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RASSEGNA STAMPA

La nuova vita del mago Luis

Luis Alberto non è più un caso, né tantomeno il “germe”: lo spagnolo accetta il suo ruolo, il partire dalla panchina e fare le fiamme in campo. E’ una nuova vita per il numero 10 della Lazio. Partendo dalla panchina, si è ribaltato il punteggio contro il Bologna, segna contro l’Inter contribuendo alla vittoria, contro il Verona lo stesso. Non ha la continuità che aveva con Inzaghi, ma come riserva di lusso forse rende anche di più.

Alla ripresa degli allenamenti a Formello, il Mago è tra i più attivi. Insieme a Sergej sono i tenori di un centrocampo diventato ancor più decisivo in questo inizio di stagione. Ad aiutarli è arrivato Vecino, che ha contribuito con una doppietta alla vittoria in Europa League contro il Feyenoord. Il centrocampo, in questo modo, è a quota 7 gol e 7 assist in tutte le competizioni; numeri replicati solo dal Napoli primo in classifica.

La Lazio punta la Champions e per farlo potrà contare sull’aiuto dei suoi tifosi. Oggi alle 12 chiude la campagna abbonamenti ed è stata superata quota 26mila. Inoltre, Canigiani ha annunciato l’apertura della Curva Sud per la gara contro lo Spezia.

Il Messaggero. 

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RASSEGNA STAMPA

Sarrismo, il raccolto dopo la semina: il secondo anno è sempre il migliore

Maurizio Sarri è così: nel primo anno semina, nel secondo raccoglie e brinda. E’ successo già ad Empoli e Napoli, potrebbe succedere anche alla Lazio. Allenando due anni di fila la stessa squadra ha migliorato il piazzamento in classifica o lo score di punti. A Sarri serve tempo. Deve averne per farsi conoscere e trasferire la sua filosofia.

A Empoli nel 2012-13, in Serie B, ottenne 73 punti e il quarto posto. L’anno successivo, sempre nella serie cadetta, conquistò un punto in meno, ma fu promosso in Serie A. Due anni dopo andò al Napoli, in cui il primo anno (2015-16) arrivò al secondo posto con 82 punti, mentre nel secondo arrivò terzo, ma con 86 punti. Al momento, la sua Lazio è quarta alla settima giornata con 14 punti, 3 in più dell’anno scorso in cui era sesta. Un anno fa aveva subito 12 gol, ora 5. E’ l’unica tra le big ad avere il saldo migliore.

Per il Sarrismo un anno zero c’è sempre, lo stesso mister lo aveva annunciato il giorno in cui era arrivato a Formello. Nonostante il crollo in Danimarca in Europa League, Sarri è riuscito a portare la Lazio oltre i suoi limiti, specialmente difensivi. Si lavora sulla tattica e sulla tecnica: i risultati si ottengono insieme alla crescita dei giocatori, vedi Patric, Cataldi, Zaccagni e un Felipe Anderson più concreto. Può succedere anche con i nuovi. Laziopress/Corriere dello Sport

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NAZIONALI

Immobile, problema muscolare: ora Sarri è in ansia

Problema muscolare per Ciro Immobile a poche ore dal match contro l’Inghilterra. Il bomber della Lazio si ferma, stasera a San Siro non ci sarà. Valutazioni in corso sul suo infortunio. Tanta sfortuna per lui che non gioca con la maglia dell’Italia dallo scorso 24 marzo. Le ultime partite saltate per un infortunio alla caviglia. Anche a Formello attendono notizie sul suo stato di forma, Sarri in apprensione. Mancini ora deve disegnare di nuovo la formazione senza l’attaccante
biancoceleste. Si scalda Scamacca come punta centrale. Corriere dello Sport

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Giordano: “Mia esperienza con la Nazionale sfortunata. Tonali destinato a grandi cose” (AUDIO)

Bruno Giordano a ‘NMM’

“Il Mondiale si avvicina, questo influisce già adesso in alcune scelte dei giocatori. Sono mesi di gestione anomala, perché è chiaro che alcuni calciatori preferiscano conservarsi in vista della competizione. La mia esperienza con la Nazionale? Sono stato sfortunato, ho avuto infortuni pesanti a ridosso delle convocazioni. Per me più che ‘blocco Juve’ o altri grandi club, credo sia stata pura fatalità, tante coincidenze sfortunate che mi hanno portato a non essere presenze in occasioni importanti. La cosa che non sopporto, anche a distanza di tanti anni, è stata la squalifica che mi ha impedito la presenza ai Mondiali dell’82. Non ci farò mai pace, a distanza da 40 anni ancora non me ne capacito”.

“L’attacco della Nazionale lo vedrei sull‘asse Pellegrini-Immobile. Un trequartista atipico, con alle sue spalle un giocatore come Tonali, che in questo momento è in grande spolvero. Credo che Tonali farà una carriera super, non è solo una questione tecnica, ma anche di testa“.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Pieretti: “Provedel porta punti, M. Antonio va aspettato. I blackout la costante per Inzaghi e Sarri” (AUDIO)

Simone Pieretti (Il Tempo) a ‘NMM’

Marcos Antonio deve ancora dimostrare, c’è bisogno di tempo – e spazio – per poterlo giudicare. Il suo inserimento non è semplice, ma la Lazio ha fatto un investimento importante. Romagnoli e Vecino sono il valore aggiunto e con loro Provedel. Il portiere è addirittura arrivato in Nazionale. Le sue parate hanno portato punti alla Lazio, da quella col Bologna fino all’ultima – importantissima – contro la Cremonese in apertura di secondo tempo. Margini di miglioramento? Se guardo la classifica penso subito a Genova. Imperdonabile aver buttato via quei due punti, ma il punto è che va migliorata la concentrazione. La testa deve fare la differenza, perché alcuni blackout possono minare il cammino durante la stagione. Per me è questo il vero neo, è una qualcosa che trovi sia nella Lazio di Sarri, che in quella di Inzaghi“.

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STATISTICHE

Lazio, la terza miglior partenza della gestione Lotito

Quattro vittorie, due pareggi e una sconfitta. Un computo di 14 punti come non si vedeva da cinque stagioni. Solo altre due volte durante la gestione Lotito il club capitolino è partito con oltre due punti di media dopo sette giornate. In primis nella stagione 2010/11 con Reja e 16 punti conquistati. L’ultimo caso, appunto, è stato la stagione 2017/18. Sulla panchina biancoceleste c’era Simone Inzaghi che nelle prime sette gare come Reja aveva accumulato 16 punti scaturiti da cinque vittorie, un pareggio e una sconfitta. Quell’anno la Lazio perse la Champions League all’ultima giornata con l’Inter per un colpo di testa di Vecino, ora in biancoceleste. L’obiettivo di questa stagione resta il quarto posto, ma di certo Sarri spera in un epilogo differente. Ilmessaggero.it

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Parolo: “Basta paragoni col Napoli, questa è la Lazio di Sarri. Il ‘germe’? Vi spiego cosa intendeva…”(AUDIO)

Marco Parolo, centrocampista della Lazio dal 2014 al 2021, con oltre 210 presenze e 27 reti, ai microfoni di ‘NMM’

“Racconto calcio con passione e divertimento. Ho voglia di trasmettere agli altri ciò che ho vissuto sul campo, la mia esperienza. Commentare i tuoi ex compagni all’inizio è difficile, perché tendi più ad esaltare che a criticare. Col tempo capisci che essere trasparente è la chiave, con le giuste spiegazioni, anche degli errori dei vecchi compagni”.

IDENTITA’ DELLA LAZIO

Secondo me questo è il Sarri della Lazio. Basta paragoni con il Napoli. Con l’arrivo di Vecino ha avuto un giocatore di grande equilibrio che ti permette di avere una risorsa in panchina come Luis Alberto. Devono crescere i giovani Cancellieri e Marcos Antonio, Sarri sta facendo ciò che può, ma adesso vedo la Lazio di Sarri con l’uruguayano in campo per una questione di equilibrio. E’ ovvio soffrire con le ‘big’, perché hanno grande intensità e fisico. Nel gioco di Sarri ci sono dei punti attaccabili. Penso alla partita di Kvara in Lazio-Napoli, è stato bravissimo a metterli a nudo. La Lazio ha perso male in Danimarca, ma bisogna mettersi in testa che alcune partite si possono perdere. C’è tempo per rimediare ad un errore grosso. Giocando ogni 3 giorni devi mettere in preventivo dei passi falsi, perché giocano tutti e si alternano. Si lavora oggi per avere tutti sullo stesso livello domani”.

DIFESA E GIOVANI

La Lazio concede poco, in questa stagione. Provedel e Romagnoli sono giocatori intelligenti e di esperienza e sono finiti in un reparto già migliorato dal primo anno di Sarri. Penso a Marusic e Lazzari, oltre a Patric, che hanno fatto grandi passi avanti. Cataldi stesso è cresciuto molto nelle letture difensive. Marcos Antonio deve crescere. Una volta che entrerà nel contesto vedrà alcune lacune coperte dalla conoscenza del sistema. Ha ancora troppi istinti che prevalgono sulla ragione, in campo. Quando hai i giovani devi mettere in preventivo qualche errore”.

IMMBOILE

“Avevamo una routine, eravamo compagni di stanza. Consiglio? Ha raggiunto una maturità tale che può fregarsene di quello che lo circonda. L’ho notato nell’intervista che abbiamo realizzato con lui. Ciro ha i numeri dalla sua parte, la gente può parlare, ma alla fine contano solo i numeri. Lo vedo molto sereno. Immobile problema della Nazionale anche no, meno male che c’è lui, in Nazionale.

FINE CARRIERA

Ho smesso al momento giusto, levandomi la soddisfazione di giocare e segnare in Champions. Ho finito contento di aver chiuso alla Lazio, di un percorso fatto raggiungendo l’apice del mio livello calcistico. Quando ti rendi conto di aver raggiunto il tuo limite, sai di aver dato tutto quello che potevi dare. Una volta smesso, l’affetto del popolo laziale è stato fondamentale per farmi capire che quella fosse la scelta giusta. Ho tanta serenità al riguardo”.

IL ‘GERME’ DI SARRI

Alla Lazio quando c’è qualcuno che vuole andar via, legittimamente, è difficile pensare che il giocatore risposi il progetto. Milinkovic non ha mai fatto dichiarazioni del tipo ‘voglio andare via’. Lui ha sposato il progetto, è il prototipo del giocatore che sta bene a Roma. L’ambiente tende ad esaltare i giocatori, questo lo sappiamo”.

LA LAZIO

“Volevo apparire nelle foto con le Coppe in mano, il mio obiettivo era vincere, fin da quando ho messo piede a Formello e ho visto la bacheca. Cercavo sempre di mettermi vicino al capitano per entrare nella foto dopo le finali vinte (ride, ndr). Finisci nella gigantografia a Formello, e sei nella storia”.

RITORNO

Impossibile, non sarei professionale perché ho un legame troppo forte con i miei ex compagni”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “La scelta di Sarri e l’ambizione di Immobile, così la Lazio vuole crescere” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Quello che è cambiato rispetto agli altri anni, a parte la stagione in cui la Lazio lottò per lo scudetto a discapito dell’Europa League, è il miglioramento della rosa. La Lazio ha pagato tantissimo la pandemia, è un club che si autogestisce che soffre particolarmente la contrazione dei ricavi. Poi se prendi Sarri è chiaro che vuoi avviare un progetto di crescita diverso. Questa stagione è iniziata con delle incognite preoccupanti, poi piano piano si stanno diradando. Immobile ieri dalla nazionale non ha detto che sogna lo scudetto, ma che per mentalità è giusto avere sempre motivazioni ed ambizioni massime. Tre anni fa la Lazio stava vincendo lo scudetto anche in virtù del fallimento di alcune big. La Lazio per puntare al massimo ha bisogno di un’alchimia particolare che possa mescolarsi con altri fattori”.

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RASSEGNA STAMPA

La crescita nei numeri: Patric è diventato leader difensivo

Patric è rinato con la cura Sarri. Come riporta Il Corriere dello Sport edizione romana, il difensore, dopo le difficoltà nella linea a 3 di Simone Inzaghi, si è imposto come leader della difesa a 4 della Lazio di Maurizio Sarri.

I numeri certificano una crescita esponenziale. Lo spagnolo è infatti al quarto posto nella classifica di passaggi riusciti in campionato (428), alle spalle di Kim (437), Skriniar (476) e Bremer (476). Per quanto riguarda la rosa della Lazio, Patric  è primo sia per quanto riguarda i palloni giocati (486) che quelli recuperati (46). Terzo giocatore per contrasti (10), dietro Milinkovic e Felipe Anderson, e quarto per duelli aerei vinti. Non ha ancora saltato una partita in Serie A e con Romagnoli forma la coppia centrale della seconda miglior difesa del torneo a pari merito col Napoli (5 gol subiti).

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DICHIARAZIONI

Immobile: “Sogno lo scudetto. Ho pensato di chiudere con la Nazionale, ma…”

Torna a parlare Ciro Immobile. Lo fa dal ritiro della Nazionale, che sarà impegnata venerdì contro l’Inghilterra in Nations League. Le parole del Capitano della Lazio.

IL RITIRO

“Dobbiamo mettere un freno. Ho capito che non potevano essere gli altri a decidere del mio ritiro. Grazie anche al club ho deciso che avevo ancora tanto da dare. Il Mondiale è lontano, l’età avanza certo, ma se la mia condizione sarà questa so che potrò dare ancora qualcosa. Ritiro? Per la delusione dovuta alla mancata qualificazione al Mondiale e per le critiche molto forti. Sono due cose che ti segnano. Io, però, col passare delle settimane ho capito che non potevano essere gli altri a decidere del mio cammino, a decidere il ritiro al posto mio. Ovvio, queste cose ti segnano, ti fanno pensare. Chi mi ha convinto? Io credo Mancini non abbia mai avuto il dubbio sul mio ritiro, ne ho parlato molto con la mia famiglia e alla fine ho deciso di continuare”.

I GIOVANI

“Scamacca, Pellegri, Pinamonti e Raspadori ha fatto già l’Europeo con noi e lo valuto già un mezzo veterano. Gianluca ha deciso di andare in Premier, una scelta difficile e bisogna dargli tempo. Devono segnare col club per poi avere fiducia anche in Nazionale”.

ESSERE UN RIFERIMENTO

“Ringrazio il mister per le parole. Io ho fatto la gavetta e i giovani di oggi devono iniziare a fare quello, io sono partito dal Sorrento e ho fatto tutta la trafila. Oggi vista la pressione sui giovani si velocizza questo percorso e non gli si dà tempo di crescere. Dobbiamo dare ai giovani tempo e modo di potersi esprimere, probabilmente nel club è un po’ più semplice. Dobbiamo avere un po’ più di pazienza”

POCHI GOL E MODULO

Sul modulo dico che per me non cambia nulla, qualsiasi sia la scelta del mister per me va più che bene. Perché segno meno? Forse alla Lazio ho più margine di errore e fa rosicare il fatto che ho vinto 4 classifiche marcatori e poi con la Nazionale segno meno. Me lo chiedo tutti i giorni proprio perché voglio sempre migliorare e dare il massimo, a volte voler strafare ti porta a fare grosse cavolate”

CRITICHE

So che fanno parte del nostro mondo. L’occhio ogni tanto va a finire li, ma bisogna essere equilibrati nelle decisioni. Ci sono state critiche non solo per me ma per tutti. Un limite alle critiche social? È un mondo meraviglioso, ma alle volte ti distrugge nel vero senso della parola. Bisogna essere un po’ più equilibrati nei giudizi. Quello ad esempio che è successo al Leone (Acerbi) è andato oltre”

FIDUCIA

Io ho sempre sentito la fiducia. Non mi hanno dato tanto fastidio le critiche, ma essere accreditato come l’attaccante per la mancata qualificazione al Mondiale e non quello della vittoria dell’Europeo. Questa diversità di vedute non mi è piaciuta, fa un po’ ridere, ma si accetta anche questo e si va avanti”

LAZIO

Siamo in una buona posizione in classifica, abbiamo perso qualche punto ma stiamo facendo un buon percorso. Lo step successivo dovrà essere di mentalità, di crescita, stiamo segnando meno ma abbiamo più punti dello scorso anno e con la difesa messa a posto. Ora dobbiamo sistemare l’Europa League dopo l’ultimo passo falso“.

POSSIBILITA’ SCUDETTO

“Da capitano non posso urlare vinceremo lo Scudetto, ma io ogni anno ho questo pensiero fisso quando inizio il ritiro. Ho questa mentalità, mi piace poter raggiungere il massimo. Io credo che un giocatore e un uomo debba sempre ambire al massimo. Non dico che la Lazio vincerà sicuramente lo Scudetto, ma è una squadra in crescita e la lotta quest’anno sarà molto aperta“.

ZACCAGNI E PROVEDEL 

“Credo il mister abbia fatto delle scelte, non so se collegate a quanto successo a giugno. Zaccagni l’ho visto in ritiro e mi disse del problema fisico a giugno… C’era stata un po’ di polemica, ma è follia pensare che qualcuno voglia scappare da Coverciano. Ho visto gli occhi di Provedel quando è arrivata la convocazione e mi ha ricordato me quando arrivò la mia prima convocazione“.