Categorie
RASSEGNA STAMPA

Sponsor Lazio, l’obiettivo di Lotito: un anticipo per liberare le trattative di gennaio. Attesa del Comune per il Flaminio

Flaminio e sponsor gli argomenti del giorno in casa Lazio: ecco come si sta muovendo il presidente biancoceleste.

Provare a piazzare qualche giocatore è stato l’obiettivo del club in questa sessione di mercato che si è appena chiusa ma il tentativo non è andato a buon fine. Così, come riporta Il Messaggero, al patron laziale resta solo lo sponsor (una tech company), come ultima possibilità (salvo altri escamotage) per evitare un ritorno alle operazioni solamente a saldo zero in inverno (uno esce, uno entra), con lo spettro di un nuovo blocco a giugno.

Lotito da Cortina (ieri impegnato nell’assemblea di Lega) è in pressing per ottenere un cospicuo anticipo, si legge, che permetta di ottenere il tesoretto da mettere a bilancio per liberare le trattative di gennaio in maniera definitiva. Non un’impresa semplice, ma il patron ha fiducia, come ribadito all’agente di Insigne nell’incontro a Cortina. L’entourage dell’esterno è convinto che la situazione in generale possa sbloccarsi in poco tempo e non esclude ancora la possibilità Lazio, anche se il Parma pretende una risposta dopo il biennale offerto.

Per quanto riguarda lo stdio, conclude il quotidiano, il Comune aspetta fiducioso gli ultimi documenti per il Flaminio, sempre che Lotito non voglia prendere altro tempo.

Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, anticipo rate sponsor unico mezzo rimasto per un mercato libero. Ma sempre con limiti di risorse…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Mercato finito, per la Lazio non è mai iniziato. Da adesso ci sono due persone parallele da seguire, il campo e la società che deve fare in modo di liberarsi da questo blocco in modo che da gennaio possa operare non solo a saldo zero, ma senza vincoli. A livello di campo, prestazione e vittoria con il Verona ha sistemato un po’ le cose, sapendo che c’è necessità di confermare tutto con il Sassuolo.

E’ arrivata anche questa notizia di Gigot che, probabilmente, dovrà operarsi per un problema tra caviglia e anca. Si contava di cederlo per incassare qualcosa e risparmiare sull’ingaggio. La società, ora, sta lavorando sul famoso sponsor che potrebbe avere il suo peso rispetto al parametro costi/ricavi per liberare, appunto, il mercato di gennaio da vincoli. Sembra che Lotito si sia convinto a non chiedere cifre fuori mercato. Già mettere dentro 5 milioni di euro circa aiuta. Per sbloccare la situazione in ottica mercato invernale servirebbero una ventina di milioni entro il 30 settembre. Solo con lo sponsor non servirebbe, a meno di riuscire a farsi anticipare anche le rate successive.

Nell’eventualità riuscisse a sbloccare il mercato, dovrebbe comunque non sbilanciarsi troppo per evitare di ritrovarsi nella stessa situazione. Chiaro che, le scadenze di contratti di diversi giocatori nell’estate del 2026 aiuteranno i conti. La necessità di farsi aiutare per aumentare i ricavi ed una crescita commerciale generale resta, altrimenti si resterà sempre sul filo delle risorse investibili.

Se Insigne in questi giorni dovesse accettare il corteggiamento del Parma sarebbe un segnale. Il potere contrattuale della società nei confronti di Sarri, rispetto a tutto quello che è successo in estate è debole. Che fai, nel caso in cui insistesse, gli diresti di no anche per Insigne svincolato? Pensate che il club sia felice del fatto che Mandas abbia iniziato la stagione in panchina?”.

LEGGI ANCHE: Lazio, gennaio a saldo zero: Insigne attende, Simic piace

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Lazio, corsa al risparmio e allo sponsor per liberare il mercato: quanto serve per sistemare i conti…

Claudio Lotito capirà solo a mercato finito se i conti in casa Lazio torneranno davvero. I ricavi dalle cessioni, il taglio degli stipendi in esubero e il possibile nuovo sponsor — in arrivo a settembre — sono fondamentali per alleggerire i vincoli sul mercato invernale. Come riportato dal Corriere dello Sport, oggi la Lazio può acquistare solo quanto riesce a vendere. Serve un tesoretto, stimato intorno ai 20 milioni, per sistemare l’indice del “costo del lavoro allargato”, che a gennaio sarà l’unico parametro Uefa da rispettare (entro l’80% tra spese e ricavi).

Finora, le cessioni principali sono state quelle di Tchaouna e Casale, che hanno portato circa 7 milioni in cassa e liberato oltre 2,5 milioni di ingaggi. Restano però casi aperti: Basic, Fares e Kamenovic sono ancora a libro paga. L’Empoli vorrebbe Basic, ma l’ingaggio frena tutto. Si valuta il rinnovo con stipendio spalmato per favorire la cessione in prestito, altrimenti il croato resterà fino a scadenza a giugno. Anche per Fares e Kamenovic si punta a prestiti, evitando minusvalenze.

Intanto a Formello si lavora sulla lista per il campionato. Dopo Como sono stati esclusi Gigot e Isaksen (fuori per la mononucleosi). Entro domani si decide se confermare la lista attuale o modificarla. Isaksen verrà reinserito, mentre Gigot resta fuori. Per scendere da 18 a 17 over, un altro taglio sarà necessario: il nome più a rischio è ancora Basic, ma Sarri potrebbe chiedere. Patric, alle prese con continui infortuni, è uno dei nomi in bilico, ma senza di lui e Gigot resterebbero solo tre centrali di ruolo. Da qui al primo settembre sarà una corsa contro il tempo per alleggerire i costi, conclude il quotidiano romano.

Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Impossibile minimizzare, blocco mercato sconcertante per tutto il movimento Lazio. Su Pedro…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“In questo finale di estate per la Lazio nessun tormentone di mercato, ci accontentiamo di seguire quelli degli altri. In molti stanno facendo o faranno delle cose, quello che è successo alla Lazio non è possibile da minimizzare. Il blocco del mercato è stata una cosa assurda. Il nostro sconcerto è anche quello degli operatori di mercato. Anche la spiegazione, la famosa ‘svista‘ non è che abbia convinto più di tanto. Chiaro che gli avversari indorano la pillola facendo riferimento alla possibilità di dare continuità alla stessa squadra. Cercano di trovare il positivo per non ammettere che la loro squadra abbia il dovere ad arrivare sopra alla squadra di Sarri. Questa situazione, in realtà, ha penalizzato non solo la prima squadra, anche la Primavera, tutto il movimento. Hai perso un anno, come quando uno studente viene bocciato.

Noi continuare a lodare il nostro fenomeno, Pedro, che però non gioca titolare in virtù del fatto che nel frattempo ha compiuto 38 anni. Questo è indicativo. Davanti non ha Yldiz e Conceiçao, ma Cancellieri ed Isaksen. Con il Verona, onestamente, ribalterei un po’ la situazione e lo utilizzerei titolare nei primi 60′ di gara”.

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Lazio, sponsor e Flaminio: Lotito atteso a Roma. Possibile anche un discorso alla squadra

Nei prossimi giorni il presidente della Lazio avrà diversi impegni in agenda.

Mercato bloccato, ceduto solo Tchaouna e una prima uscita che ha lasciato molti dubbi: l’estate della Lazio procede con evidenti difficoltà e il patron laziale nei prossimi giorni sarà chiamato a sbrigare diverse faccende che riguardano il futuro del club biancoceleste.

Infatti, stando a quanto riporta Il Messaggero, il presidente Claudio Lotito tornerà a metà settimana a Roma per chiudere lo sponsor e avrà pochi giorni per inviare i documenti al Campidoglio, altrimenti rischia di sfumare il discorso Flaminio.

Inoltre, si legge, è anche possibile che il patron laziale farà un discorso alla squadra, che stamattina sarà impegnata in uno scarico. Domani riposo, ripresa fissata mercoledì con una doppia seduta in cui potrebbe rivedersi Vecino se gli esami di domani daranno il via libera.

Categorie
APPROFONDIMENTI

Lazio, tabù sponsor: “Ecco come abbiamo lavorato per offerte migliori”

Il tema legato al mancato sponsor tiene ormai banco da diverso tempo in casa Lazio: il presidente ha spiegato la situazione.

Durante la conferenza di presentazione di mister Sarri il presidente biancoceleste Claudio Lotito ha approfondito il tema del mancato sponsor, che potrebbe costituire una crescita per la società:

“Stiamo lavorando in questo senso, abbiamo dato priorità ad allestire certe strutture per la pubblicità e per gli sponsor. Abbiamo creato radio, tv, app che possono consentire a noi sul mercato di avere nuovi sponsor. In passato abbiamo avuto Binance che ha pagato, puntuale, cifre importanti. Non metto un marchio sulla maglia per 1 o 2 milioni, svilisco il valore del mercato”.

Categorie
CALCIOMERCATO PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Servono i fatti per accontentare Sarri. E sullo sponsor…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Servono i fatti. C’è una situazione, legata all’indice di liquidità e a tutti gli altri parametri che vanno sbloccati, che deve essere sistemata per accontentare Sarri che a quanto pare sapeva di alcune difficoltà ma non di tutti questi problemi. C’è da spiegare e fare i fatti. Si deve ripianare, se ci sono le risorse per poterlo fare, altrimenti è il caso di dirlo, di spiegarlo alla gente.

Dello sponsor vi avevo parlato, c’era una trattativa ma non è andata a buon fine. Non c’erano le condizioni per chiudere. So che la Lazio tempo fa ha rifiutato uno sponsor che avrebbe versato 4 milioni e mezzo, poi neanche con quest’ultimo sponsor è andata bene. A questo punto si fa fatica a capire come Sarri possa essere tranquillizzato.

Il momento è delicato dal punto di vista dei conti; questa cosa mi preoccupa per i riflessi che sta avendo sulla guida tecnica, Sarri è molto arrabbiato. Fabiani ha messo in agenda un incontro a casa del tecnico”.

Categorie
APPROFONDIMENTI

Classifica ricavi da main sponsor Serie A: Lazio ultima

Di seguito, la classifica dei ricavi da sponsor di maglia nella stagione 2024/25 riportata dal portale ‘Calcio e Finanza’, ricordando che la cifra della Juventus è relativa alla prossima stagione e che il dato serve come indicatore per capire come si posizionerà il club bianconero: 

  1. Inter – Betsson: 30 milioni di euro a stagione 
  2. Juventus – Jeep e Visit Detroit: 28/30 milioni di euro a stagione 
  3. Fiorentina – Mediacom: 25 milioni di euro a stagione 
  4. Milan – Emirates: 19 milioni di euro a stagione  
  5. Roma – Riyadh Season: 12,5 milioni di euro a stagione 
  6. Napoli – MSC: 9 milioni di euro a stagione 
  7. Atalanta – Lete: 5 milioni di euro a stagione 
  8. Bologna – Saputo: 4 milioni di euro a stagione  
  9. Torino – Suzuki: 2,25 milioni di euro a stagione  
  10. Monza – Motorola: 2 milioni di euro a stagione  
  11. Parma – Prometeon: 1,4 milioni di euro a stagione 
  12. Udinese – Bluenergy: 1,2 milioni di euro a stagione 
  13. Genoa – Pulsee: 1,2 milioni di euro a stagione 
  14. Lecce – Deghi: 1 milione di euro a stagione  
  15. Verona – 958 Santero: 1 milione di euro a stagione  
  16. Empoli – Computer Gross: 0,8 milioni di euro a stagione  
  17. Como – Uber: 0,7 milioni di euro a stagione
  18. Venezia – Cynar: 0,6 milioni di euro a stagione  
  19. Cagliari – Regione Sardegna e Moby: nd 
  20. Lazio – nessun main sponsor 

Riguardo a questa classifica, va precisato che come nel caso della Juventus (con Exor proprietaria del club e allo stesso tempo primo azionista di Stellantis, a cui appartiene il brand Jeep), anche lo sponsor della Fiorentina è una cosiddetta “parte correlata”. Mediacom, infatti, è un’azienda di telecomunicazioni statunitense di proprietà di Rocco Commisso, patron del club toscano. 

Stesso discorso per il Bologna, che porta sulla maglia il brand della società del patron Joey Saputo. Saputo Inc. è un’azienda canadese dedicata alla produzione casearia con sede a Montréal, fondata nel 1954 dalla famiglia Saputo, che produce, commercializza e distribuisce un’ampia gamma di prodotti lattiero-caseari.

Categorie
APPROFONDIMENTI

Lazio e sponsor: quali i più amati dai tifosi? Dallo storico “Cirio” del secondo scudetto fino ad oggi

Sin dalla loro introduzione risalente alla stagione 1981-1982 in risposta allo scandalo del calcioscommesse che macchiò il calcio italiano negli Anni ‘80, gli sponsor di maglia hanno rappresentato un’importante fonte di introiti per le società di calcio. I nomi e i loghi delle aziende che nel corso degli anni hanno legato il proprio nome alle squadre, non hanno soltanto contribuito economicamente al sostegno delle stesse, ma sono diventati un tratto distintivo, rendendo riconoscibili e iconiche le divise delle squadre di calcio, facendole entrare a pieno titolo nell’immaginario collettivo dei tifosi. Il discorso si applica perfettamente alla Lazio, di cui ripercorreremo gli sponsor dal primo all’ultimo.

I primi sponsor della Lazio tra Anni ’80 e inizio Anni ‘90

Il primo marchio a comparire sulle maglie biancocelesti nella stagione 1981/82 fu Tonini, azienda torinese che produceva grissini. Nelle due stagioni successive, invece, lo sponsor di maglia fu Sèleco, marchio italiano di elettronica di consumo, e fu una partnership particolarmente fortunata, poiché al termine della stagione 1982/83 la Lazio tornò in Serie A. Per il biennio 1984/86, lo sponsor fu Castor, un altro marchio di elettrodomestici. Dalla stagione 1986/87 fino al 1990/91 lo sponsor di un’altra maglia iconica (quella con l’aquila stilizzata, legata alla scampata retrocessione in C grazie agli spareggi) fu Cassa Risparmio Roma, istituto di credito poi trasformatosi in Banco Santo Spirito (sponsor della Lazio nella stagione 1991/92) e infine in Banca di Roma (sulle maglie degli Aquilotti dal 1992/93 al 1995/96).

Il periodo d’oro con Cirio, Del Monte e Siemens

Dal 1996-97 al 1999-2000, anno in cui vinse il suo secondo storico Scudetto, sulle maglie della Lazio campeggiò lo sponsor Cirio, consorzio italiano fondato specializzato nelle conserve alimentari. A questo sponsor in particolare, con cui i biancocelesti vinsero la Coppa Italia e giunsero in finale di Coppa Uefa nel 1997-98 sono legati alcuni dei ricordi più belli dei tifosi laziali. All’epoca, infatti, la Lazio era nel pieno della sua era d’oro vissuta con Sergio Cragnotti il quale divenne proprietario del club nel 1992, rimanendo al timone fino al sopraggiungere dei problemi finanziari dei primi Anni 2000.

Nella stagione 1998-99 la Lazio vinse la Coppa delle Coppe e la Supercoppa Europea e lo sponsor sulle sue maglie per quelle competizioni, così come per la Champions League della stagione 1999-2000, era Del Monte, marchio di conserve alimentari statunitense di cui Cragnotti era a capo. Dalla stagione 2000/01 alla stagione 2002/03, lo sponsor a cui è legato la vittoria della Supercoppa Italiana 2000-2001 fu invece Siemens Mobile, divisione della multinazionale tedesca Siemens AG, specializzata nella produzione di telefoni cellulari.

L’era Lotito, gli sponsor a singhiozzo

Dalla stagione 2004-2005, con l’avvento della nuova proprietà targata Claudio Lotito, la Lazio ha visto avvicendarsi sulle proprie maglie numerosi sponsor. Dopo Parmacotto, che campeggiava già dalla stagione precedente, insieme a Indesit per Coppa Italia e Champions, sulle maglie laziali per due stagioni, dal 2005/06 al 2006/07 c’è stata INA Assitalia. Quello della compagnia assicurativa, fu per lungo tempo l’ultimo sponsor di maglia “fisso” della Lazio.

In seguito, infatti, ha avuto inizio un periodo fatto di sponsor saltuari come Edileuropa (per alcune gare della stagione 2007-08 e 2009-10), Groupama (derby 11 aprile 2009), So.Spe (parte del campionato 2007-08), Pes 2009 (una partita 2008-2009), Paideia (comparso a più riprese dalla stagione 2009/10 fino alla stagione 2023/24), Regione Lazio (Supercoppa Italiana 2009), di nuovo Sèleco (alcune gare 2016/17 e stagione 2017/18) e VisitLazio.com (Supercoppa Italiana 2019).

Marathon Bet

Nel campionato 2018-2019, la Lazio è stata sponsorizzata da Marathon Bet, un’importante società di giochi e scommesse, che ha sostenuto il club di Lotito solo per una parte della stagione, a causa dell’introduzione del decreto dignità che ha posto fine alla partnership. Negli ultimi tempi però sembra che la politica italiana voglia modificare la suddetta normativa e far ritornare questo tipo di sponsorizzazioni. Se tale evenienza si concretizzerà, nel prossimo futuro non è difficile pensare che i principali operatori o più in generale i siti considerati anche secondo CasinoItaliani.it, importante realtà nel campo della comparazione casinò, come i migliori nell’ambito del gioco online possano tornare a sponsorizzare le squadre di calcio e, probabilmente, la Lazio sarà una delle società più appetibili proprio per l’importanza del suo brand nel mercato italiano.

Gli altri sponsor della Lazio fino a oggi

Spesso la Lazio è stata al centro del dibattito da parte dei suoi tifosi e degli addetti ai lavori per la questione sponsor. Da quando ha avuto sponsorizzazioni “a intermittenza”, poiché Claudio Lotito ha spesso sostenuto di non potersi legare a un marchio qualunque visto l’alto valore del brand Lazio, preferendo offrire di volta in volta lo spazio sulle divise della squadra alle diverse aziende che si avvicinano al club, è capitato molto di frequente che la Lazio scendesse in campo senza sponsor, a volte per intere stagioni.Questa circostanza ha dimostrato di essere molto apprezzata dai puristi, i quali sono fermamente convinti che la bellezza di una maglia da calcio risalti in particolar modo senza scritte o loghi che non siano quelli della squadra o dello sponsor tecnico. Dall’altra parte, però, c’è chi giustamente fa notare come senza sponsor vengano a mancare importanti introiti che potrebbero essere investiti sia nel miglioramento della rosa, che delle strutture del club. Ad ogni modo, quella che era diventata una consuetudine, si è interrotta nelle stagioni 2021/22 e 2022/23 con l’approdo sulle divise laziali di Binance, società che gestisce una piattaforma di scambio di criptovalute. L’accordo che era stato sottoscritto a ottobre del 2021 con due anni di contratto con opzione sino al 2024, poi non è più andato avanti (anche per problemi legati all’operatività di Binance in Italia, poi risolti. E così, da allora, il reparto marketing della Lazio è ancora alla ricerca di un nuovo main jersey sponsor. In tal senso la qualificazione alla prossima Champions League potrebbe rappresentare un’importante vetrina, capace di attrarre nuovi brand e nuove allettanti offerte per il club biancoceleste.

Categorie
ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – ‘LeastSquares’: “Lazio, record di utili, ora ecco come Lotito può rendere la crescita meno episodica. Su main-sponsor e stadio…” (AUDIO)

Intervista all’esperto economista ‘LeastSquares’ (su X) ai microfoni di Radiosei

La Lazio da qualche settimana ha pubblicato il suo ultimo bilancio. A quale periodo si riferisce? Quali sono secondo te gli aspetti più significativi che emergono?

“Parliamo del bilancio chiuso al 30 giugno 2024. Non parliamo di quello che è accaduto nella stagione corrente, ma della precedente, quella della Champions League. Questo è il bilancio dei record senza dubbio, perché sono stati messi a segno quasi 200 milioni di euro di ricavi, c’è il record di utili, il più alto dell’era Lotito con 38,5 milioni di euro, che eguaglia il dato del 2018. Sono risultati molto positivi che contribuiscono a dare una bella risistemata al bilancio della Lazio, dopo cinque anni in cui era stato sempre chiuso in rosso. In particolare se analizziamo gli ultimi cinque esercizi del gruppo Lazio, notiamo che il rosso accumulato si attesta esattamente a 100 milioni di euro. Serviva un bilancio in utile, una bella notizia per la Lazio e suoi tifosi”.

Quali sono le strade per rendere questa crescita meno episodica e legata ai risultati del campo?

“Premetto che come tifosi dovremmo essere contenti se la Lazio incrementa i ricavi, perché solo così si possono incrementare i costi, che significa maggior valore della rosa e maggior competitività. Il risultato di quest’anno riflette componenti erratiche come la partecipazione in Champions e le elevate plusvalenze, fattori che non si ripetono ogni anno e su cui non si può sempre contare. Per incrementare in maniera stabile i ricavi della Lazio sicuramente un canale è quello delle plusvalenze, da realizzare però in maniera stabile, senza aspettare l’episodio, ma costruendo un canale di scouting per avere una componente di ricavo stabile. C’è sicuramente la strada degli sponsorizzazione, della pubblicità e del merchandising, che anche ha buoni margini di crescita e poi anche lo stadio contribuirebbe ad ampliare i ricavi del club”.

Come è spiegabile la mancanza del main sponsor sulla maglia della prima squadra?

C’è una spiegazione razionale di questa mancanza, che lega i ricavi ottenuti dallo sponsor al valore del marchio. In particolare c’è una corrispondenza biunivoca, ovvero se io fisso un valore del marchio, allora posso ricavare un aumentare delle sponsorizzazioni che è coerente con questo valore, viceversa se io fisso un valore della sponsorizzazione indirettamente posso risalire al valore del marchio. Se io società ricevo un’offerta per una sponsorizzazione che ritengo bassa, posso rifiutarla e indirettamente rifiuto anche il valore che il mercato attribuisce al mio marchio, ritenendo che sia più alto.

La Lazio rifiuta offerte che non ritiene congrue con il suo reale valore, ma da qualche parte bisognerà pur iniziare.

“È un ragionamento valido se nel momento in cui si continua a non avere uno sponsor, si investe affinchè arrivi un’offerta congrua. Per fare ciò occorre investire nella comunicazione e nel marchio. Secondo me su questi aspetti la Lazio è carente. Penso alla Ryder Cup di Guidonia in cui non c’era lo stand della Lazio, ma anche alle visualizzazioni social dei canali di altre società. Un’azienda cerca visibilità, quindi se tu come società hai una bassa visibilità, è difficile che poi arrivi una sponsorizzazione congrua”.

Quanto e in che modo uno stadio di proprietà come il Flaminio potrebbe incidere sul futuro e sul destino economico di una società come la Lazio?

Secondo me parecchio. Sicuramente il Flaminio comporta effetti di natura patrimoniale, avere uno stadio vorrebbe dire patrimonializzare la società aumentandone il valore. Porterebbe anche ad un aumento dei ricavi e delle presenze allo stadio, con conseguente aumento dei prezzi, come si registra nei dati di strutture costruite recentemente. La vera sfida della Lazio è quella di incrementare i ricavi anche in maniera slegata dagli eventi di calcio, quindi cercare di utilizzarlo tutti i giorni della settimana, anche d’estate. Penso ad esempio al museo, ai centri commerciali e all’utilizzo per i concerti. Un altro aspetto fondamentale che non viene mai menzionato quando si parla di stadio di proprietà, riguarda i vantaggi non economici. C’è tutta un’ampia letteratura a disposizione che mostra in maniera rigorosa come il tifo abbia dei risultati favorevoli per le prestazioni, quindi togliendo la pista di atletica e avvicinando il pubblico, otterremmo anche un vantaggio dal punto di vista dei risultati sportivi”.

Considerando la consistenza patrimoniale del gruppo Lotito, rispetto ad altri club italiani, ritieni di poter elogiare o criticare i risultati ottenuti?

“Dipende. Se noi consideriamo i limiti della Lazio, secondo me ha ottenuto ottimi risultati. Basti pensare che il costo rosa della Lazio è molto più vicino a quello del Torino e la metà di quello della Roma, sicuramente per quello che è stato speso si è ottenuto molto di più. Questa è una delle note di merito della società. L’aspetto meno positivo è quello della capacità di spesa: secondo me la Lazio ha fatto molto poco per allentare i vincoli che ha, come se fossimo vittime di una sorta di legge deterministica per cui la Lazio debba avere il sesto fatturato della Serie A nei secoli dei secoli. Sento spesso dai tifosi questa accettazione passiva, che è sbagliata, perché il fatturato e limiti di spesa della Lazio non sono esogeni, non vengono cioè dall’esterno. Si deve investire per incrementare il fatturato, qui secondo me la società è mancante e bisogna fare molto di più”

Quanto potrebbe valere una società come la Lazio sul mercato?

“È una domanda difficile perché risulta difficile stimare il valore di una società di calcio. Lo scorso maggio KPMG (una rete di società indipendenti, di fornitura di servizi professionali alle imprese, specializzato nella revisione e organizzazione contabile, nella consulenza manageriale e nei servizi fiscali, legali e amministrativi, ndr) ha pubblicato le stime del valore dei club, con dati disponibili a gennaio. Per la Lazio il valore stimato è intorno ai 450 milioni di euro. C’è da dire però che esistono una serie di motivazioni per le quali Lotito potrebbe attribuire alla Lazio una valore nettamente superiore, sono considerazioni di carattere prospettico, come ad esempio la crescita della Serie A, molto indietro rispetto a campionati come la Premier League o la Bundesliga. Anche lo stadio incrementerebbe il valore, poi ci sono effetti di visibilità che Lotito sicuramente trae dal club, le sinergie con le aziende del gruppo Lotito, le famose parti correlate e infine c’è “l’effetto dotazione”, che ci porta ad attribuire alle cose in nostro possesso un valore molto maggiore di quello che effettivamente hanno”.