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RASSEGNA STAMPA

Ritiro invernale in Argentina, imminente il sopralluogo

Un sopralluogo biancoceleste imminente in Argentina per un mini- ritiro d’inverno, durante la sosta per il Mondiale dal 14 novembre al 3 gennaio. Lotito non molla l’idea di partecipare al torneo voluto da Papa Francesco con Boca, River e San Lorenzo, nonostante Sarri non voglia andare così lontano, né effettuare il rischiamo di preparazione in un paese in cui a dicembre sarà estate piena e il clima torrido. Questa settimana il patron manderà comunque emissari sul posto, ma assicura che diverse ispezioni verranno fatte anche in altre mete, già indicate per la tournée all’estero: «Prima di qualunque scelta, vaglieremo ogni soluzione dal vivo». L’allenatore ha già detto che preferirebbe restare a Formello, al massimo si sposterebbe in Spagna o in Portogallo. Eppure l’Argentina prende corpo. Il Messaggero

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Vice Immobile, Abbate: “Dall’arrivo di Cancellieri all’idea Milinkovic, poi il favorito è sempre Felipe…” (AUDIO)

ALBERTO ABBATE (Il Messaggero) in collegamento a ‘NMM’

“Il discorso del mancato arrivo di un vice Immobile è tornato di grande attualità. Le responsabilità per molti sono esclusivamente della società, ma anche Sarri ha giocato il suo ruolo. L’arrivo di Cancellieri è stato deciso da tutte le componenti, poi è chiaro che la speranza di poterlo trasformare in un attaccante centrale nasce dalla necessità imposta dal budget di mercato. C’erano delle proprietà da rispettare che riguardavano i titolari da acquistare. Quando sono state soddisfatte non c’era più disponibilità economica per completare l’opera e prendere l’attaccante ed il terzino sinistro”.

Ed ora?

“Ora in pole c’è sempre Felipe Anderson. E’ la soluzione sempre scelta da Sarri che gli permettere di avere Pedro esternamente che a differenza del brasiliano attacca quella profondità orfana di Immobile. Sarri, inoltre, sta davvero pensando di mettere Milinkovic centravanti. Non so come e quando, non credo con l’Atalanta, ma questa soluzione è più verosimile del passato”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Domani la verità su Immobile. Sarri era certo di poter utilizzare Cancellieri come prima punta…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Le notizie sulle condizioni di Immobile riguardano la giornata di ieri, quando l’attaccante si è sottoposto ad una prima ecografia nel ‘Lazio Lab’ di Formello. In realtà non si è capito molto, purtroppo l’edema è ancora molto diffuso, bisogna aspettare si riassorba per capire che tipo di lesione c’è sotto. Domani ci sarà una risonanza più profonda per avere una diagnosi e gli eventuali tempi di recupero. Lui in sei campionati ha saltato solo 20 partite su 328, qualcosa di clamoroso. E’ un fuoriclasse anche a livello di affidabilità e si regolarità”.

Strategie di mercato

“La storia di Cancellieri va un po’ chiarita. C’è stato un accordo tra tecnico e club per valutarlo nel periodo pre-campionato. Sarri successivamente ha dato il suo assenso sull’utilizzo del ragazzo anche nel ruolo di prima punta. Il discorso era preciso, ci sarebbe stato del tempo per prendere un altro centravanti, ma venne data la priorità al terzino sinistro. Ora non so perché, il tecnico non lo stia prendendo più in considerazione pienamente”.

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RASSEGNA STAMPA

Con o senza Immobile quanto cambia la Lazio…

L’attesa per il responso sull’entità dell’infortunio di Immobile tiene la Lazio con il fiato sospeso. Ciro non è solo il capitano o il bomber più peolifico della squadra, Immobile è il cuore della Lazio stessa. Con lui o senza di lui le cose cambiano totalmente.

I NUMERI CON O SENZA CIRO


A testimoniarlo è il confronto tra la media punti. Dal 2016 ad oggi con Immobile in campo la Lazio ha collezionato 122 vittorie, 50 pareggi e 56 sconfitte con una media di 1,86 punti a partita. Il quadro cambia drasticamente nelle 20 partite in cui il numero 17 non è sceso in campo negli ultimi 7 anni. Appena 6 vittorie, seguite da 7 pareggi e 7 sconfitte con una media punti di 0,8 a partita.

IDEE IN ATTACCO


Diverse le alternative che Maurizio Saarri sarà costretto a prendere in esame per sopperire all’assenza del bomberissimo. Valide le candidature di Pedro e Felipe Anderson, che modificano comunque l’assetto del tridente offensivo. Più audace sarebbe la scelta di consegnare le chiavi dell’attacco al giovane Cancellieri, che studia ancora da centravanti. Assolutamente suggestiva invece l’idea di un Milinkovic boa offensiva con Zaccagni e Felipe ai suoi lati. Tutte opzioni, tutte idee, che nelle prossime ore dovranno trovare le loro applicazioni in campo.

POSSIBILI RIGORISTI

La mancanza di Immobile lascia in dote anche un altro problema, ovvero quello relativo al rigorista. Allo stato attuale a contendersi i tiri dal dischetto sembrano esserci Felipe Anderson e all’occorrenza Luis Alberto. Più defilati Zaccagni e Milinkovic-Savic.

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Felipe, Pedro e l’idea Milinkovic: senza Ciro è partito il tormentone “falso nueve”

[…] Forse il pensiero fisso sul brasiliano va rivisto, lì non è un sostituto meravigliao. Sarri sinora si è basato sui numeri delle tre gare di campionato (Genoa, Venezia, Udinese) e una di Europa League ( Porto) dello scorso anno, con un totale di 8 gol segnati dalla Lazio. In realtà, Maurizio preferisce schierare Felipe Anderson centravanti anche per un discorso tattico, ma Pedro conosce meglio quel ruolo, in carriera lo ha già fatto. Ecco perché lo spagnolo torna la prima alternativa per la trasferta di Bergamo, dove almeno ci sarà la spinta di 700 laziali al seguito. Qui però le valutazioni si proiettano più ad ampio raggio. Immobile rischia di saltare 7 gare (comprese le due di Europa League contro Midtjylland e Feyenoord, con la qualificazione ancora in bilico) e Pedrito deve essere gestito: ha 35 anni, non può giocare tutti questi match di seguito, da inizio anno le caviglie gli danno il tormento. La gioventù ha un altro respiro. Peccato che l’opzione Cancellieri, coltivata nel precampionato e in allenamento, non stia proprio decollando. Anzi, Sarri sembra già pentito delle parole pronunciate ad Auronzo insieme al vice Martuscello: «Può fare anche la prima punta, ma il percorso è lungo». Si è rallentato, così l’altro baby Luka Romero fiuta il sorpasso: la formica atomica ha preso sei chili di muscoli rispetto al ritiro di luglio, può sostituire Ciro sul primo scatto, ma non ha certo la stessa gamba in allungo, e oltretutto c’è di mezzo un rinnovo complicato. Con tutti questi “piccoletti” davanti, Sarri punterebbe a ricreare una sorta di “Mertens-bis”, il piano partenopeo riuscito ai tempi di Higuain ko. È il modo di non dare nessun punto di riferimento all’avversario. 

UNA BOA PER I “PICCOLETTI”

C’è già chi se la prende con l’ultimo mercato e con Tare, che ha ricevuto una proposta dalla Premier e attende l’offerta di rinnovo da Lotito. C’è chi invoca subito un vice-Immobile a gennaio, ma prima bisogna arrivare al 13 novembre, facendo di necessità-virtù per restare lì in alto. Una pazza idea sta balenando nella testa di Sarri, ci penserà ancora nella giornata odierna di riposo: a Bergamo o nel derby oppure in qualunque altra gara in corso, lanciare Milinkovic al centro dell’attacco e inserire uno fra Basic e Luis Alberto, con Vecino e Cataldi a centrocampo. Il Sergente farebbe da boa per gli inserimenti degli esterni, pronti poi a convergere e a fare centro. Sergej oltretutto può sfruttare una tecnica di un altro livello, sotto porta ha il senso del gol. Insomma, tanti ci sperano: aspettando Ciro, lancio di Provedel, palla a Milinkovic e c’abbracciamo. Il Messaggero

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RASSEGNA STAMPA

Terreno Olimpico, no di Sarri al sintetico. Milinkovic: “Abbiamo rinunciato alla costruzione dal basso”

L’erba di Formello è sempre più verde. Quella dell’Olimpico può e deve migliorare. Purché ci si continui a confrontare e a lavorare insieme in un clima disteso e di massima collaborazione. È questo l’esito della riunione di quasi un’ora, tenutasi ieri mattina con i vertici di Sport e Salute. Basta toni accesi e minacce di spostarsi altrove. Anzi, immediate prove di pace. Particolarmente apprezzato dalla Lazio (che si doveva allenare ieri alle 11) il gesto tempestivo e la disponibilità del dg Diego Nepi di presentarsi nel centro sportivo biancoceleste, subito dopo le dure parole di Sarri sul terreno dell’Olimpico al termine del match contro l’Udinese. Incontro costruttivo, anche alla presenza di Milinkovic e del ds Tare. Cambia idea, l’allenatore: «Non andremo a giocare da nessun’altra parte. Risolveremo insieme questo problema capitale». Al vertice di ieri alle 10.15 c’erano anche l’agronomo della Lazio e Valeriano Bernardini di Sport e Salute, insieme ad Andrea Santini, responsabile dello stadio e del Parco del Foro Italico. Un vero tavolo tecnico: approfondimenti sulla lunghezza dell’erba, sull’umidità, su come e quanto scorre il pallone sul terreno, ovvero sui requisiti del “Pitch Quality Program” della Uefa, sui quali è già in piena regola l’Olimpico. È chiaro però che esistono ampi margini per migliorare il terreno, già dal prossimo incontro. Si provvederà a un’irrigazione diversa, durante la sosta mondiale verrà realizzata un’operazione accurata sul manto, ma bisognerà fare i conti con l’inverno. È stata tracciata una road map di step e interventi, iniziati già ieri per sfruttare questa settimana di riposo; proseguiranno a novembre e guardano anche al prossimo anno. Ci si scontra tuttavia sempre con un campo che ospita concerti, il rugby e due squadre – Roma e Lazio – che lo calcano di continuo perché impegnate nelle competizioni europee, oltre che in campionato: «Infatti il problema è anche il doppio impegno – ha sottolineato Sarri nella riunione – perché a Verona, guarda caso oggi che non gioca più il Chievo, il terreno è incredibilmente migliorato»


IL CONFRONTO


Il discorso per Inter e Milan non vale? Anche l’erba di San Siro sembra sempre più verde. L’altra proposta di Sport e Salute su quella linea semi-artificiale: un 60% sintetico potrebbe essere una soluzione, ma Sarri dice no, sarebbe folle rinunciare a un prato naturale con il clima mite della capitale. Ma serve comunque un campo più duro e veloce per far scorrere il pallone: «Altrimenti non riusciamo a proporre le nostre soluzioni tattiche. Domenica, alla fine del primo tempo negli spogliatoi ci siamo detti basta, rinunciamo alla costruzione dal basso perché, dopo un paio di tentativi palla a terra, rischiavamo di fare il patatrac contro l’Udinese», ha raccontato il vice-capitano Milinkovic, presente alla riunione al posto di Immobile. Nessuna connessione fra il campo e la sua lesione al flessore: «Ma come vedete, anche con un manto più morbido come quello attuale, gli infortuni ci sono comunque – la chiosa di Sarri – e quindi l’importante è provare a metterci il massimo impegno sempre. In Premier danno un premio di un milione di sterline al campo inglese giudicato il migliore». La prossima settimana Sport e Salute dovrà passare anche da Mourinho, non certo più british nelle sue critiche. Il Messaggero

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DICHIARAZIONI

Sarri a nudo: a RSI racconta la sua vita, il calcio, il ciclismo e… Bukowski

Maurizio Sarri senza veli. In un’intervista a tutto tondo resa alla radiotelevisione svizzera di lingua italiana (RSI), l’allenatore della Lazio si racconta e racconta dalla sua infanzia all’attualità.

Ecco il testo:

Per me quello con il calcio è un innamoramento avuto fin da piccolo. Penso che derivi dal fatto che è uno sport di squadra, anche se negli ultimi anni a livello mediatico viene dato più peso all’individualità. Solo il rugby penso abbia le stesse caratteristiche di organizzazione del calcio, perché si gioca in un campo con delle dimensioni estremamente ampie e con tanti giocatori. Razionalizzare i movimenti dei giocatori è una grandissima passione, ma mi sono divertito anche a giocare. Il calcio è un gioco apparentemente semplice, soprattutto per i singoli, anche se coordinare 11 giocatori su un terreno non è proprio semplicissimo. La vittoria è sicuramente importante per dare vigore alle idee. Ritengo però che se si ha il piacere di giocare in un modo bello da vedersi questo sia più appagante e porta di conseguenza, alla lunga, anche migliori risultati“.

IL CALCIO DI OGGI – “Nel calcio degli ultimi anni, per vincere bisogna andare in determinate squadre. I giocatori di livello possono ancora fare, e fanno, la differenza. Prima le disponibilità economiche delle squadre erano di qualche miliardo di lire, oggi di qualche centinaia di milione di euro, questa differenza porta a vincere sempre le stesse squadre. Si vede un po’ in tutti i campionati europei. La cultura italiana è particolare, si fa più tifo contro che a favore, cosa che in Inghilterra non ho visto, lì puoi andare in trasferta con tifosi di altre squadre. Qui a livello culturale-sportivo non siamo messi benissimo. Parlare di allenatore come educate in questo mondo non è il caso, se ne parliamo a livelli giovanili posso essere d’accordo. Ai nostri livelli hai a che fare con aziende individuali, quasi tutte di fatturato milionario, quindi è difficile essere un educatore. Si cerca di far passaggi messaggi e dei valori, fondamentali nello sport di squadra, continuamente I soldi? nel calcio e nella vita aiutano, ma la felicità è un’altra cosa. Certe cifre nel calcio sono immorali? Come lo è il mondo. Se un attore guadagna 30 milioni di euro per un film è immorale, ma probabilmente c’è un ritorno economico che lo giustifica. Io lo ritengo ingiusto, però anche questo fa parte del mondo di oggi”.

LA LETTURA – “I novanta minuti che passi in campo sono una parodia della vita. Ci sono momenti esaltanti o difficili, in cui si può vincere o perdere, come nell’arco della vita, quindi conoscerla ti aiuta anche nel calcio. Cosa cerco nella lettura? Prima di tutto il piacere personale. Io devo ringraziare gli insegnanti che ho avuto, mi hanno permesso di fare percorsi diversi da quelli classici della scuola. In classe mi annoiavo, loro mi hanno spinto verso letture che mi appassionavano. Leggere è un momento di svago, ma anche di forte arricchimento. Mi serve anche per il mio lavoro: la facilità di linguaggio che ti può dare leggere molto, penso possa essere incidente anche nella professione. Il calcio va salvato dalla bellezza? Il calcio deve essere salvato da se stesso, si sta andando su una strada nella quale è impossibile mostrare la bellezza. Dover giocare 60 o 70 partite all’anno porta i giocatori ad allenarsi di meno e a produrre uno spettacolo meno bello. Siamo in una fase in cui lo sport è diventato un business”

LA TUTA – “Bukowski diceva di non fidarsi di chi va in giro in tuta? Dalle sue poche foto che ho visto, ho notato che era messo peggio (ride, ndr). Io ho un’ammirazione talmente grande per questo scrittore che gli perdono tutto. Spesso vedo partite della Primavera giocate in campi improponibili con gli allenatori in divisa sociale e mi vien da ridere. Noi facciamo un lavoro da campo, non vedo che ci sia di male nel lavorarci in tuta. Quando lavoravo nella Finanza andavo in giacca e cravatta. Il mondo è andato verso una direzione in cui conta più l’apparenza ed è ridicolo. Io dico sempre che i manager che guardano il calcio in un altro mondo lavorativo sarebbero licenziati. Il mio lavoro precedente mi ha aiutato: il doverti scannare per aprirti una strada è utile”.

CALCIO E SARRISMO – “Cerco sempre di innescare un modo di giocare a calcio che permetta il contatto con la palla molto spesso, perché questo è il motivo per cui abbiamo iniziato. Il rapporto palla-uomo è eterno, è quello che ci dà questo senso di divertimento, quindi cerco di trovare un modo di giocare che non spenga nel calciatore questo entusiasmo. Cosa ho pensato quanto ‘Sarrismo’ è entrato nella Treccani? Che abbiamo tutti perso la testa (ride, ndr). Io non mi accontento mai. Noi abbiamo vinto 4-0 in trasferta e sono andato a letto inferocito, ma penso sia giusto così. Se ci diamo obiettivi troppo facili ci si accontenta facilmente, l’obiettivo dev’essere impossibile, un’utopia. Solo se è così vai a letto con un lieve giramento e quindi cerchi di migliorarti tutti i giorni. Non c’è un episodio che mi ha dato più soddisfazione in carriera. L’errore che fa la gente, solitamente, è quello di abbinare la mediaticità dell’evento a quello che realmente l’evento rappresenta per te. Io sono uno che cerca di migliorarsi tutti i giorni e cerco di adattare le mie idee in base ai giocatori che dispongo in quel momento, mi ritengo più un trasformista che un’integralista, avendo utilizzato tutti i moduli nella mia carriera”. 

CICLISMO – “Se dovessi scegliere tra la finale di Champions League e la Parigi-Roubaix, guarderei sicuramente il ciclismoE’ uno sport vero. Anche lì, seppur resti uno sport individuale, noto che la squadra sta contando molto di più dei singoli. Quelli forti sono sette o otto e più di questi è importante la squadra. E’ uno sport di grande fatica che richiede una passione veramente feroce. A differenza del calcio, poi, i grandi stipendi sono riservati ai pochi veramente forti, gli altri gareggiano per uno stipendio normale. Ho veramente un grande rispetto per chi pratica questo sport, vederlo mi dà grande soddisfazione. Io, tra l’altro, vengo da una famiglia di ciclisti”

Alessio Buzzanca

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FORMELLO

Incontro Lazio-Sport e Salute. Sarri: “Restiamo a giocare all’Olimpico, risolviamo il problema insieme”

Si è tenuto stamane un incontro operativo tra la Lazio e Sport e Salute, la S.p.a partecipata del Mef che gestisce l’Olimpico. Vi ha partecipato anche Maurizio Sarri, che ieri aveva criticato aspramente le condizioni del terreno dell’Olimpico di Roma, ma anche Sergej Milinkovic-Savic e Igli Tare: il club ha reagito immediatamente dunque, ansiosa di affrontare immediatamente la questione.

Milinkovic-Savic tra i protagonisti del confronto: decisa la road map degli interventi
Stamattina i dirigenti di Sport e Salute guidati dal direttore generale Diego Nepi si sono presentati a Formello a poche ore dallo sfogo dell’allenatore biancoceleste sul terreno di gioco dopo Lazio-Udinese. “Non andremo a giocare da nessun’altra parte – ha premesso Sarri -. Risolviamo insieme il problema dell’Olimpico”. C’erano anche i tecnici agronomi della società biancoceleste e e di Sport e Salute. È stata tracciata una road map di interventi che parte questa settimana, proseguirà a novembre e guarda anche al prossimo anno. Il protagonista della riunione è stato soprattutto Milinkovic-Savic che ha spiegato nel dettaglio le sensazioni sul campo dei calciatori, indicato i problemi e suggerito possibili soluzioni. Tuttomercatoweb.com

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STATISTICHE

Senza Ciro i numeri spaventano. Ma con Sarri le cose sono migliorate

Sarri avrebbe preso Raspadori, ma servivano 30 milioni sul tavolo. Oltretutto Immobile non ha mai gradito vice che potessero ostacolare il suo rendimento. Aveva indicato Caputo, la Lazio ha detto no. Adesso però è inutile guardare al passato, anche se i numeri senza Immobile fanno tremare per il prossimo mese di fuoco.

Dal suo sbarco nel 2016, Ciro ha saltato appena 20 partite (su 235) di campionato. La Lazio ne ha vinte solo 6, ne ha pareggiate 7 e ne ha perse altrettante. Il conto, considerando Europa League e Coppa Italia, sale a 33 assenze e migliora appena il bilancio complessivo: 10 pareggi, 10 vittorie e 13 ko.

Restringendo il focus allo scorso campionato, Sarri nel 2021/22 ne ha dovuto fare a meno 7 volte e ha perso le prime due con Bologna e Juve, ha vinto con Genoa e Venezia, ha pareggiato le altre tre con Udinese fuori (a febbraio), Juve e Verona all’Olimpico. Il Messaggero

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DICHIARAZIONI

Sarri: “Contento dei giocatori. Vice Immobile? Spenderei un miliardo…” (AUDIO)

Maurizio Sarri a DAZN.

Sulla partita e lo stop di Immobile?

“Purtroppo la partita si è messa così, ci sta. Sono quelle piccole difficoltà su cui dobbiamo cercare di andare oltre, la squadra ci ha provato ma quando incontri una squadra così fisica dopo che hai fatto 3 partite in 6 giorni su un terreno ingiocabile diventa difficile”.

Su come si analizza l’infortunio di Immobile?

“Sai, c’è anche chi ha giocato di più di Immobile, sono cose un po’ a sé. Se ho provato a giocare anche senza di lui? Lo abbiamo fatto, a volte, anche l’anno scorso con tre attaccanti di movimento. Lo abbiamo fatto anche abbastanza bene, ma chiaramente quando si parla di certi giocatore è difficile sostituirli senza un minimo effetto negativo. Sono giocatori troppo impattanti per dire che sarà la stessa cosa”.

Le sensazioni sull’infortunio di Immobile?

“Le sensazioni lasciano il tempo che trovano, facciamo passare 48 ore e vedremo cosa accadrà”.

Sulla fase difensiva?

“Sicuramente il condizionamento era enorme, avevamo preparato un sacco di uscite da dietro ma appena fatto il riscaldamento abbiamo annullato tutto perché farle col terreno di oggi era una bomba. Non so cosa voglia fare il presidente, ma se vuole giocare su questo campo deve prendere un altro allenatore perché io qui non riesco a giocare. O altrimenti giochiamo da un’altra parte. Se il terreno è questo io non sono un allenatore ideale”.