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RASSEGNA STAMPA

Mancini non cambia: Immobile a giugno in Nazionale. Atteso confronto per un sì condiviso

Ciro Immobile non si tira indietro e non ha intenzione per ora di mollare la Nazionale. Dall’altra parte, Mancini non ha mai pensato di scaricarlo e continuerà, almeno nell’immediato e salvo presa di posizione contraria, a convocarlo. Questa la notizia riportata oggi dal Corriere dello Sport. Per il ct – si legge – il dubbio su chi potrebbe giocare ad oggi al posto di Immobile (Belotti, Scamacca e Raspadori, ndr) non si pone, è questo il suo ragionamento.

Colloquio in vista. Mancini ha intenzione di confrontarsi con Ciro per sondarne l’umore, forse parleranno prima della chiusura del campionato e in tempo utile a preparare la lista per la finale di Supercoppa con l’Argentina (1 giugno) e per la Nations League, altre quattro partite di livello, di cui due con la Germania, più la rivincita con l’Inghilterra e l’Ungheria. Per quanto i prossimi impegni non possano avere la stessa valenza delle qualificazioni fallite a Qatar 2022, l’Italia non potrà ripartire male, pena un drastico ridimensionamento nel ranking Fifa, decisivo in funzione del sorteggio di ottobre per l’Europeo 2024.

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RASSEGNA STAMPA

Immobile, ora la tua Lazio: la sfida con Scamacca e due missioni in agenda

 Ventuno gol in campionato, 176 reti in Serie A, 253 partite con la sua Lazio. Ciro Immobile riparte da qui. Per mettere da parte la delusione azzurra, il mancato Mondiale e le critiche, si rimette l’aquila sul petto e scrive in agenda due obiettivi da qui sino alla fine del campionato. Il primo: portare la squadra in Europa. Il secondo: diventare per la quarta volta capocannoniere del campionato. Nella storia della Serie A sarebbe il primo attaccante italiano a riuscire nell’impresa. Tre titoli in carriera come Meazza (Inter), Boffi (Milan), Riva (Cagliari), Pulici (Torino), Platini (Juventus), Pruzzo (Roma) e Signori (Lazio).

La sfida con Scamacca

Ora il Sassuolo, Immobile ha già il mirino puntato. Sfiderà Scamacca, il nuovo che avanza, pure in azzurro. Il giovane è a quota 13 gol in campionato. Ciro a 21 e con tutta l’intenzione di provare a prendere il largo su Vlahovic, diretto concorrente per la classifica marcatori. Il bomber biancoceleste, coccolato da famiglia, tifosi e da Sarri stesso, vuole mettere alle spalle l’Italia. All’Olimpico, nel suo regno, è pronto a segnare ancora. Solo così scivolano via amarezze e delusioni. Corriere dello Sport

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APPROFONDIMENTI

Zaccagni sogna l’esordio con l’Italia: la giusta spinta per chiudere la stagione da protagonista

La Lazio ha ricominciato a lavorare a Formello col Sassuolo nel mirino. Troppo importante non mollare in questo momento in cui è ancora tutto aperto per la corsa all’Europa. Sarri sperava di ritrovare i nazionali col sorriso, ma non sarà così. Il Comandante dovrà impegnarsi a lavorare anche sulla testa dei propri giocatori oltre che sulla tattica. Tattica che prima di domani non potrà essere protagonista considerato il gruppo ridotto a disposizione in questo momento del tecnico. Quest’ultimo stasera con l’Italia si godrà due biancocelesti in una sfida valida neanche per la gloria contro la Turchia. Uno è Acerbi, indiziato principale per giocare al centro della retroguardia al fianco di Chiellini. L’altro è Zaccagni che però rispetto al compagno di squadra dovrebbe partire dalla panchina. Prima Mancini sembra intenzionato a puntare su Raspadori sulla corsia sinistra di un attacco completato da Scamacca Zaniolo. Con ogni probabilità la chance per l’esterno della Lazio arriverà nella seconda frazione, anche perché lo Politano è rientrato a Napoli togliendo un’alternativa in attacco.

Non sarà quindi una serata futile per tutti. L’apatica amichevole tra le sconfitte nella semifinale playoff per Qatar 2022 potrebbe rivelarsi un ricordo importante per Zaccagni. Il classe 95 l’ha inseguita tanto la maglia azzurra e ora è a un passo dall’indossarla ufficialmente. La prima convocazione per l’esterno arrivò nel novembre 2020 quando vestiva la maglia dell’Hellas Verona. Una grande gioia strozzata però sul nascere da un fastidio muscolare all’adduttore. Passo falso inaspettato che non gli permise di imporsi sotto gli occhi di Mancini perdendo il treno azzurro. Da lì Mattia non si è dato per vinto e dopo tanti sforzi conditi da momenti esaltanti in Veneto e dal trasferimento alla Lazio, alla fine ha ritrovato l’Italia. La seconda convocazione è arrivata lo scorso gennaio per lo stage a Coverciano ed è stata confermata per gli spareggi per Qatar 2022. Questi ultimi non sono andati certamente come sperato, ma il match di Konya contro la Turchia potrebbe rimanere impresso per sempre nella mente di Zaccagni.

Un esordio con la Nazionale che Sarri spera possa essere un’altra spinta per chiudere una stagione che lo ha visto protagonista da dicembre in poi. Tra un dribbling e una sterzata pian piano Zac ha accantonato i problemi fisici diventando un titolare della Lazio del Comandante: «È un ragazzo che ascolta, ha tante qualità e si adatta bene. Ha un grande potenziale che secondo me non ha ancora espresso». Questo l’attestato di stima del tecnico dopo la doppietta rifilata al Bologna all’Olimpico e confermato dai fatti. Da inizio dicembre Zaccagni ha iniziato dalla panchina solamente due partite su 18 disputate e il motivo sono i risultati: 5 gol segnati e 4 assist forniti (uno dei due con la Samp la Lega non lo ha contato). Il classe 95 si è preso la scena diventando determinante in ogni fase di gioco. È l’unico che salta sistematicamente l’uomo creando superiorità e senza di lui la Lazio ha trovato grandi difficoltà col Porto e soprattutto al derby. Scontata la squalifica, Sarri non vede l’ora di schierarlo di nuovo per ridare brillantezza alla fase offensiva biancoceleste. Il suo arco sarà l’arma in più per la corsa all’Europa, magari sfruttando l’entusiasmo dell’esordio in Nazionale. Ilmessaggero.it

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NEWS

‘NMM’ – Dalla Palma: “Immobile valuta l’addio alla Nazionale, il rimpianto è non avergli fatto la squadra intorno” (AUDIO)

Alberto Dalla Palma (CdS) a ‘NMM’


CRITICHE PESANTI PER IMMOBILE


“Il voto basso in pagella era inevitabile per la prestazione. Per due partite così importanti, avrei pensato di mettere la squadra a sua disposizione. Lo avrei quindi messo nelle condizioni migliori per sfruttare le sue caratteristiche. Immobile paga soprattutto i giudizi della stampa del nord, nel corso dei 4 anni. Nel ciclone sono finiti lui e Donnarumma, dimenticando che l’Italia non va ai Mondiali per due rigori di Jorginho e l’incredibile errore di Berardi a porta vuota. Lo abbiamo visto – Ciro – dannarsi l’anima per dettare il passaggio in profondità, ma senza ottenere un pallone buono. Non so se andrà avanti, sicuramente il nuovo ciclo, in generale, comincerà a giugno. i 15 gol nelle 59 partite non sono da ‘media Immobile’, ma sono sicuro che con questo sistema faranno fatica tutti i suoi eredi. Dispiace che in Nazionale in pochi lo abbiano apprezzato come avrebbe meritato”.

LE SCORIE

E’ rimasto ferito doppiamente dall’eliminazione. Non solo per le critiche, ma anche perché per lui è la seconda esclusione consecutiva dal Mondiale. A quanto ho capito, è proprio lui che – in questo momento – sta riflettendo attentamente sul suo futuro e sull’ipotesi di lasciare. La cosa certa è che resterà laziale a vita, forse è stato Mancini a pretendere da lui un qualcosa che non poteva dargli sul campo”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Giordano: “Critiche ad Immobile? In Italia si vive di fazioni, così si fa il male del nostro calcio” (AUDIO)

BRUNO GIORDANO in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

L’Italia va fuori e la colpa è di Immobile? No, non è così. Il punto è che il suo è un ruolo fondamentale, tutti si aspettano che tu possa risolvere le situazioni, quando non ci riesci sei sotto schiaffo. Purtroppo in Italia si vive di fazioni, c’è chi tira la volata ad uno o all’altro. Così si fa il male dell’Italia. Da noi ormai si presta più attenzione all’aspetto tattico, piuttosto a quello tecnico. Diciamo sempre le stesse cose, ma chi ha fatto calcio sa che la responsabilità non può essere accollata ad un solo calciatore. L’Italia ha giocato contro il nulla, stasera la vedremo la Macedonia contro il Portogallo. Immobile non deve confrontarsi con nessuno, è quello il problema. Chinaglia all’epoca doveva confrontarsi con gente come Anastasi. Questa è la grande differenza. Il problema è anche la comunicazione, si parla di Zaniolo come se avesse alle spalle 4 mondiali. Ma date il tempo ai giovani di formarsi e crescere!”

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Oddi: “Mancato rispetto per Immobile, mi ricorda la situazione di Chinaglia…” (AUDIO)

GIANCARLO ODDI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

E’ mancato il rispetto per un giocatore incredibile come Ciro Immobile. Nella storia della Lazio non è la prima volta, penso al trattamento ricevuto da Chinaglia. Quando giocava lui con la Nazionale c’erano sempre dei problemi. Si ricorda il gesto di Giorgio nei confronti del Ct, ma in pochi sanno quello che realmente è successo. Quando venne sostituito, lui reagì nei confronti della panchina e non nello specifico di Valcareggi. Il Sassuolo? La peggiore squadra che la Lazio poteva incontrare dopo il derby. Hanno giocatori importanti, non hanno niente da perdere”

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INFERMERIA

Luiz Felipe, distorsione al ginocchio: verso il forfait con il Sassuolo

Mister Sarri sta lavorando per preparare la prossima sfida di campionato: al rientro dalla sosta infatti, la Lazio affronterà in casa il Sassuolo (sabato alle ore 18.00) ed i biancocelesti si sono ritrovati a Formelloieri per la consueta seduta d’allenamento, attendendo nei prossimi giorni il rientro di tutti i calciatori impegnati in Nazionale.

Dal ritiro degli Azzurri però è arrivata una brutta notizia per i biancocelesti: come riporta Il TempoLuiz Felipe è tornato con una distorsione al ginocchio e difficilmente recupererà per la gara in programma contro i neroverdi. Le condizioni del difensore, che ha lasciato domenica Coverciano, verranno valutate in settimana, in vista della ripresa della Serie A. Il Tempo

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APPROFONDIMENTI

L’Italia (del calcio) è un paese per vecchi

Secondo il Cies Italia terzultima in Europa per utilizzo di under 21

Il Cies (International center for sport studies) ha pubblicato i dati relativi all’impiego dei calciatori non ancora ventunenni nelle leghe di tutto il mondo. Tenendo conto della percentuale di minuti giocati da gennaio 2021 a oggi, i tornei di Venezuela e Arabia Saudita rappresentano due estremi opposti: nel primo, gli under 21 hanno disputato il 18,8% dei minuti totali a disposizione; nel secondo, appena l’1,6%.

Se ci limitiamo all’Europa, emerge come sia la Danimarca a dare il buon esempio: nella massima competizione nazionale, i più giovani si sono fatti largo nel 16,5% dei minuti totali. Bene anche la Bundesliga austriaca (13,3%) e la Super Liga serba (12%), a differenza della maggior parte dei campionati “top”.

In Francia nella Ligue 1 gli under 21 hanno disputato il 9,1% dei minuti (2% in più rispetto alla Bundesliga tedesca), mentre le statistiche si fanno meno esaltanti se si guarda a Premier League (solo il 4,4%), Liga (4,2%) e, infine al terzultimo posto la nostra Serie A col 3,9%. Secondo il Cies, peggio di noi ci sono solo Turchia e Grecia che hanno rispettivamente raggiunto il 3,2% e il 2,3%.

Alessio Buzzanca

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NAZIONALI

Italia, Mancini verso il sì a Gravina: “Allineati su tutto, ora ripartiamo. Immobile? Obbligato io a lasciare il ritiro…”

orna a parlare Roberto Mancini. Quattro giorni dopo la disfatta del Barbera, la sconfitta contro la Nord Macedonia che costringerà l’Italia – per la seconda volta consecutiva – a guardare il Mondiale da casa, il ct azzurro parlerà di quella sconfitte e delle prospettive future. L’occasione è la gara di domani contro la Turchia, gara imposta dalla FIFA contro la perdente dell’altra semifinale playoff.

Che cosa hai deciso? Rimarrai?
“Abbiamo parlato col presidente in questi giorni, siamo allineati su tutto. Fa piacere, poi ne riparleremo nei prossimi giorni: ora pensiamo a questa partita, poi con calma discuteremo sulle cose da migliorare per il futuro. Tutto qui”.

Con la Turchia sarà l’inizio di un nuovo ciclo?
“Bisogna ripartire, ricordando che ci saranno poi in futuro anche gare importanti”.

Perché Jorginho, Immobile e Insigne sono andati via?
“Io li ho obbligati ad andare via perché se posso fare qualcosa per loro e per i club noi lo facciamo… Non avrebbero giocato, alcuni non erano al meglio fisicamente. Alcuni di loro li ho obbligati ad andare: il Chelsea ci ha mandato Jorginho tre giorni prima, non gli ha fatto giocare l’FA Cup. Anche Florenzi e Politano, non al meglio, li ho rispediti a casa perché non avrebbero giocato”.

Immobile e Insigne avevano problemi fisici?
“Lorenzo aveva problemi fisici già da prima. Immobile sarebbe andato in tribuna, Mancini e Verratti sì. Insigne al 50% sarebbe andato in tribuna per provare soluzioni alternative. I ragazzi in questi anni hanno meritato tanto, non è stato solo un Europeo ma un tragitto lungo tre anni con una serie di partite senza sconfitte e va dato merito a questi ragazzi. Ci sono qui calciatori speciali, è stato creato un gruppo speciale: non sono nel gruppo squadra, ma anche tutto ciò che c’è intorno.

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NAZIONALI

Italia, in sei lasciano il ritiro: c’è anche Immobile

Sei giocatori hanno lasciato il ritiro della Nazionale. Ovviamente, non parteciperanno al match contro la Turchia di martedì prossimo. Fra questi anche Ciro Immobile, Jorgingo e Insigne ( tutti e tre fuori per scelta tecnica) mentre per qualche acciacco fisico, vengono ‘liberati’ Verratti, G. Mancini e Berardi.