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Lazio, Ciro-Luis “sempre insieme” per il rilancio

È tornato il sereno tra Immobile e Luis Alberto, i due top player di Sarri che oggi contro l’Udinese dovranno trascinare la Lazio a iniziare la rimonta europea. Come scrive Repubblica, tra Ciro e Luis il rapporto si era raffreddato per la lite post dopo trasferta di Madrid. Adesso, invece, sembra tutto passato. Non è sfuggito l’abbraccio e il confronto tra i due subito dopo la fine della partita con il Milan. Né il commento di Luis Alberto su Instagram sotto al post di Immobile dopo la sconfitta con il Bayern: “Sempre insieme”. Oggi – con 5 assenze – Luis e Ciro dovranno prendere in mano la Lazio per battere in casa l’Udinese, che non perde all’Olimpico contro i biancocelesti dal 2019.

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Lazio, Luis Alberto deve stringere i denti. E Kamada spera…

Luis Alberto potrebbe non giocare la prossima partita contro l’Udinese. Il centrocampista spagnolo ha accusato un affaticamento e quindi è rimasto fermo nella partitella di chiusura allenamento di ieri. A Formello, spiega Il Corriere dello Sport, predicano calma e si procede con cautela in vista della sfida contro i bianconeri. Sarà comunque, eventualmente, costretto a stringere i denti e provare a recuperare, anche perché a centrocampo non c’è abbondanza per Sarri. Quattro centrocampisti, con Rovella che è ancora fuori e Guendouzi squalificato dopo il rosso dell’ultima partita contro il Milan. Nelle type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idee però Luis Alberto dovrebbe fare parte dei titolari, con Vecino – piazzato in mezzo al campo – e Cataldi al rientro da titolare. L’ultima opzione è quella che porta a Kamada, ma non gioca da tempo, cioè dal 7 di gennaio proprio contro l’Udinese, nell’ultima giornata del girone di andata.

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Lazio, nell’inferno dell’Allianz guida Luis Alberto: le idee di Sarri

Dopo esser tornato sui suoi livelli in campionato, c’è bisogno del vero Mago anche in Champions League. I due risultati utili su tre farebbero pensare ad un’impresa fattibile, ma è tutt’altro che facile. La Lazio è attesa da un vero e proprio inferno tra campo e spalti, visto che l’Allianz sarà sold out (75mila spettatori). Luis Alberto è l’unico che può dare qualche speranza, se gioca come sa fare. Nei tre gol segnati contro Torino e Fiorentina c’è sempre stata la sua firma (2 assist e 1 gol) e, nonostante non sia andato a segno, si è fatto notare anche contro il Milan. Luis è ormai nel podio dei centrocampisti goleador della Lazio a quota 51 e non vuole fermarsi. Chissà se proprio a Monaco aggancerà la doppia cifra tra gol e assist. 

Sarri ci spera e domani punterà ancora sul numero 10, così come tutta la vecchia guardia. Tra i pali ci sarà Provedel, Gila si è ripreso dai fastidi alla caviglia e giocherà con Romagnoli. Soliti ballottaggi sulle fasce, ma ad ora la coppia Hysaj-Marusic sembra in vantaggio su Marusic-Pellegrini. Davanti spazio al tridente Felipe Anderson-Immobile-Zaccagni, mentre a centrocampo Cataldi sembra il favorito in regia. Guendouzi ovviamente ci sarà. Reduce dall’espulsione contro il Milan, che probabilmente gli costerà almeno due giornate, il francese avrà un motivo in più per dare tutto in Champions, in quella che sarà la sua 23esima gara di fila.

Ieri la squadra ha lavorato sulle palle inattive, assenti Patric, Rovella (non partiranno) e l’influenzato Sepe. Stamattina ci sarà la rifinitura a Formello e la partenza da Fiumicino alle 15.45. Alle 18 Sarri tornerà a parlare in conferenza assieme a un tesserato. 

Il Messaggero

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Fiorentina, Milan e Bayern: la Lazio si gioca tutto in una settimana

Da stasera a martedì prossimo la Lazio si gioca la Champions presente e futura in tre sfide. Si comincia oggi al Franchi contro la Fiorentina, venerdì c’è il Milan all’Olimpico e martedì 5 marzo il Bayern Monaco in Germania. Quest’ultima è una gara a eliminazione diretta, ma anche le prime due ci assomigliano molto. Specialmente quella di oggi perché sia la Lazio che la Fiorentina hanno bisogno di una vittoria per continuare a sperare in un aggancio alla zona Champions, seppur comunque difficile.

A spingere la Lazio oltre gli infortuni ci proveranno soprattutto gli uomini chiave e i fari saranno puntati specialmente su Luis Alberto. A Torino lo spagnolo è tornato ad illuminare la scena dopo diverso tempo, servendo gli assist a Guendouzi e Cataldi. Per completare l’opera, adesso Luis Alberto deve tornare al gol. Ne ha segnati solo tre in campionato, di cui l’ultimo il 22 ottobre: a parte il primo anno in cui era sempre in panchina, non è mai stato a digiuno per così tanto tempo. Proprio i viola sono la sua vittima preferita (4 gol), così come il Sassuolo, squadra a cui ha segnato l’ultima volta. 

Gazzetta dello Sport

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Lazio, il Mago è riapparso: con Guendouzi e Cataldi il centrocampo è tornato decisivo

Il paradosso di un Mago: sparire e riapparire come d’incanto con Guendouzi e Cataldi. Bentornato torero, Luis Alberto: per un tempo gioca da fermo, forse è il peggiore in campo, poi stende due tappeti rossi, ribalta il suo giudizio e le sorti della Lazio. Quanto è mancato: era stato decisivo solo con un misero servizio (nel successo contro il Lecce, guarda caso) in questo 2024, la penultima volta era finito nel tabellino con un gol addirittura il 21 ottobre nella trasferta col Sassuolo. Solo i suoi lampi possono riaccendere la luce Champions. Croce e delizia, questo spagnolo, di cui ormai Sarri prende solo il buono. Sempre in campo (28 volte titolare su 30 presenze), sia pure sotto tono, perché alla fine è dura rinunciare al suo talento. Persino Lotito (vedi il rinnovo), i compagni (nonostante i soliti mugugni estivi sul prolungamento e poi l’auto-ammutinamento), i tifosi, ogni volta che rivedono i suoi giochi di prestigio, dimenticano i palloni persi, il piccolo trotto, e gli perdonano tutto. Dopo otto anni, chiunque ha accettato i pregi e i difetti di questo numero 10 estroso, ciondolante ma così fatato. Dal suo esordio (2016/17), nessuno ha fatto meglio del Mago, primo nella classifica degli assist a quota 59 – davanti a Berardi fermo a 56 – nel campionato italiano. A Firenze potrebbe toccare la cifra tonda con il sesto in questa edizione, anche se la Spagna continua a ignorarlo. Forse è sempre colpa di quel caratterino pepato, bisbetico, indisciplinato. Ovviamente giovedì sera, quando è uscito con la Lazio in 10, non lo ha nascosto: «Perché proprio io?». 

La sregolatezza si accompagna a questo genio, a cui però la Lazio e Sarri devono fare un monumento per essere tornati a -5 dal quarto posto. Due assist da Champions, due gol di Guendouzi Cataldi all’angolino. Tutto il centrocampo nella ripresa sale in paradiso dopo un primo da incubo. In realtà Mattéo si conferma sempre un’ancora di salvataggio, al di là del centro (il secondo) decisivo. È ovunque, è linfa il suo dinamismo. Non sarà Milinkovic, né Frattesi o Zielinski che Sarri avrebbe voluto in quel ruolo, ma magari è meglio di quel Wieffer del Feyenoord a cui è stato preferito ad agosto: ora si può considerare senz’altro l’acquisto più azzeccato della campagna estiva della Lazio. Ringhia in campo, è un leader nello spogliatoio, trascina tutto il gruppo nonostante sia appena arrivato. È il terzo giocatore più utilizzato dell’organico, lunedì centrerà la ventesima presenza da titolare in campionato (considerando anche le Coppe, la 26esima nelle ultime 29) di seguito. Ossigeno puro. Meno male che le fatiche non sembrano intaccarne il fiato né il rendimento.

Adesso va però fatto un applauso anche a chi è meno sponsorizzato, non solo Guendouzi ma anche Cataldi. Cataldi si è ripreso la regia e anche un gol strepitoso, 886 giorni e 76 gare dopo. Non segnava dal 19 settembre 2021, era stato scavalcato da Rovella Vecino nel suo ruolo. Nel momento del bisogno, è tornato il cuore biancoceleste di Danilo, in delirio sotto il settore Ospiti dell’Olimpico. Non solo, si diceva che il playmaker romano non fosse in grado di reggere oltre il 60’: ha giocato 270’ nelle ultime tre gare di fila contro Bayern, Bologna e Torino, senza dimenticare Cagliari in cui è uscito al 78’. Cataldi non ha detto mezza parola quando per mesi è finito nel dimenticatoio, è sempre rimasto fedele a Sarri e si è ripreso il suo posto. Al Franchi rischiano di non esserci ancora Rovella e Vecino ma, al di là dell’infermeria, guai a toccarglielo. 

Il Messaggero

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Lazio, serve la magia di Luis Alberto: va ripagata la fiducia di Sarri

Maurizio Sarri e tutto l’ambiente Lazio attende un numero di magia. E da chi se non da Luis Alberto, orma a secco da 4 mesi. Come ricorda Il Messaggero, infatti, il centrocampista spagnolo non segna nel campionato italiano dalla trasferta di Reggio Emilia del 21 ottobre contro il Sassuolo. Una striscia negativa che riporta al 2018-19 considerando solo il campionato, ma che allargando la valutazione a tutte le competizioni diventa addirittura la peggiore da quando è nella Capitale. Nonostante il rendimento in calo – anche per dei fastidi agli adduttori figli del fitto calendario – Sarri gli ha sempre dato fiducia con 27 maglie da titolare su 29
presenze, ma adesso pretende un segnale. Insistere su Luis Alberto ha comportato il mancato ambientamento di Kamada e lo scarso utilizzo (che non è piaciuto a molti) di Vecino. E’ dunque arrivato il momento che l’ex Liverpool ripaghi questa fiducia.

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La costruzione dal basso, rapporto rischi-benefici e le difficoltà nel gioco aereo per la Lazio. Provedel resta una garanzia di precisione…

Rapporto rischi-benefici della costruzione dal basso dal portiere per una squadra come la Lazio che ha difficoltà nel gioco aereo. Tratta l’argomento questa mattina il Corriere dello Sport in un approfondimento che nasce naturale dopo l’errore di Provedel e Luis Alberto nel match con il Bologna. “Agevola sviluppo della manovra offensiva e garantisce, in certi casi, la superiorità numerica nella parte iniziale dell’azione, soprattutto quando sei sotto pressione. Oggi, alzare la palla, per la Lazio è diventato complicato – continua l’articolo – . Manca un riferimento preciso per il lancio del portiere e tante volte significa buttare il pallone, restituendolo agli avversari. Poi, è ovvio, nel momento in cui becchi gol e rovini una partita, viene spontaneo chiedersi perché Provedel non abbia lanciato e tirato via la palla. Nella circostanza specifica, bisogna dividere le responsabilità: Luis Alberto, più che un passaggio, gli ha sparato una cannonata addosso. Il pallone non era rasoterra, si è alzato e Ivan l’ha colpito (male) dopo un rimbalzo. Da qui l’assist di Fabbian e il gol di El Azzouzi. L’errore di partenza forse è stato servire il numero 10 spagnolo per vie centrali e marcatissimo, ma quante altre volte è successo nelle partite precedenti? Un’infinità e Luis Alberto è il giocatore più tecnico della Lazio”.

Il rapporto che premia Provedel

Come precisione nei passaggi, è il primo portiere italiano (81,2%), secondo in Serie A soltanto a Sommer, lo specialista svizzero dell’Inter. Provedel precede Meret, Maignan, Terracciano, Rui Patricio, Skorupski, Di Gregorio e Szczesny. Si prende dei rischi, ma è una risorsa. Si tratta del primo errore con i piedi in due anni. Per numero di passaggi riusciti è quinto a quota 580 dietro Sommer (621), Maignan (618), Martinez (596) e Terracciano (580). Il rapporto rischi-benefici resta elevatissimo a suo favore”, conclude il focus.

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Lazio, Luis Alberto ricordi Riyad? Ancora Supercoppa per riprendersi la Lazio

Qatarioti e arabi dietro a Luis Alberto…

I buongustai arabi, non solo quelli qatarioti, avevano pensato anche a lui offrendogli soldi da vertigineLuis Alberto, a Riyad, è sbarcato ieri con la Lazio. Gli assalti estivi, ad esempio quello dell’Al-Nassr che gioca nella Capitale saudita, non si sono mai concretizzati. E’ rimasto, si è legato a vita e da mister ambiguità qual è ha vissuto un inizio sfavillante e un finale di anno scialbo. Per Luis Alberto e la Lazio è un ritorno l’arrivo a Riyad, scatena un déjà vu: il gol del Mago alla Juve nella finale di Supercoppa italiana del 22 dicembre 2019. Assist di Milinkovic, colpo dello spagnolo, lo 0-1 dell’1-3. Luis spera di avere una nuova occasione, è rientrato titolare contro il Lecce, non giocava dall’inizio in campionato dal 9 dicembre (Verona-Lazio 1-1). Sarri l’aveva lanciato a Madrid contro l’Atletico (13 dicembre). L’assist servito a Felipe domenica è servito per ricordare ancora di più quanto i big della vecchia guardia continuino ad essere essenziali nella Lazio, riporli nell’album dei ricordi non è conveniente.

Che giochi o no dall’inizio, tutti s’aspettano che Luis torni a brillare come ad inizio stagione. Servono i suoi colpi decisivi. SupercoppacampionatoChampions e Coppa Italia. Da venerdì si giocherà su tutti i tavoli e tutti avranno l’opportunità di giocare. Sarri spera di aver già dato, da metà novembre in poi ha contato troppi infortuni, ha perso un pezzo per volta. A centrocampo, ad eccezione di Kamada, ha nuove certezze. Guendouzi e Rovella sono cresciuti, Vecino è una garanzia e ritrovare il Mago al top consentirebbe di programmare il turnover senza pagarne le conseguenze. La Lazio riassestata di oggi ha un nuovo futuro da vivere. Può farlo grazie alla verve dei giovani, finalmente integrati, è un bene che parte della rimonta Champions sia stata vissuta senza Luis e Ciro in campo, la dipendenza non è mai conveniente. Ma non può pensare che l’esperienza dei vecchi non serva, soprattutto nei momenti clou. Luis è uno di questi. Ha ritrovato il piacere dell’assist, vuole ritrovare il gusto del gol. L’ultimo risale al 21 ottobre (Sassuolo-Lazio 0-2). Corriere dello Sport

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FORMELLO – Via libera per Luis Alberto: ritorno in gruppo e derby (in panchina) più vicino. Anderson verso una maglia, attesa per Zac e Isaksen

FORMELLO – Via libera dagli esami, il Mago riappare a due giorni dal derby di Coppa Italia. Era stato anticipato ieri da Sarri, tabella di marcia rispettata, Luis Alberto ha smaltito la lesione muscolare all’adduttore ed questa mattina si è allenato con il resto del gruppo (defaticante per chi ha giocato ad Udine) ed ora ha poco più di 48 ore per convincere e convincersi di poter far parte della stracittadina. Non da titolare, ovviamente, quel posto è già prenotato da Vecino, ma dalla panchina, magari con pochi minuti da concedere al campo visto che non è escluso che si vada oltre i 90′ (è un rigorista). A fine seduta ha svolto anche una sessione atletica a parte, deve recuperare una condizione accettabile.

Esami che, invece, Immobile svolgerà domani: per il capitano l’obiettivo è il Lecce. A guidare l’attacco mercoledì pomeriggio sarà ancora Castellanos. La scelta dei compagni di reparto sarà dettata anche dall’infermeria: Zaccagni ed Isaksen oggi erano assenti, sono in bilico ma con possibilità di farcela. Più il primo che il secondo: Anderson è pronto a riprendersi una maglia.

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Maratona Lazio, quattro esami in dodici giorni: Luis e Ciro verso il via libera

Il 2024 è appena cominciato, ma non concede pause. Ecco perche Sarri ha bisogno di tutti. Gli impegni del calendario saranno pressanti per la Lazio. Si comincia oggi, 7 gennaio, con la trasferta di Udine, passando poi per il derby di Coppa Italia del 10 gennaio, la sfida con il Lecce di campionato del prossimo weekend, e la semifinale di Supercoppa italiana del 19. I biancocelesti non possono, dunque, fare a meno del proprio capitano e vice-capitano. Ecco perché, come riportato dal Corriere dello SportImmobile e Luis Alberto sarebbero vicini al rientro. Al momento l’unica cosa che manca per rivederli in campo è un esito positivo dagli esami di martedì. Sembra inutile sperare in miracoli per la partita con la Roma, molto più probabile poterli vedere contro i salentini, quasi certa invece la loro presenza con l’Inter in Arabia Saudita.