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DICHIARAZIONI

Ag. Rocchi: “Dopo le dimissioni di Sarri è stato abbastanza vicino alla panchina della Lazio”

L’avvocato Mario De Rossi, agente fra gli altri di Tommaso Rocchi, ha parlato alla Palermo Football Conference della possibilità dei giorni scorsi di vedere l’ex attaccante sulla panchina della prima squadra della Lazio dopo l’addio di Maurizio Sarri.

“Subito dopo le dimissioni di Sarri è stato abbastanza vicino… Se ne è parlato, nelle passate stagioni ha rifiutato proposte di Primavere importanti e Serie C per restare a Formello. Conosce bene l’ambiente, però poi hanno deciso di fare altre valutazioni e ci può stare”, ha spiegato l’agente.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, il post Sarri: dal “sì” di Martusciello a Lotito agli ex Lazio, passando per Tudor e Gattuso. La situazione

Klose, Parolo o Brocchi…

Klose, Parolo o Brocchi come traghettatori per tre mesi oppure Tudor e Gattuso come candidature a lunga scadenza che brucerebbero i sogni del futuro come Scaloni, Sergio Conceicao e Thiago Motta? Dopo un pomeriggio nel pieno caos e un lungo vertice notturno, in casa Lazio sembra che sia prevalsa un’altra soluzione all’addio di Sarri, quella di andare avanti con il suo vice, Giovanni Martusciello, che avrebbe dato la sua disponibilità non solo a guidare la squadra a Frosinone ma anche a finire la stagione e a giocarsi anche le sue chance, con buona pace del Comandante Mau. Più o meno quello che fece Calzona a Napoli. «Non voglio darla vinta ai giocatori, l’ho detto anche a Sarri (in un vertice nella sua villa nel tardo pomeriggio, ndr) che non ha gradito, ma io resto» ha detto Martusciello nella notte al presidente. Lotito, che è piombato a Formello a tarda sera per una notte insonne e l’apertura dell’ennesimo casting, non se lo aspettava. Da Sarri si è sentito tradito anche se il presidente stava meditando già da tempo su come preparare il divorzio a fine stagione senza onorare un contratto da 8 milioni lordi fino al 2025. Scegliendo la strada opposta a quella di Mau, cioè di non comprare a gennaio, Lotito era definitivamente entrato in conflitto con il suo tecnico, a cui rinfacciava il mancato utilizzo di Kamada, di Pellegrini e di Castellanos, giocatori su cui la Lazio aveva sbriciolato – seppure a rate annuali – quasi tutti i soldi incassati con la cessione di Milinkovic.

LE CHANCE

Quando Sarri lo ha chiamato per comunicargli che si sarebbe dimesso, Lotito era ancora al Senato. Ma nell’improvvisazione, si sa, il patron è un maestro dell’azione e così si è messo subito al lavoro per cercare una soluzione, prima di prendere la strada-Martusciello, certa almeno fino a sabato: l’idea principale, quella di creare in casa un nuovo Simone Inzaghi, puntando su Tommaso Rocchi, ex capitano e bandiera, è stata bruciata nel giro di poche ore. Sfogliando l’agendina, Lotito è arrivato ai nomi buoni, quelli che potevano sognare la panchina della Lazio, cioè Miro Klose e Marco Parolo. A Lotito piace la saggezza dell’ex centrocampista, dal 2014 al 2021 punto fermo della Lazio oltre che uomo-spogliatoio: nel settembre del 2022 ha ottenuto il patentino Uefa A che gli consentirebbe di allenare dal livello giovanile fino alla serie C ma non in serie A, almeno senza un affiancamento. Klose, invece, sarebbe pronto: si era lasciato male con il ds Tare ma oggi non avrebbe più ostacoli e accetterebbe un contratto a termine (giugno), mettendosi in gioco per una eventuale riconferma dopo l’esonero dall’Altach. Tra gli ex laziali sono stati in corsa anche Massimo Oddo e Cristian Brocchi, entrambi pronti ad accettare un accordo partime pur di rientrare nel giro, come Marco Giampaolo, una delle candidature portate dal ds Fabiani. Ma il sì di Martusciello per il momento li ha bloccati.
Lotito non ha voluto esporsi subito cercando un allenatore a lunga scadenza, anche se per questa soluzione, in caso di nuovi ribaltoni, restano ancora due nomi sul tavolo: sono quelli di Tudor, consultato prima dell’ingaggio di Sarri e da tempo candidato alla panchina biancoceleste, e di Rino Gattuso, appena licenziato dal Marsiglia e anche lui già entrato in passato nei casting del senatore. Il Messaggero

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FORMELLO

Lazio, Sarri saluta Formello: Lotito accetta le dimissioni, Rocchi in pole per la sostituzione

AGGIORNAMENTO 17,00 – Maurizio Sarri ha lasciato il centro sportivo di Formello con la sua macchina, si è dimesso da allenatore della Lazio. Fatale il ko di lunedì sera contro l’Udinese. Ultime ore tormentate all’interno della società biancoceleste, poi la decisione del tecnico comunicata alla squadra nel primo pomeriggio. La società ha accettato le sue dimissioni. Ora si attende il comunicato ufficiale. Klose, Rocchi e Tudor prime type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idee per il sostituto.

La società pronta ad accettare le dimissioni. In pole c’è Tommaso Rocchi, defilato Klose.

Sembra ormai una storia orientata a chiudersi quella fra Sarri e la Lazio, con la dirigenza biancoceleste intenzionata ad accettare le dimissioni presentate oggi dal tecnico toscane. Il prossimo passo, con una stagione da portare a termine, è trovare un traghettatore che possa accompagnare la squadra fino a giugno. La società ha comunque bisogno di trovare un nome in fretta: qualcuno che conosca l’ambiente Lazio e sia una figura riconoscibile che accetti il ruolo di traghettatore.

Al momento tutti gli indizi portano a Tommaso Rocchi, l’ex bomber biancoceleste è attualmente impegnato con l’under 14 della Lazio. Si tratterebbe di una figura apprezzata all’interno dell’ambiente, già vicina a Lotito. Stando alle ultime indiscrezioni, Rocchi sarebbe atteso nel pomeriggio per un primo incontro con Lotito. Resta più defilata la figura di Miro Klose, che si direbbe disposto ad accettare un contratto fino a giugno ma ad ora non è ancora stato contattato.

Il profilo di Tommaso Rocchi

292 presenze e 105 reti in maglia biancoceleste, Tommaso Rocchi è un monumento nella storia recente della Lazio. Rientrato a Formello nel 2016/17 come allenatore della formazione dei Giovanissimi Provinciali è oggi sulla panchina della formazione U14 dei capitolini. Le sue aquile stanno volando alto questa stagione, con un primo posto ben saldo nel Girone C nel campionato di categoria. Il tutto è frutto di 22 vittorie e 4 pareggi in 26 partite, con la migliore differenza reti del torneo e indirizzati verso un trofeo che manca dal 2019.

Certo, il salto in prima squadra significherebbe fare i conti con un livello di gestione infinitamente più complesso e fare paragoni partendo da un campionato giovanile sarebbe inutile. Ma Rocchi, dalla sua, ha un chiaro vantaggio sugli altri nomi: alla Lazio è a casa sua. Una scelta alla “Inzaghi”, insomma, che venne promosso alla prima squadra proprio dal settore giovanile.

Da sciogliere poi anche l’eventuale nodo intorno al modello di gioco: Rocchi nella sua esperienza nelle giovanili ha usato spesso il 4-2-3-1. Si tratta di un modulo che la Lazio di Sarri non ha mai provato se non raramente. Anche qui da capire se Rocchi – nel caso in cui venisse appuntato come tecnico della prima squadra – porterà sul tavolo le sue type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idee o deciderà di continuare sul solco tattico di Sarri per non snaturare i già magri equilibri presenti nell’undici di campo.

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DICHIARAZIONI

Lazio-Milan, Rocchi su Di Bello: “Rigore su Castellanos al limite, sull’espulsione di Pellegrini doveva fermare il gioco. Poi ha perso il controllo”

Lazio-Milan è una partita che ha fatto (e ancora fa) molto discutere a causa di una prestazione da dimenticare da parte dell’arbitro Marco Di Bello, al punto che secondo le ultime indiscrezioni l’AIA l’avrebbe fermato per un mese. Sono diversi gli episodi che non hanno convinto tifosi e addetti ai lavori, oltre che i vertici arbitrali stessi. Tra questi anche un rigore chiesto dalla Lazio per un’uscita in scivolata di Mike Maignan.

A ‘Open VAR’, su DAZN, è stato mandato in onda l’audio tra Di Bello e la Sala VAR. “Per me non c’è nulla. E’ in scivolata sull’uscita precedente”, dice in diretta l’arbitro della sezione di Brindisi. Una decisione che trova sponda a Lissone: “Check completato, hai visto bene, non l’ha presa con la mano e colpisce prima il pallone”, confermano VAR e AVAR.

Presente negli studi dell’emittente, come di consueto, il designatore Gianluca Rocchi si è espresso così su questa situazione: “Non è un episodio chiaro, è un episodio al limite. Se avesse fischiato rigore ci sarebbe stato silent-check e sarebbe stata confermata la scelta di campo. Questo per farci capire come si tratti di un episodio complicato”.

Sulla trattenuta di Pellegrini a Pulisic, arrivata dopo lo scontro tra Bennacer e Castellanos e che ha portato al rosso per il terzino laziale: “L’arbitro è più attratto dal secondo episodio, non si accorge di Castellanos a terra. Se si fosse accorto di qualcosa, avrebbe fermato il gioco. Il doppio giallo è dovuto per quanto avvenuto. Quando ci rendiamo conto che c’è un problema, dobbiamo intervenire. Capisco la dinamica, è più attratto da quello che avviene dopo e va sulla dinamica da punire col doppio giallo. Detto questo, quando c’è di mezzo la testa è sempre qualcosa di serio”.

Sui due rossi: “Ha perso un po’ il controllo della situazione, il giorno dopo mi ha scritto ed era dispiaciuto per questo”.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Rocchi: “Per battere l’Inter la Lazio deve puntare sulla propria type=’text/javascript’ identità. Noi diversi dai calciatori di oggi…” (AUDIO)

TOMMASO ROCCHI  in diretta a “SVB” : “Fra 15 o 20 anni i ragazzi di oggi non avrebbero lo stesso attaccamento che vivo io”

“La Supercoppa di Pechino fu Davide contro Golia, partita difficile, incontravamo una squadra tra le più forti negli ultimi anni. E’ stata una gara affrontata al massimo delle nostre possibilità, devi fare la gara perfetta. Ma il calcio è anche questo, puoi battere le presunte imbattibili. Vincemmo il trofeo perché noi ci tenevamo più dell’Inter”.

“La preparazione della gara deve essere considerata una gara unica. Allora era una gara secca, oggi la squadra deve avere la convinzione di preparala al meglio, curando i dettagli e cercando le situazioni a te vantaggiose. Devi dare il tutto per tutto”

“Partire battuti leva pressione? Ci può stare, poi il valore ma dimostrato in campo.
Per rosa e qualità i numeri portano all’Inter, poi tu devi essere concentrato solo sulla gara. Discorso esterno sulle pressioni può essere un vantaggio, poi decide quello che fa il campo”.

“L’errore di Dabo sul 2-1 dell’Inter? Mai fatto pesare quello sbaglio. Fu decisiva la nostra Coppa Italia, con l’Inter fu molto impegnativa, soffrendo moltissimo nel finale dopo il loro go. Lì è uscito il gruppo, stringere i denti nelle difficoltà”.


“Mourinho vi disse qualcosa dopo la sconfitta? No. Era dispiaciuto per il ko e non si aspettava la nostra vittoria. Tatticamente cosa accadrà? Non credo Sarri ci dica cosa farà. Entrambe osserveranno pregi è difetti dell’avversaria. La Lazio proverà a vincere, fare la gara al massimo, puntando sulla propria idea.Ma sono gare di livello così alto. Non mi sbilancio a livello tattico. Chi decide la gara? Non ho preferenze, basta vincere”.

 “Io sono arrivato qui da Empoli e sono  diventato della Lazio. Quello che ho vissuto e che mia ha trasmesso la gente ha determinato un legame che non va via, qualcosa che è nato e che non si può cancellare. Tutti quelli che hanno avuto lo stesso percorso vivono le stesse sensazioni. Forse i calciatori di oggi, 15 o 20 anni dopo, potrebbero non avere lo stesso attaccamento che ho io. Ora vedo più business e meno valori, meno desiderio di vivere con e per la propria squadra”.    


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SETTORE GIOVANILE

Rocchi, il ritorno: incontro con la Lazio, guiderà una squadra giovanile

Bandiere che vanno, bandiere che tornano. L’ultima stagione è stata quella degli addii di Igli Tare e Stefan Radu, due uomini che hanno segnato i tempi recenti di storia della Lazio. Diciotto anni il primo (tra giocatore e dirigente), quindici il secondo (sempre con gli scarpini ai piedi). 

Lazio, il ritorno di Rocchi

Due addii pesanti a Formello (anche se per il romeno non è ancora escluso un nuovo ruolo), che saranno in parte compensati da un gradito ritorno, quello dell’ex capitano Tommaso Rocchi. Si era preso un anno sabbatico e lo ha sfruttato per prendere il patentino da allenatore UEFA Pro. Ora è pronto per tornare a casa, anche se ancora non è stata stabilita quale sarà la selezione che sarà sotto la sua gestione. Ne ha parlato con la società poco tempo fa, in una visita avvenuta in gran segreto nel centro sportivo di Formello per discutere il suo futuro. Quel che è certo è che questo sarà ancora alla Lazio, dove nella sua carriera da calciatore ha giocato per 8 anni e mezzo (segnando 105 reti, sesto miglior marcatore della storia del club), diventando poi allenatore del vivaio e rimanendoci per sei anni, guidando i Giovanissimi Provinciali Fascia B, l’Under-14, l’Under-15 e l’Under-18. 

Renga: è in arrivo un nuovo dirigente nello staff giovanile

Non si tratta di una vecchia gloria, ma ci sarà di sicuro anche un altro movimento all’interno del settore giovanile della Lazio. Si tratta di Francesco Renga (figlio dell’ex giornalista Roberto, scomparso lo scorso settembre), che ha dato l’addio al Latina dopo sei anni in cui ha ricoperto la carica di team manager. Lo stesso ruolo che occuperà a partire da questa stagione nella Primavera biancoceleste, dal momento che ha accettato la proposta ricevuta dal club laziale. Una posizione che dovrebbe ricoprire insieme a Salvatore Schietroma, un’istituzione nel centro sportivo di Formello, sul modello di quanto accaduto in prima squadra con Maurizio Manzini e Stefan Derkum. Si metterà al servizio di mister Sanderra, che due mesi fa ha ottenuto la promozione in Primavera 1. Corriere dello Sport

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ARBITRI

Dialoghi arbitri-VAR, Rocchi: “Lavoriamo per questo, Gravina ci ha detto…”

Durante le ultime ore di mercato, all’Hilton Rome Airport hotel Gianluca Rocchi, designatore della Serie A e B, ha tenuto un corso di formazione. Questo il passaggio in merito alla condivisione dei dialoghi fra arbitro di campo e VAR: “E’ una materia particolarissima, noi stiamo lavorando per arrivare a questo. Stiamo asciugando la comunicazione per renderla ascoltabile e pubblicabile: la Figc in questo è molto attenta, il presidente Gravina ci ha detto ‘Iniziate quando siete pronti’, come abbiamo fatto per il fuorigioco semiautomatico. La Fifa sta studiando un protocollo universale di comunicazione per tutti, e noi dobbiamo farci trovare pronti”.

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ARBITRI

Serie A, Rocchi ha deciso: stop alle perdite di tempo. E inizierà anche la lotta ai rigorini

Ieri c’è stato il primo raduno 2023 degli arbitri della Can A e B e il designatore Gianluca Rocchi si è prefissato l’obiettivo di sveltire il gioco. Come spiega La Gazzetta dello Sport, quello che non sarà più tollerato saranno proprio le perdite di tempo prima delle punizioni o dei rinvii che dilatano gare e recuperi. Prima o poi si arriverà al tempo effettivo, ma fino a quel giorno i direttori di gara dovranno mettersi nell’ordine di idee di far giocare a pallone il più possibile. Sotto osservazione anche l’Ofr. Inoltre potrebbero essere aggiunti di media uno o due minuti di recupero in più per gara. Rocchi ha specificato infine che i giocatori vanno salvaguardati e quindi ci sarà tolleranza zero per gli interventi violenti, mentre per assegnare calci di rigore servirà un contatto vero e proprio, non più uno lieve. Cambio anche per gli atteggiamenti di proteste: l’intemperanza e gli show dalle panchine non saranno più permessi.

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ARBITRI

Il designatore Rocchi ce l’ha con Sarri: “Le sue parole mi hanno fatto male”

In FIGC si torna a parlare delle polemiche sollevate da Sarri sugli arbitri. E’ successo in occasione della conferenza stampa tenuta dall’Associazione Italiana Arbitri, con protagonista anche il designatore della A, Gianluca Rocchi.

E proprio sul tema, a precisa domanda Rocchi risponde: “Le parole di Sarri confesso che mi hanno fatto molto male. Posso anche accettare la sua opinione che siamo scarsi, ma l’allusione al piano B sinceramente no. Penso che a caldo il mister abbia esagerato. Lo conosco, è un toscano come me e ha reagito d’impeto. Ma una frase del genere mette in crisi tutto il sistema, perché si instilla un retropensiero in tutti i ragazzi. Il mister si riferiva a un episodio precedente dove potevamo fare meglio, ma restano parole inaccettabili”.

Alessio Buzzanca

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RASSEGNA STAMPA

Nuovo incarico per Rocchi? Lotito lo vuole come osservatore

Le Lazio non vuole perdere Tommaso Rocchi. L’ex centravanti ha iniziato la sua carriera da allenatore nel settore giovanile biancoceleste ottenendo buoni risultati anche alla guida dell’Under 18. L’ex numero nove sperava nel grande salto e di diventare il nuovo mister della Primavera, ed è rimasto male che la scelta sia ricaduta su Stefano Sanderra. Ha pensato all’addio ma Lotito lo considera come un figlio e non ha intenzione di farselo scappare. Dopo un incontro, avvenuto la scorsa settimana, avrebbe proposto un nuovo ruolo a Rocchi che potrebbe accettare l’incarico da osservatore: giudicherebbe i calciatori a livello nazionale e internazionale, si farebbe affidamento sulla sua competenza. Nei prossimi giorni verrà definito il tutto e ci saranno nuovi colloqui. Fabiani è il responsabile della Primavera e della Lazio Women, Enrico Lotito il direttore generale, mentre Bianchessi si occuperà dall’Under 18 in giù. Rocchi deve ancora accettare, ma la proposta c’è.