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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Con l’Almeria test importante. Calendario di gennaio è un’occasione da cogliere…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“L’amichevole di oggi contro l’Almeria è sicuramente importante. E’ l’ultimo test prima della ripresa, va considerata come una prova generale. Mancano due titolari come Casale e Zaccagni, certamente Sarri vorrà vedere passi in avanti in merito ai meccanismi, anche se i carichi di lavoro sono stati pesanti in questi giorni. Magari non vedremo una Lazio brillante, ma c’è la convinzione che tutto quello che in queste settimane è stato fatto darà i propri frutti. Oggi vedremo a che punto è la Lazio, anche se penso possa essere un po’ imballata fisicamente. L’Almeria è un club di media-bassa classifica in Liga, bisogna fare attenzione anche agli infortuni. Il mese di gennaio per la Lazio deve essere il periodo utile per mettere fieno in cascina, il calendario sulla carta ti darà l’opportunità di fare più punti possibili. Ma attenzione al Lecce, è una squadra molto carica ed in fiducia. Ci saranno tanti laziali al seguito, ma non sarà semplice”.

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Stadio Lazio: un comune si candida per ospitarlo…

Flaminio sì, Flaminio no. Prosegue lo sfoglio della margherita sulla possibilità da parte della Lazio di costruire il proprio stadio. Dare una casa ai laziali al centro di Roma è l’obiettivo principale di Lotito ma ancora non sono pervenuti progetti ufficiali al Comune. Come riporta Il Corriere dello Sport, ci sarebbero però anche delle alternative che si stanno vagliando e una di queste è un’area nel comune di Guidonia Montecelio, possibilità venuta alla luce a luglio e che però non è più stata approfondita. Il sindaco di Guidonia Mauro Lombardo ha parlato a margine della conferenza sulla Ryder Cup 2023, dicendosi disposto alla realizzazione di un impianto dedicato al calcio in una delle tante zone del suo comune che si prestano allo scopo: “Al momento non ci ha chiamato nessuno, ma nel caso saremmo aperti a qualsiasi tipo di dialogo. Da parte nostra ci sarebbe pieno sostegno e sicuramente tempi più rapidi rispetto a Roma. In più la Lazio potrebbe sfruttare indirettamente anche i lavori per la viabilità e le infrastrutture che si stanno realizzando in ottica della Ryder Cup 2023“. Un piano B rispetto al Flaminio, per cui però i tempi sono agli sgoccioli: l’assessore Onorato aveva parlato di fine anno come termine ultimo, ma dalla Lazio non sono ancora arrivate proposte concrete. Intanto Guidonia, aspetta e spera che da Formello invece giungano segnali confortanti.

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RASSEGNA STAMPA

Lotito, il Flaminio sotto l’albero: “A breve incontro congiunto con il Campidoglio per la capienza”

Altro che colpo di mercato, c’è il Flaminio sotto l’albero. Lotito riprova a stupire tutti i tifosi con un regalo storico, ad effetto: «Non ho mai mollato. Io agisco senza proclami, in silenzio, ho fatto mille rilievi e approfondimenti, senza stare ai diktat di nessuno». Venerdì e sabato, in particolare, gli incontri decisivi con la Soprintendenza, confermati dal patron: «É vero. E ora, a breve, si potrà avere pure questo incontro congiunto in Campidoglio per capire se la capienza potrà essere portata ad almeno 45mila posti (ne erano stati offerti informalmente 38, ndr), superando ogni antico vincolo come al Franchi. Io, il progetto, ce l’ho chiaro». Uno stadio moderno, polifunzionale, capace di garantire profitti che vadano oltre il singolo giorno dell’incontro. Oltre all’ampliamento, per ospitare – magari un giorno – finali di Coppe europee, sono necessari una copertura e parcheggi adeguati in due zone attigue (già individuate) dell’impianto. Domenica sera persino l’ex presidente Cragnotti gli chiedeva lumi su quest’ennesimo piano romantico e ambizioso: «Sì, e gli ho risposto che è l’ultimo tassello che manca a questa Lazio. Mi sono avvicinato io a Sergio, ma non per i complimenti ricevuti nella vostra intervista di fine agosto, ma perché non ho mai avuto nulla contro di lui e mi ha fatto piacere vederlo. Chiunque ha operato in questo club va ricordato». Il Messaggero

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Lazio, Lotito e l’incontro con Cragnotti: “Vogliamo lo stadio”

Il presidente della Lazio Claudio Lotito ha presenziato all’evento “Sing a Song”, organizzato dalla So.Spe di Suor Paola. Una manifestazione di beneficenza che ha visto la massiccia presenza del club biancoceleste (con Danilo Cataldi tra i cantanti). Il patron biancoceleste ha elogiato il lavoro di Suor Paola e ha poi incontrato l’ex presidente Sergio Cragnotti (tra gli invitati). I due si sono abbracciati e scambiati alcune battute. “Mi ha fatto piacere vederti e ti ringrazio, questa società esiste anche grazie a te. Sei stato uno
dei fautori”, ha detto Lotito, che poi a ribadito a Cragnotti la volontà de club di andare avanti con il progetto legato allo stadio di proprietà: “Il vero problema è che non abbiamo uno stadio tutto nostro”, ha concluso Lotito.

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DICHIARAZIONI

Flaminio, Ass. Onorato: “Aspettiamo progetto Lazio entro fine anno, poi…”

Il presidente Claudio Lotito si è detto disposto a presentare un progetto per far diventare, nuovamente, il Flaminio lo stadio della Lazio, ma il tempo stringe. Le parole dell’Ass. Onorato: “Stiamo aspettando il progetto della Lazio, ma non faremo gli errori del passato. Se entro la fine dell’anno non presenterà un piano credibile, valuteremo altre proposte”.

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Lazio, Sarri prepara l’ispezione all’Olimpico

Si era lamentato Mourinho, si è lamentato più volte Sarri con tanto di frecciatina lanciata complimentandosi per le perfette condizioni del manto erboso del Gewiss Stadium. Insomma, qualcuno renda degno lo Stadio Olimpico di un campionato come quello di Serie A e di una competizione come l’Europa League. Come riporta Il Corriere dello Sport, dopo gli incontri avvenuti a Formello e Trigoria, Sport e Salute ha proposto alla Lazio di allenarsi all’Olimpico, scelta rifiutata da Sarri anche perché il Midtjylland lo utilizzerà per la rifinitura di oggi pomeriggio. Il tecnico biancoceleste sta valutando se mandare o meno Gianni Picchioni (del suo staff) e l’agronomo della società a ispezionare il prato prima dell’arrivo degli avversari. Non c’è tempo per gli interventi proposti da Sport e Salute, che inizieranno durante la pausa. Quell’erba sarà martoriata ogni tre giorni dalle partite di Lazio e Roma, in campionato e in Europa. Bisogna trovare una soluzione subito.

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Lotito: “Sarri e mercato, idee di calcio per il futuro della Lazio. Flaminio? Ci siamo mossi ufficialmente…”

La prima sosta della stagione non ferma il presidente della Lazio Claudio Lotito che, candidato alle elezioni politiche di domenica 25 in Molise con Forza Italia, fa la spola tra Roma e la regione che si affaccia sull’Adriatico. Nonostante i tre cellulari con cui convive da anni, risponde alle domane riusciamo su calcio e politica.

Presidente Lotito, andiamo indietro di qualche mese: Sarri e il rinnovo fino al 2025, scelta decisa quella di puntare su un allenatore di grandissimo livello.

«Ci siamo capiti subito. Non lo conoscevo, però mi ha fatto immediatamente una grande impressione: come ho già detto Sarri è una persona che vive per il calcio. Per questo gli ho affidato un progetto ad ampio raggio, che mi sembra stia mostrando tutte le sue potenzialità anche in queste prime giornate di campionato che fanno ben preludere a questa seconda stagione».

Ma come nasce l’idea di portare Sarri alla Lazio dopo la separazione con Inzaghi?

«Dopo l’uscita di scena di Simone Inzaghi, per certi versi improvvisa e inattesa, abbiamo scelto un allenatore in linea con le ambizioni di questo club. Non, dunque, un mister di transizione, ma uno in grado di far partire subito un progetto nuovo, che puntasse sui giovani e al miglioramento della rosa. Ho valutato tanti tecnici validi, più o meno blasonati. Ho scelto di non accontentarmi. Non ho preso un nome: ho scelto un’idea di fare calcio».

Poi è arrivato il mercato: promessa mantenuta, sono stati ben otto gli acquisti fatti per una spesa che supera i 50 milioni di euro…

«È stato uno dei mercati più dispendiosi sotto il profilo economico, ma si è fatto un investimento per gettare le basi del rinnovamento necessario che attendeva il nostro parco giocatori. Avevamo figure e ruoli da coprire nell’immediato, ma anche bisogno di dare alla rosa più ricambi di quanti ce ne fossero lo scorso anno. Senza fare collezioni di figurine, ma comprando chi fosse veramente utile. E, cosa che molti brillanti commentatori trascurano, non abbiamo venduto le nostre pedine migliori, a partire da Sergej Milinkovic-Savic. Altre grandi squadre hanno sacrificato tasselli importanti, noi no».

Romagnoli è stata una trattativa lunga ma alla fine ha accontentato i tifosi, è stato un bel regalo sia al giocatore che è laziale, che ai sostenitori biancocelesti.

«Essere laziali è un plus importante, perché aiuta a entrare da subito in sintonia con questi colori. Da solo però non basta. Prima di tutto viene l’aspetto tecnico: e Romagnoli è davvero quel che ci serviva, per capacità ed esperienza internazionale. Del bianco e celeste ti innamori da bambino, così è stato per Romagnoli, oppure giocandoci: penso che Immobile, Milinkovic, ma anche altri che sono qui da meno tempo di loro, siano diventati ormai tifosi della squadra in cui giocano».

Qual è l’obiettivo che vi siete prefissati per questa stagione ma anche per il futuro da qui ai prossimi anni?

«La crescita. Non possiamo permetterci di andare indietro. Si può raggiungere o meno un trofeo, che dipende da molteplici fattori. Bisogna però sempre arrivare a giocarsi tutto fino in fondo. Ricordo ancora quando arrivai a Formello: era rimasto poco e niente, sia nelle attrezzature che nel patrimonio tecnico, tranne qualche importante giocatore del vecchio ciclo. Presi tanti giocatori, alcuni dei quali sono entrati nella storia della Lazio, come per esempio Tommaso Rocchi. La crescita però è sempre stata tangibile e oggi siamo in alto, nelle posizioni che contano».

Parliamo dello stadio di proprietà, ieri Calenda ha detto che il Flaminio non si presta ad essere lo stadio della Lazio ma i laziali lo sognano, è una strada percorribile?

«Ci siamo mossi ufficialmente, come sapete. Fare uno stadio di proprietà non è come andare a prendere un caffè al bar. Ci sono procedure, condizioni mutevoli, variabili a non finire che possono incidere sul risultato finale. Per questo parlerò a tempo debito e non ha senso fare annunci di qualsiasi tipo su questo tema. Di certo la Lazio vuole un suo stadio di proprietà».

Non so se ha letto in una recente intervista Sergio Cragnotti le ha fatto i complimenti ed ha parlato di un presidente ambizioso che non bada più ai conti.

«Mi fanno piacere le sue parole. Noi cerchiamo di conciliare i risultati sportivi con quelli economici».

Presidente, Immobile ha fatto la storia della Lazio ma anche del calcio italiano. Però non sembra essere considerato come merita.

«Trovo incredibile che un giocatore così non sia celebrato come merita. La Lazio non vuole trattamenti di favore da nessuno. E lo stesso vale per i suoi calciatori. Vorrebbe soltanto che fosse guardata la realtà. Un giocatore che segna moltissimi gol da anni, che è sempre decisivo, con colpi da grande giocatore, va sui giornali per vicende che nulla hanno a che vedere con le sue qualità umane e sportive. Ha vinto la sua Scarpa d’Oro ma forse a qualcuno dà fastidio che stia alla Lazio. Lo conosco e so che ama i tifosi laziali e questa società proprio perché lo fanno sentire ogni giorno importante».

Girano tante voci attorno alla Lazio, ci dobbiamo aspettare delle novità a livello dirigenziale?

«Girano sempre tante voci attorno alla Lazio. Bisogna guardare ai fatti e non alle indiscrezioni. Nella società sono in corso alcuni cambiamenti, come sapete ho affidato un ruolo per tutto il settore giovanile e la Primavera, oltre che Lazio Woman, a mio figlio Enrico, che porterà sicuramente energia giovane e grande attaccamento ai colori biancocelesti. È arrivato il Direttore Fabiani, persona di grande esperienza che gode della mia considerazione e stima personale. Ho apportato alcuni cambi nella comunicazione, per essere sempre più pronti e propositivi, visto che non abbiamo, a differenza di altri, trattamenti con i guanti bianchi».

Qual è il sogno oggi di Claudio Lotito?

«Portare la Lazio ai vertici del Campionato italiano e d’Europa. È un sogno sportivo, professionale, personale».

Lasciamo il calcio, parliamo di politica: perché si è candidato in Molise?

«Mi piacerebbe entrare in Senato e dare il mio contributo. Sarebbe la prima volta, ma l’esperienza di imprenditore conta. Non sarei, insomma, un Carneade come tanti altri che pensano si possano ricoprire questi ruoli senza alcuna competenza. Sto girando il Molise in campagna elettorale e scopro ogni giorno un’Italia piena di valori e dignità, che ha bisogno di essere ascoltata e di potersi esprimere. Incrocio le dita e intanto mi rimbocco le maniche».

La sua è stata una campagna elettorale sui generis. Sono diventati virali i sui video in cui balla e canta con i molisani…

«È una campagna elettorale che mi sta entusiasmando oltre le aspettative. Ho trovato i molisani un popolo accogliente e generoso. Sono persone vere e io ho voluto comportarmi con la loro stessa semplicità che è poi il mio modo di essere anche se nel mio ruolo di imprenditore e presidente della Lazio non posso sempre esprimere: ho giocato a carte, a calcio balilla, che mi piace tantissimo, sono stato in tante discoteche e in diversi centri anziani. Quando mi hanno chiesto di ballare con loro, potevo rifiutare? (sorride, ndr)».  Leggo

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Flaminio-Lazio, Onorato: “Documentazione inviata, ora sta a Lotito presentare un progetto”

Alessandro Onorato, Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma, in una intervista a La Repubblica è tornato a parlare della possibilità di concedere lo stadio Flaminio alla Lazio. «Adesso sta al presidente Lotito presentare un progetto per ristrutturare il Flaminio. I nostri uffici hanno impiegato solo 5 giorni per inviare la documentazione richiesta. Se ci sarà un progetto lo analizzeremo, sarebbe naturale immaginare che la Lazio e i suoi tifosi possano avere il proprio stadio al Flaminio. Se Lotito fa sul serio si può chiudere entro 10 mesi l’iter autorizzativo. Per il momento il presidente si è detto disponibile, ma contano i fatti. Se la Lazio non troverà la via giusta, individueremo un’alternativa. I vincoli ci sono ma se verrà presentato un progetto che esalti la vocazione sportiva e non quella commerciale, le istituzioni preposte saranno liete di contribuire. Sta a Lotito dimostrare di voler andare fino in fondo».

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Ass. Onorato: “Flaminio-Lazio, si può fare, c’è la reale volontà di Lotito. Aspettiamo una pec di richiesta documenti per partire” (AUDIO)

ALESSANDRO ONORATO (Ass. Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda Comune di Roma), in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Con il presidente Lotito per il Flaminio non c’è mai stata una vera e propria scadenza. La certezza è che il Comune non vuole lasciare l’impianto in questa condizione di decadenza. Roma ha due squadre di calcio importanti con l’ambizione di avere il proprio stadio. Da parte nostra c’è una sorta di priorità morale nei confronti della Lazio, circa una sorta di progetto per far diventare il quadrante del Flaminio una casa della Lazio. Ad agosto abbiamo continuato a lavorare, ci siamo incontrati, abbiamo espresso questa disponibilità. Chiaro che non devono essere tentennamenti. Non è un tabù immaginare lo Stadio Flaminio alla Lazio, ma deve essere massima convinzione”.

Incontro con Lotito

Nell’incontro che abbiamo avuto con Lotito ho visto la reale volontà e disponibilità dello stesso. Ci sono altri interessamenti, la priorità è della Lazio, ma ci aspettiamo che prossimamente il club possa presentare una proposta che tenga conto anche dei vincoli. Se qualcuno pensa che quell’area possa diventare solo commerciale sbaglia. Se la Lazio vuole mettere in campo dei progetti e dei fondi che vadano a tutelare anche la natura architettonica dell’impianto ben venga. C’è la disponibilità della Lazio a parlarne, formalmente noi aspettiamo un passaggio con pec del club per dare vita al dialogo concreto e per la richiesta di tutti i documenti utili per entrare nel vivo. L’iter burocratico è chiaro e netto, la famiglia Nervi e la sovraintendenza sono predisposti a trovare una soluzione. Mi auguro che il prima possibile Lotito invii questa email e dopo la nostra risposta, mi auguro che possa poi manifestare ufficialmente l’intenzione di procedere. Se oggi la Lazio vuole presentare un progetto coinvolgendo tutti i soggetti interessati il dialogo è fattibile ed i tempi sarebbero anche più stretti di quanto si immagina. Si tratta di recuperare una struttura adeguandola alle norme. Sfatiamo il mito che la cosa sia impossibile. Si può fare, certamente non a tutti i costi“.

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Flaminio, la mossa di Lotito: i dettagli

Secondto ‘La Repubblica’, il patron Lotito ha scritto al Comune di Roma per richiedere tutta la documentazione dello stadio Flaminio. La nota ufficiale è stata presentata ieri a Patrizia Delvecchio – dirigente del dipartimento Sport – e la risposta è attesa entro la fine di questo mese. La Lazio avrà quindi il compito di presentare una prima bozza di un proprio progetto.