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Lazio, verso la Supercoppa d’Arabia con un Sergente tifoso sugli spalti

Milinkovic riabbraccia la sua Lazio. In vista della permanenza dei biancocelesti in Arabia per la nuova Supercoppa italiana, il centrocampista serbo trasferitosi in estate all’Al-Hilal avrà l’occasione di incontrare i vecchi compagni.Come riporta Il Messaggero, Milinkovic oltre a salutare la ex squadra sarà anche in tribuna il 19 gennaio per la semifinale tra Lazio e Inter a Riyadh. La vincente poi il 22 disputerà la finale contro Napoli o Frosinone. Chi alzerà il trofeo guadagnerà 8 milioni, mentre l’arrivo in finale ne vale 5: la sconfitta in semifinale ha un ritorno economico di solo 1,8 milioni.

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Lazio, sirene arabe per Marusic: l’agente vuole portarlo da Milinkovic

Suonano sirene arabe per Adam Marusic. Il terzino della Lazio, che ha lo stesso agente di Milinkovic-Savic ed era già stato accostato l’estate scorsa alla Saudi League, potrebbe lasciare la Capitale per raggiungere il suo ex compagno. Il suo procuratore, riferisce oggi il Corriere dello Sport, starebbe infatti provando a portarlo all’Al Hilal, dove ritroverebbe appunto il Sergente. Una proposta allettante per Marusic verrebbe valutata dalla Lazio, che intanto ha bloccato Valeri (in scadenza di contratto con la Cremonese) per luglio.

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Milinkovic chiama, per Marusic sempre più forti le sirene saudite

Come riportato questa mattina da Il Corriere dello Sport, il club saudita Al-Hilal avrebbe puntato gli occhi su uno dei giocatori di Maurizio Sarri: vale a dire Adam Marusic, per la prossima finestra di trattative estive.

A giocare una carta importante nel possibile trasferimento del difensore montenegrino ci sarebbe un ex capitolino: Sergej Milinković-Savić. In Arabia il classe ’92 ritroverebbe infatti il Sergente e, e qualora non bastasse, ricordiamo che i due condividono lo stesso agente: già figura chiave nel trasferimento proprio di Milinković della passata estate.

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Marusic: “Milinkovic spina dorsale della Lazio, ma ora i nuovi si stanno adattando”

Marusic parla dal ritiro del Montenegro

Adam Marusic, esterno della Lazio e del Montenegro, ha parlato in un’intervista a Sportklub di Sergej Milinkovic-Savic, suo ex compagno che affronterà domani sera nel match valido per qualificarsi al prossimo Europeo: “Non è facile sopperire alla mancanza di Sergej, ha giocato otto anni nella Lazio, è stato la spina dorsale della squadra e uno dei migliori centrocampisti della Serie A. Adesso è passato un po’ di tempo, i nuovi arrivati ​​si sono adattati al gioco sistema e credo che registreremo risultati migliori. Abbiamo perso le prime due partite contro avversari più deboli sulla carta, ma col tempo abbiamo iniziato a giocare meglio. Sono arrivati ​​tanti nuovi giocatori, era necessario che si adattassero al sistema di gioco di mister Sarri“.

Qual è il suo rapporto con Milinkovic-Savic?
“Quando sono arrivato al club, Sergej mi ha accolto e mi ha aiutato ad adattarmi e di questo sono grato. Abbiamo passato sei anni insieme, dentro e fuori dal campo ogni giorno. Siamo usciti molto e lui significava molto per la squadra. Mi dispiace che sia andato in Arabia, ma ha accettato un’offerta che non poteva rifiutare. Abbiamo giocato l’uno contro l’altro diverse volte in passato, prima nella Nations League nel 2018, e ora nelle qualificazioni per l’Europeo. Spero che nel prossimo duello, dopo il fischio finale, il Montenegro festeggi”.

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Lotito: “Lazio sei forte ed i tifosi hanno capito la serietà del progetto. Flaminio? Ecco perché no…”

“Perché Milinkovic non è andato in un top club? Non abbiamo mai ricevuto offerte concrete, l’unica vera fu da parte di una squadra italiana, di cui non farò il nome, che offrì oltre 100 milioni di euro”. Parola di Claudio Lotito, presidente della Lazio, a Radio Serie A, a proposito delle offerte ricevute in passato per il centrocampista serbo, passato all’Al Hilal due mesi fa. “Io declinai l’offerta – continua Lotito – perché avevo preso l’impegno con Inzaghi e inoltre non avremmo fatto in tempo a sostituire Sergej, dato che quell’estate il calciomercato chiudeva a metà agosto”, aggiunge il patron biancoceleste. “Fu un errore chiudere prima il calciomercato, come è tutt’ora sbagliato chiuderlo alle 20 dell’ultimo giorno e non a mezzanotte come negli altri campionati importanti”. La scelta di Milinkovic, in ogni caso, “è stata personale: noi non lo volevamo vendere e sono arrivato a offrirgli anche ingaggi importantissimi, ma prima della fine del campionato mi aveva detto che avrebbe voluto fare una nuova esperienza.

Quest’anno la Lazio è una squadra più competitiva, con giocatori di qualità in tutti i ruoli, anche nelle sostituzioni. Penso di aver allestito una squadra competitiva che può competere con tutti, ma si tratta di avere la certezza dei propri mezzi, questo può fare la differenza. L’anno scorso siamo arrivati secondi perché la squadra ha creduto nei propri valori e non perché alcune squadre hanno avuto una defaillance. Se loro credono nelle loro potenzialità potranno fare bene e dare soddisfazione ai tifosi” prosegue.

“Noi dobbiamo rimanere con i piedi per terra. Dobbiamo crederci, abbiamo fatto le prime due partite senza ottenere risultati, questo deve essere da monito per capire che ogni partita è una storia a sè rimanendo sempre concentrati. Abbiamo speso 101 milioni, investendo su giocatori di qualità ma di prospettiva creando un percorso di crescita ulteriore sotto la regia del nostro allenatore, che è un insegnante di calcio, possono essere migliorati. Sicuramente non manca la qualità del gioco, ora si tratta di portare a casa i risultati”. Champions League? Abbiamo allestito una squadra che ha, a livello di qualità e numerico, tutto per competere in entrambe le competizioni. La Lazio lo scorso anno aveva fatto una valutazione. Noi riteniamo che la Conference sia una competizione che non sia di interesse della Lazio, diversa è la Champions, competizione che dà risorse straordinarie e grande visibilità. Atletico? Dobbiamo verificare lo stato di condizione sia fisica che psicologica di tutti quei giocatori che sono in nazionale sperando che arrivino in condizione e che non vengano menomati in termini di prestazione dagli sforzi. Stadio? Conosco bene le problematiche per poter realizzare uno stadio che possono incidere sulla realizzazione Sto lavorando su una serie di type=’text/javascript’ idee, non ultima il Flaminio, e poi vedremo quella che sarà la soluzione del problema. Noi dobbiamo fare uno stadio che sia efficiente, che sia adeguato alle esigenze e che possa rappresentare un valore aggiunto. Se ristrutturi uno stadio dal valore evocativo come il Flaminio devi partire che non potrai mai mettere in campo alcune attività di ricavo. Su Roma è complicato fare uno stadio ex novo, lo proposi su un terreno di proprietà ma mi fu impedito; fu un errore per la città. Adesso stiamo lavorando su alcune ipotesi. Il Flaminio può avere valore storico e risolvere, sulla carta, il problema ma non certo efficientare i ricavi”.

“I tifosi hanno capito”

Abbonamenti? Superata quota 30.000 abbonamenti? La tifoseria ha capito che c’è un progetto serio. Quando presi la società questa fatturava 84 milioni ne perdeva 86,5. Siamo riusciti a risanarla, dopo la Juventus siamo quelli che hanno vinto più di tutti e ora lavoriamo per dare maggior soddisfazione ai tifosi con il bel gioco e l’organizzazione. Abbiamo un centro sportivo all’avanguardia, vediamo se i risultati sportivi avvaloreranno questi sforzi. Bisogna essere convinti della bontà del proprio progetto, io sono sicuro che il tempo dimostrerà che certe scelte sono positive. I tifosi lo meritano, hanno capito, non si sono mai discostati dalla società anche nei momenti di difficoltà. Nazionale? Io non faccio il mago, abbiamo tutte le possibilità per farlo. Di giocatori se ne trovano tanti, di allenatori anche, ma di presidenti pochi. Serve creare un’alchimia non solo legata alla capacità tecnica, quell’ambiente a 360° che incide sulle prestazioni dei giocatori. Sono 19 anni che faccio il presidente, qualcosa ho fatto nel mondo del calcio; ho salvato la Lazio, ho preso la Salernitana e l’ho portata in Serie A e mi rendo conto che il presidente non ha solo un valore amministrativo, ma è un padre di famiglia e un punto di riferimento. deve avere la capacità di stimolare e far esprimere al meglio i giocatori, oltre che la capacità di far credere in un progetto”. 

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Lazio, conti messi a posto con Champions e addio di Milinkovic

La Lazio chiude il mercato con un significativo turnover uscite/acquisti, rinunciando a un big (Milinkovic) per puntare su calciatori di costo medio, per la Serie A, cioè 15/20 milioni tra parte fissa e bonus. Dal giro della prima squadra escono, oltre al serbo, Maximiano, Cancellieri (in prestito), Radu (ritirato), Marcos Antonio, Romero. Entrano Castellanos, Isaksen, Kamada, Guendouzi, Sepe, Rovella oltre alla conferma di Pellegrini. 

Il mercato in entrata si è giovato del ritorno in Champions, della plusvalenza ricavata dalla cessione di Milinkovic in Arabia Saudita e di un botteghino più generoso rispetto agli ultimi anni, puntando a mantenere competitività agonistica, ma pure a equilibrare un bilancio reduce da anni di sofferenze. Perdite nette aggregate per 60 milioni (in tre anni) non sono consuete per la gestione Lotito, tradizionalmente ispirata da principi di sostenibilità. Alle perdite del triennio 2019-2022 si aggiungerà quella del bilancio al 30 giugno 2023 che già nel primo semestre riportava un rosso di 21,5 milioni. Nell’ultimo biennio hanno pesato i minori ricavi per l’assenza dalla Champions e la resistenza alle proposte per giocatori di primo piano, da Immobile a Luis Alberto. La partenza di Milinkovic arriva all’ultima occasione utile per non perdere a zero un campione dal contratto in scadenza.  

Turnover uscite/acquisti, le cessioni in casa Lazio

Nel bilancio 23/24, la Lazio iscriverà quasi 80 milioni di cartellini tra parte fissa e bonus mediamente facili da raggiungere. Per l’impostazione prudenziale che li ispira, i principi obbligano a contabilizzare gli impegni economici quando ragionevolmente probabili, mentre è possibile riconoscere i ricavi solo se certi e quando maturano tutte le condizioni. È la ragione per cui, ad esempio, la Lazio aveva già iscritto nel 22/23 l’acquisto di Cancellieri, pure se l’obbligo di riscatto era soggetto a condizioni. Dopo il 30 giugno, il giocatore è stato ceduto in prestito ma il diritto di riscatto concesso all’Empoli non consentirà alla Lazio (per la sua natura discrezionale) di riconoscere alcun ricavo prima dell’esercizio effettivo del diritto. Dal turnover cessioni di Maximiano e Marcos Antonio, la Lazio incasserà per il prestito mentre il riscatto obbligatorio (rispettivamente 8,5 e 6 milioni) non entra a bilancio quest’anno per la presenza di condizioni. 

Lazio, oltre 90 milioni impiegati 

Nell’attivo andrà il valore delle commissioni riconosciute agli agenti, in particolare quelle per Kamada: circa 5 milioni. Dal punto di vista finanziario, l’impiego di risorse supera quindi 90 milioni, distribuiti in più anni. Il maggiore valore dei cartellini acquisiti alzerà di 9 milioni annui gli ammortamenti, mentre il maggior costo per stipendi (+19,6 milioni circa) sarà compensato solo in parte dal risparmio sui giocatori in uscita (-8,4 milioni). Il conto economico di quest’anno avrà così 15/20 di milioni di extra costo a fronte dei quali la Lazio metterà però 40 milioni di plusvalenza realizzata con la cessione di Milinkovic oltre ai ricavi dalla Champions, almeno 50 milioni tra premi Uefa  e incassi da stadio

Lotito sorride: torna l’utile

Il 23/24 dovrebbe riportare all’utile una società gestita con attenzione alle spese: la squadra di Sarri è arrivata seconda con il quinto monte stipendi della Serie A (dopo Juve, Inter, Roma e Milan) e con il settimo costo complessivo della rosa (stipendi più ammortamenti) oltre al settimo valore contabile netto (dopo anche Napoli e Atalanta), ma Lazio è quinta anche nei ricavi operativi. Un bilancio “leggero” consentirà di spesare minori costi in futuro. La Lazio convive da anni col problema dell’indice di liquidità, dovuto alla consistenza significativa delle immobilizzazioni materiali (in rapporto all’attivo) e a una struttura finanziaria con capitale circolante (crediti operativi meno debiti operativi) strutturalmente negativo. La cessione di Milinkovic ha consentito di sbloccare le operazioni in entrata. Col ritorno all’utile grazie ai turnover e i ricavi di Champions la situazione migliorerà ma il parametro andrà monitorato. Corriere dello Sport

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Lazio, Kamada confessa: “Sarri decisivo, io e Milinkovic stili diversi…”

Il Samurai scelto per sostituire il Sergente Milinkovic ha fatto il suo esordio alla prima di campionato. Sarri lo ha mandato subito in campo nonostante una decina di giorni di allenamento a Formello e una preparazione svolta in solitaria prima di firmare il contratto biancoceleste. Ha giocato 55’ con semplicità e sostanza. Poi i ritmi sono calati. E ai microfoni di number.bronshun.jp, il centrocampista giapponese ha parlato della trattativa che lo ha portato nella Capitale e delle prime impressioni dopo il debutto: “Decisivo nella mia scelta di venire alla Lazio è stato Maurizio Sarri, un tattico vero. Ho pensato: gioca un calcio aggressivo e preciso, sarà un bene per me e potrò crescere come giocatore. Voglio giocare per lui. Milinkovic? Sono stato colpito dai suoi movimenti. Ovviamente io e lui abbiamo stili di gioco diversi e credo che lui sia fisicamente superiore a me”.

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RITIRO ESTIVO

Erede Milinkovic, Martusciello: “Sarri ha chiesto un giocatore della stessa qualità e quantità”

Il vice di Maurizio Sarri, Giovanni Martusciello, a Laziostyle dopo la seduta di questo pomeriggio: “Il sostituto di Milinkovic? Il mister ha dato delle caratteristiche ben specifiche per quello che può essere un interno in grado di sostituire. Per noi sarebbe eccezionale avere già da domani un giocatore di quella portata. Cerchiamo un giocatore che dà quella qualità e quantità di cui necessità il centrocampo. Sergio copre il campo in una certa maniera, lo fa anche Vecino, Luis Alberto lo fa meno ma offre una qualità individuale più alta. Negli ultimi due anni ha fatto 10 gol e altrettanti assist a stagione. Sarà difficile trovare uno di quella portata, ma lui nella Lazio non voleva più stare nella Lazio e quindi ci si può accontentare anche di qualcosa di meno. Le difficoltà ci sono, ma speriamo che presto si risolvano”.

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CALCIOMERCATO

Il dopo Milinkovic parla russo: per Zakharyan altro rilancio

Dopo aver salutato Sergej Milinkovic-Savic che si è trasferito in Saudi Pro League, la Lazio lavora per migliorare il centrocampo di Maurizio Sarri in vista della stagione ormai alle porte: si avvicina Arsen Zakharyan della Dinamo Mosca. Intanto, si continua a trattare per Samuele Ricci del Torino (accordo ancora non vicino). Il russo è una mezz’ala e può giocare anche come trequartista. La richiesta del club russo si aggirava intorno ai quindici milioni, ma nelle ultime ore, sottolinea Gianluca Di Marzio, ci sono stati nuovi contatti tra i due club e le parti sono ora più vicine all’intesa. La distanza tra Lazio e Dinamo Mosca si sta assottigliando: i biancocelesti hanno presentato un’offerta nettamente migliorata sui bonus, e ora balla soltanto un milione e mezzo circa con il club russo. Si potrebbe chiudere intorno agli undici milioni di euro, più due o tre di bonus.

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CALCIOMERCATO

UFFICIALE – Milinkovic è dell’Al Hilal (VIDEO)

“La S.S. Lazio comunica di aver ceduto definitivamente il contratto sportivo del calciatore Sergej Milinkovic Savic a favore del club saudita Al Hilal SFC.”. Sslazio.it