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DICHIARAZIONI

Juve su Zaccagni, l’agente: “Non so se Lotito ha altro da fare, in assenza di novità sul rinnovo ci guarderemo intorno”

Tiene banco in casa Lazio il futuro degli esterni offensivi e questo non riguarda solo Felipe Anderson (che secondo numerose fonti sarebbe ormai ad un passo dalla firma con la Juventus come parametro zero) ma pure il titolare della fascia opposta Mattia Zaccagni, anch’esso nel mirino della Vecchia Signora.

Il contratto dell’ex Hellas scade il 30 giugno del 2025 e il suo agente Mario Giuffredi si è già fatto avanti, esprimendo una certa delusione per la gestione del rinnovo del suo assistito da parte della società biancoceleste: “Sono quaranta giorni che non sento nessuno dal club. Non so se Lotito ha altro da fare, ma evidentemente il rinnovo del mio assistito non è la sua priorità, altrimenti il tempo per sistemare il problema lo troverebbe. In estate ci guarderemo intorno”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Abbate: “Anderson, la sorella smentisce la firma per la Juventus. Ancora possibile il rinnovo con la Lazio, ma…” (AUDIO)

ALBERTO ABBATE (Il Messaggero) in collegamento a ‘NMM’!

Non c’è nessuna novità rispetto al futuro di Felipe Anderson, poi magari andrà alla Juventus come sosteniamo da Novembre, ma in questo momento non è cambiato nulla. Non ha firmato nessun contratto preliminare, ho avuto modo di parlare con la sorella-agente che ha sottolineato che prima vuole parlare con la Lazio per capire se ci sono i presupposti di rinnovo. Sono liberi di firmare da febbraio, non avrebbero motivi per nascondere tutto ora.

La Juventus non ha il dovere di informare la Lazio in caso di offerta ufficiale fatta al giocatore, diverso il caso in cui si trattasse di firma sul contratto che non è arrivata. Poi che la strategia della Lazio sia sbagliata non c’è dubbio, così come lo è stata quella di rinnovare a quelle cifre il contratto a Luis Alberto. Ora la Lazio, che ha intenzione di svecchiare la rosa, non è disposta a fare follie per trattenerlo, la cifra offerta resta quella di 3 milioni di euro. Se accetta resta oppure va alla Juventus. Ci sta che il club non vada oltre a quanto proposto già da tempo. Si è venuta a creare una situazione paradossale, il brasiliano meriterebbe di restare ma la società si pone il problema perché ha sul groppone contratti pesanti che riguardano giocatori che meriterebbero meno di lui di restare ma ai quali il contratto in passato è stato rinnovato. Alla fine c’è l’80 per cento di possibilità che vada alla Juventus, ma con Felipe mai dire mai…”.

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RASSEGNA STAMPA

Ultimo giorno per Auronzo. Manca la firma di Lotito: “Tornerò presto vicino alla Lazio”

Tutto risolto per Auronzo, anche la questione albergo, eppure il ritiro di luglio sulle Dolomiti resta in bilico. Perché, a 24 ore dalla scadenza del termine ultimo, manca ancora la firma di Lotito sul contratto biennale (c’è l’opzione per il 2025) di 600mila euro. Domani, mercoledì 10 aprile, infatti, l’amministrazione comunale si riterrà libera da vincoli e il diritto di prelazione verrà risolto. Sarebbe davvero un peccato per quella che ormai è considerata la casa estiva della Lazio, dopo 16 anni di soggiorno. «So che Lotito vuole andare lì – aveva detto a marzo il presidente della Media Sports Event, Gianni Lacché – e abbiamo superato tutti gli ostacoli per confermare la presenza della Lazio ad Auronzo. Javorcic, il vice di Tudor, conosce già il posto e il centro sportivo perché, quando allenava il Venezia, andò in ritiro proprio lì. Per il momento non è prevista una spedizione tecnica perché ancora non c’è ufficialità. Aspettiamo». Oggi è l’ultimo giorno per mettere tutto nero su bianco. Lotito deve trovare il tempo, sia pure impegnato nel suo nuovo ufficio politico in via del Babbuino. Sabato sera a una festa sull’Appia Antica, dopo il ko nel derby, il patron ha parlato tanto con l’ex ds Tare e poi ha promesso: «Ultimamente sono stato meno a Formello, tornerò presto più vicino a Tudor e alla Lazio». Il Messaggero

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RASSEGNA STAMPA

Lotito paga il conto delle sue scelte: quale futuro per la Lazio?

Un collasso inevitabile

Pagamento anticipato, per Lotito. Paga il conto di scelte sciagurate e della disfatta stagionale, un collasso inevitabile, probabilisticamente scontato dopo ogni vittoria. Deve anche iniziare a pensare al mercato che s’aspetta Tudor, smaniava dopo il derby pensando ai giocatori adatti al suo calcio «Cambieremo». Ha poco da dire e molto da fare, il presidente della Lazio. L’ultimo mese e mezzo è diventato un precampionato fuori stagione, utile al tecnico per fare la conta di promossi e bocciati […].

Tante domande incalzano il presente e il presidente. Cosa c’è nel futuro della Lazio? Cosa ha in mente per rilanciare il suo piano al traguardo dei vent’anni di presidenza? Perché questo indietreggiare costante dopo le stagioni vincenti? Quanto dei soldi incassati tra Champions, Supercoppa e botteghini saranno investiti in estate per trasformare la Lazio da sarriana a tudoriana? Si può ricompattare lo spogliatoio? Si può limitare l’inquietudine di Immobile il cui smarrimento è l’immagine stessa della Lazio? Si rinnoveranno i contratti di Felipe e Zaccagni? Quali dei big sfiduciati saranno sacrificati per la rifondazione azzeratutto? Perché diventa sempre difficile pensare al domani?

In poco tempo, neppure un anno, s’è rovinata una bellissima storia Champions, ora c’è il rischio di disperdere anche il capitale di passione che aveva generato. Archiviata la rivoluzione (a metà) di Sarri, sta a Lotito riuscire a garantire a Tudor una Lazio su misura. Nel contempo dovrà garantire alla società nuova sostenibilità. Il rapporto tra costo del personale e ricavi dovrà scendere dal 90% dell’anno in corso al 70% per il 2025-26. Scelte che, in base all’Europa raggiunta, inizieranno a pesare in estate. Ma il presidente ripete che «da quando ho preso la squadra ad ora siamo nella situazione di poter solo crescere. Prima era una società di partenza, ora è una società di arrivo». Il punto è di domanda. Corriere dello Sport

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DICHIARAZIONI

Derby, Lotito: “Sono le prime gare di Tudor, sta studiando per capire…”

Il presidente della Lazio Claudio Lotitotorna sul derby, vinto dalla Roma per 1-0 grazie alla rete di Mancini. Secondo il patron biancoceleste, “dal punto di vista del gioco forse la Lazio avrebbe meritato un pareggio”. Lotito, intervenuto alla presentazione della nuova segreteria di Forza Italia Roma, ha poi parlato del tecnico Igor Tudor. “Sono le prime partite, sta studiando per capire qual è l’assetto giusto della squadra che è nelle condizioni di poter fare bene”.

Il patron della Lazio è poi tornato sugliscontri registrati prima della partita: ” Siamo contro la violenza. La combattiamo e mi sembra di essere l’emblema di questo. Ho messo in atto azioni per reprimere e prevenire questi episodi”.

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STATISTICHE

Lazio, il bilancio dei derby nell’era Lotito: regna l’equilibrio

C`è il derby per la Lazio di Tudor. Dopo lo 0-0 della gara di andata e la vittoria per 1-0 nei quarti di finale di Coppa Italia Frecciarossa, i biancocelesti sfidano ancora la Roma, questa volta, da calendario, in trasferta. Sarà il 45° derby negli ultimi 20 anni (dalla stagione 2004/2005, ndr), con il bilancio in sostanziale equilibrio: 16 vittorie biancocelesti e 18 giallorosse lo score, con 10 pareggi a completare il dato. Equilibrio anche per quanto riguarda i gol, con 54 reti realizzate e 58 incassate.  Capocannonieri di questo ventennio, a quota 6, Immobile e Totti. sslazio.it

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Lazio, con la Juve più di una rivincita. Lotito punta su Tudor: “Carattere di ferro”

Sabato l’antipasto in campionato, stasera arriva il piatto ricco. Alle 21 (diretta canale 5) si fa davvero sul serio. Ora la Coppa Italia può salvare la stagione di Juventus e Lazio. I bianconeri sembrano in caduta libera in Serie A, con appena 7 punti nelle ultime 9 giornate (una sola vittoria, non accadeva dal 1998/99) e il Bologna col fiato sul col- lo a -2 dal terzo posto. Allegri è di nuovo sotto processo, contestato dai tifosi e monitorato dal club, con la Champions improvvisamente a rischio. Figuriamoci se dovesse fallire pure nella prima semifinale (il 23 aprile, il ritorno), con l’unico trofeo rimasto in palio a Torino. Figuriamovi se, ad appena tre giorni di distanza dalla batosta dell’Olimpico, dovesse ricevere un’altra lezione.

Debutto da standing ovation per il croato sulla panchina biancoceleste, con l’1-0 acciuffato da Marusic all’ultimo respiro. Dopo l’addio traumatico di Sarri, c’è ancora vita nella Lazio, per lo meno la palese voglia di riprendersi l’Europa con il ritorno a 46 punti al settimo posto oppure attraverso questo torneo, accedendo alla finale del prossimo 15 maggio. Sulla seconda strada, c’è di nuovo la Juventus di mezzo. […] Stavolta il bis contro la Vecchia Signora sarebbe un bel viatico per il derby di sabato, per fermare la ricorsa giallo- rossa alla Champions.Guai a rimanere ancorati al passato. Sarà tutta un’altra storia stasera allo Stadium, anche rispetto a sabato. La Juventus è imbattuta da 22 partite casalinghe in Coppa Italia (19 vittorie e 3 pareggi), risale al 5 marzo 2015 (1-2 contro la Fiorenti- na) l’ultimo ko. La Lazio invece è reduce da quattro sconfitte in trasferta nella competizione e non ne ha mai subite cinque di fila lontano dall’Olimpico. La fortuna non può mettersi proprio ora contro un audace come Tudor, applaudito per il coraggio e la capacità di imporre le sue scelte e il suo credo in così poco tempo: «L’ho scelto per il suo carattere di ferro e la sua voglia di fare esprimere al massimo quest’organico, che ritiene forte e competitivo», assicura fiero Lotito. C’è pure un premio da cinquantamila euro per il trionfo in Coppa Italia nel contratto sino al 2025 di Igor.

Più che il risultato, sabato ha impressionato la trasformazione di ruoli, di marcature a uomo, di principi tattici, di pressing avanzato e di spirito. Oltre le previsioni, la scossa di Tudor: nella decisione del turnover in vista di quest’incontro, nel rilancio di tutta la panchina, persino di Kamada a centrocampo. L’ibrido 3-4-2-1 (difesa a “tre e mezzo”, ovvero 4-4-2 in fase di non possesso) ha abbagliato l’Olimpico. Forse anche per questo 1500 tifosi stasera saranno a Torino. La Lazio ha colpito per disciplina tattica, applicazione nelle due fasi, intensità elevata, con più uomini del solito in attacco e nello spazio. Va superata ancora la difficoltà sotto porta, con maggior lucidità e cinismo. Certo, non si sarebbe dovuti arrivare comunque al gol al 93’, con un miglior arbitraggio: due rigori negati (uno su Pedro, uno netto su Zaccagni), un angolo non visto su Luis Alberto, appena 3’ di recupero, nonostante i 10 cambi di Allegri e Tudor. Designato Massa per stase- ra, con un bilancio di 11 vittorie, 6 pareggi e 9 sconfitte per la Lazio. Al Var Di Paolo, come in Lazio-Milan in cui non ha richiamato Di Bello (poi fermato) sul contatto Maignan-Castellanos, la spinta all’argentino, il fallo su Immobile in occasione del gol di Okafor, fra le proteste furiose di Lotito. Bocconi amari di continuo. Il Messaggero
 

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Lazio, con la Juve inizia un mese di esami: a maggio il bilancio di Tudor per il futuro

Un nuovo progetto a tappe e a tempo determinato per Tudor

Un nuovo progetto a tappe e a tempo determinato, con un cerchio rosso già segnato sul calendario. Sette partite per fare un primo bilancio e decidere il futuro, con un orizzonte per lo meno più delineato. Lotito, il ds Fabiani e Tudor si sono dati appuntamento intorno al primo maggio, quando la Lazio – già a partire da domani – avrà affrontato almeno cinque sfide di campionato, ma soprattutto la doppia semifinale di Coppa Italia contro la Juventus. I biancocelesti hanno due vie per riprendersi l’Europa con un agognato rilancio. Prima di muoversi sul mercato, la società vuole avere un quadro più chiaro su eventuali soldi che entreranno, sul numero di competizioni che si disputeranno, ma soprattutto sulle indicazioni del tecnico croato, dopo aver testato l’organico ereditato nel suo 3-4-2-1. Probabilmente, nemmeno dopo la sfida al Verona del 28 aprile la Lazio avrà la certezza di una partecipazione europea, vista l’attuale classifica (a due punti dal settimo posto), altre quattro giornate e l’eventuale finale di Coppa da disputarsi, ma almeno saprà se sarà in corsa fino all’ultimo oppure no. E Tudor avrà un’idea più precisa se sposare in toto la linea di rifondazione tracciata dal club oppure salvare qualche “vecchio” soldato. Dopo il terremoto dell’addio di Sarri, com’era ovvio, il suo sbarco a Formello ha dato una scossa al gruppo, dedito al suo credo e partecipe in ogni allenamento. Ma ora il campo dirà chi saranno i promossi e i bocciati per il prossimo anno.

SI FERMA LAZZARI

Chissà se adesso basteranno applicazione e impegno. Tutti devono guadagnarsi di nuovo un posto, nessuno ha il futuro biancoceleste assicurato. Tudor riparte da zero, non gli interessano mugugni o presunti tradimenti del passato, da domani non farà sconti a nessuno. Adesso la formazione si deciderà di gara in gara, dalla Juve alla Juve al derby, persino in una settimana potrebbe cambiare ogni scenario. Dietro si ripartirà da Gila, Romagnoli e Casale, ma Patric scalpita già per il rientro. Marusic non ha mostrato il suo volto migliore in questa stagione, ma può essere un jolly, in assenza di altri centrali fondamentali nel nuovo modulo. Guarda caso ieri è stato provato nei tre, non solo come terzino. Felipe gira a destra o a sinistra, a seconda dell’altro esterno: con Pellegrini out, resterebbe Hysaj dopo lo stop di Lazzari per un fastidio al polpaccio sinistro. Anderson, insostituibile di Mau, è il primo sotto esame, con l’appuntamento slittato alla prossima settimana per l’eventuale rinnovo. Il brasiliano è corteggiato da Juve e Napoli a zero, come Zaccagni in scadenza 2025, ma il loro destino resta legato anche al resoconto di Tudor. Occhio a Luis Alberto: la qualità è indiscussa, ma le caratteristiche tecniche dello spagnolo poco si sposano col nuovo pensiero. E chissà se a Immobile basterà tornare al gol per convincere il croato a opporsi al suo addio. Anche perché sarebbe poi ugualmente difficile arrivare al pupillo Simeone, con il gelo sceso con lo stesso entourage (Moggi) di Ciro. In casa, con quei movimenti, c’è già Castellanos.

I GIOVANI NEL MIRINO

I rinforzi si delineeranno a inizio maggio, anche a seconda delle uscite sul mercato. Il ds Fabiani e i suoi fidati uomini dello scouting stanno monitorando diversi profili in giro, ma ora aspettano Tudor. Si proseguirà comunque con l’obiettivo di ringiovanimento, con il solito occhio agli stipendi, per questioni di bilancio. Davanti Gudmundsson resta il sogno. A Monza piace Carboni, oltre Colpani, a Bologna Ferguson, ma i prezzi stanno lievitando. Ecco perché la Talent room continua a visionare talenti all’estero, ma poi dovrà essere Tudor a dire di cosa avrà bisogno, anche a seconda della scrematura che farà col passato. Da capire anche il destino di Vecino, tornato dalla Nazionale e provato subito con Guendouzi a centrocampo. Igor vuole corsa e fisico e, in attesa di Rovella, Cataldi e Kamada restano dietro. C’è solo un mese di tempo per un nuovo progetto a tappe. Il Messaggero

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DICHIARAZIONI

Caso Acerbi, Lotito: “Ognuno faccia i conti con la propria coscienza. Napoli? Comprendo l’amarezza…”

Caso Acerbi, Lotito: “Ognuno deve fare i conti con la propria coscienza. Io non conosco la vicenda se non a livello mediatico, come voi quindi non voglio esprimere giudizi. Di sicuro le azioni razziste vanno debellate perché significa minare il rispetto dell’essere umano”. Così il presidente della Lazio, ai microfoni di Canale 21.

“Sul tema del razzismo io non voglio aggiungere nulla perché quello che conterà sempre di più saranno i fatti. Non vorrei – prosegue Lotito – solo rincorrere la cronaca, ma vorrei anticiparla. E dire che siamo contro il razzismo lo ritengo a questo punto non scontato. Mi auguro che chi ha giudicato abbia avuto tutte le informazioni utili per farlo e che Acerbi sia in pace con la sua coscienza”.

“Il Napoli non sarà nella campagna contro il razzismo in Serie A? Comprendo l’amarezza, partendo dal rispetto nei confronti di Juan Jesus, però ritengo che bisogna fare uno sforzo per rimanere tutti insieme a contrastare un fenomeno che non si può contrastare disarticolati”.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Guido Paglia: “Lotito ingestibile, sta sacrificando la squadra. Non credo darà spazio e autonomia a Fabiani”(AUDIO)

Lotito personaggio ingestibile… GUIDO PAGLIA in collegamento a ‘SVB’

“Difficile dire come andrà il prosieguo del campionato. Bisogna aspettare e vedere quale sarà l’impatto di Tudor, come metterà la squadra in campo e la reazione dei giocatori coi nuovi schemi.

Lotito è un personaggio ingestibile. È impossibile stargli accanto. Pensare di mettergli accanto qualcuno che gli facesse la comunicazione è impossibile. Tanto alla fine lui farà sempre quello che gli passa per la testa senza confrontarsi con nessuno.

Lui è uno dei 600 parlamentari italiani, niente di trascendentale. È lui si vuole dare un ruolo che non ha intrufolandosi dappertutto e sacrificando tempo alla Lazio. Se ne dedicasse di più, la Lazio sarebbe in una posizione migliore.

Fabiani mi sembra un’ottima persona e un ottimo professionista, ma bisogna vedere lo spazio che Lotito vorrà dargli e quanto la convivenza con Lotito possa logorarlo. Com’è successo in passato ad esempio con Peruzzi.

Che tipo di autonomia avrà Fabiani? Avrà autonomia di spesa? Certamente no. Perderemo trattative intavolate da Fabiani perché Lotito non prenderà la decisione nei tempi giusti? Certamente. Sono pessimista.

Del resto dopo la qualificazione in Champions è stato investito il 40% sul mercato. Se tu vuoi stabilizzare la Lazio ai vertici del calcio italiano, quei soldi andavano investiti tutti. A lui di portare la Lazio a un certo livello, non interessa.

Fabiani farà bene? Certo, finché Lotito non si sentirà messo in ombra da lui e a quel punto lo farà fuori come è già accaduto con altri”.

Alessio Buzzanca