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DICHIARAZIONI

Ambizione Kamada: “Voglio diventare tra i migliori a livello europeo”

Daichi Kamada ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Number Web. Queste le sue parole:“Per giocare da mezzala servono le migliori caratteristiche tecniche e io voglio diventare tra i migliori a livello europeo. Giocare in un club di alto livello come la Lazio, che compete sia in Italia che in Champions, mi aiuterà parecchio a crescere. Il mio ambientamento? Non sono un tipo estroverso né a parole né a gesti per farmi conoscere. Sono in un ambiente nuovo, devo dimostrare di più le mie capacità con i fatti. Al Mondiale del Qatar sono stato l’unico titolare, tra i giocatori offensivi, a non segnare e a non fornire assist. Non sono riuscito a lasciare un segno positivo, mi è rimasto il rammarico perciò adesso mi prendo la responsabilità di dare di più per il Paese e mi auguro che ciò che farò nei prossimi anni possa essere utile al Giappone.”

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NAZIONALI

Ciro d’Italia: apertura di credito totale da parte di Spalletti

Ciro d’Italia. Spalletti lo ha eletto capitano e lo ha scelto: se giocherà titolare, almeno sino all’Europeo 2024 in Germania, gli toccherà la fascia, rispettando il criterio del maggior numero di presenze (56) che ha sempre governato le dinamiche e lo spogliatoio della Nazionale. Donnarumma (54 presenze, appena due in meno) è l’altro capitano dell’Italia, di fatto destinato, per ruolo e continuità di impiego, a diventarlo stabilmente in futuro. Sabato a Skopje, Gigio porterà i gradi solo nel caso in cui Immobile dovesse perdere il ballottaggio aperto con Raspadori al centro dell’attacco. Lucio ha alternato il centravanti della Lazio e l’attaccante del Napoli anche nelle prove di ieri pomeriggio. Retegui, come era sembrato lunedì nell’allenamento aperto ai media, parte in terza fila.

Italia, Spalletti conta su Immobile capitano 

Se il tema del numero 9 appassiona come ogni volta in cui si raduna la Nazionale, c’è un fatto non banale da registrare. L’apertura di credito di Spalletti nei confronti di Immobile, dopo le critiche feroci durante l’Europeo, le staffette e il rapporto controverso con Mancini, è totale. Si tratta di fiducia dal punto di vista tecnico e di esperienza, un fattore di cui l’allenatore di Certaldo tiene conto: la fascia a chi ha più mestiere e frequenta da anni la Nazionale. Gli stessi concetti evocati durante la conferenza stampa di presentazione. Il ct ha bisogno, per cominciare bene, di giocatori pronti e di livello internazionale. Dentro un gruppo che nel giro di due anni ha perso pilastri come Chiellini e Bonucci e almeno in questa circostanza (ma potrebbero essere scelte definitive) non conta su Verratti e Jorginho, Spalletti aveva bisogno di type=’text/javascript’ identificare dei riferimenti su cui calare la nuova type=’text/javascript’ idea di Italia: Immobile e Donnarumma lo sono e lo saranno nei prossimi mesi anche Di Lorenzo, Barella, Chiesa e Spinazzola, gli altri campioni europei più rappresentativi.  

Italia, Immobile in pole contro la Macedonia

Aspettando la crescita di Scamacca con l’Atalanta e seguendo l’evoluzione di Retegui con il Genoa, oggi non ci sono centravanti, se non Raspadori, che possano dare garanzie superiori a Immobile per segnare con Macedonia e Ucraina. L’investitura morale di Ciro è un segnale, ma diciamo di più: nell’allenamento di lunedì, palla avanti e palla indietro cercando l’imbucata al terzo passaggio per vie centrali, si è vista una combinazione di gioco type=’text/javascript’ ideale per esaltare l’attacco alla profondità del capitano della Lazio. Spalletti non lo ha mai allenato, ma lo conosce benissimo, dai tempi della Roma. Non solo. Ciro ha la garra e l’abitudine alla pressione alta del 4-3-3 a cui lo ha abituato Sarri. Pesa il curriculum: 195 gol in Serie A, l’ottavo di ogni tempo a meno 10 da Roberto Baggio, 9 gol in 15 presenze di Champions, 16 con l’Italia (come Toni e Vialli), di cui 2 a Skopje con Ventura ct nel 2016. Immobile a 33 anni ha ancora voglia di indossare l’azzurro: esprime la felicità di cui parlava Spalletti. Raspadori è un degnissimo concorrente, ma il tema tattico della partita in Macedonia, il tasso di esperienza, forse anche il sentimento di rivalsa, giocano a favore del laziale. Ciro era capitano nella notte famigerata di Palermo del marzo 2022, ma solo perché Chiellini partiva dalla panchina e Bonucci era indisponibile. Chissà se Leo, giocando con l’Union Berlino, riuscirà a riprendersi l’azzurro: ipotesi remota. Immobile, di fatto, è diventato il nuovo capitano dell’Italia. I nomi dei suoi predecessori, tornando indietro nel tempo, fanno venire i brividi: Buffon, Cannavaro, Paolo Maldini, Franco Baresi, Bergomi, Cabrini, Scirea, Tardelli, Zoff, Facchetti sino ad arrivare al leggendario Silvio Piola, il suo principale riferimento nella storia della Lazio. Corriere dello Sport

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NAZIONALI

‘Lazionali’, i nove calciatori impegnati nella sosta

Albania, qualificazioni Euro2024 | ELSEID HYSAJ

Repubblica Ceca-Albania, 7 settembre ore 20:45

Albania-Polonia, 10 settembre ore 20:45

Giappone, amichevoli | DAICHI KAMADA

Germania-Giappone, 9 settembre ore 20:45

Giappone-Turchia, 12 settembre ore 14:20

Italia, qualificazioni Euro2024 | NICOLÓ CASALE, CIRO IMMOBILE, IVAN PROVEDEL, ALESSIO ROMAGNOLI, MATTIA ZACCAGNI

Macedonia-Italia, 9 settembre ore 20:45

Italia-Ucraina, 12 settembre ore 20:45

Montenegro, qualificazioni Euro2024 ADAM MARUSIC

Lituania-Montenegro, 7 settembre ore 18:00

Montenegro-Bulgaria, 10 settembre ore 18:00

Paraguay, qualificazioni Mondiale 2026 | DIEGO GONZALEZ

Paraguay-Perù, 8 settembre ore 00:30

Venezuela-Paraguay, 13 settembre ore 00:00

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Giordano: “La storia di Sarri dice che una punta come Retegui…” (AUDIO)

BRUNO GIORDANO in collegamento a ‘NMM’!

“Le caratteristiche di Retegui sono quelle, è un attaccante prettamente finalizzatore, ha difficoltà a legare il gioco con il centrocampo. Per capire chi è il reale obiettivo per l’attacco della Lazio dovremmo realmente sapere che caratteristiche cerca Sarri. La storia dice che lui ama un centravanti che si avvicina ad uno come Aguero e non solo un elemento da area di rigore. Per una squadra che costruisce tanto e deve riempire l’area di rigore, un attaccante alla Retegui ci sta. Ha dei margini di miglioramento, con un martellamento quotidiano il giocatore può migliorare, certo non diventerà mai una punta completa come Lewandoski”.

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DICHIARAZIONI

Acerbi e la contestazione dei tifosi della Lazio: “Per un sorrisino mi hanno dipinto come milanista”

L’ex difensore della Lazio (ancora di proprietà biancoceleste), Francesco Acerbi, dal ritiro della Nazionale commenta la finale di Champions persa contro il Manchester City e risponde così alla domanda sullo scetticismo dei tifosi nerazzurri superato con le buone prestazioni: “Io sono abbastanza forte, non mi interessa. Ciò che mi ha dato energia e forza è ciò che voglio io, andare oltre e non far contenti gli altri. Per un sorrisino mi hanno dipinto come milanista e lì mi ha fatto un po’ male perché come professionista e uomo sul campo nessuno doveva mettere in discussione il mio impegno. Per qualsiasi squadra in cui ho giocato. Però ho detto di dover andare avanti, è la mia passione e la mia vita e per questo sono orgoglioso di me stesso”.

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DICHIARAZIONI

Guarino dal ritiro azzurro: “So della stima di Sarri, un onore…”

Dall’Audace Molfetta alla semifinale di un Mondiale con l’Italia, mentre le big già gli strizzano l’occhio. Gabriele Guarino, il difensore dell’Empoli che piace a Maurizio Sarri per la sua capacità di essere marcatore ma anche primo regista della squadra, sa bene che la partita di stanotte contro la Corea del Sud (ore 23, diretta Rai2) può spalancare le porte del grande sogno. Quella contro gli asiatici è la terza semifinale iridata consecutiva per gli azzurrini dell’Under 20 (nel 2017 e nel 2019 le altre due, è la dimostrazione dei progressi fatti dal Club Italia), ma fin qui il terzo posto ha rappresentato un limite invalicabile. I ragazzi di Carmine Nunziata vogliono scavalcarlo per vedere cosa c’è oltre. 

Guarino, vi giocate la storia. Che effetto fa? 
«Bello, questa pressione addosso ci piace tantissimo». 
Non la subite? 
«No, siamo felici di essere qui, ci sentiamo dei privilegiati. La squadra è concentrata e ha un unico obiettivo: tornare a casa con la coppa». 

La miglior partita fin qui? 
«Contro l’Inghilterra agli ottavi. Aver creato più occasioni di loro, che l’anno scorso ci hanno eliminati dall’Europeo U19, è stato un bel segnale. So che l’Italia non vince a livello giovanile dal 2004 e ora vogliamo interrompere la maledizione». 
Che avversario è la Corea del Sud? 
«È una squadra forte e tatticamente molto organizzata. Difendono bene, saranno aggressivi, ci lasceranno pochi spazi. Davanti sono rapidi, è la classica squadra che dà l’anima». 

Per molti Ghilardi-Guarino è la miglior coppia difensiva del torneo. Come nasce l’ intesa? 
«Sinceramente non la so spiegare, a noi basta uno sguardo per capire cosa vuole l’altro. Prima del Mondiale avevamo giocato solo due gare insieme, nel Torneo 8 Nazioni». 

Cosa vi chiede tatticamente Nunziata? 
«Ci vuole sempre aggressivi. Ultimamente io ho impostato di più perché iniziamo la manovra da sinistra. Ma siamo entrambi bravi tecnicamente e fisicamente. Ci piace stare addosso all’attacante».  

Il più difficile da marcare? 
«Il brasiliano Marcos Leonardo. Mi ha fatto penare». 

Lui ha fatto più di 40 gol nel Santos, lei si sente pronto per la prima squadra dell’Empoli? 
«Quest’anno mi è mancato solo l’esordio. Però mi sono sempre allenato coi grandi e mi sento uno di loro. Ho imparato tanto da attaccanti come Caputo, Destro, Satriano e Piccoli. L’Empoli è una famiglia e con quella maglia posso ancora crescere molto». 

Sarri la stima molto, è vero che la Lazio la segue?
«So che mi stima, ho sentito questi rumors, ed è un grande onore per me. Adesso però penso solo alla Nazionale Under 20». 

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Piscedda: “Lazio sei al bivio. Vai ad Udine con la consapevolezza della gara decisiva…” (AUDIO)

MASSIMO PISCEDDA in collegamento a ‘QUELLI CHE…’! “Gara decisiva”

“La gara con l’Udinese non sarà ovviamente facile. La Lazio deve entrare in campo con la mentalità della gara decisiva in chiave Champions. La squadra di Sottil è una buona squadra, ma con il giusto approccio mentale si può fare. In quel caso non vedo grandi difficoltà, onestamente. Mi fido molto del rientro di Vecino, anche se non sarà al cento per cento ha l’esperienza per gestirsi in corso d’opera. Dell’Udinese mi piace molto il loro modo di difendere che gli permette anche di essere poi insidiosa in avanti. Partono con una difesa a cinque, ma in fase di non possesso c’è uno scivolamento che gli permette di restare con quattro difensori. Questo gli consente, poi, una volta recuperato il pallone di trovare i riferimenti per essere pericolosi in contropiede. La Lazio deve essere brava ad essere veloce nel verticalizzare, il rischio di un giro palla lento è quello di dare tempo e modo alla squadra avversaria di ricomporsi in fase difensiva.

Se facciamo un calcolo sui punti, bisogna anche considerare che poi la Cremonese verrà all’Olimpico probabilmente già retrocessa. Se la Lazio non crede di battere queste squadre, malgrado la pressione, è inutile che ne parliamo. Non voglio pensare a quanti punti toglieranno alla Juventus, ma solo a vincere e chiudere il discorso. La Lazio è al bivio, troppe consolazioni ai calciatori non servono. Un po’ di timore serve, dipende da loro. Intanto si pensi a vincere questa gara decisiva”.

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DICHIARAZIONI

Zaccagni-Mancini, l’ag. Giuffredi: “Se ci fossero stati motivi comportamentali…”

“Ci sono delle motivazioni sulla mancata chiamata. Se un giocatore è bravo io non mi diverto a non chiamarlo”, parole firmate – oggi – Roberto Mancini su Mattia Zaccagni. Il ct della Nazionale ha risposto così sulla mancata convocazione del centrocampista della Lazio in azzurro. A tal propósito Tuttomercatoweb ha interpellato l’agente del giocatore, Mario Giuffredi.

Giuffredi, che idea s’è fatto delle parole di Mancini?
“Innanzitutto né io e né il giocatore contesteremo mai le scelte tecniche del commissario tecnico. Mancini ha fatto debuttare Zaccagni e di questo gli va dato atto, il ragazzo dal canto suo non può far altro che continuare a fare bene il suo percorso collettivo ed individuale. Non ho nessun dubbio che se Mattia dovesse continuare a fare così bene Mancini lo riconvocherà sicuramente in Nazionale perché il ct fa gli interessi della nostra Selezione”.

Il rendimento in campionato è di livello. La convocazione sarebbe più che meritata…
“Il giocatore è seguito da me da ottobre 2022, mi dispiacerebbe se alla base della non convocazione ci fossero motivi comportamentali precedentemente non chiariti: Mattia è un ragazzo intellettualmente onesto e chiarirebbe qualsiasi tipo di equivoco che eventualmente il ct abbia potuto intendere. Detto questo adesso bisogna smorzare i toni sulla non convocazione di Zaccagni: non ho nessun dubbio che se continuerà così, Mancini lo convocherà nuovamente”. Tuttomercatoweb.com

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NAZIONALI

Italia, Mancini: “Immobile non è il problema, se Zaccagni…”

“Ci sono tanti giocatori che seguiamo. Ma se prendiamo giocatori con una carriera italiana ci fa piacere perché ci toglie alcune problematiche. Provate però a vedere quanti attaccanti sono convocabili. Chi è stato escluso non ci deve restare male ma lavorare”. Così ha parlato il Ct della Nazionale Roberto Mancini a margine di un evento Tim: “Immobile ultimamente non era con noi per infortunio, non è lui un problema. Mancini lo abbiamo convocato quando stava ancora con l’Atalanta, quindi ci crediamo. La Champions è un’altra cosa, la vittoria del Milan ieri non sposta. Ci sono troppe partite ma invece di diminuire aumentano. La Nations League? Avremo tempo per prepararla, non è un problema. Siamo arrivati due volte alla fase finale, vogliamo vincerla stavolta. Non abbiamo ancora stabilito le date del ritiro, ma organizzeremo una preparazione stile europeo. Non mi piace il Mondiale allargato, bisognerebbe diminuire le gare, far respirare i giocatori”. Poi sui singoli: “Balotelli è capitolo chiuso, Zaccagni lo abbiamo fatto esordire noi, se continua a fare bene lo chiamiamo”

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RASSEGNA STAMPA

Romagnoli si prende tutto: nelle “liti” è l’eccezione

Alessio Romagnoli, punto fermo della Lazio, è una delle prove che i due “nemici”, Tare Sarri, hanno saputo mettere a segno colpi importanti per far crescere la squadra.

E che la convivenza, nonostante le turbolenze e il probabile divorzio a fine stagione, è stata in grado di produrre risultati confortanti.

Il Ds lo ha cercato per anni, come rivelato dallo stesso difensore appena arrivato a Roma, l’allenatore lo ha sempre considerato un acquisto decisivo per la retroguardia della Lazio, diventata la seconda migliore del campionato con ben 16 clean sheet.

Le caratteristiche di Romagnoli sono perfette per le idee di Sarri, che ha saputo valorizzarne le qualità. E grazie alle prestazioni in biancoceleste, il numero 13 della Lazio, cresciuto nel mito di Nesta, ha riconquistato la Nazionale.

Dopo tre anni e mezzo, Alessio è tornato a vestire l’azzurro: dal novembre 2019 – a Palermo contro l’Armenia l’ultima partita – a marzo 2023, quando ha giocato titolare nel successo di domenica sera su Malta. Una soddisfazione enorme per il 28enne di Anzio, che oggi rientrerà a Formello ancora più motivato: il derby vinto e l’azzurro riconquistato, il modo migliore per presentarsi al rush finale, con l’obiettivo di portare la sua Lazio in Champions League.

La Repubblica