Poco prima dell’inizio dell’allenamento pomeridiano a Formello, il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri ha parlato ai microfoni ufficiali della società, come riportato da LSC. Queste le sue parole: “Questa è stata la mia miglior Champions, è la verità, ci dispiace ma alla fine abbiamo perso contro una squadra forte con un miliardo di fatturato. Abbiamo due rammarichi, gli ultimi 10 minuti dell’andata e la palla-gol sullo 0-0. Alla fine è stato un percorso positivo, un bel viaggio ma ora c’è da concentrarsi su altre cose.
In questo momento bisogna pensare a risalire la classifica in campionato dato che abbiamo fatto meno di quanto potevamo, dobbiamo trovare le motivazioni giuste. La partita con l’Udinese è difficile, una gara dura contro una squadra fisica. Vorrei vedere le giuste motivazioni nella squadra. La fiducia della società la sento quotidianamente, non è che mi mancasse niente da questo punto di vista. Le dichiarazioni di Moggi mi mettono in difficoltà, perchè dovrei rispondere ad un radiato. L’ultimo scudetto alla Juve è sotto la mia gestione, e nella storia ultracentenaria della Juve l’unica retrocessione è sotto la sua gestione. I fatti sono questi”
“Troppo facile infierire. Più difficile se chiedessi a Sarri il perché. Nel processo sportivo e penale non sono stati riscontrati reati da parte mia. Ma quando le cose non vanno, si criticano gli altri lasciando a casa la coscienza. Non ho mai detto che con lui la Juventus sarebbe retrocessa, ho parlato citando una tua dichiarazione nella quale affermava che i bianconeri fossero difficilmente allenabili. La Juve pensava di migliorare con lui, invece è peggiorata. Non mi utilizzasse come parafulmine, la verità è che quando vince è un fenomeno, quando perde è colpa di altri (Lotito). Avevo pronosticato che con gli addii di Milinkovic e Tare avrebbe faticato a confermare il secondo posto dell’anno scorso. Alla Juve davano più ascolto a Ronaldo che non a lui. Non so come vive la situazione Immobile, non so perché Ciro giochi poco. Io lui lo stimo, come stimo Lotito. Le decisioni del tecnico su di lui riguardano Sarri. Né me né mio figlio che è il procuratore del capitano della Lazio. Senza Tare si è perso carisma all’interno dello spogliatoio. E i giocatori aspettano le persone carismatiche”.
“Sarri avrà visto una squadra col morale a terra dopo Monaco, se non hanno smaltito questa delusione ha fatto bene a richiamare la squadra al dovere, dato che ci sono tante partite da giocare. Poi tra il dire e il fare… però se è qualcosa che l’allenatore ha visto è giusto che li riprenda all’impegno verso i tifosi. Con l’Udinese mi aspetto delle scelte razionali, non è il momento di fare esperimenti: quelli li fai quando va bene e c’è entusiasmo. Ora c’è bisogno di certezze, che non sono tante. Devi arrivare sereno a questa partita, l’Udinese è una buona squadra anche se non lo sta dimostrando.
Credo che davanti Sarri abbia una scelta da fare, soprattutto vedendo il comportamento dei calciatori in settimana. Abbiamo visto che le gerarchie, tranne alcuni, hanno mantenuto un certo standard. Non è da escludere che si possa andare sulla novità o mentenere Immobile. Abbiamo visto che il problema non è del giocatore ma di una squadra che non riesce a ritrovarsi in 2-3 partite di seguito.
Non conoscendo Immobile e le dinamiche è difficile sbilanciarsi: restare o meno dipende anche dai programmi della prossima stagione. E’ chiaro che all’interno della squadra servono sempre dei punti di riferimento, poi dipende da come vuoi rilanciare la squadra. Dipende anche dal giocatore, se ha richieste o meno, ha un ingaggio importante che si possono permettere solo alcuni paesi.
L’importante è che da ora in poi fino a fine stagione tutti diano il 110%, poi a stagione finita con onestà ognuno pensa al suo bene e quello della squadra. Ora è un’evoluzione continua: fai gol sei il beniamino, sennò niente. E’ una valvola impazzita, mi auguro la squadra possa ritrovare serenità. Io non posso bocciare l’acquisto di Castellanos, anche con Zirkzee sarebbe stato lo stesso. Immobile è un mostro sacro come status, così gli altri non possono realizzarsi in tutte le sue qualità: non puoi dimostrare il tuo valore in 10 minuti. Credo che sarà una cosa fra loro due, se Castellanos gioca più spesso può fare bene anche senza magari arrivare a 10 gol.
Gli si deve dare la possibilità di giocare con continuità, poi chiaro che non è Immobile. Nel nostro campionato non vedo tutti questi fenomeni superiori a lui, ha buone qualità ma per dimostrarle deve giocare, giocare e giocare. Con le occasioni da gol di 3-4 anni fa forse avrebbe segnato di più. Giocare con una squadra che costruisce poche azioni diventa complicato. Credo che non sia un problema di caratteristiche, è un problema di aver giocato poco in una stagione problematica.
Dovesse andare via Immobile cercherei un attaccante con caratteristiche più da area di rigore, poi si vedrà se sarà con Sarri o senza Sarri. Non è che se va via Immobile finisce il calcio. Poi dipende da che tipo di calcio vuoi fare Castellanos è uno che ti fa giocare bene ma in area di rigore non fa bene, a quel punto devi fare un acquisto. Ci sono da fare delle scelte, poi sta al presidente e al direttore. Non mi sembra che gli altri allenatori facciano il mercato, io non sono d’accordo che debba essere Sarri a fare il mercato.
GIULIO CARDONE in collegamento a ‘QUELLI CHE…’! “Conferma Sarri…”
“La nota ufficiale di ieri della Lazio a conferma di Sarri, mettendoci nei panni del club, ci sta. Il momento è delicato, i numeri dicono che la Lazio ha perso 4 volte nelle ultime 6 gare e gli scenari di separazioni sono fisiologici. La Lazio, in tal senso, ha fatto il suo, chiudendo il discorso, togliendo alibi, confermando la fiducia all’allenatore nella prospettiva di una finale di stagione importante. Le parole di Sarri dopo il Bayern Monaco non mi sembrano così particolari. Non mi ha colpito quando ha sottolineato che nel calcio i contratti hanno un peso relativo. Se Lotito avesse intenzione di cambiare non credo che si debba aspettare il finale di stagione per contattare altri tecnici. Fare sondaggi è giustissimo farli, ma di quello stiamo parlando. Questo contratto fino al 2025 rende tutto molto complesso, ma la Lazio ha avuto tre anni per valutare pregi e difetti di Sarri. Non credo che tutto possa o debba cambiare nel caso in cui si vincesse la Coppa Italia. Non sottovalutiamo che Sarri si è affidato a due agenti molto influenti nel mercato internazionale. E’ possibile anche che a fine stagione sia lui a liberarsi dal contratto facendo un’altra scelta. Il comunicato era necessario, ma non credo sia totalmente di facciata. Penso che voglia ancora inseguire i propri obiettivi con questo allenatore, poi è chiaro che nel frattempo si fanno dei sondaggi per altri tecnici.
Commento alla semestrale di bilancio al dicembre 2023? Va studiata bene, per Maximiano è scattato l’obbligo di riscatto dell’Almeria alla prima presenza in Liga. Smentito, dunque, il riscatto vincolato alla salvezza del club spagnolo. Alla fine è stata una formula di cessione definitiva e la Lazio può già considerarlo un introito a bilancio di circa 8 milioni di euro. Ci sono giocatori come Guendouzi, Rovella e Pellegini i cui riscatti dovranno essere onorati in due anni”.
“Visto il Bayern Monaco resta un po’ di delusione per l’eliminazione. Non era al massimo della propria condizione, ma va considerata la forza della squadra tedesca, con quei giocatori era difficile pensare potessero fare peggio di quanto stava accadendo. Bisogna guardare avanti. C’è il campionato, bisogna arrivare il più in alto possibile, poi c’è la semifinale di Coppa Italia con la Juventus. Il punto è che la Lazio arriva sempre a determinate partite, in certi momenti, sempre nella solita condizione non ottimale. Ci giriamo intorno, ma tutti gli anni è la stessa storia. Si arriva a gennaio mezzi e mezzi dal punto di vista delle defezioni e della condizione generale. Impossibile non pensare che a gennaio potesse essere fatto qualcosa per aiutare la squadra. Arriviamo sempre all’80%, al 100% non si arriva mai.
Ci sono giocatori che non hanno dato il giusto contributo. Penso a Pedro che si è spento. Sarri punta moltissimo sugli esterni e se pensiamo al loro rendimento si capiscono tante cose. Felipe fa un lavoro straordinario di equilibrio, ma è stato poco determinante. Zaccagni è stato a mezzo servizio, Isaksen va aspettato. I risultati sono quelli che conosciamo e poi qualcuno massacra Sarri. Non lo capisco”.
“Il mio futuro è la partita con il Genoa. Ci metto sempre tanto impegno e tanta passione in ciascuna cosa che faccio. Vorrei che questa stagione non finisse mai. A inizio anno avrei fatto fatica a crederci di essere in questa situazione. Le voci sul mio futuro sono extra campo, perciò non mi interessano. Bisogna avere rispetto per la Lazio e per Sarri”. Così il tecnico del Monza, Raffaele Palladino, risponde in conferenza stampa ad una domanda sulle voci che lo vogliono attenzionato dal club biancoceleste per la prossima stagione.
Come riportato da Il Corriere dello Sport, il ds della Lazio Fabiani e gli agenti di Mattia Zaccagni, si sarebbero incontrati a Monaco di Baviera per parlare del rinnovo di contratto dell’esterno biancoceleste. La situazione è pressoché la stessa: il numero 20 va in scadenza a giugno 2025 e presto verrà fissato un nuovo appuntamento. Il club spinge per un rinnovo a 2,4,2,5 milioni, il suo entourage ne chiede 3. Probabile che ci si possa venire in contro.
Nella giornata di ieri, con un comunicato, la Lazio ha confermato la sua fiducia nell’allenatore Maurizio Sarri. Una scelta strategica, scrive il quotidiano ‘Il Messaggero oggi in edicola, perché il presidente biancoceleste Claudio Lotito non ha alcuna intenzione di pagarlo a vuoto per un’altra stagione dovendogli corrispondere otto milioni di euro lordi per la stagione 2024/25.
Claudio Lotito è pronto ad andare avanti con lui anche per la prossima stagione. E se Sarri vorrà andare via, dovrà essere lui a esporsi in prima persona e a risolvere il contratto. Al tecnico classe ’59 – si legge – ci pensano in questo momento due società di Serie A. Da un lato la Fiorentina, soluzione gradita a Sarri perché vorrebbe dire riavvicinarsi a casa. Dall’altro c’è il Napoli, con De Laurentiis che sta valutando la possibilità di un clamoroso ritorno.
La Lazio ieri ha confermato la fiducia in Maurizio Sarri con questo comunicato: “In seguito alle notizie apparse su alcuni organi di informazione, in merito a presunte valutazioni in atto sulla guida tecnica, la S.S. Lazio conferma, qualora ce ne fosse bisogno, la totale fiducia nell’allenatore Maurizio Sarri, precisando che lo stesso tecnico ha un contratto in scadenza nel 2025. Pertanto tutte le voci che accosterebbero altri allenatori alla S.S. Lazio sono destituite di qualsiasi fondamento”
La Lazio si schiera con Maurizio Sarri. Il club ha voluto ribadire la propria fiducia nei confronti del tecnico. Per questo il club ha pubblicato un comunicato in cui si ribadisce che la posizione dell’allenatore biancoceleste non è in dubbio. Il club, quindi, non sta pensando a Palladino, Tudor, Conceicao, Almeyda o ai vari nomi fatti nei giorni scorsi da alcuni organi di stampa. Di seguito il comunicato in questione
“In seguito alle notizie apparse su alcuni organi di informazione, in merito a presunte valutazioni in atto sulla guida tecnica, la S.S. Lazio conferma, qualora ce ne fosse bisogno, la totale fiducia nell’allenatore Maurizio Sarri, precisando che lo stesso tecnico ha un contratto in scadenza nel 2025. Pertanto tutte le voci che accosterebbero altri allenatori alla S.S. Lazio sono destituite di qualsiasi fondamento”.
Bruno Giordano a ‘NMM’ “Lazio, ora 11 partite da giocare alla morte. Mi aspetto di più dai leader, Udinese da non sottovalutare”
Bruno Giordano, Lazio-Udinese e non solo, in collegamento a Radiosei: “L’Udinese non va presa sotto gamba, loro sono molto affamati e noi in un momento particolare. C’è sicuramente molta delusione in casa Lazio, oltre ad aver speso molte energie fisiche e mentali contro il Bayern. Loro hanno l’obiettivo di salvarsi, noi navighiamo un po’ a vista in questo momento della stagione, speriamo di poter vedere la terra prima possibile. Accorciare su chi ci precede potrebbe essere un buon viatico per rientrare in partita, ma bisogna andare passo dopo passo, senza fare calcoli. La Lazio deve tirare dritto per la sua strada e giocare 11 partire alla morte per cercare di fare quei 26 punti circa per cercare di tornare in Europa. L’obiettivo deve essere quello, senza troppe chiacchiere. La scrematura ci ha visto scendere quando potevamo allungare. Dopo aver rialzato la testa siamo stati superati. Ripeto, non bisogna pensare alle tabelle né che una vittoria lunedì sia risolutiva. La speranza è che qualche squadra davanti possa inciampare per poterne approfittare. Non dipende più solo da noi adesso”.
“L’aspetto difensivo mi sembra il punto da cui ripartire. Ciò che non mi piace è una fase offensiva poco propositiva. Quando vedo Felipe Anderson fare una grande fase difensiva e poi non produrre niente, mi fa rabbia. Tanti si devono dare una svegliata, servono 90 minuti di grande intensità e adesso non c’è più la terza partita in una settimana di mezzo. Dare tutto fino alla fine e poi tirare le somme. Qualche piccola possibilità c’è ancora, tante le abbiamo gettate per nostre mancanze”.