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ESCLUSIVE

‘9 GENNAIO’ – Cagni: “Lazio, Sarri deve avere pazienza e capire le cause di tutti questi infortuni” (AUDIO)

GIGI CAGNI in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

“Io comprendo quello che sta accadendo a Sarri. Deve avere pazienza, gli infortuni ed una situazione di un certo tipo stanno incidendo. Ora deve pensar meno a giocare bene ed a fare risultati. In questo momento deve ancora trovare un equilibrio, ma i tifosi devono star tranquilli perchè sicuramente ne escono da questo momento. Faccio fatica a pensare che Sarri sia arrivato senza sapere niente. Ma prendo atto di quanto lui stesso ha detto e dico che ha fatto comunque bene a restare. Oggi sono gli allenatori che salvano le situazioni, sono diventati i leader. Uno come Pedro non può giocare sempre, ora si è infortunato anche Zaccagni. Ho vissuto un calcio diverso, un calcio in cui in ogni squadra ci sono 5-6 leader che trainavano nei momenti difficili. Oggi è più difficile fare l’allenatore, ci sono maggiori responsabilità ed i tifosi fanno bene ad aggrapparsi al tecnico. Una cosa che certamente andrebbe risolta è quella riguardante i tanti infortuni. Un tecnico dovrebbe cercare le cause, è un elemento fondamentale”.

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PROGETTO STADIO

Lazio, Lotito sul Flaminio: “Sta procedendo, con Gualtieri…”

Il presidente della Lazio Claudio Lotito ha rilasciato una dichiarazione a margine della trentaduesima assemblea dell’ECA, oggi EFC, parlando dello Stadio Flaminio.

“Se ho parlato con Gualtieri del Flaminio? A che serve se lo dico a lei? Lo stadio sta procedendo, stia tranquillo. Io parlo nelle sedi istituzionali. Quella di oggi non era un’occasione, io sono un Senatore della Repubblica e posso accedere quando voglio a parlare con il Sindaco. Qui oggi sono in veste di presidente della Lazio, ma in Comune posso accedere anche come Senatore. Se ne parlerò con Gualtieri? Già ne ho parlato”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Pinelli: “Lazio, è un punto di non ritorno. Tifoso in ostaggio, solo un passaggio di mano cambierebbe la situazione” (AUDIO)

PIETRO PINELLI (Mediaset) in collegamento a ‘NMM’

“Mi sorprendo di chi si sorprende di come stanno andando le cose alla Lazio. E’ una stagione nata male per le note vicende e devo dire che mi ha un po’ deluso anche Sarri che ha accettato una situazione che in passato non lo apparteneva. Ho visto un uomo sconsolato, quasi pronto alla resa. Non è stata solo la questione del mercato non fatto, ma anche la condizioni personale di alcuni giocatori costretti a restare o impossibilitati a rinnovare. E’ il destino di una stagione senza obiettivi e da vivere nell’anonimato. Chissà poi cosa potrà accadere in futuro. Nulla, credo, dal punto di vista societario, al di là della sommossa popolare. Sta subentrando anche l’abitudine ad una squadra che non può garantire la possibilità di raggiungere obiettivi sportivi di rilievo. Un piattume così non l’ho mai vissuto, anche Calleri si arrese cedendo la mano. In questo caso non c’è ne la voglia di cedere la mano, ne la consapevolezza di poter continuare a essere competitivi.

Alcuni successi del passato hanno un po’ frenato un possibile cambiamento. Se questa situazione si fosse verificata negli anni precedenti le cose sarebbero potute cambiare prima. Siamo arrivati ad un tale punto di non ritorno che l’unica vera soluzione per un cambiamento possa essere quello di una svolta societaria. E’ normale che il tifoso della Lazio si senta intrappolato in questa situazione. E’ ostaggio di chi detiene la società, solo Lotito o chi Lotito oltre 20 anni fa l’ha messo può cambiare questa situazione”.

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RASSEGNA STAMPA

Le aziende di Lotito e il bilancio Lazio: costi e pesi

Le società di Lotito e la Lazio, un’annosa questione. Quanto costano? E’ la domanda che si ripropone di bilancio in bilancio. Le aziende del presidente, legate ai settori vigilanza, mensa, manutenzione e varie, sono voci da sempre comprese nelle parti correlate del bilancio della società biancoceleste. La novità, raccontata da un reportage di Calcio e Finanza, è emersa dalla relazione finanziaria al 30 giugno 2025, pubblicata recentemente.

Il costo complessivo dei servizi concessi dalle aziende che fanno capo al presidente biancoceleste, coperto dalla Lazio nel corso dell’esercizio 2025 (chiuso con una perdita di 17,1 milioni di euro), è stato di 6,7 milioni di euro rispetto ai 6,38 milioni della stagione 2023-24. Un leggero aumento dovuto a costi diversi. Nel bilancio consolidato sono ricostruite tutte le voci legate alle parti correlate: lavori e manutenzione di Formelloservizio di mensa giornaliero e in occasione dei ritiri, assistenza ai sistemi informaticigestione del magazzino dell’area tecnicaservizi finanziarivigilanza e sanificazione. Sempre all’interno del bilancio della Lazio viene spiegato «che tali transazioni sono state perfezionate nel rispetto della correttezza sostanziale e procedurale ed a normali condizioni di mercato». Corriere dello Sport

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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Lazio, mezzala ed Insigne: dall’estate a gennaio, le richieste di Sarri non cambiano

Gennaio si avvicina e Sarri chiede a gran voce tre acquisti per migliorare la squadra. L’avvio di stagione è stato tragico con solo due vittorie. La Lazio è chiamata a reagire e migliorare la sua situazione in classifica, anche se davanti arriveranno sfide difficili. Come scritto dal Corriere dello Sport, Sarri si aspetta tre colpi nel mercato di gennaio.

La Lazio potrà operare a saldo zero: vendere e comprare alla stessa cifra. Sarri vorrebbe con sé una mezzala, un centravanti (solo se partirà Castellanos) e Lorenzo Insigne. Sull’ex capitano del Napoli c’è una discussione interna al club con il direttore sportivo Fabiani che vorrebbe continuare sulla linea giovani, ma Sarri non è della stessa idea.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Sarri attende al varco Lotito: c’è un mercato da recuperare, in caso contrario…

Maurizio Sarri attende al varco Claudio Lotito in questo mercato invernale di gennaio. Il tecnico toscano ora predilige il silenzio, non vuole indispettire il patron biancoceleste, ma la verità è che a gennaio si aspetta dei colpi di mercato. Se così non sarà, la minaccia d’addio potrebbe realisticamente concretizzarsi.

Come riporta Il Messaggero nella sua edizione odierna, Maurizio Sarri è alla finestra nell’attesa che nel mercato di gennaio qualcosa succeda. Ora preferisce il silenzio, non vuol indispettire il presidente Lotito ma dal mercato di riparazione si aspetta qualche colpo, pena minaccia d’addio. Il tecnico toscano ha accettato la sfida, non si è dimesso una volta scoperta la verità, non si sta lamentando e sta cercando di fare gruppo, ma tutta questa ben disponibilità vuole essere ripagata.

Molti obiettivi, o presunti tali, sono sfumati: da Simic a Fabbian, da Karetsas del Genk e Dughin del Salisburgo, da Raspadori a Pio Esposito. Innanzitutto va decifrato quale mercato potrà fare la Lazio ovvero se la nuova Commissione concederà il via libera totale degli acquisti oppure quello parziale, già garantito dalle cessioni di Casale e Tchaouna fra giugno e agosto. 

Al di là di tutto, l’idea invece è quella di tornare a comprare con la formula dei prestiti con obbligo di pagamento dilazionato per proiettare nel futuro e diluire (come successo con Pellegrini, Rovella, Dia e Belahyne) in più anni i costi di un bilancio precario. Se però la Lazio non manterrà sotto l’80%, in realtà da marzo i 70, il “costo del lavoro allargato”, a gennaio sarà costretta per forza a fare player trading, ovvero vendere per non incorrere in un nuovo blocco a giugno del prossimo anno. Mandas e Isaksen, in quel caso, i principali indiziati.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Maffei: “Lazio, futuro estremamente incerto. C’è desertificazione, servirebbe l’umiltà di farsi aiutare” (AUDIO)

FABRIZIO MAFFEI in collegamento a ‘NMM’

“Io per il futuro della Lazio non riesco ad azzardare nessuna ipotesi. Lotito fa capire che non ha nessuna intenzione di fare un passo indietro e farsi aiutare da un partner. Dal punto di vista tecnico è un’altalena di risultati e prestazioni. Sotto ogni profilo c’è incertezza ed a questo si è aggiunta una situazione di infermeria pesante. Stiamo parlando di una situazione molto a rischio. Il mio timore è che si possa entrare in un limbo pericoloso. Non temo un crollo tecnico drastico, ma una Lazio che arrivasse oltre il decimo posto sarebbe una Lazio che non rappresenterebbe quello che noi immaginiamo della stessa.

La Lazio vive esclusivamente sulle risorse che produce il proprio bacino d’utenza, i propri tifosi. Il guizzo ce l’auguriamo, il signore che guida questa società è abituato a questo. Ultimamente solo negativi, la speranza è che ce ne possa regalare uno positivo. Il tifoso della Lazio non parla più di calcio ma di assetto societario. Ci sono dei libri e documenti che giustificano sempre posizioni ed anche alcune sviste. Il futuro della Lazio è estreamente incerto. Non so da dove possono venire alcuni futuri introiti, mi sembra di affacciarmi e vedere solo una terra piatta. Non vedo nulla, c’è una sorta di desertificazione intorno a noi. Questa gestione a me sembra, e lo dico con grande rispetto, molto vicina ad una gestione famigliare dei tempi di Lenzini. Oggi delle società di calcio sono delle vere aziende. Lotito si è sempre vantato di ottenere ottimi risultati, spendendo poco. Gestione modello fortificato dai risultati ottenuti. Quando le cose vanno bene puoi farne un vanto, nel momento in cui le cose non vanno bene dovresti avere l’umiltà di metterti al fianco chi può aiutarti. Bisogna cercare delle soluzioni, delle idee”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Petrecca: “Lazio, vista la situazione impossibile criticare Sarri. Con qualsiasi altro tecnico…” (AUDIO)

PAOLO PETRECCA (Dir. Raisport) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Vista come era andata la parte del mercato e di preparazione al campionato non è che dalla Lazio mi aspettavo qualcosa di più in campo. Il tema di fondo riguarda la consapevolezza che con qualsiasi altro tecnico le cose non sarebbero state diverse. I miracoli non si possono fare, diciamo che prima si arriva a 40 punti e prima siamo tutti più tranquilli (ride, ndr). Ovvio che servirebbero degli innesti dal mercato di gennaio.

Sarri è costretto a fare il meglio che può e lo fa molto bene. Lo fa con il suo carattere e la sua capacità di modifica tecnica. L’unica cosa che posso aggiungere è che qualcosa di sperimentale dal putno di vista tattico dovrebbe essere fatto. Per contigenze ed infortuni, non si può restare fermi solo sul suo 4-3-3. Detto questo, se contestiamo anche Sarri è davvero finita. Già adesso sta facendo dei miracoli visto la situazione”.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Maestrelli: “La scelta di Sarri come quella di papà. Mi chiedo cosa sarebbe oggi la Lazio senza di lui…” (AUDIO)

MASSIMO MAESTRELLI in collegamento a ‘NMM’

“La scelta che ha fatto Maurizio Sarri di restare alla Lazio anche dopo aver saputo del mercato bloccato equivale alla scelta di papà di dire no alla Roma per la Lazio in Serie B. Non credo che in una situazione del genere, un altro tecnico di un certo calibro avrebbe preso la stessa decisione. Quando ha firmato non sapeva del mercato chiuso, immaginava una situazione negativa ma a questo livello. Lui dopo esser arrivato secondo aveva il desiderio di rinforzare la squadra per gettare delle basi importanti. Lì si è perso l’attimo, poi per vicende personali drammatiche ha dovuto lasciare la Lazio. Gli è sempre rimasto questo amore in bocca, riteneva fosse una storia d’amore che si era interrotta in modo non naturale. La mossa di tornare ha rappresentato il coronamento di quell’amore. Lui, secondo me, avrebbe accettato di tornare anche se avesse saputo tutto prima. Si sarebbe rimboccato le maniche, non è uno con la puzza sotto il naso.

Contro il Torino, durante la scena del Var che valutava il rigore, l’ho visto provato, senza forze. Raramente ho visto una scena così drammatica. Forse mi ricorda quella di papà con il Como. Si può discutere il tecnico, certamente, ma lui è un uomo da Lazio. Lui va oltre il tecnico. E’ un uomo che merita fiducia e stima. C’è un 30% di tifosi che non ha capito che il suo ultimo terzo anno prima delle dimissioni è stato il frutto di tante componenti, di tante situazioni che si erano venute a creare, partendo da una mancata aspettativa di giocatori che non sono arrivati. Gli ho detto che forse lui sarebbe dovuto andar via. Mi ha risposto che dal punto di vista tecnico avrebbe fatto la cosa migliore, ma era ancora convinto di poter chiudere qui e di poter risolvere le cose. Molti hanno visto in quella stagione un calcio brutto, ma si sono fermati alla superficie delle cose. Bisogna saper valutare qualcosa che va oltre il discorso tecnico. Mi chiedo, ma se oggi non ci fosse Sarri, cosa sarebbe la Lazio. E’ un uomo che fa scudo, ci mette la faccia, una garanzia di affidabilità. Poi il suo calcio è contestabile, per carità. Siamo nelle mani di una persona garbata che è legata alla Lazio”.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Mellone: “La Lazio è questa, Sarri sofferente. Lotito? Ideologia nasce dalla negazione della realtà” (AUDIO)

ANGELO MELLONE (Dir. Daytime Rai) in collegamento a ‘NMM’

“Mi rifiuto di dover essere felice di aver pareggiato alla scadere contro il Torino. La Lazio è questa, sono molto amareggiato di dovermi accontentare. Non vedo giocatori svogliati, anzi li vedo concentrati. Forse questa è una squadra che sta dando quasi il massimo e questo è anche più preoccupante. Poi ci sono delle attenuanti, per carità, pensando agli infortuni. In virtù del calendario, ora spero in un miracolo della fede sperando che contro squadre più forti abbia più spazi per far bene in contropiede. Bisogna accettare il fatto che la Lazio sia questa, sperando poi di essermi sbagliato a fine stagione.

L’unica nota positiva di questa stagione sono i 30 mila abbonati, dimostrazione di un amore cieco. Gli stessi che hanno legittimamente il diretto di criticare, non tanto la squadra visto che sembra stia dando il massimo.

Vedo un Sarri sofferente perchè è calato bella parte. E’ sulla giostra, questo è, non mi faccio illusione e vado avanti. E’ tutto un mettere delle pezze e trovare rimedio ad una serie di deficit. Questo può fare Sarri.

Lotito? Mi sono anche annoiato a commentare le sue parole. Il suo è un atteggiamento ideologico l’ideologia nasce dalla negazione della realtà. E’ sempre colpa di qualcun altro, la cosa importante è non dire che mi sono sbagliato. C’è poco da commentare, è stato sempre così e non cambierà mai. I ragionamenti sono sempre gli stessi ripetuti all’infinito”.