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‘NMM’ – Agostinelli: “Lazio, con la Juve serve approccio famelico. Baroni può mettere un centrocampista in più” E su Yamal… (AUDIO)

Andrea Agostinelli in collegamento a ‘NMM’

“Non ho mai visto uno come Yamal. Non so se arriverà ai livelli di Messi e Maradona, ma uno così a quell’età non si è mai visto”.

“Con la Juventus è gara da tutto o niente. Se la Lazio vincesse farebbe una scorta di morale, di entusiasmo. A livello tattico per me il 4-2-3-1 sarà confermato, ma do un 20% di possibilità che Baroni possa andare sul 4-3-3 o 4-2-3-1 con Vecino dietro Castellanos. Questo perché spesso si va in sofferenza a centrocampo con squadre che ce l’hanno folto come la Juventus. In più, c’è un discorso di condizione: non mi sembra che gli uomini migliori siano in grande forma. Considerate le difficoltà delle ultime partite a livello di gioco, un po’ me lo aspetto un centrocampista in più ad inizio gara”.

“I rischi della partita sono principalmente legati alla loro abilità nell’occupare l’area avversaria. La Juventus ha nuova linfa, è equilibrata e solida in campo. Le pressioni le ha maggiormente la Juventus, anche per come è stata costruita la rosa. E’ una grada da tripla, senza ombra di dubbio. La Lazio viene da una trasferta non bella, ma può tirar fuori la grande prestazione. L’approccio deve essere famelico, avvelenato. Per vincere bisogna partire con la testa giusta, tutti devono essere pronti ad aiutarsi. La Lazio ha le qualità per fare una grande partita e vincere, non ne sarei totalmente meravigliato. La Juve, d’altra parte, ha giocatori importanti e un DNA chiaro”.

“Voglia di rivalsa contro Tudor? Non credo faccia la differenza, gli stimoli sono altri, anche se quel tecnico non era amato da alcuni giocatori. Non è questo a fare la differenza. Per me il croato è un buon allenatore”.

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‘NMM’ – Gregucci: “Lazio, questo 2025 impone una riflessione. Non firmo per l’Europa League” (AUDIO)

Angelo Gregucci in collegamento a ‘NMM’

“Il Parma ormai è il passato. Noi nel 2025 ci dobbiamo fare una domanda, perché è vero che hai fatto ‘troppo bene’ nel girone d’andata, ma quello di ritorno deve farci chiedere: “noi chi siamo?”. Ora, il campionato lascia aperte ancora delle porte. Pedro ha girato la partita col Parma in ‘pochi minuti, ma la Lazio a Empoli non può prescindere da un atteggiamento feroce. L’opportunità è ancora lì, giochiamocela. La tattica contra relativamente, la testa fa la differenza. L’Empoli si giocherà tutto, troveremo un avversario molto più che motivato. Devi quantomeno pareggiare motivazioni e agonismo, poi far valere la tecnica superiore. Sarà una gara moto spigolosa e combattuta, la Lazio non puà prescindere dal furore agonistico”.

Non firmo per l’Europa League. Mi prendo il mio destino e lo affronto. Giovani? Credo sia necessaria una forte riforma dei campionati per portarli gradualmente ad alto livello. Non penso che in Italia non nasca il talento, ma che esso non venga lavorato al meglio per portarlo alla consacrazione. Serve un percorso più logico, un ragazzo di 20 anni non può continuare a giocare in Primavera”.

“Il rammarico per come abbiamo affrontato il Parma è forte, anche perché la classifica è corta e avresti avuto l’opportunità di essere padrone del tuo destino”.

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‘NMM’ – Agostinelli: “Firmerei per l’Europa League. Alla Lazio manca un pizzico di timore per…” (AUDIO)

Andrea Agostinelli in collegamento a ‘NMM’

“Ogni partita, con qualsiasi squadra, tu devi avere un pizzico di timore. Anche così mi spiego l’approccio sbagliato contro il Parma. Empoli? La motivazione di raggiungere la salvezza, secondo me è superiore a quella di chi si gioca una qualificazione in coppa. Detto questo, non voglio pensare che ad Empoli ci sia uno scarto di motivazioni. E’ la Lazio a decidere come finirà la partita, nel bene e nel male. Se i biancocelesti fanno una partita al loro livello, vince la gara. Fuori casa la Lazio ha fatto prestazioni migliori nel girone di ritorno, io sono fiducioso, ma qualche punto interrogativo ce l’ho, soprattutto vista la gara contro il Parma”.

Pedro meriterebbe una maglia da titolare, è anche vero che a gara in corso è una risorsa fondamentale per Baroni. L’Empoli ti fa fare fatica centralmente, devi giocare più sugli esterni. Hanno buoni talenti a livello tecnico, da Anjorin, passando per Esposito e Colombo. Troveremo una squadra pronta per l’occasione. Ad oggi firmerei per l’Europa League, senza dubbio. Mi sento di essere un po’ più umile, poi ovviamente se dovesse arrivare la Champions sarebbe qualcosa di straordinario”.

“La partita col Bodo ha tracciato un solco doppiamente negativo, visto com’è andata quella partita. Potevi sognare qualcosa di straordinario, invece sei stato ricacciato nell’ordinario. Sembrava la stagione giusta per arrivare fino in fondo, anche gli incastri davano l’idea di essere nella classica stagione ‘giusta’. Poi, è arrivata una doccia fredda”.

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‘NMM’ – Agostinelli: “Lazio, manca equilibrio. Baroni? Nessun dubbio, lo confermerei” (AUDIO)

Andrea Agostinelli in collegamento a ‘NMM’

“La Lazio contro il Parma non c’è stata. La rimonta di Pedro è stata un miracolo vero e proprio. Va bene, 57 gol, ma 45 gol subiti sono troppi. Non c’è equilibrio, cosa fondamentale per raggiungere risultati. Non è possibile che ogni volta che la palla ce l’hanno gli altri noi andiamo in difficoltà. I centrocampisti della Lazio devono coprire tanto campo, per il modo di giocare della Lazio. Spesso si va in grande sofferenza quando si recupera. Gli approcci spesso non mi sono piaciuti, poi a livello tattico, a volte inserire un terzo centrocampista potrebbe non essere una cattiva idea“.

“Questa squadra fatica a prendere il ritmo gara, anche per questo prende troppo spesso gol nei primi minuti. Contro i Parma della situazione, devi partite forte immediatamente. Ci sono gare in cui devi sbranare l’avversario nel primo quarto d’ora, invece vediamo spesso le squadre avversarie partite meglio. Attenzione e cattiveria sono bagaglio di giocatori importanti, non c’è niente da fare. Le partite si decidono negli ultimi 16 metri, di entrambe le aree. Alcuni difetti, quando si ripetono, diventano dei limiti. Poi c’è anche da dire che in questa stagione, ci sono state parecchie decisioni arbitrali che hanno inciso”.

“A proposito di attenzione e motivazione: guardiamo la partita di Valeri. Lui, laziale, ha fatto una gara di un’attenzione clamorosa. Ha dato tutto, curando ogni dettaglio. Oggi i valori si sono molto appiattiti, dobbiamo entrare nell’ottica che uno come Bonny, ad esempio, non è tanto meno forte di un Dia. Ma l’attenzione e la cattiveria, non possono mai mancare. Baroni? Ha costruito da zero in un ambiente molto deluso, ha dimostrato di starci bene alla Lazio, a volte addirittura di essere una rivelazione. Il nostro mestiere è questo. Poi se la società pensa che questa squadra deve assolutamente entrare in Champions, allora può ritenersi delusa”.

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‘9 GENNAIO 1900’ – Leonardi: “Lazio e Parma in ripresa, ma quanta sofferenza senza Taty. Champions? Dico che…” (AUDIO)

Pietro Leonardi in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

“Chivu ha cambiato la stagione del Parma, cogliendo risultati importanti e allontanando la zona retrocessione. La Lazio invece si è ripresa dopo una grossa mazzata come quella in Europa League. Taty, un gol strepitoso, ora con entusiasmo può lottare fino all’ultimo per il massimo obiettivo, la Champions League. Da uomo di calcio navigato, penso che arrivare in Champions sia l’obiettivo principale. Quest’anno in Europa la Lazio è arrivata dove è arrivata per bravura, ma anche per una serie di coincidenze. La Champions ti fa fare gare di cartello che rimangono nella memoria, senza contare il rientro economico fondamentale”.

“Futuro? La Lazio ha fatto bene a cambiare tanto. E’ ripartita con una via diversa, con giovani affamati e con tanta voglia. Baroni stesso, è un profilo affamato. E’ arrivata ai quarti di finale di Europa League e ora si gioca il quarto posto. Il ridimensionamento è stato fatto nei nomi, ma i risultati non sono ridimensionanti. Forse mancano alcune alternative. Fabiani è uomo d’esperienza che ha sicuramente chiaro dove deve intervenire per migliorare. Chiaro, la Lazio ha pagato molto l’assenza di Castellanos, quindi sono convinto che andrà a prendere un attaccante di ruolo. Penso serva qualcosa anche in difesa, poi vedrete che alcune cose verranno da sole, come Pedro e Vecino a scadenza. La Lazio non deve fare tantissimo, ma deve rinforzare una rosa che nel momento decisivo ha sofferto molto alcune assenze”.

“Tchaouna? E’ comprensibile che non sia esploso subito, ma è un giocatore che va tenuto e spronato, provarci fino all’ultimo per farlo esplodere. Ioannidis? Giocatore importante, ma sono sicuro che ci sono anche altri profili altrettanto importanti passati al vaglio”.

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‘NMM’ – Oddi: “Lazio, mentalità top, ma troppi gol presi. Gila o Gigot? Entrambi devono…” (AUDIO)

Giancarlo Oddi in collegamento a ‘NMM’

“La mentalità della Lazio mi è piaciuta fin da subito. E’ una squadra che vuole sempre attaccare e non specula sul risultato minimo. A dirla tutta, così intravediamo più nitidamente il vero margine di miglioramento: la difesa. A volte vedo un po’ troppa sicurezza nel giocare il pallone, nel portarlo anche in zone pericolose. Per raggiungere ottimi risultati, una difesa forte è imprescindibile. Bisogna prendere meno gol, è la fase che va migliorata di questa squadra. Gigot o Gila contro il Parma? Io li vedo entrambi adatti a fronteggiare gli attaccanti Ducali. Stanno facendo una buona stagione, ma serve più attenzione ai dettagli all’interno delle partite”.

Gigot a volte mi fa preoccupare, è uno che non si ferma mai, anche nei contrasti. Discorso diverso per Gila, che al contrario, dimostra spesso di avere un po’ troppa sicurezza quando esce palla al piede. Li considero entrambi forti, intendiamoci, ma questi sono i loro punti deboli. Ogni tanto esagerano, in cose diverse e in sicurezza nei propri mezzi”.

In collegamento anche Andrea Agostinelli, il suo pensiero su Lazio-Parma

“Il parma adesso ha più entusiasmo, sono sicuro che verrà a giocarsi la partita all’Olimpico. Il 3-5-2 del tecnico romeno è scolastico, ma efficace. La Lazio invece, si è rifocillata con la vittoria di Genova e adesso può coltivare speranze diverse, rispetto a una settimana fa. Rivedere la stessa Lazio di inizio stagione? Non vedo perché no. Adesso che hai recuperato il tandem Dia-Castellanos e una brillantezza fisica diversa, niente è precluso”.

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‘NMM’ – Agostinelli: “Dia-Taty e brillantezza fisica, così la Lazio può puntare in alto. Rendimento interno? Dico che…” (AUDIO)

Andrea Agostinelli in collegamento a ‘NMM’

Lazio-Parma presentata da Andrea Agostinelli

Chivu ha ridato credibilità a questa squadra. Il parma adesso ha più entusiasmo, sono sicuro che verrà a giocarsi la partita all’Olimpico. Il 3-5-2 del tecnico romeno è scolastico, ma efficace. La Lazio invece, si è rifocillata con la vittoria di Genova e adesso può coltivare speranze diverse, rispetto a una settimana fa. Rivedere la stessa Lazio di inizio stagione? Non vedo perché no. Adesso che hai recuperato il tandem Dia-Castellanos e una brillantezza fisica diversa, niente è precluso. Poi i biancocelesti possono contare su Zaccagni, che si sta confermando fra i primi esterni del nostro campionato. Ancora non è al massimo la condizione fisica, ma può raggiungerla e attraverso un pizzico di strafottenza in campo, può togliersi delle soddisfazioni”.

Poche vittorie in casa? La mia idea, in base ai numeri, è che quando la Lazio trova squadra chiuse fatica molto, perché non trova spazi alle spalle dei difensori da attaccare. Quando la Lazio recupera palla fuori casa, può sfruttare al meglio le sue armi in campo aperto. La Lazio vorrebbe sempre fare la partita, ma le caratteristiche dei suoi attaccanti (esterni compresi) sono più adatte ad attaccare lo spazio e la profondità”.

“A livello tattico, mi aspetto un Parma piuttosto abbottonato, ma al tempo stesso con meno pressione rispetto alla scorsa settimana. la vittoria contro la Juventus è stata importante, una vera e propria boccata d’ossigeno”.

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Zaccagni, Lazio a vita: “Non intendo muovermi da qui. Baroni ci trasmette serenità, la Nord amore” Poi sul derby e l’Italia…

Lunga intervista a Mattia Zaccagni. Il capitano della Lazio è stato protagonista della puntata romana di Champions of Made in Italy. Si parte dalle origini: “A Verona ho vissuto otto anni magnifici e intensi, poi c’è stato il cambiamento con Roma che è la Capitale. Adesso il mio cuore è qui, dove ho costruito qualcosa di importante, dove ho costruito la mia famiglia. Roma è Roma, tutti sanno cos’è. Io sono di Bellaria, un comune in provincia di Rimini, a cui sono molto legato. Lì ho il mio stabilimento balneare, la mia famiglia e i miei ricordi da bambino. Se non avessi fatto il calciatore avrei fatto il lavoro dei miei genitori, ovvero gestire l’albergo di famiglia. Lo sbalzo tra Bellaria e Roma è notevole, ma in mezzo c’è stata Verona che è una piccola Roma”. 

“Come ogni bambino ho spesso guardato il cielo e le stelle, ho sognato di volare il più in alto possibile, così ho iniziato a inseguire un pallone. Un calciatore, la Citta Eterna, lo spazio. Tre cose che a Roma possono essere gli ingredienti di una città globale. Roma non è solo calcio e storica antica, tutti conoscono la cultura, ma non tutti sanno che è un importante polo per l’industria aerospaziale italiana. Son passato da essere un ragazzino a diventare un uomo, in campo e fuori. Ho giocato in Serie B, ho vinto il campionato e mi son fatto le ossa in tutti i sensi. Il gol all’Europeo non lo scorderò mai, una gioia immensa, un qualcosa di unico. Mi son passate tante immagini in testa, è indescrivibile, non saremmo passati se non avessi segnati. Un momento irripetibile, magico, speciale. Sapere che hai dato gioia all’Italia intera è qualcosa che ti porti dentro per sempre. C’è un video bellissimo di mia moglie che, la mattina dopo che ho fatto gol, lo fa vedere a mio figlio che è contento nel vedermi esultare. Un video che mi porterò dentro e lo legherò questo ricordo. Quando segni in partite importanti la differenza la fa quello che ti circonda. Quindi uno stadio caloroso, il fine partite festeggi di più di una partita normale, sono emozioni che quando le provi hai una botta di adrenalina inspiegabile“. 

Inevitabile un passaggio sul derby: “Qui il calcio è molto sentito, come nel resto d’Italia, ma con un qualcosa in più. Sembra come se quello che fa un calciatore in una partita cambi l’umore di una città. Basti pensare che un mese prima mi iniziano a fermare per il derby. Quando arrivi al centro sportivo ti accorgi se ci sarà un derby a breve. c’è una tensione, un’aria diversa, abbastanza pesante. La partita è molto sentita e quindi la sentiamo anche noi. Mi piace stare in mezzo alla gente, perché alla fine siamo ragazzi come altri. Anzi, vorrei fare molte più cose di quelle che possiamo, però è sempre un piacere stare tra la gente”.

Radici e attualità: “Il calcio per me, se lo devo definire con una sola parola è: passione, perché racchiude tante cose. Ho iniziato a giocare a 3/4 anni e non ho mai smesso, dopo tanti sacrifici sono arrivato dove voglio essere. Giocare per la massima serie del tuo Paese è un sogno di tanti bambini, ed era anche il mio. Oggi sento di avere un grande privilegio. Qui hanno giocato tanti campioni. Con la fascia al braccio prendo l’eredità di Ciro, mio grande amico, un pezzo grosso di questo campionato. La prima volta che ho vestito l’azzurro in allenamento ho sentito un senso di leggerezza. Si sente la storia, ma ti fa sentire forte, anche se porta tante responsabilità. Vincere all’Olimpico è bello, è coinvolgente, la Curva Nord e i tifosi trasmettono forza e voglia di indossare questa maglia. Mi sono affezionato alla Lazio, come alla città. L’arrivo di Baroni è stato un impatto piacevole, non ha mai sbagliato a preparare una partita, ci ha sempre dato calma e serenità, Giocare per la Lazio è diverso, speciale, ti porta a essere tifoso di questa storia e questa maglia. E io da qui non intendo muovermi. Sono Mattia Zaccagni e vivo a Roma, chiamatemi ‘Zac'”. 

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‘NMM’ – D. Rossi: “A Genova punti decisivi, Taty è determinante. Champions? Niente tabelle…” (AUDIO)

Delio Rossi in collegamento a ‘NMM’

“Col Genoa era una partita molto delicata, soprattutto dopo l’uscita di scena dall’Europa League. Paradossalmente è stato un bene aspettare 48 ore. Non era facile, il Genoa in casa ha sempre fatto bene, anche se son sembrati poveri di motivazione. L’episodio ha cambiato la partita, quel cartellino rosso ha spianato la strada. Castellanos, pur non essendo un giocatore di primissimo livello, nella Lazio incide tantissimo. I numeri premiano lui e il tandem con Dia. Da moto ai compagni di esprimersi al meglio. La scelta di Marusic al posto di Isaksen? Onestamente mi sembrava un pesce fuor d’acqua, poi alla fine è tornato dietro. Sono comunque d’accordo con Baroni, perché se non ha la scelta migliore, allora questa deve essere la ‘meno peggio'”.

Quarto posto? Non si possono fare previsioni a lungo termine, ora la Lazio deve guardare il Parma. Non ci saranno partite facili, né col Parma, né con l’Empoli lo saranno. Ora la Lazio deve fare minimo 4 punti nelle prossime due e poi battere la Juventus nello scontro diretto, per pensare concretamente al quarto posto. Tutto è appeso a un filo, basti guardare l’Inter, che rischia di finire con un pungo di mosche. Per quanto riguarda la Lazio, se non dovesse qualificarsi per la prossima stagione in Europa, sarebbe una stagione certamente non esaltante.”

“Inutile pensare alle tabelle, agli incastri. La partita più importante è la prossima. Io dico questo: la Lazio attuale sta bene a livello fisico e le prestazioni sono in crescita, prendendo anche quella col Bodo di giovedì scorso, al netto del finale. Questo conta adesso, non mettersi a tavolino a pensare ai punti che mancano. Ho visto squadre che sembrano soffrire di più il momento a livello fisico, questo mi fa ben sperare. Ora testa al Parma, peccato l’assenza di Tavares in questo finale”.

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‘NMM’ – Gregucci: “Castellanos non doveva calciare. La Lazio ha dato tutto, ma quel gol concesso…” (AUDIO)

Angelo Gregucci in collegamento a ‘NMM’

“Sperando di avere altre opportunità a stretto giro, ma la gara di ieri ci deve insegnare qualcosa. Quel gol del Bodo in pieno supplementare lo abbiamo preso troppe volte. E’ un peccato, perché per 100 minuti siamo stati a posto. Il 2025 è tutto racchiuso in questa partita, anche con l’infortunio di Tavares (l’ennesimo). Ora dobbiamo rituffarci nel campionato ed essere maturi, nulla è ancora deciso. Da ex calciatore, io il quinto rigore ad uno che era in quella difficoltà, non lo facevo battere (Castellanos, ndr)“.

“Quella palla (gol del Bodo) la Lazio la legge sempre alla stessa maniera. Globalmente, la gara che dovevi fare l’hai fatta. C’erano anche dei segnali, tipo il gol divorato dal Bodo prima del raddoppio di Noslin. Ora trovare la testa e gambe fresche per onorare la stagione, questo finale di campionato. Secondo me i baschi arriveranno fino in fondo, il nostro rimpianto è non aver avuto l’opportunità di provarci in semifinale”.

“Nei supplementari siamo andati avanti, ma eravamo sotto in termini di energie. Tchaouna? Grandi doti fisiche, ma scelte spesso sbagliate. Che strada deve fare adesso? Credo debba andare in prestito per migliorare. E’ complicato valutarlo, ma chi ci lavora tutti i giorni deve dare la sua lettura. Parliamo comunque di un giocatore giovane (2003, ndr) che ha dei margini di miglioramento”.