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POLITICA SPORTIVA

Tutta la Serie A tranne Lotito appoggia Malagò: vuole commissariare la FIGC

Il candidato principale come successore di Gravina a presidente della FIGC, al momento, è Giovanni Malagò, ex numero uno del CONI. Come riporta Repubblica, Malagò ha chiamato mezza Serie A per ottenere appoggio e consensi, ma non ha trovato quello del presidente Lotito.

Anzi, c’è di più. Il patron biancoceleste sta supportando e sostenendo l’idea del Ministro Abodi di commissariare la Federazione, aprendo così una fase di transizione all’interno della massima istituzione calcistica. Da giorni, infatti, il numero uno del club biancoceleste ha affidato all’ex presidente della Lega Serie A, nonché suo fedelissimo alleato, Lorenzo Casini, di redigere un disegno di legge che permetta appunto alla politica di commissariare la Federcalcio.

Si tratterebbe di una mossa estrema, che indurrebbe anche la Uefa a tenere fuori l’Italia dalle coppe europee e dall’Europeo. In questo caso, la nostra nazione perderebbe anche del 2032 che si sta tentando di ospitare in casa. La situazione è in divenire, ma le elezioni del 22 giugno sono alle porte. Quella di Lotito è una corsa contro il tempo ma, soprattutto, in solitaria. Malagò è appoggiato da quasi tutta la Lega Serie A, il presidente della Lazio potrebbe ritrovarsi spalle al muro.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Farina: “Lazio, stagione pesante per Sarri, ma con un finale che può essere utile per ripartire. Con il Parma…” (AUDIO)

LUCA FARINA (Dazn) in collegamento a ‘NMM’

“Lazio-Parma ha un significato relativo per la classifica. Alla squadra di Cuesta mancano pochi punti per essere certa della salvezza, anche se deve correggere il tiro rispetto alle ultime due giocate. La Lazio ci arriva bene, con tre vittorie di fila, anche se l’Olimpico che tornerà a manifestare i propri sentimenti di contestazione. E’ una gara che rientra nel cammino di avvicinamento alla semifinale di Coppa Italia. Mi aspetto che, nonostante le assenze, riesca a proseguire sulla scia della crescita messa in mostra ultimamente. Va intenso come test di maturità e continuità dentro una stagione che è partita ad handicap con il blocco di mercato e con una sessione di mercato che ha totlto pezzi. E’ una stagione pesante per un tecnico nella sua carriera ha visto di tutto, partendo dalla serie C. Ha toccato tutti i picchi possibili ed ha definito questa come la più difficile. Al di là della classifica, credo che questo finale possa essere utile per finire bene e per poi ripartire”.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Italia, Rambaudi: “Sistema da rifare totalmente, siamo indietro anni luce” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Disastro Italia, può anche darsi che era annunciato. Se siamo usciti con la Bosnia è perché ci sono dei problemi, anche gravi, non solo in termini di qualità. Problemi di mentalità, lavoro, programmazione. Sistema da rifare totalmente, siamo indietro anni luce.

Prima di pensare all’eventuale nuovo tecnico, l’Italia deve risistemare tutto.

Nell’immediato devi portare qualche Under 21 in Nazionale maggiore. Come Palestra e Pisilli. Parlo di Ndour, dei portieri, Koleosho, Raimondo, Lipani. Li porti in blocco e li fai crescere. Detto questo, è chiaro che devono giocare nei club”.

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NAZIONALI

Fallimento Italia, Abodi ‘sfiducia’ Gravina: “Calcio va rifondato a partire dai vertici Figc”

“Il calcio italiano va rifondato e questo processo deve ripartire da un rinnovamento dei vertici della Figc”. Andrea Abodi, ministro dello Sport, invoca una svolta totale dopo il fallimento dell’Italia, con la mancata qualificazione ai Mondiali 2026 dopo la clamorosa sconfitta nei playoff con la Bosnia. “Il calcio è uno sport e, in un tempo di crisi militari ed economiche come questo, non va caricato di significati eccessivi. D’altra parte è innegabile che non sia solo uno sport. Particolarmente in Italia, dove il calcio si fa cultura popolare, rito comunitario, prestigio internazionale. Mi dispiace pensare che ci sia un’intera generazione di bambini e ragazzi che non abbia ancora provato l’emozione di veder giocare la Nazionale in un mondiale di calcio”, dice il ministro.

“Ringrazio la squadra e il suo allenatore per l’impegno che hanno dimostrato anche ieri sera, ma è evidente a tutti che il calcio italiano va rifondato e che questo processo debba ripartire da un rinnovamento dei vertici della Figc”, aggiunge evidenziando ruolo e posizioni diverse: da un lato il ct Rino Gattuso e la squadra, dall’altro la federazione guidata dal presidente Gabriele Gravina.

Gravina, ieri sera, ha puntato il dito contro la politica invocando provvedimenti a favore del sistema calcio. Per il presidente federale, mancherebbe il sostegno. La risposta di Abodi è perentoria: “Il Governo ha dimostrato concretamente, in questi anni, l’impegno a favore di tutto il movimento sportivo italiano. I nostri atleti ci hanno regalato enormi soddisfazioni in tante discipline, e io reputo obiettivamente scorretto tentare di negare le proprie responsabilità sulla terza mancata qualificazione consecutiva ai Mondiali di calcio, accusando le Istituzioni di una presunta inadempienza e sminuendo l’importanza e il livello professionistico di altri sport”, dice Abodi stigmatizzando le frasi con cui Gravina ha definito il calcio sport professionistico rispetto ad altre discipline ‘dilettantistiche’. “Noi continueremo, come abbiamo fatto finora, a fare ciò che compete alle Istituzioni ma serve responsabilità, umiltà e rispetto da parte di tutti. L’Italia deve tornare ad essere l’Italia, anche nel calcio mondiale”, aggiunge Abodi.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Italia, Mattei: “Tristezza per le parole di Gravina, serve un passo indietro” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“L’espulsione di Bastoni, sacrosanta, indubbiamente ha condizionato la gara. Il rammarico è aver difeso toppo senza sfruttare le occasioni per il raddoppio che ci sono state.

Io ho provato profonda tristezza sentendo il presidente Gravina, che in 8 anni è protagonista di due mancate qualificazioni ai Mondiali, dire che deciderà il consiglio federale. In questi casi il presidente deve fare un passo indietro, anche se non si ritiene responsabile. Lo deve fare anche per rispetto nei confronti dei numeri tifosi.

I rapporti contrastanti Lega-Federcalcio sono il primo problema. Poi ricordiamoci sempre che il calcio italiano è una delle aziende principali del nostro Paese”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE …’ – Italia, Cardone: “Tragedia sportiva. Prossima settimana cambiamenti a livello dirigenziale” (AUDIO)

GIULIO CARDONE in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Italia ciclo finito, al di là delle parole sorprendenti del presidente Gravina. Parliamo di una tragedia sportiva, questo è. Non puoi non dimetterti e rimandare tutto al consiglio federale, facendo tra l’altro i complimenti a tutti: o non ha capito la situazione o l’ha capita e non vuole arrendersi all’evidenza.

Gravina ha chiesto a Gattuso e Buffon di restare, è metaverso. Da quello che so, la prossima settimana cambieranno le cose a livello dirigenziale. Sicuramente c’è da fare una riflessione molto profonda sui ragazzi che compiono 17-18 e non si vedono, perché i risultati a livello giovanile arrivano.

Non abbiamo toccato il fondo, abbiamo iniziato a scavare. L’attenuante che do alla Federcalcio è il rapporto con la Lega calcio; c’è una frattura che ha portato danni anche alla Nazionale. In queste ore si parla di una candidatura possibile di Malagò, ora c’è capire se è solo chiacchiericcio. La terza mancata qualificazione ai Mondiali è inaccettabile”.

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NAZIONALI

Italia, altro disastro. Gravina chiama in causa la politica: “Responsabilità oggettiva mia, ma siamo ingessati da certe normative”

L’Italia del calcio è stata travolta dall’ennesima delusione recente portata dalla sua Nazionale, sconfitta ed eliminata al playoff di qualificazione per i Mondiali per la terza volta consecutiva. Questa volta è stata la Bosnia ad interrompere i sogni e ad abbattere le speranze azzurre, vincendo ai rigori dopo l’1-1 maturato al termine dei tempi regolamentari e poi dei supplementari. Fanno discutere le dichiarazioni nella conferenza stampa post-partita di Gabriele Gravina, presidente della FIGC, che tra le altre cose ha puntato anche il dito sul tema del professionismo del calcio come ‘freno’ allo sviluppo del movimento: “Il calcio è uno sport professionistico, gli altri sono sport dilettantistici. Dobbiamo fare dei rapporti che lo sono sulla base di equità: i dilettanti
possono adottare scelte e decisioni non possibili tra i professionisti e mi riferisco all’impiego di tanti giovani nei propri tornei. Per non parlare di altri, che sono sport di Stato: basti pensare allo sci, tolta Arianna Fontana gli altri sono dipendenti dell’Italia”.

Ha quindi poi aggiunto Gravina: “Sappiamo di essere in un momento di grande crisi generale, che richiede una riflessione complessiva spettante non solo alla FIGC ma anche alla politica italiana, che vedo subito accelera ma solo per chiedere dimissioni. Vorrei però capire se ci sia stata la disponibilità alla crescita del movimento italiano, da affrontare anche in sede politica. Certe normative impediscono di prendere delle scelte, siamo ingessati. Certo, la responsabilità oggettiva è mia che rappresento la Federazione, ma certe riflessioni non devono intaccare il grande lavoro e la dignità di chi in questi mesi ha profuso energie”.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Oddi: “Purtroppo stiamo facendo ridere. Abituiamoci, l’Italia è questa” (AUDIO)

GIANCARLO ODDI in collegamento a ‘SVB’

“Purtroppo siamo calati molto. Non c’è niente da fare, è questo il dato di fatto. Abituiamoci, l’Italia questa. Prima eravamo molto più rispettati. Dobbiamo ripartire dai giovani, ricominciare da capo con pazienza. Una volta tanto l’errore va anche ammesso.

Il problema è che l’Italia non ha più crescita, i giovai adesso spesso preferiscono fare un altro sport. E li abbiamo portati noi a questo. Purtroppo stiamo facendo ridere, anche vedere le partite di campionato non è più così entusiasmante; ormai sembra una ‘lotta continua, solo spallate. Difficilmente vediamo belle gare di calcio anche in Serie A”.

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ESCLUSIVE

‘9 GENNAIO’ – Fiore: “L’emozione di Nesta, l’abbraccio a Veron e l’ansia Mondiale dell’Italia”

STEFANO FIORE in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

“Mi ha fatto piacere ritrovare Veron e Diego Fuser durante l’evento ‘Operazione Nostalgia’. Siamo stati bene insieme a Parma, riabbracciarsi dopo tanto tempo è speciale. Sono eventi importanti, come il nostro ‘Di padre in figlio’, occasioni in cui per i tifosi è anche come tornare un po’ bambini, riprovando alcune emozioni del passato che riguardano i propri colori. Ho letto negli occhi di alcuni ex calciatori che erano presenti l’emozione di riassaporare quei tempi. Gli stessi Nesta e Totti che sono cresciuti qui. Quando sono stati acclamati per quanto hanno rappresentato si sono emozionati. Esistono altre tifoserie e altre squadre fantatiche, ma Roma ha le sue peculiarità e caratteristiche che rimangono sulla pelle.

Domani Bosnia-Italia per il Mondiale? Contro l’Irlanda non è stata una bella prestazione, ma sono gare che hanno un peso specifico enorme. Un po’ di ansia ti viene e l’abbiamo visto nel primo tempo. Erano un po’ bloccati e non liberi di testa. Comprensibile. La partita di domani andrà in quella direzione. Non mi aspetto una partita bella, ma molto sentita. Sarà tosta, magari anche brutta ma che va portata a casa. Abbiamo tanti problemi, andare al Mondiale non li risolverà, ma come movimento abbiamo bisogno di andarci”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘9 GENNAIO’ – Oddi: “Italia in Bosnia in un contesto non ideale, trattati come pupazzetti…” (AUDIO)

GIANCARLO ODDI in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

“I giocatori della Nazionale sono quelli, non è che ce ne sono di migliori lasciati a casa. L’augurio è quello di superare i playoff per giocare i Mondiali. Domani in Bosnia, l’Italia giocherà in un contesto non ideale, sembra quasi uno stadio di calcio (sorride, ndr). Chiaro che loro utilizzino tutte le proprie armi per ottenere il risultato, ma se l’Italia non dovesse farcela sarebbe grave. In tutto questo, per una Nazionale come quella italiana mi sembra assurdo che debba giocare su un campo come quello di Zenica. Credo che la nostra federazione dovesse farsi sentire per evitare di incappare in situazioni particolari. Come, per esempio, come quello dell’erba alta. Sembra quasi di essere trattati come pupazzetti. Non credo che i nostri giocatori possano spaventarsi per queste cose, ma non è neanche giusto che ci siano dei vantaggi per chi ospita”.