“La Lazio è superiore tecnicamente rispetto al Celtic, ma poi bisogna essere veloci nell’attaccare la porta senza perdersi in un giro palla lento che permetterà agli scozzesi di riposizionarsi. Così si possono mettere in grande difficoltà, la differenza di qualità è chiara ma non basta. Se facciamo un’azione noi ed una loro, la vinciamo noi.
Per quanto riguarda le scelte a centrocampo non è facile immaginare chi scenderà in campo dall’inizio. Io darei una maglia da titolare a Guendouzi. Il francese ha il ritmo europeo, sa battagliare, poi sceglierei gli altri due tra quelli che ci sono. Non metterei Vecino a fare il playmaker. In quella zona sceglierei sempre uno tra Cataldi e Rovella. Farei fatica a mettere fuori Guendouzi come Luis Alberto, poi è chiaro che dipende dalle condizioni fisiche. Non farei troppi ragionamenti in ottica campionato, quella di questa sera è una gara molto importante per il girone”.
La conferenza di Maurizio Sarri nella sala stampa del Celtic Park alla vigilia del match di Champions contro il Celtic:
“Il Celtic è la squadra meno fisica del girone, ma ha grande intensità e dinamicità”.
L’ha infastidita l’interpretazione delle sue parole? “La strumentalizzazione è riportare solo alcune parole e non tutte. Ne dico 8 e ne riportano 2. Qui però siamo al top delle competizioni per club. Da qui in avanti invece delle otto parole risponderò solo sì o no”.
Può essere la partita del riscatto? “No, è una storia a sé. È la Champions. Dobbiamo fare risultato per essere competitivi fino all’ultimo. Non dobbiamo cercare altre storie. Se facciamo risultato, possiamo ottenere il passaggio del turno fino alla fine”.
L’anno scorso, dopo la sconfitta nella prima trasferta europea (5-1 a Midtjylland), aveva parlato di ‘germe’ nella squadra. C’è ancora? “Sembra strano a dirsi, visti i risultati, ma nel gruppo c’è un bel clima e bell’atteggiamento durante la settimana. Siamo fiduciosi, ma anche preoccupati perché non riusciamo a capire cosa ci sia successo. Un’idea ce l’ho ma la dico a loro, non a voi”.
Sull’atteggiamento di domani?
“Noi siamo una squadra di strategia. Il momento dell’impatto conta molto di più la personalità che non l’aspetto tattico. Lo abbiamo fatto anche sabato contro il Milan, la personalità ci è mancata dopo. Ci hanno fatto abbassare, potevamo gestire con più personalità e cattiveria. Mi è piaciuto anche il fatto di voler reagire dopo il vantaggio del Milan. O è un problema di atteggiamento di quando ci hanno messo sotto, o è il solito problema che abbiamo nel secondo tempo”.
Sul Celtic: “Per dinamismo, rapidità e intensità è pericolosissima. Mi ha sorpreso dal punto di vista tecnico, ha dei valori non indifferenti. In Champions con il Feyenoord meritavamo molto di più loro, hanno preso gol su punizione prima dell’intervallo”.
Chi giocherà a centrocampo? “Possono giocare i più tecnici o esattamente il contrario. Loro hanno intensità e dinamismo come si combatte? Se si combatte con la tecnica tutta la partita, mandando loro a vuoto, si può fare, ma la vedo difficile. Vediamo. Domani decideremo”.
Notizie sulla formazione di stasera, GIULIO CARDONE in diretta a ‘QUELLI CHE…’
“Le notizie sulla formazione per stasera ancora non mi danno certezze sui titolari che saranno in campo. La Lazio contro l’Atletico per me è stata la Lazio migliore ed è possibile che il mister si rifaccia a quell’undici lì. A Casale dovrebbe essere data continuità questa sera e quindi me lo aspetto in campo, così come mi aspetto Pellegrini. C’è un grande punto interrogativo su Marusic che assieme a Luis Alberto è l’unico che le ha giocate tutte.
Soprattutto al Celtic park, se passi in vantaggio, non dico che spegni il tifo, ma argini quel tipo di spinta che c’è da parte dei tifosi del Celtic, Attaccarli sarebbe importante per non dargli fiducia. Ma so anche che Sarri preferisce i terzini bloccati, quindi non credo ci saranno Lazzari e Pellegrini assieme. Davanti potrebbe giocare Isaksen, non so se al posto di Zaccagni o Felipe Anderson. Il brasiliano si è fatto troppo condizionare da quell’errore al Meazza e ha fatto una partita moscia.
Secondo me nel contesto che troveremo questa sera, Rovella lo vorrei vedere in campo. Poi lo staff della Lazio si affida anche sui dati atletici e non so dire – visti i problemi muscolari avuti questa estate – se alla fine lo metteranno in campo per la terza volta consecutiva in 10 giorni. Stesso discorso per Luis Alberto.
Bisogna chiarire che per la società la priorità ce l’ha il campionato e non la Champions, quindi tra le due partite la più importante è la prossima contro l’Atalanta”.
In arrivo la firma sul rinnovo con la Lazio per Felipe Anderson. Lo scrive questa mattina Il Messaggero. L’accelerata della società per trovare l’accordo con l’entourage del giocatore è arrivata dopo la vittoria a Napoli. Lotito ha mantenuto la promessa e dato seguito ai colloqui che c’erano già stati in estate, mettendo sul piatto un’offerta per un nuovo triennale da 2,8 milioni più bonus a stagione. L’attuale accordo dell’esterno brasiliano col club capitolino scadrà a giugno 2024, mentre con questo prolungamento si arriverebbe fino al 2027, legando di fatto fino quasi a fine carriera il calciatore alla Lazio, sulle orme di quanto annunciato ieri per Luis Alberto.
“Il vero rebus per la formazione di domani contro il Celtic riguarda il centrocampo. Dipende molto da Luis Alberto. Nella sua ultima gara a San Siro, da grande leader, ha chiesto scusa in alcuni momenti visto che era stremato dal punto di vista fisico. Credo ci sarà un colloquio tra lo spagnolo ed il tecnico che a lui non rinuncerebbe mai. Il resto dipende da questo, non credo tra l’altro che Rovella faccia la terza gara di fila dall’inizio. Credo possa avere delle opportunità Kamada. Penso che il centrocampo perfetto non sia stato ancora individuato, immagino che proseguirà la rotazione fino al raggiungimento di un equilibrio.
Per quanto riguarda l’attacco, penso sia arrivata la necessità di un turno di riposo per Zaccagni. Secondo me gioca Pedro, Sarri non vedeva l’ora di assistere ad un ingresso importante come quello che abbiamo visto a Milano nella ripresa.
Rispetto alla difesa, vediamo se questa volta si potrà far riposare Romagnoli, anche se sinceramente non credo avvenga. La scelta dei terzini dipende anche dal tipo di partita e di avversario. Pellegrini con l’Atletico ha giocato con lucidità, intelligenza e fisicità”.
Colpe della squadra e dell’allenatore, BRUNO GIORDANO in diretta a ‘QUELLI CHE…’
“Le colpe sono della squadra e dell’allenatore. La società potrebbe anche avere sbagliato il mercato, ma non puoi fare un bottino così misero. I giocatori non arrivano tardi solo da noi, ma anche alle altre squadre. Anche la partenza di Milinkovic non può essere un’attenuante. C’è stata poca serenità fin dall’inizio della stagione perché la società ha preso a Sarri dei giocatori di buon livello. E’ ovvio che gli allenatori qualcosa devono inventarsi se le cose non vanno. Sono lì per questo. Sarri iniziò con due attaccanti nella sua carriera, poi passò al 4-3-3 perché Insigne non era capace a fare il trequarti e perché glielo chiese De Laurentiis.
Tu puoi fare le cose per bene e cambiare quanto ti pare, ma se la squadra non risponde, i risultati non arrivano. A volte cambiando la posizione anche di 10 metri, potresti prendere slancio. La Lazio è in evidente difficoltà e magari cambiare qualcosa a livello tattico, potrebbe dare maggiore entusiasmo per la novità anche in allenamento. Non dico possa essere meglio o peggio cambiare modulo, dico che potrebbe togliere quella pesantezza che hanno nella testa. Magari cambiare non in maniera definitiva, ma solo per far passare questo momento negativo. Un po’ come fece Pioli che passò alla difesa a 3 per un periodo perché prendevano troppi gol, per poi tornare ai 4.
A Glasgow non sarà decisiva, ma traccerà una bella linea. La Lazio è assieme all’Atletico la squadra accreditata al passaggio del turno, ma se continua a giocare così, sarà difficile. Immaginare la Lazio fuori dalla Champions con questo girone, sarebbe una brutta cosa”.
Celtic e Atalanta decisive, GIULIO CARDONE in diretta a ‘QUELLI CHE…’
“Saranno molto importanti queste due partite contro Celtic e Atalanta, non perché chissà cosa deve succedere nel caso in cui andassero male, ma sono importanti per vedere la produzione offensiva al di là dei risultati. Se la produzione continuerà a essere sterile, si potrebbe prendere in considerazione un eventuale cambio modulo. Del resto è anche logico: se tiri poco, segni poco e produci poco, qualcosa dovrai inventarti.
I due big della Lazio – Luis Alberto e Immobile – sono quelli che trarrebbero più vantaggio dall’eventuale cambio modulo accentrando Luis Alberto: sia perché Ciro avrebbe sostegno in attacco, sia perché Alberto non dovrebbe sfinirsi in rincorse. Anche perché adesso ci sono Vecino, Guendouzi e Kamada che possono fare e bene le mezzali e si darebbe maggiore senso al mercato.
Per quanto riguarda il match contro il Celtic, penso che a centrocampo sa un cantiere aperto. Le decisioni definitive Sarri ancora non le ha prese e sta montando e smontando il centrocampo come un puzzle. Avrei fatto riposare Luis Alberto contro il Milan visti anche i ritmi dei rossoneri. Ma non credo che in Champions gli verrà dato il turno di riposo.
Contro l’Atletico la scelta di Pellegrini terzino sinistro con Marusic a destra mi è sembrata una scelta azzeccatissima. Finalmente abbiamo visto qualche geometria e qualche sovrapposizione, cosa che nelle altre partite è davvero mancata.
Sarri non sta sfruttando le risposte e l’entusiasmo che gli dà il campo: Guendouzi contro il Napoli è sembrato tra i migliori, poi dopo due settimane di lavoro a Formello, alla ripresa dopo la sosta è finito in panchina. Idem Lazzari: determinante contro il Torino, poi finito in panca contro il Milan”.
C’è sempre una sliding door nella trama di un racconto. Se Felipe avesse segnato nel vivissimo primo tempo di San Siro, forse oggi parleremmo della crisi superata dalla Lazio in campionato. Invece, siamo a sette punti e a capo. Con un terribile sedicesimo posto (a +4 dal terzultimo), con i nervi tesi fra Sarri e Lotito, e la delicata sfida di Champions a Glasgow fra un giorno, prima dell’Atalanta all’Olimpico. Il patron è arrabbiato, ma ha voluto esprimere le sue type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idee con un tono abbastanza costruttivo e diplomatico: «Siamo una grande squadra e lo abbiamo dimostrato anche nel primo tempo a Milano. Purtroppo episodi sfortunati ci stanno remando contro e, per uscire da questo momento, serve uno spirito coeso, anche da parte del tecnico».
FIDUCIA
Lotito non lo ha messo in discussione né con le spalle al muro: non a caso, gli è stato proposto il cambio con Igor Tudor (libero) e lui ha detto no. Avanti con Sarri, perché c’è ancora fiducia che tutto possa cambiare presto con una squadra comunque in progresso: «Nulla è perso». Un dato può strappare un sorriso alla Lazio, ma farla arrabbiare ancora di più sul calendario.
UN PUNTO IN PIÙ In sei delle sette partite sinora disputate (eccezion fatta per il Genoa, neopromossa) i biancocelesti avevano addirittura racimolato un punto in meno (6) l’anno scorso: Lazio-Monza (1-0) del 23 settembre, Juventus-Lazio (3-0) del 10 novembre, Lecce-Lazio (2-1) del 4 gennaio, Napoli-Lazio (0-1) del 3 marzo, Lazio-Torino (0-1) del 22 aprile e Milan-Lazio (2-0) del 6 maggio. Certo, i 4 ko in sette giornate fanno paura, ma ha ragione Sarri su questo: «La classifica non va guardata adesso, dobbiamo ritrovare le nostre certezze piano piano». Questo si sposa con il concetto di Lotito: «Il mercato non c’entra nulla con quello che sta succedendo». Perché in effetti è la “vecchia guardia” ad essere venuta meno. Discorso diverso sarebbe se Mau avesse chiesto un certo tipo di rinforzi pronti all’uso (Milik, Berardi, Zielinski e Ricci) proprio perché aveva già intuito a fine maggio una crisi di appagamento da secondo posto. Ad Auronzo il tecnico sembrava però quasi commosso dalla determinazione del suo gruppo, tanto da legare a una sorta di riconoscenza allo spogliatoio la sua permanenza alla Lazio, nonostante la campagna estiva non l’avesse soddisfatto. Sarri vede ancora la squadra unita al suo fianco, ieri l’ha spronata insieme al ds Fabiani in un confronto alla ripresa a Formello, ma è evidente il crollo psico-fisico dei senatori sul campo. Per esempio, cosa sta succedendo proprio all’insostituibile (ora è 106 gare di seguito) Felipe Anderson? Dodici reti l’anno scorso, oggi ancora zero tiri nello specchio, 4 in totale in sette giornate, di cui l’ultimo sinistro sballato a San Siro. Il brasiliano è a digiuno dal 3 maggio con il Sassuolo, ma ha sfornato 3 assist che, non è un caso, coincidono con le uniche due vittorie biancocelesti contro Napoli e Torino. Il Messaggero
ROME, ITALY - JANUARY 18: Luis Alberto of SS Lazio during the Coppa Italia match between SS Lazio and Udinese at Olimpico Stadium on January 18, 2022 in Rome, Italy. (Photo by Ivan Romano/Getty Images)
Dopo tanta attesa c’è finalmente l’ufficialità: Luis Alberto ha rinnovato il suo contratto con la Lazio. Lo spagnolo, classe 1992 e in biancoceleste dalla stagione 2016/17, ha firmato il prolungamento fino al 30 giugno 2027.
Lazio, rinnova Luis Alberto: il comunicato e il tweet
Il club biancoceleste ha annunciato il rinnovo del fantastista spagnolo con un comunicato ufficiale: “La S.S. Lazio comunica che il calciatore Luis Alberto Romero Alconchel ha prolungato il contratto che lo lega alla Società biancoceleste per i prossimi quattro anni“, si legge sul sito della società capitolina. Poi il tweet: “Luis Alberto per altri quattro anni. Luis a vita“.
Lazio, il messaggio ironico di Luis Alberto
Il club biancoceleste ha annunciato il rinnovo dello spagnolo con un video pubblicato sui propri canali social: “La felicità la si può trovare anche negli attimi più tenebrosi se solo uno si ricorda di accendere la luce“. La voce narrante – e la celebre frase pronunciata – è quella di Albus Silente, iconico personaggio della saga di Harry Potter interpretatato da Michael Gambon, scomparso di recente. I riflettori a quel punto illuminano il volto raggiante del 31enne centrocampista: “Giuro solennemente di non avere buone intenzioni“, il commento ironico di Luis Alberto pronto a riaccendere l’entusiasmo in casa Lazio dopo un complicato avvio di stagione. Lo riporta il Corriere dello Sport