e li capisco, lui starà studiando. Ti pare che uno del genere possa lasciarsi impressionare da un accidente del genere? A Napoli perse Milik, non ne aveva altri, era nel pieno della stagione, se ne era andato il Pipita da poco. Ora non so cosa gli passi per il cervello, ma mi aspetto un colpo di teatro. Maurizio è fighissimo, io gli dico che è suonato, ma si applica e ti fa divertire. Facci caso, vengono tutti da lì, Granducato di Toscana”. Parole e musica di Walter Sabatini, che siano di buon auspicio per la Lazio e le soluzioni da ‘vice-Immobile’.

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RASSEGNA STAMPA

Nostalgia Caicedo: “Lazio, tornerei di corsa. Pedro cambio naturale di Ciro”

Quanto è attuale oggi quel coro: «Amami o faccio un Caicedo». C’è il derby all’orizzonte, Immobile rischia di essere ai box, non c’è più Felipao. Nessuno ha dimenticato quel gol, un meraviglioso lampo all’improvviso. Due marzo 2019, fischio d’inizio, la Lazio passa in vantaggio con la rete al 12’ del “Panterone” in una stracittadina finita poi 3-0 con l’esonero Di Francesco. Apoteosi di un eroe, quasi per caso: «È stata la notte più bella della mia carriera nel calcio». Caicedo ora risponde dall’Arabia Saudita, gioca all’Abha, ha da poco compiuto 34 anni, ma è sempre nostalgico: «Qui va tutto bene, soprattutto adesso che ho iniziato a vincere (ride, ndr), ma io sarei rimasto a vita alla Lazio. Non so chi ha deciso che dovevo andare via, ho un grande rimpianto, purtroppo le cose non sono andate come volevo. Eppure il mio cuore è rimasto lì, ho tanti bei ricordi, seguo sempre la squadra e tifo. Sarei tornato e tornerei di corsa a gennaio, se mi richiamassero». I laziali oggi lo invocano: «Lo so, lo so, mi scrivono e io ancora mi emoziono per tutto questo affetto. In particolare, in questa settimana mi sono reso conto che si sta parlando tanto di me perché il bomber si è fatto male. Sarà difficile rinunciare a un fenomeno come Ciro, è un leader assoluto, basta guardarlo». Sarebbe stato tutto più semplice se ci fosse stato un Caicedo a dargli il cambio. Quando c’era l’ecuadoregno, tutti ormai si sentivano in una botte di ferro. Adesso, non c’è più nemmeno Muriqi, che aveva preso il suo posto senza però mai entrare nelle grazie della Nord: «Anche il mio primo anno è stato tosto, ma dopo tutto è andato alla grande. Mi sono ambientato e la storia poi la conosciamo tutti. La Lazio e i suoi tifosi sono una piazza difficile da conquistare, perché sono ambiziosi e guardano sempre in alto. Io ero la riserva di uno degli attaccanti più forti d’Italia, ma con il duro lavoro e l’aiuto di staff e compagni mi sono ritagliato il mio spazio prezioso».


«VINCE IL COLLETTIVO»


In estate non è arrivato un vice-Immobile vero. Cancellieri nasce esterno, da centravanti non ha convinto, è già partito da giorni il toto-sostituto. Ecco il consiglio di Caicedo: «Immobile ha una forza mentale che non ha nessun altro e trascina tutto il gruppo. Secondo me il cambio naturale è Pedro, ha fatto la prima punta in passato. Vedo senz’altro più lui che Milinkovic in attacco. È chiaro che è complicato rimpiazzare Ciro, ma adesso tutta la Lazio ha una precisa identità, gioca con l’intero collettivo e sono comunque convinto possa arrivare fra le prime quattro. Complimenti a Sarri e alla società per il lavoro fatto. Non è scontato lottare contro club con capitali enormi e riuscire sempre ad arrivare in alto». La sua Lazio avrebbe potuto addirittura strappare alla Juve del Comandante lo scudetto: «Maledetto Covid, eravamo forti, solidi in campo e nello spirito. Tutto andava perfettamente. La stagione 2019/2020 era stupenda perché noi tutti credevamo al tricolore, io lo urlavo più degli altri, con coraggio. Per questo, oltre alla gioia del derby, forse il gol più importante che ho fatto è stato quello contro il Cagliari. Ero in estasi, ci diede la stoccata per arrivare in vetta, e poi la rete contro la Juve, prima di quel terribile stop». Dopo la pandemia, non possono e non devono essere poche partite senza Ciro a fermare un altro sogno. Il Messaggero

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Tutta la verità su Immobile, Lotito: “In bocca al lupo Ciro!”

Tutta la verità su Ciro. Ci siamo, è il giorno del giudizio. A nulla son serviti i primi esami di lunedì a Formello, l’edema era ancora troppo vasto. Solo la risonanza di stamattina svelerà la reale entità dell’infortunio al flessore sinistro. Le sensazioni restano negative, nonostante siano passate quasi 72 ore dal ko di domenica pomeriggio. Immobile non si è fatto male in quello scatto al 29’ che tutti hanno visto e rivisto, bensì in uno stacco di testa nell’azione precedente, che lo ha messo subito dopo al tappeto. Alla vigilia in allenamento si era fermato per un dolorino, ma era al “vecchio” bicipite femorale destro. In carriera la coscia sinistra non gli aveva mai dato alcun fastidio, questo è l’ultimo appiglio a cui si aggrappa Ciro, nella speranza che la lesione sia meno grave del previsto. Immobile prega si tratti solo di uno stiramento di primo grado, che lo terrebbe appena – si fa per dire – due settimane ai box, con un conto alla rovescia per il derby del 6 novembre nel calendario. L’ipotesi più concreta resta però quella di un secondo grado con 40-45 stop e l’arrivederci al nuovo anno. Con questo verdetto, diventerebbe infatti praticamente impossibile recuperarlo prima della pausa per il Mondiale ovvero entro il 13 novembre contro la Juve a Torino.

Tutta la Lazio attende il primo responso: «Gli ho già fatto l’in bocca al lupo», assicura Lotito. Sarri sta pensando a ogni possibile soluzione per sostituirlo, ma non vuole fasciarsi in anticipo la testa per l’intero ciclo delle sette gare (comprese le due di Europa League contro Midtjylland e Feyenoord, con la qualificazione ancora in bilico). Sono infinite le vie del gol: in questa stagione, senza le sette reti di Immobile, fra campionato ed Europa League, i biancocelesti hanno trovato altri 20 centri con sette giocatori diversi (Milinkovic e Luis Alberto 4, Vecino, Pedro e Zaccagni 3, Felipe Anderson 2 e Romagnoli 1). Adesso è giusto concentrarsi soltanto sulla trasferta di Bergamo, con oltre mille tifosi al seguito. Difficilmente Maurizio farà chissà quale stravolgimento rispetto al passato, al momento avanti con uno fra Felipe Anderson e Pedro al suo posto, nelle gerarchie i baby Cancellieri e Luka Romero restano dietro. Proprio in un Atalanta-Napoli esplose Mertens centravanti e la rivoluzione partenopea di Sarri con i “piccoletti” in attacco. Peccato che alla Lazio il gioco sia completamente diverso. Inserito ieri da FourFourTwo fra i 50 migliori allenatori al mondo, il Comandante ha plasmato una squadra votata verticalmente alla profondità di Ciro, ecco perché Milinkovic boa rimane più di una pazza idea per il futuro o a gara in corso. Guai a perdere proprio adesso quell’equilibrio-segreto del successo biancoceleste in questo avvio. Il Messaggero

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Vice Immobile, Abbate: “Dall’arrivo di Cancellieri all’idea Milinkovic, poi il favorito è sempre Felipe…” (AUDIO)

ALBERTO ABBATE (Il Messaggero) in collegamento a ‘NMM’

“Il discorso del mancato arrivo di un vice Immobile è tornato di grande attualità. Le responsabilità per molti sono esclusivamente della società, ma anche Sarri ha giocato il suo ruolo. L’arrivo di Cancellieri è stato deciso da tutte le componenti, poi è chiaro che la speranza di poterlo trasformare in un attaccante centrale nasce dalla necessità imposta dal budget di mercato. C’erano delle proprietà da rispettare che riguardavano i titolari da acquistare. Quando sono state soddisfatte non c’era più disponibilità economica per completare l’opera e prendere l’attaccante ed il terzino sinistro”.

Ed ora?

“Ora in pole c’è sempre Felipe Anderson. E’ la soluzione sempre scelta da Sarri che gli permettere di avere Pedro esternamente che a differenza del brasiliano attacca quella profondità orfana di Immobile. Sarri, inoltre, sta davvero pensando di mettere Milinkovic centravanti. Non so come e quando, non credo con l’Atalanta, ma questa soluzione è più verosimile del passato”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Domani la verità su Immobile. Sarri era certo di poter utilizzare Cancellieri come prima punta…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Le notizie sulle condizioni di Immobile riguardano la giornata di ieri, quando l’attaccante si è sottoposto ad una prima ecografia nel ‘Lazio Lab’ di Formello. In realtà non si è capito molto, purtroppo l’edema è ancora molto diffuso, bisogna aspettare si riassorba per capire che tipo di lesione c’è sotto. Domani ci sarà una risonanza più profonda per avere una diagnosi e gli eventuali tempi di recupero. Lui in sei campionati ha saltato solo 20 partite su 328, qualcosa di clamoroso. E’ un fuoriclasse anche a livello di affidabilità e si regolarità”.

Strategie di mercato

“La storia di Cancellieri va un po’ chiarita. C’è stato un accordo tra tecnico e club per valutarlo nel periodo pre-campionato. Sarri successivamente ha dato il suo assenso sull’utilizzo del ragazzo anche nel ruolo di prima punta. Il discorso era preciso, ci sarebbe stato del tempo per prendere un altro centravanti, ma venne data la priorità al terzino sinistro. Ora non so perché, il tecnico non lo stia prendendo più in considerazione pienamente”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Giordano: “Infortunio Immobile? Non puoi presentarti senza un altro centravanti. Ora dimostrare di essere squadra!” (AUDIO)

BRUNO GIORDANO in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Questo turno di campionato ha confermato un Napoli che detta legge ma che ancora non ha preso un vantaggio importante sulle altre. La Lazio ha preso un buon punto visto come si era messa la gara. L’Udinese è una delle migliori del momento e l’hai affrontata senza il tuo miglior giocatore, Immobile. Ora c’è da pedalare. E’ una classifica divisa in due tronconi, squadre come la Fiorentina non hanno la forza di vincere 4-5 gare di fila per rientrare. Udinese ed Atalanta stanno facendo un campionato super, possono giocarsi l’Europa in questo campionato così livellato. Gli orobici hanno mentalità, in questo momento mi sembrano baciati dalla fortuna, tutto quello che fa gli riesce”.

Capitolo Immobile

Una squadra importante come la Lazio non si può presentare ai nastri di partenza senza un altro centravanti per sostituire Immobile. La campagna acquisti è stata buona, ma da questo punto di vista il club è stato un po’ leggero. Certo non avrebbe potuto investire 30 milioni per Raspadori, ma un minimo budget per quel ruolo andava riservato. Se vuoi essere una squadra devi dimostrare di esserci anche senza il tuo leader. Sarebbe troppo brutto sbracare per questo motivo, vorrebbe dire dipendere esclusivamente da un giocatore”.

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RASSEGNA STAMPA

Con o senza Immobile quanto cambia la Lazio…

L’attesa per il responso sull’entità dell’infortunio di Immobile tiene la Lazio con il fiato sospeso. Ciro non è solo il capitano o il bomber più peolifico della squadra, Immobile è il cuore della Lazio stessa. Con lui o senza di lui le cose cambiano totalmente.

I NUMERI CON O SENZA CIRO


A testimoniarlo è il confronto tra la media punti. Dal 2016 ad oggi con Immobile in campo la Lazio ha collezionato 122 vittorie, 50 pareggi e 56 sconfitte con una media di 1,86 punti a partita. Il quadro cambia drasticamente nelle 20 partite in cui il numero 17 non è sceso in campo negli ultimi 7 anni. Appena 6 vittorie, seguite da 7 pareggi e 7 sconfitte con una media punti di 0,8 a partita.

IDEE IN ATTACCO


Diverse le alternative che Maurizio Saarri sarà costretto a prendere in esame per sopperire all’assenza del bomberissimo. Valide le candidature di Pedro e Felipe Anderson, che modificano comunque l’assetto del tridente offensivo. Più audace sarebbe la scelta di consegnare le chiavi dell’attacco al giovane Cancellieri, che studia ancora da centravanti. Assolutamente suggestiva invece l’idea di un Milinkovic boa offensiva con Zaccagni e Felipe ai suoi lati. Tutte opzioni, tutte idee, che nelle prossime ore dovranno trovare le loro applicazioni in campo.

POSSIBILI RIGORISTI

La mancanza di Immobile lascia in dote anche un altro problema, ovvero quello relativo al rigorista. Allo stato attuale a contendersi i tiri dal dischetto sembrano esserci Felipe Anderson e all’occorrenza Luis Alberto. Più defilati Zaccagni e Milinkovic-Savic.

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SOCIAL

Ciro svela il nome del quarto genito…

Il countdown in casa Immobile è scattato da qualche settimana. La famiglia si ingrandisce e l’attesa per il quarto figlio è tanta. “Manca meno di una settimana al parto”, aveva svelato in una storia Instagram qualche giorno fa. La coppia più social della Lazio però, non poteva esimersi dallo svelare il nome del secondo maschietto di casa, in anteprima ai propri followers.

Ecco il nome

Pochi minuti fa, il capitano biancoceleste ha svelato nella maniera più innocua il nome del futuro bebé. Si chiamerà… Andrea! Infatti, Immobile e Jessica si sono resi protagonisti di un simpatico siparietto sui social. Il bomber ha filmato sua moglie mentre stava russando nel corso delle prime ore della mattina. Così, su Instagram, il capitano della Lazio immortala il momento scrivendo in un video: “Era talmente forte che pure Andrea nella pancia non è riuscito a dormire“. Jessica però non ci sta e replica nel proprio profilo con un: “Ma è proprio lui che mi fa russare così”. Insomma, manca sempre meno, Andrea è prossimo a conoscere la famiglia Immobile con Giorgia, Mattia e Michela che non attendono altro che abbracciare il loro nuovo fratellino.

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Immobile, si doveva stare più attenti. Negli anni la Lazio non ha mai fatto nulla per prevenire

Si doveva stare più attenti. Si doveva evitare il ponderabile. Ciro Immobile resterà fermo per settimane. Si attende l’esito degli esami, ma rischia di tornare a disposizione nel 2023. La cosa che sorprende è che quello relativo a Immobile è un problema che la società ha da tempo, ma non lo ha mai risolto. Nella stagione 2018-19, per esempio, al termine della 31esima giornata, la squadra, all’epoca allenata da Inzaghi, era a -3 dal quarto posto in quel momento occupato dal Milan, avendo però disputato una partita in meno. Arrivò così allo scontro diretto di San Siro coi rossoneri con la possibilità di agganciarli e perfino di scavalcarli col recupero. In quella stagione la Lazio (tolto il giovane Pedro Neto), aveva in rosa Immobile, Correa e Caicedo. Appena tre attaccanti benché si giocasse con il 3-5-2. Bastava l’indisponibilità di un giocatore per impedire al tecnico di avere cambi. Quel giorno si infortunò Correa, entrò Caicedo, e quando il Milan segnò l’1-0 con Kessie (su rigore), il calciatore più offensivo a disposizione di Inzaghi era Parolo (che infatti entrò immediatamente). La Lazio non pareggiò e fallì la rincorsa al quarto posto. Quell’estate in attacco arrivò solo Adekanye. Nel 2020 si decise di investire su Muriqi, nel 2021 e nel 2022 non sono invece arrivate vere alternative a Immobile (benché nel 2021 sia stato venduto Caicedo). Eppure il campo dice che senza Immobile la Lazio soffre. Da quando nel 2016 è arrivato a Roma, ha saltato 33 partite: 14 sconfitte, 10 pareggi e 9 vittorie. La media punti è bassissima (1,12 in totale e 1,25 in A). La scarsa lungimiranza della società è aggravata dal fatto che, fino all’improvvisa solidità difensiva ora trovata, il reparto arretrato faceva acqua. Nelle 33 partite saltate da Immobile (il club gli ha dedicato un video sui social al quale ha risposto “così però mi fate piangere”) solo in 4 occasioni la squadra ha mantenuto la porta inviolata, l’ultima volta nel 2019. Considerando la fatica che, in assenza di una sua alternativa, si fa a segnare e avendo subito in 29 occasioni almeno una rete, la media punti bassa è solo una conseguenza. Avrebbe però probabilmente dovuto gestire meglio la situazione pure Sarri: già dopo 7 giornate di campionato solo Immobile e Nzola dello Spezia (che però non ha le coppe…) avevano giocato tutti e 630 i minuti. Tutti gli altri calciatori offensivi del torneo (compresi esterni o seconde punte) avevano potuto riposare. Cancellieri o Romero (l’argentino mai utilizzato in questo campionato), spostando Felipe Anderson o Pedro al centro avrebbero aiutato a non appesantire i muscoli del capitano. Lo scarso minutaggio concesso ai due descrive però una evidente mancanza di fiducia da parte del tecnico, almeno per il momento. La Lazio in questa stagione potrebbe arrivare a giocare un totale di 58 partite (comprese le coppe): affrontarle senza un’alternativa a Immobile era un rischio. Per questo si doveva stare più attenti.

Corriere della Sera