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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Lotito-tifosi, Cardone: “Parola chiave autocritica ed inserimento di nuove figure” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Credo si stia sottovalutando molto l’obiettivo Europa per la Lazio, anche per l’indice di liquidità da rispettare nell’ottica dell’iscrizione al prossimo campionato. I ricavi delle competizioni UEFA sono determinanti per una società che si autofinanzia. Sono soldi importanti, non va sottovalutato il piazzamento finale anche per il giudizio finale del lavoro di Sarri. La risposta di Lotito va in questa direzione. Il problema principale in questi ultimi due anni è stata la pandemia. C’è stata una contrazione dei ricavi che pesa molto sul bilancio. Chiaro che i calciatori che vanno via a scadenza non aiutano, nel prossimo mercato andrà rivoluzionato tutto il pacchetto centrale della difesa.

Autocritica ed inserimento di nuove figure

Ora il rischio è che tutto questo astio che c’è con il club vada a contagiare anche il rapporto tra la squadra ed i tifosi. La parola chiave continua ad essere autocritica. Senza non cambieranno le cose, se non sei consapevole di un problema o di un errore non trovi le soluzioni. Sarebbe importante una svolta di questo tipo, di mentalità. Ma non è facile. Per questo insisto sull’inserimento di nuove figure che possono aiutare a ricostruire il rapporto”.

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RASSEGNA STAMPA

Lotito, “Sarri non si discute”, ma “i conti si fanno alla fine”. Ma a Natale…

E adesso sul banco degli imputati sale anche lui. Nonostante rivendichi la crescita della squadra, dati alla mano, Sarri per l’ennesima volta in stagione non riesce a battere un club che lo precede in classifica. Con il Milan sconfitta all’andata e al ritorno (oltre a quella in Coppa Italia), stesso discorso con il Napoli, manca ancora il secondo round con la Juve. Leggermente meglio con Inter e Roma: vittoria prima e pesante ko poi. Anche una fetta importante dei tifosi sembra pronta a voltargli le spalle: dopo otto mesi dall’arrivo nella Capitale, la sua impronta non è ancora riconoscibile. Colpa dei limiti della rosa? Senza dubbio. Colpa dei mancati rinforzi nel mercato invernale? Basti leggere il minutaggio di Cabral e Kamenovic. Eppure la sua Lazio è ancora troppo indietro nel percorso di crescita. Il paragone con la scorsa stagione resta impietoso. Sono nove i punti in meno rispetto nel confronto tra Sarri e Inzaghi. E per quanto riguarda il futuro, neanche Lotito si è sbilanciato. «È un uomo di grandi qualità e lavora 24 ore su 24 per il campo. Questo non si discute», ha dichiarato ai cronisti che lo hanno intercettato ieri per le vie del centro di Roma. Ma sul giudizio della stagione non si è sbilanciato: «I conti si fanno alla fine come tutte le cose. Non è certo nemmeno Sarri? E chi lo ha mai detto che non è certo. La contentezza si esplicita quando si raggiunge un traguardo, adesso è ancora prematuro, fermo restando che io ho una grande considerazione nei suoi confronti».

Parole che vanno in grande contrasto rispetto a quelle proferite durante la cena di Natale, in cui aveva dato mandato ai suoi uomini di rinnovare il contratto del tecnico. Il Tempo

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Marusic-Acerbi, Cardone: “Litigio di campo, i due si sono chiariti. Ora situazione non facile da gestire…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Sia all’intervallo che a fine gara, Tare ha affrontato a muso duro l’arbitro Guida in merito alla mancata sanzione per Kessie per una gomitata a Milinkovic e per la spinta di Tonali ad Acerbi in occasione del gol vittoria del Milan. Vedremo quello che Guida avrà scritto a referto, c’è anche la possibilità di qualche sanzione per il direttore sportivo”

Marusic-Acerbi, la verità

Capisco che da fuori quel ghigno di Acerbi e la rabbia di Marusic potessero sembrare cose collegate. In realtà la reazione del difensore nasce dalla frustrazione per l’ennesimo gol preso alla fine. E’ stata una questione di campo che è nato dal fatto che Marusic si è sentito chiamato in causa dopo il suo errore da un’occhiataccia di Acerbi. Il montenegrino ha reagito imputando al centrale di avere maggiori colpe. Tra l’altro poi negli spogliatoi i due si sono chiariti, relegando tutto ad un’isteria che riguarda il campo. Ora è una situazione non facile che va gestita. Pesa la situazione ambientale, chiaro in quel gol non credo ci sia solo la responsabilità di Acerbi. E’ stato un concorso di colpe. Ora i compagni si stanno occupando di risolvere la situazione. Per il futuro, chiaro che queste sembrano davvero le ultime prestazioni di Acerbi con la Lazio“.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, le condizioni di Pedro: Sarri lo aspetta per il finale

La Lazio ha bisogno di Pedro in questo finale di stagione. Lo spagnolo l’arma in più per tentare l’ultimo assalto all’Europa League. È fermo da due settimane per un vecchio problema ad un polpaccio. Ha saltato Torino e Milan, nell’ultimo mese ha giocato solo 18’, a Genova. In precedenza non si era visto con il Sassuolo per squalifica (scattata dopo il derby). Da inizio anno ha giocato poco da titolare, si è fermato tre volte, la prima per infortunio a gennaio (è il problema muscolare che continua a tormentarlo). Sarri ha bisogno di lui. In questa settimana non ci sarà riposo, la ripresa è fissata per oggi alle 15.30. C’è la sfida allo Spezia nel mirino. Corriere dello Sport

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Olimpico ‘nemico’: i dati frenano la corsa all’Europa

Troppi punti persi nelle partite interne da parte della Lazio. L’Olimpico nemico nel momento cruciale della stagione, quando serviva dare tutto per correre forte verso il quinto posto posto e raggiungere l’Europa. La situazione si è complicata, ora Sarri rischia di scivolare all’ottavo gradino dopo i recuperi di Fiorentina e Atalanta. Il rendimento in casa parla chiaro: solo 4 vittorie nelle ultime 11 gare. La volata rimane in salita.

Lazio, le quattro finali

Restano quattro partite. Spezia fuori, Samp in casa, Juve a Torino e Verona all’Olimpico. Sono dodici i punti a disposizione per provare l’ultimo assalto ad un posto in Europa che sarebbe troppo importante per prestigio e soldi. Nelle casse di Lotito entrerebbero almeno 15 milioni di euro. Dopo 34 giornate, se si prende in considerazione la scorsa stagione, Inzaghi aveva 65 punti, nove in più del Sarri di oggi. E la squadra lottava ancora per un posto in Champions. Servirebbe un filotto di vittorie per l’ingresso in Europa League.

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DICHIARAZIONI

La Lazio ha piano A e B con o senza Europa? Sarri: “Chiedete a loro, per me non cambia”

Maurizio Sarri, a DAZN, ha parlato del futuro biancoceleste con o senza Europa. “Se la società ha un piano A o B per il mercato, dovete chiederlo alla società. Per quanto mi riguarda non cambia niente. Io con l’ambiente sto bene, anche con la squadra”. Tuttomercatoweb

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SERIE A

Immobile non basta, il Milan ribalta la Lazio: decisivo Tonali al 92′

Non basta una partita di grande sofferenza per portare a casa un punto prezioso. Il Milan vince in rimonca all’Olimpico e continua a tener testa all’Inter nel duello Scudetto. Decisivo il gol di Tonali, al 92′, su una dormita colossale della difesa laziale.

PRIMO TEMPO

La Lazio parte forte, anzi fortissimo. Minuto 4: Immobile trova lo spazio per la zampata (di suola), di sinistro, dopo una grande giocata di Milinkovic sul lato corto dell’area di rigore. Con il ventiseiesimo centro in questo campionato, Ciro diventa il quarto giocatore dei maggiori cinque campionati europei (dopo Lewandoski, Messi e Cristiano Ronaldo) a segnare più di 25 gol in un singolo torneo per almeno tre volte dal 2016/2017. Dopo 180′ senza mai tirare in porta contro i rossoneri, nelle precedenti due partite, arriva il gol al primo affondo. Ed è ovvio che il piano partita cambi: la Lazio resta aggressiva, ma cerca di sfruttare gli spazi concessi dai rossoneri, alla ricerca del pareggio. Immobile viene lanciato da Felipe Anderson al 22′, ma Maignan esce bene e sventa il pericolo. Al 29′ il Milan bussa alla porta di Strakosha: Kessie di sinistro, il portiere controlla in due tempi. Leao bissa al 32′: destro dal limite e risposta pronta di Strakosha. Il Milan prende il campo, la Lazio aspetta e soffre le iniziative del portoghese, sempre pericoloso nell’uno contro uno. Theo Hernandez impegna il portiere albanese direttamente da calcio di punizione, di sinistro. Il finale di frazione è in apnea per gli uomini di Sarri, con il Milan in pressione costante e la difesa laziale schiacciata ai piedi dell’estremo difensore.

SECONDO TEMPO

50′ Giroud pareggia subito, dopo una discesa inarrestabile di Leao sulla sinistra, il francese raccoglie in area piccola e spinge in porta. L’aggressività del Milan è superiore, la Lazio fatica a creare presupposti pericolosi e si schiaccia nella sua metà campo. Sui corner è sempre una sofferenza inaudita e Radu salva sulla spizzata di Tomori, al 57′. Sarri inserisce Cataldi e Basic per Leiva e Luis Alberto, particolarmente in ombra. Messias sfiora il vantaggio al 62′, il suo sinistro fa la barba al palo, alla destra di Strakosha. Marusic prende il posto di Radu, evidenemente in affanno sul brasiliano. Cambi che permettono alla Lazio di riprender fiato e campo, per alleggerire la pressione del Milan. Hysaj e Luiz Felipe completano la serie di cambi di Sarri: fuori Lazzari e Patric. Maurisc finisce a destra, l’albanese sul lato opposto. Leao è una furia, il suo sinistro obbliga Strakosha a rispondere al minuto 83. Al 92′ la Lazio si suicida, sportivamente parlando. Marusic fa di tutto per consegnare palla al Milan: Rebic la recupera, Acerbi anticipa Strakosha e Ibrahimovic serve Tonali, per il tap-in. Incredibile dormita, incredibile leggerezza della retroguardia biancoceleste.

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SERIE A

Lazio-Milan, probabili formazioni

Sarri senza Pedro, Marusic e con il dubbio Strakosha. Pioli perde Bennacer e riporta Kessie in mezzo.

Ecco le probabili formazioni:

LAZIO (4-3-3): Strakosha; Lazzari, Acerbi, Luiz Felipe, Hysaj; Luis Alberto, Leiva, Milinkovic-Savic; Felipe Anderson, Zaccagni, Immobile
All. Sarri

MILAN (4-2-3-1): Maignan; Hernandez, Tomori, Kalulu, Calabria; Kessie, Tonali; Leao, Diaz, Saelemaekers; Giroud
All. Pioli

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FORMELLO

FORMELLO – Sarri, problemi fino alla fine: Marusic out, pronto Hysaj. Strakosha in palestra

FORMELLO – Sarri dovrà tirare il collo alla formazione fino all’ultimo minuto. Non sono stati risolti molti dei problemi che la Lazio ha avuto negli scorsi giorni: Marusic non è rientrato in gruppo e Strakosha ha svolto la rifinitura in palestra. Per il portiere c’è ballottaggio con Reina che verrà deciso all’ultimo respiro.

In difesa accanto ad Acerbi, Luiz Felipe dovrebbe spuntarla su Patric che oggi ha svolto riscaldamento differenziato per i problemi muscolari che si trascina da qualche giorno.

Lazzari è il titolare a destra, mentre a sinistra è favorito Hysaj con Marusic out e Radu tornato in campo da due giorni.

A centrocampo e in attacco invece, nessuna incertezza: Milinkovic e Luis Alberto si muoveranno ai lati di Leiva, davanti il tridente formato da Felipe Anderson, Immobile e Zaccagni. Per Pedro solo lavoro differenziato sul campo adiacente, difficilmente verrà convocato. Aggregato il difensore della Primavera Pollini.

La probabile formazione:

Lazio (4-3-3): Strakosha; Lazzari, Luiz Felipe, Acerbi, Hysaj; Milinkovic, Leiva, Luis Alberto; Felipe Anderson, Immobile, Zaccagni. A disp.: Reina, Adamonis, Patric, Marusic, Radu, Akpa Akpro, Cataldi, Basic, Cabral, Moro, Romero. All.: Sarri.

Alessio Buzzanca

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DICHIARAZIONI

Lazio-Milan, Sarri: “Finale di stagione non sposta, deve esserci sintonia per il futuro” (AUDIO)

La conferenza stampa di Maurizio Sarri alla vigilia del match contro il Milan.

76 gol segnati dalla Lazio in stagione, 0 con il Milan. Un caso?

“Il Milan è forte, senza fare troppe considerazioni tattiche. Prende pochi gol, fa parte della normalità purtroppo. La distanza fino a pochi mesi fa era netta, proviamo ad assottigliarla”. 

Quanto rammarico per il pareggio con il Torino?

Non si possono vedere situazioni di gara in gara. Nelle ultime 12 partite la Lazio ha conquistato 24 punti, nelle ultime 6 partite i punti sono stati 13, stiamo dando dei segnali di crescita importanti. Il Toro è difficile da affrontare, abbiamo sbagliato qualcosa, non avevamo le distanze giuste. Il Torino ha pareggiato col Milan e con la Juve, quindi può farlo anche con noi”. 

Che gara si aspetta?

“Me l’aspetto diversa dalle altre, a fine primo tempo abbiamo rovinato tutte e due le partite con il Milan. È una squadra che ha queste caratteristiche, ti possono fare male anche se non stanno dominando, spero naturalmente di vedere un match diverso”. 

Cosa bisogna fare di diverso contro il Milan? Che settimana è stata?

“Settimana difficilissima, queste situazioni ti creano difficoltà, si pensa più a chi si può recuperare che a prepararla. Tutti queste influenze sono difficili da affrontare, vediamo chi recuperiamo, poi con chi avrò a disposizione la prepareremo”,

Che fine di stagione sarà?

“Punto a punto fino alla fine per un piazzamento in Europa”.

Il finale di stagione incide sul futuro?

“Non mi posso far condizionare dal finale di stagione, può essere condizionato da mille fattori. Mi posso far condizionare solo dalle parole del presidente”. 

Non ha mai dato per scontato il futuro alla Lazio? 

“Nel calcio i contratti non servono a niente. Posso avere 10 anni di contratto, ma se non sono più in sintonia con i programmi e l’ambiente posso andare via lo stesso. Al contrario posso non avere il contratto ma essere sicuro di rimanere. Il contratto l’ultima cosa che mi interessa”. 

Partita?

“Mancano 5 partite, tutte sono motivo di rischio e opportunità. Perdere punti ora è problematico, dobbiamo raccattare tutti i punti possibili”.

Sui tifosi allo stadio?

“Non penso che condizioni la squadra, la mancanza di sostegno allo stadio magari sì. Ma pochi o tanti ci hanno sempre aiutato. Non conosciamo i dettagli delle proteste, sono situazioni che forse partono da lontano, non ho uno studio tale da poter dare un’opinione. A noi interessa il sostegno di chi sarà allo stadio. Per noi è determinante essere aiutati durante la partita. Magari criticati alla fine, ma sostenuti durante”.

Milinkovic?

“Ieri ha fatto tutto con noi, tra quelli colpiti dall’influenza sembrava tra quelli messi meglio. Ma ho visto ricadute, gente sfebbrata che poi l’ha ripresa. Fino a domani non so chi potrà giocare o meno”.

Quanto manca alla Lazio per colmare il gap con le big?

“Ci manca il passo per diventare forti, per ora non lo siamo stati, almeno da altissima classifica. Un problema decennale, negli ultimi 7-8 anni non c’erano Inter e Milan, e la Lazio ha fatto la Champions una volta sola. Ora è più complicato, è un discorso decennale e non di 3 mesi”. 

La posizione a fine campionato cambia i giudizi sul suo lavoro?

“L’ho sempre detto, sarebbe più preoccupante arrivare quinti senza la sensazione di aver costruito qualcosa, che arrivare ottavi avendo invece costruito. Il finale di stagione sarà determinato dagli episodi, quindi mi interessa relativamente poco”. 

Zaccagni? 

“Penso non sia cambiato nulla, in una stagione un giocatore può rendere un po’ meno per alcuni tratti, è normale. Sembra che fisicamente sia impossibile essere al top per più di 20 giorni, noi facciamo uno sport in cui non si può puntare su un singolo evento, abbiamo 50 eventi da rispettare che sono le partite. Ad alcuni si arriva al top, ad altri meno”.