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RASSEGNA STAMPA

Lazio, emergenza difesa tra acciacchi e la squalifica di Romagnoli: Provstgaard pronto agli straordinari

Ieri i centrali sono stati Gila e Provstgaard, entrambi usciti anzitempo dal campo.

Gli stop di Gila e Provstgaard hanno costretto la Lazio a chiudere la gara con una coppia di centrali differente rispetto a quella di partenza. Solo crampi, riporta il Corriere dello Sport, per il danese. Al suo posto è entrato Patric nei 7 minuti finali, facendo il suo esordio in questo 2026. Anche Romagnoli è partito dalla panchina e, sempre nel finale, ha preso il posto di Gila rimediando un giallo pesante, da diffidato, che gli costerà la squalifica, e quindi l’assenza, sabato contro l’Atalanta.

Sarri quindi studia le mosse, soprattutto perché prima di tornare a pensare all’impegno casalingo di Serie A con la Dea, c’è una Coppa Italia da onorare: l’appuntamento è per mercoledì in casa del Bologna e, ad oggi, Provstgaard si candida nuovamente per una maglia da titolare. resta da capire come starà Gila in queste ore, mentre Romgnoli dovrebbe tornare titolare mercoledì, anche in virtù del fatto che salterà il prossimo match.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Fabiani a ruota libera: “Dimissioni, mercato, contestazione, Romagnoli e Lotito. Ecco la situazione…” (AUDIO)

La seconda parte dell’intervento del direttore sportivo della Lazio, Angelo Fabiani, nel corso della conferenza stampa di presentazione dei nuovi acquisti Maldini, Przyborel e Motta:

“Ho quasi 65 anni, lo faccio per passione e non per un discorso economico. Il presidente mi ha detto di adeguare il contratto, in C prendono più di me, posso dire di farlo per amore e dedizione. E non prendo per in giro nessuno. Basta fare i capopopoli, i tifosi capiscono. Il popolo è vulnerabile, ti lascia quando si accorge che lo stai prendendo in giro. Spero che il messaggio arrivi all’esterno e all’interno. Nessuno sfrutterà la Lazio finché ci sarò qui io”.

La dimensione vera della Lazio – “La costituzione ci consente di manifestare in piazza, massimo rispetto. Per avere delle ambizioni bisogna avere delle basi solide, che non sono sul denaro. Oggi potrei bearmi delle plusvalenze, ma non funziona così. Castellanos l’ho venduto a 30 ma l’ho pagato 15, così come Guendouzi. Ci sono gli ammortamenti e tutto un meccanismo che ci si porta dietro da anni. Non tutte le responsabilità sono su Lotito, se mi devo incazzare con lui lo faccio, ma non mi ha mai imposto nulla. Sta all’onestà di chi lavora agire per il bene superiore, cioè della Lazio. I soldi non ce li siamo messi in tasca, abbiamo ancora delle quote da pagare. Le basi solide per partire da zero queste sono le azioni necessarie. L’Atalanta ha fatto 600 milioni di plusvalenze partendo da zero, il Como grazie a un programma sui giovani si sta togliendo delle soddisfazioni. Questo è quello che ho inteso fare io in accordo con tutti. I periodi passano, la storia va avanti. Per ricostruire ci vuole tempo, anche per privarsi di un giocatore. Abbiamo fatto una plusvalenze reale, ma per cosa? Tutto quello che si sta facendo e per creare delle basi solide durature nel tempo. Con l’avvento di questi fondi non si capisce nulla. La Lazio oggi gode di ottima salute dal punto di vista economico. Non voglio parlare di numeri di altre squadre, mi viene da rabbrividire. Lo scorso anno questi stessi giocatori sono arrivati primi nel girone in Europa o no? L’ultima di campionato competevano per l’Europa o no? Poi perdi con il Lecce e rimani fuori, il bello del calcio è anche questo. Baroni giocava in un certo modo, c’è stata un’interruzione. Torniamo su Sarri, stimato tanto da me e Lotito. È un allenatore importante che ha il suo credo, devi rimescolare un po’ di situazioni. Ci vuole del tempo per dargli giocatori funzionali. Il mercato non è come al supermercato, ci sono delle complessità. C’è chi viene, chi è disposto. C’è tutto un studio, questo è programmare. Dei giocatori li abbiamo bloccati, come Noslin, Tavares, Rovella. Ci sono anche calciatori che stanno qui da anni e che hanno un contratto, quando si dicono le cose bisogna farlo con dati oggettivi. C’è gente che non sa come funziona una società. Il tifoso vuole sognare, ha ragione. Riportiamo tutti su un binario di tranquillità e trasparenza, se volete vi faccio vedere i contratti di Romagnoli firmati. Avevo fatto una forzatura andando anche contro il comunicato, mi prendo io la responsabilità. Se l’operazione non è andata in porto non è colpa di qualcuno, ne risponderanno davanti a un magistrato. Il tempo dei telegrafi e dei fax è finito, bastava una firma. Gli fa onore a Romagnoli, non c’è stata nessuna scazzottata, ci sono sorrisi, si divertono. Questa vicenda fa onore solo a Romagnoli”.

“Anno zero? Sono punti di vista. È il campo che giudicherà. Ho un grande rapporto con Guendouzi, il giorno dopo è diventato un discepolo di Maria Goretti. Dentro la Lazio si fa buttare fuori, fa come gli pare. Quella non è obiettività. Guendouzi è andato via perché l’ha deciso e voluto lui, io non trattengo nessuno così come Romagnoli. Non ho messo sul mercato Castellanos, lui mi ha detto di andare via. Se poi c’è stata un po’ di abilità di fare qualche milioncino, sono stati reinvestiti. Ci sono state parecchie interruzioni, ma bisogna vedere chi ha spinto l’interruttore. Io avevo puntato su Baroni, aveva due anni di contratto. Mai discusso con lui, prima della partita con il Lecce a bordo piscina mi comunica la sua volontà di andare via. Quello che si dice e che si può dire lascia il tempo che trova. I fatti documentati sono questi. Si deve ripartire, quante volte succederà. A volte ci sono delle esigenze. Sono andato da Sarri a prenderlo. Lui dopo la partita contro l’Udinese, per problematiche famigliari serie, non ce l’ha fatta e ha fatto un passo indietro. Il primo allenatore contattato è stato Sarri, so perfettamente che bisogna costruire una squadra per lui, ma ci vuole pazienza, verrà fatto. Ha un contratto di tre anni, firmati. Se li merita tutti. Bisogna avere pazienza e fiducia. Rompere un giocattolo ci vuole poco, costruirlo di più.

40mila firme sulla petizione – “Saremmo arroganti a chiuderci qui. Petizioni e non petizioni, la costituzione ci garantisce di manifestare in piazza, di dissentire. Bisogna anche avere un grado di capire fino in fondo le cose come stanno. Fare autocritica, dobbiamo essere i primi. Mi verrebbe da dire che se le regole ce lo consentono, di promuovere una sorta di class action con tutti, sederci di fronte a un tavolo e discutere delle problematiche reali per un confronto costruttivo, non distruttivo. Noi abbiamo anche regole stringenti a livello federale, tutto viene strumentalizzato. Forse è arrivato il momento di sederci e discutere di questo malessere non malessere, non tutto può essere ascrivibile a Fabiani. Ognuno di noi si deve prendere un po’ di responsabilità per il bene superiore che è la Lazio in quanto società importante, che ha migliaia di cuori pulsanti. Questo è quello che farò con un po’ più di tempo libero”.

C’è un risultato sportivo negativo che la spingerebbe a dimettersi? “La Serie A l’ho fatta anche a Messina, sono arrivato ottavo e non era il Real Madrid. Comunque il campionato l’ho lasciato perché non avevo più stimoli. Il mio lavoro non lo deve valutare nessuno se non io, devo essere apposto con la mia coscienza. Tolto Milinkovic, Luis Alberto, Immobile e pochi altri, non c’era gran che a livello di patrimonio di giocatori. Se per il lavoro fatto giorno e notte, togliendo tempo alla mia famiglia, Transfermarkt attesta il valore della rosa sui 250-300 milioni, vorrà dire qualcosa? Verrò giudicato per quello, quello mi dirà se la strada è giusta, sul progetto che mi inizia a dare delle basi solide. Qui bisogna dare stabilità e sono abituato a programmare. La mia carriera dice che ho preso società fallite, retrocesse e riportate in alto. Questo è stato sempre il mio credo calcistico. Quando potevo rimanere al Messina in A, potevo divertirmi, prendere soldi. Ma non sono fatto così. Io sono un uomo del popolo, vengo dal nulla. Non mi ha regalato niente nessuno, non ci sono presidenti che mi dicono quello che devo fare. L’appello a tutti voi è di portare tutto sui giusti binari. A volte l’istituto delle scuse potrebbe essere molto importante, se qualcuno lo conosce. Io sì”.

Cosa ha spinto Sarri a dire che alla Lazio sembra sempre l’anno zero? Cosa spinge Baroni ad andare via e passare al Torino? “Con Baroni all’Ancona, tanti anni fa, c’ero io e gli avevo dato una panchina. L’abbiamo incontrato tante volte, avevo pensato di fare un progetto con lui, e non avevo torto, c’era già il Baronismo. Poi si è rotto qualcosa. Non so i motivi per cui è andato via, prima del Lecce mi ha comunicato l’addio. Mi ha chiesto di non dirlo a nessuno perché non l’aveva comunicato ai collaboratori. Quindi io sono ripartito, non l’ho trattenuto. Tutto quello che è negativo non sempre è da assegnare alla società. Ora stiamo ripartendo con Sarri. Serviva uno come Raspadori? Abbiamo preso Maldini. Loftus-Cheek? Io non l’ho fatto saltare, nemmeno Samardzic. Io sono andato dai carabinieri per difendere la Lazio e i suoi tifosi, voi tutti. Non si dica che non siamo andati sui giocatori. Fare mercato ora è diventato impossibile, le cose si riescono a fare solo mantenendo il segreto perché ci sono gruppi che si inseriscono nelle trattative. Ma questo è un altro tema”.

Romagnoli, rinunciare a un trasferimento per qualche mensilità – “Il principio gli fa onore, non se ha rifiutato. Ci sono prove documentate dell’addio di Romagnoli, lui per principio non ha accettato il trasferimento per tre stipendi. Non gliel’ho imposto. Vecino ad esempio è andato via e ha preso fino all’ultimo giorno. Chi stava facendo l’operazione, non noi, ci dice che quello che rinuncia qui lo prende dall’altra parte, speriamo che mi stia sentendo Raiola, da un milione e mezzo di prestito lo porto a un milione, significa che avete parlato con Romagnoli e non gli avete detto nulla, avete sbagliato voi. Quando faccio le cose le faccio sempre con cognizione di causa. Mandas è venuto da me e piangeva, i procuratori gli hanno detto di rinunciare alle mensilità e lui è andato via senza prendere gli ultimi mesi di stipendio. I procuratori hanno rinunciato anche alla commissione. Da qui a dire che è tutta colpa della Lazio… le cose non stanno così. Fatevi dare dei documenti a supporto”.

Romagnoli centrato “Centralissimo, ha capito perché è un ragazzo estremamente intelligente. Ci abbiamo parlato, la delusione in lui traspariva. Lui mi dice: ?Io questa cosa non la sapevo?. Io credo in lui. Si è allenato anche durante i giorni di riposo. Alessio è un professionista serio, poi la formazione non la faccio io.

Sarri anche dopo giugno – “Me lo auguro, altrimenti sarei un folle. Io lo chiamo ‘toscanaccio’, ridiamo insieme, il mister ha la battuta facile, bisogna saperlo decodificare. Io so che lui è attaccato alla società, ai calciatori, ai tifosi. Poi è un brontolone, ma guai se non lo fosse. Significherebbe per lui non avere più stimoli. Giusto che ci solleciti. Lui viene dai campi di strada come me, sa che a volte le operazioni vanno in porto e a volte noi. Lui è una garanzia per tutti i tifosi. Lasciamo perdere le battute. Ho sentito Conte dire: ‘Lo faccio per passione e non per soldi’. Lui è un altro burlone, di una bontà illimitata. A volta non conta ciò che dice, ma ciò che uno pensa. Io sono convinto che lui voglia onorare e dare continuità al progetto che abbiamo detto essere all’anno zero.

Merato – “Non penso che la Lazio si sia indebolita. Penso che abbia preso ottimi elementi; è il 64esimo mercato che faccio, qualche operazione c’è sempre che non va purtroppo in porto. Avevamo individuato un ragazzo dell’Inter (Frattesi, ndr), la Lazio poteva sostenere un prestito con diritto, poi ogni società fa le sue strategie. L’importante è non fare marchette. Qua non si fanno. Si prendono solo giocatori funzionali. Poi lo dirà il campo. Qualsiasi cosa fatta, è stata fatta in buona fede”.

Basic – “Lui e Marusic sono stati convocati dal sottoscritto. Marusic ha accettato e firmato seduta stante, il secondo ha preso un po’ di giorni per valutare le condizioni. Nel frattempo si prendono anche altri impegni, per cui si è andati avanti con altri. Per me non è un problema, al pari di Pedro e Vecino l’anno scorso. Quando sarà il momento vedremo se è nelle condizioni di rinnovare con la Lazio o meno. Quando parlo di esigenze, parlo di una visione totale di numeri. Mi sembra stia giocando con continuità”.

Ha pensato alle dimissioni? – “Stai dicendo che tutto questo disastro l’ha combinato Fabiani? La rosa più vecchia non l’ha creata Fabiani. Quando parli devi pesare le parole. Una volta siamo arrivati settimi e non siamo arrivati in Europa, un’altra volta sì. Alcuni giocatori, come Hysaj, non l’ha portati Fabiani. Fabiani ha preso Gigot. Così passa un messaggio che non è corretto. Se mi devo prendere le mie responsabilità, me le prendo. Dal mio avvento la Lazio è passata da 0 euro a 300 di parco giocatori. Se vai su Transfermarkt vedi cosa ha fatto la Primavera e la Women. Fatevele spiegare bene le cose”.

Fuori dal mondo Lazio c’è un caos incredibile: c’è un motivo per cui si è arrivati a questo? “Ho un ruolo ben preciso. Forse è giunto il momento di abbassare tutti i toni, è arrivato il momento di fare una class action e parlare. Anche con i tifosi. Non si può dire che qui c’è chi ha ragione assoluta e uno che ha torto. A me dispiace che questi ragazzi senza i tifosi ma non voglio entrare in questo meccanismo, ne sto fuori. Mi farò promotore con Lotito. Penso che c’è tutta la volontà di arrivare a una soluzione, non so quale possa essere”.

Consigli a Lotito? “Questa situazione non piace a nessuno, nemmeno a Lotito. Ho chiesto aiuto, cerchiamo di ricompattare, a partire da me. Se c’è un punto d’incontro”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Lazio, con la protesta i tifosi provano a cambiare la situazione. Questo poco consenso potrebbe far riflettere in politica…” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Oggi mi aspetto un rappresentante della società alla conferenza di presentazione dei nuovi arrivati. Se Lotito sarà presente domani con Sarri? Saremo alla vigilia di una gara importante, credo si debba parlare solo di campo. La comunicazione è una cosa importante: va studiata, non improvvisata.

La protesta che continua? Decisione giusta. Qualcuno ha detto che non si può andare avanti così, che magari non ci sarà la stessa partecipazione ma questo lo vedremo. Se in questi 22 anni il tifoso è andato regolarmente allo stadio e non mai cambiato nulla, giustamente ora prova a modificare la strategia. Se nulla cambia andando allo stadio, vediamo così. Avere così pochi consensi, per un senatore della Repubblica, non credo sia irrilevante: potrebbe far riflettere qualcuno del partito questa situazione”.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Paglia: “Fallimento totale della gestione Lotito, situazione-Romagnoli è la fotografia del momento” (AUDIO)

GUIDO PAGLIA IN COLLEGAMENTO A ‘SVB’

“La comunicazione è certamente molto importante ma secondaria rispetto a ciò che è accaduto alla Lazio. Puoi saper comunicare più o meno bene ma se la società fa degli errori clamorosi, colleziona omissioni, non c’è comunicatore bravo che tenga.

Il problema è quello che sta facendo il presidente; sta raccogliendo i frutti di ciò che ha seminato.

La petizione firmata in 36mila, vorrà dire qualcosa. Si evince il fallimento totale della gestione di questa società: di questo dovrebbe prendere atto il presidente.

Ormai c’è un solco che non ha correttivi; è un muro contro muro. Lo ha voluto lui, c’erano stati mille modi per uscirne. Ma lui pensa di essere il più bravo e che gli altri siano tutti cretini. In questa condizione non ci sono margini di miglioramento. Capisco i tifosi, a cui mando la mia solidarietà.

Romagnoli è il simbolo di ciò che sta accadendo. Capitano del Milan, talmente tifoso della Lazio che ha scelto il 13 di Nesta, che accetta la Lazio per amore, da tifoso, e poi è stato rimbambito di promesse non mantenute”.

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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Lazio, innesti estivi a parametro zero: Pedraza pre-contratto firmato, complessa la situazione-Leite

La Lazio ha già prenotato due innesti per giugno: gli aggiornamenti.

Il mercato invernale è stato improntato sul ringiovanimento, quello dell’estate, invece, porterà un po’ più d’esperienza. Un piano non allineato con quanto richiesto pubblicamente da Sarri (avrebbe preferito nel caso invertire le strategie) ma, come sottolinea il Corriere dello Sport, coerente con la linea societaria di ridurre il monte ingaggi complessivo e incassare tramite plusvalenze. Ecco allora che per giugno sono stati prenotati Alfonso Pedraza e Diogo Leite, due colpi a parametro zero, di cui uno sicuro (c’è già la firma) e l’altro ancora da concludere.


Il terzino sinistro spagnolo, si legge, ha firmato il pre-contratto il 2 febbraio e diventerà ufficialmente un giocatore della Lazio dal prossimo luglio. In quel momento avrà 30 anni, porterà in dote un bagaglio internazionale di tutto rispetto: oltre 40 presenze nelle coppe europee tra Champions ed Europa League, competizione quest’ultima anche vinta nel 2021 proprio con la maglia del Villarreal.


Diversa, più complessa e ancora aperta, la situazione legata a Diogo Leite. Il centrale portoghese dell’Union Berlin non ha ancora firmato. La Lazio, conclude il quotidiano, ha preso vantaggio rispetto alla concorrenza e vuole affondare il colpo non appena saranno chiariti i tempi di recupero dal problema muscolare che lo ha fermato. È anche per questo che il club biancoceleste ha scelto di non investire subito per anticipare l’arrivo di un difensore che non sarebbe stato pronto nell’immediato. Il 27enne è considerato un profilo ideale per il progetto tecnico: esperienza internazionale (quasi 30 presenze tra Europa e Champions League), fisicità, capacità di giocare in una linea difensiva a quattro o a tre. La Lazio ha già raggiunto un accordo di massima con il giocatore, ma finché non ci sarà la firma ogni scenario resta aperto.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, rebus sul rinnovo di Basic: dopo l’accordo il club vuole rinviare a giugno

Per Sarri il croato è da blindare ma al momento è tutto rimandato.

Basic domenica ritroverà la Juventus, dopo che all’andata siglò lui il gol-vittoria contro i bianconeri. Il croato è passato dall’essere fuori lista al diventare un titolare inamovibile, ma il suo futuro ora è in bilico. Sarri è stato chiaro mesi fa: «Toma è l’unico incedibile e merita il rinnovo». Il 6 gennaio, riporta Il Messaggero, la società ha trovato l’accordo a 1,8 milioni sino al 2030, ma ora vuole rimandare la firma alla scadenza di giugno: «Io ho accettato l’offerta, dopo non è successo nulla. Posso solo dire questo».

Chissà se Basic aspetterà ancora, perché ora sarebbe libero di accettare le proposte del Betis o dalla Germania a parametro zero. Sarri, conclude il quotidiano, ieri ha spinto di nuovo per il prolungamento del croato, anche per non demotivarlo in un momento cruciale e così delicato.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Lazio, Rambaudi: “Przyborek? Giusto essere visionari, ma non cambia la situazione attuale” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Przyborek dai video è un buon giocatore, si vede. Essere visionari ci sta, ma non cambia la situazione della Lazio. Può essere un trequarti, poi dipende dal tecnico, dal riuscire a valorizzare le qualità di ognuno, mettendolo nella posizione migliore, quella funzionale.

La questione non riguarda solo l’allenatore. La prima faccenda da risolvere è legata al presidente: o lascia o rimane cambiando strategia; tutto passa da questo. Poi potremo ragionare sugli acquisti e sui progetti.

L’importante è che ci sia chiarezza e non parole, ma fatti. L’analisi di questi anni è facile da fare: Lotito ha fatto grandi cose, ma poi è sempre mancato qualcosa.

Romagnoli? Lo sanno sia Sarri che Lotito: passato questo momento si rimetterà a disposizione, come sempre con serietà. Figurati se rimane per fare il turista fino a giugno”.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Lazio, Oddi: “Stadio vuoto un peccato, ma i tifosi hanno sempre ragione. Caso-Romagnoli? Situazione comica” (AUDIO)

GIANCARLO ODDI in collegamento a ‘SVB’

“Se ci sono problemi con l’allenatore, il presidente deve esonerarlo. Chiarito questo, il Genoa viene da un risultato importantissimo, De Rossi sta facendo un grande lavoro. Incontriamo una squadra che sta bene, la Lazio deve sempre scendere in campo per vincere. Mi aspetto una bella partita, con un risultato positivo.

Lo stadio vuoto inciderà, questo potrebbe essere una libi in caso di ko. Bisogna che ognuno si prenda le sue responsabilità: il tifoso, se si comporta a modo, è quello che ha sempre ragione. Se non va allo stadio, ha le sue ragione. Bisognerebbe risolvere la situazione. Mi dà fastidio lo stadio vuoto ma, ripeto, ha sempre ragione il tifoso.

Romagnoli? Stiamo diventando una barzelletta nel calcio. E ci rimette solo la Lazio. Sicuramente lui si rimetterà a disposizione, nonostante la delusione”.

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ESCLUSIVE

‘SVB – Maffei: “Lazio, situazione esplosa in maniera definitiva. Meravigliosa la fedeltà dei tifosi. E su Sarri…” (AUDIO)

FABRIZIO MAFFEI in collegamento a ‘NMM’

“La situazione è esplosa in maniera definitiva. Quel malessere che ci siamo portati dietro da inizio stagione, legato al fatto di non poter operare sul mercato, probabilmente c’è anche nello spogliatoio, considerando gli accordi non mantenuti.

Qui si pensa al lato economico e si tralascia l’aspetto tecnico. Io non ho parole. Noi assistiamo ad un ‘fuori tutti’. Chi rimarrà? Io parto dal concetto che a certe cifre alcuni giocatori vanno venduti, ma bisogna anche pensare a chi deve arrivare. Serve qualcuno pronto, non di prospettiva. I profili di prospettiva vanno bene affiancati ad una squadra pronta. Sono preoccupato.

Oggi ci aggrappiamo solo ad un sogno: che il presidente Lotito capisca che l’era è conclusa; io non credo che non ci sia nessuno interessato ad acquistare la Lazio, che credo rappresenti un valore importante, soprattutto per storia e tradizione, grazie anche al suo meraviglioso pubblico che dimostra sempre fedeltà.

Sarri? In questo momento non mi piace la sua comunicazione; alcune cose non le avrei dette pubblicamente, ma battendo i pugni in società. La lazialità la possiede, ma è impossibilitato a regalare gioie ai tifosi vista la stagione complicata: ci sta quindi che prenda le distanze dai risultati, ma alcune esternazioni sono state inopportune”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, si tratta per Mandas: resta il nodo formula con il Bournemouth. Leali resta in attesa

Il portiere greco potrebbe lasciare Roma: le ultime.

Trattativa a oltranza per Mandas. Come riporta Il Messaggero, il portierino greco prega di andar via, il Bournemouth insiste per il prestito, alzando a 20-22 milioni il diritto di riscatto. La Lazio accetta persino meno (17 milioni), ma non transige sull’obbligo. O meglio, è disposta al massimo a dare un diritto condizionato e legato a un numero minimo di presenze. L’impressione è che l’affare si farà, ma la fumata bianca continua a slittare. Dal Genoa può ancora arrivare Leali al suo posto.