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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “A Lecce la vittoria più importante, ma la Lazio deve ragionare su una cosa…”. Sul Taty… (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Aspettiamo l’esito degli esami che svolgerà Pedro. Ha avuto un problema muscolare, vediamo oggi cosa accade anche sul fronte Noslin. Il suo è un problema alla caviglia, anche se i primi accertamenti post partita avevano rassicurato.

Non credevo più alla vittoria con il Lecce. Avevo la sensazione che la squadra non avesse più le energie per abbattere il muro salentino. Poi è arrivata la giocata di Marusic. Non so se sia la vittoria più importante della stagione, ma certamente ci andiamo vicini visto il contesto e lo stato della squadra.

La vittoria è meritata, lo dicono anche i numeri della partita e le occasioni che nel primo tempo ha avuto Isaksen. E’ anche vero che la Lazio debba ragionare sui propri errori, non è possibile difendere in quel modo in occasione del calcio d’angolo dell’1-1. Lì è cambiata la partita anche dal punto di vista nervoso, oltre che tattico. Si era messa in un modo in cui si correva anche il rischio di prendere un gol in contropiede.

Castellanos? Un centravanti completo, non un bomber. Viviamo di questo paragone con Immobile, è un errore clamoroso, sono molto diversi. La palla che dà ad Isaksen è visionaria da numero dieci eccezionale. Non è un bomber implacabile, ma è fortissimo”.

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INFERMERIA RASSEGNA STAMPA

Lazio, accertamenti per Noslin e Pedro: Baroni incrocia le dita

Nella gara di Lecce, Noslin e Pedro, entrambi subentrati dalla panchina, hanno riportato rispettivamente una distorsione alla caviglia (uscito in barella dallo stadio di Lecce) ed un problema muscolare. Nella giornata di oggi, stando a quanto riportato dal Corriere dello Sport, saranno sottoposti a dei controlli che stabiliranno l’entità degli infortuni. Per lo spagnolo si teme uno stiramento. Se la diagnosi fosse confermata a quel punto il numero nove salterebbe non solo la sfida contro l’Atalanta ma salterebbe anche il derby.

La speranza di Baroni è quella di averli a disposizione già per LazioAtalanta, diciottesimo turno di Serie A in programma sabato 28 dicembre.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Noslin: “Speravo di giocare, Baroni mi ha detto che gli servo con l’Inter…”

“Speravo segretamente di poter entrare, ma sono più che felice di aver vinto oggi”, dice l’attaccante della Lazio Tijjani Noslin a Ziggo Sport al termine della sfida vinta dai biancocelesti contro l’Ajax ad Amsterdam. L’attaccante il giorno prima della partita aveva spiegato infatti che per lui si trattava di una serata speciale, dato che aveva sempre sognato di giocare fra i Lancieri da piccolo.

Poi spiega: “L’allenatore mi ha spiegato che voleva tenermi fresco per la partita di lunedì, quando giocheremo contro l’Inter. Spero di poterla giocare quella partita, ma vedremo come andrà…”. A bordo campo c’è l’ex Inter Wesley Sneijder che controbatte: “Hai fatto una bella settimana e contro l’Ajax sei stato risparmiato… poi giocherai comunque contro l’Inter”.

“Lo spero”, risponde Noslin. “io rispetto sempre le scelte dell’allenatore e sono davvero felice di essere qui. È molto bello che abbiamo vinto oggi. Certo mi sarebbe piaciuto giocare contro l’Ajax, ma va bene così. Se sono nella miglior forma della mia vita? Non lo so, ma sto continuando a crescere. Ho ancora molto da imparare. Wesley mi dice spesso che devo diventare più costante e che devo continuare a lavorare sodo”.

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EUROPA LEAGUE

Ajax-Lazio, Noslin: “Non potete capire quanto sono felice. Nella mia città per dimostrare e vincere”

Alla vigilia di Ajax-Lazio, sesta gara della prima fase di UEL, Tijjani Noslin parla in conferenza stampa dall’Amsterdam Arena:

Tijjani, come ti trovi a gestire questa conferenza stampa? 
“È un grandissimo onore, non avevo mai sperimentato una cosa simile prima. Quindi sono curioso di sapere quali domande arriveranno”. 

Si può ancora camminare per le strade di Roma, è molto cambiato?
“A Roma il calcio è davvero vivo. In alcuni posti ci sono diversi tifosi che ti fermano per chiedere una foto, ma questo non è assolutamente un problema”.

Ti ha aiutato venire dal basso? Quattro anni fa lavoravi da Subway.
“Questo ha a che fare con tutta la mia vita e con il modo in cui sono cresciuto. Se hai attraversato periodi difficili fin da piccolo, questo può aiutarti. Quello che impari per strada puoi trasferirlo anche nel calcio. Ad esempio la disciplina che si impara da casa”.

Ne parli con molta calma, ma nelle ultime due settimane hai vissuto un momento straordinario. Come vivi questo periodo? Quando te ne andrai da qui sarai un po’ meno tranquillo, salterai di gioia?
Non avete idea di quanto sia felice. Ovviamente questa è una conferenza stampa, per questo cerco di apparire più tranquillo. Ogni opportunità che ho per festeggiare o essere felice lo faccio, sono più che felice. Solo che è un po’ difficile dirlo, dipende anche da dove ti trovi”.

Tijjani, ti piacerebbe metterti in mostra qui in Olanda?
“Voglio mostrare a tutti quello che so fare. Ovviamente quando sei nella tua città ti vengono a guardare molti amici e parenti e vuoi mostrare qualcosa in più. Naturalmente do sempre tutto e lo farò anche contro l’Ajax, ma la cosa più importante è vincere la partita e non importa come”.
“Ovviamente voglio mostrare a tutti cosa posso fare. Naturalmente sei anche nella tua città, molti amici e parenti vengono a guardare. Quindi ovviamente vuoi mostrare qualcosa in più. Naturalmente anche contro l’Ajax, quindi daremo tutto. La cosa più importante è vincere la partita. In linea di principio non importa come viene fatto”.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – D. Rossi: “Da Baroni a Guendouzi, tutto quello che non mi aspettavo…” (AUDIO)

DELIO ROSSI in collegamento a ‘NMM’

Oggi è l’anniversario del derby vinto nel 2006, lo so; c’è uno storico della Lazio che mi manda i messaggi per ricordarmi queste ricorrenze. Io tendo a ricordare solo le partite che perdo, di derby ne ho persi 2 ma uno lo ricordo: era in casa nostra e Totti festeggiava, quando non giocava si complicava per noi.

La gara di domenica è legata a quella di Coppa Italia. Dopo aver vinto in quella maniera, il peso era tutto sui titolari del Napoli.

Al Maradona se vogliamo sono venuti meno gli attaccanti; Castellanos, Dia e Zaccagni non hanno fatto la solita partita. Sono contento che abbia fatto bene Isaksen: in una partita importante c’era bisogno di dare un segnale importante. Bravo il tecnico.

L’ammonizione di Dia non c’era, chi ha giocato a calcio non sanzionerebbe mai una cosa del genere. Io non capisco chi ama diventare arbitro: capisco gli altri mestieri ma questo meno perché succede sempre che l’arbitro di turno non ha il senso del gioco. In un calcio che va sempre più verso il professionismo l’unico non professionista è l’arbitro, dobbiamo batterci per questo.

Il regolamento dovrebbe capirlo anche un analfabeta, dovrebbe essere semplice. Ora non si esulta più dopo un gol, passano dei minuti con il controllo del Var e questo toglie l’essenza del calcio. Per me è gol quando la rete si gonfia. Io sono per il professionismo degli arbitri.

Non avevo dubbi sulle qualità di Baroni, o sul fatto che fosse all’altezza; l’unico dubbio era sul fatto che potesse mantenere la rosa attenta su più competizioni, visto che non era abituato. C’era questa incognita, ma anche in questo caso ha dimostrato di essere bravo. Ha valorizzato l’intera rosa, anche i fuori rosa. Chapeau. E certo poi vincere aiuta a vincere.

Il migliore in assoluto domenica è stato Guendouzi, nei particolari, nell’atteggiamento, senza palla. Siamo di fronte ad un giocatore davvero bravo, non me l’aspettavo.

Su Noslin si è preso delle responsabilità anche Baroni, che lo ha fatto giocare in diversi ruoli. Per me chi sa fare tutto non sa fare niente, è giusto che i calciatori si specializzino.

I calciatori importanti sono i leader non a parole, ma con la cultura dell’esempio. Quelli che si mettono a disposizione, che limano anche gli errori dei compagni. Questi ti aiutano a vincere.

Una mia personalissima panchina d’oro la darei a Baroni, dal punto di vista tecnico e della sorpresa. Ma probabilmente se dovessi dare un premio solo, sceglierei Gasperini. L’anno scorso l’avrei data a Motta. Fermo restando che i risultati, i trofei e gli obiettivi o si raggiungono o meno, non ci sono le tappe come nel ciclismo.

Io Baroni non lo sto apprezzando solo ora che vince, anzi lo apprezzo quando non vince, è sempre garbato e misurato. Questo ci fa capire com’è“.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Stendardo: “La vittoria di ieri sancisce la crescita della Lazio. Bene Dele-Bashiru e su Noslin…”

GUGLIELMO STENDARDO in collegamento a ‘NMM’

Una partita quasi perfetta da parte della Lazio. E’ stata cinica, si è difesa in maniera perfetta perché non sono stati attenti solo i difensori ma anche gli altri in fase di non possesso. Anche la qualità di chi è subentrato ha fatto la differenza e bene Noslin che ha fatto salire la squadra.

Giocare al Maradona, pieno, e vincere denota un segnale di crescita. La squadra è matura, sa anche soffrire in alcuni momenti. Poi le ripartenze in contropiede sono sempre state pericolose, complimenti a Baroni per come ha preparato la gara; Conte immaginava di fare meglio ma non hanno mai trovato il varco giusto per impensierire la Lazio.

Noslin? Gli va data continuità, così troverà più spazio sapendo anche che la Lazio davanti ha diverse alternative. Lui ha dimostrato di poter essere un titolare.

Dele-Bashiru? Buona partita. Le sue caratteristiche si sposavano bene con il tipo di gara. Rovella ama più giocare la palla, Dele è più fisico. Ieri l’assenza di Rovella, anche per il tipo di gara che ha preparato Baroni, non ha dato grossi problemi.

Isaksen tecnicamente è molto forte, nell’1 contro 1 non ha messo in difficoltà solo in occasione del gol.

Credo che Baroni sarà l’allenatore dell’anno, insieme a Gasperini. Sia per quello che ha fatto a Verona, che per quello che sta facendo. Non arrivano solo i risultati, ma c’è anche il bel gioco.

Per me la Lazio non deve porsi limiti, è impegnata su tre fronti sappiamo che poi a febbraio e marzo si tireranno le somme“.

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RASSEGNA STAMPA

Noslin time: tripletta sulle orme di Chinaglia e la Lazio lo blinda

E’ il momento di Noslin. L’attaccande olandese, acquistato la scorsa estate dal Verona per 18 milioni, è entrato nella storia. L’edizione odierna del Corriere dello Sport, ricorsa come l’ultimo a segnare una tripletta contro il Napoli (fra i calciatori biancocelesti) fu Giorgio Chinaglia nel 3-3 del 7 aprile 1974.

La Lazio se lo gode, Noslin e – sempre secondo il quotidiano – ha inserito una clausola di ben 70 milioni per il suo cartellino. L’olandese spera nel bis al Maradona, anche se ai nastri di partenza, sembra partire dietro a Castellanos.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘SVB’ – Rambaudi: “Castellanos e Noslin? Tra loro sana competizione. La Lazio arriva bene al Maradona, ma…”

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

Domani il Napoli sarà sicuramente diverso rispetto a giovedì; secondo me saranno anche un po’ innervositi i partenopei. Troveremo una squadra molto solida, che concederà poco ma comunque qualcosa concederà e la Lazio dovrà essere brava ad indirizzare la partita, ad approfittare della prima chance.

Ci aspettiamo una gara diversa ma la solita Lazio, che ha le carte in regola per poter vincere. L’unico problema è che mancherà il giocatore migliore in mezzo al campo, Rovella.

Come mi aspetto la Lazio? Se è arruolabile io metterei dal 1′ Tavares, che su Politano farebbe un grande lavoro. Quindi Provedel tra i pali, Marusic a destra con il portoghese a sinistra e in mezzo Gila e Romagnoli; a centrocampo Guendouzi e Dele-Bashiru; davanti metterei Isaksen, Dia, Zaccagni e Castellanos.

La Lazio arriva bene al Maradona, l’unico dubbio riguarda l’assenza di Rovella; anche giovedì lui è stato straordinario, ha ricoperto diversi ruoli.

Castellanos tornerà dopo aver riposato; lui ha fame sempre ma dopo i tre gol di Noslin immagino ci sia sana competizione e ancora più voglia di fare bene“.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Liverani: “Lazio, identità confermata. Dele-Bashiru? Ora la prova del nove a Napoli, in coppa con Guendouzi…”

FABIO LIVERANI in collegamento a ‘NMM’

“La Lazio ha fatto un turnover giusto come da sempre sta facendo. Questo vuol dire che tutti i giocatori hanno un minutaggio importanti e sono pronti alla battaglia mentale e fisica. Il Napoli, invece, ha riscontrato il problema opposto, di assemblaggio e condizione. Non è un turnover che puoi permetterti. La Lazio ha vinto, meritato e confermato la sua identità di prestazione. Ognuno ha i propri obiettivi, per Conte lo scopo era quello di capire di chi si può fidare.

La prestazione di Dele-Bashiru? Mi è piaciuto molto, si vede che sta lavorando tanto dal punto di vista tattico. A me piace tanto, ha caratteristiche di forza, inserimento e di gamba importanti. Se riesce a migliorare nel gioco con gli altri nella fase di non possesso può diventare un centrocampista forte. A Napoli ci sarà la prova del nove per capire contro la mediana titolare di Conte che è forte e tecnica. Con Guendouzi le cose per lui un po’ cambiano. Il francese è più anarchico, sarà necessaria una maggiore applicazione senza il pallone.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Gregucci: “Dominio Lazio, delusione Conte. Al ‘Maradona’ con la stessa convinzione. Hysaj sembrava Maldini, Zac adulto, Gigot…” (AUDIO)

ANGELO ADAMO GREGUCCI in collegamento a ‘NMM’

“L’avevo presentata come la gara più combattuta del turno di Coppa Italia, ho sbagliato. Ieri all’Olimpico non c’è stata partita, la squadra e le scelte di Conte sono state una delusione. Con questa eliminazione precoce e con le scelte di formazione si sono condannati a non poter sbagliare in campionato. Certo, il largo turnover fatto, potrebbe diventare un boomerang per la Lazio nella gara di domenica al Maradona. La squadra di Baroni ha dominato, ha confermato che la prestazioni coraggiosa e con tante occasioni non manca mai. Hysaj ieri sembrava Paolo Maldini (ride, ndr), la sua prestazione è un ulteriore messaggio del gruppo.

La Lazio non deve mai abbassare il livello, deve sempre restare spensierata. Il secondo gol ed il tacco di Pedro certifica anche la qualità dei giocatori. Lo spagnolo è un esempio, troppo performante. A Napoli scenderà in campo il Napoli titolare, la cosa fondamentale è che la Lazio affronti con la stessa convinzione la capolista.

Zaccagni? E’ diventato adulto, è chiaro ancor di più dal modo che ha avuto di reagire ieri dopo il calcio di rigore sbagliato”.