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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Tudor-Guendouzi, serve intervento società per evitare un autogol clamoroso. Rivoluzione ok, ma servono dei riferimenti…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

La situazione Lazio è un po’ paradossale, da una parte c’è il club che sta cercando di capire come gestire la futura rifondazione, dall’altra c’è il campo con la possibilità di recuperare posizioni europee. Devono essere bravi tecnico e società ad isolare il gruppo da tutto quello che sta accadendo ed è accaduto.

Poi c’è il caso che riguarda Guendouzi ed il suo rapporto con Tudor. Giovedì durante la rifinitura c’è stato un disguido, ma la cosa più importante è recuperare il rapporto e trovare un compromesso tra i due vista l’importanza del giocatore per il presente e per il futuro. Tudor quando si è insediato ha chiamato il francese per ricucire lo strappo che già c’era stato al Marsiglia, poi però il giocatore non ha mandato giù le scelte del tecnico. La prima esclusione con la Juventus era stata giustificata dall’impegno con la nazionale. Quando, poi, nel corso della rifinitura della gara con la Salernitana si è visto escluso dalle scelte di formazione, ha avuto un atteggiamento che a Tudor non è piaciuto. Sarebbe andato in panchina e questo ha riaperto la questione.

Oggi i due si parleranno, dal club fanno sapere che il caso si è enfatizzato troppo, ma è chiaro che c’è necessità di un confronto risolutivo per evitare un autogol clamoroso. Parliamo del miglior giocatore di questa stagione e dell’allenatore della Lazio. Dopo la partita con la Salernitana andava un po’ chiarita questa situazione, poi siamo stati un po’ tutti corretti anche a prendere atto del bollettino medico che ha parlato di affaticamento al polpaccio. E’ vero che ci sarà la rivoluzione, ma dei punti fermi da cui ripartire servono e lui non può non esserlo. Da quello che ho capito, lui potrebbe anche non esserlo più. Per questo dico che è determinante l’intervento della società”.

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Luis Alberto e l’incompatibilità con Tudor: l’unica via per la separazione è il mercato. Gli scenari

La rescissione consensuale è una strada che Luis Alberto vorrebbe percorrere, ma che Lotito ha escluso categoricamente. Luis, al di là di tutto, rappresenta un bene societario e regalarlo non è sicuramente una soluzione possibile per il patron. Starà al giocatore e in particolar modo alla sua agenzia – la You First Sport – trovare una squadra disposta ad avanzare un’offerta soddisfacente alla Lazio, in alternativa resterà a Roma fino al 2028, com’è sempre accaduto fino a oggi dopo le tante e inaspettate uscite del numero 10. 

In mancanza di soluzione, come riporta il Corriere dello Sport, Luis Alberto resterà quindi a Formello. Eppure secondo fonti vicine al calciatore, sarebbe stato lo stesso club qualche tempo fa a proporre un colloquio per trovare una soluzione d’uscita alla fine della stagione. In quell’occasione il giocatore ha comunicato la sua volontà di lasciare. Una decisione presa per l’incompatibilità al sistema e, soprattutto, ai principi di gioco del nuovo tecnico di Igor Tudor. Quest’ultimo, come spesso avvenuto in conferenza stampa, ha preferito non commentare e lasciare che tutto resti “all’interno della società”, ma lo scarso utilizzo dello spagnolo nelle sue prime quattro uscita è una risposta più che sufficiente.

Nel centro sportivo, intanto, il clima è abbastanza teso. Da una parte per la contestazione dei tifosi avvenuta durante il match dell’Olimpico, dall’altra per questa situazione legata all’ex Liverpool. Ieri Luis è comunque sceso regolarmente in campo con i compagni. Al termine dell’allenamento, secondo il quotidiano, avrebbe avuto un lungo confronto con Fabiani. Per il momento ogni voce sul suo futuro sarebbe stata smentita, tutto nella norma considerando quanto accaduto e la volontà di placare un po’ le acque dopo alcuni giorni abbastanza tesi. Ma nelle prossime ore potrebbero essere prese anche delle decisioni punitive. Difficile immaginare che il giocatore possa essere messo fuori rosa, lui stesso sui social ha promesso applicazione massima nelle prossime uscite. La società, però, è rimasta spiazzata e delusa e una multa salata potrebbe rappresentare l’alternativa giusta.

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Luis Alberto, 98′ con Tudor: il Mago sta scivolando via dal progetto

Appena 98 minuti complessivi in 3 partite. Solo 26 considerando esclusivamente il campionato. È questo il magro bottino che descrive alla perfezione l’attuale dimensione di Luis Alberto. Il Mago, di fatto, è diventato una delle ultime scelte a centrocampo nella nuova gestione Tudor. Nel 3-4-2-1 del tecnico croato, in linea teorica lo spagnolo potrebbe occupare sia il ruolo di interno che, soprattutto, di trequartista. Nonostante questo sta faticando parecchio a ritagliarsi il suo spazio.

Tudor, la scelta su Luis Alberto 

Era riuscito a mettersi in mostra nei primi giorni di insediamento del nuovo allenatore, che ne aveva messo in evidenza la disponibilità e lo spirito giusto. Poi, però, qualcosa deve essere andato storto, o semplicemente il croato ha ritenuto gli altri giocatori a disposizione più funzionali per il suo progetto, capaci di garantire più rapidità e cambio di passo, movimenti anche spalle alla porta. Quello che offre Kamada, ad esempio, che al contrario «ha le doti giuste, è un giocatore forte», come spiegato dal mister. E infatti ha messo insieme 188 minuti nelle stesse partite, di cui 170 nelle sfide in Serie A con Juventus e Roma. Già, il derby, probabilmente la partita in cui più delle altre Luis Alberto avrebbe voluto lasciare il segno. Nel corso del secondo tempo, mentre si scaldava, ha cercato più volte di far incrociare il suo sguardo con quello di Tudor, sperando di ottenere un cenno, un invito a togliersi la tuta per entrare in campo. Ha dovuto attendere fino al 70′, però, per riceverlo. A disposizione ha avuto solo i 20 minuti finali, non abbastanza per entrare in gara e inventarsi qualche magia.

Luis Alberto più lontano del progetto Lazio

Una situazione che difficilmente, dentro di sé, lo spagnolo starà vivendo serenamente. È un calciatore abituato a essere al centro della Lazio, l’uomo più talentuoso della squadra e capace di fare la differenza con le sue giocate, con i suoi assist, con i suoi gol. Quando il suo status viene messo in discussione, ne risente sia a livello tecnico che mentale. Un segnale, forse, analizzando i fatti con un po’ di malizia, si era già visto alla vigilia del debutto del nuovo allenatore sulla panchina della Lazio, quando Luis Alberto (dopo aver saputo della sua esclusione dalla formazione titolare) aveva saltato l’allenamento per un affaticamento. Un problema che comunque non gli aveva impedito di finire nella lista dei convocati il giorno successivo e addirittura entrare nei 6 minuti finali del match di campionato vinto contro la Juventus. Nella gara successiva (quella di Coppa Italia sempre con i bianconeri) era stato scelto per la prima volta (e al momento unica) tra i titolari, per poi tornare a sedersi in panchina nel derby. La sensazione è che stia scivolando gradualmente sempre più fuori dal progetto. Servirebbe una magia delle sue, un veloce adattamento alle nuove richieste di Tudor, per cambiare l’inerzia e non essere più considerato tra le ultime scelte. Una dimensione in cui uno come lui fatica a restare. Corriere dello Sport

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Lazio, il piano segreto di Tudor per il derby: Casale-Vecino-Kamada-Isaksen. E Luis va verso la panchina

[…] Complici gli infortuni di Zaccagni e Lazzari, Tudor vuole nascondere il suo piano. Felipe rimane a tutta fascia a centrocampo con Marusic, il fisico di Guendouzi e Vecino in mezzo. Anche Casale (nonostante gli ultimi errori) rimane nel terzetto con Romagnoli e Gila, come nel secondo tempo di Torino. Stavolta non sarà un 3-4-2-1 all’arrembaggio: «Dobbiamo essere intelligenti, ma non rinunciare a chi siamo. Farò scelte basate su tutto. I dettagli me li tengo». Il croato cerca di nasconderli in ogni modo: alla vigilia oscura la tv, chiede alla società di proteggerlo e guida la rifinitura nel campo (il Fersini) più lontano. Nella conferenza dà però un indizio su un possibile escluso di lusso e sul suo sostituto: «Luis Alberto vuole palla sui piedi, ma a Torino è stato schierato sulla trequarti alle spalle di Ciro. Kamada è un giocatore completo». E infatti c’è il giapponese, stavolta più avanzato, con Isaksen dietro Immobile (favorito su Castellanos) per provare a risolvere il problema del gol: «Mi interessano entrambe le fasi, ma serve tempo e le statistiche contano sino a un certo punto. Il mio obiettivo è impiantare la mia mentalità vincente nella Lazio, attraverso le partite e ogni allenamento. La qualità sta nella testa, non solo nell’aspetto tecnico». […]  Il Messaggero

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Lazio, il rebus Immobile, il contratto di Zac e le incognite di Kamada e Luis Alberto: per chi è l’ultimo derby?

Prendete Ciro Immobile, 34 anni e 206 gol con la Lazio, di cui è il capitano. Non solo è complicato stabilire se giocherà o dovrà accontentarsi della panchina, lasciando il posto a Castellanos. Oggi non è chiaro il suo futuro. La possibilità di partire, se arriverà una proposta attraente, attraversa i suoi pensieri. Il legame di amore e contrattuale con la Lazio, a cui è legato sino al 2026 con uno stipendio da 4,2 milioni più bonus, è sul tavolo. Sono anche i giorni di Felipe Anderson, di fatto svincolato e nelle condizioni di firmare in qualsiasi momento per la Juve o un altro club. L’arrivo di Tudor, è chiaro, ha rimesso in discussione l’intero organico della Lazio. Forse sarebbe il caso di non fermarsi alle scadenze contrattuali. Potrebbero tornare in bilico persino Luis Alberto e Romagnoli se scopriranno di non essere funzionali al nuovo progetto. Magari tornerà utile Kamada, un oggetto misterioso sino a pochi giorni fa. Il giapponese non ha ancora preso impegni con nessuno, può esercitare o meno un’opzione (a suo favore) di rinnovo, depositando un triennale. Il nuovo allenatore lo sta rilanciando. Lotito confida in una conferma a sorpresa. Pedro, ex della Roma, quasi 37 anni, sembra destinato a tornare in Spagna a luglio. Zaccagni, in scadenza 2025, è un caso da affrontare in fretta e prima che il mercato lo porti via. Sarebbe un altro colpo basso alle ambizioni di rilancio della Lazio. Corriere dello Sport

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Lazio, Tudor con il (solito) problema all’inguine di Luis Alberto: ora spera anche Pedro

L’improvvisa (e ciclica) sparizione del Mago avvolge ancora di più il 3-4-2-1 nel mistero. Alla vigilia Luis Alberto non si allena perché risente il vecchio dolore all’inguine ed è affaticato. Ieri fermo per precauzione, oggi può essere convocato, ma Tudor non intende far giocare chi non assicura il 100%. E allora aumentano i dubbi, può cambiare all’ultimo ogni scenario. Il trio Gila-Romagnoli-Casale sembra confermato dalle ultime prove, anche se Patric scalpita ancora per un posto. L’emergenza riguarda anche i terzini al debutto. Pellegrini è infortunato e squalificato, Lazzari ufficialmente out con un inquietante versamento al polpaccio sinistro: domani farà nuovi esami, c’è il timore di uno stiramento. Quindi uno fra i reduci Marusic e Hysaj potrebbe partire dalla panchina solo se Felipe Anderson dovesse essere dirottato sull’esterno del centrocampo a quattro. In realtà ieri Tudor ha addirittura testato Zaccagni in quel ruolo e il brasiliano sulla trequarti, anche per l’improvvisa assenza di Luis Alberto. Col forfait dello spagnolo, entrambi resterebbero più avanzati, ma ora spera di essere rispolverato Pedro (più difficile Isaksen con un solo allenamento). Davanti ballottaggio apertissimo fra Immobile e Castellanos

La Francia ha richiamato Guendouzi, grazie alle prestazioni top con la Lazio. Le frizioni di Marsiglia sono già un lontano ricordo, ora non ci rinuncerà più nemmeno Tudor. Clamoroso ballottaggio a tre (Cataldi-Kamada-Vecino) per un posto al suo fianco. Ironia del destino, Mattéo ritroverà come arbitro quel Colombo che, al Var al Maradona, annullò il suo primo gol italiano con tanti dubbi sul fuorigioco. A proposito, dopo la mano sulla spalla e le proteste contro Maresca, si è esaurita durante la sosta (lo scorso 21 marzo) l’inibizione del ds Fabiani, che potrà tornare in campo e nello spogliatoio. Il Messaggero

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Lazio, da Mago a trasformista, inizia la nuova vita di Luis Alberto

Da Mago a trasformista il passo è breve. Luis Alberto stavolta dovrà tirare fuori dal cilindro un gioco di prestigio differente dal solito. Non un assist al bacio, non un calcio di punizione telecomandato o un gol da vedere e rivedere. Queste cose, nel caso, saranno una conseguenza del primo obiettivo da raggiungere adesso, quello di modificare le sue “sembianze tattiche” per adattarle al credo calcistico del nuovo allenatore. Niente più mezzala sarriana (o inzaghiana), con Tudor occorre una versione per forza di cose diversa del numero 10 della Lazio. E questo a prescindere dalla posizione definitiva in cui sarà utilizzato, che sia quella da interno di centrocampo di una linea a quattro oppure da trequartista di destra (sul lato opposto di Zaccagni) alle spalle della punta. 

Si è messo subito a disposizione della nuova guida tecnica. Dopo aver manifestato qualche insofferenza di troppo nel periodo conclusivo dell’esperienza Sarri, è ripartito con stimoli e motivazioni supplementari. Un’ottima notizia per Tudor, che in questo finale di stagione punterà a riaccendere le qualità tecniche e caratteriali degli uomini più forti a sua disposizione. Luis Alberto è decisamente uno di questi, uno dei leader dello spogliatoio e, soprattutto, uno dei pochi capaci di fare la differenza. E di farla in qualsiasi momento e da qualunque posizione.  

Poter contare su di lui al massimo livello sarebbe una buona base di partenza per avere un impatto importante sin dall’inizio. Spostarlo qualche metro più avanti, tra l’altro, riporterebbe lo spagnolo al suo ruolo originale, quello di fantasista, di supporto all’attaccante centrale. Ciò non significa comunque meno responsabilità dal punto di vista difensivo, perché nel gioco dell’allenatore croato (a prescindere dal modulo) ogni centrocampista deve saper lavorare su entrambe le fasi. Corriere dello Sport

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Lazio, Ciro-Luis ad alto rischio: Tudor ha azzerato tutto

Igor Tudor sta cercando di plasmare la sua Lazio

Igor Tudor sta cercando di plasmare la sua Lazio, improntando subito il suo calcio e gettando le basi per la prossima stagione. E le chiacchiere e le gerarchie stanno già a zero, ribadisce Il Messaggero sul modus operandi del neotecnico. In primis, a rischiare il posto sono Luis Alberto e Ciro Immobile, capisaldi dei biancocelesti negli ultimi anni.

Il Mago continua ad essere provato sulla trequarti con Felipe Anderson, in attesa però che Isaksen e soprattutto Zaccagni tornino dalle nazionali. Quest’anno lo spagnolo era partito carico, poi si è perso. Igor lo ha avvertito solo con uno sguardo, senza nessun colloquio specifico. Ma potrebbe non bastare l’intenzione, sono le caratteristiche di Luis Alberto a tenerlo in bilico nel nuovo modulo. Nelle restanti partite si giocherà il futuro, blindato da un contratto d’oro, per durata (2027) e peso economico, ma ha 31 anni e la Lazio vuole ringiovanire la rosa a giugno – spiega il quotidiano -.

Discorso che si allarga a Immobile. Il capitano ha un contratto sino al 2026, si sta guardando intorno da tempo: dopo l’Arabia, si è offerto all’Inter, ma al momento non ha trovato un portone aperto. Chissà se Ciro riuscirà a cambiare di nuovo il suo destino. Ma se il buon giorno si vede dall’allenamento di ieri pomeriggio, forse è già tutto scritto. Mentre il resto del gruppo è dietro, Tudor entra in campo con la mano sulla spalla di Castellanos – già provato titolare il primo giorno – e gli spiega tutti i movimenti che vuole in attacco.

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Lazio, confronto Tudor-Luis Alberto: no al rendimento lunatico. Ecco come concepisce il croato il ruolo del trequartista…

Primo colloquio tra Igor Tudor e Luis Alberto. E’ successo ieri mattina in campo, rivela oggi il Corriere dello Sport. Un breve dialogo conoscitivo, forse un inizio di avviamento al modulo con il doppio trequartista: 4-3-2-1 o 3-4-2-1. Tudor ha pensato subito al Mago, piano piano parlerà con tutti. Tudor non calcola gerarchie e curriculum, non guarda in faccia nessuno. Utilizzerà il Mago in modo diverso. Lo spostamento sulla trequarti non sarà l’unica novità, il calcio del tecnico croato prevede corpo a corpo in ogni zona del campo.

La classe troppo lunatica non è adatta al tecnico croato, non fanno per lui i giocatori che passano dal giorno alla notte e viceversa. Luis Alberto lo fa spesso. Tudor esige una linea di condotta e di rendimento. Ha chiarito subito cosa vuole, sono messaggi che dentro lo spogliatoio sono arrivati ben chiari: “Vorrei vedere tutta la squadra che fa entrambe le fasi. Questo è l’obiettivo che vogliamo avere, lo spirito di sacrificio non deve mancare mai. Bisogna mettersi a lavorare con intelligenza e nel modo giusto”. Quasi tutta la Lazio è sotto esame, nei prossimi due mesi e mezzo si giocherà il futuro.

L’idea di ringiovanire è più di un’idea per la Lazio. Il tecnico lavorerà anche per il futuro. è capace di scelte drastiche. Il finale di stagione peserà sulle strategie future, sul destino degli over 30. Lotito è avvelenato con lo spogliatoio, vuole aprire un ciclo diverso, anche perché potrebbe costargli meno in termini di ingaggi. Gli stipendi più alti, guarda caso, li riconosce a Luis Alberto e Immobile, finiti nell’occhio del ciclone dopo Lazio-Udinese e nei giorni in cui Sarri ha dato le dimissioni e ha lasciato la squadra. Possono ricevere offerte, ma chi è disposto a riconoscergli contratti da 4 milioni più bonus rispettivamente fino al 2026 (Immobile) e 2027 (il Mago)? Tudor-Luis Alberto, patti chiari e rendimento lungo.

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FORMELLO

FORMELLO – Tudor va di fretta: è subito 3-4-2-1, Luis trequartista, Castellanos spinge per il sorpasso. E Casale vede il rilancio…

Secondo indizio. Dopo l’allenamento della mattina l’allenatore della Lazio Igor Tudor si è ripetuto anche nel pomeriggio in quel di Formello. Al centro della difesa si è mosso Romagnoli, Gila era sul centro-destra, Casale sul lato opposto. Nel 3-4-2-1 provati anche Castellanos dietro a Immobile, ma ovviamente pesano le tante assenze per le nazionali. Dietro alla prima punta potrebbe infatti muoversi Zaccagni. Curiosa la decisione di far muovere Kamada come centrale della linea a quattro e non fra i due trequartisti. Resta aggiornato sulla Lazio seguendo il sito Radiosei.it.

IL MESSAGGERO – Detto, fatto: al primo giorno di allenamenti, Igor abbozza subito una difesa a tre nella partitella nove contro nove (senza 6 nazionali, aggregati diversi Primavera) della mattina, più il 3-4-2-1 nel pomeriggio, così disposto: Mandas; Casale, Romagnoli, Gila; Lazzari, Cataldi, Kamada, Pedro; Felipe Anderson, Luis Alberto; Castellanos. Immobile – alternato comunque con l’argentino – sembra già in bilico.

Toh, Casale ritrova chi gli ha permesso il salto nel Verona e ora spera nel rilancio alla Lazio: «È un ragazzo d’oro, un giocatore forte che sarà sicuramente utile», chiosa Tudor. Con il mercato di giugno lo ritroveremo senz’altro nel 3-4-2-1, ma – nonostante le prime prove – non è detto che il modulo cambi subito. La società è convinta che la trasformazione sarà graduale, contro Juventus e Roma (tifosi furiosi per l’anticipo del derby a sabato) si dovrebbe ripartire ancora dal 4-3-3 o, al massimo, dal 4-2-3-1. Guai a darlo per scontato, Tudor ha coraggio, vuole abituare subito la squadra al suo credo e a possibili variazioni in corso […]