Scongelato all’arrivo, ricongelato dopo l’esordio, riportato a temperatura ambiente per la Champions. Gustav Isaksen ha pagato le basse temperature danesi, l’agosto più caldo di sempre italiano e l’alta pressione che s’è abbattuta sulla terza Lazio di Sarri. E’ passato per meteora nei primi mesi anche per aver sofferto i fenomeni meteorici. Era stato Sarri a individuare nelle scienze fisiche i problemi di adattamento del ragazzo venuto da Herning, città del Midtjylland, suo ex club. Ad agosto la massima lì è 21 gradi, al suo arrivo a Roma se ne percepivano anche 40. «Il caldo italiano lo ha bollito», raccontò così Sarri l’impatto del danese a Formello, era il 28 agosto, aveva appena perso contro il Genoa, iniziò a picconare il mercato. Gli effetti dello scongelamento e del congelamento si sono visti per la prima volta contro il Celtic. Isaksen era partito titolare contro il Monza il 23 settembre, è ripartito titolare contro gli scozzesi martedì sera, poco più di due mesi dopo. Ha sfruttato contingenze varie, dall’infortunio di Zaccagni agli avvincendamenti vecchi-nuovi post-Salerno, per ritrovarsi in campo. E’ stato uno degli esordienti totali in Champions, è stato uno dei più decisivi, è stato scongelato.
Come è stato scongelato
Per Isaksen non è stato facile l’impatto né è stato semplice vivacchiare in panchina, subentrare per spezzoni (all’inizio) o pochi minuti (negli ultimi tempi). Sarri l’aveva preferito a Karlsson (ex AZ Alkmaar, oggi al Bologna) perché mancino, pensandone l’utilizzo a destra con il piede invertito. Per indottrinarlo tatticamente, scuoterlo e caricarlo a livello spirituale, non è stato tenero. Risale a qualche settimana fa il racconto di un allenamento in cui Mau ha spronato con impeto il danese per istruirlo su movimenti e atteggiamento da tenere in campo. Quasi una strigliata, l’ha stimolato a modo suo. Isaksen, forse impressionato, ha ricevuto il sostegno di Guendouzi. «Sarri è molto esigente e vuole che le cose siano perfette, questa è una cosa nuova per me. Nel mio vecchio club giocavamo un calcio più fisico mentre qui alla Lazio c’è un calcio più strutturato. Sarri sa come vuole giocare e questa è la strada giusta», è una confessione dell’attaccante datata metà novembre. Sarri e il suo staff hanno lavorato affinché riuscisse ad irrobustirsi, fortificarsi, prepararsi tatticamente. Mau sa temprare i giovani e i risultati si sono visti. L’Isaksen visto all’opera in Champions ha esibito personalità ed è entrato nelle azioni dei due gol, il secondo è nato da un suo assist. Ora il danese vuole tenersi il posto. Zaccagni resta out, Felipe Anderson può essere riproposto a destra. Isaksen può ripartire titolare domani contro il Cagliari. Sarri preferisce utilizzare Pedro part-time, deve calcolare anche l’esordio in Coppa Italia di martedì prossimo. Isaksen ha bisogno di continuità, tornare subito in panchina potrebbe infiacchirlo. Corriere dello Sport